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venerdì 27 novembre 2009

ECZEMA ATOPICO E FANATISMO DELLA NORMALITA'

ECZEMA ATOPICO E FANATISMO DELLA NORMALITA'

Una dermatite che non passa mai

Caro Valdo,
Mi chiamo Lisa, ho 27 anni e sin da piccola soffro di dermatite atopica.
Con il passare del tempo, anziché migliorare è peggiorata, con due ricoveri all’ospedale dermatologico San Lazzaro di Torino, e parecchie crisi gravi curate a casa, anche perché l’esperienza ospedaliera è sempre traumatica per tutti.
Non si preoccupi signora, con lo sviluppo la dermatite passerà, dicevano i pediatri a mia madre.

Ho provato veramente di tutto, senza venirne a capo

Come puoi immaginare ho provato di tutto, dal cortisone alle Terme di Comano, passando per varie diete, immersioni in acqua con pesci che mi mangiucchiavano la pelle.
Da un anno circa sono in cura da una dottoressa che mi propone la seguente cura:
- Eliminazione di latte e derivati
- Assunzione orale di probiotici (Citogenex e Aflugenex)
- Applicazione mensile di maschere su tutte le parti affette. Nella crema ivi contenuta ci sono vari componenti emollienti e lenitivi, come le citochine (cosa sono?)
- Iniezioni di corteccia di squalo. Che cosa sia esattamente non l’ho capito.
- Fleboclisi di fisiologia nei periodi più critici
- Antistaminici
- Cortisone al bisogno

Non sono una fanatica. Mangio un po’ di tutto, dalla carne ai dolciumi ed al caffè.

Posso dire di non aver avuto crisi gravi negli ultimi 12 mesi ma, ciononostante, sono ben lungi dal sentirmi bene e a posto.
Il mio maestro di Yoga mi ha consigliato di scriverti, per avere qualche consiglio.
Credo di seguire un’alimentazione abbastanza corretta.
Ma non sono una fanatica. Mangio quindi un po’ di tutto, dalla carne al cioccolato, dai dolci al caffè, sempre senza esagerare.
A completamento alla mia descrizione clinica, aggiungo un’allergia ai peli del gatto (da circa 3 anni) e un’allergia alle graminacee (da sempre).
Sedute di psicoterapia per capire le componenti emotive della mia malattia cronica

Da qualche settimana ho iniziato un percorso di psicoterapia per indagare sulle componenti emotive di questa mia malattia cronica.
Spero di averti dato un quadro abbastanza completo.
Sarei felice se tu potessi commentare la cura che sto seguendo adesso e darmi qualche consiglio su come affrontare una situazione che sta diventando insostenibile.
Grazie. Lisa

Il tuo messaggio ha una valenza straordinaria, molto al di là della dermatite

Grazie molte, Lisa, per questo tuo messaggio che ha una valenza straordinaria non tanto per la dermatite atopica in sé, ma per due frasi che mi hanno colpito in modo particolare.
Una è: Non sono una fanatica e quindi mangio un po’ di tutto (carne, cioccolata, dolcetti e caffè, senza esagerare). L’altra, si trova in chiusura messaggio: Dammi qualche consiglio su come affrontare una situazione che sta diventando insostenibile.
Senza rendertene conto, sei andata molto al di là del problema dermatologico, e hai centrato in modo magistrale l’intero problema della salute e della malattia a 360 gradi, incluso l’aspetto psicoterapeutico.
Ma andiamo per gradi.

Le cure che stai facendo sono inappuntabili dal punto di vista medico

Mi chiedi intanto un commento alle tue presenti cure. Vediamo di rispondere intanto a questo quesito.
L’eliminazione del latte e dei derivati è d’obbligo.
L’assunzione orale dei probiotici onestamente la trovo incoerente e controversa.
L’applicazione di maschere curative è normale prassi medica, ma non certo pratica risolvente ed accettabile per l’igienismo-naturale.
Fleboclisi, antistaminici e cortisone, fanno parte delle normali cure mediche di repertorio, tutte regolarmente irrisolventi e senza speranza, come riconosciuto senza troppi fronzoli dagli stessi manuali di terapia medica.

Il ricorso a cibi e rimedi strani, derivanti da squali, tigri, elefanti e rinoceronti

Le iniezioni di corteccia di squalo si sa cosa sono. Lo dice la parola stessa.
Lo squalo è diventato di moda sia nei ristoranti cinesi, dove ti propinano minestre e specialità alla pinna di squalo, pagate a peso di diamanti, convincendoti che se sei maschio diventerai ultrapotente e che, se femmina, emetterai quei gemiti di piacere cui tutti e tutte ambiscono e che non si sentono più da nessuna parte.
Non poteva non inserirsi pure la medicina in questo ricco e diseducativo filone.
La stupidità umana a volte è sconvolgente.
E’ un po’ lo stesso discorso delle zanne di elefante e del corno di rinoceronte.
C’è gente al mondo disposta a bersi persino le ossa disciolte della zia, se qualcuno li convince che quelle servono a ricaricare le batterie e a ringalluzzire le velleità erotiche perse per strada.
Più lontano si vanno a cercare i rimedi, e più imbecillità mista a corruzione c’è in quelle operazioni.




Il mondo coeso e pieno dell’infinitamente piccolo

Il mondo invisibile non è caratterizzato soltanto da atomi, molecole, protoni, neutroni, elettroni, da cellule vive, da cellule disintegrate dai lisozomi e diventate virus, da batteri e sotto-batteri.
Tutte queste entità microscopiche sono circondate ed interrelate pure da diverse sostanze biochimiche che rendono ancora più coeso ed affascinante il mondo dell’infinitamente piccolo, riempendo pure gli spazi esistenti tra ognuna di esse.
E’ un po’ come la faccenda della Terra che gira intorno al sole, circondata però dai vari strati atmosferici e ionosferici, dal pulviscolo, dalle nubi, dal vento, dai fattori climatici e magnetici, dalle radiazioni, dai meteoriti, dai satelliti, dall’etere cosmico.

Citochine, interleuchine ed interferone

Le citochine sono molecole di svariati tipi escrete dalle nostre cellule, aventi la funzione di regolare il materiale interstiziale e quindi il rapporto di buon vicinato con le altre cellule.
Trattasi in altri termini di mezzi di comunicazione immunitaria inter-cellulare.
Le interleuchine appartengono pure alla categoria delle citochine, ed agiscono tra i leucociti in funzioni di riconoscimento antigeni e di aiuto ai macrofagi.
Sono secrete esattamente dai linfociti durante la risposta immunitaria ad attacchi dall’esterno.
Anche l’interferone viene emesso dalle cellule in risposta, ad esempio, a un attacco virale-velenoso proveniente da un qualciasi vaccino, in quanto riesce a stimolare l’attività delle cellule T o cellule killer.

Allergie e malattie auto-immuni non hanno origini casuali

Capire le ragioni per cui si sviluppa un’affezione come la dermatite atopica (o enzema costituzionale) è alquanto problematico.
Bisognerebbe capire cosa hanno consumato per cibo e quali farmaci hanno assunto i tuoi genitori mentre ti concepivano, cosa ha mangiato, pensato, assorbito tua madre mentre ti portava in grembo, e soprattutto con che cosa e come ti hanno svezzata, e con quali vaccini ti hanno rovinata, causandoti complicazioni immunitarie ed auto-immunitarie inestricabili e a non finire.
Causandoti persino quell’ipersensibilità a cose tutto sommato innocenti come i peli del gatto e le graminacee, che vengono definite come allergie.

Cosa è la dermatite atopica o eczema costituzionale.
Le auto-immuni appartengono il più delle volte alla categoria delle malattie iatrogeniche.

La dermatite atopica, al pari più o meno di quella seborroica (leggiti la mia tesina Lo stress e la dermatite seborroica del 10/11/09), rappresenta la più comune dermatosi dell’età pediatrica, e si manifesta con frequenti reazioni infiammatorie della cute.
Essa si può anche definire come il complesso di manifestazioni cutanee che insorge in soggetti atopici, vale a dire in individui predisposti alla iperproduzione di immunoglobuline IgE, e quindi ad affezioni di tipo autoimmune.
Ho preso questa definizione dai manuali medico-farmaceutici. Figurati se loro parlano di autoimmunità indotta dai vaccini e dagli interventi pediatrici. Sarebbe come auto-accusarsi e darsi una botta nei cosiddetti.



Non portare il tuo bimbo dal pediatra. Firmato Robert Mendelsohn.

Tutti dovrebbero imparare a memoria i testi del più famoso pediatra del mondo, il dr Robert Mendelsohn, per capire quanti e quali danni certi pediatri causano all’infanzia del mondo intero.
Ricordo per l’ennesima volta il suo motto:
Il tuo bimbo sta bene? Non portarlo dal pediatra, te lo ammalerebbe. Sta male? Non portarlo dal pediatra, te lo aggraverebbe. Glielo hai già portato? Allora prendi nota con cura di tutte le cose e le indicazioni che ti sta dando. Poi, giunta a casa, fa l’esatto contrario, e salverai il tuo bebè.

Sbagliare è umano, ma perseverare nell’errore è diabolico

Qualcuno dirà che troppo è troppo, e che si tratta di frasi sovversive ed anti-mediche.
Rispondo dicendo che non arrivano da Che Guevara ma dalla massima autorità pediatrica degli Stati Uniti d’America. Una persona stimata a livello mondiale.
Al pari di tanti medici onesti che spifferano di tanto in tanto alcune fondamentali verità.
Anche Mendelsohn aveva causato danni a tanti bambini. Anche Mendelsohn ne aveva vaccinati tanti.
Quando cominciò a vedere che i suoi vaccini rovinavano troppi bimbi, gli producevano la polio anziché proteggerli da essa, gli procuravano sconvolgimenti interni e malattie auto-immuni anziché portar loro dei benefici, ebbe lo spirito di ribellarsi e di dire basta.

Lascerei in disparte i fattori ereditari e costituzionali, usati sempre come alibi scaricabarile

Per loro tu sei nata con quelle caratteristiche, punto e basta.
Io stesso, poc’anzi, ho concesso qualcosa al fattore ereditario, parlando dei tuoi genitori.
Ma, tutto sommato, quello resta un comodo alibi scaricabarile sul passato, usato ed abusato dalla medicina, non certo dall’igienismo naturale, per il quale anche i bambini più malandati possono contare su una formidabile dotazione enzimatica di partenza, capace di stravolgere e colmare ben presto eventuali carenze originarie.
Direi che al 99% le responsabilità vanno cercate tra gestazione e nascita, tra svezzamento e cure pediatriche, tra alimentazione d’esordio e vaccinazioni.

Le proposte terapeutiche mediche sono regolarmente deludenti

La medicina non ha grosse proposte da fare per le malattie autoimmuni come l’eczema, se non quelle di utilizzare prodotti non farmacologici, detergenti ed emollienti, allo scopo di migliorare l’idratazione, di evitare la delipidizzazione e le riaccensioni spesso favorite dall’eccessiva xerosi e dal grattamento che ne segue.
Il trattamento topico delle lesioni in fase infiammatoria si avvale dei topici steroidei meno potenti e non fluorati, da usarsi in modo non prolungato, evitando viso e glutei.
Oppure ricorrendo al tacrolimus, un immunomodulatore topico che blocca la calcineurina necessaria per l’attivazione delle cellule T.
La terapia sistemica prevede l’assunzione di antistaminici per cicli di 15-20 giorni.
In alcuni casi, gli acidi grassi essenziali a dosi elevate forniscono un utile aiuto, allungando i periodi liberi dall’eczema, ma anche su questo esistono pareri contrastanti.
Il trattamento medico delle dermatiti è spesso deludente per le recidive.
Alla fine della storia, la medicina ti aiuta poco e niente, e non riesce a risolvere i guai strani ed incurabili che il più delle volte essa stessa ha creato in precedenza.

L’unica via percorribile è il miglioramento costituzionale e la purificazione del sangue

La mia opinione personale collima assai col pensiero di Lezaeta, di Ehret e di Shelton.
Per saltar fuori dai tuoi problemi non c’è altra strada che liberarti radicalmente da tutti i residui inquinanti che stazionano al tuo interno, nonché delle cure in corso.
Serve migliorare il tuo stato costituzionale e modificare la formula del tuo sangue.
Più che elencarmi in dettaglio le cure che ti stanno dando, avrei apprezzato un diario minuzioso del tuo comportamento tipico da mattina a sera, citando cosa fai e cosa porti alla bocca nei diversi momenti della giornata (anche se in verità quel poco che mi hai detto mi fa percepire già quali possano essere le tue attitudini).

Bisogna dare la possibilità al corpo ed al sistema immunitario di fare il loro lavoro al meglio

Non esiste che una persona debba vivere in eterno con un problema del genere.
Il corpo non va mai contro se stesso.
Questo è un dogma indiscutibile dell’igienismo ed è sempre valido senza alcuna eccezione.
Occorre però che il corpo sia in stato operativo e funzionale.
Bisogna mettere il sistema immunitario in grado di fare il suo lavoro.
Cosa che evidentemente non hai mai fatto e non stai tuttora facendo.

Carenza di idratazione e di lubrificazione, e di diverse altre cose

E’ evidente da questi problemi cutanei che nel tuo sistema latita l’idratazione (l’acqua biologica della frutta) ed anche la lubrificazione (la sostanza oleosa del sesamo, del lino, del girasole, del germe di grano e del seme di zucca), latitano il ricambio e il flusso sanguigno-linfatico, latitano la vitalità tessutale e l’apporto elettromagnetico (troppi cibi morti e cotti), latitano le vitamine C ed E nonché le vitamine del gruppo B, latitano i raggi del sole e la vitamina D, latita il movimento aerobico e la traspirazione (scarseggiando l’energia e la grinta), latita anche la pace e il rilassamento interiore.
D’altra parte, come si fa ad essere entusiasti della vita se siamo rivestiti da un’epidermide che ci dà problemi in continuazione?

Una forte virata ideologica, lasciando perdere le cure specifiche e l’ossessione per la pelle

Il tuo caso richiede una forte virata ideologica innanzitutto, lasciando perdere le cure sulla pelle in sé.
Ti consiglio caldamente una visita oculistico-iridologica al fine di stabilire in dettaglio il livello di intossicazione interna.
Un bel digiuno terapeutico (totale riposo fisiologico e mentale) di 2 o 3 giorni, con sola acqua a volontà (e zero altre cose da portare alla bocca), manderebbe fuori il materiale nocivo che alberga nelle tue riserve lipidiche.
Crudismo e frutta sono la sola panacea possibile alla ripresa nel dopo-digiuno, senza lasciar fuori una manciata giornaliera di mandorle, noci e pinoli, ed i vari semi ricchi di Omega3 naturali.
Raccomanderei abbondanza di carote crude, radici varie, tarassaco, finocchi e carciofi.

Non esito a consigliarti un contatto con Scaffidi

L’applicazione topica di fanghi, le abluzioni fredde, il sole ed il nudismo, i bagni prolungati in acqua marina, ti aiuteranno molto.
Non esito a consigliarti un contatto con Carmelo Scaffidi a Bergamo, le cui terapie non invasive traggono particolare ispirazione da Manuel Lezaeta.
Lezaeta è un autore geniale, ma nel settore dermatologico è addirittura un gigante.
Anche perché egli stesso fu tormentato da problemi alla cute sin da piccolo, trovando un giorno sulla sua strada un modesto ma straordinario frate tedesco di nome Padre Taddeo, che lo salvò e cambiò l’intero corso della sua vita.

La dermatite, pur essendo comprensibilmente un tormento, è un’amica del corpo

Lezaeta ha detto cose semplici ma eccezionali.
Le malattie della pelle non devono essere considerate con avversione, poiché esse costituiscono lo strumento difensivo e ripulitivo dell’organismo.
Quello strumento tramite il quale il corpo promuove l’eliminazione delle sostanze tossiche e corrosive che permangono purtroppo nella sua parte interna, nel sottopelle, nel sangue e nei vari depositi tossici.

Che nessuno osi guarirti la pelle senza prima risolvere gli sconvolgimenti interni

Le dermatiti, incluso il tuo eczema, non sono affatto un difetto o una maledizione da mandare via.
Se tu trovassi al limite qualcuno in grado, con una bacchetta magica o con un brandello di squalo, di farti sparire l’eczema, senza risolvere prima i guai interni, dovresti preoccupartene assai.
Correresti terribili rischi esistenziali.
E’ in effetti l’eczema che ti permette di andare avanti, precariamente, ma sempre avanti.

Non si soffocano le impurità interne con pomate o medicamenti abortivi

Qualsiasi eruzione o alterazione cutanea (piaghe, eczemi, foruncoli, ulcere, postule, ecc) evidenzia uno stato più o meno grave di impurità interna che, lungi dall’essere soffocato con pomate o medicamenti abortivi, dev’essere solo aiutato, facilitato e coadiuvato, attivandone l’eliminazione con fasciature umide, con cibi coerenti, con quotidiano miglioramento della fluidità del sangue, con intensa attività fisica ed aerobica.
I bagni d’aria e di sole, e persino quelli sulla neve, correndo poi a coprirsi, sarebbero ottima panacea.
Non scordare che la pelle è secondo polmone e secondo rene dell’organismo.
Trattasi dunque non di un semplice rivestimento estetico, ma di un autentico organo fondamentale che aiuta il corpo a nutrirsi e a ripulirsi.

Una tua battuta rende strabiliante il suo messaggio

Torniamo dunque a te, Lisa, e a quella battuta strabiliante che caratterizza la tua lettera.
Non ti sto affatto demonizzando per questo, anzi mi stai dando una grossa mano.
Hai detto che credi di seguire un’alimentazione abbastanza corretta, ma che non sei una fanatica, per cui mangi un po’ di tutto, come carne, cioccolato, dolciumi, caffè, senza esagerare.
E poi passi agevolmente alle sedute di psicoterapia, al fine di scoprire le componenti emotive di questa malattia cronica.
Tu sei una ragazza intelligente e di alto livello. Lo deduco da tante cose.
Però non ti sei resa conto di esserti messa da sola in un eclatante tranello mentale.



Una non-fanatica che ricorre ai consigli di un fanatico

Hai detto che non sei fanatica.
Quindi mi hai dato del fanatico perché, come certamente saprai dalle informazioni del tuo istruttore, carne, dolciumi e caffè, e chissà cos’altro ancora, non fanno parte del mio bagaglio alimentare.
Pazienza, non mi offendo.
Prendere del fanatico e dell’estremista da te, dopo averlo sentito da cento altri, è cosa sopportabile.
Il problema è che tu, persona normale, saggia e civilizzata, vieni a chiedere a un fanatico, poco-saggio, poco-civile, di tirarti fuori dai guai.

C’è qualche incoerenza da risolvere

Sei in cura con una rispettabile e reputata dottoressa in medicina, impegnatissima a guarirti con tutti i mezzi a sua disposizione.
Dovresti sentirti tranquilla e non lo sei.
Tanto che ricorri pure alla psicoterapia.
Non trovi qualche incoerenza in tutto questo?
Non è che io me la leghi al dito e che rifiuti di aiutarti.
Mi chiedo solo in quale misura tu possa credere a un fanatico che cerca di darti dei consigli di salute.
Allora ti vengo incontro ancora di più.
Il tuo vero eczema, cara Lisa, sta tutto racchiuso in quella tua espressione sul fanatismo alimentare.

Il morbo che ti affligge è quello della standardizzazione e dell’allineamento

Se non ti piace essere rigorosa e rispettosa del tuo corpo, sei padronissima di farlo.
Ma allora non cercare rimedi alla tua dermatite atopica.
Il tuo è un eczema psico-costituzionale.
La tua è una malattia diffusissima in ogni angolo del pianeta Terra.
Tu soffri di un morbo e di una sindrome che imperano incontrastati in questo mondo afflitto da standardizzazione teleguidata e teleassistita.

Mangiare un po’ di tutto è la formula divina

Mangiare correttamente per te significa mangiare un po’ di tutto, senza esagerazioni e senza porre fanatiche limitazioni.
Se oltre a scriverlo così chiaramente, tu lo pronunciassi altrettanto bene, ti assumerebbero subito per uno spot miliardario quelli del Codex Alimentarius, la Kraft, la Danone, l’Alemagna, persino la McDonalds.
Hai toccato davvero il tasto-chiave del conflitto in corso nell’universo umano.

E se i veri fanatici fossero i 950 che la pensano come te?

E se io ti accusassi invece di essere proprio tu la fanatica?
Su 1000 persone prese a caso, ti assicuro che 950 la pensano come te, e che la maggior parte di esse è pure carica di problemini e problemucci interni, tormentata da un intestino malconcio e malfunzionante, e magari anche da cose peggiori.
Persone tutte pronte comunque a sottoscrivere la tua idea che, colui il quale si astiene rigorosamente persino dal po’ di carne, dal po’ di caffè, dal po’ di pesce, dal po’ di cotto, dal po’ di aspirina, dal po’ di sigaretta, dal po’ di vino e di birra, è un fanatico.
Le scelte conformistiche e le scelte interiori controcorrente

Ci sono al mondo due tipi di comportamento.
Quello di chi guarda a cosa fa la gente, poco importa se giusto o sbagliato, e che che si conforma a quello che fa la maggioranza.
Sbagliano tutti? Bene allora sbaglio anch’io, così non sbaglio più.
E quello di chi prima fa le proprie scelte in modo autonomo, col proprio cuore, la propria anima e il proprio cervello, per cui si accorge di essere nel giusto, nonostante il suo essere in assoluta minoranza numerica, nonostante le scomode e spregevoli etichette che gli vengono abusivamente incollate ed appioppate addosso, siano esse di persona strana, di bastian contrario, di estremista, di fanatico, di vegetariano, di animalista, di crudista, di visionario.

Vado a pescare nei miei ricordi di ragazzino delle scuole elementari

Quando da ragazzino giocavo a palline nello spazioso cortile della macelleria del mio paese, col mio compagno di banco, figlio del macellaio, e un'altra manciata di ragazzini della mia età, eravamo circondati da una moltitudine di belle piante fiorite disposte a regola d’arte nei rispettivi vasi.
Una piccola serra all’aria aperta. Margherite multicolori, ciclamini giganti, camelie, azalee, geranei, gigli, violette, rose e oleandri che la gentile padrona di casa aveva disposto in modo magnifico ed impeccabile per abbellire e profumare la sua fastosa residenza.

Un paradiso di piante e fiori, e dalla parte opposta lo stanzone del macello

Ma, di fronte a quel piccolo paradiso di profumo e di colori, si stagliava lo stanzone maledetto del macello, per cui il profumo delle rose e delle altre varietà floreali nulla poteva contro l’acre e insopprimibile puzzo di morte che proveniva da quel sinistro pavimento grigio, dove il cemento si era abituato ormai da anni al sangue, imbevendosi di materia organica e di sofferenza animale sino al punto di rigurgitare il tutto lungo i contorni del suo perimetro basso.
Pareva quasi che un truce imbianchino fosse passato col suo torvo pennello intorno allo zoccolo di protezione che correva lungo le pareti interne, colorando di rosso tale battiscopa.

A pochi metri di distanza, l’anticamera della morte

Poco distante c’era la stalla. Una stalla per modo di dire. Un ambiente nudo e spettrale dove a farla da padrone c’era un lastricato privo di veri giacigli e di mangiatoia. Quando arrivavano i bovini col camion, preferibilmente nelle ore notturne, venivano fatti scendere e trascinati uno ad uno in quella che era una vera e propria anticamera della morte.
Qualche razione di fieno veniva sicuramente elargita di tanto in tanto, per i periodi di stanca, in cui il padrone del macello o i suoi soci macellai si concedevano qualche pausa, per cui qualche animale finiva per restare in aspettativa per qualche giorno in più.
Non doveva essere una vacanza rilassante e spensierata, visto che i bovini, come del resto tutti gli animali, sentono i propri umori, e percepiscono in particolare l’odore del sangue, a grande distanza.

L’ormai dimenticato gioco dei maiùs

Quel pomeriggio di settembre era una bella giornata di sole, e noi ragazzi avevamo disposto a terra la riga di maiùs (palline o bigliette colorate di vetro), a distanza di una spanna l’una dall’altra.
Otto palline in fila significava che eravamo in otto a contenderci il bottino.
Eravamo in otto ragazzi, anzi in nove

Anzi in nove.
Un bel vitellino era infatti uscito da quella stalla, ancora stordito per il trasferimento notturno della notte precedente.
Aveva carambolato in ogni angolo del cortile, guardando e annusando con attenzione ogni cosa, stando attentamente alla larga dal macello, e poi alla fine aveva scelto la parte opposta al medesimo, dove stavamo coi nostri giochini.
Aveva capito che di noi, nonostante tutto, nonostante il chiasso che facevamo, si poteva fidare. Dopotutto eravamo ragazzini delle elementari al pari di lui.

L’amaro sapore di una separazione forzata

Dopo qualche esitazione e qualche timida avance, tipo toccata e fuga, l’approccio reciproco era riuscito.
Nel giro di due orette eravamo un’unica famiglia, noi ragazzi e il compagno di giochi a quattro gambe.
Al punto che, quando lo salutammo al termine della sessione-giochi, ci fu una punta di rammarico sia in noi che in quella bestiola, costretta a passare la lunga notte in quel luogo poco raccomandabile tutta sola, priva di mamma e papà, o della compagnia di altri vitellini.
Sentivamo che il tutto aveva l’amaro sapore di una reciproca separazione forzata.
Ognuno di noi lo avrebbe voluto portare a casa sua, per dargli cento carezze, per rifocillarlo, per farlo giocare col suo cane o col suo gatto.
Il giorno dopo tornammo sul posto per una riedizione del gioco, con le tasche dei calzoncini corti come al solito piene di palline. Nessuno lo confessava apertamente, ma il gioco dei maiùs era forse diventato qualcosa di secondario e di opzionale.

Una reciproca e crescente familiarizzazione

Come aprimmo il portone di accesso al vasto cortile, ci vide in lontananza e si comportò al pari di un cagnolino affezionato. Fece un paio di corse per scaricare la sua tensione emotiva e poi, trotterellando ci venne incontro, ricambiando la nostra carezza con altrettante leccate umide e ruvide alle nostre mani.
Mentre giocavamo con le palline a terra, si era accovacciato a poca distanza da esse, ed osservava attentamente i nostri gesti, il nostro lancio del maiùt, posto tra l’indice e il pollice della mano destra, inteso a colpire qualche pallina dello schieramento, e possibilmente la prima della fila, che per noi significava l’en plein.
Si leggeva negli occhi la sua curiosità, la voglia matta di partecipare alla gara. Ma, anche volendo, non avrebbe mai potuto lanciare una pallina, mancandogli l’articolazione delle dita, e la possibilità di usare il pollice come una piccola catapulta a scatto.

Una lunga e pacifica settimana di giochi

La scena andò avanti per tutta la settimana. Evidentemente, la richiesta di fettina di vitello non era
tale da innescare procedimenti d’urgenza. O forse chissà, il macellaio si era intenerito di fronte a quella creatura bianca e maculata di marrone, dagli occhioni grandi e lucenti, pieni di tristezza e di malinconia.
Forse l’aveva adottato come si fa col cane. O forse in quel macello finivano soltanto le bestie più grandi e grosse, come avevamo visto qualche settimana prima, quando un manzo, trascinato al patibolo con doppia corda da due aguzzini, aveva scalciato invano, lanciando i suoi disperati muggiti verso un cielo distratto ed indifferente, ruzzolando a terra prima di finire abbattuto con un inesorabile e micidiale colpo di mazza alla testa, col sangue che schizzava intorno da tutte le parti.
Un sabato pomeriggio agghiacciante

Si era arrivati al sabato pomeriggio, ed ormai ci eravamo abituati alla presenza del nostro inconsueto ed ammiccante spettatore.
Ognuno di noi si augurava ormai che il cucciolo gli riservasse più simpatia e familiarità che agli altri, quasi si trattasse di una piccola conquista femminile.
Ma quel giorno, era scritto nel destino che la nostra incipiente gelosia doveva trasformarsi in scioccante e luttuosa disgrazia comune.
Stavamo discutendo sulla modalità di piazzamento dei maiùs quando, d’improvviso e senza profferire parola, si portò su di noi il figuro delle esecuzioni capitali, con tanto di grembiulone e guantoni, sorprendendoci tutti ed interrompendo il lancio delle palline.
Bloccò a terra, con mossa fulminea da rugby, l’innocente creatura semi-addormentata, e sotto i nostri occhi increduli e sbalorditi da tanta rudezza, si portò l’animale sulle spalle fino all’ingresso del macello.

Niente paura ragazzi, ha pianto solo un po’

Sul muro esterno in basso c’era un grosso gancio. Gli legò con due veloci giri di corda la testa, assicurandola a quel gancio, prese lì accanto una mazza doppio uso, con martellone da una parte e punteruolo dall’altra.
Sollevò l’arnese lentamente e lo fece piombare con millimetrica precisione sul cranio del nostro amichetto, frantumandogli la testa ed interrompendo i suoi lancinanti lamenti, mentre il bianco manto del nostro compagno di giochi si tingeva orrendamente di rosso.
La raggelante scena durò non più di tre minuti.
L’omaccio slegò la testa maciullata del piccolo quadrupede, posò la sua arma e, soddisfatto del suo lavoro completato a regola d’arte, rivolse lo sguardo verso di noi
Nie pore mularìe, al à vaìt dòme un tic! Se fòssen duc cossé bòins, o metarès subèt le fìrme. (Niente paura, ragazzi. Ha pianto solo un po’. Se fossero tutti così remissivi, ci metterei subito la firma).

Stetti male per una settimana e rimasi segnato per la vita

Personalmente stetti male per almeno una settimana.
Ma rimasi segnato per la vita.
C’era un sordo dolore dentro di me che mi impediva di divertirmi o di gioire, e che non riuscivo facilmente a mandare via.
Quella scena fulminea ed improvvisa stava fotografata dentro di me e non mi lasciava. Mi sentivo anche vigliacco, perché non avevo mosso un dito per impedire che quel piccolo essere indifeso venisse brutalizzato in quel modo.

Perché non mi hai avvertito del grave pericolo che correvo?

Sentivo persino la sua anima accusarmi e chiedermi il perché della mia collusione col macellaio.
In pratica, al pari dei miei amici, lo avevo tradito. Avrei dovuto informarlo sulla sua sorte, facendolo magari fuggire da qualche parte, o adottandolo e portandolo a casa mia, come si fa con un fratellino sfortunato, come si fa con un orfanello, come si fa con una creatura che si imbatte in te e crede in te, perché non ha nessuno al mondo in grado di dargli amicizia e protezione.



La tenera fettina di vitello proprio sul mio piatto

Due giorni dopo, a pranzo, dopo il solito minestrone di verdure, mia madre mi presentò un piatto di carne.
Dissi che non mi andava.
Cosa? Tuo padre va tutti i giorni al lavoro e con quei soldi ho comprato per te il pezzo migliore, quello più tenero e fresco di un vitello da latte, e tu dimostri di non apprezzarlo?
Feci finta di portarlo alla bocca e, mentre lei usciva dalla zona cucina, lanciai le mie due porzioni al gatto che stava in golosa attesa sotto il tavolo.
Mia madre se ne accorse, e mi arrivò pure una piccola sberla, l’unica presa in vita mia.
Ma, da quel giorno, niente più carne e niente più schiaffi, visto che era una persona dolce e magnifica, anche se non ancora vegetariana.

La convinzione intima di essere nel giusto

Tornando ai comportamenti, tutti noi restammo scioccati.
Ma la mia reazione personale fu più profonda rispetto ai miei compagni di allora.
Essi continuarono dopotutto a mangiare carne senza troppi pensieri, in linea perfetta con la totalità delle persone che conoscevano.
Io andai invece controcorrente, non solo in famiglia, ma anche a scuola e in società, non proccupandomi mai di allinearmi con la maggioranza.
La convinzione intima di essere nel giusto mi rendeva inattaccabile a qualsiasi opera di convinzione o costrizione di provenienza esterna.

Uno non si decapita l’anima, con la precaria scusa di guadagnarci qualcosa sul piano fisico

Tutti pronti a saltarmi addosso e dirmi di mangiare la carne, altrimenti mi sarei deperito e avrei avuto vita corta.
Ero certo che si sbagliavano tutti e di grosso.
Ma, anche se avessero avuto ragione, e se davvero la carne fosse davvero stata una panacea indispensabile, non l’avrei comunque accettata.
Uno non può decapitarsi l’anima, con la precaria scusa di guadagnarci chissà come sul piano fisico.

Siamo andati fuori tema? Forse sì. Anzi, non credo.

Cosa centra tutta questa storia col mio eczema? Giustamente mi obietterai.
Non posso darti tutti i torti.
Eppure centra. Eccome centra.
E’ vero che non sei un’emerita consumatrice di bistecche.
Però, il fatto che tu ti faccia vanto di essere una persona raziocinante e saggia, normale e non fanatica, in grado di consumare un po’ di tutto, ti sta dando l’illusione di essere dalla parte giusta, salvo poi convenire che ti serve l’ausilio della psicanalisi per capire l’origine dei tuoi guai, e concludere riconoscendo che la tua situazione sta diventando insostenibile.





Non esiste divergenza o incoerenza tra aspetto etico ed aspetto salutistico.
Il crudismo vegano, almeno tendenziale, è un punto obbligato ed inevitabile per tutti.

Non ti chiedo di fare un atto fideistico nei miei confronti.
Ma non esiste divergenza o incoerenza tra principio etico e principio salutistico.
La salvezza della tua pelle sta tutta nello spirito nuovo con cui affronterai, mi auguro, il tuo problema.
Cerca di conoscere ancora meglio il tuo corpo, e non continuare a dargli veleni, poco importa se in quantità non esagerate.
Ti ho dato le dritte giuste, anche nei dettagli.
Il crudismo vegano almeno tendenziale, con tutta l’etica animalistica che si porta appresso, è per tutti, ma per te in particolare, un punto obbligato ed inevitabile.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

FAME INTENSA, VICISSITUDINI NUTRIZIONALI

FAME INTENSA, VICISSITUDINI NUTRIZIONALI
E CONFERENZA ABIN DI BERGAMO

Mi stai riconciliando col vegetarianismo

Caro Valdo,
Sto leggendo con piacere, oltre ai tuoi articoli, anche il libro Alimentazione Naturale, sia la parte circolante nelle librerie (riguardante la prima sezione) che la seconda parte ancora inedita.
Ne approfitto per una digressione personale.
Non manco intanto di inviarti col pensiero, ogni volta che ti leggo, un grande grazie, perché mi stai riconciliando col vegetarianismo, dopo anni di rapporto altalenante col medesimo.

Sentivo di essere nel giusto, ma tutti erano coalizzati contro di me

Sono stata infatti vegetariana per 10 anni di fila, ed ho sperimentato sulla mia pelle e sulla mia psiche, imbrogli, ipocrisie, insulti e boicottaggi da parte sia di famigliari e amici, che da parte di medici approssimativi ed incompetenti.
Tutta la gente coalizzata contro.
Tutti come cani ad abbaiare contro il mio metodo di alimentazione opposto al loro.
Ed io, pur ragazzina, sentivo di essere nel giusto.
Anche perché, da quando avevo abbandonato rigorosamente la carne, non prendevo più alcun farmaco come in precedenza.

Niente scelte etiche, e niente opzioni salutistiche ma solo una misteriosa avversione corporale

La mia scelta iniziale, lo ammetto, non fu per niente di ordine etico.
Al limite non fu nemmeno per coscienza salutistica.
Si trattò piuttosto di una improvvisa e sorda avversione a livello di pelle e di organismo nei riguardi di ogni alimento di provenienza animale.
Qualcosa di inspiegabile a livello logico e culturale.
Era il mio corpo che si ribellava, prima che la mia anima ed il mio cervello.
Non c’era verso di accettare cane, pesce, uova, in qualunque forma e quantità essi fossero contenuti, inclusi e nascosti dentro un qualsiasi cibo.

Uno straordinario e quasi radiestesistico potere percettivo

Potevo addirittura individuare una frazione microscopica o polverizzata di carne a causa del puzzo mortale che emanava una determinata sostanza contaminata dalla cadaverina.
Persino i pacchi di biscotti e i panettoni, fatti con le uova, che per gli altri significavano magari profumo dolce e gradevole, emanavano per la sopraffina ricezione del mio detector personale, un’ondata precisa e distinta di odoraccio simile allo zolfo.

Per me la sua carne puzzava di morto, per lui profumava di viole e di margherite

Pensa che nei primi tempi, mi succedeva spesso di riportare la carne al macellaio.
E lui poveretto mi contestava, e diceva che quella carne era perfetta, anche se era disposto a sostituirmela.
Dovetti sembrargli maniaca ed isterica, perché minacciai per tre volte di mandargli dei controlli sanitari, visto che la sua carne puzzava per me a un miglio di distanza, mentre secondo lui profumava di viole e margherite.
In realtà quel macellaio, a parte la sua professione discutibile, era una persona onesta.

Ero io la causa di tutto, col mio strabiliante potere percettivo

Ero io invece che non riuscivo più sopportare e a consumare quel tipo di mercanzia intrisa di sofferenza e di morte.
Non avevo ancora capito di essere dotata di un apparato percettivo fuori della norma, capace di cogliere immediatamente le radiazioni e le vibrazioni negative emesse da quel pezzo di carne, capace di mettersi in sintonia con l’ondata di terrore e di tossine velenose e sconvolgenti che fuoriuscivano dalla fettina che il macellaio mi aveva tranciato, o dal prosciutto crudo che mi aveva pazientemente affettato.

Carente di tutto fuorché di Omega3, solo perché a quel non c’era la moda venale degli eicosanoidi

Da ragazzina, avevo sperimentato diversi problemi seri riguardanti la mia pelle, che appariva disseccata ed opaca.
Tutti in coro unanimi e sicuri di sé a predicare.
Ti manca il collagene, ti mancano le proteine nobili, ti manca il ferro-eme, ti manca la B12.
A quel tempo non si parlava ancora della cavolata del momento, della moda innescata dalla imbrogliante e sconsiderata dieta A Zona, ovvero degli Omega3 inventati dai venali e lugubri mercanti di olio di pesce e di balena.
Solo per quello nessuno mi disse che mi mancavano pure gli Omega3.

Da quando sono quasi-vegana non ho mai avuto una pelle così splendente

Inutile dirti che oggi ho una pelle bellissima, nonostante alcuni segni sul corpo di quella mancanza di collagene dovuta proprio alla carne che essi mi spingevano a consumare e che il mio corpo ipersensibile disperatamente respingeva.
Tant’è vero che, da quando ho cambiato radicalmente alimentazione, diventando vegetariana e a tratti vegana, l’elasticità, la ricchezza di collagene e la bellezza della mia pelle, non sono mai state così evidenti.


Una adolescenza non priva di problemi

Fin da piccolissima, probabilmente per gli omogeneizzati e per il latte vaccino datomi in fase di svezzamento, nonché per le vaccinazioni e le solite improprie diete pediatriche, soffrivo di gravi infiammazioni addominali.
Tutt’ora ne risento, e devo tenere d’occhio il mio intestino, essendo facilmente portata alle coliche.
Ma col mio presente sistema nutrizionale rinnovato e migliorato, ho già risolto il problema al 95%.
Ma quando da bambina mi lamentavo, e riscontravo delle correlazioni tra i cibi balordi e pesanti che mi davano in famiglia e lo stato del mio colon, venivo addirittura derisa apertamente dai medici, mentre in casa mi etichettavano come ansiosa, come troppo concentrata su me stessa, e come ipocondriaca.

Un temporaneo allontanamento dalla frutta e dalla verdura e una spinta al proteico

A un certo punto, essendo a quel tempo la mia alimentazione vegetariana ma non razionale, in quanto comprensiva di latticini e di uova, ho cominciato paradossalmente a degenerare, e a non tollerare più alimenti vegetali, frutta e cereali.
Una specie di vendetta dell’uovo e del formaggio che, da guerrieri proteici entrati in me nel loro Cavallo di Troia, mi spingevano irrimediabilmente a incrementare le proteine e ad accantonare il resto.
Si trattava di una nuova fissazione quasi ipnotica, secondo la quale i cereali mi danneggiavano e la frutta non mi nutriva.

Una continua gran fame e un approdo al pianeta pesce

Devo anche aggiungere che avevo sempre una fame atavica che mi portava, e mi porta tuttora, a consumare quantità indecenti di cibo.
E fu a quel tempo, 4 anni fa, che dopo 10 anni di regime latte-ovo-vegetariano, mi lasciai convincere ad optare almeno per il pesce.

Sviluppo di una certa intolleranza al glutine

Dopo esperimenti ed approfondimenti vari, verificai che, grazie agli errori di percorso a ritmo di latticini, uova e pesce, avevo sviluppato una forte intolleranza al glutine ed ai lieviti chimici.
A quel punto mi ribellai e decisi di riprendere in mano la situazione, reintroducendo gradualmente tutta la frutta e tutta la verdura, ed anche gli stessi cereali escludendo il frumento, ma includendo il glutine del farro, del kamut e di altri).
In altre parole ho ripreso il mio regime vegetariano, avendo sperimentato di persona le differenze nette e marcate tra un regime spurio e un regime pulito.

Oggi sono entusiasta della mia situazione nutrizionale

Al momento attuale ricorro, ma rarissime volte, all’uso di qualche uovo bio (da allevamento a terra) e di qualche scaglia di formaggio di capra o pecora, ed ho presente la possibilità e la necessità di fare un passo in avanti liberandomi pure di tali provvisorie imperfezioni.
Oggi posso dire di essere straordinariamente soddisfatta della mia situazione nutrizionale.
Mi sto infatti alimentando con abbondanti quantità di frutta e verdura, sentendomi sempre più forte!
E devo dire che ci hai messo un po’ lo zampino con una tua tesina del 7/11/08 che mi è molto piaciuta, dal titolo Cibi salvavita e cibi rovina vita: la malaproteina.

Condivisione totale del discorso etico-animalistico

Non vedo l’ora di completare la lettura del tuo testo di base per inserirmi stabilmente nella visuale
globale della salute che stai proponendo.
Per quanto riguarda il discorso etico ed animalista, lo condivido fino in fondo, e basterebbe quello da solo a supportare l’intera scelta di campo.
Ma non voglio toccare questo argomento, altrimenti allungherei in modo eccessivo il mio messaggio.

Impietosi attacchi dai vegani quando abbandonai temporaneamente il veganismo

Concludo dicendo che il profondo grazie che ti sto mandando, e che puoi pubblicare a vantaggio di chiunque abbia problemi simili ai miei, è dovuto al fatto che tu, a differenza di tanti vegani ai quali mi ero rivolta inizialmente per chiedere supporto e consiglio, hai capito perfettamente la mia situazione.
Da qui l’importanza e l’originalità del tuo testo e della tua filosofia tendenziale.
Avevo chiesto consiglio al veganismo in rete, confessando che non ce la facevo ad andare avanti con frutta, verdura e cereali, e che stavo per inserire il pesce nella mia dieta.
Venni attaccata senza pietà e senza esitazione come fossi una traditrice della causa, come una irresponsabile assassina.

Una povera ragazza tra due fuochi

Cosa può fare una povera ragazza in quelle condizioni.
Da una parte il sistema famigliare e il sistema medico che ti spingono a cadaverizzarti, e ti inculcano la necessità insopprimibile di inserire la bistecca e la proteina nobile e sostanziosa, e persino a nascondere la tua interna propensione ideale al veganismo, portandoti verso il baratro del malessere e della malattia.
Dall’altra gli stessi vegetariani che si scagliano quasi come degli sciacalli contro chi sgarra, senza comprendere le motivazioni che a volte esistono alla base di certe scelte magari sbagliate.
Grazie di cuore per aver letto la mia storia personale fino a questo punto.
Ora devo scappare, dato che c’è molto da lavorare,
Con tanta simpatia

Camilla Ripani
Responsabile Articoli e Video gruppo Anima – NonSoloAnima TV, Galleria Unione 1, 20122 Milano
www.NonSoloAnimaTV, c.ripani@nonsoloanima.tv, Tel 02-89280666

L’importanza di sapersi mettere e rimettere in discussione

Ciao Camilla,
Pur essendo nel fiore della tua giovane vita, hai già evidenziato molte tensioni, molte vicissitudini alimentari e filosofiche, con crisi, problemi, cambiamenti, ripensamenti.
Saper cambiare, sapersi rimettere in discussione, non è affatto simbolo di precarietà e di instabilità, ma soltanto di grande intelligenza e umiltà, di flessibilità mentale, di libertà dai condizionamenti e dai dogmi interni ed esterni.
Aver influito su una persona ribelle, scettica e non facile da convincere, quale tu sei, mi galvanizza e mi riempie di ovvia soddisfazione.



Una testimonianza di enorme valore per la gente

La tua testimonianza per me vale come 1000 e più lettere di plauso per quanto sto portando avanti a livello culturale.
Non finirò dunque mai di ringraziarti per questo tipo di testimonianza doc, non richiesta e non sollecitata, e nemmeno immaginata, con tanto di firma.
Qualcuno dirà che si tratta di un gioco interno per spingere il successo del mio libro, edito dal gruppo Anima.
L’Anima ha centinaia di autori e migliaia di titoli da seguire.
Figurarsi se si mette a perdersi in questo tipo di quisquiglie, creando poi discriminazioni e antipatici favoritismi verso un autore piuttosto che un altro.

Sei dotata della capacità di cogliere ogni minima contaminazione

La cosa più interessante è che sei finalmente approdata al giusto lido del veganismo, quello che rispecchia esattamente, più ancora che negli altri, il vero ed autentico essere umano.
Sei una persona dotata per natura della sensibilità e dei livelli percettivi adatti a capire se stessi al di fuori di ogni impostazione ideologica, culturale e nutrizionale. Sei in altri termini una sensitiva.
Solo così si spiega la tua capacità di captare presenze minime di contaminazione cadaverica ed animal-proteica nei cibi.

Coscienza e capacità non comuni di saper analizzare correttamente il proprio corpo

La tua capacità poi di raccontare e fare una traccia storica precisa del tuo curriculum nutrizionale, collegandolo ai tuoi disturbi alterni ed alle tue turbe psicologiche, rivela doti di auto-lettura ed auto-analisi fuori del comune. Questo significa avere piena coscienza del proprio corpo.
Significa sapersi analizzare in modo corretto, supportati da una bussola efficiente, o comunque da un valido strumento di navigazione.

La fame non è un difetto, ma un segnale di trascuratezza precedente verso le proprie cellule

Una sola cosa mi preme aggiungere. Quando dici di godere di una fame atavica ed indecente, lo fai quasi con imbarazzo e senso di colpa, al pari di qualcuno che sta rivelando qualche sua segreta ed inconfessabile colpa.
Invece io vedo in quella fame un normalissimo segno di salute, un sintomo di reattività autentica e naturale a una serie di trascuratezze precedenti.

Vietato sottoporsi a regimi sotto-calorici, sotto-vitaminici, sotto-minerali, sotto enizimatici e
sotto-vibrazionali

Non si tradiscono impunemente le proprie cellule ed il proprio corpo, mangiando poco e mangiando cibi droganti e cibi spazzatura.
Non lo si ingiuria e lo si tratta male, costringendolo alla fame ed alla penuria, imponendogli un regime sotto-calorico, sotto-vitaminico, sotto-minerale, sotto-enzimatico, sotto-vibrazionale.
Questo si può fare, in modo costruttivo, solo nell’ambito di un pianificato digiuno igienistico, mirato ad espellere delle tossine e ad avviare un nuovo tipo di dieta fruttariano-vegana tendenzialmente ed intelligentemente crudista, conforme cioé al disegno gastrointestinale dell’essere umano.

Vietato denutrire e mettere a carestia il proprio sistema cellulare

Non si appesantisce l’organismo di proteine e grassi sbagliati che lo portano a stati putrefattivi e fermentativi che implicano una rottura dell’equilibrio nutrizionale, ed un affamamento sistematico dell’intero sistema, una denutrizione ed una carestia prolungata delle proprie cellule.
Il giorno dopo, o la settimana dopo, o il mese dopo, il proprio corpo si vendica e si ribella, reclama il cibo di oggi ed anche quello di ieri.
Ed in più tende a reclamare compensazioni in termini di carboidrati comodi, veloci e sbagliati, tipo grassi animali saturi e zuccheri morti, che sono tutte sostanze a veloce rilascio di energia distorta, di stimolazione e di forza glicemica sbilanciante.

Sensazioni provate nell’ultimo meeting alla ABIN di Bergamo

Provengo dalla conferenza di Bergamo di ieri 31 Ottobre alla corte di Carmelo Scaffidi, ovvero dall’apparente modesto palcoscenico dell’ABIN, dove c’è tanto da insegnare e tanto da imparare, proprio per causa della scarsa coesione ideologica e della insufficiente convinzione che si evince e si coglie negli incontri e nei dibattiti che ivi si tengono, nonostante il continuo e costante sacrificio di un presidente-missionario che sta mettendo corpo e anima a favore della causa.

Alcune evidenti carenze servono da lezione e da insegnamento. Come dire che la miseria insegna.

Non tutto il male finisce per nuocere.
Gli spropositi, i dubbi sulle questioni fondamentali e le interpretazioni spesso fuoriposto che ivi si colgono, indicano soltanto un vagare libero e disordinato del pensiero e del ragionamento, una certa quale carenza di rigore nell’impostazione scolastica del gruppo.
Se manca a volte rigore, precisione e coerenza a livello di insegnamento, se mancano gli strumenti intellettuali, ma anche finanziari ed economici, per portare a un più alto livello qualitativo l’azione della Scuola, essa non può certamente decollare verso sponde più ambite e desiderabili sia per i dirigenti che per i soci.

La solitudine e l’isolamento ingiusto di una persona ammirevole

Non si può lasciare un uomo solo e abbandonato nella sua lodevole ed eroica missione a favore dell’umanità che lo attornia, negandogli tutto l’appoggio e tutti i mezzi di sostegno che egli meriterebbe, centellinando la collaborazione ed elemosinando i contributi associativi.
La ABIN sta in pratica facendo quello che i medici non fanno.
Sta insegnando alla gente cos’è la salute e come si perviene ad essa con metodi naturali.
Meriterebbe aiuti della regione lombarda, dalla provincia di Bergamo e dello stato, altro che sopravvivere a livello di boccheggiamento.

L’obiettivo perseguito da Scaffidi è di tipo esclusivamente benefico

Qualche piccolo errore terapeutico di percorso in direzione di un integratore minerale da usarsi solo nelle emergenze, e magari adoperato con eccessiva fiducia ed indulgenza perché qualche premio Nobel lo ha magari magnificato, ci può anche stare.
Ma nessuno al mondo può mettere in dubbio l’assoluta buona fede di Scaffidi, e nemmeno la sua umiltà, la sua voglia di verità e non di dogmi, da qualunque parte essi provengano.
A lui interessa fare del bene al prossimo, niente altro che quello.
Un brillante e generoso intervento del professor Franco Libero Manco

L’intervento, come al solito brillante e perentorio di Franco Libero Manco, giunto all’ABIN con venti minuti di ritardo in auto da Roma con la signora Rossana, ha chiarito in modo dettagliato le posizioni della AVA sia sul piano dell’animalismo che su quello igienistico.
La disponibilità e la generosità del massimo esponente italiano del Movimento Vegetariano, dopo 7 ore di autostrada, saltando il pranzo, per mettersi a disposizione gratuita di una trentina di persone lombarde, e tornare a Roma sobbarcandosi altre 8 ore di viaggio, non vanno sottaciute.
Franco, ha fatto un discorso memorabile, da persona sinceramente devota alla causa ed anche da impareggiabile oratore quale è, mettendo in evidenza la necessità di amare il creato in modo universale, includendo ogni essere, ogni foglia, ogni espressione della volontà divina.

La contestazione pungente di un agricoltore cattolico

Ma uno del pubblico, agri-frutticoltore ed esponente pure di una comunità cattolica, ha contestato quella visuale, secondo lui troppo ideale e teorica, non trovando di meglio che sostenere una sorda ma netta opposizione. Nel suo campo i lumaconi rossi gli mangiano ogni foglia edule e vanno sterminati, mentre, sui rami dei suoi frutteti, sciami di calabroni gli divorano ogni frutto, per cui la natura è fatta di esseri che dominano e di esseri che devono essere massacrati senza troppa pietà, per cui con la logica si arriva pure alla giustificazione dei macelli, delle guerre, delle dominazioni dei più forti sui più deboli.

Una diplomatica ciambella di salvataggio

Ho dovuto lanciare una diplomatica ciambella di salvataggio, dicendo che c’era sicuramente della logica nelle sue osservazioni, e che io stesso, pur condividendo al 100% le posizioni di Franco Libero, non mi faccio scrupolo dall’eliminare ogni zanzara che ha l’ardire e l’insistenza di ronzarmi attorno.
Aggiungendo però che c’è uccisione ed uccisione, e che diverso è il livello di valenza assassina tra difendersi da una fastidiosa zanzara (che vive in tutto pochi giorni), da un vorace calabrone, da un dannoso lumacone e da una formica rossa, o al limite da una belva che ti sta attaccando, e lo sgozzare degli animali complessi e a sangue caldo, che attendono da noi una meritata comprensione, una parola buona ed una carezza, al pari e di più del gatto e del cane che trattiamo come amici e come parte della nostra vita, e non certo un vile atto di alto tradimento.

Le madri bovine piangono lacrimoni per giorni quando vengono derubate delle loro creature

Animali che guardano, pensano, amano. Madri mucche che soffrono e piangono disperate per giorni e giorni al pari di noi, quando gli viene sottratto cinicamente il proprio vitellino.
Bovini, suini, gallinacei che hanno un’anima al pari di noi, e che vengono destinati aprioristicamente per ingrata sorte al martirio ed al macello, prima ancora di nascere, creando nel contempo infelicità, disastri psicofisici e sofferenze insopportabili ed inaudite anche per gli stessi aguzzini bipedi, tra chemio, espianti e trapianti nei peggiori reparti ospedalieri.

Cambio repentino di argomento e passaggio al problema della fame e dell’energia vitale

Quando poi è stato il mio turno a parlare, ho affrontato proprio il problema della fame, dicendo che essa è una cosa seria, visto che senza carburante la nostra macchina sbuffa, borbotta e non va avanti.
Ho aggiunto che Dio ci ha dato grandi polmoni ed un capiente apparato gastrointestinale, per cui occorre adoperare al meglio i nostri organi.
Le tre fasi del metabolismo necessario a produrre vitalità

L’energia vitale è un fatto di nutrizione, di metabolismo efficiente, ed è composta da 3 fasi.
La prima fase sta in quello che mettiamo dentro, in quello che anabolizziamo, assimiliamo ed assorbiamo, con l’aiuto di bocca, naso (e polmoni), occhi, orecchi, cuore ed anima, quello cioè che captiamo dentro e fuori di noi.
La seconda in quello che emettiamo e catabolizziamo, e che deve essere eliminato prontamente e regolarmente (aria viziata, svuotando i polmoni alla perfezione, cioé del tutto; acque stanche-usate-urinate ed escrementi, svuotando il colon con precisione e regolarità cronometrica).
La terza è quello che produciamo di utile per noi stessi e per gli altri, per chi sta vicino e lontano, per la natura e gli animali, visto che non siamo in questa terra per vegetare o fare come i gamberi, ma per migliorare e migliorarci, per evolverci, per fare dei passi avanti.

Gli ingredienti basilari della salute e dell’energia vitale

Aria, sole, acqua, frutta, cibi della specie (non crudeli e non costipanti), movimento fisico e attività aerobica, riposo, meditazione, motivazione ed entusiasmo, amore per se stessi e per gli altri, hanno concluso, quali ingredienti basilioari della salute, questa seconda sessione del meeting.
Per rafforzare le perplessità che emergono regolarmente ogniqualvolta si parla a favore della frutta come cibo al centro della dieta umana, e che ti fanno guadagnare un’immeritata patente di estremista, ho citato pure gli esperimenti dell’ingegnere francese Simoneton che, dotato di contatore Geiger, di camera ionizzante di Wilson e biometro di Bovis graduato in Angstrom (unità di misura delle lunghezze d’onda), ha dedicato 20 anni di intensive ricerche alle qualità radianti e vibrazionali del cibi.

La scala vibrazionale delle onde radianti

L’ossidazione cellulare avviene in contemporanea col crearsi di una minuscola corrente elettrica di un 50-milionesimo di Volt all’interno di ogn i cellula.
L’elettricità e la vitalità del sistema cellulare derivano proprio da questo.
L’elettricità in effetti non è altro che un’onda di elettroni costretti a muoversi da atomo ad atomo.
I valori delle onde radianti vanno dai massimi e ottimali livelli dell’infrarosso (7600-9000 Angstrom), al rosso (6200-7600 A), all’arancio (5900-6200 A), al giallo (5800-5900 A), al verde (5200-5800 A), al blu (4500-5200 A), al violetto (3900-4500 A), all’ultravioletto (3000-3900 A) e ai raggi X (600-3000 A).
Questi colori non vanno confusi col colore esterno dei cibi.
Una sostanza può benissimo apparire rossa all’occhio ma emettere radiazioni blu o viceversa.

La frutta e la verdura crude ancora una volta ai vertici della salute

Ebbene, gli alimenti catalogati come benefici e superiori, sono risultati quelli superiori ai 6500 Angstrom, guarda caso frutta e orgaggi crudi.
Gli alimenti accettabili (definiti di appoggio o di compromesso), inclusi nella gamma 3000-6500, sono risultati le verdure appena scottate, l’olio, il pane integrale, alcuni latticini crudi e non fermentati, il vino non pastorizzato (e qui il Simoneton, da bravo francese non poteva scontentare del tutto i produttori di Camenbert e di Beaujolais), mentre gli alimenti inferiori (da 3000 A in giù) sono risultati essere le marmellate, il pane bianco, le carni e i salumi, il cioccolato, il the ed il caffè.
Gli alimenti morti e privi totalmente di vibrazioni sono i liquori e l’alcol, le conserve, i prodotti di pasticceria, le merendine, i dolciumi, le bevande zuccherate e gassate.

Cosa significa in termini di sostanze, di reazioni biochimiche e di collocamento nutrienti, il semplice morso di una modesta mela

Non ho mancato di citare, in ossequio alle ricerche di David Reuben (vedi suo testo-chiave Everything you always wanted to know about nutrition), le insospettabili e straordinarie caratteristiche di una semplice mela, a cui la gente attribuisce in genere la semplice dotazione di acqua e zucchero e qualche vitamina.
Morsichi una mela e 191 sostanze chimice conosciute, più altrettante ancora ignote, scatenano nel tuo corpo 1300 reazioni chimico-enzimatiche per disintegrare le sue molecole e piazzarle nei punti più consoni del corpo umano, con la pectina che va in zona intestino, il retinolo o vitamina A che va alla retina in zona oculare, col licopene che va ai genitali a contrastare i radicali liberi, con le antocianine che vanno a rinforzare la fragilità dei capillari, e così via per 1300 volte.
Tutte queste reazioni avvengono in forza della crudità naturale del prodotto e della sua reattività bio-chimico-elettrica-vibrazionale, che con la cottura sparirebbero.

Centosessantamila specie eduli diverse nel pianeta Terra, messe a disposizione da un creatore divino e previdente, ma ignorate e disprezzate da una popolazione presuntuosa e sciancata

Il discorso vale ovviamente per tutte l’altra frutta e le verdure, che nell’assieme totalizzano 160 mila diverse piante eduli del pianeta.
Il discorso vale per il caco e il mango, il nespolo, la castagna e l’uva, ma anche per le foglioline della stevia, o pianta peruviana dello zucchero, che nessuno da noi conosce.
Mastichi una sua fogliolina verde ed è come mettere in bocca un cucchiaio di zucchero, col dolce e gradevole sapore che ti rimane per alcuni minuti.

Sistema immunitario e sistema digestivo umano disegnati solo e sempre dal Padreterno, non certo dalla GlaxoSmithKline o dalla Manzotin

Come il sistema immunitario umano non è stato disegnato dalla Glaxo, dalla Pfizer, da Donald Rumsfeld o dal micidiale manipolo farmaceutico Sanofi-Baxter-Roche-Novartis-Bayer, così il nostro sistema digestivo non è stato disegnato dalla Buitoni e dall’Alemagna, ed ancor meno dalla Cremonini, dalla McDonalds, dalla Simmenthal o dalla Manzotin.
Questo lo avevo detto il mese scorso alla Conferenza di Roma del 24/9 presso l’AVA, per far capire alla gente tuttora incredula e sconvolta di fronte a questi fatti, che la vera nutrizione è determinata da quello che ha disegnato il Padreterno e non da chi disegna e sforna a ripetizione menù e piatti farabutti in televisione, a vantaggio delle multinazionali del sangue rosso e del sangue bianco (latte), dei farmaci e degli integratori, del caffè e delle pastiglie di balena e delfino, chiamate Omega3.

La mano divina è invece rintracciabile in ogni dove

La mano di Dio è rintracciabile invece in ogni punto del nostro corpo, in ogni caratteristica positiva della frutta, in ogni reazione biochimica all’interno del corpo umano.
Nel contempo, quello che non va bene per noi, rivela la sua incompatibilità in continuazione.
Reazioni tipo la leucocitosi, la putrefazione gastrointestinale, l’avvelenamento uricemico e l’osteoporosi da acidificazione del sangue, nonché le stesse crisi ossidative culminanti nei radicali liberi, sono tutte prove eclatanti dei danni causati dai cibi sballati che la gente va disinvoltamente consumando, e dai farmaci-vaccini-integratori che va disinvoltamente assumendo, avviandosi a disintegrazione e rovina precoci.
Reazioni

Anche qui la reazione è stata quella solita.
Un grande applauso da parte di una decina di ospiti arrivati da Milano, ma alcuni interventi improntati allo scetticismo, e tutti di marca interna.
Qualche partecipante aveva diverse cose da ridire, alcune valide altre meno, al punto di innescare qualche polemica dispersiva e sterile con altri convenuti.
Insistere sulla quasi-inevitabilità della cadaverina nelle cene conviviali, e sulla necessità di cedere alle endorfine, cioè alla gioia che dà il bicchiere di vino dopo una buona bistecca, può andare bene per il comune uomo della strada, e non certo per chi opera in una scuola di igienismo naturale.
Scuola comportante pure un autentico spirito etico-animalistico, come è giusto che sia per qualsiasi iniziativa genuinamente salutistica.

Nessun intento polemico o distruttivo, ma solo un invito a fare dei passi avanti

Sappiano tutti gli associati ABIN che questo non è un missile reattivo nei loro confronti.
Sta benissimo che essi rimangano nell’Associazione, ricoprendo cariche o comunque partecipando più o meno attivamente alle attività del gruppo, però qualche passo evolutivo è lecito attenderselo in termini di maggiore partecipazione e di maggiore coerenza.

Le divagazioni e le deviazioni verso la macrobiotica e le alternative giapponesi

Una giovane signora di Bergamo è intervenuta contro l’enfatizzazione della frutta, che per lei vale una volta al giorno al massimo, e non come punto centrale dell’alimentazione umana, corroborata in questo da una scuola orientale di matrice giapponese, vicina alla macrobiotica, che comporterebbe delle formule nutrizionali valide ed alternative sia al carnivorismo che al fruttarianesimo occidentale.
Ho ribadito che i giapponesi sono i meno indicati al mondo ad insegnarci qualcosa in fatto di cibo, mentre in fatto di arti marziali e di elettronica sono incomparabili.
Lei ha insistito dicendo che non saprebbe dove mettere tutta quella frutta, dal momento che un caco la sazia per tutta la giornata.

La formula benefica e straordinaria dell’esperimento salva-cancro five-per-day di Cambridge

Ho ribadito che i 5 pasti sazianti di sola frutta al giorno, secondo l’esperimento di Cambridge, che tutti continuano a non conoscere e a non rispettare, sono criteri di medici e non di vegani-fruttariani.
Tali criteri sono stati elaborati in semplice funzione salutistica anti-cancro ed anti-cardiopatia, e sottintendono comunque una riduzione notevole dei criteri riscontrati dal dr Boyd Eaton (autorità mondiale in fatto di alimentazione paleozoica, per le sistematiche analisi con carbone radioattivo negli escrementi pietrificati delle tribù umanoidi del paleozoico), dove la quota di sola frutta era di ben 12 volte al giorno.
L’inserimento della frutta 5 volte nella giornata non pone nessuna difficoltà, partendo dalla prima colazione delle 7, alla seconda delle 9, alla terza delle 11, alla prima merenda delle 17, alla seconda merenda delle 19.




Una bella carica di frutta e di micronutrienti rende pranzo e cena momenti di leggerezza, senza i drammi e le insidie delle indigestioni

Questa carica di preziosi nutrienti che includono per ordine di importanza acqua biologica zuccherina, minerali organicati, vitamine naturali, enzimi, ormoni, fitochimici colorati, vibrazioni, magnetismo, proteine vegetali e acidi grassi polinsaturi, rendono poi i due pasti principali a pranzo (ore 13) e cena (ore 19 e 30) necessariamente più semplici e leggeri, con una abbondante quota di vegetali crudi e di germogli alternati tra pranzo e cena, seguita da un piatto naturale di sostegno ed anche di possibile compromesso, che può includere patate e zucche, cereali e legumi, pannocchia cotta nel suo cartoccio, o persino pasta integrale al pomodoro o pizza alle verdure, o minestrone di verdure cotto ai minimi termini non oltre 16-18 minuti.

La magica crema di avena e i gustosi panini vegani

L’inserimento di una porzione di crema di avena e di farine di semi tipo sesamo, lino, girasole, zucca, oppure di un piatto di pop-corn e banana, anche al posto di una quota di frutta, può servire a soddisfare ancora di più la fame emergente che si nasconde nelle viscere di ognuno di noi.
Il ricorso a dei panini integrali, spalmati di crema di olive, di carciofi o di avocado naturale, e riempiti di verdure verdi e germogli, o di qualche noce, può sostituire benissimo, soprattutto quando si è in viaggio, il pranzo e la cena. Nessuno deve stare a corto di nutrizione e a corto di calorie, pena la caduta nel tuffo notturno sulla nutella, nel tuffo sul grasso e sul montasio, nel tuffo disastroso sul salame.

Il ricorso sistematico alla frutta assortita evita di dover ricorrere all’abominevole e disgraziato ricorso alle integrazioni e alle supplementazioni, cioè alle stampelle biochimiche

Una manciata al giorno di frutta secca assortita (mandorle, noci, nocciole, pinoli, arachidi) provvede poi a completare totalmente l’apporto minerale, incluso il troppo celebrato magnesio, che deve essere preso solo ed esclusivamente nell’ambito dei minerali organicati e dei minerali raggruppati, e non inseguito individualmente, pratica questa addirittura abominevole di apparente ed illusoria efficacia, da parte di certi medici e di certi terapeuti, a volte incluso i più onesti, ispirati e devoti alla causa, come lo stesso Carmelo, quando si muove al di fuori del vero e limitatissimo intervento d’emergenza.
Su questo problema del magnesio sto preparando una tesina specifica a parte, data l’importanza dell’argomento.

Una lezione di vita e di igienismo, meritevole probabilmente di grande diffusione

La tua confessione dettagliata e circostanziata, cara Camilla, è di per sé un’autentica lezione di vita e di igienismo.
Ecco allora che ho inserito tutto questo discorso sulla fame, facendo di questo documento una ulteriore tesina di approfondimento e di riflessione, sforando magari il limite delle 10 pagine.
Non è poi la lunghezza di un articolo a determinare la sua agilità e la sua incisività, ma piuttosto la sua capacità di sviscerare ogni aspetto di quanto esso tratta, ovvero la sua portata qualitativa.
Nessuno mi venga a dire troppo corto o troppo lungo.
Mi dica solo comprensibile o non comprensibile. Utile o dannoso. Gradito o sgradito. Costruttivo o distruttivo.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

FERRO, MESTRUAZIONI, ANEMIA, MICROCITEMIA

FERRO, MESTRUAZIONI, ANEMIA, MICROCITEMIA

Alla ricerca della ferritina

Salve sono Daniela, amica del biologo Federico.
Mi ha dato la tua e-mail per ricevere delle informazioni, sempre che tu possa darle, per aumentare la ferritina.
Premetto di essere vegetariana da circa un anno e che sto per diventare vegana, avendo già notato dei cambiamenti positivi nel corpo e nella mente.
Sono microcitemica di natura.
Potresti darmi qualche consiglio per aumentare la ferritina solamente con l’alimentazione naturale?
Sono molto contraria agli integratori.
Mangio tantissima frutta fresca e secca. Grazie.

Il complesso ed ingarbugliato problema delle anemie

Ciao Daniela,
affrontare il problema delle anemie, il più delle volte associate a carenze assimilative (più che alimentari) del minerale ferro, usando i concetti della terapeutica medica e non-medica, porta soltanto a grandissime confusioni.
Tanto più avanzate sono le analisi e le classificazioni delle innumerevoli forme anemiche, quanto più variano le terapie specifiche, col rischio di errate valutazioni e di errate terapie sempre presente dietro l’angolo. Dove se non nell’anemia e nei processi digestivi si assiste meglio al fallimento più clamoroso ed eclatante della tecnologia e della super-diagnostica medica?

Differenziazioni e classificazioni

Più classificazioni dettagliate si fanno è più si deve ricorrere a rimedi specifici, a integrazioni minerali e vitaminiche dettagliate, allontanandoci progressivamente dalla natura.
Se nel differenziare la tua anemia microcitica da quella macrocitica si riesce già a distinguere che nel primo caso, che è poi il tuo, ci sono problemi di ordine cronico, o da talassemia mediterranea (morbo di Cooley), o da pura carenza di apporto ferrico (e non da carenza di folati B9 e di cobalamina B12 come nell’anemia macrocitica), le diagnosi differenziate portano ad altre sottoclassificazioni con ulteriori varianze tra MCV (volume corpuscolare), ferritina, sideremia, transferrina, HB (emoglobina).
Più precisa e dettagliata la diagnosi e più si va incontro a rimedi innaturali

Alla fine di questo accurato lavoro, un terapeuta medico non può prescindere dall’essere coerente con tale precisione, e dovrà forzatamente ricorrere a un rimedio preciso e al bilancino, non certo al succo di carota o al piatto di radicchio e di tarassaco.
Ed è proprio lì che casca il palco medicale con tutti i burattini.

Credo più alla carenza di equilibrio biochimico generale che alla carenza di ferritina

Tu mi stai chiedendo una cosa precisa, e cioè l’aumento della ferritina.
Io ti rispondo che già nella tua richiesta esiste un errore di base, un errore indotto dai medici a cui già ti sei rivolta.
Non contesto il fatto che la tua ferritina sia bassa, ma il fatto che per alzare quel livello esista un metodo specifico e particolare, magari di tipo chimico-farmacologico.
La tua carenza, più che di ferritina, è una carenza di equilibrio generale, rivelata da quella ferritina bassa.
La dieta che stai assumendo va tutto sommato bene, purché sia corredata da respirazione profonda, sonno, attività fisica, sole e pensieri positivi, pacifici e rilassanti..

Il sistema per rimediare esiste ed è sicuro

Il rimedio per la carenza di equilibrio esiste e ce l’ho, e si tratta di rimettere a posto l’intero sistema, prendendo per la prima volta in seria considerazione il tuo bel corpicino, ripulendolo al meglio magari con un breve riposo terapeutico chiamato digiuno totale, e poi responsabilizzandolo e dandogli quello che veramente gli serve per mantenersi in forma ed in equilibrio, e non oberandolo con le cose che lo farebbero riprecipitare nel caos.

La necessità assoluta di un lavoro mentale preparatorio

Tutto questo discorso presuppone un intenso lavoro mentale.
Ovvero uno studio approfondito ed una riflessione sul corpo umano.
Un discorso di tipo culturale e scientifico teso a determinare come sia fatto veramente e di quali sostanze esso necessiti. Nel caso tuo, mi pare che tu sia già sulla buona strada.
Hai capito infatti di possedere un apparato vegano-fruttariano-crudista.
Cosa che dovrebbero fare tutti.
Non per fare un piacere al movimento vegano, ma per fare un semplice piacere innanzitutto a se stessi, visto che quella è la prima e più importante verità, poco importa se per loro ha dell’incredibile o del fastidioso, e poco importa se si stanno tuttora ingozzando di carne, di zucchero sintetico, di integratori e di altre porcherie.

Occorre capire cosa significa esattamente la parola alimentazione

Serve che la gente apprenda cosa significca la parola alimentazione, e alimentazione umana in particolare.
Alimentarsi vuol dire mettere a disposizione del proprio corpo le sostanze dalle quali il corpo stesso (e non noi) saprà scegliere i micronutrienti che gli servono.
Non esiste che noi ci accorgiamo di qualche nostra carenza e gli andiamo a fornire, pesato e confezionato, quello che noi crediamo gli serva.
Se cerchi l’informazione quantitativa, ti confondi e ti viene pure il male di testa

Siccome questo problema del ferro, tipicamente femminile, si ripresenta in continuazione e con impressionante regolarità, ho voluto ridarmi una rinfrescata, pescando tutto quanto si può trovare sui vari manuali diagnostici e più avanzati ed aggiornati.
Ho trovato tutto ed il contrario di tutto. Robe da confondersi e farsi venire il mal di testa.

Serve la qualità e serve l’illuminazione

Lo stesso Nico Valerio, col suo Manuale di terapie con gli alimenti, e con i corsi che ha tenuto recentemente a Roma, ha fatto a mio avviso dei passi indietro, rispetto alle sue posizioni di 20 anni fa, quando era in forma smagliante e scriveva ottimi libri tipo Tutto crudo e La Cucina Verde.
Come mai è possibile andare indietro come i gamberi, anziché progredire?
Succede. Succede quando vai a pescare informazioni a raffica a destra e a sinistra senza tenere in mano la pila e la bussola.
Non a caso gli ho dedicato una mia tesina, intitolata Un maestro a corto di bussola, a significare che contano molto di più i principi di base che i dettagli tecnici e raccogliticci che vai accumulando.

Il perché le donne vivono più dei maschi

Sàtu parcé che le fèmine e viif pùi dal’òmp? (Sai perché la moglie vive più a lungo del marito?)
Pensa e ripensa. Trovavo mille motivi ma non quello giusto e soddisfacente.
Dai, sparala. Sentiamo anche l’ultima. Io bòe, al è sèmplec: le fèmine no à le fèmine!
(E’ molto semplice, la moglie non ha la moglie).
Me l’ha appena raccontata un amico friulano, a dimostrazione che, in fatto di freddure, gli udinesi non sono secondi a quelli di Limerick.
Chiaro che le donne potrebbero aver qualcosa da ridire, e trovare delle risposte meno partigiane.
Una giustificazione più interessante, della maggiore longevità femminile, è piuttosto quella che le donne hanno meno ferro dei maschi.

Il troppo ferro invecchia ed accorcia la vita

Le perdite mestruali, se da un lato sono fenomeno più patologico che normale, permettono una sferrizzazione biochimica dell’organismo.
L’essere sanguigni e carichi di B12, alimentandosi a bistecche, vini e formaggi, evidentemente non paga.
Come dire che il troppo ferro invecchia, appesantisce e fa morire prima del tempo, mentre un leggero stato di anemia controllata, con la B12 ai minimi termini come nel caso di tutti i vegani, non è condizione critica come erroneamente interpretato dalla solita medicina sbilenca, ma facilita la fluidificazione del sangue e permette pure di campare cent’anni.

Andiamoci piano dunque col ferro.
La cura dell’anemia col sangue caldo degli animali appena sgozzati.

Pertanto, cara Daniela, vedi di non esagerare col ferro. E vedi di non cadere nella tentazione medica del sangue e dei prodotti al sangue, e nemmeno in quella omeopatica o naturopatia dell’integratore.
Nel Medioevo le donne pallide e anemiche venivano accompagnate al macello del proprio paese o del proprio rione cittadino, e sottoposte a travaso diretto di sangue caldo dall’animale appena sgozzato.
A parte lo schifo e l’odoraccio, per cui già il fegato delle poverette ne risentiva pesantemente, l’effetto immediato aveva del miracoloso, ma poi all’indomani sopravveniva una forte ricaduta, e bisognava ripetere l’operazione.
Alla fine, nonostante i limiti culturali di allora, si comprese che esisteva una specie di effetto sberla immediato, una stimolazione drogante seguita da inevitabile caduta depressiva.
La cura del macello venne dunque ben presto abbandonata.

La FDA e le tavole di Mosè

Certi medici di oggi, ogniqualvolta raccomandano bistecche di cavallo al sangue o amenità simili, non fanno altro che ripescare a piene mani nel loro armamentario medievale.
Negli ultimi decenni, questo rigurgito di medioevo è stato assistito e teleguidato ad arte dai più grossi imbroglioni del pianeta, ovvero dai filo-macellai della FDA (Food and Drug Administration).
Per quasi mezzo secolo, la FDA non ha fatto altro che truffare e pervertire la verità e i dati fondamentali, imponendoli al mondo intero come fossero le tavole di Mosè.

Le limature drammatiche alle assurde tabelle proteiche degli anni scorsi

Negli anni 70 le sue quote minime proteiche giornaliere stavano sui 300 grammi al giorno, negli anni 80 erano calate ai 200, col Terzo Millennio erano state decurtate a 100, e attualmente tengono duro a fatica alla quota di 75, di fronte alla rigorosità inflessibile delle scuole igienistiche ANHS che da un secolo ammoniscono l’umanità a rispettare il livello proteico di 11-25 grammi giornalieri, visto che 11 grammi è la quota massima assorbibile da un infante umano (che è il più avido assimilatore di proteine del latte materno), e che oltre i 25 grammi ha inizio il micidiale fenomeno dell’acidificazione del sangue.

Come mai questo incredibile cambiamento di rotta?

Ti chiederai, e tutti dovrebbero farlo, come mai questa escalation alla rovescia?
Non si è trattato infatti di un procedimento pacifico e generoso.
La FDA è stata costretta a farlo sotto l’incalzare delle varie associazioni igienistiche e persino mediche, scandalizzate dalla dalle folli quote proposte dalla FDA stessa, nonché dalla diseducazione e dal disorientamento che tale tabelle comportavano.
Lettere di protesta, ingiunzioni, accuse, procedimenti legali. C’è stato di tutto.

I mancati aggiustamenti per le vitamine C e B12

Ma, a questa escalation aggiustativa sulle proteine, non ha corrisposto un’altrettanto logica riduzione delle quote della vitamina B12, coi minimi spaventosamente gonfiati a 152 pg/ml (anziché agli 80 pg/ml che erano stati più coerentemente stabiliti dalla WHO), ed un altrettanto aggiustamento al rialzo della vitamina C, che sta tuttora su quote scandalose di 40-60 mg/giorno, quando l’esperimento di Cambridge ed anche le spinte di molti ricercatori portano tale livello a 400-800 mg/giorno.
Sappiamo come la B12 sia legata alla carne e come la vitamina C, sua antagonista, sia legata alla frutta ed alle verdure crude.
Queste gravissime sistematiche balle, tutte congegnate nella direzione di un maggiore consumo di proteine animali, mettono in chiara evidenza l’anima venale e carnivoristica degli enti alimentari di questo pianeta, nonché delle istituzioni sanitarie, alle Asl, e dei medici in generale che seguono ad occhi chiusi quanto si decide ad Atlanta.

Le farneticanti diete low-carb e l’esperimento pro-vegano di Cambridge

Le diete low-carb ed alto-proteiche stile Atkins sono state non a caso accusate di aver provocato nel mondo intero un forte aumento percentuale di cancro e cardiopatie.
E l’esperimento epocale di Cambridge2000 venne fatto proprio per appurare la verità su questi dubbi atroci, dando la prova del nove che tali sospetti erano più che giustificati.
L’esperimento coinvolse decine di migliaia di persone e durò 20 anni.
Chi mangiava frutta 5 volte al giorno e verdura cruda a pranzo e cena, rigorosamente senza nessun integratore, nessuna vitamina sintetica e nessun farmaco, schivava ogni malattia ed in particolare le due citate patologie killer.
Chi mangiava proteine animali e cibi cotti si ritrovava prima o poi ricoverato nei reparti di cardiologia o in quelli di oncologia.

Il marchiano errore basso-carbonico

Le diete successive alla Atkins, tipo la Zona, la South Beach, la Gruppi Sanguigni, le varie diete ad indice glicemico, la Lemme e simili, si sono mosse e si muovono sulla stessa disgraziata e fuorviante direzione, essendo tutte basate sul marchiano errore basso-carbonico che si trasforma in un assurdo non-alimentarsi, in un divieto al proprio alimento basilare, ed in un conseguente integrarsi chimicamente con false vitamine e falsi minerali, mentre le alte quote proteiche provvedono non a nutrire ma ad avvelenare e quindi a stimolare il cuore e tutti gli organi nel faticosissimo lavoro di espulsione dei residui di tali porcherie.

Vitamina B12, Omega3 e Ferro-Eme, il tridente fasullo del carnivorismo

A corredo della B12 e di concetti tipo l’Omega3 da pesce (vedi soprattutto la Zona di Sears), c’è stata pure l’altra operazione truffaldina da parte della carnofilia mondiale, e mi riferisco alla differenziazione tra ferro-eme (di origine animale) e quello non-eme (di origine vegetale).
Il più veloce assorbimento del primo rispetto al secondo è stato presentato per anni come carta vincente dei carnivori e degli onnivori contro i vegetariani, come prova della superiorità delle cosiddette proteine nobili.
Ma le bugie hanno le gambe corte.

L’assorbimento salubre del minerale dev’essere necessariamente lento e progressivo

Oggi sappiamo esattamente come stanno le cose.
Sappiamo che quell’assorbimento veloce rappresenta un’irregolarità patologica e non un vantaggio per l’organismo.
Col ferro non-eme dei vegetali crudi non accade alcuno stravolgimento interno ed il corpo ha il tempo di estrarre ed assimilare davvero quello che più gli serve e gli aggrada.
La saggezza del corpo ha profonde implicazioni per la salute e la longevità.

Il ricorso massiccio agli integratori

Una ennesima operazione malandrina, tuttora in corso a livelli mastodontici, è quella del ricorso massiccio e continuo agli integratori, ignorando le leggi naturali del creato ed alla necessità assoluta di ricorrere esclusivamente all’apporto di minerale organicato (vedi mia tesina Nessun minerale vale se privo di vibrazioni).
Il corpo lavora a ritmo di sinergie, a ritmo di assorbimenti basati sulla legge del minimo, scoperta da Liebig, ma appartenente ai normali comportamenti della natura, per cui gli apporti intensivi di un minerale non portano ad alcun risultato positivo, all’infuori dell’effetto veleno-stimolo.
La sinergia, nel caso del ferro, si gioca principalmente sull’asse ferro-rame-manganese, che sono alleati e compatibili, nonché su quello rame-zinco, che sono pure complementari.

Il ferro in sé non è il vero problema

La prova che molte anemie non sono causate da semplicistica carenza di ferro sta nel fatto che molti anemici hanno ferro in sovrabbondanza, ma nella forma sbagliata, nei punti sbagliati e coi compagni di viaggio sbagliati.
Assumere dosi di ferro da integratori, o abbondanti cibi fortemente caratterizzati dal ferro come le alghe, può portare a squilibri nel manganese o nel rame, e quindi pure nello zinco, con effetti negativi ad esempio sulla tiroide.

Risulta vano il tentativo di ripristinare le scorte, se non si ha prima soppresso la carenza

Ricorrere dunque alle modificazioni dietologiche specifiche, o peggio alle integrazioni mineral-vitaminiche, è un percorso illusorio e pieno di insidie, pieno di possibili errori, pieno di rebus e di tranelli. Non si deve mai inseguire il singolo minerale e la singola vitamina, ma solo e sempre l’equilibrio vitaminico-ormonale-calorico nell’assieme. Dagli stessi tomi medici traspare la verità, a saperla cogliere.
Sul manuale Nuovo Roversi 2009, Diagnostica e Terapia, si legge a pagina 272 una battuta inequivocabile, una fiammata di verità nascosta in decine di pagine non altrettanto semplici:
Risulta vano il tentativo di ripristinare le scorte marziali o ferriche, senza aver prima soppresso le cause che ne hanno determinato la carenza. Questo sì che si chiama parlare chiaro..

Non esiste altra via se non il cibo della specie

Occorre dunque fidarsi della saggezza infinita del nostro corpo e del nostro sistema immunitario, mettendoli nelle giuste condizioni operative.
Bisogna ricorrere sistematicamente al cibo della specie e non ad altro.
Cibo della specie significa dieta tendenzialmente vegana e crudista. Non esistono altre vie.

Alcune tesine fondamentali sul problema nutritivo-assimilativo

Ho scritto tesine specifiche sull’argomento, come:
Ferritina bassa e indiscrezioni alimentari (12/1/09)
La caduta definitiva degli integratori (20/12/08)
Il controllo ormonale-insulinico del processo digestivo (11/1/09)
Rincorrere la salute, l’equilibrio, l’assimilabilità (1/5/09)
Le inique ed arroganti equazioni mediche sugli integratori (5/11/08)
Problemi gastrointestinali e ulcere gastriche (13/11/08)
Alimentazione, sessualità e scienza etico-salutistica (9/4/09)
La formidabile controprova dei Pimas (2/6/09)
La trappola mortale del metodo Lemme (5/6/09)
Zucchero-saccarosio, dolce droga assassina (10/6/09)
Provvedo ad inviartele, a integrazione del presente documento.
Il fenomeno patologico delle mestruazioni

Un’ultima cosa basilare va presa in considerazione, ed è che il ferro e l’anemia sono entrambi legati al fenomeno delle perdite mestruali.
Ma, anche qui, occorree chiarire cosa sono le mestruazioni.
La Manuela Piras (mestruazione free@libero.it) lo ha sintetizzato molto efficacemente, spiegando che le femmine degli altri mammiferi selvatici non hanno le mestruazioni, per cui c’è qualcosa che non quadra nelle donne della nostra storpia e sciancata civiltà.

Le opinioni di Ehret e di Shelton

Se il corpo femminile viene regolarmente ripulito da una dieta naturale e virtuosa, da una dieta coerente e compatibile col disegno di chi la assume, le mestruazioni diminuiscono progressivamente sino a scomparire del tutto. E, con esse, scompaiono pure le emicranie, il vomito, i mali di denti, ed anche tutti gli altri disturbi della gravidanza, scrive il dr Arnold Ehret.
Non è difficile collegare l’emicrania alla funzione mestruale, alla congestione pelvica e ad altre condizioni anormali degli organi riproduttivi. La malattia esiste solo quando è necessaria, e dura solo finché ce n’è bisogno, aggiunge il dr Herbert Shelton.

Condizione tossica del sangue e condizione catarrale della mucosa uterina, con debolezza cronica dei capillari incapacitati a contenere la pressione sanguigna uterina

Le mestruazioni sono patologiche ed innaturali. Niente di più della dieta condiziona e provoca il flusso mestruale di una donna. Un flusso abbondante si cura riducendo la dieta e vivendo di cibi crudi, scrive il dr George Starr White, autore di The emancipation of women.
Le mestruazioni nascono specialmente come condizione tossica del sangue e come conseguente condizione catarrale cronica della mucosa uterina, che diventa periodicamente emorragica causando debolezza cronica dei capillari e incapacità dei medesimi di contenere la pressione sanguigna dell’utero, scrivono Wendy Harris e Nadine Forrest MacDonald.
Le mestruazioni, al pari della leucorrea (gonococco, candida), sono una condizione di malattia e non di normalità. Sono un’emorragia mensile che provoca pure altre complicanze ed altre malattie locali, conclude il dr Schroyer.

Il contenuto in ferro dei principali alimenti crudi

Se poi cercavi da me un elenco di sostanze ad alto contenuto ferrico, da suggerire come integratori naturali facenti parte della dieta quotidiana, non esito a dirti che tutte le alghe seccate al naturale e consumate pure senza procedimenti di cottura, danno un contenuto straordinario, con quote di ferro intorno ai 150 mg su 100 grammi di prodotto edibile.
Vengono poi, tutti molto staccati, i semi di zucca (11.2), i semi di sesamo (10.5), i semi di girasole (7.1), il miglio (6.8), le mandorle (4.7), il riso nero (4.2), l’uvetta secca (3.5), le noci (3.1), il tarassaco (3.1), i datteri (3.0), la lattuga (2.0), le castagne (1.7), il crescione (1.7), il riso integrale (1.6), i broccoli-cavoli-cavolfiori (1.1), i cetrioli (1.1), gli asparagi (1.0), il riso bianco (0.8), la banana (0.7), la carota (0.7), i fichi (0.7), la patata (0.6), l’anguria (0.5), il pomodoro (0.5), la mela (0.3), i succhi d’arancia e di pompelmo (0.2).



Tutte le strade portano a Roma, ma alla Roma dei vegani e dei salutisti, non a quella dei luculliani

Per concludere, cara Daniela, tutte le strade portano a Roma, ma non alla Roma dei grandi banchetti pantagruelici e dei famosi vomitori, non alla Roma del sacerdote Epulone o a quella del generale Lucio Licinio Lucullo (117-57 a.C), e ancor meno alla Roma decadente che portò alla caduta rovinosa imperiale, quando nel 476 il barbaro Odoacre depose Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore dell’Impero Romano d’Occidente.
Tutte le strade portano alla Roma di Decimo Giunio Giovenale (55-135 d.C), o a quella di Quinto Orazio Flacco (65-8 a.C), di Publio Ovidio Nasone (43 a.C-18 d.C), di Gaio Plinio Secondo (23-79 d.C), di Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C), di Publio Virgilio Marone (70-19 a.C), di L. Anneo Seneca (55 a.C-38 d.C) e di Marco Porcio Catone (95-46 a.C), tutti nostri antenati che praticavano il vegetarianismo e il crudismo.

Le meraviglie del cavolo crudo

Non mi vengono in testa nomi di antenate, ma credo che le donne dei grandi appena citati avessero una parte importante nelle scelte nutrizionali dei propri uomini.
E’ stato grazie al cavolo crudo che i romani hanno fatto a meno dei dottori medici per 6 secoli, scrisse Catone medesimo, a conferma che il crudismo, non è affatto una bizzarra invenzione valdiana dei giorni nostri.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecncia ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

I BATTERI PSEUDOMONAS E I BIPEDI VERIMONAS

I BATTERI PSEUDOMONAS E I BIPEDI VERIMONAS

Una domanda importante dai Paesi Bassi

Mi scusi dottore, sa se c’è qualcosa che può combattere lo Pseudomonas, escludendo gli antibiotici?
Paolo S. da Utrecht-Olanda.

I Bacillus Pseudomonas sono dei batteri diffusissimi in natura

Ciao Paolo, ti ringrazio per la domanda importante e seria.
Non prendertela per il titolo, visto che il Verimonas non è affatto riferito a te.
Ti stimo troppo per balestrarti con delle frecce avvelenate.
Quando si parla di Pseudomonas entriamo nel campo dei batteri, cioè di microrganismi vivi diffusissimi in natura.
Gli Pseudomonas appartengono alla famiglia delle Pseudomonadacee e si trovano nel suolo e nell’acqua, nonché nei paraggi di ogni forma di vita.

Stanno dovunque c’è vita pulsante, e formano una famiglia numerosissima e diversificata

Sarebbe più corretto chiamarli bacilli, vista la loro forma allungata e sfilata.
Stanno in pratica dovunque c’è movimento e pulsazione, da quando è nato l’universo, in associazione simbiotica e cooperativa con i macrorganismi.
Parliamo di un grande e svariato gruppo di batteri suddiviso in 4 gruppi e diverse centinaia di specie.
Ne fanno parte anche gli Xanthomonas, caratterizzati dalle spore di colore giallo che presentano.

Non esistono nella realtà microrganismi nemici

Chiaramente, tutti gli studi sui batteri sono stati impostati con un preconcetto in testa, che è quello di classificarli in base alla loro pericolosità.
Sarebbe come noi volessimo dare una descrizione di un popolo di oltre frontiera, partendo dalla convinzione dogmatica che si tratta di un pessimo e scomodo nemico da eliminare.
Non a caso, il lettore mi chiede l’arma alternativa all’antibiotico per distruggere ed azzerare il nemico.
Come vado dicendo a ripetizione, non esistono microrganismi negativi e nemici, se non nella nostra testa, spesso piccola, limitata ed impigrita, facile ostaggio degli strombazzamenti di Big Pharma e dei suoi lacché ministeriali, collocati nei vari governi del mondo.
Le funzioni indispesabili e preziose dei batteri, creaturine disegnate e volute da Dio

I batteri hanno funzioni sicuramente utili, importanti e persino indispensabili.
Lo sanno bene i biologi indipendenti, quelli che studiano e diffondono cultura vera, e non quelli che stanno al servizio di un padrone, emeriti venditori di spazzatura scientifica, di lecca-lecca e chincaglierie.
I batteri sono vivi, sono spazzini, sono a volte approfittatori di organismi indeboliti che meritano di essere ripuliti o distrutti, sia nel campo vegetale che in quello animale.
Terminato il loro lavoro istituzionale di mangiatori di pus e di materiale organico emesso da organismi viventi feriti o indeboliti, di spazzature esterne ed interne, essi si ritirano in buon ordine, salutano educatamente e se ne vanno, lasciando un numero minimo di rappresentanti della loro stirpe ad attendere la prossima emergenza.

Fedeli compagni delle nostre battaglie quotidiane

Siccome gli organismi viventi producono non solo residui cibari, sottoforma di urine, sudore ed escrementi, non solo residui gassosi, sottoforma di anidride carbonica, ma anche mini-letame microscopico in continuazione (frammenti di mitocondrio cellulare che per loro rappresentano una vera leccornìa, e che la limitatezza mentale umana continua a chiamare veleni, cioè virus), i batteri si guardano bene dall’abbandonarci, e stanno sempre all’erta, fedeli compagni di tutte le nostre battaglie.

I virus, salvo quelli esterni che acquisiamo col nostro cannibalismo, sono farina del nostro sacco

Dei virus non dovremmo nemmeno parlarne, non trattandosi nemmeno di organismi, ma di frammenti morti, e quindi non classificabili come amici o nemici, ma come parti sminuzzate e inanimate di noi stessi, quindi logiche e necessarie al pari di noi medesimi.
Parti che sono utilissime alla nostra vita perché, se non ci fossero, non esisteremmo pure noi che le abbiamo generate.
Parti che diventano problematiche solo per colpa nostra quando ci indeboliamo, quando si abbassa la nostra energia (ci enerviamo) e quando il nostro potere metabolico-cellulare perde dei colpi e rallenta le sue operazioni.
Quando il sistema, anziché ripursi regolarmente dei suoi stessi frammenti morti, è costretto a far sì che il flusso di materiale cellulare disgregato si accumuli all’interno del sangue e nell’organismo, dando luogo a intasamento virale e a richiamo batterico.

I supposti crimini del Bacillus Pseudomonas Aeruginosa

Fatta questa lunga premessa sui microrganismi, vediamo i crimini di cui vengono accusati i bacilli Pseudomonas, sia nell’Enciclopedia Britannica che in tutti i dizionari del mondo, per non dire ovviamente dei testi medico-biologici, tutti ad influenza spiccatamente pasteuriana.
Si parla con insistenza dei batteri più famosi soltanto, come del Bacillus Pseudomonas Aeruginosa, patogeno opportunista che causerebbe secondo la Scienza Medica Divina Dominante infezioni antibiotico-resistenti in persone dalla resistenza immunitaria indebolita, implicato pure in molte infezioni di acquisizione ospedaliera, riscontrato su ferite chirurgiche e tessuti severamente necrotizzati dal fuoco, coinvolto in infezioni fatali di pazienti sottoposti a farmaci immunodepressivi e demolitori.


L’Aeruginosa non ha i soldi per pagarsi un avvocato e sporgere querela

Nessuno però che accusi i farmaci immunodepressivi e i vaccini scassa-gente di demolire il sistema immunitario e di provocare l’arrivo dei batteri.
Nessuno che si sogni di accusare l’alimentazione assurda, le carni cariche di sangue, e tutte le solite incongruenze del nostro marcio pianeta umano.
No, quando mai? Tutte le colpe all’Aeruginosa.
Già, dimenticavamo un piccolo dettaglio. L’Aeruginosa non possiede i soldi per pagarsi un avvocato.

La Morva dei cavalli, associata al Bacillus Pseudomonas Mallei

Stesso discorso per il Bacillus Pseudomonas Mallei, presente nella Morva, malattia definita eccezionalmente contagiosa tra cavalli ed altri animali, e persino tra gli umani, senza mai dire che si ammalano in contemporanea solo i muli spaventati dai colpi di mortaio, i cavalli sfiancati dalla fatica, drogati per le corse ippiche, privati dei cibi che gli competono.
Chiaro che la Morva è malattia grave, caratterizzata da formazione di foruncoli e noduli ai parenchimi, da noduli e ulcere sulla pelle e sulle mucose.
Chiaro che ha spesso decorso cronico ed incurabile.
L’uomo, emerito ignorante, assoluto incapace com’è di curare se stesso in modi naturali ed efficaci, è ancor meno capace di curare efficacemente un cavallo o una pianta, se non con l’ausilio di farmaci che non hanno mai fatto guarire nessuno.

I Bacillus Pseudomonas delle piante

I Bacillus Pseudomonas Syringae amano associarsi in fase opportunistica su determinati tipi di piante come gli agrumi, le ciliegie, le leguminose.
I Bacillus Pseudomonas Solanacearum prendono invece di mira le solanacee, il tabacco, le patate, il pomodoro e la melanzana.
Ma anche in questi casi il loro intervento non è di tipo distruttivo, ma solo opportunistico.

Gli Pseudomonas in pianta stabile con noi, sia quando siamo sani che quando ci ammaliamo

In pratica i batteri o bacilli Pseudomonas sono ubiquitari e stanno dappertutto, dentro e fuori ogni vegetale, dentro e fuori ogni animale, dentro e fuori di noi, esattamente come il Morbo della Legionella.
Ci stanno in pianta stabile e da sempre, sia quando siamo sani che quando siamo malati.
E’ troppo ovvio che non causano alcuna malattia e che non rappresentano alcun pericolo.
La loro propagazione (quando c’è molto da banchettare) avviene altrettanto velocemente della loro diradazione (quando la pappa si sta esaurendo).

La saggezza divina trova spiegazioni continue nel lisozoma che disintegra la cellula e nel batterio che si ciba dei detriti cellulari chiamati virus

Come suo solito, Dio Creatore ha fatto le cose alla perfezione.
Ha creato la cellula, mettendoci dentro il lisozoma, il personale becchino della cellula, che provvede a disintegrarla quando essa ha terminato di vivere.
Ha creato il detrito cellulare chiamato virus perché i batteri abbiamo sempre qualcosa da mangiare, e non lascino solo l’uomo che, senza di loro, cadrebbe vittima di soffocamento, in mezzo alle proprie immondizie.

Li chiamo Monatti ed Untori, gente che non ha capito un’acca del Creato

Ecco spiegato, caro Paolo, il motivo per cui chi crede nei virus e nei batteri come agenti del male, come causatori e non come conseguenze di malattie e debolezze precedenti, è una persona distratta e pigra di mente, oppure una persona che non vede al di là del proprio naso.
Ribadisco che non mi riferisco a te, che come la stragrande maggioranza, sei solo vittima di un imbroglio planetario che dura da decenni, a partire dal Dopoguerra.
Ecco perché chi continua a parlare di vaccinazioni, di contagio, di lotta al microbo, non ha capito un’acca dell’opera straordinaria affidatagli dal suo Creatore.
Li chiamo regolarmente Monatti ed Untori, ma si tratta di uno scherzoso eufemismo.

Nessuna pietà per chi viola coscientemente il diritto alla salute e all’intoccabilità dei bimbi

C’è da augurare loro che siano davvero tali.
Che siano cioé idioti nella stessa misura in cui si continuano a dimostrarsi tali giorno dopo giorno, perché, se non lo fossero, dovremmo collocarli automaticamente nel campo dei peggiori furfanti e dei peggiori farabutti.
Non può esistere pietà per chi viola coscientemente il diritto alla salute della gente, il diritto all’intoccabilità da parte dei bambini piccoli, il diritto al rispetto e alla protezione di tutte le creature deboli e indifese.

Si deve lottare non contro i batteri, ma contro la stupidità e contro la immunodepressione

Per quanto concerne la tua domanda iniziale, sul come combattere il batterio Pseudomonas, senza l’uso di antibiotici, la risposta mi pare evidente.
Non si deve combattere il batterio, né con l’antibiotico né senza.
Si deve combattere spada alla mano contro l’ignoranza e contro la stupidità.
Si deve lottare per la difesa gelosissima del proprio sistema immunitario, e non aprire le porte ai farmaci immunodepressivi ed alle vaccinazioni immunodepressive, come quella del Tamiflu.
E’ con la forza e la reattività del sistema immunitario che si vincono le malattie, non tramite la bastonatura del medesimo da parte di farmaci e vaccini.

L’immunodepressione è il colmo della demenza terapeutica, con Ippocrate che si rantola nella tomba

La bastonatura, chiamata immunodepressione, rappresenta il colmo della demenza terapeutica.
Ammazzo un po’ l’uomo perché non reagisca con febbre e catarro e tosse e mal di gola.
Ammazzo un po’ l’uomo perché l’uomo mezzo stordito e mezzo morto non si prenda l’influenza.
Ci rendiamo conto di quanto pirla e privi di cervello siano alla FDA e alla CDC?
Ci rendiamo forse conto che seguire questa gente, e seguire i falsi profeti che occupano indegnamente i nostri ministeri, inclusi i ministeri-ombra dell’opposizione, ci rincoglionisce e ci appiattisce tutti?



Non dimentichiamoci delle nostre nobili eredità culturali

Ci siamo dimenticati che viviamo nella terra di Pitagora, Dante e di Leonardo da Vinci?
Elèa (in greco), Velia (in latino), Castellamare di Bruca (in italiano) è la patria di Senofane, Zenone e Parmenide, che da soli valgono più di Harvard, MIT, Princeton, Berkeley e Columbia University messe assieme, in termini di filosofia e di scienza?
Ci siamo dimenticati che il nostro grandissimo Parmenide, anziché combattere la febbre e l’influenza, come pretendono di insegnare al mondo intero i mandriani Yankee, invocava la febbre?
Datemi il potere della febbre e saprò fare mirabilie, era il suo motto preferito di medico e filosofo del V secolo a.C.

E oggi, dopo 2500 anni di evoluzione, il ministero delle beffe ci impone di strozzare la febbre col Tamiflu di Rumsfeld?

E oggi, dopo 2500 anni di progresso e di evoluzione, siamo costretti a sopportare un viceministro di nome Fazio che pretende di catturare quella stessa mirabile febbre, di maledirla, di torcerle il collo, di sottoporla a una miscela di assurdità, di cattiverie e di corruzioni, chiamata Tamiflu, solo per fare un corroborante piacere a un certo Donald Rumsfeld, ex ministro della difesa americano, e titolare del brevetto Tamiflu con la sua Gilead Sciences?

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)