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martedì 29 luglio 2014

NOTALGIA PARESTESICA, ORTICARIA E PRURITO INTRASCAPOLARE


LETTERA

UN PROBLEMA DI CARATTERE ESTETICO

Gentile dottor Valdo, sono Luisa, 49enne, della lettera di giovedì scorso intitolata “Emozioni affettive più forti della sclerosi e delle recidive”. Avrei un altro quesito da porti su un tema che ho cercato invano sulle tue tesine. Mi rendo conto che è fine luglio e tempo di vacanze e riposo anche per te, ma non ho fretta per la risposta. Si tratta di un problema di poco conto, più che altro estetico. Almeno spero!

CHIAZZA IPERCROMICA PRURIGINOSA CHIAMATA NOTALGIA

Dall’inizio dell’anno circa mi è comparsa una macchia iperpigmentata, sulla schiena all’altezza della scapola. Pensavo fosse pitiriasi come è successo a mia sorella, a cui nel giro di qualche mese è andata via spontaneamente. Siccome la mia macchia non accenna a scomparire, anzi si è estesa ulteriormente, il mese scorso sono andata dal dermatologo. La sua diagnosi parla di Notalgia Parestesica, ovvero chiazza ipercromica pruriginosa in sede paravertebrale di origine nervosa. Mi ha suggerito una rx dorsale, ma mi sembrano raggi inutili dal momento che una probabile discopatia è già evidenziata dalla notalgia. Secondo il dermatologo è permanente e nessun prodotto o trattamento estetico può toglierla. Che ne pensi?

SENTO GIÀ INEQUIVOCABILI BENEFICI A STOMACO E ADDOME

Sono solo all’inizio del mio percorso vegano. Da qualche giorno ho sospeso anche uova e grana. Ho ancora molta strada davanti prima di raggiungere la vera disintossicazione, ma sono molto fiduciosa e determinata. Sento già i primi e inequivocabili benefici a stomaco e addome, i miei punti deboli da 16 anni, dopo l'asportazione della cistifellea. Prima funzionavano perfettamente tranne che per un paio di coliche nel mese precedente l’intervento. È vero che, come dici, acqua passata non macina più, ma ora ne ho trovata dell’altra nuova e rigenerante, che è quella vegana! E con lei si è riaccesa la speranza di ritrovare la mia salute. Buona Estate Vegana!
Luisa

*****

RISPOSTA

L'ETIMO GRECO STA PER DOLORE AL DORSO

Ciao Luisa. Per la ricerca devi inserire parole come pelle, derma, orticaria, prurito, psoriasi. La notalgia parestesica è un disturbo che non si cita spesso, quasi non esistesse. L'etimologia è la scienza che studia l'origine e la storia delle parole. Il termine "etimo" viene dal greco étymos, significante vero, reale, genuino, e aiuta a capire da dove diavolo nascono certe parole. Il termine notalgia deriva da noton=dorso e algos=dolore. Dolore in un prurito più o meno localizzato che colpisce preferibilmente le spalle e la schiena.

PRURITO E BRUCIORE TRA LE SCAPOLE

Una neuropatia sensoriale implicante prurito interscapolare e sottoscapolare, con formicolio misto a bruciore, con parestesia ovvero perdita di sensibilità. Questa patologia provoca un forte bisogno di grattarsi in modo continuato. Il disturbo può interessare anche la zona cervicale. Chi ne è colpito cerca sollievo grattandosi continuamente e, in certi casi, si aiuta con degli oggetti o degli spigoli non essendo facile arrivare con la mano dietro le spalle. Trattasi spesso di disturbo che porta a grattarsi in tutti i posti e in tutti i momenti, sboccando a volte in un handicap vistoso e sociale. 

I PEPERONCINI PICCANTI ROSSI

La capsaicina è un principio attivo di origine naturale attivo su diverse patologie. È un derivato amminoacidico del pepe di cayenna (8-metil-vanillil-6-nonenamide). Questa particolare molecola riesce a modulare alcune risposte nervose ed infiammatorie. Essa è in grado di interferire su alcuni neuropeptidi, in particolare sulla sostanza P. Tale sostanza risulta presente nelle fibre nervose di piccolo calibro come le fibre amieliniche (fibre C) che includono fibre sensitive e fibre autonomiche post-gangliari simpatiche e para-simpatiche.

LA SOSTANZA P PROVOCA ERITEMA E PRURITO

La Sostanza P è il peptide per il quale esistono le maggiori prove a favore di un suo specifico ruolo nella trasmissione periferica di stimoli dolorosi. La Sostanza P provoca vasodilatazione e possiede attività stimolante sulla muscolatura liscia intestinale, uro-genitale e respiratoria. La sostanza P è in grado di degranulare i mastociti e i basofili provocando di conseguenza eritema e prurito.

CAPSAICINA RIDUTTRICE DELLA REAZIONE ORTICARIOIDE

La capsaicina provoca la deplezione della sostanza P dalle fibre nervose modulando quindi il sintomo doloroso. Per esempio, il pre-trattamento con capsaicina applicata localmente innalza in modo significativo la soglia del dolore. La Capsaicina inoltre è responsabile dell'inibizione dell'eritema evocato dall'iniezione intradermica di allergeni. D'altro canto è significativa la riduzione della reazione orticarioide indotta da stimoli termici in pazienti affetti da orticaria da caldo e da freddo. In relazione a queste specifiche attività la capsaicina è stata usata in alcune patologie dermatologiche ma anche in malattie caratterizzate da iper-reattività nervosa. La Capsaicina è stata ed è utilizzata con successo nella nevralgia post-zosteriana, condizione spesso debilitante nell'anziano. Fa dunque da alternativa ai topici cortisonici e agli emollienti in alcuni casi di prurito senile.

TISANE DIURETICHE E MENU DIURETICO

Il prurito è comunque un sintomo, una conseguenza, per cui si deve pensare alle cause che includono errori dietetici (formaggi fermentati, mostarde, carni), intossicazioni da arsenico, medicamenti tipo aspirina e antibiotici, carenze ormonali, malattie del fegato, uso di alcolici e caffè. Consigliabile l'uso di tisane diuretiche e menu diuretico, tipo ortica, tarassaco, finocchio, carciofo, equiseto, sidro di mele, crescione, cavolini Bruxelles, cavolo, carota, bietole, aglio, rafano, ravanelli, lattuga, anguria, melone, zucchine.

PRIORITARIO ELIMINARE LE SOSTANZE TOSSICHE E CORROSIVE

I disturbi della pelle non vanno considerate con avversione, visto che costituiscono un processo amico, difensivo e rimediale. Grazie ad esse l'organismo promuove l'eliminazione delle sostanze estranee accumulate. La natura di queste sostanze è acidificante, tossica e corrosiva. Qualsiasi alterazione cutanea indica uno stato di impurità interna che non deve essere soffocato con pomate o medicamenti abortivi, ma deve essere al contrario aiutata mediante sudorazione, esposizione al sole che provoca in fin dei conti una positiva intensificazione dei fenomeni, e quindi una accelerazione guaritiva.

Valdo Vaccaro

COLANGIOCARCINOMA, TROMBOSI VENA PORTA E SENTENZA DI MORTE


LETTERA

NATUROPATA ALLE PRIME ARMI

Buongiorno carissimo Valdo. Sono una giovane naturopata alle prime armi con una grande necessità di consulto e di consiglio da chi mi può capire e abbia, rispetto a me, una conoscenza professionale più matura. Premetto che da poco tempo ho cominciato a leggerti e ad approfondire l'importanza di una alimentazione corretta che purtroppo nemmeno alle scuole di naturopatia insegnano più di tanto, così come succede anche in medicina.

STIAMO COMUNQUE PROGREDENDO

Ho 30 anni e ho tantissimo da imparare e soprattutto da migliorare, anche per quanto riguarda me stessa e il mio stile di vita. Mi sembra di procedere a piccoli passi e con eccessiva lentezza. Quando finisco di capire come funziona una cosa, ne salta fuori un'altra, spesso frutto delle manipolazioni delle lobby. La nostra alimentazione in famiglia non è delle migliori, ne siamo consapevoli, soprattutto dopo averti conosciuto. Ho un bambino non vaccinato. Da quest'anno, coi nostri risparmi, abbiamo preso un pezzettino di terreno trasformandolo in orticello che amplieremo a frutteto se tutto va bene entro l'anno.

LA TESTA MI SCOPPIA PER MIO SUOCERO, CON DUE SOLI MESI DA VIVERE

Il problema che oggi mi preme è mio suocero. Mi spiace disturbarti perché so che nel tuo sito ci saranno altre tesine su questo discorso. Ma gli hanno dato due mesi di vita e vorrei agire in fretta. Ho paura di non riuscirci in tempo e di non riuscire a studiare per bene quello che serve. Ho già la testa che mi scoppia.

NESSUN INTERVENTO POSSIBILE E POTREBBE ESSERE UNA FORTUNA

Spero tanto in una tua risposta. Sono venuta a conoscenza dei tuoi studi e delle tue tesine solo pochi mesi fa e, pertanto, non sono riuscita ad arrivare a questo shock già informata e tranquilla. La diagnosi è colangiocarcinoma, trombosi della vena porta, cirrosi epatica. Nessun intervento possibile, nessuna terapia chemioterapia né farmaci sperimentali stando all'ospedale di provincia, mentre un altro ospedale maggiore vorrebbe fare la biopsia per passare a eventuale chemio.

SMENTIRE LA SENTENZA DI MORTE È LA MIA PRIORITÀ

Se da un lato preferisco la prima ipotesi per non fargli passare gli ultimi giorni in ospedale con gli effetti devastanti della chemio, dall'altra non voglio mollare, e voglio al contrario sperare che la sentenza di morte possa essere evitata.

TI VORREI ANCHE INCONTRARE

Ho cercato di modificare la sua pessima alimentazione. Ho inserito nel suo menu il succo di aloe, l'iberico, la curcuma, la graviola, l'olio di canapa, l'acido ascorbico, il bicarbonato di potassio, il Reishi, altre erbe naturali ancora. Ma mi sento troppo immatura e ho bisogno di un tuo consiglio professionale. Sono anche disposta a spostarmi se hai la possibilità di ricevermi. Spero in una tua risposta e mi scuso ancora. Grazie di cuore.
Maeva

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RISPOSTA

LA MEDICINA MARTIRIZZA E NON GUARISCE

Ciao Maeva. Sir Arbuthnot Lane (1856-1943), medico-chirurgo scozzese nonché autorità mondiale nel campo dell'oncologia, fece mea-culpa alla fine della sua carriera. "Invece di studiare l'alimentazione e la disintossicazione abbiamo perso tempo a studiare i germi". Il cancro si produce per impurità del sangue. Poiché la medicina convenzionale è impotente nel guarire il cancro, data la sua incapacità cronica di purificare il sangue, essa si scaglia contro il tumore canceroso e lo estirpa.
Cosa ottiene? Niente altro che la martirizzazione dell'infermo, spargendo la sua materia corrosiva e tossica per il corpo.

IL CANCRO, COME LE CARDIOPATIE E TUTTO IL RESTO, È MALATTIA DEL SANGUE

Padre Taddeo definì tutte le operazioni oncologiche come superflue, inutili e nocive, visto che il cancro è una malattia generale del sangue e deve essere combattuta sottoponendo l'intero organismo a una detossificazione accurata e non certo a un intervento secondario, zonale e parziale sul sintomo.
Il medico capace deve lasciar da parte la cura della formazione neoplastica e concentrarsi sul ristabilire la salute integrale del canceroso. Il che significa "ripristino della normalità funzionale dell'intero organismo".

LO STOMACO È L'OFFICINA DOVE SI FABBRICA IL SANGUE E SI FORGIA LA SALUTE

Lo stomaco è l'officina dove si forgiano la salute e la vita del corpo. La digestione consiste nella trasformazione degli alimenti in sangue mediante fermentazione degli stessi a 37 gradi di temperatura. I mezzi usati dalla medicina odierna per curare il cancro sono apportatori di maggiore tossicità e di mutilazione dell'organismo. Non si muore mai di tumore o di cancro ma sempre di cattiva digestione e di sangue guasto.

FRUTTA E INSALATE A PIACERE MA SENZA ESAGERARE

La dieta per qualsiasi tipo di tumore sarà esclusivamente a base di frutta e di insalate crude, condite con olio extravergine di oliva e senza sale, nella quantità desiderata, da assumere a piacere secondo appetito e secondo buon senso. Non appena si sarà normalizzata la digestione e ritornato l'appetito, si potrà anche passare al vegetale cotto ma non stracotto, con eventuale uso di ricotta e di uova. Oltre al cibo si farà uso di decotti e tisane a base di ortiche, di malva, di geranium robertiarum o erba Roberta o cicuta rossa. o di semplice salvia. Non è casuale che un antico romano dicesse"Ma perché si continua ad ammalarsi e a morire, se abbiamo la salvia nell'orto?

RUDOLF BREUSS ONCOLOGO NATURALISTICO CON 45 MILA GUARIGIONI

Rudolf Breuss (1899-1990) fisiologo austriaco, alla veneranda età di 91 anni, ha pubblicato "Cancro, leucemia ed altre malattie apparentemente incurabili sono guaribili con metodi naturali", un libretto
di consigli per la prevenzione e cura di molte malattie. Alternando digiuno e somministrazione di succhi vegetali secondo una dieta meticolosa, racconta di aver guarito all'incirca 45.000 malati di cancro apparentemente inguaribili a partire dal 1950.

CURA ANTICANCRO DAI RISULTATI STREPITOSI

La cura anticancro del dr Breuss è una forma di digiunoterapia a base di succo di verdura, a volte sostituibile con un brodo di cipolla o di verdure. Si tratta di un semidigiuno, non di un digiuno totale. Al contrario di altri, sfrutta appieno i meccanismi biologici che si formano nel digiuno totale. In esso infatti, meno si beve succo, meglio è! Proprio l'opposto della Terapia Gerson che, invece punta al pieno di frutta o al pieno di succhi. Viene suggerito di non berne se non si sente reale necessità di farlo, onde evitare la dilatazione dello stomaco e il gonfiore intestinale. Stomaco e intestino vanno per lui lasciati il più possibile a riposo.

SEMIDIGIUNI DI 42 GIORNI

La durata totale di questo semidigiuno, è di 42 giorni in caso di malattie gravi come tumore e cancro. Solo 30 o anche 15 in quelle meno gravi. In questo lasso tempo, secondo il dr Breuss, se si hanno ancora intatte le proprie risorse immunitarie e non si è passati sotto la chemio, qualsiasi malattia guarirebbe senza perdere le forze e senza nefasti effetti collaterali che, invece, in un digiuno totale si hanno, sopratutto negli organismi già debilitati da malattia o dall'età.

SPREMUTE E BRODI DI VERDURE RIVITALIZZANTI E RINFORZANTI

Le spremute e i brodi vegetali non stracotti mantengono in forze la persona. Si tratta di una dieta idrica che fonda il suo concetto sulla convinzione che la malattia, il cancro per esempio, si nutrirebbe solo dei cibi solidi, e che quindi, per debellarla, sia necessario stare alla larga dai solidi per 30-42 giorni, dando al corpo solo succo nutritivo essenziale e dando anche la possibilità al corpo di rinnovarsi e di guarire insomma, tramite i meccanismi che sono propri del digiuno e della chetoni. Non è una succo-terapia Gerson, ma un sistema basato sul digiuno e i rimedi naturali.

SUCCHI, DECOTTI E AUTO-CANIBALISMO CELLULARE

Attraverso la cura dei succhi e decotti, l'apporto esterno di proteine viene bloccato, cioè le proteine vengono escluse dall'alimentazione quotidiana. A a quel punto, le cellule affamate bussano all'ipotalamo in cerca di proteine. Diventano auto-cannibali alla ricerca di ogni sostanza superflua, di ogni escrescenza, di ogni accumulo accumulo scorie, di ogni formazioni tumorali. Un'operazione senza bisturi che il sangue stesso intraprende dosandola sottilmente. Decotti e infusi specifici aiutano i reni a smaltire le tossine eliminative, evitando disastrose ostruzioni. Dei succhi si può berne a seconda dell'appetito, ma non oltre un quarto di litro al giorno (meno se ne beve, meglio è), cioè circa tre bicchieri. Mentre, per i decotti, vale la regola inversa.

ZUPPA DI IPPOCRATE, MODO GUSTOSO PER INIZIARE I PASTI

La Zuppa Ippocrate è un modo gustoso per cominciare i pasti. Straordinaria come depuratrice renale. Per preparare la zuppa speciale di Ippocrate le verdure devono essere lavate accuratamente e non pelate, tagliate a cubetti, coperte con acqua e cotte per due ore. Poi le verdure cotte vengono passate con il passaverdura per eliminare le fibre e le bucce. Alla fine di questo procedimento otterrete una zuppa densa e cremosa. Fate raffreddare prima di mettere nel frigorifero. Preparatene abbastanza per due giorni perchè se conservata più al lungo tende a perdere il suo valore nutrizionale. Le quantità di verdure da usare includono 1 sedano rapa medio, oppure 3 coste di sedano, un po' di prezzemolo, 700 g circa di pomodori, 2 cipolle rosse di Tropea, 2 porri, alcuni spicchi di aglio, 450 g di patate non OGM e non irradiate. Aglio e salvia a piacere.

IL SUCCO DI BREUSS

3-5 rape rosse, o barbabietole, 1-5 carote, 1 tubero di sedano, metà rafano, una patata. Tutto in centrifuga. Filtrare con telo di lino perché su un litro di succo c'è ancora un cucchiaio di scorie che nutrirebbero il cancro. Berlo adagio, a cucchiaiate. Non inghiottire subito, ma insalivare bene. In aggiunta a questo succo di base si può bere, di tanto in tanto, anche del succo di cavolo cappuccio.
Durante questa cura non si deve mangiare nulla per 42 giorni, salvo bere il succo di verdura e i decotti. La miscela di succhi secondo la ricetta, deve assolutamente essere bevuta in combinazione con i decotti, sempre solo a sorsi e bene insalivata. Non succhi di verdura soltanto!

TISANE UTILI NEI PERIODI CURATIVI

L'attività degli organi escretori viene favorita dalle tisane, in quanto il geranium robertianum stimola i reni, bardana-limone-aloe-equiseto-tarassaco-malva-ortica depurano il sangue, la salvia è antinfiammatoria e, la calendula, elimina la viromicosi, cioè, i disturbi dell'ossigenazione cellulare del sangue. L'intera cura dei succhi va dunque valutata in relazione a questa triplice azione.

BRODO DI CIPOLLA AL POSTO DEL SUCCO

È possibile sostituire i succhi, oppure integrarli, con del brodo di cipolle, solo il brodo, non le cipolle. Un brodo di vegetali vari, a cui si aggiunge alla fine una cipolla brasata o rosolata, che poi si gira e si lascia un po' in infusione, prima di toglierla per consumarne solo il brodo.  Il Brodo di Zuppa di cipolle alla Breuss dice di tagliare una cipolla della grandezza di un limone a pezzettini, assieme alla buccia marrone, rosolare in grassi vegetali od olio, infine, aggiungere un brodo vegetale e mescolare energicamente. Poi filtrare ed utilizzare soltanto il brodo chiaro, senza cipolla.

SUCCHI E BRODI CONTRO CANCRO AL FEGATO E ALLA CISTIFELLEA

Si deve prendere 1-2 piatti pieni di brodo di zuppa di cipolla al giorno. Se però non si ha nessuna necessità di questo brodo, allora lo si può anche tralasciare, o prenderne un piatto pieno solo a pranzo. In caso di cancro al fegato ed alla cistifellea, non si deve mai prendere un piatto intero di brodo di zuppa di cipolle. È consigliabile invece berne, ogni ora, circa 10 cucchiai caldi. In questi casi si beve inoltre, una tazza circa di infuso di assenzio al giorno.

SUCCHI E DECOTTI ALLA PATATA CONTRO LA STITICHEZZA

Se si vuole togliere la patata dal succo, si può sostituirla col decotto fatto con le sue bucce. Mettere una manciata di bucce crude in 2 tazze di acqua, e far bollire per 2-4 minuti. Bere 1 tazza di decotto di bucce di patata al giorno, freddo, a sorsi. Se il decotto risulta di sapore sgradevole, è segno che il fegato non ne ha bisogno. in tal caso, si può fare a meno di berlo. Se la stitichezza dà disturbi, la cura dei succhi, stimola talmente la circolazione portale, che ciò che si trova nell'intestino ed è ancora utilizzabile, viene quasi totalmente assorbito dall'organismo. Eccezionali la patata cruda e la foglia di aloe.

IL FORMIDABILE DECOTTO DI SALVIA

Per berla, occorre lasciarla bollire esattamente 3 minuti. Metterne un massimo di 2 cucchiaini da the, in mezzo litro d'acqua bollente e far bollire 3 minuti, poi togliere dal fuoco. Nella salvia c'è molto olio etereo, assai necessario per i gargarismi, ma che non deve essere inghiottito, per questo va bollita esattamente 3 minuti. Dopo questo tempo, l'olio non è più attivo e libera un fermento vitale, basilare per ghiandole, midollo e dischi. Per questo motivo, si dovrebbe bere salvia ogni giorno, per tutta la vita. Chi ne beve sempre, difficilmente si ammalerà.

MA PERCHÈ MORIAMO SE C'È SALVIA NELL'ORTO?

Il Decotto di salvia, è il più importante di tutti i decotti. Bisognerebbe berlo per tutta la vita. Non per nulla un antico saggio romano studioso disse: "Ma perchè si continua ad ammalarsi e a morire giovani, se abbiamo la Salvia nell'orto!"

TISANA CONTRO IL CANCRO IN GENERALE

Lasciare in infusione una presa di Geranium Robertianum o erba Roberta per 10 minuti, in una tazza di acqua bollente. Berla fredda, una tazza al giorno, a sorsi. Da 1 a 2 tazze di tisana di melissa al giorno, bevuta fredda a sorsi. Lasciare in infusione in acqua bollente per 10 minuti. Dose: una presa.

TISANA CONTRO IL CANCRO AGLI OCCHI

Una tazza di eufrasia al giorno, bevuta fredda a sorsi. Una presa, in infusione per 10 minuti in acqua bollente.

TISANA CONTRO IL CANCRO AL SENO, ALL'OVAIO E ALL'UTERO

Ogni giorno una tazza di alchemilla, con ortica bianca e gialla o lamium, bevuta a sorsi. Lasciare in infusione una presa di alchemilla mista e una piccola presa di ortica bianca e gialla in una tazza di acqua bollente per 10 minuti.

TISANA CONTRO IL CANCRO AL PALATO, LABBRA, LINGUA, LARINGE E GHIANDOLE DEL COLLO

Decotto di pimpinella o anice per tutti i 42 giorni. Un cucchiaino da the  in una tazza d'acqua, bollito per 3 minuti.

TISANA CONTRO IL CANCRO DELLA PELLE

Se la piaga non supera un centimentro di diametro, inumidirla leggermente alcune volte al giorno con succo fresco, amaro e giallo, di celidonia o erba da porri. Se però la piaga è più grande, inumidire solo il bordo e la pelle sana attorno. D'inverno bisognerebbe usare la tisana di questa pianta per inumidire o lavare, ma anche questo solo attorno alla piaga. Lasciare in infusione una presa in una tazza di acqua bollente per 10 minuti e usare tiepido. Si può usare anche la tintura della pianta. Ma mai sulle piaghe aperte!

TISANA CONTRO IL CANCRO A OSSA E POLMONI

Si beve un'infusione di piantaggine, lichene d'Islanda, polmonaria, edera terrestre e verbasco.  Metterle assieme in infusione in acqua bollente per 10 minuti. Non è indispensabile che tutte queste erbe siano contenute nel decotto, e si può berne quanto si vuole, quanto più tanto meglio.

TISANA CONTRO IL CANCRO ALLO STOMACO

Bere una tazza al giorno, a sorsi, di infuso freddo di assenzio. Lasciare in infusione una piccola presa in una tazza di acqua bollente solo per tre secondi. Se vi è concomitante un disturbo nervoso di stomaco, bere una tazza al giorno di decotto di valeriana assenzio, cioè mezzo cucchiaino da tè di radici di valeriana bollite per tre minuti in una tazza d'acqua, poi versato 3 secondi su una piccola presa di assenzio.

TISANA CONTRO CANCRO ALLA MILZA E AL PANCREAS

Si dovrebbe bere almeno un litro di decotto di salvia al giorno, fredda o calda. Inoltre sarebbero consigliabili brevi impacchi molto caldi di fiori officinali del fieno, di equiseto, di paglia di avena. I fiori del fieno si lasciano solo in infusione. L'equiseto e la paglia d'avena, vanno bolliti 10 minuti.

TISANA CONTRO CANCRO ALLA PROSTATA E AI TESTICOLI

Due tazze al giorno di epilobio a fiori piccoli, bevuto freddo a sorsi. Mettere in infusione in acqua bollente per 10 minuti.

TISANA CONTRO IL CANCRO AL FEGATO

Due tazze al giorno di decotto di bucce di patata, bevuto a sorsi freddo o caldo. Far bollire una manciata di bucce crude da 2 a 4 minuti in due tazze di acqua. Se il decotto risulta di sapore gradevole è segno che il fegato ne ha bisogno! Se risulta di sapore sgradevole non è necessario berlo.
Fare impacchi con foglie di cavolo-verza.

DEFINIZIONE DI COLANGIOCARCINOMA

Il colangiocarcinoma è un tumore maligno che non interessa direttamente il fegato ma le vie biliari.
In termini percentuali ha una incidenza del 20% rispetto al totale dei tumori primari del fegato e si tratta di una patologia piuttosto rara, che colpisce in media 1,5 soggetti ogni 100 mila abitanti. Ci sono delle cause predisponenti a questa malattia, che sono state individuate nella malformazione delle vie biliari o nella ostruzione delle stesse, situazione che porta ad un ristagno delle secrezioni con conseguente infiammazione cronica delle medesime vie e possibile degenerazione della struttura.

RICOSTRUZIONE DELLA CONTINUITÀ BILIODIGESTIVA

Le terapie sono sia di tipo chirurgico che non invasivo. Si tratta comunque di un tumore non semplice da trattare perché la sua resezione è spesso complicata dal fatto che congiuntamente all'ostruzione del tumore va anche ricostruita la continuità biliodigestiva, cioè la continuità d'organo del tratto digerente.

COMPLICAZIONI OPERATORIE NEL COLANGIOCARCINOMA

Essendo questi interventi altamente demolitivi, e questa circostanza è specificamente richiesta per eliminare al massimo il rischio di lasciare cellule tumorali attive, le complicazioni post operatorie sono un dazio obbligato da pagare. L'utilizzo di radioterapie e chemioterapie non ha ancora dimostrato una efficacia terapeutica accertata, anche se vengono comunque utilizzate per ridurre la massa tumorale e quindi anche l'invasività dell'intervento.

GLI ACCADIMENTI SORPRENDENTI DEL DIGIUNO

Nel digiuno, questa attività così impegnativa, viene completamente eliminata e nell'organismo accadono cose sorprendenti. Il corpo, libero da questo impegno, concentra la sua forza nel rigenerare gli organi, espellendo tutte le tossine accumulate nel corso del tempo. Si tratta dei radicali liberi, delle sostanze acide che vengono scartate dal metabolismo. Per la medicina ufficiale sono fronzoli del passato, ma l'ostilità delle strutture sanitarie deriva dal fatto che questa cura non costa nulla. Il digiuno non è redditizio, non porta soldi.

L'AMERICAN NATURAL HYGIENE SOCIETY DEL GRANDE HERBERT SHELTON

Il digiuno di Breuss, come terapia contro il cancro, non costituisce un esempio unico nel mondo delle terapie naturali. Un'altra scuola, nota a livello mondiale, è quella fondata da Herbert M. Shelton 1895-1985), americano di origine tedesca, nato in Texas nel 1895, e autore di 50 libri circa. Documentò casi clinici risolti. Elaborò un nuovo modo di vivere e di pensare secondo natura.
Condusse con maestria e successo quasi 100 mila digiuni.

VIVIAN VIRGINIA VETRANO, DISCEPOLA DI SHELTON E AUTOREVOLE INTERPRETE DEL DILEMMA B12

Attualmente, Vivian Virginia Vetrano rappresenta la discepola più ortodossa dell'igienismo di Shelton, accanto al quale ha vissuto un'esperienza ventennale nella Scuola della Salute di S. Antonio, nel Texas. Interessanti le sue affermazioni sulla B12. Indipendentemente da quanto dicono le autorità, la possiamo ottenere dai vegetali. La possiamo immagazzinare nel fegato per 2 o più anni come riserva. Ci serve in quantità infinitesimali e, in una dieta a predominanza fruttariana e vegetale cruda, otteniamo B12 sufficiente a mantenerci in buona salute per la vita intera. Dovunque c'è il gruppo B esiste anche la giusta quantità di di B12. La dieta costituzionalmente elettiva e adattavi dell'uomo deve per forza e per logica fornire tutti i requisiti della buona nutrizione. Se non fosse così dovremmo pensare che Natura e Creato hanno commesso un grave errore, cosa non ammissibile in un mondo operante secondo leggi eterne, precise e coerenti. 

UNA VISUALE GLOBALE ED OLISTICA DELLA PERSONA UMANA

Per la dr Vetrano, la vera digiunoterapia è praticata da medici vitalisti, igienisti e naturopati, che hanno una visione globale della persona e la considerano nel suo insieme fisico-psichico-spirituale. È fondamentale saper distinguere il momento di interrompere il digiuno. Ognuno, a seconda delle proprie riserve, ha il suo tempo massimo, dopo il quale rischia l'inanizione, un'anoressia irreversibile. Perciò è sempre necessario farsi seguire da un esperto terapeuta, in grado di riconoscere i segnali che indicano il momento di rialimentarsi. La Vetrano lamenta che si arrivi a sperimentare il digiuno quando si è ormai all'ultima spiaggia, dopo aver provato senza successo tutte le terapie della medicina convenzionale.Nonostante ciò, continua la decana dei digiunoterapeuti, ho accettato anche malati gravi, perché ho sempre avuto fiducia nella capacità di autoguarigione del corpo, nella vis medicatrix naturae, di cui parla Ippocrate, e nei principi dell'igienismo.

UN CASO STRAORDINARIO DI GUARIGIONE DIGIUNISTICA

La dottoressa Vetrano annovera nella sua lunga esperienza, casi clinici molto significativi. Una signora di 40 anni, che aveva assunto per lungo tempo pesanti farmaci, tra cui cortisonici, soffriva di un'infiammazione in tutti i muscoli del corpo, non poteva camminare, né girare la testa e si muoveva come un automa. Per questo le avevano anche ritirato la patente. Quando venne da me era debolissima. La prima volta poté digiunare solo 11 giorni, durante i quali si ripulì di tutte le droghe ingerite. La dimisi e le raccomandai di seguire una dieta igienista, di non assumere farmaci e tornare dopo sei mesi. Essendo meno debole, digiunò altre due volte, per 21 e 30 giorni, migliorando sensibilmente, fino a guarire del tutto.

TROMBOSI DELLA VENA PORTA

La trombosi della vena porta (Portal Vein Thrombosis, PVT) può essere associata a infezioni locali o sistemiche come pileflebite suppurativa, colangite, linfadenite suppurativa dei linfonodi adiacenti, pancreatiti, ascesso epatico. La PVT si verifica nel 10% dei pazienti con cirrosi e spesso si associa a un carcinoma epatocellulare.

CIRROSI EPATICA

La cirrosi epatica è stata descritta per la prima volta da Giovanni Battista Morgagni ( 1682-1771)  nel suo trattato del 1761 "De sedibus, et causis morborum per anatomen indagatis", uno dei fondatori della medicina moderna, protagonista nelle fortune delle Università di Bologna e di Padova.
La cirrosi epatica rappresenta il quadro terminale della compromissione del fegato. Essa è compresa fra le prime dieci cause di morte nel mondo occidentale e riconosce fra le sue cause principali l'abuso di alcol e le varie epatiti croniche. La caratteristica più evidente della cirrosi è il sovvertimento della struttura del fegato con fibrosi e rigenerazione sotto forma di noduli. La cirrosi epatica è il risultato di un processo di continuo danno e riparazione del parenchima epatico con formazione di ponti fibrosi tra i lobuli, le unità elementari che costituiscono il fegato. Questo disordine architetturale conduce a un malfunzionamento del fegato sia dal punto di vista metabolico sia dal punto di vista sintetico.

CANCRO AL FEGATO GRAZIE A CARNI, FUMO ED ALCOL

Nonostante il fegato sia esposto a prodotti tossici e carcinogeni più di ogni altro organo, e nonostante le sue cellule si replichino più veloci di ogni altra, il cancro primario al fegato è raro. A salvare il fegato ci pensa la continua e copiosa fornitura di sangue che riceve e che lo ripulisce. Ma ci pensa la cirrosi a rovinare il tutto. Fumatori, alcolisti e consumatori di carne sono infatti suscettibili alle batoste epatiche. Altro paradosso molti vegetariani-vegani che si fidano a occhi chiusi dei prodotti vegetali. Non a caso i nativi di Johannesburg (Sud-Africa) rivelano un livello di cirrosi del 2700% rispetto agli USA. Non a caso in Mozambico la percentuale è 10 volte maggiore 27000%.

CANCRO AL FEGATO DA AFLATOSSINE

È una questione di aflatossine, una escrezione proveniente da muffe che penetra dai gusci delle arachidi, del riso e di altri prodotti vegetali largamente consumati nelle zone appena citate. Anche le noci brasiliane sono cariche di aflatossine al punto che l'Austria ha bloccato la loro importazione. Ma le arachidi sono davvero micidiali. In Inghilterra, nel 1960, 100 mila turchi morirono di cancro al fegato per il loro menu a base di arachidi e crema di arachidi. Pure i Bantu, vegetariani, si ammalano intensivamente di cancro al fegato per le loro pentole in ferro che arricchiscono e quindi avvelenano i cibi di ferro inorganico, che finisce nel fegato e nel cervello portando a cancro al fegato e alle meningi. Molte aflatossine arrivano pure da carne e latte, visto che gli animali vengono alimentati con prodotti scadenti e malconservati.

VEGETALI COLERITICI AMICI DELLA CISTIFELLEA, AGEVOLATORI DI RAPIDO DEFLUSSO BILIARE

Ananas, avocado, banana, carciofo, carota, cavolo, ciliegia, cipolla, crescione, fico, fragola, lattuga, mela di stagione grattugiata, oliva, patata, pomodoro, ravanello nero e rosa, spinaci, susina (7-8 frutti al mattino e 7-8 la sera), tarassaco, uva.

VEGETALI UTILI ALLA INSUFFICIENZA EPATICA

Infusi caldi di anice, limone frutto, tiglio fiori, bucce di mele, menta foglie, limoncina foglie, 3-4 spremute d'arancia al giorno, asparago, avocado, carciofo, carota, cavolo, ciliegia, cotogna, crescione, fagiolino, fico d'India, fragola, lattuga, melagrana, melanzana, mirtillo, oliva, orzo, patata, pompelmo, prezzemolo, rafano, ravanelli, ribes, tarassaco.

LA MORTE NON È AFFATTO LA COSA PEGGIORE

Il dr Charles Huggins, premio Nobel e docente all'Università di Chicago, si espresse come segue: Diciamocelo con chiarezza. Esistono cose assai peggiori della morte. Una di esse è la chemioterapia. Se poi la chemio viene abbinata alla radio, la procedura diviene letale al massimo. Ma agli oncologi poco importa. Sono troppo concentrati ed ossessionati alla distruzione delle cellule maligne, per pensare a cose più serie.

DALLA GUERRA CONTRO IL CANCRO A OGGI, UN CROLLO PROGRESSIVO

Nel 1971, anno in cui Nixon dichiarò pomposamente al mondo la "Guerra al Cancro", moriva 1 ogni 6 americani. Dopo aver scialacquato malamente miliardi di dollari, nel 1978, ne moriva uno su 5, nel 1988 si era già arrivati a 1 su 4, nel 2008 a 1 su 3. Oggi, come ho appena scritto sulla tesina "Tumori al seno e alla prostata dimezzati dalle crucifere" si è avviati su 500.000 morti/anno da tumore in USA. Qualcosa come 1500 al giorno, o 5 gravi disastri aerei al giorno con altrettanti Jumbo precipitati! Ogni giorno e per tutto l'anno, incluse le domeniche! Ognuno faccia i suoi conti e le sue considerazioni. Nessuno osi dire che si tratta di cose accettabili e sostenibili. Siamo davvero al cataclisma, allo sfacelo, alla catastrofe e all'apocalisse.

LA REMISSIONE SPONTANEA E NATURALE PUÒ DIVENTARE REGOLA E NON ECCEZIONE

Visto che gli interventi esterni dell'oncologo si sono rivelati fallimentari e falcidianti al massimo grado, la sola strada per vincere la battaglia deve arrivare dai mezzi interiori a disposizione dell'uomo. Devono pertanto intervenire cambiamenti nella chimica corporale e nella rinnovata attività degli organi di regolazione e di remissione spontanea, ossia dalla composizione del sangue, fattore eccezionale di influenza sulle cellule sane e non sane. Cyril Scott nel suo "Victory o er Cancer" elenca eminenti chirurghi che hanno testimoniato casi di remissione naturale e spontanea. Tra di essi Paget, Brodie, Muller, Sauerbrach, Gleitmann, Rodhenburg e Lomer. Lomer registrò 213 casi e Rodhenburg addirittura 302! In questi casi tutte le cure vere e risolventi del cancro vengono realizzate dal corpo, a patto di dargli modo di farlo, mettendolo cioè nelle circostanze favorevoli per farlo.

TRE FATTORI FONDAMENTALI DI SOPRAVVIVENZA

Ora che gli effetti fisiologici della dieta, l'esercizio fisico, lo stress da troncare, il sole da prendere, il pensiero positivo da espandere, sono diventati fattori noti e sicuri, non c'è bisogno di esitare. Col cancro vanno mobilitate tutte le forze simultaneamente, tutti i singoli fattori di guarigione. Sappiamo per certo che le possibilità di sopravvivenza dipendono da tre basilari fattori che sono 1) Le residue capacità del fegato e degli altri organi vitali, 2) L'ampiezza e l'estensione alle quali il sistema immunitario può essere rigenerato, 3) Lo spirito combattente del paziente.

NON ESISTONO AREE DI STUDIPIDITÀ NEL CORPO UMANO

Nulla di maligno, nulla di casuale, nulla di microbico, nulla di assurdo, nulla di misterioso, nulla di idiopatico e di lantanico accade nel corpo umano, magnifica macchina funzionante con logica e intelligenza. Ovvio che la capacità distruttiva dei meccanismi immunitari nei riguardi delle incrostazioni, delle neoplasie, delle glie, degli adenomi, delle autolisi e delle espulsioni, deve alla fine eccedere la capacità e la rapidità delle sovracellule, o delle cellule chiamate impropriamente maligne, di moltiplicarsi.

CHEMIO E RADIO ABBRACCIO LETALE

Due mesi di tempo bastano per salvare una persona? Direi di sì. Dopo l'asportazione chirurgica, il primo passo è la chemio, intesa come soluzione terminale che ritarda la crescita tumorale e regala al paziente dell'extra-time, anche se di pessima qualità. La radioterapia distrugge non solo il tumore ma anche le cellule sane che lo circondano, distrugge i vasi sanguigni e le ghiandole protettive che sarebbero indispensabili per una speranza rimediale e guaritiva dell'ultimo istante. Una devastazione dietro l'altra, inclusa perdita totale capelli, ulcerazioni, nausea, vomito, vertigini, decapitazione immunitaria. Difficile da credersi ma, sia le autorità mediche che i farmacisti avvolti in maschere e tute protettive, ammettono disinvolti che l'accoppiata chemio-radio è causa di cancro e può solo garantire un ulteriore declino del paziente!

LA SENTENZA DI MORTE

Vero o falso che sia il destino di una persona, nessuno ha il diritto di deprimere, demotivare e demolire una persona dandogli una anticipata sentenza di morte! Questa non è chiarezza o franchezza, ma vera e propria impudenza, vero e proprio sadismo. Finché uno vive, sente, soffre, gioisce, respira, capta la luce e il sole, ha il diritto e il dovere di sperare. E questo vale fino all'ultimo giorno, fino all'ultima ora e fino all'ultimo istante.

Valdo Vaccaro