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venerdì 27 novembre 2009

ALTRIMENTI IL PRINCIPALE SI INCAZZA

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30 Settembre 2009
ALTRIMENTI IL PRINCIPALE SI INCAZZA


Una bellissima e operosa città lombarda chiamata Bergamo

Che Bergamo sia una delle più belle ed operose città d’Italia è cosa risaputa, almeno tra le persone che la frequentano spesso e che, con tutto il rispetto per le più celebrate Città d’Arte d’Italia, non si fanno incantare troppo dalla magnificenza del Colosseo e della Cappella Sistina, dalla Basilica di San Marco e dal Ponte dei Sospiri, dalla Galleria degli Uffizi e dal Campanile di Giotto, e nemmeno dalla Torre che pende in zona di Pisa. Non è solo questione della magnifica ed antica Città Alta, o di una scuola calcistica di straordinaria rilevanza che porta non a caso il nome di Atalanta, conturbante ed atletica ninfa greca che, avendo molti pretendenti maschi, li sfida alla corsa, li supera tutti e li fa uccidere per inefficienza ed indegnità sportiva.

Tra saggezza, industriosità, cultura ed efficienza fisica, la coperta anche da queste parti è corta

E’ soprattutto una questione di gente. Senza voler fare dell’antipatico razzismo, Bergamo, assai più della stessa Milano, è la vera patria dell’operosità lombarda, dell’ingegno, della saggezza terra-terra, ed anche di una profonda religiosità comportamentale.
Ma anche da queste parti, come dappertutto, la coperta è corta.
Chi lavora troppo nella sua azienda o impresa, chi studia troppo sui propri libri, chi sbuffa troppo in palestra e sul campo di gioco, non ha tempo da dedicare alla materia più importante di tutte le altre messe assieme, quella che supera di 1000 volte il valore dei soldi, delle lauree e del successo.
Non ha tempo da perdere intorno alla salute, anche perché c’è già il medico, il bisturi, il pronto soccorso, il farmaco ed il vaccino.

I miracoli avvengono anche a Bergamo, senza bisogno dei santi

A Bergamo, non ci sono comunque Santi Gennari da riverire, né tantomeno madonnine che piangono lacrime rosse, né papi che lanciano benedizioni urbi et orbi.
Eppure i miracoli da queste parti qualcuno li fa da tempo e li continua a fare, anche se è bergamasco di spirito ma siculo d’origine, anche se non porta nessuna aureola in testa, anche se circola non in Lamborghini o Maserati ma con una modesta e quasi problematica utilitaria, anche se non sa cosa è la bugia e la sbruffoneria, anche se la sua Scuola di Igienismo Naturale ABIN continua a funzionare da decenni trasmettendo e generando salute, più tollerata che appoggiata dalle autorità, più curiosità ed originale stranezza che prosopopea terapeutica, più artigianato e umile volontariato che scienza medica osannata e luccicante.
Il poco deve essere fatto a regola d’arte, altrimenti il Principale si incazza

Il suo motto preferito è molto semplice: Bisogna fare poco e quasi-niente, ma quel poco e quel
quasi-niente devono essere fatti a regola d’arte, altrimenti il Principale si incazza.
La sua forza infinita viene da molto lontano, dal rigore tipico della vita militare, ma anche dalle prove durissime impostegli dal destino. Carmelo, prima di diventare terapeuta, ha visto la morte in faccia a lungo e a ripetizione, e l’ha persino invocata piangendo a mani giunte, tormentato com’era dalla paralisi completa e da sofferenze indicibili. Appartiene a quella categoria di igienisti che saltano fuori dal tunnel e risuscitano per il rotto della cuffia.

Manuel Lezaeta, Padre Taddeo e le idiozie del contagio sifilitico

Manuel Lezaeta era malaticcio e sifilitico da anni, dato per spacciato dai medici.
Quando padre Taddeo, che già allora rideva delle idiozie mediche su contagio, virus e batteri, gli prescrisse il digiuno, accompagnandolo da un corredo di erbe purificanti, Manuel obbedì come uno scolaretto. Ma quando tre giorni dopo il suo viso divenne paonazzo e pieno di chiazze rosse e viola, andò dal frate spaventato per quel suo viso inguardabile, pensando di essere proprio giunto alla fine dei suoi giorni. Padre Taddeo, gli sorrise e lo accarezzò.

Non devi confondere il male con il processo di purificazione del male stesso

Mi hai fatto un bellissimo regalo, venendo da me in queste condizioni, gli disse.
Ti dichiaro guarito, caro Manuel.
Tutto il tuo male e tutta la robaccia che avevi nel sangue, se ne è uscita sulla pelle.
Non devi confondere le eruzioni con la malattia, il male con la purificazione dal male.
Nel giro di pochi giorni, Manuel Lezaeta si sentì forte e rigenerato, con la pelle ridiventata normale.
Fu così che iniziò la storia del grande igienista cileno che tutti oggi conosciamo.

L’Università della Natura non ha posto per ciarlatani e fattucchieri di regime

Le storie di altri terapisti del calibro di Arnold Ehret, di Max Bircher-Benner, di Luigi Costacurta, di Michele Manca, dello stesso Herbert Shelton, sono tutte caratterizzate dal tema costante ed immancabile della propria grande sofferenza fisica.
Gente forgiata dal male al punto di conoscerne ogni aspetto, dopo averlo sventrato e rovistato.
Non esiste accademia al mondo capace di formare dei maestri di igienismo e dei professionisti della salute, paragonabile alla Unica Vera Università, che è l’Università Divina della Natura.
Quell’Università dove non si accettano gli imbrogli e le sofisticazioni, i tradimenti a Ippocrate, Pitagora e Leonardo, dove non c’è posto per farmaci e vaccini, per supplementi ed integratori, per contagi e pestilenze, per impostori e ciarlatani, per monatti e fattucchieri di regime.

L’igienista, a differenza del medico, crede nella perfezione del creato e nel sistema immunitario

Il vero igienista crede innanzitutto nell’equilibrio e nella perfezione dell’opera divina.
Crede fermamente nel medico interiore che ognuno di noi possiede, e che si concretizza nel sistema immunitario.
Crede nel rispetto e nell’intoccabilità dei complessi fenomeni che avvengono con intelligenza e motivazione all’interno del nostro organismo. Crede nella forza e nella semplicità della natura, nei semi-digiuni, nei digiuni, nella dieta fruttariana e nel crudismo.
Alec Burton, autorità mondiale dell’igienismo, la chiama Cura della Non-Cura

Il medico igienista Alec Burton, autorità mondiale in campo igienistico-naturale, gira il mondo in prima classe, ha una grande clinica in Australia, scrive su quotidiani e riviste, è meritatamente conteso dalle televisioni americane. Dice le stesse cose di Scaffidi, anche se le chiama Cura della Non-Cura.
Se la Scuola ABIN si trovasse non nella super-medicalizzata ed italica Lombardia, ma in California o in Florida, ci sarebbe in Via Valle una fila di pazienti doc ad attendere il proprio turno, tra cui molti medici in condizioni precarie e disastrate, gente disposta a tutto pur di farsi visitare da un super-terapista unico per gentilezza, umiltà, trasparenza, illuminazione, onestà.

Settantamila persone guarite in 20 anni nelle Cliniche Pritikin

Si ripeterebbe insomma quello che sta succedendo giornalmente nelle due Cliniche Pritikin di Santa Monica e Miami, dove arrivano attori, cantanti, imprenditori e gente normale, tutti malandati e spesso in carrozzella, e che dopo 3 settimane tornano a casa guariti per sempre e senza farmaci, correndo sulle proprie scarpette di ginnastica.
Settantamila persone, rimesse in sesto in 20 anni, non sono cosa da niente.

Le stesso cose succedono alla Health Retreat e alla Regency House di Cinque e Sabatino

La stessa cosa, e ancor di più, succede alla Health Retreat di Yorktown in Texas, dove arriva gente importante da tutto il mondo, per mettersi nelle giuste mani e nelle impeccabili terapie del dr Ralph Cinque, uno dei maggiori allievi diretti dello stratosferico Herbert Shelton.
Idem ad Hallandale in Florida, alla Regency House Natural Health Spa del dr Frank Sabatino, pure lui di origini italiane come Cinque, e pure lui colonna del salutismo naturale americano e mondiale.

C’è ancora gente al mondo che ci tiene alla propria salute

Evidentemente c’è al mondo tuttora gente che non intende buttarsi via in modo banale.
C’è ancora gente che non si fa incantare od abbindolare facilmente dal ciarpame terapeutico e dalla ciarlataneria medicale.
Ci sono persone che non abboccano più alle farabutte e terroristiche campagne medical-vaccinatorie ordite contro i bambini, i deboli e i malaticci del mondo, e nemmeno alle terroristiche campagne mammografiche e papillografiche cinicamente ordine dall’Ordine Medico contro le donne del pianeta.
C’è ancora gente che ha posto una barriera invalicabile, un ponte levatoio di fronte alla propria salute.
Gente che, pur disposta a subire ogni sorta di ingiuria e di sopraffazione in altri campi, non accetta più intrusioni e mascalzonate farmacologiche di alcun genere all’interno del proprio organismo.

L’esaurimento delle scorte di amuchina-gel sul territorio nazionale è la prova del nove che la materia grigia del cervello umano se ne è andata in vacanza

Ci sono ancora persone che non sono prede della demenziale psicosi collettiva che ha portato in questi giorni all’esaurimento totale dell’amuchina-gel nelle farmacie italiane, mettendo in crisi la stessa Angelini che la produce, presa in contropiede dalla mastodontica ansia di ammazzare ogni microbo ed ogni batterio vicino e lontano, scordandosi che una semplice lavata delle mani con la semplice acqua di rubinetto è la sola cosa utile alla salute.
Chi mai laverà l’inquinamento imbarazzante dell’amuchina e i fumi velenosi dell’alcol etilico denaturato, dei colluttori e delle creme antibatterico-virali?
Gente spaurita uguale gente sottosviluppata, l’ideale per i volponi di Big Pharma

Quando tornerà il senno e la ragione a questa popolazione allucinata e psicotizzata che sta assaltando le farmacie d’Italia, chiedendo quando arriva il vaccino anti-influenza (già disponibile) e quando il vaccino anti-suina Tamiflu (che schiverà le fucilerie farmaceutiche per passare direttamente tramite i plotoni esecutivi della sanità pubblica)?
Quando si svilupperà mai certa gente?
Quando si desterà dalla paura e dall’imbecillità totale?

Dante era circondato dagli stessi nostri problemi di oggi, ignoranza, superstizione e cattiveria

Ahi Serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, scriveva Dante Alighieri.
Correva solo l’anno 1300 o giù di lì, non c’erano le autostrade, la televisione, il telefono, gli aerei.
Leonardo Da Vinci era ancora due secoli di là da venire.
Eppure i problemi erano gli stessi.
La stupidità e la superstizione tali e quali.
Il dispregio per il divino, per la virtù e per la conoscenza, tali e quali.

Le false tempeste scatenate dai pidocchi arricchiti di oltre Atlantico e dai loro servi

Se Dante risuscitasse dalla sua quasi millenaria dormita, scriverebbe pressappoco le stesse cose.
Ahi Serva Italia, nave in balia di una falsa tempesta medico-virale scatenata dai pidocchi arricchiti ed illetterati di oltre atlantico, da un tam-tam ripetuto e coadiuvato dai servi dei pidocchi, installatisi indegnamente nei governi e nei ministeri, nelle redazioni dei giornali e delle televisioni, nei centri direttivi di scuole ed ospedali.
Serva di un mondo di infami e pusillanimi, di meschini e di profittatori, di succhiasangue e di mangia cadaveri.

Pazienza i normali furfanti, ma quelli con la faccia-di-bronzo e il piglio da galantuomini son o difficili da digerire

Come dicono in una repubblica delle banane, fatta però di gente simpatica e sveglia come i Filippini,
In the world everyone can expect everybodyelse to be a crook. What Filipinos cannot stand is a brozen crook.
Tradotto, significa che a questo mondo dobbiamo rassegnarci a tollerare il normale furfante.
Quello che i Filippini invece non sopportano proprio, è il furfante dalla faccia di bronzo.
Quello che si presenta profumato ed impettito, con tanto di camicia impeccabile e di polsini dorati, e magari con la tessera di iscrizione al Rotary e al Ferrari Club in tasca.

Torniamo all’aria pulita di Bergamo Alta

Togliamoci di dosso tale odoraccio e laviamoci le mani.
Torniamo all’aria pulita di Bergamo Alta e al grande Scaffidi.
A molta gente la semplicità non piace. Crede nei titoli e negli orpelli, nelle cose luccicanti e dorate, nei diplomi veri e falsi e nelle lauree meritate ed in quelle fasulle.
Ma gli improperi e le maledizioni che arrivano a certi luminari e a certi dottori, a certi baroni della medicina, non sono riportabili.
Trascrivo qui di seguito invece un paio delle tante lettere-testimonianza che arrivano alla sede ABIN.
La prima lettera arriva da Milano e porta la data del 10 agosto 2009

Il mio nome è Calcedonio Fratelli, e sono iscritto all’ABIN di Bergamo.
Ho conosciuto Carmelo Scaffidi tra il 2006 e il 2007 grazie al libro Il Magnesio del dr Lorenzo Acerra, dove era riportato il suo nome a proposito di una prova di guarigione che mi aveva molto colpito.
La mia vita è stata caratterizzata da un lungo iter di malattie, con medici e medicine che mi stavano distruggendo nel corpo, nell’anima e nello spirito.

By-pass cardiologico, carotidi, colecisti e aneurisma polmonare

Nel 1990, all’età di 39 anni, sono stato operato al cuore con l’innesto di 3 by-pass.
Successivamente sono stato operato alla carotide destra e sinistra, e ho poi subìto interventi di colecisti e di aneurisma polmonare sotto-renale.
Ogni giorno prendevo molti medicinali, sottoforma di pastiglie salva-vita, così almeno le chiamavano i medici.
Assumevo quotidianamente farmaci anticoagulanti, anti-ipertensione, anticolesterolo, anti-trigliceridi, stomachici, e tanti altri che nemmeno ricordo.
Ero molto legato ai medici e alle stesse medicine, visto che allora li ritenevo essere le uniche mie fonti di salvezza,
La cosa andò avanti fino ai 55 anni, cioè fino al 2007.

In sei mesi sono diventato vegano e crudista

Carmelo è stato per me la Provvidenza mandata dal cielo, perché ho sempre pregato il Signore affinché mi mandasse non dico la guarigione completa, ma almeno qualcuno che mi indicasse la strada da seguire per sanare i miei problemi.
Carmelo mi ha fatto capire che, a rovinarmi in continuazione, era la scelta erronea degli alimenti e poi le combinazioni sballate degli stessi..
Da lui ho imparato che essere igienisti significa amare il nostro corpo e trattarlo con grande rispetto 24 ore su 24.
Ho eliminato così tutti i veleni, i conservanti e i coloranti, la carne e il pesce, il latte e i formaggi, i cibi trattati chimicamente e, nel giro di 6 mesi, sono diventato crudista all’80%.

Una trasformazione a 360 gradi

Oggi mangio molta frutta, verdura, noci, mandorle, pinoli, soia, fagioli.
A volte accetto alimenti come il Seitan ed il Tofu, alimenti ricavati dal glutine di grano e dalla soia.
Tutti i miei cibi sono biologici.
Ogni tanto faccio un digiuno di 2-3 giorni, e a volte ricorro ad un semidigiuno, ovvero a dei pasti di sola frutta, allo scopo di disintossicare il mio corpo.
Uso pochissimo cotto, conscio di come la cottura elimini gran parte delle vitamine e degli enzimi, e trasformi i sali minerali da organici in disorganici e quindi non più assimilabili, rendendo il cibo morto ed indigesto.

Eliminati tutti i farmaci e riequilibrati tutti i valori, con grande sbalordimento dei medici

Grazie ai consigli di Carmelo, sempre disponibile e gentile al telefono, sono riuscito a eliminare ogni farmaco ed ogni pasticca, andando verso la giusta direzione.
Nei successivi controlli di routine i miei medici sono rimasti increduli e sbalorditi, rilevando che il mio colesterolo ha valori corretti, mentre la pressione è tornata normale, e tutte le altre funzioni del mio organismo sono tornate buone.

Faccio persino dello sport

Ho ripreso persino a fare dello sport.
Corro 2 o 3 volte la settimana, vado in piscina, faccio del leggero sollevamento pesi e, finalmente, posso dire di stare bene.
Grazie Signore Iddio che mi hai ascoltato mandandomi un messaggero della grandezza di Carmelo Scaffidi.
Grazie ovviamente anche a te Carmelo. Hai tutta la mia stima e che il Padrone del Mondo ti preservi da ogni male e ti dia lunga vita per poter svolgere la tua missione e fare del bene a tante altre persone che ne hanno davvero bisogno.
Calcedonio Fratelli

La seconda lettera è dell’1 Settembre 2009 e arriva da Bergamo

Questo messaggio è per il Maestro Carmelo Scaffidi al quale devo 30 anni di ringraziamenti per avermi insegnato a migliorare radicalmente la mia esistenza.
Ricordo che, dopo essermi congedata dal lavoro per motivi di salute, mi recai dall’iridologo Luciano Gavina per risolvere varie patologie che avevo accumulato.
Gavina mi diede consigli, insegnamenti e ricette, prestandomi pure il testo La Medicina Naturale alla portata di tutti, di Manuel Lezaeta, tradotto da Luigi Costacurta, sul quale trovai pure l’indirizzo di Scaffidi.

Scaffidi mi fece invertire rotta, togliendomi uno per uno ogni mio dubbio

Il libro non bastava. Avevo difficoltà a mettere in pratica quanto leggevo. Non riuscivo nemmeno a seguire quanto prescrittomi da Gavina poiché ciò implicava un drammatico cambiamento del mio modo di pensare, ancora troppo legato ai concetti ed ai metodi della medicina tradizionale.
Così decisi di rivolgermi a Carmelo Scaffidi per esporgli le mie titubanze e le mie difficoltà
Lui seppe farmi invertire rotta.
Riuscì a togliermi ad uno ad uno i molti dubbi che avevo. Mi indusse a cercare certezze non in giro ma in me stessa.
Mi diede modo di seguire riunioni, convegni, letture, consigli di esperti igienisti e naturopati.
La ABIN si rivelò essere per me esattamente una Scuola della Salute, nel senso che mi ha dato gli strumenti cognitivi per risolvere al meglio i miei problemi fisici e psicologici.

Le patologie si risolvono tutte partendo dalla Mente

Incominciai a sentire così la necessità di migliorare sia il mio corpo fisico che il mio spirito.
Imparai che le patologie fisiche si risolvono solo partendo dalla Mente, la quale dà la fiducia e la forza di seguire gli insegnamenti.
Iniziai così a frequentare i corsi yoga del Generale Pippo Cicirata, i corsi di medicina responsabile del dr Sebastiano Magnano, i corsi di igienismo dell’editore Michele Manca, del professor Luigi Costacurta e dello stesso Scaffidi, fino a partecipare alle interessanti conferenze del dr Paolo Vanoli sui danni dei vaccini, di cui ha tratto vantaggio tutta la mia famiglia, specialmente i nipotini.
Evitate le vaccinazioni e l’operazione di appendicite, già prescritta dai medici

Ebbi bisogno di istruzioni e di incoraggiamenti.
Non si trattava solo di scansare semplicemente i danni e i rischi inutili e assurdi dei vaccini, ma anche di convincere mia figlia a non farsi intimorire dalle pressioni enormi, dalle lettere minacciose, dalle intimidazioni continue ed incalzanti delle autorità sanitarie.
Seguendo i consigli di Scaffidi, qualche giorno di semi-digiuno, e qualche applicazione di fango-terapia, mia figlia ha evitato del tutto l’intervento di appendicite che le era stato prescritto con grave urgenza dai medici.
In pochi giorni l’appendice è tornata normale in modo naturale e senza alcuna complicazione.

Crudismo e amore per il prossimo, incluso gli animali

La parola d’ordine era quella di adottare il motto “Crudismo ed altruismo per quanto mi è possibile”.
Per tutto questo lavoro, preparato ed organizzato sempre con entusiasmo dal Maestro Scaffidi, non posso che fargli sentire i miei ringraziamenti scritti e formulargli i miei auguri perché possa continuare ad essere così sereno e disponibile per molti anni ancora.
Un abbraccio a tutte le famiglie che leggeranno la mia testimonianza.
Anna Luisa Damiani, da Bergamo

Un nocchiero ce l’abbiamo, teniamocelo buono

Per concludere, ha ragione Dante a dire Ahi Serva Italia.
Ma nel mare in tempesta qualche buon nocchiero, affidabile e orientato, ce l’abbiamo.
Uno di essi è Carmelo Scaffidi.
Teniamocelo buono perché è merce rara.

Le direttive precise del Movimento Salutistico Internazionale, ovvero della parte sana dell’America

Dalle cliniche igienistiche americane di Cinque, Sabatino, Criedland, Goldhamer e Fuhrman il messaggio per tutti è chiaro:

1) Viviamo in un mondo disegnato e programmato per farci ammalare, e serve pertanto pensare in modo libero e indipendente, evitando di farsi trascinare dalla fiumana, andando controcorrente.
2) Il corpo umano non va mai contro se stesso, ma si autoregola e si autoguarisce se solo gli permettiamo di farlo, evitando interferenze medicali, dormendo bene, muovendosi, prendendo sole, amando se stessi e tutte le creature del mondo, ridendo e scherzando, nutrendosi al meglio.
3) Nutrirsi al meglio significa drastico incremento di frutta-verdura-noci-legumi freschi, tutti riduttori dei micidiali radicali liberi, ma solo dopo aver eliminato del tutto carni, latticini, proteine animali, fumo, bevande nervine, alcoliche, gassate e dolcificate, farmaci, integratori e vaccini, zucchero-saccarosio e dolciumi, e dopo aver ridotto ai minimi termini ogni cibo cotto.

Scaffidi sottoscrive e scandisce. Colui che lo ha tolto dal baratro glielo impone

La malattia non è un dramma.
Ammalarsi è anzi una procedura indispensabile e utile per riacquistare l’equilibrio perduto.
La malattia è dunque amica e mai nemica.
Se c’è qualcosa che dovrebbe invece preoccuparci, sono i nostri stili di vita e le nostre aberranti scelte alimentari, la spazzatura che teniamo costantemente nel cuore e nella mente.
Chi inserisce batteri e virus nelle patologie lo fa soltanto per lucrare sulla debolezza e sull’ignoranza umana o perché, poveretto, soffre di sottosviluppo.
Queste cose si conoscono troppo bene in ambiente igienistico, per essere sottaciute.
Carmelo Scaffidi sottoscrive e scandisce ogni sua parola con enfasi.
Il suo Principale, quello che lo illumina e che lo ha tolto dal baratro, glielo impone.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)


PS APPUNTAMENTI ABIN DI OTTOBRE

L’appuntamento per la vacanza igienistica purificante è a Vercurago di Somasca, località amena e panoramica sul lago di Lecco, dal 19 al 23 ottobre.
Il costo completo, incluso la scuola, è di 45 € al giorno e c’è la possibilità di pernottare a scelta per uno, due, tre o quattro giorni. Ci si arriva anche in ferrovia direttamente da Milano o da Brescia
Vorremmo andarci in massa, ma non è possibile.
I posti disponibili, presso il Centro di Spiritualità San Girolamo, sono limitati a 40 soltanto.
Meglio dunque prenotare in tempo telefondando allo 035-340208, o al cellulare 338-9222610, o via e-mail ale00@freemail.it.
Per il sabato 31 ottobre, ore 15, è prevista invece la Conferenza presso la sede Abin di Bergamo, in via Valle 2, con l’intervento congiunto del dr Franco Libero Manco, presidente dell’AVA di Roma, e del dr Valdo Vaccaro, del comitato direttivo della ABIN e della stessa Ava.

ARIA PULITA DI VERITA’ ED ARMONIA

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29 Settembre 2009
ARIA PULITA DI VERITA’ ED ARMONIA


Un libro per portare più consapevolezza ed informazione tra mamme e maestre

Caro Valdo, le informazioni che mi mandi sono stupefacenti e finalmente sento aria pulita di verità,
semplicità ed armonia.
Un anno fa ho iniziato a scrivere un libro di alimentazione con l’intento di farlo arrivare nelle mani delle mamme e delle maestre che vengono qui in fattoria, per diffondere un pensiero più informato e libero dal condizionamento dei media in campo nutrizionistico.
Sono ormai in dirittura finale, ma non ti dico quanto ho sofferto.

Circola molta ignoranza e c’è urgente bisogno di controcultura e di illuminazione

Volevo raccontare tutto quello che ho acquisito nelle mie esperienze di ricerca e di vita (ho un figlio di 10 anni) ma, avendo scelto come obiettivo le mamme di cultura media, ho cercato la via del
compromesso, al fine di seminare il più possibile dei concetti validi.
Il mio obiettivo, non certamente facile, è di portare le donne che mi circondano su un piano di maggiore consapevolezza.
Purtroppo, come sai, circola molta ignoranza intorno a noi, e c’è un grande ed urgente bisogno di
controcultura.

Una lista di cibi vegetali contenenti Omega3

Ti chiedo anche una cortesia.
Quando hai tempo, potresti inviarmi la lista dei cibi vegetali che sono ricchi di Omega3, così li riporto nel mio libro, facendo notare che non ci sono solo i pesci?
Ciao. Manuela, da Modena

Auguri di successo per il tuo libro

Carissima Manuela,
sono totalmente in sintonia con te sulla necessità di spezzare il circolo di fandonie e di ipocrisie che
avvolge tutti i problemi concernenti i cibi e la salute.
Ogni iniziativa in tale direzione merita un plauso.
Auguro dunque che il tuo libro porti una ventata di freschezza tra le mamme e le maestre di Savignano, ma anche tra quelle d’Italia, se riuscirai a trovare l’editore giusto.


Gli Omega3 buoni che stanno esclusivamente nel Regno Vegetale

Per la faccenda degli Omega3, non aspettarti un elenco preciso con dei valori accanto.
Ti posso elencare la percentuale di acido linoleico, componente di base del gruppo Omega3:

Noci 40%
Semi girasole 30%
Semi di sesamo 22%
Semi di zucca 20%
Noci brasiliane 17%
Mandorle 11%
Pistacchi 10%
Avocado 2%
Cocco 1%

La faccenda degli Omega3 da pesce è una delle truffe più eclatanti degli ultimi anni

Quello che ti posso dire però è che la faccenda degli Omega3 rappresenta una delle più eclatanti truffe commerciali di questi ultimi anni, parificabile a quella della B12, a quella del Ferro-Eme, a quella delle proteine nobili, a quella dell’Aids, del Papilloma Virus e della Pandemia Suina.
Intanto sappi che gli stabilimenti delle industrie ittiche mondiali straboccano di capsule di olio di balena e di delfino mescolati. Si parla di tonnellate di questo prodotto schifoso, assai simile all’olio di fegato di merluzzo che cercavano introdurre nelle scuole elementari dei tempi andati i briganti del mare di allora.

Una dieta vegana con una manciata di mandorle e noccioline, o noci e pinoli, non ha rivali

Ho scritto due tesine su questo argomento dai titoli Il pianeta pesce e gli Omega3, e Gli Omega3 e il frullato di granchi e di scorpioni, che allego alla presente per tua maggiore chiarezza.
A mio avviso non occorre parlare troppo di Omega3 e fare troppi elenchi.
Acidi grassi polinsaturi stanno un po’ dovunque in natura, come ci stanno le proteine nobilissime
vegetali, ed anche la vitamina B12, tutte in quantitativi minimi, cioè ottimali per l’uomo.
Una manciata di mandorle un giorno sì e uno no, tanto per dire, copre il nostro intero fabbisogno.

Gli Omega3 da pesce sono nocivi per la salute umana

E’ basilare invece mettere in evidenza come gli Omega3 da pesce, tanto strombazzati, facciano solo
male all’uomo, in quanto non possono essere metabolizzati e producono solo effetto stimolante-drogante, al pari di tutti i veleni.
L’acido diomogamma linoleico (DGLA) è il diretto precursore delle PG (prostaglandine) serie
I-positive, che sono ottime ed assimilabili per il corpo umano, ma si trovano sempre e solo nei vegetali.
L’acido eicosapentenoico (EPA) è diretto precursore delle PG (prostaglandine) serie III-positive, pure ottime per l’uomo e collocate nelle sostanze grasse vegetali.
Resta invece fuori dallo schema virtuoso dei grassi polinsaturi proprio l’acido arachidonico (AA), che è il diretto precursore delle PG (prostaglandine) di II serie-negativa, derivanti da fonti animali marine ed anche da fonti animali terrestri.




Non si può prendere in giro il Creatore.
Le sue verità vengono fuori in continuazione, con implacabile coerenza.

Questa è la prova dettagliata che gli Omega3 da pesce fanno male già in partenza.
Se poi andiamo anche a cuocere l’aragosta, il granchio, il gambero, il baccalà e tutto il resto, la
situazione si aggrava ulteriormente, perché i grassi degenerano ulteriormente in creoline cancerogene.
Succede in pratica la stessa cosa che abbiamo visto col Ferro-Eme, che dà l’effetto sberla-stimolante ma non apporta nutrimento al pari del ferro Non-Eme vegetale, a continua conferma, coerenza e controprova del disegno e della biochimica fruttariana del corpo umano.
Le sostanze ricche per l’uomo non sono quelle che contengono tanto e intasano, causando notevoli
problemi agli organi emuntori, ma quelle che possiedono quantità minime ed assimilabili.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

BASTA E AVANZA LA FRUTTA, OPPURE NO?

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25 Novembre 2009

BASTA E AVANZA LA FRUTTA, OPPURE NO?

Domande importanti su cereali, carboidrati e frutta

Ciao Valdo,
Ti scrivo dalla Sardegna e per prima cosa voglio esternarti tutta la mia simpatia e stima.
Apprezzo tantissimo il tuo modo schietto e sincero di esporti e spero che continuerai a lungo a scrivere nel tuo blog.
Da circa un anno e mezzo mia moglie ed io ci siamo avvicinati al mondo vegetariano grazie alla lettura del libro di Max Gerson prima, e a quello di Arnold Ehret poi, riguardante la dieta senza muco.
In quest’ultimo i cereali sono considerati poco indicati per l’uomo.
Al momento attuale ci fidiamo della pasta integrale.
Volevo pertanto chiederti quali fonti di carboidrati posso considerare con più tranquillità, oppure se la frutta basta e avanza nella nostra dieta.
Un saluto.
Pierangelo Denughes

Quesiti che si ripetono e che riguardano tutti i praticanti e i novizi del settore vegano

Ciao Pierangelo, grazie per la simpatia che ricambio ben volentieri con tanto di interessi.
Ho scritto diverse cose sia sui cereali che sulla frutta, anche con titoli espliciti.
Ti ho spedito ieri le mie tesine, e se hai un po’ di pazienza, troverai quanto ti serve.
Visto però che hai posto i tuoi quesiti con sintesi ed efficacia, e che la tua domanda ha valore notevole per tanti, vedrò di risponderti al meglio.

Ehret e Gerson sono da considerarsi tra i grandi della Medicina Responsabile

Mi parli di Gerson e di Ehret, due grandi medici tedeschi che impazzano più in America che nella stessa Germania. Un po’ come Luigi Alvise Cornaro da Venezia (1475-1566), che in America considerano sullo stesso livello di Leonardo Da Vinci in fatto di salute ed alimentazione, per il suo fondamentale libercolo Intorno alla vita sobria, e che da noi in Italia, Laguna Veneta inclusa, è illustre sconosciuto.



Un grande specialista del settore oncologico

Il dr Max Gerson (1891-1959) è più terapeuta e sperimentatore, specializzato nel settore oncologico, ed in particolare nel recupero dei casi più estremi e disperati di cancro, quelli ai limiti della cachessia, quelli che le stesse cliniche igienistico-naturali degli allievi di Shelton non accettano in cura, visto che le soluzioni digiunistiche affretterebbero praticamente la dipartita del paziente verso migliori lidi, compromettendo l’altissimo record statistico di guarigioni complete e perfette che i loro centri salutistici registrano.

Qualche suo rimedio al di là dei limiti etici, come accade spesso ai teraputi

E’ antipatico dire preferisco questo a quello. Parliamo infatti di medici superlativi e straordinari che hanno lasciato il segno, e di cui si continuerà a parlare per secoli, ed in più di due medici squisitamente fruttariani. L’unico neo di Gerson, che è poi il limite ed il rischio di tutti i terapeuti, è quello di voler sperimentare ogni sorta di rimedio, andando a volte anche al di là dei limiti etici che i grandi fruttariani sempre rispettano.
Inserire nelle sue cure a volte persino il fegato o altri organi animali, mi impedisce di apprezzarlo in modo incondizionato e profondo come vorrei. Certi terapisti, pur di strappare il risultato che si prefiggono, inserirebbero nelle cure persino l’anima dei defunti, non solo il fegato, andando al di là di ogni limite di carattere etico.

Personalmente mi sento assai più ehretiano che gersoniano

Resta il fatto che Gerson era uno sperticato difensore della dieta fruttariana per tutti, ed in particolar modo per i malati di patologie tumorali e cancerogene.
Diciamo pure che metto personalmente Arnold Ehret (1866-1922) un gradino sopra Gerson, in fatto di livello qualitativo teorico e divulgativo, in fatto di insegnamento ed esempio etico, senza per questo scalfire la grandezza indiscussa del suo connazionale.

L’indispensabilità di una avanzata etica terapeutica

Nella mia visuale di etico-salutista, non si può prescindere dall’aspetto etico.
Troppa gente al mondo, con l’ansia di guarirsi o di guarire, con l’alibi dell’emergenza e di voler ergersi a protagonista di miracolosi recuperi, è disposta a stravolgere ogni limite ed ogni principio, ricorrendo a sostanze e a pratiche a volte anche abominevoli, ignorando che la vera guarigione, quando essa è possibile, proviene sempre e soltanto grazie al sistema immunitario del paziente, molto più che all’abilità terapeutica o chirurgica di chi lo ha in cura.

Occorre valutare ogni autore inserendolo nel suo ambiente e nel suo momento storico

Detto questo, veniamo alla tue domande specifiche.
Quando Ehret parla di cereali che acidificano e quindi causano muco, occorre fare alcune distinzioni.
Non è che pretendo di correggere l’opera del medico di Friburgo, ma c’è un po’ di esagerazione in queste sue affermazioni.
Occorre anche tener presente che in quel periodo, la seconda parte dell’Ottocento, il mondo stava evolvendo rapidamente verso la cerealicoltura, e verso la meccanizzazione agricola, per cui impazzavano i cereali e le trebbie, e nascevano le prime stalle e i primi macelli a carattere industriale.
Si trattava di una cerealicoltura finalizzata principalmente all’allevamento del bestiame.
Contemporaneità col maggior fruttariano di tutti i tempi, col prof Hilton Hotema.

Non è casuale che il più grande fruttariano di tutti i tempi moderni, il dr George Clément, alias Hilton Hotema (1878-1970), fosse contemporaneo di Ehret e delle sue problematiche.
Tecnicamente parlando, sappiamo tutti che il sangue umano ha particolari caratteristiche che lo diversificano da tutti gli animali carnivori ed onnivori.

La caratteristica alcalina del sangue umano

L’uomo non ha sangue acido come i felini ed i canidi, ma sangue alcalino, che misura all’incirca 7.52 sulla scala del ph che va dal valore 0 di massima acidità, al neutro del livello 7 e al 14 dell’estrema alcalinità.
Un abbassamento anche decimale di tali valori porterebbe l’uomo al collasso cardiaco immediato, visto che il ph permette il mantenimento della polarizzazione elettrica all’interno dell’organismo, ovvero alla realizzazione di tutti gli scambi minerali, vitaminici ed ormonali che ivi avvengono in continuazione.

L’esigenza di alimentarsi con cibi vivi ed alcalinizzanti, e la disfatta della macrobiotica

Da qui la necessità di alimentarsi concordemente con cibi alcalinizzanti (frutta in primis e verdure crude in secondo luogo) e non acido-formanti (come le proteine animali in primis e le proteine vegetali eccessive in secondo luogo).
L’acidità non si valuta, nota bene, al punto di origine, ma nel punto di assimilazione finale.
Il limone e tutti gli agrumi, sono acidi in partenza, ma giunti al duodeno e trasformati dal processo disgregativo, rilasciano i loro valori nutritivi depositando ceneri alcaline.
Al contrario, i cibi proteici, alcalini in partenza, rilasciano nell’intestino ceneri acide ed acidificanti.
Tutte cose ignote ed ignorate dai patiti dello yin e dello yang, dai cultori della macrobiotica, colpevoli di non aver capito inoltre il valore dei food-enzyme o vitalie, e la basilare importanza della frutta e della verdura crude. Errori che ne hanno decretato l’inesorabile disfatta ideologica.

La grande rivalutazione storica delle diete basso-proteiche propugnate da Pitagora

Da qui la grande rivalutazione storica, anche sul piano alimentare, di Pitagora che, già 2500 anni prima aveva sostenuto a spada tratta l’assoluta necessità per il genere umano di adottare diete basso-proteiche, nonostante a quei tempi le proteine non rappresentassero certamente parte centrale e preponderante della alimentazione umana, con molti animali domestici tipo il cavallo, il bovino e lo stesso maiale, considerati sacri ed intoccabili nella maggior parte dei paesi di allora.
Diciamo che a quel tempo esisteva soprattutto la pesca e la caccia, dove i cacciatori usavano al massimo l’arco e le frecce, oppure delle semplici e rudimentali trappole.

L’umanità ha vissuto fianco a fianco coi cereali per millenni

Il problema dell’acidificazione riguarda principalmente le carni ed i latticini, nonché i cibi cotti in generale, visto che la cottura moltiplica gli effetti acidificanti di tutti i cibi, compromettendo le vibrazioni e la reattività chimica dei componenti minerali e disattivando la presenza di tutti gli enzimi contenuti nel cibo vivo e crudo.
Il fatto che l’umanità intera abbia adottato storicamente il riso, e le varie granaglie, nonché la stessa soia, mantenendosi e giovandosene pure in benessere e salute per millenni, dovrebbe indurci a prendere con le pinzette e con qualche riserva tutte le teorie tese a demonizzare i cereali tout-court.

Non sono per la demonizzazione generalizzata dei cereali

Mi ritengo un grande estimatore sia di Hotema che di Ehret, ed anche del dr Max Bircher-Benner
(1867-1939), pure lui grande fruttariano-crudista, e per anni medico preferito della famiglia imperiale russa, con gli zar che scendevano mogi-mogi in Svizzera a curare le loro magagne masticando radicchio, mele e nocciole da mattina a sera, e facendo lunghe camminate per i boschi che circondano Zurigo.
Ma non mi sento affatto di sconsigliare i cereali alla gente.
Anche perché essi rappresentano i più naturali e semplici carboidrati a lenta combustione, che risultano fondamentali per il tipo di vita che la civiltà umana si è ritagliata e conduce, soprattutto in questi ultimi decenni.
Non è solo una questione ideologica e teorica, ma un problema pratico e verificabile.
Ognuno di noi è in grado di ascoltare il proprio corpo, a patto di renderlo pulito e sensibile alle stronzate che continuiamo giornalmente a compiere, agli insulti indescrivibili che gli apportiamo.
Direi che ci sono cereali e cereali, modi e modi di prepararli, ed anche limiti quantitativi da rispettare.

Un mondo condizionato e sviato dai giganti della carne e del latte, e dalla loro prostituta FDA

Le polemiche sui minimi proteici giornalieri sono ben note. La massima autorità mondiale, la FDA (Federal Drug Administration), da sempre permeata di presenza interna agricolo-macellatoria, e da sempre condizionata dal potentissimo gigante americano del latte NDC (National Dairy Council), ha fatto sin dagli inizi, ovvero sin dal dopoguerra, alcune operazioni perversamente partigiane e corrotte, facendo deviare il mondo intero dove e come interessava a lei.

Prima operazione demenziale FDA fu l’adozione del termine proteina nobile, dell’aminoacido essenziale e del ferro-eme

Una prima demenziale operazione fu quella di identificare il termine proteina con la proteina animale, catalogata a quel tempo nobile (in base agli esperimenti del dr Rose sui topi biaanchi che hanno un fabbisogno ed una propensione proteica 10 volte più alti di quelli umani, come testimoniato dal loro latte specifico che ha una presenza calorico-proteica del 49%, raffrontata a quella del latte umano che oscilla sul 5%, sui bassi parametri cioè della frutta).
A questi stratagemmi si aggiunsero altri stravolgimenti di contorno, come quelli degli aminoacidi essenziali da prendersi solo dalle carni (teoria smentita clamorosamente dalla scienza nutrizionale).
E come quello del ferro-eme di origine animale, che avrebbe portato più ferro agli anemici, al posto del ferro non-eme dei vegetali, caratterizzato da più rallentato (ma più accettato ed assimilato) assorbimento, dimenticandosi che questa carta del sangue di bue e di maiale agli anemici era già stata giocata nel Medioevo, con fallimenti a raffica.

Seconda operazione strategica: sopra-valutazione della vitamina carnea B12

Una seconda perla della FDA fu quella di sopravvalutare le quote minime della vitamina B12 (tipica soprattutto delle carni), portandola dalla quota originaria di 80 pg/ml stabilita dalla WHO (World Health Organization) a 152 pg/ml o picogrammi di vitamina per millilitro di sangue, trasformando così automaticamente tutti i vegani (che viaggiano normalmente sui 100 pg/ml come lo scrivente) in gente anemica e da curare o da integrare, mentre l’anemia è praticamente sconosciuta tra i vegani ed impera piuttosto tra carnivori e onnivori umani.

Terza e quarta perla FDA il dispregio per le vitamine vegetali C e B9

Una terza perla della chiesa americana del cibo, fu quella di tenere la vitamina C (tipica della frutta e delle verdure, e quasi del tutto assente nelle carni) a livelli scandalosamente ridicoli, cioè sulla quota ufficiale tuttora in vigore di 40-60 mg/giorno, quando Cambridge parla di oltre 300 mg/giorno e diversi autori portano il limite minimo a 600-800 e 1000.
Una quarta perla è stata quella di ignorare e sottovalutare le funzioni e i minimi dei folati (vitamina B9) che sostituiscono ed integrano efficacemente la vitamina B12 (pur essendo di provenienza interamente vegetale), fissando i limiti normativi a 3 min – 16,1 max, ng/ml o nanogrammi/millilitro di sangue, quando i vegani ne rivelano normalmente molta di più (nel mio caso personale 23,7 ng/ml).

La comica e tragica commedia dei minimi proteici FDA portati da oltre 300 g/giorno ai 75 g di oggi

Ma la quinta perla è quella che ha scatenato un putiferio fra gli stessi medici americani, mostrando gli aspetti paradossali e persino comici di questo ente che impone poi le sue tabelle al mondo intero, alle scuole, alle Asl, agli ambulatori ed agli ospedali.
Essa riguarda il quantitativo di proteine (sempre e solo proteine animali e snobilitate dalla scienza), fissato inizialmente a 300 g (contro il livello 11-25 g della ANHS American Natural Hygiene Society, sostenuto da oltre un secolo in quanto a 35 g/giorno scatta l’acidificazione del sangue), e portato via-via, mediante una escaltion alla rovescia e a tappe, a 200, poi a 150, poi a 120, poi a 100, ed oggi finalmente a 75 grammi al giorno, tuttora esagerati.

Troppi defunti con recriminazioni da farsi contro la FDA e le diete low-carb

I defunti da malattie oncologiche dell’America e di mezzo mondo, hanno un bel rivoltarsi nella tomba. con precise cose da ridire su questi elementi da sbarco della FDA.
Come del resto tanti altri deceduti, sempre dai vari cimiteri del pianeta, hanno più di qualche moccolo da indirizzare al dr Robert C. Atkins, che in linea armonica con la FDA, portò in auge (prima di crepare lui stesso malamente di cancro e cardiopatia nel 2003) le diete alto-proteiche e low-carb (a basso-carb) che altri autori tipo Stillman e Scarsdale avevano lanciato qualche anno prima, col miraggio di far mangiare alla gente obesa tutta la carne che voleva, diminuendo nel contempo di peso.

I cereali, consumati correttamente, non scatenano grandi conflitti immunitari

Tornando ora ai nostri cereali, il loro contenuto proteico è assai più basso di quello della carne, ed inoltre il corpo umano li riconosce come cibo di sua pertinenza, non scatenandogli contro una guerra protettiva, al pari di quanto avviene con le proteine animali, che innescano un folle conflitto immunitario interno, che si traduce nella famosa leucocitosi studiata per la prima volta dal dr Kautchakoff (presentata al 1° Congresso Mondiale di Microbiologia di Parigi) e premiata poi col Nobel per la Medicina agli allievi del grande russo nel 1948).

La congenialità straordinaria dell’avena alle esigenze umane

E poi ci sono cereali e cereali.
I migliori sono quelli che si prestano ad essere consumati allo stato crudo e naturale, o quasi.
Questo discorso vale innanzitutto per l’avena, i cui fiocchi sono al naturale e si inteneriscono in qualsiasi liquido, sia esso acqua fredda o tiepida, latte di cereali, latte di cocco.
L’utilizzazione ottimale di miglio, grano saraceno, mais e riso integrale

Vale anche per il miglio ed il grano saraceno, che con abbrustolimento o leggerissima cottura risultano ottimi e digeribili.
Vale pure per il mais, le cui pannocchie si possono cuocere conservativamente dentro il loro fogliame chiamato cartoccio, e i cui grani (di varietà specifiche e particolari) si possono trasformare in ottimi pop-corn.
Vale anche per il riso selvatico nero, che previo bagno in acqua, può essere cotto velocemente in modo conservativo.

C’è posto anche per orzo, farro e frumento

Anche orzo e farro possono stare nell’acqua ad intenerire, per poi essere masticati pazientemente a crudo. L’orzo abbrustolito fu per secoli, assieme al cavolo crudo, cibo-base dei legionari roomani.
La segale è ottima per la panificazione integrale assieme al frumento.
Tutti i cereali si possono pure far germinare, dando luogo a germogli nutrienti e digeribili.
In ogni caso, i cereali cotti vanno consumati in quantità compatibili col proprio organismo e con la propria attività fisica, con l’accortezza di farli sempre precedere da un piatto di insalata cruda, tesa a favorire la loro digestione.

Non esagerare coi carboidrati cotti o morti

Chiaro che per i fruttariani-vegani-crudisti la digeribilità dei cereali in genere è assai migliore che nelle persone che hanno l’intestino in costante stato di asfissia e di surriscaldamento, di costipazione e tossiemia dovuti ad alimentazione incompatibile di provenienza animale.
Quanto poi ai carboidrati morti e cotti, derivanti da farine e pasta, o simili, il consiglio è di limitarne assolutamente l’uso, di preferirli poi nella loro versione integrale, di cuocerli al dente, e di farli sempre precedere da crudità vegetali.
Una pasta integrale al dente, con pomodoro crudo, viene tollerata discretamente.
Stesso discorso per la pizza sottile con verdure non di scatola, preferibilmente con peperoni, zucchini, ananas, olive, funghi e della rucola verde aggiunta a fine cottura.
I panini integrali con la crema di olive o di carciofi, più foglie verdi e carciofini, più 2-3 noci e una spalmata di avocado, sono una delizia e soddisfano pure le nostre esigenze sostanziali.

La frutta basta e avanza, ma occorre allargare i nostri orizzonti

La frutta basta e avanza nella nostra dieta?
Direi proprio di sì. Si può non solo sopravvivere ma anche stare in splendida forma con la sola frutta, ricordando che molti vegetali da noi catalogati come verdura some essi stessi dei frutti non dolci, tipo zucchine e cetrioli, peperoni e melanzane, pomodori e carciofi, finocchi e zucche.
E’ tutta una questione di abitudine e di disponibilità della materia prima.
Esistono 160 mila varietà di piante eduli messeci a disposizione dal nostro ultra-generoso Creatore.
L’importante è ampliare i nostri orizzonti e stare il più possibile sul crudo.
Mangiare solo mele da mattina a sera non è per niente cosa da farsi, se non per una cura particolare e transitoria.



Il Vangelo degli Esseni contiene verità strabilianti sul crudo e sul cotto

Spero avrai modo di leggere la tesina di ieri sull’influenza, dove ho inserito alcuni brani tratti dal Vangelo degli Esseni, venuto alla luce in questi anni e ricco di verità e di informazioni strabilianti.
Si parlava già allora, in epoca pre-cristiana e cristiana, di crudismo e dei danni causati dal cotto.
L’unico problema con la frutta è di non fare mescole malandrine coi cibi cotti e con quelli proteici.
Mela, ananas e papaia possono essere mangiati anche in vicinanza e mescolanza con altri cibi, dati i loro enzimi anti-fermentanti.
Attenzione invece a meloni e angurie da consumarsi rigorosamente da soli, evitando persino le macedonie.

Nessuna carenza e nessuna dannosità da parte del nostro cibo elettivo

L’altro problema riguarda l’apporto calorico ridotto della frutta, per cui occorre mangiarne in quantità non esagerata ma adeguata.
Siamo mangiatori di frutta per concezione e disegno, per cui è impossibile che il nostro cibo di elezione ci faccia male, o non ci nutra, o ci causi delle carenze.
Quelle sono tutte cialtronate da due soldi.

I 12 pasti sazianti di frutta del Paleozoico

Ricordarsi inoltre che la magnifica e preziosa frutta acquosa, escluso quella secca e proteica tipo noci e pinoli, ha la caratteristica di essere cibo a veloce combustione.
Scalda e dà calorie, oltre che ripulire nel contempo. Ma brucia veloce.
Se consumato in modo corretto, cioè a stomaco vuoto, ti entra nel sangue in mezz’ora ed anche meno (la banana richede triplo tempo).
Ed è per quello che i nostri antenati del paleozoico viaggiavano al ritmo di 12 pasti sazianti di frutta al giorno, cioè una razione all’ora (come stabilito dalle ricerche scientifiche al carbonio radioattivo effettuate nei siti delle tribù antiche, da parte del dr Boyd Eaton, maggiore esperto mondiale di scienza nutrizionale paleozoica).

Una natura lussureggiante ed incontaminata

L’uomo di allora aveva però a sua disposizione una natura incontaminata, con centinaia di bacche e di frutti che gli pendevano dai cespugli lungo i sentieri boschivi, con banane, manghi, corbezzoli e noci di cocco, e chissà quali altre delizie profumate e multicolori, che lo invitavano a cibarsi in continuazione da mattino a sera, in tutti i mesi dell’anno.
Gli bastava aggiungere qualche vegetale e qualche seme, e viveva al meglio per tutto il suo tempo, senza bisogno del medico o dell’ospedale). Non a caso viveva preferibilmente lungo la fascia equatoriale-tropicale-subtropicale, dove il clima offriva il massimo.

La situazione ambientale è chiaramente molto cambiata

Oggi la situazione è di sicuro cambiata.
Abitiamo nel Congo, ma anche a Roma, a Berlino, a Mosca e a Stoccolma.
Abitiamo a Singapore, Shanghai, Tokyo e Vladivostok.
In più abbiamo professioni, impegni di lavoro, rapporti sociali che ci impediscono sia di mangiare 12 volte al giorno che di recarci ai servizi igienici con la medesima frequenza.
Il five-per-day va interpretato e adattato secondo le nostre esigenze personali

Il 5-volte-al-giorno-frutta di Cambridge serve a soddisfare appieno, a mio avviso, le particolari esigenze della salute umana nel mondo di oggi.
Quel five-per-day possiamo e dobbiamo chiaramente interpretarlo ed adattarlo convenientemente nella nostra vita a seconda delle necessità ed attitudini individuali.
Mai essere rigorosi ed inquadrati, ma capire piuttosto il principio e lo schema base, la motivazione scientifica ed etica che porta a queste scelte.
Parliamo di uno schema ideale indicativo. Chi può farne 5 ne fa 5, chi ne fa 7 ne fa 7 e chi ne fa 4 sta sul 4, in tutti i sensi di qualità e quantità.

Tre di mattina, due al pomeriggio, con pranzo e cena leggeri, inseriti nel mezzo

Lasciando da parte i frizzi e le allusioni, lo ritengo uno schema valido come importanza teorica ed anche come verifica concreta sul campo di battaglia.
Nel mio schema personale, volto a non stravolgere le nostre abitudini ed esigenze di ordine pratico, ho inserito 3 volte frutta di mattina e 2 volte di pomeriggio (lontano dai due pasti principali), trasformando pranzo e cena dalle abbuffate disordinate di un tempo in due occasioni ottime per le verdure crude e i germogli (che garantiscono ottimo apporto minerale diretto dalla terra), e ottime per un’integrazione calorica da carboidrati a lenta combustione (semicrudi per i più bravi e cotti per gli altri).

Uno schema semplice e facile da ricordare

Lo schema è anche facile da ricordare.
Frutta alle 7, alle 9 e alle 11 (3 colazioni fruttariane), più alle 16 e alle 18 (2 merende fruttariane), verdure crude alternate al pranzo delle 13 e alla cena delle 19, dove la verdura è il primo piatto di esordio, condito con olio extravergine crudo e qualche goccia di limone o di aceto e qualche minima presa di sale grezzo, e dove il secondo consisterà di patate, zucca, cavoli, tegoline, fagioli, oppore di cereali, o al limite di pasta-pizza-pani-gnocchi-minestrone.

Piano coi carboidrati cotti

Chiaro che pasta, pizza e farinacei cotti sono da considerarsi ai limiti esterni della salubrità e quindi da prendersi con cautela e col bilancino, sempre preceduti dal piatto crudo.
Vengono ammessi soprattutto per chi è in transizione verso qualcosa di meglio.
Tutti i dolciumi sono rigorosamente banditi, salvo forse lo strudel di mele-pere-pinoli senza zucchero o il castagnaccio, o altri pezzi d’arte culinaria rustica dello stesso genere.
Chi vuole mettere su del peso, potrà togliere la colazione di frutta delle 9 e metterci al suo posto la crema di avena arricchita da germe di grano, semi di sesamo-lino-girasole-zucca-papavero.

Carboidrati a lenta, a media e a veloce combustione

I carboidrati naturali vanno suddivisi in vivi (crudi) o morti (cotti, lavorati), in zuccherini-acquosi a veloce combustione (tipo la frutta), in non zuccherini-amidacei a media combustione (come patate, zucche, carote, cavoli), in solidi-amidacei-proteici a lenta combustione (frutta secca nel guscio).
Più amidacei, proteici ed oleosi sono e più lenta è la combustione.
Nel caso di pasti aggregati, il fattore digeribilità impone di partire sempre coi cibi a veloce combustione (meloni, agrumi) e chiudere il pasto con quelli a lenta combustione (noci, pinoli e mandorle).
L’inconsistenza e la fuorvianza delle scuole basate sugli indici glicemici

I discorsi sul fattore IG o indice glicemico, sui quali si sono imbastite intere scuole e grandi filoni speculativi, con prodotti marchiati e venduti a prezzi esorbitanti, sono stati ampiamente smentiti dalle ricerche più attendibili.
Chi mangia frutta e mangia crudo non ha problemi e non deve misurare nulla.
Il diabete è lontano mille miglia.
I problemi glicemici pettano a chi mangia cotto e mangia male, integrando con cibi e bevande dolcificati in modo innaturale.

Insulina ed inulina, ormoni presenti nei vegetali crudi, in particolare nel topinambur

Se qualcuno ha problemi pre-esistenti di diabete infantile o adulto, dovrà andare per gradi, e riabituarsi piano-piano alla frutta viva.
I vegetali contengono insulina vegetale e inulina, che è la cugina vicariante dell’insulina.
Una pianta ad alto tasso di inulina è ad esempio il topinambur, e le varie radici tuberose eduli, tutte utilissime per i fruttariani.
La fluidità naturale del sangue che accompagna le diete vegane fa il resto, permettendo alle reazioni ormonali interne, incluso le emissioni pancreatiche di insulina interna, di fare il proprio lavoro con regolarità ed efficacia.

Nessun problema e tanta salute col veganesimo tendenzialmente crudista

Nessun problema calorico, diabetico e di sovrappeso con la dieta vegana.
Nessun problema di anemia o di sottopeso, a patto di rispettare l’equilibrio calorico.
Nessun problema di Omega3 o altre carenze inventate dalla diseducazione al potere, visto che gli acidi grassi polinsaturi stanno in percentuali logiche ed assimilabili un po’ dovunque nel crudo (come succede alle proteine vegetali), ed in particolare nel proteico-amidaceo delle noci, delle mandorle, delle arachidi, dei lupini e dei pinoli, oltre che degli avocado.
Come dire, non solo che la frutta basta e avanza, ma che anche la salute e la voglia di vivere in pace ed armonia con se stessi e col creato, bastano e avanzano, col sistema di alimentazione uomo-commisurato e uomo-compatibile del veganesimo tendenzialmente cruidista.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

BIO-INGEGNERIZZAZIONE DELLA PAURA

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4 Novembre 2009

BIO-INGEGNERIZZAZIONE DELLA PAURA
E GOVERNI-FANTOCCIO


Due documenti importanti sul problema virale, da parte del dr G. Paolo Vanoli

L’amico giornalista, e consulente in scienza della nutrizione, G.P.Vanoli, mi ha appena inviato due documenti importanti e distinti, che chiamo documento A (ottimo e condivisibile) e documento B (dove mi chiede di correggere un piccolo spunto polemico nei riguardi di Marcello Pamio, e di modificare il mio modo di pensare in funzione dei nuovi dati che egli mi ha voluto inserire in tale scritto).
Leggiamo assieme i due documenti di grande e vitale interesse generale, sia nei loro aspetti positivi (documento A) che in quelli polemici (documento B).
Su entrambi i fogli ho apportato alcune piccole modifiche espressive che non intaccano il pensiero dell’autore, a puro scopo di maggiore chiarezza.

DOCUMENTO A di Gian Paolo Vanoli
(più o meno condiviso, a parte le cause iono-atmosferiche che vanno a sostituire troppo gli errori umani a monte, e i rimedi tipo clisteri e frizioni fredde che non condivido del tutto, trattandosi di intrusioni ed interferenze meno invasive dei farmaci ma sempre modificative di quanto impostato dal sistema immunitario, ed in contrasto fondamentale col sacro principio natural-igienistico della Non-Cura).

Falsità totale sui virus da parte degli enti predisposti alla salute e di gran parte dei medici

Tutto ciò che si dice da parte degli enti predisposti alla salute umana, medici compresi, sul raffreddore o influenza è completamente falso.
I virus non sono le cause di queste malattie, e pertanto i vaccini a virus attenuati (o antivirali) della suina H1N1 (misto di virus Sars, Aviaria, Suina e Stagionale) non sono assolutamente utili a nessuno.
Creano piuttosto le basi per future pandemie mediante uno stato prolungato e stabile di depressione immunitaria che questi vaccini multipli attivano in ogni soggetto vaccinato, causandogli gravi conseguenze ed imprevedibili menomazioni biologiche.



Il raffreddore, il muco e la febbre, vengono risolti da millenni, in modo naturale e senza problemi

La medicina naturale cura o meglio coadiuva e risolve da migliaia di anni il raffreddore sistemando l’aspetto termico ed intestinale dello squilibrio, essendo il raffreddore niente altro che il muco prodotto nell’organismo in concomitanza con le variazioni iono-atmosferiche e i cambi di stagione.
Tali variazioni inducono nell’uomo delle modifiche iono-corporee le quali attivano i meccanismi di eliminazione del muco autoprodotto.
Per l’influenza è quello stesso meccanismo iono-atmosferico e iono-corporeo che induce l’eliminazione delle infiammazioni latenti esistenti nelle viscere, nell’intestino, nel peritoneo, nei tessuti.
L’influenza è in ogni caso un processo benefico di guarigione da stati di infiammazione pre-esistenti e non avvertiti.
I virus non c’entrano dunque per nulla con tali malattie.

Tecniche naturali di guarigione

Infatti, le tecniche di guarigione da questi due problemi identici con sintomi diversi sono:

1) Riordino dell’alimentazione che per l’occasione deve necessariamente essere crudista vegetariana.
2) Riordino cella termica corporea, mediante clisteri di acqua e camomilla.
3) Riposo a letto per almeno due giorni.
4) In caso di febbre alta, le frizioni fredde con reazione calda a letto.

La malattia è un prezioso e naturale processo, non contagioso, di eliminazione tossine.
Si risolve senza farmaci o vaccini, continuando anche a lavorare e studiare, nelle forme lievi.

Queste le semplici tecniche risolutive, che non portano ad alcuna sofferente e precaria convalescenza da farmaco.
Nelle forme lievi di eliminazione, che non sono ancora vere e proprie crisi risolutive, è possibile anche praticare tali cure stando in piedi e non a letto, lavorando normalmente e rendendosi utili a se stessi, alla famiglia ed alla società.

I vaccini, pericolosi e dannosi più che mai, sono strumento di controllo e di mercato delle multinazionali del farmaco e dei governi-fantoccio servi delle stesse

Quanto ai vaccini, essi servono solo ad intossicare col loro micidiale contenuto fatto di metalli tossici (mercurio ed alluminio, pericolosi anche a dosi infinitesimali), prodotti cancerogeni, sostanze strane e di pessima reputazione tipo lo squalene, nanoparticelle spaventosamente pericolose, antibiotici, ecc.)
I vaccini servono solo ad infiammare di più, a creare immunodepressione a vita, a sviluppare mutazioni genetiche nei mitocondri con possibile trasmissibilità alla prole.
Un modo come un altro per ampliare a dismisura il mercato dei malati, che genera molta salute, ma soltanto negli straripanti ed iniqui fatturati delle multinazionali, gettando o mantenendo nella sofferenza, nella paura e nella disperazione, milioni di persone di ogni età, razza e colore.

Boicottare dunque le imposizioni sanitarie è atto di grande civiltà e di buon esempio.
Gli enti governativi sono da sempre i lacché e i piazzisti di Big Pharma.

Boicottare in modo deciso e sistematico le imposizioni che i vari governi stanno dettando ai rispettivi popoli è il solo mezzo di difesa che rimane.
Non seguire le direttive farmaceutiche vaccinatorie è tutto un vantaggio per la gente, e non implica alcun rischio e alcun danno.
Occorre tener presente che gli enti governativi sono niente altro che dei lacché e dei piazzisti delle case farmaceutiche.
L’unica cosa che stanno propagando a pieno regime non è informazione sanitaria corretta o tantomeno prevenzione, ma solo una malattia umana gravissima e trasmissibile dal nome nera ignoranza.
E’ sufficiente dunque utilizzare le semplici, poco costose e poco invasive, tecniche della medicina naturale, per stare sempre bene.

DOCUMENTO B di Gian Paolo Vanoli

(che giudico apparentemente chiarificatore ed apparentemente illuminante ma alla fine incoerente con la visuale igienistica, in quanto fa letteralmente a pugni con lo stesso documento A ed ammette la duplicazione e la latenza dei virus)

Il punto contestatomi da Vanoli è la frase di Pamio sulla duplicazione dei virus (che per me è sempre accumulazione-sommatoria e mai duplicazione o moltiplicazione)

Da un tuo recente scritto, I suini ed i porcili della Casa Nera, ho tratto dei riferimenti sui quali non concordo. Hai scritto quanto segue: Marcello Pamio, di cui ho il massimo rispetto, non solo perché è italiano (e scemo del tutto un italiano non lo è quasi mai), ma perché al contrario è uno dei pochi che scrive cose sensate e coerenti su Internet, cade egli stesso in qualche affermazione infelice e diseducativa, tipo “La duplicazione dei virus avviene per opera delle cellule, quindi per opera del terreno”.
Sono qui a ricordarti che i virus vengono duplicati proprio dalle cellule e dal terreno. Dunque per me ha ragione Pamio.
Hai poi aggiunto: Gli sarà scappata, l’avrà scritta alle 2 del mattino, quando la soglia dell’ispirazione è finita sotto i tacchi, ma non è frase all’altezza del suo autore. Mi permetto dunque di correggergli quanto sopra, e lo faccio alle 8 del mattino, in piena forma psicofisica.
Vedi dunque di modificare la tua posizione in funzione di questi nuovi dati che ti invio. Ciao e buon lavoro.

Il meccanismo della duplicazione dei virus secondo Vanoli

Il meccanismo di duplicazione è il seguente.
Il DNA-RNA è una antenna ricetrasmittente, data anche dalla sua forma ad ellisse.
Qualsiasi pezzo di DNA (acidodesossidoribonucleico) è in grado di ricevere e trasmettere informazioni ad altro DNA, in un processo di scambio.
Qualsiasi virus (proteina complessa di lipidi a DNA), eterologo o autologo, è in grado di farlo.
In un processo di mitosi ciò avviene regolarmente seguendo meccanismi identici.
Quando vi è la morte cellulare per apoptosi, susseguente a stress ossidativo cellulare, la cellula si disintegra nelle sue parti grazie ai propri lisozomi, anche perché la membrana cellulare, che trattiene e contiene il citoplasma, perde di valore in carica bioelettrica abbassandosi sotto i 15 microvolt per motivi che vanno dall’intossicazione endo-cellulare, alla scarsa alimentazione e ripulizia delle cellule, all’alterazione della carica bioelettrica della matrice extracellulare, all’introduzione di proteine tossiche a DNA, cioè virus eterologhi tipo quelli dei vaccini.


Il percorso eliminativo per i virus autologhi o di provenienza interna

La cellula si rompe e lascia il suo contenuto (mitocondri, nucleo, reticolo emoplasmatico, enzimi, ecc).
Dei circa 30 mila mitocondri (produttori di energia termica e bioelettrica) contenuti in ogni cellula, alcuni si disintegrano completamente o in parte ed altri rimangono intatti, mantenendo il loro contenuto informazionale o DNA.
(Ndt: E’ proprio questo il punto fondamentale del mio dissidio con Vanoli, dove la cellula morente partorirebbe del materiale vivo o vivificabile come dice implicitamente lui, e non dei detriti cellulari, del materiale disintegrato per bene da lisozomi che non sono dei pirla, come vado sostenendo con l’ottima compagnia di Shelton e del professor Peter Duesberg, cattedra di biologia molecolare a Berkeley-California).
Quando tale DNA circola nell’organismo e viene a trovarsi vicino ad altre cellule, viene detettato ossia rivelato e testato e letto dalle cellule stesse. Se è autologo, le cellule lo riconoscono come sostanza proteica di scarto, informano l’organismo, il sistema emuntorio e renale e lo eliminano.

Il percorso non-eliminativo ma di latenza per i virus eterologhi o di provenienza esterna

Se quella proteina complessa di scarto virale non è autologa ma eterologa, la cellula vicina deve leggere il suo DNA per identificarlo e, non essendo in questo caso un’informazione nota, lo decodifica, cioè si informa, cioè subisce facilmente mutazioni nel suo DNA autologo e si manifesteranno anomalie cellulari tipo stress ossidativo, o tessutali tipo intossicazioni ed infiammazioni, con le conseguenti malfunzioni organiche e sistemiche del soggetto.
Oppure, se l’organismo è sano e non colpibile subito, la cellula invia quel virus nei depositi di grasso dei vari tessuti, nei quali può rimanere inerte per decenni, salvo poi risvegliarsi, rilasciando il suo virulento ed intossicante potere informazionale, fino a che tale proteina virale non viene del tutto eliminata.

I danni gravi delle vaccinazioni derivano sia dal carico tossico-velenoso che dal carico microbico

E’ quindi l’operazione di decodifica effettuata dal DNA cellulare, per il riconoscimento preciso del DNA eterologo, che comporta il pericolo per la cellula non completamente sana.Meglio quindi evitare di far circolare dei DNA eterologi nell’organismo. Di conseguenza, meglio non vaccinarsi. Non vaccinarsi perché i vaccini introducono materiale tossico nell’organismo e proteine complesse a DNA, cioè virus eterologhi. Questo è poi il meccanismo genetico dell’azione dei vaccini sulle cellule.
Ma occorre anche tener presente la gravissima intossicazione che i vaccini comportano in termini di metalli tossici, di sostanze tossiche esterne e non autologhe che determinano sempre reazioni immunitarie cellulari, tessutali ed organiche, con conseguente immunodepressione e stati infiammatori.
Gian Paolo Vanoli

MIA RISPOSTA A VANOLI PER I SUOI DOCUMENTI A e B

Nessuna voglia di polemica nei tuoi riguardi o verso Marcello Pamio

Carissimo Gian Paolo,
Premetto una cosa, e non è una frase retorica di circostanza.
Premetto cioè che nutro il massimo rispetto sia per Marcello Pamio, e questo mi pare di averlo già detto nella stessa tesina che hai citato, che per te personalmente.
Non mi diverto dunque a fare polemiche all’interno dello sparuto e coraggioso gruppo che va già faticosamente controcorrente a contrastare il mostruoso strapotere farmacologico mondiale.
La ricerca della verità mentre le istituzioni sono dirette da Big Pharma come tanti bei burattini

Non è solo una questione di schieramento, ma è il desiderio di non nuocere e non rendere la vita difficile a delle persone che stanno più o meno gratuitamente svolgendo una funzione sociale e scientifica che si chiama ricerca della verità, visto che le scuole e le istituzioni versano in stato di totale coma ed alienazione, o peggio sono già diventate dei burattini e delle marionette nelle mani dei Rockefeller, degli Shapiro, dei Rotschild, dei Kuhn, dei Loeb, dei Lehman, degli Smithfield, dei Gates, dei Soros, dei Rumsfeld, dei Clinton e di altri simili compari associati.

Evitiamo di arrampicarci sugli specchi

Parlo a te come a una persona amica, prima ancora che a un ricercatore, indipendentemente dal percorso professionale che hai alle spalle.
Non mi sento pertanto di allegare referenze librarie, scolastiche o Internet.
Ognuno di noi ne può tirar fuori a volontà e dire che le sue referenze sono eccellenti, esplicative e di ordine superiore rispetto a quelle della controparte.
Andrebbe a finire che ci arrampicheremmo maldestramente sugli specchi, facendoci anche ridere.

Nessun dogmatismo ma difesa a spada tratta di tutte le mie tesine sui virus

L’ho detto altre volte e lo ribadisco qui che non metto davanti al mio nome titoli veri o falsi, e che non mi interessa giocare a fare il medico, il chimico, il biologo, né tantomeno il virologo, per cui lascio ben volentieri a tali specialisti il loro rispettivo mestiere.
Né mi interessa di arroccarmi su posizioni dogmatiche.
Ho semplicemente diverse libere tesine che circolano con un certo successo su Internet, e che intendo difendere a spada tratta.

Non c’è mai stato nella storia dell’umanità tanto vergognoso imbroglio nei riguardi della massa.
La ganga medico-farmaceutica impera e detta legge in modo sistematico ed incontrastato.

Non per motivi di vanità, ma perché rappresentano esse stesse un valore chiarificante a difesa di un complesso di conoscenze che si chiama Salutismo Naturale e Igiene Naturale, e che implica una concezione ben delineata dei concetti di salute e malattia, nonché un grande e religioso rispetto per l’opera del Creatore, caratterizzata da inconfondibili segni di saggezza che sono ben lontani dalle precarie teorizzazioni infiltrate nei testi delle scuole, nei telegiornali, e in tutte le fonti informative ufficiali.

La vera bio-ingegnerizzazione è quella della paura

La gente è spaventata al punto giusto, e correrà a vaccinarsi al pari di tante pecorelle, indipendentemente dai veleni assurdi e micidiali, oltre che inutili, che le saranno inoculati.
Lo farà solo per una pessima consigliera di nome paura. Occorre impedire che lo faccia, e che vada a rovinare i propri bambini.
Lo sai che la verità e la vera scienza sta tutta dalla nostra parte.
Quello che stanno meglio bio-ingegnerizzando i furfanti e le carogne della Monatteria Mondiale non sono a mio avviso i vaccini in sé, quanto la paura che riescono ormai a dirigere e trasmettere a bacchetta tra la popolazione, con la colpevolissima complicità dei media e delle istituzioni sue fedeli servitrici e prostitute.
Necessità di essere sempre chiari e comprensibili in quello che diciamo e sosteniamo

Ho inoltre un’altra cosa da difendere, e si chiama massima comprensibilità possibile.
E’ per questo che mi sono permesso di modificare sia pur leggermente la forma dei tuoi due messaggi, non certo a significare una tua carenza stilistica ma solo perché li hai scritti evidentemente di getto.
Tu lo sai che annetto molta importanza alla chiarezza espressiva, ai concetti, ai termini e ai ragionamenti che si fanno.
Questo per rispetto dei miei lettori che amano questo tipo di trasparenza, siano essi docenti o studiosi di biologia, o semplici cittadini di normale, media o elevata cultura.

Confermo la mia ammirazione per Duesberg e la mia poca simpatia per il tuo Lanka

Anche tu hai una bella reputazione da difendere.
Possiedi un ottimo blog su Internet, e spesso ospiti pure i miei scritti, per cui non ho alcun interesse né alcuna voglia di scalfire quanto fai.
Se tu ti chiamassi Stefan Lanka, Franco Aiuti, Robert Gallo, Luc Montagnier, anziché Vanoli, ti tratterei allo stesso modo, senza fare alcuna differenza o discriminazione.
Analizzerei semplicemente quanto scrivi, cercherei di capirne il contenuto e lo commenterei.
Ho già detto in più occasioni che ho una sperticata ammirazione per Peter Duesberg, proprio per la sua chiarezza cristallina e per il suo saper andare senza paura contro la valanga di Big Pharma e del corrotto governo americano.
E ti ho pure detto che non ho grande simpatia per Stefan Lanka, dal quale tu spesso prendi ispirazione.
Non voglio fare lo studente fuori corso, né tantomeno il professore sdegnoso e arrogante.

In cento anni di virologia tutte le prove scientifiche sono contro i monatti

Lascio alle nuove generazioni il compito di scannarsi su questi argomenti contrastanti e sui dettagli del percorso virale.
Penso comunque di essere aperto e di non cadere facilmente nei dogmi o nei contro-dogmi.
Se qualcuno mi contesta con argomenti chiari, lampanti, onesti e comprensibili, con prove precise e concrete, non esito a dire che ho sbagliato in un punto, in due punti o al limite anche su tutto.
Fino ad oggi, in 100 anni di virologia, non si è visto nulla di positivo se non clamorose cantonate e vergognose macchinazioni.

Sparare contro un eroico compagno di viaggio mi dà tristezza

Avrei preferito ricevere una critica da qualche barone, da qualche infettologo, o da qualcuno vicino al ministero del dr Fazio, e così avrei potuto almeno scatenarmi a ruota libera, con la giusta vis polemica.
Sparare a zero contro un compagno di viaggio non mi provoca grande solluchero.
Non dimentico gli insulti e le cafonate che eroicamente ricevi e sopporti ogniqualvolta pubblichi i miei articoli sul latte e sulla melammina.
Appartieni di sicuro più alla categoria dei missionari che a quella dei troppi piazzisti di merce scarta e contraffatta.





Sono aperto e ricettivo ma le lezioni scientifiche le accetto ormai solo da Tinto

Detto tra noi, Gian Paolo, voglio immaginarmi seduto accanto a te al banco del bar all’angolo, di fronte ovviamente non a un caffè ma ad una tazza di spremuta d’arancia, servita magari da una bella gnocca nostrana in minigonna e con vertiginosa scollatura, corredate da un sorriso a 500 candele.
E la butteremmo simpaticamente sul meno lugubre e sul più divertente.
Sono arrivato a un punto della vita che dò ascolto a chiunque abbia qualcosa di sensato da dire, mentre prendo volentieri lezioni di scienza solo da Tintoretto, una persona per la quale nutro religioso rispetto.

E’ l’unico ormai che riesce a far quadrare il cerchio

Non intendo il pittore veneziano Iacopo Robusti contemporaneo di Leonardo, e chiamato Tintoretto, ma Tintoretto Brass, o Tinto per gli amici.
Ha soltanto un difetto, ed è quello di mangiare pesce e di subirne regolarmente le conseguenze, mandando via l’odoraccio di marcio e di mare con qualche tirata di sigaro.
Per il resto, è l’unico vero scienziato che vedo all’orizzonte, nel senso che è riuscito a fare un’ottima quadratura del cerchio, mettendoci dentro armonicamente il padreterno, il culo e le tette, che non è cosa da poco.
Che Dio onnipotente lo mantenga in salute e gli faccia sparire la voglia di marcio e di Omega3 che insegue nei cadaverini pinnati di Canal Grande e dintorni.

L’inverecondo clistere alla camomilla e l’ottimo massaggio totale thailandese

Tornando al tuo messaggio ho trovato ottimo il primo, nonostante l’inverecondo clistere di camomilla e l’ansia di far abbassare la febbre, e di contrastare così un sistema immunitario che sa sempre il fatto suo meglio di tutti noi, medici e non medici, terapeuti avveduti e ciarlatani.
Giocherellare coi rimedi non troppo invasivi può servire, soprattutto se a farlo sono una sensuale e spiritosa nurse, o un legnoso santone dalla barba bianca, con l’aiuto di qualche sostanza e di qualche aggeggio, o di qualche manipolazione.
Sempre meglio il massaggio, il prana o al limite un integratore quasi-naturale preso rigorosamente in sola fase di emergenza, che un farmaco o un vaccino.
Possono sempre fungere da effetto-placebo, senza causare i gravi effetti collaterali prodotti dai farmaci.
L’unico effetto collaterale di un bel massaggio totale thailandese è che lo vorresti poi fare tutti i giorni, mentre non puoi.

Rimani ancora troppo affascinato dalle elaborate fantasticherie dei monatti.

Ho trovato meno illuminante e coerente il secondo documento, non prendertela, nonostante la tua genuina e lodevole voglia di portare altri nuovi mattoni alla tua teoria.
Pur facendo di tutto per staccarti ideologicamente dal nozionismo tipico dei monatti, ne rimani ancora affascinato ed invischiato. E tutta qui sta la mia controcritica.

Mi dispiace ma non mi hai per niente convinto

Purtroppo, anche se dici alcune cose giuste, differenziando i virus autologhi (o interni) da quelli eterologhi (esterni), inserendo alcune plausibili e seducenti considerazioni sui loro percorsi, non mi hai per niente convinto.
Riconosco che esiste molto lavoro intellettuale e discreta logica nei tuoi ultimi ragionamenti sul virus.
Ma non basta.
Tirar fuori dal tuo armamentario, o da quello di Lanka, le matrici cellulari, le detettature, le rivelazioni e le testature, le latenze e i risvegli improvvisi, gli incontri a quattrocchi e le identificazioni, le disintegrazioni mitocondriche parziali o intermittenti, le codificazioni e le decodificazioni, i flirt, gli innamoramenti e le avversioni caratteriali, coinvolgenti beninteso non solo una cellula vivente sulla quale è lecito ipotizzare di tutto entro certi limiti, ma anche un frammento parziale morto e cadavere di mitocondrio, non mi permette di prenderti in seria considerazione, su questo particolare punto intendo.

Essere morti non significa essere moribondi, e nemmeno addormentati o in provvisorio letargo

Duesberg è grande perché non dà soluzioni prefabbricate ma distrugge i dogmi sbagliati ed assurdi, come ci si aspetta da un vero scienziato.
Lanka fa il percorso inverso.
Stabilisce in anticipo chi è l’assassino e poi va a tessere le precedenti trame.
L’ho detto più volte e lo ripeto che per me un morto è un morto, non qualcosa di resuscitabile.
A meno che tu non parli dell’anima del mitocondrio, e che preveda per essa un iter karmico ed una contaminazione virale coinvolgente corpi eterei e spirituali staccati dal campo di azione concreta cui noi facciamo riferimento.

L’abracatabra monatto del virus dormiente nei portatori sani

Seducente pure la tua idea delle cellule che riconoscono i propri frammenti-simili e ne decretano l’espulsione, mentre per i frammenti forestieri rimangono a volte imbambolate e scioccate, ammalandosi subito, e altre volte indifferenti e sornione, e li spediscono a riposare latenti nell’adipe del padrone.
Quando si dice una bugia o una inesattezza, per far tornare i conti si è costretti poi a compiere miracoli di equilibrismo e di adattamento, e si devono inventare nuovi alibi e nuove teorie, che cozzano pure con quanto già sappiamo sul contenuto patologico dei grassi, che è poi fatto di veleni e di residui chimici, al massimo di polvere virale morta, ma non certo di virus dormienti.

I digiuni igienistici smontano infatti la tua ipotesi del virus nel grasso

Prova ne è che durante i digiuni prolungati, quando il corpo cannibalizza quel grasso e i veleni fuoriescono prontamente con l’aiuto dell’acqua distillata, nessuno viene colpito da infezioni virali o viene disturbato da virus mezzo-addormentati e di cattivo umore, e disposti a vandalismi contro il malcapitato digiunante di turno.
In tali circostanze si sperimentano soltanto capogiri e mali di testa, o effetti droganti di ritorno, da caffeina, nicotina, cadaverina, morfina, anfetamina o altre droghe prese nel passato.
Mi dovresti poi spiegare i meccanismi di alimentazione, di apnea, di sopravvivenza e di risveglio di un cadaverino virale soffocato all’interno di un cuscinetto di grasso.
E mi dovresti pure giustificare la stupidità e la grave disattenzione del sistema immunitario, fesso al punto di collocare una mina virale all’interno dell’adipe.

La biologia ufficiale che cammina all’indietro come i gamberi, al pari della medicina.
Nonostante Koch, i virus vanno a prendere il posto dei batteri come produttori di malattia.

E’ tutta una questione di soldi da travasare dalle masse, e di potere mediatico e sanitario da esercitare sulle medesime.
Fin dall’anno 1900 era evidente che la medicina aveva preso un grosso abbaglio santificando Pasteur, e che la teoria dei germi quali causatori di malattia non si reggeva in piedi, in qualunque posizione la si mettesse.
Già i postulati di Robert Koch da soli bastavano a disintegrare qualsiasi illusione in materia.
Man mano che le ditte chimico-farmaceutiche si sviluppavano, entrando in modo crescente nel mondo della medicina, cominciò il processo di rimpiazzamento dei batteri da parte dei virus, come agenti causativi delle maggiori malattie.
A quel tempo, la parola virus significava ancora, in accordo con la matrice latina, veleno.
Oggi, dopo decenni di accurato lavoro propagandistico da parte dei media monatti, la parola virus significa ormai submicroscopica entità vivente, per cui siamo arrivati all’insulto della logica e al trionfo della imbecillità.

I diseducativi testi di biologia dei Licei Scientifici.
Meglio riaprire i casini e mandare i figli a lezione dalle prostitute.

Nell’anno di grazia 2008-2009, il testo di mio figlio Francesco, della 5° classe del Liceo Scientifico dell’Istituto Copernico di Udine, Immagini della Biologia, autori 4 americani monatti di nome Campbell, Mitchell e Reece, edizioni Zanichelli, indica già nell’indice la sua propensione non scientifica ma lazzarettiera, intitolando il capitolo 21 con Il virus dell’AIDS assembla il DNA utilizzando il RNA come stampo.
Il genetista e premio Nobel monatto Joshua Lederberg, venduto dalla testa ai piedi al consorzio mondiale del vaccino, nonché all’infame carrozzone dell’AIDS, sporca ed infanga diverse pagine del testo coi suoi stomachevoli concetti pestofili.

L’imprinting che manovra i cervelli della gente

Nessuna meraviglia poi che i ragazzi vengano fuori dalle scuole con il virus ed il vaccino al posto del cervello.
Sappiamo benissimo cos’è l’ imprinting in psicologia.
Già hanno marchiato i ragazzi nel fisico e nella mente con le vaccinazioni infantili, facendo loro credere che quello è il vero modo di conquistare la salute.
Quegli stessi ragazzi, da adulti, faranno la stessa cosa coi loro figli, ripetendo le stesse vigliaccate e gli stessi orribili soprusi.
Quando a un soggetto gli stampi nell’animo e nel cervello una certa visuale, va a finire che se la porta dietro fino alla tomba.
E’ una vergogna che nell’Italia di Leonardo si permettano questi sconci diseducativi, questi disorientamenti sistematici della gioventù studentesca.

Cosa è un virus per la scienza igienistica

Quando scrivo, voglio che mi capiscano perfettamente i miei ragazzi, e magari la vicina di casa e il giardiniere, non soltanto il docente di genetica e quello di biologia molecolare.
A questo punto voglio ribadire cos’è un virus per uno come me, che non ama discostarsi troppo dalla scienza igienistico-naturale dei Tilden, dei Trall, degli Shelton e dei Fry.
Parlare di genetica, ovvero della scienza che studia la genesi e lo sviluppo degli organi viventi, dà fastidio ed irritazione a molta gente, e la cosa non sta bene, perché in quel modo gli specialisti hanno l’esclusiva ed il monopolio, ovvero il campo libero per dire e fare quello che vogliono.
Vediamo dunque di essere il più possibile chiari e trasparenti anche con i termini che usiamo.
Alcune precisazioni terminologiche

La molecola è la più piccola parte in cui può suddividersi una sostanza, conservando tutte le sue proprietà chimiche. Una molecola proteica è fatta da un certo numero di atomi assemblati di idrogeno, carbonio, azoto e ossigeno.
I cromosomi sono gli elementi contenuti nel nucleo delle cellule (elementi osservabili durante la mitosi cellulare).
Il gene è un tratto di DNA che codifica informazioni. Sta nei cromosomi ed è grande quanto una molecola proteica. Il gene è l’unità teorica della cellula germinale, considerata come responsabile di uno o più caratteri ereditari. Il genoma è il complesso dei geni portati dai cromosomi.
I mitocondri sono gli elementi granulari delle cellule, dotati di codice identificativo.
Partecipano alla respirazione ed alla produzione di energia, e qualcuno ama definirli microforni cellulari.
Ce ne stanno fino a 30 mila per caduna cellula.

Genoma come cabina di comando del mitocondrio

Un genoma è circondato da un involucro detto capside, consistente il più delle volte in un doppio velo proteico.
Il genoma è il modello, il pilota, il centro comandi che dirige le attività di quella parte nobile e basilare di vita intracellulare che si chiama mitocondrio.
Il genoma è dotato di un codice genetico-funzionale che gli permette di creare energia in modo indipendente, per se stesso e per la sua cellula, nonché di creare nuove proteine e di mantenere la propria identità genetica (vedi mitosi e riproduzione cellulare).

Virus come ex-genomi accuratamente tritati dai lisozomi

Se andiamo su un testo classico di genetica, tipo il Guyton’s Textbook of Medical Physiolgy, un virus viene definito come minuto frammento di materiale genetico della grandezza di un miliardesimo di cellula.
Spulciando tra i testi di microbiologia si apprende che i virii (plurale di virus), ovvero i cadaveri di genomi triturati accuratamente dai lisozomi, hanno le seguenti cimiteriali caratteristiche:

1) Non hanno metabolismo. Non possono trasformare cibo e creare energia per la propria sussistenza.
2) Non hanno nessuna facoltà di azione di alcun tipo, nessun sistema nervoso, nessuna facoltà sensoriale, nessun centro di intelligenza o di decisionalità, e meno ancora hanno doti di movimento o capacità invasorie.
3) Non hanno alcun potere replicativo e nessun fattore F di fertilità, per cui dipenderebbero totalmente, per la loro replicazione, da un organismo alieno e diverso da se stessi quale una cellula viva.
Qualcosa di mai sentito e mai verificato in campo biologico. Un nuovo concetto di riproduzione che va contro le leggi chiare e precise della natura.

Le clamorose frodi fotografiche sull’AIDS/HIV

I virus sono dunque del materiale organico ma inerte, privo di qualunque segno di vita evidente o nascosta.
Nessuno ha mai visto un virus agire, pensare, trasportare, replicare, nascondersi, addormentarsi, risvegliarsi.
Eccetto Stefan Lanka che, beato lui, vede i virus come facchini trasportatori o come postini virali.
Le fotografie che hanno fatto il giro del mondo, per mostrare come i supposti ed ipotizzati HIV agirebbero fagocitando una cellula, sono tutte clamorose frodi al pari delle bufale sull’Aids, che i monatti americani sono riusciti ad inserire in tutti i testi di biologia dei licei del mondo, una vergogna infinita ed uno sputtanamento generale di tutte le scuole.
Roba da far rivoltare nella tomba non solo Leonardo, ma tutti i grandi scienziati che hanno onorato e dato lustro ai licei del nostro paese.

Uno stravolgimento delle leggi della genetica da parte della monatteria

Quello che viene mostrato in tali falsi sono gli ordinari processi di fagocitosi (di ingestione cellulare) che avvengono in tutta normalità trilioni di volte al giorno all’interno del nostro corpo.
Si è mai sentito al mondo la notizia che una gatta faccia un cagnolino al posto di un micetto, che una mucca produca un puletro al posto del vitello e che una donna partorisca un frigorifero al posto di un bimbo? Certamente che no. Non esiste al mondo un organismo capace di produrne uno diverso.
Il melo può sì produrre la pera o la ciliegia, ma solo con degli innesti che vanno a caratterizzare il frutto dalla parte innestata in avanti.

La provenienza dei virus autologhi o interni

Da dove arrivano mai questi virus? Dal Labrador, dalla Terra del Fuoco, dallo spazio, dai diavoli dell’inferno? Meglio dire che arrivano da Hongkong, tanto i cinesi non capiscono la nostra lingua, oppure non ci sentono, oppure se ne fregano.
Il 99% di tutti i virus che ospitiamo sono in realtà di provenienza interna, e sono costituiti dai miliardi di cellule che ci muoiono in continuazione, e già questo fa capire quanto demenziale sia l’uso delle mascherine.
L’uomo che sta in salute ed in equilibrio, è attrezzato per riciclare le parti utili e per espellere i residui virali col suo normale metabolismo.

La provenienza dei virus eterologhi o esterni

I virus esterni, cioè l’1% che rimane, sono i frammenti di particelle cellulari disintegrate appartenenti ad altri esseri. Se li beccano in esclusiva i mangiatori di carogne, quelli che portano alla bocca salme o pezzi di salma di altri animali, le cui cellule disintegrate non hanno fatto in tempo ad essere metabolizzate perché qualcuno ha tolto la vita al loro padrone, al soggetto che le ospitava.
Il sistema immunitario umano è in grado di far fronte a questi clamorosi errori alimentari, ma ogni suo intervento, ogni sua crisi putrefattiva e leucocitica, significa prelevamentoo di preziosa energia nervina ed enzimatica, e quindi indebolimento, malattia ed invecchiamento precoce. Punto.

La vaccinazione come ultima ancora di salvataggio di una medicina obsoleta e decotta

Le autorità mediche si guardano bene dal fornire spiegazioni logiche sui virus e sui batteri.
Amano circondare l’argomento di terrore e di mistero, di ipotesi strampalate e fantasmagoriche, di inesistenti contagi e contaminazioni. L’establishment medico-farmaceutico ha preso dei detriti di mitocondrio e li ha imbevuti delle qualità degli spiriti maligni.
Una trovata eccellente ed ingegnosa per evadere e saltar fuori dal suo grave stato di impasse, dalla sua incapacità proverbiale di adempiere al suo compito istituzionale di contrastare i veri malesseri dell’umanità mediante la corretta informazione e la semplice responsabilizzazione della gente, ovvero la spinta a evitare gli errori, a mangiare correttamente ed a comportarsi meglio.
Una provvidenziale valvola di sfogo e di salvataggio contro tutte le disgrazie e le incongruenze di una medicina ormai obsoleta e decotta.
Il successo di questo imbroglio planetario sui virus e sulle vaccinazioni è di estrema e vitale importanza per le massicce ondate di farmaci e di vaccini prodotte da migliaia di fabbriche dislocate ormai in ogni angolo del pianeta.

La verità è una brutta gatta da pelare per la medicina monatta

Il fatto che le malattie siano originate, dirette e prodotte dal nostro corpo, e condotte in diretta dal sistema immunitario, motivate dal nobile ed indispensabile scopo di auto-ripulirsi ed auto-ripararsi, non dà scampo alla medicina, in quanto la verità è una brutta gatta da pelare per il suo tipo di business.
Anche la gente sana rappresenta una sorta di veleno insopportabile per la medicina.
Pure chi dice e scrive queste cose vere, mettendo in allerta la popolazione, deve risultarle indigesto.

I nemici e gli amici della medicina rivelano e spiegano molte cose

Il nemico numero uno della medicina è sicuramente l’igienista naturale, il nemico numero due il digiuno, il numero tre l’acqua distillata, il numero quattro la frutta e il numero cinque il sole.
Gli amici più cari? La carne, il vino, la pasticca, l’integratore mineral-vitaminico-ormonale, il caffè e la sigaretta. A volte anche la donna, a condizione di avere in tasca un doppio preservativo e delle indispensabili compresse di Viagra.
E l’etica animalistica?
Non facciamoci ridere. Gli animali sono fatti per essere imprigionati, sfruttati, munti allo spasimo, macellati, sperimentati e vivi-sezionati.
I figli di Dio siamo noi, mica loro.

Prendi da una tasca e metti nell’altra

Le istituzioni-lacché, i governi-fantoccio, i ministri-manichino, gli enti regionali-burattino, sono tutti coinvolti ansiosamente a disperdere e dilapidare quelle quattro risorse che hanno sequestrato ai cittadini mediante tassazioni, decurtazioni e imposizioni fiscali farabutte sull’aria e sull’acqua, sul pane e la benzina, sull’auto e la casa, per metterle nelle capienti tasche di Donald Rumsfeld, della Roche, della Glaxo, della Baxter e della Novartis.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)