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mercoledì 3 giugno 2009

DA MEDICO A DIMOSTRATORE VINCENTE DELLA SALUTE

Le tue osservazioni mi hanno stuzzicato
Caro V, Grazie per la tua pronta risposta intitolata Profumo di pesce e crisi d’identità.
Hai un po’ corretto e rimaneggiato e rimontato il mio testo, anche se lo hai fatto tutto sommato in modo accettabile.
In linea teorica condivido quanto mi hai detto.
Però, le tue osservazioni mi hanno stuzzicato, generando altri punti che vedrò di elencare qui di seguito.

Il digiuno più appropriato per i noduli sottopelle
Il digiuno di cui parli deve essere molto lungo, o bastano 2-3 giorni, stile Ehret?
L’acqua da bersi in concomitanza dev’essere distillata o va bene l’acqua al limone?
E’ indispensabile il digiuno o tali noduli se ne andrebbero, in tempi più lunghi, anche con la stessa dieta fruttariana-vegana-igienista?

Risposta a un richiamo di solidarietà, più che scelta salutistica
Non posso che concordare. Ho avuto un momento di confusione.
Il fatto di ridiventare vegetariano o di optare per il veganismo restano in ogni caso una scelta personale che prescinde da ogni ragionamento, persino da ogni considerazione di tipo salutistico.
E’ una risposta logica e netta a un richiamo di solidarietà e di amore verso l’universo e verso la vita di tutti.
Appena avrò preso una decisione in proposito, sarai il primo ad essere informato.

Il dialogo con gli altri è diventato più che mai problematico, e c’è un grosso bisogno di illuminazione
Tieni presente che il dialogo con le persone normali, e con gli stessi compagni di università che nemmeno conoscono Shelton, è quasi impossibile, e c’è davvero necessità di fare dei confronti anche vivaci con chi ha più esperienza.
In questi tempi, difficili per tutti, dove la gente fa persino fatica a convincere se stessa sulle cose in cui credeva nei tempi andati, c’è una forte necessità di essere illuminati da quei fari luminosi di cui tu parli.

Il diffuso disagio della gente normale
Le persone normali sono a disagio, non stanno bene, fanno fatica a pensare, a capire, finanche ad esistere.
In genere credono solo alla scienza, o meglio ai vari enti corrotti che citi spesso nelle tue mail, o a quanto sentono dal video televisivo.
O magari prendono per oro colato ogni nuovo libro che arriva sul mercato da autori tipo Barry Sears.

Non credo di essere una banderuola che si allinea col vento che tira
Nel caso mio, cerco di essere pridemnte e scettico, e di non andare col vento che tira, come una banderuola.
Non mi ero affatto fidato di Carlo Guglielmo sulla faccenda della neo-macrobiotica, anche se sono portato a stimare gli anziani nelle varie discipline.
Sento una forza interna che mi spinge a diventare un faro, un illuminatore, un aiuto per le tante persone normali che lavorano con fatica, al punto di non avere il tempo di riflettere, di pensare, di respirare, o di guardare le nuvole o la montagna.
Conosco troppa gente che si ammala gravemente a tutte le età.
La voglio aiutare. Ed è per questo che ho scelto di fare medicina.

Riaccendi in me la voglia di diventare un medico non-medico
Tu sostieni prepotentemente che con l’alimentazione da te proposta si potrebbero guarire od anche evitare tante patologie.
Qui non è solo una questione etica. Qui si parla di salute. Ed è quello che fai instancabilmente tu, parlando in continuazione dell’uomo progettato e disegnato fruttariano-vegano.
Ed è proprio qui che riaccendi in me la voglia di essere quel medico non-medico che punta a diventare un faro.
Ed è qui che mi stimoli a diventare un dimostratore vivente della salute.

Ti chiedo dunque cosa fare in concreto
Ed allora, anche a nome dei tanti come me, che non vogliono essere superficiali, e che sono dotati di buona volontà e di sensibilità, e dei tanti che desiderano come minimo di stare un po’ meglio, ti chiedo cosa fare.
Non vogliamo essede banderuole, né possiamo fidarci di teorie addomesticate dalla scienza ufficiale.
Non possiamo nemmeno fidarci del tutto delle teorie alternative, incluso le tue, che sono necessarie ma non sufficienti a controbilanciare le prime.

Non bastano le belle parole. Ci serve toccare per credere, proprio come San Tommaso.
Ci serve una soluzione. Ci serve qualcosa di più concreto.
Non ci bastano le tante belle parole, di cui ti siamo peraltro grati.
Spero anzi che produrrai molti altri articoli e tesine.
Non sai quanto ci piacciono e quanto li riteniamo utili per tutti.
Ma chiediamo qualcosa di più.

Per convincerci ad agire, per vincere il nostro scetticismo, abbiamo bisogno di conoscere e toccare qualcuno, proprio come San Tommaso.
Abbiamo bisogno di vedere coi nostri occhi.

Necessità di stringere la mano a persone fuori del comune
A livello personale, mi basterà forse incontrare te, o Carmelo Scaffindi, o Franco Libero Manco, uomini che paiono fenomenali per come li descrivi, e ai quali sarei davvero felice di stringere la mano.
Sono un essere umano influenzabile, ed ho bisogno di conoscere qualcuno che incarni questa possibilità evolutiva-virtuale di cui parli.

Le cliniche di cui parli non si sa se esistano. Non si legge da nessuna parte.
In concreto, ho bisogno di sapere e di farmi raccontare dal vivo la storia di quelli che sono guariti nelle cliniche igienistiche in Italia o Francia o America.
Mi servono esperienze, contatti con queste persone. Mi servono le loro storie.
Purtroppo, quelle cliniche di cui parli non si sa se esistano e dove esistano.
Non si legge da nessuna parte. Non conosco nessuno che ci sia stato.
D’accordo, sono uno che ha viaggiato poco, e intendo rifarmi non appena possibile.

Lo strazio della gente che muore di tumore malcurato
Ho conosciuto molti che sono morti di tumore seguendo le cure convenzionali.
Ed ho conosciuto parecchi che sono morti seguendo la macrobiotica ed altre cure alternative e naturopati che, e ti assicuro che è straziante vederli fino alla fine illudersi e sperare di farcela.
E, se poi non ce la fanno, se ne vanno pure male e da sconfitti, sentendosi in colpa perché a livello alimentare o spirituale non hanno saputo gestire la situazione.

I miei ed i nostri turbamenti. La necessità di essere contagiati in bene.
Ecco qua i miei turbamenti.

Ho espresso in queste righe i miei dubbi profondi.
Quelli che covano più o meno dentro ognuno di noi.
Potrebbe essere utile ed interessante per tutti sentire le tue risposte, se ne hai.
Se te lo chiedo, significa che sento in te la possibilità di darmi delle risposte.
Abbiamo tutti bisogno di essere contagiati in bene.

L’alimentazione da te propugnata va benissimo, ma serve una ulteriore spruzzata di luce
Sperimentare l’alimentazione di cui parli va benissimo, non ci sono problemi.
D’accordo che tutto deve partire anche da noi stessi.
Ma è indispensabile una spruzzata ulteriore di luce ed allora, quando le nuove pianticelle virtuose saranno cresciute e preparate al meglio, dotate di cuore e cervello autosufficienti, potremo tutti diventare dei faretti radiosi.

Alcuni appunti critici relativi ai tuoi scritti
Hai scritto che il Dr Norman Walker è vissuto fino ai 116 anni, ma ho riscontrato invece che è morto all’età di 100 anni.
Hai parlato bene dei Diamond, ma pare che si siano messi a vendere integratori ed enzimi su Internet.
Ho pure letto una affermazione buttata là: Non credo ci sia oggi in questo paese nulla meglio di Berlusconi-Bossi-Fini.
Perdonami, ma non mi suona bene, detto da te.

Il perché della divulgazione dei tuoi scritti
A parte questo, c’è totale apprezzamento per quanto scrivi.
Ho mandato almeno 200 messaggi per segnalare il tuo libro ad altrettanti amici, e spero che si possa al più presto leggere anche il secondo e il terzo volume.
Se ho deciso di divulgare il tuo libro, non lo faccio a caso.
Credo sia importante parlare e confrontarsi su queste cose che sollevi in continuazione.
Quelli che hanno da raccontare le loro esperienze, quelli che sanno e che sentono nel profondo, sono i benvenuti a farsi avanti.
Grazie e a presto.
Dionisio da Torino.

Ritocco dei messaggi
Ciao Dionisio, Hai ragione. Ho corretto e rimontato la tua mail, e la stessa cosa ho dovuto fare con la presente replica, che altrimenti avrebbe preso 7 pagine.
Ma mi devi dare atto che non c’è alcun rimaneggiamento, taglio o censura, e che ho evidenziato fedelmente i tuoi concetti.
Ho solo modificato il tuo nome per motivi di privacy.
Non vorrei mai cambiare nemmeno una virgola, anche perché le lettere che ricevo sono scritte il più delle volte a regola d’arte.
Se ricorro a dei ritocchi e a piccoli tagli, è solo per rendere più incisivo e comprensibile e sintetico il contenuto, anche in funzione delle risposte che poi allego.
Tieni presente che gli editori pretendono e prediligono tesine brevi e stile conciso.

Più che una questione personale di banderuola al vento, un problema di diffuso disagio collettivo
Pare che il termine banderuola da me usato ti abbia colpito particolarmente.
Non intendevo offenderti, o sottovalutare i problemi seri che si nascondono dietro gli errori e le incoerenze che ognuno commette.
A volte mi esprimo con eccessiva durezza e magari uso termini provocativi. E’ un po’ nel mio stile.
Ma, ti assicuro, non c’è mai disprezzo o sottovalutazione dei piccoli o grandi drammi sottostanti.

Che fare in concreto per diventare dimostratore vincente della salute
Il problema centrale di questa tua mail è il che fare in concreto per diventare un dimostratore vincente della salute.
Che fare per arrivarci, nonostante la scienza ufficiale così inaffidabile, e nonostante le teorie alternative, che tu ritieni necessarie ma non sufficienti, come nel mio caso personale.
Se possedessi la formula magica per darti questa risposta, te la darei immediatamente.
Nel mio piccolo, cerco di fare del mio meglio, cerco di essere testimonial di salute, cerco di dare il buon esempio.
Non trovando grandi scuole in giro, ne ho inventata una, nominandomi rettore, professore e studente fuori corso. Dirò pure le mie cazzate, ma almeno mi controllate e mi correggete, ed in più non peso sul bilancio dello stato, sull’erario pubblico. E le punzecchiate arrivano puntuali, miste magari a tanti immeritati elogi.

Come eravamo e come siamo
Viviamo in un mondo drammaticamente nuovo ed inusuale rispetto ai tempi andati.
Già cinquanta anni fa, quando ero ragazzino, e le strade tra un paesino e l’altro erano piccoli viottoli ghiaiosi ed infidi sui quali transitava una bicicletta all’ora, una Lambretta al giorno e una Fiat Topolino ogni settimana, la gente era diversa, per sembianze, carattere, idee, sentimenti.
Un villaggio era tutto scettico, agnostico e comunista, l’altro era tutto casa e chiesa, l’altro ancora era tutto soldi e tutto business, il quarto era tutto feste e divertimento, il quinto era tutto aratro e campi di mais.
Pure le persone singole, all’interno del medesimo caseggiato, si distinguevano per ceppi famigliari, tipo
i Baschére, chei di Brìul, i Matius, i Crops, i Falzùs, i Driàns (cito alcuni gruppi del paese di Tavagnacco, come esempio calzante), cui venivano attribuite alcune peculiari caratteristiche positive ed anche negative.

Da artisti, istrioni e mattacchioni, a standardizzati ed inquadrati
La gente, presa uno per uno, rappresentava davvero un universo originale e differenziato.
Personaggi strani, strampalati, mattacchioni e non allineati, abbondavano in ogni angolo.
Elementi dotati di percorsi di vita, di idee simpatiche e a volte balorde e scherzose, erano la regola più che l’eccezione. Non mancavano i buffoni e gli istrioni, i matti e i ladri di galline e di biciclette.
C’era molta più originalità ed anche più impronta artistica in ognuno di noi.
Poi è arrivato il progresso, la ricchezza pecuniaria ed il livellamento culturale, la civilizzazione.
Tutte le strade si sono magicamente ricoperte di asfalto.
Le fontane nelle piazze sono state tolte, perché in ogni casa arrivava finalmente l’acqua potabile.
Il contatto visivo e fisico tra le persone è stato sostituito dal contatto telefonico e televisivo.
Autostrade, treni e frontiere aperte hanno fatto il resto, producendo fenomeni di uniformizzazione, di inquadramento e di standardizzazione, dei quali non abbiamo nemmeno fatto in tempo ad accorgerci.

L’uomo globalizzato dalle radici recise
Questi accadimenti, che allora riguardavano i paesini e le singole persone che ci abitavano, si sono generalizzati ed intensificati mediante i computer e le comunicazioni Internet, mediante l’incremento dei viaggi aerei e i flussi migratori.
L’uomo odierno è un uomo globalizzato, proteso e proiettato verso il futuro, e spesso alienato dalle proprie radici che sono state recise, in modo più o meno forzato, da tutti i fatti appena elencati.

L’indottrinamento sistematico planetario da parte di un manipolo di gruppi e persone
Il ruolo dei globalizzatori è diventato oggi di straordinaria importanza.
Il potere culturale, economico, politico, è finito nelle mani di pochissimi, mandando in tilt ogni discorso di democrazia e di libertà.
Via le barriere naturali (monti e mari), via le frontiere, via le distanze, via l’incomunicabilità, un travaso incessante di esperienze, il tutto telecomandato e teleguidato, tele-concesso e tele-vietato dal potere.
Un indottrinamento incredibile che non lascia spazio all’individuale, all’idea diversa, all’idea originale.
Viviamo nell’era non dell’homo archetypum e dell’homo liberum ed eroticus, ma piuttosto in quella dell’uomo modellato, integrato, manovrato, manomesso, condizionato ed amalgamato.
Lo scontro tra l’Islam arrabbiato e l’America è un po’ uno dei simboli, se vogliamo, delle resistenze che si infrappongono tra globalizzatori e globalizzati.
Nessuno vuole dare qui ruoli positivi od eroici al terrorismo stile Bin Laden, o tantomeno ai Talebani, ai fondamentalisti, ai violenti ed agli intolleranti di ogni specie, ma essi incarnano, per certi aspetti, tali resistenze. Stesso discorso ovviamente per i no-global che si fanno sentire regolarmente ad ogni riunione dei G8 o dei G20.

Il potere scivolato, dalle capitali e dai parlamenti periferici, alla nazione leader
In pratica, il potere, la cultura, la scienza, la legge, le regole, la salute, persino la spiritualità, il modo di essere e di pensare, il modo di comportarsi, di nutrirsi, di fare o non fare l’amore, di ammalarsi e di morire, tutte queste cose sono passate nelle mani di certi gruppi e non di altri, diretti da certe persone e non da altre.
E’ un potere che non risiede più nei parlamenti e nei governi delle varie capitali, o nelle costituzioni e nei codici dei singoli stati, ma che scivola fatalmente nelle mani della nazione leader e nei suoi centri di intelligence, in quella che oggi, nel bene e nel male, resta l’America.
Ed è da quel paese, e da quei centri di potere, che arriva l’indottrinamento accelerato ed intensivo di cui siamo tutti oggetto e vittime.
Per capire quanto sta succedendo, ed anche per dare risposta ai tuoi quesiti, occorre partire da lì.

Che fare in concreto? Non violenza ma sistematica contro-cultura.
Non serve di certo scatenare la guerriglia e spaccare tutto. La violenza genera contro-violenza, e se la mettiamo su quel piano non risolviamo niente.
Serve piuttosto molta contro-cultura, contro-tam-tam, condotte in modo sistematico e scientifico.
Serve, se vuoi, quello che stiamo facendo. Io ci credo, altrimenti non lo farei.
Serve gente giovane che fa le tue domande, che mi critica e mi corregge, e che ciononostante manda il mio messaggio a 200 amici, tanto per fare un esempio.

Serve più che mai disobbedienza e contro-allineamento
Serve gente che informi le madri di non credere al Ministero della Sanità ed alle ASL, quando raccomandano le mammografie e le vaccinazioni contro il Papillovirus.
Serve gente che informi di non credere al Ministero delle Politiche Agricole e ai suoi leccapiedi, quando spinge gli agricoltori ad allevare più maiali e a produrre più latte.
Serve gente bastian-contraria che si opponga a tutti gli aspetti farabutti della globalizzazione.

Serve creare una contro-cultura e un contro-comportamento, che faccia capire a quelli del Codex Alimentarrius che non siamo tutti fatti di pasta-frolla, e che i loro progetti non passeranno facilmente.

Entrare nelle strutture esistenti per modificarle e migliorarle drasticamente
Detto questo, è giusto entrare in concreto e civilmente nelle strutture esistenti, per migliorarle e modificarle.
Nel caso tuo è sensato completare gli studi, scendere a compromesso e prenderti la tua laurea in medicina, acquisendo e distinguendo nella tua coscienza e nella tua deontologia professionale quello che è giusto e quello che è sbagliato, in modo tale che le tue idee, le tue parole e le tue opere producano verità e salute, e mai disorientamento ed informazione truffaldina.
Conosco molti medici che trovano il modo di risolvere le contraddizioni insite nella loro professione.
Se pensi ai grandi medici della ANHS (American Natural Hygiene Society), tipo Jennings, Graham, Tilden e Trall, essi hanno lasciato la loro impronta e la loro illuminazione per oggi e per i secoli a venire.

Non credere a nessuno in modo aprioristico
Fai bene a non credere a nessuno in modo aprioristico. Non devi fidarti nemmeno dei maturi e degli esperti.
Non c’è nulla di peggio di un esperto in esperienze negative (che lui e i suoi mentori pensano essere magari positive).
Non devi credere nemmeno a Valdo Vaccaro, che non si sente né santo, né eroe, né scienziato infallibile.
Tu cerchi fari, illuminazioni e super-uomini dotati di grandi e convincenti esperienze.
Ma non siamo dei super-uomini, né Franco Libero, né Carmelo, né tanto meno io.
Se c’è qualcosa di buono in noi, se possiamo offrire qualche spunto e qualche idea, e quella spinta verso la verità e la salute che tu stai cercando, siamo molto disponibili.
Ma i valori, caro Dionisio, non si vendono ai banchi del supermercato.
La verità deve partire dal di dentro di ciascuno di noi.
Un uomo deve poter dire sempre ed in ogni istante questo è giusto, questo è sbagliato, questo richiede approfondimenti e verifiche.
Devi dunque cercare il faro, il Pitagora e il Leonardo dentro te stesso, prima ancora che negli altri.

I buoni esempi non mancano affatto in Italia
In Italia ci sono ottimi esempi da seguire, anche fuori dai canali igienistici ed animalisti ufficiali.
Mi viene in testa il grande artista pugliese Pino Africano, che col suo esilarante volume Aprite le Orecchiette (Edizioni Unaltropuntodivista) ordinabile solo direttamente (pino@lasalutemelamangio.it) ha sferzato la cultura etico-alimentare di questo paese (4000 copie vendute a Bari, ma stranamente boicottato nel resto d’Italia), o anche persone inserite nel sistema, ma non per questo inquadrate ed irreggimentate, tipo la bravissima Dr Luciana Baroni, o la Dr Michela Depetris, autrice di un ottimo testo sull’alimentazione infantile (Ricette da favola per bimbi sani e mamme in gamba, Editrice Novalis), o il professor Franco Berrino, direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, o lo stesso Nico Valerio, il quale, a parte alcune ultime evoluzioni non del tutto condivisibili, ha lasciato a questo paese un’ottima collana di libri tipo Tuttocrudo e Il Piatto Verde.

La Nomenklatura specializzata nel nascondere e blindare le verità imbarazzanti
Per convincerti ad agire, hai bisogno di conoscere qualcuno di persona.
Hai bisogno di farti raccontare dal vivo la storia di quelli che guariscono dal tumore nelle cliniche igienistiche.
Pare quasi che io me le sia sognate e che siano state scritte da Walt Dysney.
Ti garantisco che esistono e funzionano, come è vero che c’è in zona New York una Statua della Libertà.
E’ vero che non se ne scrive e non se ne parla, è vero che un velo protettivo viene steso regolarmente sulle esperienze che scomodano e stridono.
Non devi dimenticare che esistono centinaia di esperimenti importantissimi, come quello di Cambridge, che sono stati segretati e nascosti per anni alla popolazione mondiale, con precisi interventi della CIA e di Scotland Yard.
Sai bene con quanta meticolosità il potere medico-farmaceutico-alimentare, ovvero la Nomenklatura, nasconde le verità imbarazzanti.

I 50 volumi scritti da Shelton non appartengono al Giornale dei Misteri
Guarda che i 50 volumi scritti da Herbert Shelton, autore che hai incontrato precocemente, ma che hai pure accantonato un po’ per evidente mancanza di fiducia, non sono il Giornale dei Misteri, o la rivista sugli UFO.
Dietro di lui c’è una caterva di medici e di studiosi che hanno prodotto eccellenti ricerche e magnifici risultati per oltre un secolo di storia medica alternativa.
Ti meravigli che nessuno ne parli da noi in Italia?
Sai o non sai che la stampa e i canali tv sono nelle mani sicure delle multinazionali e dei gruppi nazionali legati alle stesse?

I noduli che arrivano dopo anni di errori alimentari e di perverse accumulazioni.
Cliniche esistenti e funzionanti.

Nelle cliniche igienistiche del Dr Alec Burton, ad Arcadia presso Sydney, alla Regency House del Dr Frank Sabatino di Hallandale in Florida, alla Health Retreat del Dr Ralph Cinque a Buda presso Austin in Texas, alla clinica del Dr Goldhamer a Penngrove in California, in quella del Dr Joel Fuhrman a Belle Mead nel New Jersey, alla Health Promotion Clinic del Dr Ronald Cridland di Rohnert Park in California, ma anche nei Pritikin Longevity Centers di Santa Monica (California) e Miami (Florida), o in quella zurighese del Dr Bircher-Benner, dopo un rapido esame diagnostico, ti metterebbero a digiuno totale e controllato per il tempo necessario, che può variare probabilmente dai 3 ai 7 giorni, sotto la direzione imperscrutabile ed insindacabile del tuo stesso sistema immunitario, fino alla autolisi dei noduli stessi.
Per favorire l’espulsione delle tossine accumulate in anni di indiscrezioni alimentari e comportamentali, ci sarebbe ampio ricorso ad acqua distillata, oppure ad acqua distillata addizionata di limone.
Le cliniche tedesche alla Ehret propendono per il limone e per più diete corte e ripetute di 2-3 giorni.
E’ probabile che anche un miglioramento drastico e sistematico della tua dieta dia luogo nel lungo periodo a una scomparsa totale di tale inconveniente.

Errori e stonature riscontrati in qualcuno dei miei scritti.
Il caso del Dr Norman Walker.

Il grande teorico dei succhi freschi di carota e di frutta, nato a Genova nel 1886 e poi trasferitosi in America, non è vissuto 116, ma soltanto 100 anni, e pare che questa sia realmente la verità odierna basata su dati anagrafici.
Occorre dire che il Dr Walker , a chi gli chiedeva la sua età, dichiarava regolarmente di non conoscerla neppure, al punto di non celebrare i suoi tanti compleanni. Si sentiva infatti ragazzino e ventenne anche quando aveva superato abbondantemente la soglia degli 80.
Tant’è che, nei testi reperibili in America, esistono varie versioni che parlano di 109, 113, 116, 118 e 119, in questo terno al lotto della sua scomparsa.
Come giustamente osservi tu, non è un fatto rilevante, anche se suona impreciso.

I Diamond e la loro evoluzione negativa
Marilyn ed Harvey Diamond, che ho incontrato dal vivo a Baltimora negli anni ruggenti, hanno scritto un ottimo testo che è diventato un classico dell’igienismo, e si chiama Fit for Life (In forma per la vita), edito dalla Bentam Book nel 1987.
Alcuni milioni di copie in tutto il mondo. Occorre darne atto.

Sono dei bravi giornalisti, simpatizzanti del movimento igienistico, ma niente di più
Non dimentichiamo però che si è trattato di buon lavoro giornalistico e nulla più.
Persone che hanno assemblato e sintetizzato in modo leggibile ed intelligente le fatiche dei ricercatori ANHS e dello stesso Shelton, senza essere profondamente coinvolte nel lavoro di studio e di sperimentazione.
Non sapevo nemmeno che si fossero messe a vendere integratori ed enzimi su Internet.
La cosa non mi fa piacere, ma non mi sorprende, visto che gli integratori sono un grosso business, e che l’America è il paese del business per antonomasia.

Non mi fa piacere sapere che Shelton trasgrediva a volte coi formaggi e che Luigi Costacura, ottimo igienista di casa nostra, fumava
Come non mi fece piacere apprendere da Ralph Cinque che Shelton consumava in segreto qualche pezzo di formaggio, nonostante le sue lotte contro i latticini (confidandolo ai più fidati allievi, e provando notevole imbarazzo per il suo predicare bene e razzolare male).
Come non mi ha fatto piacere apprendere da Scaffidi che Luigi Costacurta fumava.
A volte, tra il dire e il fare c’è davvero di mezzo il mare.

Guardiamo alla perfezione assoluta, ma accontentiamoci pure della perfettibilità umana
Essere naturalisti ed igienisti ed animalisti, non è evidentemente uno schema facile, fisso e scontato nel quale muoversi facilmente, ma è piuttosto un’idea che tutti noi umani dobbiamo perseguire, rincorrere e realizzare.

Vale quel discorso che faccio spesso, dicendo che occorre almeno avvicinarsi al bene ed alla verità, occorre essere tendenzialmente naturalisti e vegani, evitando il più possibile il compromesso e la trasgressione su questi punti.
La perfezione assoluta è cosa ottima come obiettivo, ma la raggiungono soltanto gli eletti e i divini.

Le mie valutazioni positive su Berlusconi, Bossi e Fini
Quanto alle mie valutazioni su Berlusconi, Bossi e Fini, come uomini politici, sarà meglio che io stia più riservato e attento, più nascosto e diplomatico, in certe circostanze.
Volevo solo dire che non ero certamente tenero col precedente governo Prodi, e pertanto non ritengo di dover cambiare opinione.
Come non cambio idea sul fatto che in Italia, in momenti come questo, sia difficile trovare alternative valide, e che accanto al Peggio, esiste sempre, insidioso quanto mai, il Peggio del Peggio.

La nostra causa animalista-vegana-salutista viene bistrattata dalla destra, dalla sinistra e dal centro
L’ho detto più volte che non parteggio per alcun gruppo politico, e che la nostra causa animalista-vegana e salutista non è pertinenza di nessuno schieramento, essendo essa bistrattata in misura più o meno uguale dalla destra, dalla sinistra e dal centro.
Questo si deduce credo dai miei diversi articoli.
Non mi pare di essere tenero con gli attuali ministri delle politiche agricole e della Sanità del presente governo, tanto per fare un esempio.

Grazie per la divulgazione, ma non dimentichiamo le creature in grave sofferenza
Per concludere, ti ringrazio della pubblicità che mi stai facendo, e spero che questo serva non tanto per soddisfare le mie personali vanità, che sono ben poca ed effimera cosa, ma soprattutto la giusta causa che ci accomuna, e che coinvolge, non dimentichiamolo per nemmeno un istante, persone bistrattate e mal-medicalizzate, bambini innocenti male-ingozzati di proteine nobili che li rovinano anzitempo, ragazzi e ragazze che subiscono l’onta e gli attacchi insidiosi di vaccinazioni demolenti e perfettamente inutili, nonché animali spaesati ed intontiti di ogni specie i quali, a milioni, mentre io scrivo e mentre voi leggete queste righe, subiscono l’esperienza allucinante, ingiusta ed ignobile del proprio massacro, per mano di persone di bacata intelligenza e ruvida mano, che invece di assisterli, carezzarli ed aiutarli come dovrebbe essere, gli infilano un coltello in gola, comportandosi da bipedi arroganti, vigliacchi, venali, crapuloni ed irresponsabili.

lunedì 1 giugno 2009

La lana e la coscienza animalista

Evito di zavorrare il mio bel corpo di schifezze, come fa troppa gente
Ciao V, Apprendo con una certa consolazione, dalla tua tesina Conoscenza-del-Sintomo e Ignoranza-della-Salute, che anche altri faticano un po’ a migliorarsi.
E, leggendo di questo ragazzo romano, mi rendo conto che parto avvantaggiata, non avendo incompatibilità da glutine o problemi di sorta all’intestino.
Diciamo che mi abituo sempre più a conservare al meglio quel bel corpo perfetto che Dio mi ha dato, evitando di zavorrarlo di schifezze come fa troppa gente.
Sia ben chiaro, comunque, che non mi compiaccio affatto del mal comune mezzo gaudio.

L’ottimo testo di Manuel Lezaeta Ocharan e di Luigi Costacurta
Ti ho voluto scrivere anche perché ho notato con immenso piacere che hai preso visione di Costacurta e di Acharan.
Se be ricordi, in una delle mie prime e-mail ti chiesi cosa pensavi del libro La medicina naturale alla portata di tutti, di Lezaeta Acharan, i cui diritti di pubblicazione in Italia furono acquisiti da Luigi Costacurta che completò l’opera.
All’epoca mi scrivesti che non conoscevi questo libro.
Ho piacere che tu l’abbia letto e che condivida quanto sostiene.

La fortuna di essere coinvolta con gente alla ricerca della verità
Penso che la vita mi abbia dato un privilegio ed un regalo nell’incontrare libri come questo e persone come te che perseguiono la verità.
Più leggo i tuoi scritti e più mi documento.
E mi rendo pure conto di essere fortunata.
Fortunata perché capisco quanto dici, e perché riesco pure a testare su di me i principi e le tesi che proponi.

Perché mai la lana non va bene?
Bene Valdo, un’ultima domanda.
Perché anche la lana non va bene?
Io nella mia conoscenza credevo che la lana si tagliasse alle pecore naturalmente.
Cosa c’è che io non so al riguardo?
Dov’è il danno? Aspetto delucidazioni.
Grazie ancora di tutto! Buon lavoro e buona evoluzione! Ciao.
Daniela da Alessandria.

La medicina naturale alla portata di tutti, un testo meritevole di diventare un classico del settore
Ciao Daniela, Mi fa piacere rileggerti dopo diversi mesi.
Il testo di Lezaeta contiene infatti molte verità.
Peccato sia scritto (sia nell’originale che nella traduzione di Costacurta) con stile comprensibile sì, ma poco sintetico e poco giornalistico, soprattutto nella parte teorica.
Le ripetizioni si accavallano in continuazione.
Lo stile insomma non è agevole, non è all’altezza del contenuto che invece è ottimo.
Notevolissima la sua teoria sull’equilibrio termico, che si sposa perfettamente con tutte le verità salutistiche dell’American Natural Hygiene Society, di Arnold Ehret e del grande zurighese dr Max Bircher-Benner, ovvero col fiore dell’igienismo euro-americano.
Ha i numeri per diventare un classico del nostro settore, anche se già lo è per i più bravi terapisti naturali tipo Carmelo Scaffidi.
Dovrò per forza farne un estratto più semplificato ed efficace.

Da Lezaeta a Costacurta a Scaffidi, in piena armonia con la scuola sheltoniana ed ehretista

Purtroppo, come penso saprai, Luigi Costacurta se n’è andato malamente 5 anni fa.
Scaffidi, che è stato suo allievo e suo collega solidale per anni, lo ricorda come fantastica persona, anche se purtroppo, a livello di coerenza e di linearità comportamentale-igienistica, era poco rispettoso del suo corpo e della sua salute, e mi riferisco soprattutto al maledetto vizio del fumo, che non riuscì mai a debellare.
Carmelo non ha scritto dei libri, ma ha un record impressionante di interventi positivi e non-invadenti nei suoi tribolati ed eroici anni di carriera terapeutica isolata, contrastata e quasi neo-carbonara, nei suoi onorati trascorsi di igienista-naturale e di erborista.
Vivesse negli Stati Uniti, avrebbe una lussuosa clinica miliardaria e sarebbe circondato da schiere di giovani medici pronti ad assorbirne preziose esperienze e fantastiche ispirazioni.
Ma, come ben sappiamo, l’Italia non è l’America, e la Lombardia, pur essendo la regione più attiva e ricca d’Europa, non è la California.

Il fortunato, in questo caso, sono io

Dici che sei fortunata a leggere i miei scritti.
Non sai invece quanto fortunato sono io, a poter contare su persone qualificate, preparate e sensibili quale sei.
Scrivere e non essere letti e compresi è drammatico.
E’ darsi da fare per niente.
La motivazione e l’ispirazione per le mie tesine arriva esattamente dagli eccellenti destinatari che mi ritrovo ad avere.

Il problema della lana
Quanto alla lana, in teoria hai ragione tu.
Il problema lo ha sollevato Federico da Roma, visto che su queste cose tendo un po’ a chiudere un occhio, ritrovandomi io stesso a volte fra i trasgressori.
La tosatura delle pecore non comporta necessariamente e sempre la macellazione degli animali tosati, soprattutto se effettuata coi metodi artigianali e manuali di un tempo.

Necessità di affinare la nostra coscienza animalista (Non fare agli altri quello che non vorresti essere fatto a te, perché anche la pecora ha una sua dignità)
Occorre comunque, senza voler essere eccessivamente pignoli ed estremisti, affinare la nostra coscienza animalista.
Gran parte della lana oggi in commercio deriva dallo sfruttamento spesso brutale e violento delle bestiole, essendo essa ottenuta da pecore Merinos selezionate negli anni in modo da avere un’epidermide rugosa, capace di assicurare un manto super sviluppato che spesso raggiunge la metà del peso dell’animale.
Nei mesi estivi tale condizione causa un’intensa sudorazione, e conseguente tendenza delle pecore ad essere attaccate dai parassiti.
Per arginare questo problema, gli allevatori non si fanno scrupoli e, senza anestesia, asportano lembi di carne nella zona circostante l’ano, lasciandovi ferite dolorose e sanguinanti.

Cappotto e sciarpa in agosto e divisa adamitica sotto la neve.
La quasi-innocenza della cannottiera e del maglione di fronte alla disgustosa moda della pelliccia.

Dopo la tosatura, private del loro manto protettivo, le pecore subiscono i micidiali rigori del freddo.
Solo in Australia, che non è paese a clima particolarmente rigido, ogni anno ne muoiono circa un milione per questa ragione.
E’ un po’ come se qualcuno costringesse noi umani a portare cappotto e sciarpa in agosto e a muoverci nudi sotto la neve.
Chiaro poi che, volendo fare delle classifiche, indossare la cannottiera e il maglione di lana è per molti una quasi-innocente necessità invernale, mancando oggi delle alternative valide, mentre, ad esempio, il vergognoso uso delle pellicce a scopi decorativi ha addirittura aspetti disgustosi e delinquenziali.

L’importanza di coltivare ed affinare la nostra coscienza animalista, facendo in modo che ci sia una spinta culturale verso valide e percorribili soluzioni alternative
Utilizzare coperte e vestiti di lana non solo non è coerente con la nostra coscienza animalista, ma pare non essere particolarmente consigliabile neppure sotto il profilo dell’igiene.
La lana Merinos risulta essere terreno fertile per un’elevata concentrazione di acari, dannosi soprattutto per le persone allergiche.
Vero è che anche le coperte sintetiche hanno controindicazioni, in particolare quelle in poliestere, che possono causare asma e difficoltà respiratorie.
Vero anche che tirar via d’un colpo coperte, maglioni, indumenti, calzini di lana, manderebbe in tilt molte industrie, e lascerebbe pure in balìa del freddo troppa gente al mondo.
E’ giusto comunque parlarne, e fare in modo che ci sia una spinta culturale verso concrete e percorribili soluzioni alternative.

Oltre a canapa e cotone, esiste infatti una fantastica fibra vegetale chiamata kapok
La lana, se non è certificata bio, può pure avere delle controindicazioni a causa dei pesanti trattamenti che subisce con sostanze chimiche e di sintesi.
Alternativa alla lana e ai piumoni sono la canapa, il kapok e le coperte in cotone biologico.
Il kopok è una fibra vegetale tenera, liscia e morbida, le cui fibre non si infeltriscono e non si raggrumano come avviene nel caso di lana e cotone.
Il kapok è particolarmente igienico, ed è in grado di tenere lontani acari e tarme.

Per il progresso e l’evoluzione dell’uomo, serve una vera e propria scienza del rispetto animale
Nessun dubbio che, indossare prodotti di lana (e usare prodotti conciari di pelle o piumini con piume d’oca) ha valenza ed impatto psicologico e fisiologico molto inferiori a quelli di consumare direttamente carne di cadavere.
Ma è nostro obbligo morale coltivare una scienza del rispetto animale il più possibile rigorosa, sia per noi stessi (che spesso ci ritroviamo in questi errori) che per coloro i quali giustamente pretendono da noi coerenza.
In fondo non è così difficile abolire dalla propria vita e dal proprio guardaroba resti di animali.
Oggi si trovano in commercio prodotti alternativi anche alla pelle o al cuoio, fatti di lorica, di ecopelle, di yuta, e di altri ottimi prodotti non-crudeli.
Dobbiamo assolutamente muoverci in questa direzione, se vogliamo progredire ed evolverci davvero.

I buoni consigli di Franco Libero Manco
Franco Libero Manco, autore di un articolo specifico su questo argomento, dal titolo Gli animalisti non portano scarpe di pelle, consiglia a chi volesse attivarsi in tal senso, di entrare in un qualunque negozio di scarpe, o di pellicce, o di prodotti in lana, e chiedere semplicemente se hanno dei prodotti alternativi cruelty-free, anche se non si ha intenzione di comprare.
In questo modo, tra i rivenditori si diffonde l’idea della richiesta, e magari anche un minimo di coscienza animalistica, che non guasterebbe nemmeno nella loro categoria.