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sabato 30 gennaio 2010

EMICRANIA, FIBROMIALGIA E ALLERGIE

VALDO VACCARO HK LTD www.medicinanaturale.biz
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30 Gennaio 2010

EMICRANIA, FIBROMIALGIA E ALLERGIE


Attacchi di emicrania da oltre 20 anni

Buonasera, mi chiamo Patrizia e le volevo chiedere se possibile delle informazioni.
Io soffro di attacchi di emicrania da più di 20 anni.
Dopo esperienze molto negative con diversi farmaci, da qualche mese ricorro solo all’agopuntura, ma il mio problema mi impedisce ancora di lavorare in modo continuativo.
Le sarei grata se potesse darmi qualche elemento in più per affrontare meglio questo peso.

Panoramica completa sulla mia attuale alimentazione

Ho la tendenza a consumare molti carboidrati, ma mangio anche frutta e verdura.
In questo ultimo mese sono stata meno attenta del solito e mi sono data spesso ai dolciumi e alla cioccolata, cosa che in generale non faccio.
Cerco di evitare i latticini. Mangio pochissima carne, insaccati quasi mai.
A colazione caffè d’orzo, 2 fette biscottate con poca marmellata, oppure the verde, mandorle e una mela.
Di rado prendo il cappuccino con la brioche al bar.
Pranzo quasi sempre con pasta e verdura, mentre a cena preferisco verdura e legumi, includendo poche volte carne bianca, insalata e pane. A volte, ma non spesso, uova, verdure e pane.
Spuntini almeno uno al giorno con frutta.
Pochissimi fritti. Uso solo olio extra-vergine di oliva. Non consumo salse, maionese, bevande gassate.
Poche volte i succhi di frutta.

L’irresistibile voglia di compensazioni caloriche e di dolciumi

Ma, una cosa che mi caratterizza, è il senso pressante di fame che provo se tardo a mangiare.
La cosa mi succede anche poco dopo aver mangiato, come se non riuscissi a riempirmi.
Molto spesso ho anche difficoltà nella digestione.
Ed è dopo cena che mi viene sempre voglia di dolciumi. Non la soddisfo sempre, ma esiste.
Non bevo quasi mai vino, birra o altri alcolici, né tantomeno superalcolici.
Le rare volte che li assaggio, mi fanno venire il mal di testa (tanto per cambiare).

Sfratto totale al caffè e alle sigarette

Ho smesso col tabacco nel luglio 2009, dopo aver fumato per anni 10-15 sigarette al giorno (mai però quando avevo l’emicrania).
Da un anno a questa parte ho cominciato a soffrire di forti nausee nei giorni in cui sto male.
Non bevo più il caffè da 4 mesi.
Mi piace il the verde ma non lo bevo con regolarità. Ricorro piuttosto alle tisane.

Dolori muscolari ed articolari di tipo reumatico

Mi è stata diagnosticata la fibralgia primaria, e ho problemi di tipo reumatico, che per me si riassumono da sempre in poca energia e in lunghi periodi di dolori muscolari alle articolazioni, e con difficoltà a muovere dei pesi. Se per esempio vado a fare la spesa senza aiuto, finisce che avverto il disagio per molte ore. Spero di non essermi dilungata troppo, e di averle fornito tutte le informazioni utili.
In attesa di una sua risposta, la ringrazio per il tempo dedicatomi e la saluto.
Patrizia da Bologna

Un preciso quadro generale e una precisazione presa da Manuel Lezaeta

Ciao Patrizia,
Mi hai fatto un quadro preciso ed accurato della tua situazione.
Posso assicurare, scrive Manuel Lezaeta Acharan, che le malattie croniche e ricorrenti più gravi, come le malattie cerebrali, del sistema nervoso, degli occhi, dell’udito, del naso, della gola, dei polmoni, del cuore, del fegato, dell’appendice, della milza, della vescica, della prostata e degli organi sessuali, hanno tutte quale causa comune ed invariabile la costipazione, ovvero la stitichezza.
Stitichezza che riguarda anche chi mangia pranzo e cena, ma si libera poi solo una volta al giorno.
Come succede di regola, la medicina corrente non cura la stitichezza, ma si limita a prescrivere droghe, farmaci, supposte, lassativi, purganti, clisteri, ingannando in tal modo le persone che soffrono.

Un male assai diffuso, con forte prevalenza tra la popolazione di sesso femminile

Fatta questa basilare premessa, parliamo pure dell’emicrania, o del comunissimo mal di testa.
Pare che in tutta Europa il 10% della gente soffra di questa patologia, e che la maggioranza dei casi riguardi la popolazione femminile (anche perché la metà delle emicranie in quel caso è associata al ciclo mestruale).
L’emicrania è spesso accompagnata da disturbi tipo nausea e vomito.
Gran parte dei mali di testa è intrecciato a patologie di origine muscolare, per cui rientri in pieno nella casistica.
La causa dell’emicrania non va cercata localmente nella parte colpita, anche se i fenomeni coinvolti hanno luogo nella testa, con costrizione e dilatazione dei vasi sanguigni del cervello, con eccesso di flusso nei tessuti circostanti.

Descrizione di cosa accade esattamente nei paraggi dell’arteria cerebrale

Il tutto parte dalla contrazione di un’arteria cerebrale che produce una specie di preavviso dell’attacco vero e proprio, con una pesante aura o cappa di dolore, seguita da intense fitte che possono durare da pochi secondi a qualche lungo minuto, e che coincidono con una sovradilatazione dell’arteria stessa.
Il sangue in eccesso passa nella parte interessata del cervello (quella che l’arteria fornisce normalmente di sangue) ed è ovvio che, in quelle condizioni sbilanciate, le cose non possano funzionare al meglio.
La dilatazione dell’arteria viene scatenata da certi cibi, da ansietà, da stress, da cambiamenti ormonali interni, da ultrasuoni, da luci, da condizioni climatiche.

Un disturbo dovuto essenzialmente a viscosità del sangue e a problemi cardio-circolatori

Più a lungo è durata un’emicrania senza essere stata risolta in modo positivo e radicale, e più difficile è mandarla via, sostengono i terapeuti medici, soprattutto quelli che tendono a disinteressarsi delle reali cause del problema.
L’emicrania è essenzialmente un problema di scarsa e difettosa circolazione, dovuta ad alta viscosità del sangue, ribadiscono gli igienisti.
Alta viscosità causata da tossiemia (veleni ed acidificazione), dal sale, dai residui di integratori mineral-vitaminici, da acidi urici, da grassi saturi, caffeina e nicotina.
Ma anche da cioccolato, formaggi, latte e derivati, noci tostate, tutti contenenti tiramina, una amina biogena ipertensiva, derivante dall’aminoacido tirosina.

L’importanza di camminare e respirare a ritmo

Detto questo, occorre sottolineare che la respirazione ritmata e profonda, meglio se attuata in concomitanza di belle camminate al sole, è un grande rilassante muscolare.
Al termine di queste uscite ossigenanti, sarà opportuno fare dello stretching muscolare, con allungamenti, piegamenti, auto massaggi, esercizi defaticanti.

I comportamenti e gli stili di vita sbagliati da eliminare o da ridurre al minimo

I nemici da evitare a livello di comportamento sono, in ordine di gravità:

1) Fumo.
2) Aria stagnante (E’ importantissimo ad esempio dormire tutto l’anno con una finestra aperta, o al massimo socchiusa nel periodo invernale, per favorire un filo d’aria e un continuo ricambio).
3) Profumi e deodoranti, lacche e dopobarba, shampoo e saponi profumati.
4) Rumori molesti.
5) Luci elettriche, apparecchiature elettriche, asciugacapelli, aspirapolvere.
6) Messe in piega dei capelli e sedute dal parrucchiere.
7) Stress prolungati, tensioni familiari, preoccupazioni.
8) Immobilità e respirazione non a pieni polmoni.
9) Televisione, computer, telefonini.

Gli alimenti e le sostanze da evitare

I nemici a livello di alimentazione sono:

1) Sale e glutammato di sodio, MGM, prodotti salati di ogni tipo (il sodio organicato dei vegetali crudi come quello del sedano è invece ottimo).
2) Grassi di ogni tipo (ma i grassi che si trovano nell’avocado, nei semi e nella frutta secca, sono invece ottimi).
3) Zuccheri industriali (saccarosio), saccarina, aspartame, in tutte le forme, in tutti i dolci e in tutte le bevande, incluso quello dei succhi di frutta pastorizzati (lo zucchero che sta invece nella frutta allo stato naturale non ha alcuna controindicazione).
4) Caffeina e theina in tutte le forme (caffè, caffè decaffeinato, cole, cioccolatini al caffè), tisane e bevande riscaldate di ogni tipo se prese in modo regolare ed abitudinario.
5) Carni di tutti i tipi, per la cadaverina e la putrescina, per i nitrati e nitriti, per gli acidi urici che contengono, tutte sostanze micidiali che acidificano, causano leucocitosi e dilatano i vasi sanguigni.
6) Formaggio, latticini, cioccolato, noci tostate (contengono tiramine ipertensive).

I rimedi contro l’emicrania (da attuare con fiducia e costanza):

1) Esercizi fisici e respiratori per stimolare la circolazione (aerobica, ginnastica, camminate, saltelli, respirazione ritmata yoga).
2) Digiuno terapeutico per purificare gradualmente l’organismo (1-2-3 giorni).
3) Elioterapia e idroterapia, con uso alternato di acqua calda e acqua fredda, per ripristinare l’elasticità delle vene.
4) Bagni frequenti alla regione genitale, in quanto apportano notevoli benefici corporali, e diminuiscono l’afflusso sanguigno in zona cerebrale. I rapporti sessuali sono pure preziosi per lo stesso motivo, in quanto stimolano la circolazione e decongestionano il cervello.
5) Alimentazione stile Cambridge (vedi schema ribadito più avanti).
6) Pare che i sofferenti di emicrania denotino spesso carenze vitaminiche del gruppo B, ed in particolare della riboflavina B2, che si trova nelle mandorle, germe di grano, riso integrale selvatico tipo nero, miglio, avena, funghi, castagne, piselli, tarassaco, sesamo, girasole, pinoli, broccoli, avocado, asparagi, crescione, semi di zucca.
Fare attenzione a non ricorrere mai agli integratori, evitando pure tutti i cibi rovinati dai cosiddetti
arricchimenti, ovvero dai cibi vitaminizzati e mineralizzati industrialmente. Leggere le etichette.

Il dr Max Gerson e la sconfitta definitiva della sua emicrania

Il celebre oncologo tedesco Max Gerson (1881-1959) soffriva di terribili crisi di emicrania, e sperimentò mille rimedi, prima di arrivare alla soluzione definitiva della dieta crudista-fruttariana nel 1920, valida non solo per le sue strabilianti cure contro il cancro, ma anche contro ogni tipo di cefalea.
Se avesse letto il testo The New Science of Healing (La nuova scienza della guarigione), scritto dal suo connazionale Louis Kuhne (1844-1901), avrebbe risolto assai prima ogni suo problema.
La dottrina di Kuhne è basata sul fatto che in tutte le malattie esiste unitarietà, ed un singolo filo conduttore, e che pertanto esiste pure un singolo ed unitario metodo di cura, senza farmaci, senza vaccini e senza operazioni.

Il grande successo delle cure di Louis Kuhne

Kuhne stesso era un relitto fisicamente, e si ricordava pure di aver perso entrambi i genitori per colpa di cure mediche sbagliate.
Seguì i migliori guaritori naturalisti del suo tempo, come Meltzer e Theodor Hahn.
I suoi metodi di cura ebbero grande successo sia su se stesso che sui tanti che si rivolgevano a lui.
Il metodo di cura di Kuhne per tutte le malattie era di natura puramente eliminatoria.
Dieta vegetariana, cereali integrali e pane integrale.
Il suo slogan era: Solo la pulizia interna del corpo, e niente altro, guarisce.

Dieta specifica per la Patrizia (valida per tutti in generale, con minimi adattamenti):

Ore 7: Prima colazione: succo di 4 arance o di un pompelmo
Ore 9: Seconda colazione: 2 kiwi e una banana, un kiwi e un caco
Ore 11: Terza colazione: Crema di avena, più semi di sesamo, di girasole, e germe di grano (il tutto
intenerito in latte di cereali)

Ore 13: Pranzo: a) piatto abbondante di verdure crude, incluso possibilmente radicchio, lattuga, cavoli,
tarassaco, cavolini Bruxelles, carciofi, finocchi, germogli vari (meglio non oltre 4
diversi tipi in contemporanea). Chi è abituato a un buon pane integrale di
accompagnamento può consumarlo con le verdure.
b) riso integrale nero, o miglio, o altri cereali integrali al dente (per chi non ce la fa a
resistere, va bene la pizzetta vegetariana, o una pasta al dente con le verdure
fresche).
c) manciata di mandorle e pinoli, o di noci e datteri

Ore 16: Prima merenda: una mela o una pera
Ore 18: Seconda merenda: dei mandarini, o due melograni, o un caco.

Ore 19: Cena: a) piatto abbondante di verdure crude (meglio se alternando verdure di tipo diverso
rispetto a quelle consumate a pranzo)
b) zucca, patate, patate dolci, o legumi
c) manciata di mandorle e pinoli.

Note aggiuntive:
- Nessuna bevanda a pranzo e a cena.
- Massimo due bicchieri di acqua al giorno lontano dai pasti, per chi indulge tuttora nel cotto.
- Qualche oliva e qualche carciofino sott’olio, o altre cose del genere possono andare benissimo, senza
esagerare, perché dare un po’ di innocente gusto ai cibi non è peccato.
- Per condire usare sempre e solo buon extravergine d’oliva spremuto a freddo, più aceto balsamico o
qualche goccia di aceto normale, minimizzando il sale e l’aceto (che sono beninteso autentici veleni).
- In alternativa a pranzo e cena si può sempre optare (specie se in viaggio) per 2-3 panini integrali con
abbondante verdura, avocado, carciofini, pinoli, crema di funghi o di olive).

Liberarsi senza indugio delle diverse imperfezioni

Alla Patrizia consiglio di implementare rapidamente la sua attuale dieta che, pur non essendo farabutta, contiene ancora diversi errori e diverse imperfezioni che le impediscono di conseguire dei risultati concreti.
Ottima scelta l’aver dato lo sfratto a caffè e sigarette. Ma le conseguenze di anni passati ad assimilare nicotina e caffeina si fanno sentire. I micidiali residui di tale mortale accoppiata stanno tuttora incrostati nei meandri dei tessuti e delle cellule adipose, per cui solo uno o più digiuni terapeutici ad acqua leggera o distillata saranno in grado di ripulire tale patina di catrame e di veleni.
Tengo a ribadire che la carne bianca non è affatto migliore, o più innocente, di quella rossa, in quanto provoca gli stessi perversi meccanismi, fatti di acidificazioni, putrefazioni, leucocitosi, radicali liberi ed altro. Senza contare le inevitabili macchie alla fedina penale karmica, visto che polli, anatre, oche, tacchini e struzzi, sono sempre rispettabilissimi esseri viventi, anche se, al posto degli stracci illusori marchiati Valentino e Armani, indossano calde piume multicolori.
Passiamo dunque senza esitazioni a un gradino di perfezione superiore

Chiaro che i suoi morsi di fame la tempestano reclamando più calorie, pretendendo il ripristino di calorie arretrate e rivelando segrete voglie di ritorno al grasso e al dolce, perché non sta mettendo dentro sufficiente carburante e vive in costante debito calorico. La sua fame pressante cesserà col nuovo schema sopra delineato, che potrà adattare e limare secondo le sue possibilità, attitudini e preferenze, senza però allontanarsene troppo. Via dunque, senza esitazioni e senza rimpianti, tutte le carni e i latticini. Via il the di tutti i colori, via ogni tipo di caffè, via le tisane, via i biscotti e le cioccolate.
Gli unici dolci ammessi saranno i datteri, l’uva sultanina, i fichi secchi, i cachi secchi.
Le uniche bevande suggerite saranno le spremute di agrumi freschi, i centrifugati di mele, e quelli di carote-sedano-rape-ananas.

L’importanza assoluta del rilassamento muscolare

Quanto ai dolori muscolari e reumatici, che possono colpire i 600 e più muscoli del nostro corpo, serve stare in costante movimento, nei limiti del possibile. Ogni esercizio ed ogni camminata saranno seguiti da alcuni minuti di rilassamento, stretching, allungamenti. Occorre ricordarsi che, tutte le volte in cui si impiega ripetutamente un muscolo, lo si stressa e lo si offende, per cui esso ha bisogno di 48 ore per riassestarsi. Questo discorso non vale solo per il calciatore e il tennista, che soffrono spesso di dolori muscolari e di crampi (che sono avvertimenti corporali di interrompere all’istante ogni attività, e di concedere una tregua), ma anche per il giardiniere e la donna di casa.
Basta sedersi in una posizione sbagliata per offendere e stressare alcuni muscoli, per cui servono anche in quei casi degli allungamenti, dei rilassamenti e delle contromosse.

I segnali del ritorno alla salute

L’attività muscolare richiede calcio, potassio e magnesio, tutti minerali alcalini che si trovano al meglio nella clorofilla del mondo vegetale, vale a dire nei succhi freschi, nella frutta e nelle verdure crude, ossia nell’impeccabile panacea rappresentata dalla dieta crudista-vegana.
Via dunque tutti i farmaci e tutti gli integratori, via tutti gli intrugli e le pozioni magiche, via tutti i trucchi terapeutici e persino gli aghi dell’agopuntura, palliativi utili all’economia e al pieno impiego dei terapeuti di tutte le razze, ma non certo alla salute dei pazienti.
Alla fine il polso ed il battito cardiaco staranno sulle 70 pulsazioni al minuto, la salute rifarà capolino, le funzioni intestinali si normalizzeranno, gli escrementi saranno regolari e liberi da odori malsani, la temperatura corporale sarà omogenea sulla superficie esterna e nelle mucose interne, il ritmo del respiro sarà regolare e profondo, l’appetito, il sonno e le forze ritorneranno, la lingua sarà pulita e l’espressione del viso sarà gaia e rasserenata, e non più una maschera di tensione e di dolore.
Il mal di testa e i disturbi muscolari diventeranno a quel punto un lontano ricordo del passato.

Il fallimento della medicina allopatica ed omeopatica

La medicina è fallimentare nel campo del ripristino della salute. E’ fallimentare in quanto incapace di purificare il sangue e di normalizzare la circolazione. Incapace di ristabilire la buona digestione-assimilazione dei cibi, che è l’unica strada verso la salute.
La medicina, proprio in forza delle sue scelte invasive ed innaturali di tipo interventistico-farmacologico-vaccinatorio, ovvero per il suo tradizionale e deviato bagaglio tecnico, tradisce le basi della terapeutica ippocratica, non conosce l’arte di normalizzare le funzioni basilari di nutrizione ed eliminazione nel corpo umano.
Vale più che mai la cura della non-cura

In tutti i sensi, vale più che mai la Cura della non-cura.
Il mal di testa è lo sfogo di un corpo intossicato e malandato.
Il vero male non è il fastidioso sintomo chiamato emicrania, ma piuttosto la situazione critica che alberga all’interno del nostro sangue e del nostro intestino.
E’ un po’ come nelle allergie, che sono reazioni da non considerarsi pregiudiziali e dannose, in quanto ci manifestano una reattività interna e una difesa organica, tanto più e tanto meglio valide nella misura in cui trovano sfogo ed eruzione nei canali eliminativi d’emergenza dell’epidermide.

L’utilità di tutte le malattie dermatologiche

Le eruzioni, e tutte le cosiddette malattie della pelle, incluso gli eritemi solari, incluso le dermatiti infantili ed allergiche, il morbillo e la scarlattina, incluso le seborroiche e le autoimmuni, incluso gli herpes cosiddetti contagiosi, non sono altro che vie aggiuntive e vicarianti di purificazione del sangue, dovute a insufficiente capacità filtrativa-renale, rispetto al tasso di inquinamento organico interno.
Tutte malattie da non contrastare con vaccini, farmaci, lozioni e creme, come propone scioccamente e semplicisticamente la tecnica medica, ma da coadiuvare con la preziosa arma del digiuno e del ribaltamento totale delle nostre fissazioni alimentari, basate sulla sostanza grasso-proteica anziché sulle meraviglie del nostro carburante naturale, preziosamente basso-proteico al pari del nostro latte materno.

La logica delle malattie relative alla circolazione

Stessa cosa per l’altro comunissimo guaio denominato alta pressione ed ipertensione, che manifestano tendenzialmente lo stato di impurità acuta del fluido vitale.
E stessa cosa per il suo contrario, denominato bassa pressione, che evidenzia uno stato cronico di flebile difesa organica, e un indebolimento generale del sistema nervoso.
La pressione sanguigna non si regolarizza con le statine e con altri stratagemmi farmacologici.
La pressione sanguigna è in stretta relazione con la funzionalità cardiaca, la massa sanguigna, la viscosità del sangue, l’ampiezza e le restrizioni dei vasi.

Il sangue alterato torna normale con una adeguata strategia igienistica

Se caricato di sostanze estranee, il sangue si altera nei suoi componenti e, dallo stato salubre e fluido, passa allo stato patologico e viscoso.
Con diete naturali a base di frutta ed insalate crude, la digestione si ristabilisce e la composizione del sangue si rinormalizza e si riottimizza.
Aria pura, buone digestioni, attiva eliminazione polmonare-cutanea-intestinale-renale, sono gli strumenti del miracolo.

Il dr Ernst Schweninzer e Bismarck

Il principe Otto Von Bismarck-Shonhausen (1815-1898), l’uomo più potente dell’Ottocento, oltre che grande statista, era curato da un medico all’altezza, come il dr Ernst Schweninzer (1850-1924), idroterapista e docente di medicina all’Università di Berlino.
Schweninzer, in una celebre conferenza data a Berlino nel 1900, ebbe l’ardire e la franchezza di dire ai suoi colleghi quanto pensasse dei medici e della medicina che era costretto a insegnare nei migliori atenei di allora.

La farsa totale della pratica medica dalle parole di un illustre medico

La pratica medica è una farsa totale.
Il 90% dei medici è composto da autentici ciarlatani. Solo il 10% è idoneo a praticare la medicina in modo corretto e coscienzioso.
I medici occultano la loro profonda ignoranza vestendosi di un camice scientifico, mentre le loro cure non sono altro che puro empirismo e rischiosa sperimentazione.
Il prestigio delle nostre ricette è molto decaduto.
Oggi sono in pochi a credere nelle svariate virtù dei nostri multicolori medicamenti.
Dovremmo confessare i nostri misfatti. Non dovremmo ingannarci l’un l’altro tutti i giorni del calendario.
E invece continuiamo ad elogiare con ipocrisia, di fronte a pazienti vulnerabili ed ignoranti, quello che noi stessi, tra di noi, ridicoliamo e comicizziamo.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene-Naturale)

IL SUICIDIO DEL FUMO

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27 Gennaio 2010


IL SUICIDIO DEL FUMO


I miei dubbi atroci sulla osteoporosi

Mi scrive la Susi, con problemi di ossa fragilissime, in risposta alla tesina L’osteoporosi e i vani inseguimenti al palliativo del 25/1.
Grazie della risposta. Hai perfettamente ragione.
Se è vero che credo fermamente nella natura e nella sua capacità di guarirci, e quindi se credo nel sistema igienistico, dovrei essere più coerente.
Forse perché non ho molta fiducia in me stessa e nelle possibilità del mio sistema immunitario di reagire.
Sono caduta nelle mani della medicina ufficiale, solo con lo scopo di avere una diagnosi, dato che le mie 5 fratture costali, e la mano destra con dito-a-scatto, erano e sono molto dolorose.
Avevo dei dubbi atroci sulla mia osteoporosi.
Ed è stato questo che mi ha portata a bazzicare i medici, a fare otto sedute di laser, mentre il reumatologo mi ha poi obiettato che il laser è come mettere olio sul fuoco, a riprova del fatto che non sono d’accordo nemmeno tra di loro, e che quando ti aggiustano una cosa te ne sfasciano regolarmente un’altra.

Schivato il medico, ma non la naturopata

D’altra parte, tutte le prescrizioni sono finite nel cestino. All’ultima visita la buttai persino in ridere, essendo uscita dallo studio medico con una lista chilometrica di farmaci, ed essendo riuscita per miracolo a non farmi prescrivere il cortisone (adducendo la scusa di un’inesistente tendenza al diabete).
Ho invece abboccato alle prescrizioni della naturopata che mi ha consigliato un alcalinizzante e del magnesio, con cui credevo ingenuamente di aiutare il mio organismo a reagire meglio alla patologia e al dolore, visto che il mangiar crudo non bastava.





Niente dolci, ma carni, latticini, pizze e panzerotti. E soprattutto il fumo.

Venendo ai punti specifici da te evidenziati, di sicuro ci sono stati errori nello svezzamento, anche se non sono cresciuta a forza di omogeneizzati.
Ricordo che mio padre mi preparava piuttosto dei passati di lenticchie. Certo che ricorrevo ai cibi salati, e quindi a carni e latticini, a pizze e panzerotti, mentre evitavo quelli zuccherati. Gelati e torte li ho adottati per un certo periodo qualche anno fa, quando soffrivo di bulimia, fastidio risoltosi poi in modo spontaneo.
Ho anche fumato intensamente per circa 10 anni, dai 15 ai 25, ed ho preso la pillola per 2 o 3 anni.
Certo che la mia vita è stata fino a dieci anni fa, come tu dici, di peso e di impedimento per il decollo verso la guarigione.

Amo il sole, ma è lui che non ama me

Quanto ai fattori di rischio, sono sicuramente di pelle bianchissima, con zero melanina.
Se da ragazzina ho preso poco sole, è stato anche a causa delle terribili scottature e, più tardi, dei fastidiosi eritemi che mi hanno tenuta per anni lontano dal sole.
Io amo il sole, ma è lui che non mi ama affatto.
Pensavo che, ripulendo il corpo mediante dieta cruda, fossi in grado di risolvere il problema.
Ma ogni uscita in spiaggia mi continua a provocare degli eritemi che compromettono le esposizioni successive.
E così, pur sapendo di sbagliare, sono costretta a usare creme superprotettive ogni volta che mi espongo per un po’, e mi vedo pure costretta a fare qualche lampada compensativa.

Sintomi di disturbi mestruali ad ogni sgarro alimentare

Riconosco di essere gracile e fragile. Ho sofferto in passato di amenorrea, dovuta probabilmente al tipo di sport (pesi) e all’alimentazione che avevo prescelto (pochi grassi ma tante proteine), anche se grazie a tale criticabile dieta ho imparato a mangiare quella frutta che da bambina e da adolescente escludevo quasi del tutto.
Al momento sostengo di essere in menopausa, ma potrebbe invece trattarsi come tu dici di mancanza virtuosa e non patologica di mestruazioni, come succede alle donne igieniste.
Questo lo dico perché nei periodi in cui sgarro, non con proteine animali che evito del tutto, ma con pasta, pani, pizze, ho avuto il tipico mal di testa da mestruazioni.

Scarsità di movimento

E’ probabile che abbia insufficiente apporto di calcio alimentare, anche se mangio spesso frutta secca e semi, ma forse non abbastanza e non con sufficiente regolarità. Cercherò di migliorare.
Nel mio frigo non mancano mai alcuni elementi base che hai elencato, tipo il sesamo. Ricomincerò da oggi a produrre dei germogli.
Il punto che tu hai chiamato con la lettera “f”, cioè fumo, caffè, droghe, farmaci, assolutamente no.
Solo qualche rara pizza con birra, o qualche occasionale piccolo sorseggio di vino.
Sedentarietà prolungata questo è vero. Sono pigra ed ho pochissimo tempo, ma sono tutte scuse.
Per me la palestra è una violenza. Preferirei stare a letto a leggere.
Vorrei cominciare a fare un po’ di corsetta mattutina, ma già mi alzo alle 5,30 per essere in ufficio alle 8, e riesco a malapena a portare un po’ in giro il cane.

Problemi intestinali

Soffro sicuramente di anoressia nervosa, ma anche del suo contrario, sottoforma di morsi di nervosi morsi di fame.
Non posseggo più l’appendice e, dal giorno dell’intervento, non ho più avuto un intestino in salute.
Ho subito delle aderenze. Sono passata dalla stitichezza e dall’interstino irritabile all’attuale problema delle feci non sempre formate, molli e a volte diarroiche. Nei periodi in cui consumo carboidrati mi ritornano le emorroidi, forse a causa di irritazione intestinale (forse perché questi alimenti sono acidificanti?), mentre tutto scompare se mangio solo frutta.

Grazie a mio padre medico, ho almeno conservato le tonsille

Meno male che ho conservato le tonsille.
Il merito è stato di mio padre che, essendo lui stesso medico, conosceva l’importanza di queste ghiandole e non volle mai farmele togliere, nonostante le mie proteste tutte le volte che mi veniva una tonsillite. Problemi renali ed epatici non penso di averne. Artrite sì, ma non reumatismi.
Tutto sommato non è davvero una bella situazione. Niente attività fisica, poco sole e mare, tanto nervosismo ed insoddisfazion per questa vita sfuggita via in questo modo.

Non so cosa sia la respirazione yoga

Cos’è la respirazione yoga? Ho praticato yoga per pochissimo tempo a causa dei problemi familiari (ho avuto una mamma da assistere fino, purtroppo, a maggio scorso), ed in più si trattava di una seduta di due ore settimanali, in ambiente freddo e poco aerato.
Dalle mie parti, nel Sud, è difficile trovare persone serie che pratichino queste discipline al meglio.

Alla ricerca della rigenerazione ossea

Fino ad oggi la mia speranza è stata appunto nella rigenerazione delle ossa, per cui credevo di essere sulla via giusta. Pensavo di seguiore una dieta corretta, mentre invece non pare essere così.
Certo, manca la vita all’aria aperta.
Bisognerebbe lasciare tutto e andare a vivere al mare, al sole, in mezzo alla natura.
Ma come potrei mai abbandonare le grigie 6 ore di ufficio con l’aria condizionata, che ti procurano 1000 euro al mese insufficienti persino a comprare le mele bio?
Ultima domanda: chi sono in Italia i naturopati igienisti che potrebbero seguirmi a distanza per cercare di porre rimedio a tutti i miei errori?

Nessuno al mondo se non lui

Dici che: Nessuno al mondo è così bravo da rimettere in ordine le cose nel corpo umano.
L’unico che lo sa fare è il sistema immunitario.
Quello che serve è dunque aria buona, cibo fresco e compatibile, respirazione ritmata, ginnastica aerobica, camminate al sole, entusiasmo, motivazione, riposo. Questo e niente altro. Tutto il resto viene da sé.
Questa è proprio la vita che vorrei, semplice, libera e naturale, ma quanti se lo possono permettere.
Ti ringrazio ancora per la tua risposta immediata e per avermi inserita nella tua mailing list.
Leggerò anche tutte le tesine che mi hai consigliato.
Susi
Nessun rebus. Non devi abbatterti ma solo rimboccarti le maniche.

Cara Susi,
In questa controrisposta hai detto molte più cose, invalidando a tratti la mia precedente disamina, almeno per quanto concerne i tuoi specifici problemi.
Hai infatti aggiunto alcuni dettagli critici fondamentali, che non avevo potuto considerare, come il fumo, la pillola, la rimozione dell’appendice, le lampade al posto del sole.
Non credo comunque che la tua situazione sia enigmatica. Al contrario, i conti tornano eccome.
Il tuo è uno dei tanti casi comuni di semina improduttiva negli anni decisivi.
Un caso che merita attenzione e riflessione, anche per i dettagli e l’apertura mentale con cui ti sai raccontare.
Nonostante tutto, sei viva e vegeta, pur con qualche scricchiolìo di troppo.
Non devi dunque abbatterti, ma piuttosto rimboccarti le maniche e salvare il salvabile.
Un buon segno me lo hai già dato, sia raccontandoti in modo impeccabile, che ripromettendoti di ricominciare a produrre dei germogli in casa.

Tonsille salvate ma appendice perduta

Dalla tua esposizione traspare molta cultura sanitaria, notevole spirito critico ed autocritico, e anche una spassionata capacità di autoanalisi.
Aver avuto un padre medico ti ha aiutata in questo.
La figura paterna ha rivestito molta importanza nella tua vita, sia nel bene che nel male.
Nessun dubbio sul fatto che fosse un bravo e saggio medico, visto che ti ha salvato le tonsille, e ti ha pure fatto evitare lo svezzamento a base di omogeneizzati.
Qualche perplessità tuttativa sulla sua alterna propensione igienistica.
Il passato di lenticchie, le carni salate, i latticini e i panzerotti, non sono affatto il massimo per una ragazza che deve crescere.
E poi, non ti ha evitato la rimozione dell’appendice, che fa parte del sistema immunitario al pari delle tonsille, mentre un semplice digiuno ti avrebbe preservato quella preziosa prolunga dell’intestino, oggetto di scarsissimo rispetto da parte della filosofia medica prevalente.
Tirar via l’appendice a un organismo gracile quale il tuo non è stata affatto cosa da niente.

Hai massacrato il tuo fisico con le sigarette per 4000 giorni di seguito

Ma la parte più critica della tua vita, quella che più influsso sta avendo sulle tue condizioni odierne, resta a mio avviso l’età compresa tra i 15 e i 25 anni.
Hai infatti massacrato il tuo fisico per 10 lunghi anni con le sigarette.
Hai privato il tuo corpo, oltremodo bisognoso di nutrimento, dell’alimento numero uno che è l’aria.
Hai fatto quella irresponsabile scemenza che il 50% dei giovani italiani sta facendo attualmente.
Un disastro epocale, un vero e proprio suicidio di massa, senza che nessuno muova un dito.
Si sono lasciati ipnotizzare dalla pubblicità western, dal cowboy a cavallo, dai delinquenti legalizzati della Marlboro, della Camel e di tutti gli altri produttori mondiali.
Le peggiori droghe del mondo, lo dico e lo ripeto sempre, sono quelle legali, quelle approvate dalla legge e dalle perverse abitudini umane. Quelle che sembrano leggere, tollerate e quasi-innocenti, mentre nascondono insidie e danni ancora peggiori di quelle per le quali si va in galera.



Hai cercato forza e vigore nelle sigarette, anziché nell’aria e nel sole

Per forza che il sole non ti era amico a quel tempo, e fa fatica tuttora ad armonizzare con te.
Avevi una dieta sballata, ed in più fumavi, mentre il tuo corpo reclamava a mani giunte nutrimento e tanta aria.
Non è poi che il sole ti stesse facendo danni, come dici, Ti aiutava semmai ad eliminare gli avvelenamenti interni, mandando fuori attraverso i canali di emergenza della pelle le tossine intrappolate nei tuoi tessuti.
Avresti dovuto evitare qualsiasi crema e qualsiasi lampada, scegliendo piuttosto modi e tempi progressivi di esposizione, adatti a sopportare meglio gli eritemi.
Al sole ci si abitua. Come? Stando al sole. Col sole ci vuole costanza, gradualità.
Ci vogliono succhi di carota e di sedano, germogli fatti in casa e avocadi, pesche, albicocche e mirtilli.
Tu invece hai scelto di stare lontano dal Dio del Calore, dal Dio dell’Energia e della Vita, cercando paradossalmente forza e vigore nel doping della peggiore droga mondiale, quella del tabacco.

Fate un favore a voi stessi, buttate via per sempre le sigarette

Tengo solo a ricordare, ai tanti che ripercorrono quella disgraziata via, che:

1) Il fumo è un atto di guerra vera e propria contro il corpo e lo spirito, in quanto catramizza, appesta ed annerisce i polmoni, intasa ed offende le arterie, sega i nervi, indurisce gli organi.
Ogni cellula del corpo umano viene colpita duramente ad ogni singola boccata di fumo.
2) Il desiderio di fumare è un’attitudine patologica e depravante, biologicamente perversa.
La voglia di nicotina non è diversa da quella di cocaina e simili.
3) Il fumo attutisce e smorza i sensi, e rende la gente meno sensibile ai reali piaceri della vita.
Il fumo impedisce di gustare e di apprezzare i sapori del cibo vero e naturale.
4) Il fumo contiene acetaldeide che interferisce e causa guasti al tessuto connettivo, portando indurimento alle arterie, enfisema polmonare e fibrosi epatica.
5) Il catrame delle sigarette contiene idrocarburi aromatici che si legano al Dna delle cellule, causando mutazioni genetiche e tumori. Il fumo è causa prima di cancro al mondo. Non causa solo cancro alla bocca, alla faringe, all’esofago, ai bronchi e ai polmoni, come tanti pensano, ma anche allo stomaco, al pancreas, ai reni e alla vescica.
6) Il fumo è causa di ipoxia, ovvero di carestia ossigenativa. Il che si traduce in sangue ultradenso, la
cui difficile circolazione mette in difficoltà il cuore. Pure la nicotina fa la sua parte restringendo i
vasi sanguigni, aggravando il compito della pompa cardiaca.
7) Il fumo compromette e altera la circolazione renale, sfregia e cicatrizza le delicate membrane renali
che filtrano il sangue.
8) Il fumo riempie il corpo di nicotina, monossido di carbonio, ossido di azoto, arsenico, cianide,
piombo e altri veleni mortali.
9) Il fumo introduce pure sostanze radioattive come il torio, il radio e il micidiale polonio.
10) E’ stato calcolato che le radiazioni ionizzate di un pacchetto al giorno espongono il fumatore, e anche chi gli sta appresso, a una quantità di radiazioni annue superiore di 12500 volte a quanto assorbito dagli abitanti di Chernobyl in u8n anno.
11) Il fumo è causa di aggregazioni piastriniche, per cui i globuli rossi tendono ad incollarsi tra di loro, ostacolando la circolazione e formando grumi di sangue. Nei fumatori, il rischio di infarto è 4 volte (400%) più alto che nei non-fumatori.
Quando ictus e infarto colpiscono un fumatore, i rischi si moltiplicano. Questo perché il tabacco causa spasmi nei vasi capillari che servono ad alimentare i tessuti danneggiati.
12) Il fumo rallenta la circolazione cutanea menomando la nutrizione della pelle, causando rughe, indurimenti ed invecchiamento precoce.
13) Il fumo è dopante più ancora di ogni altra droga conosciuta.
14) Il fumo ti schiavizza, sporca i vestiti che indossi, la casa in cui abiti, i libri sui quali studi, le persone che frequenti.
15) Il fumo è un baratro senza fondo. Non esiste vizio più stupido, rovinoso, diseducativo.

Quanto sopra, oggi non ti riguarda direttamente, anche se ne senti ancora le conseguenze

Capirai Susi quanto male ti sei fatta in quella delicata fase di crescita.
Sei vissuta in apnea ed in totale avvelenamento per dieci lunghi anni.
E pretendevi di fare pure nel contempo dello sport duro, tipo il sollevamento pesi.
Oggi sei diventata brava e virtuosa, e questo ti aiuterà di sicuro a migliorare.
Ma la natura ha i suoi tempi, e non serve cercare scorciatoie.
Come ti ho detto, dai al tuo corpo quello che gli serve e poi aspetta con fiducia.
Mi compiaccio ovviamente che tu abbia fegato e reni a posto.
Ricordati però che in regola non esiste mai una situazione in cui una parte di te è malandata, mentre alcuni organi gongolano di salute.
L’organismo umano è unità indivisibile, ed anche la salute è un tutt’uno.

Camminare di più e respirare di più

Cosa posso consigliarti ancora?
Nessuno ti impone la palestra. Ma delle regolari camminate aerobiche, soprattutto nei giorni di sole, sempre associate a un adeguato ed approfondito lavoro di ossigenazione polmonare, a sostegno dei globuli rossi.
L’ho scritto in dettaglio su diverse tesine.
Vedi ad esempio L’anemia, il respiro e la clorofilla, dell’1 Gennaio 2010.

Nutrirci in condizioni di massimo rendimento netto

Quanto ai carboidrati, cerca di stare sempre sulla frutta e sugli amidi più naturali e meno cotti, come quelli delle patate non sbucciate e delle zucche.
Tutti i cibi cotti tendono ad acidificare ed a causare leucocitosi.
Ma ricordati pure che il mangiar crudo, e a maggior ragione il mangiare cotto, non guariscono un bel niente. Il cibo, per quanto eccezionale esso sia, non ha mai intelligenza curativa, come del resto succede per tutte le sostanze positive o negative, per la frutta, per i farmaci, per i rimedi della terapeutica.
L’intelligenza curativa appartiene in esclusiva al nostro sistema immunitario.
Il cibo vivo e non crudele, il cibo vegano e tendenzialmente crudista, hanno la straordinaria caratteristica di nutrirci senza l’aggravio di spese digestive e senza ostruzioni al sistema, dando la possibilità al sistema immunitario di operare al meglio, in situazione cioè di massimo rendimento netto.
Questa è la loro esclusiva ed inimitabile qualità.






Ognuno di noi deve organizzarsi al meglio, ritagliarsi degli spazi

Ti chiedi quanta gente si può permettere una vita semplice, libera e naturale.
Non è facile, hai ragione.
Però, se uno mette davvero al primo posto la salute, riesce a organizzarsi meglio, indipendentemente dalla propria attività.
Pensa a Vasco Rossi che, prima di ogni concerto, si fa una bella corsa per i campi, per caricarsi le batterie e sopravvivere allo stress del palcoscenico.

L’assistenza igienistica a distanza

Se vuoi l’assistenza di un bravo igienista che ti segua a distanza, ce ne sono di sicuro diversi.
Ti suggerisco però Carmelo Scaffidi da Bergamo (tel 035-340208, 338-9222610), esperto ed ispirato come pochi altri.
Ha lavorato con gente del calibro di Luigi Costacurta e Michele Manca.
Non te lo segnalo per scontato gioco di squadra (è presidente ABIN), ma perché è così umile e bravo da sapersi persino rimettere in discussione, rinunciando ad alcuni tradizionali ferri del mestiere terapeutico, allorquando si accorge e si convince che la loro efficienza e la loro innocenza non sono totali come pensava.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

lunedì 25 gennaio 2010

PLACEBI E DEVIAZIONI DELL'ERESIA OMEOPATICA

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FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES
___________________________________________________________________________________
24 Gennaio 2010


PLACEBI E DEVIAZIONI DELL’ ERESIA OMEOPATICA

Una sfilza di domande

Caro Valdo,
Dato che sei tornato e che il tuo pc funziona di nuovo, ne approfitto per sbolognarti una sfilza di domande che avevo annotato da tempo.
Alcune addirittura da quando terminai di leggere il tuo libro.
Devo dire onestamente che gran parte di esse per me sono diventate quasi superate e superflue, avendo già trovato molti chiarimenti sulle tesine che ho quasi finito di leggere, mancandomi solo quelle degli ultimi giorni.
Ti prego comunque di rispondermi, perché voglio trovare argomenti più articolati e convincenti per mia moglie e per tutti gli altri che mi circondano.
Ho infatti notato che, pur ascoltandomi con maggiore interesse e curiosità, restano tuttora più o meno increduli e sconcertati su diversi dettagli.
Mi mancano a volte gli strumenti per far quadrare il cerchio alla perfezione.

Sulle cure omeopatiche che a volte funzionano

Domanda N. 1.
Quando abbiamo abbandonato la medicina allopatica e ci siamo rivolti alle cure omeopatiche o erboristiche, abbiamo constatato che in un certo qual modo questi rimedi funzionavano.
Mia moglie ha risolto ad esempio il suo problema di cisti ovariche con dei rimedi omeopatici che le ha dato un ginecologo che usa l’omeopatia, abbandonando nel contempo la pillola anticoncezionale che le proponeva da tempo il vecchio ginecologo per tenere a bada le stesse cisti, con la conseguenza di gonfiori, ritenzioni idriche e guai alla circolazione.
In questo caso i rimedi omeopatici sembra che abbiano funzionato, visto che le cisti sono in effetti scomparse.
Un altro esempio è la Nux Vomica che prendevamo entrambi, in granuli da sciogliere sotto la lingua, e che toglievano l’acidità e altre indisposizioni intestinali dopo pochi minuti.
Come lo spieghi?


Sui motivi della mortalità infantile del passato

Domanda N. 2.
Riguarda la mortalità infantile.
In passato era molto elevata. A cosa era dovuto?
Se l’alimentazione era migliore, e il terreno è tutto ed il microbo è niente, a cosa era dovuta la massiccia mortalità?

Sulla salmonellosi e l’aviaria

Domanda N. 3.
Come mai nel tuo libro metti in guardia dal rischio di salmonellosi e aviaria se si mangia l’ovetto crudo (a prescindere se è adatto o meno come alimento), visto che il terreno e tutto e il microbo è niente, e che tutte le influenze sono una montatura?

Sui cicli alimentari giornalieri

Domanda N. 4.
Come sono stati fissati i tre cicli giornalieri? Non pensi che, se dobbiamo paragonarci agli altri primati, sia più sensato parlare di un’alimentazione regolata sul ciclo solare? Non credo che le scimmie mangino dopo il tramonto, e il sole tramonta abbastanza prima delle 20 intorno all’equatore.

Sulla dermatite e sulla caduta dei capelli prevalente nei maschi

Domanda N. 5.
Dermatite, caduta di capelli, sono dovuti all’alimentazione? O soprattutto al cosiddetto stress?
O è tutta una questione di ormoni?
Come mai cadono agli uomini (tranne alcuni) e non alle donne (tranne rare eccezioni?)

Sui tempi reali di digestione della carne

Domanda N. 6.
Davvero per digerire la carne occorrono decine di ore? Non è facile farlo credere.

Sulle anestesie usate negli interventi dentistici

Domanda N. 7.
Come funziona l’effetto puntuale e localizzato dell’anestesia (per esempio intorno ad un dente da estrarre), secondo l’igienismo?

Sulle buone letture igienistiche

Domanda N. 8.
Per finire, puoi consigliarmi qualche lettura per ampliare le mie vedute sul tema, anche in prospettiva di una visita all professor Dimauro e alla sua fornita raccolta di testi.
Grazie in anticipo per la tua pazienza e la tua disponibilità.
Peppe DG, dalla Sicilia

Rispondo volentieri alle questioni apparentemente contradditorie

Ciao Peppe, ti ringrazio per le tue domande a volte apparentemente pungenti, salate e quasi-provocatorie, ma sempre utilissime perché di alto impatto tecnico.
Hai fatto più che bene a pormerle.
E’ proprio da questa esternazione dei dubbi più assillanti ed atroci che nasce il dialogo e il chiarimento.
E’ dalla vis polemica dei lettori che si generano risposte spero e mi auguro illuminanti e dettagliate.
Andiamo dunque ai tuoi punti uno per uno.

Sui rimedi omeopatici la risposta è necessariamente lunga ed articolata.
Sono per la cura-della-non-cura, ma ciò non significa che tutte le terapie sono demonizzabili.

Sono un sostenitore sperticato della cura-della-non-cura?
Sì, questo è verissimo, e lo confermo senza esitazioni. Ma non devo essere sempre preso alla lettera.
Non ho mai detto che tutte le cure mediche, allopatiche e omeopatiche, siano sempre e comunque da scartare o siano sempre e comunque prive di risultati.
Questa sarebbe una eccessiva semplificazione.
Tutto sta nello stabilire cosa si intende per cure.

I ritocchi comportamentali sono già una cura valida di per sè

Modificare certe abitudini errate è, se vogliamo, già una cura di per sé.
Smetterla col fumo, col caffè, con l’alcol, col farmaco, con la carne, è già una importante cura.
Smetterla con la pillola anticoncezionale è una cura.
Fare regolarmente esercizi respiratori è una cura. Mangiare correttamente è una cura.
Parliamo in questi casi di cure, di ritocchi comportamentali di tipo virtuoso e non-invasivo, in perfetta linea ed armonia con la natura.
Chiaro che nelle cure erboristiche ed in quelle omeopatiche esistono spesso sostanze e metodi che non sono da buttare, soprattutto se associati con gli stili di vita implementati che ho appena citato.
Ed è proprio quello il fattore determinante che innesca il miracolo, più il solito fattore placebo che non va mai sottovalutato, perché la mente umana ha una influenza incredibile sui fatti del corpo.

Le celebri pillole placebo del dr Isaac Jennings

Basta pensare al dr Isaac Jennings (1788-1874), pioniere della ANHS (American Natural Hygiene Society), che a Cleveland in Ohio guariva un po’ tutti con le sue famose pillole colorate, spacciate per potenti ed innovativi farmaci, ma contenenti in realtà soltanto banale ed innocente mollica di pane.
Se avesse rivelato ai suoi pazienti la verità, tali pillole non avrebbero sortito alcun effetto guaritivo.
E’ ovvio che Jennings aggiungeva qualche altro buon consiglio alimentare e comportamentale, ed era questo il punto decisivo della cura.
Jennings guariva perché è il corpo, in ogni caso, a guarire sempre da solo, se non vai a tormentarlo e a mettere al suo sistema immunitario dei cervellotici e sofisticati bastoni tra le ruote, chiamati rimedi, farmaci, cure omeopatiche.
Il grande medico-igienista dava modo al corpo dei suoi clienti di funzionare a pieno ritmo, e dunque di ripristinare in tempi brevi l’omeostasi, la situazione di perfetto funzionamento corporale a cui tutti puntiamo.


La migliore strategia terapeutica rimane quella di non intralciare mai il sistema immunitario

Quando uno smette di prendere una pillola e un farmaco che pesano e intralciano col suo sistema immunitario come la palla di ferro che veniva legata ai piedi dei carcerati nei tempi andati, è già per tre quarti guarito, senza prendere alcunché di supplementare.
Se si parla poi di rimedi omeopatici, bisogna fare adeguate distinzioni.
A volte un rimedio omopatico è tale non in forza di particolari caratteristiche curative, ma solo perché viene prescritto da un omeopata o da uno specialista che crede nell’omeopatia.

Ho ben poco da spartire con Samuel Hahnemann

Nessun dubbio sul fatto che il medico Samuel Hahnemann (1755-1843) fosse un innovatore, animato da spirito antidogmatico e da voglia di fare del bene alla gente. Ma questo non basta per dire che avesse pure ragione su tutti i fronti.
Andare controcorrente è segno di coraggio, ma non garanzia automatica di essere nel giusto.
La teoria per cui i simili si curano coi simili, ricorrendo allo stesso tipo di veleno da cui ci si deve proteggere ma diluito 10 o 100 volte, non mi ha mai personalmente convinto, attratto o interessato.

Anche le vaccinazioni sono un’operazione allopatica

Tanto più che le vaccinazioni sono basate esattamente su quel sistema.
Si vuole preparare il corpo al male, al grande aggressore, alla temuta malattia venuta da lontano, abituandolo ed allenandolo a fronteggiarla, dandogli un assaggio della stessa.
E’ un po’ come darsi delle piccole martellate al dito, al fine di essere pronti e preparati ad una martellata più grossa. Non ci sto. Troppo banale e troppo diseducativo.

Che esistano poi dei bravi medici omeopati è un altro paio di maniche

Troppo vicino poi alla stessa teoria allopatica da cui deriva, e che pretende di combattere.
Non ho mai creduto a questa scuola. La ritengo, nel migliore dei casi, un male minore, nel senso che fa di sicuro meno guai immediati delle drammatiche invasività allopatiche, ma restiamo sempre nel mondo delle riparazioni illusorie e di fortuna, nel campo della medicina guaritiva-curativa, o nei suoi immediati paraggi. Che poi esistano diversi bravi specialisti operanti con l’etichetta di omeopati, che ci mettono più tempo a studiare la costituzione e la tipologia dei pazienti, e che usino pure a volte dei prodotti validi e coadiuvanti con appiccicata l’etichetta suadente di rimedio omeopatico, è un altro paio di maniche.

L’omeopatia gioca molto sull’effetto-placebo

Secondo gli omeopati, i sintomi sono il segnale che il corpo sta usando i suoi poteri naturali di guarigione. Un po’ è vero, ma detto in quel modo, e soprattutto con quelle idee in testa, suona semplicistico ed incompleto.
I rimedi usati sono di origine vegetale e minerale, ma anche animale, per cui non ci siamo proprio.
Senza offesa per i medici confluiti in questo filone, c’è ben poco di provato e di scientifico nell’omeopatia, arte che si presta a molte frodi e che genera un formidabile business planetario, e che è parente non lontana della farmacologia.
Il suo successo, la sua popolarità, non dipendono certo dalla bontà specifica delle sue soluzioni, ma piuttosto dal fatto che si gioca molto su quel fattore naturale e psicologico che è per l’appunto l’effetto-placebo.
Un ostacolo da abbattere nella strada verso la vera scienza della salute

L’omeopatia, a mio modesto avviso, rimane un obsoleto residuo intellettuale del passato, un ostacolo da abbattere nella strada verso la vera scienza della salute.
Un ostacolo se vogliamo minore, ma sempre negativo, soprattutto a livello di disorientamento e di diseducazione teoretica sui reali meccanismi della salute e della malattia.
Tu non immagini quanti terapisti-omeopati ho occasione di vedere in giro per il mondo, dotati di un piccolo stand alle fiere, carichi di boccettine magiche che vendono a prezzi strabilianti, dopo aver convinto ogni malcapitato che si rivolge a loro che è una persona avvelenata e che il loro prodotto li guarirà come per incanto.
L’omeopatia ha in realtà ben poco di alternativo ed innovativo rispetto alla allopatia da cui discende.

L’erboristica, specie quella alimentare, è più semplice ed affidabile

I rimedi semplici di tipo erboristico sono sicuramente migliori e più affidabili di quelli omeopatici, in particolare quando vengono concepiti ed intesi come coadiuvanti e non risolventi.
Credo molto alle erbe e all’erboristeria, nel senso di andare per i campi e raccogliere quanto di buono e di fresco la natura offre.
Credo cioè nella erboristica alimentare, più che a quella rimediale derivante dagli alchimisti e dagli speziali alla pari della farmacologia.

La ritenzione idrica causata dai veleni dimostra l’importanza dei cibi naturali ad alto contenuto acqueo

Non dimentichiamo che l’hashish, il caffè, il the, l’oppio, l’alcol, il tabacco, il chinino e l’aspirina sono tutti prodotti derivati direttamente dal mondo vegetale, e non per questo sono innocui ed innocenti.
Tutti i veleni provocano ritenzione idrica.
Tutti i sali, tutti i farmaci, tutti gli integratori.
Tutti i cibi junk, secchi e concentrati, lo fanno.
Ed è per questo che la soluzione sovrana rimane nei cibi basso-proteici ad alto contenuto di acqua biologica-strutturata, come sosteneva a spada tratta, 2500 anni orsono, l’Immenso Maestro Pitagora.

L’acidità non si combatte certo con rimedi omeopatici

La noce vomica non è un rimedio, ma un veleno contenente pure della stricnina.
Non è certamente un rimedio valido contro l’acidità.
L’acidità si combatte in modo scientifico mangiando regolarmente alimenti alcalinizzanti a base di frutta, e non con palliativi omeopatici o di alcun altro genere.
L’acidità si combatte ancora di più non assumendo cibi acidificanti come le carni, i formaggi e tutte le proteine animali, nonché droghe, farmaci e caffè.
Come spiego l’effetto positivo da voi sperimentato con la noce vomica?
Lo spiego dicendo che tutti i veleni provocano reazioni di breve periodo che sono diametralmente opposte a quelle di lungo periodo.





La popolare ed erronea confusione tra stimolazione e nutrimento

Mai confondere gli effetti apparentemente ed illusoriamente positivi dei veleni che stimolano e non nutrono.
Stimolazione, cuore che batte più veloce, incremento del ritmo metabolico, danno grinta, accelerazione e calore supplementare al sistema, ma tutto questo dura poco, sopravvenendo a distanza di ore-giorni-settimane l’immancabile fase discendente e depressiva, esorcizzabile solo mediante altre dosi incrementate di veleno. Il famoso giogo del doping e della dipendenza.

L’unica scuola vera ed incontaminata rimane quella igienistico-naturale

La scuola igienistica vera, specie quella americana che ha potuto affinarsi negli anni in mezzo a decennali epiche battaglie contro i massimi mostri del sistema, ma anche quella europea, stile Ehret e Bircher-Benner, hanno precise caratteristiche su cui ti chiedo di riflettere.
Uso qui di seguito le parole illuminanti di Herbert Shelton, prese dal suo testo Human Life: its philosophy and laws (La vita umana: la sua filosofia e le sue leggi).

La terapeutica che schiavizza gli uomini non può essere scienza

La verità evidente è che qualsiasi metodo e sistema che distrugge l’indipendenza e l’autonomia dell’individuo, rendendolo per sempre dipendente da un altro uomo o da una classe di uomini, non è un metodo naturale.
Qualunque sistema che crea e sviluppa una classe privilegiata per legge o per convenzione (allopati, omeopati o anche di naturopati), tale da distruggere la libertà e l’autonomia della clientela.
Qualunque sistema che insegni al sofferente che può guarire e restare vivo solo attraverso le arti e le abilità di una terza persona, non trova posto e giustificazione in natura.
Non può esistere che il genere umano debba dipendere dall’abilità e dalla misericordia di un medico o di un terapeuta, dalla loro capiente borsa colma di trucchi, di strumenti e di intrugli.
L’uomo odierno è schiavo del medico per i farmaci, del chiropratico per la spina dorsale, del psicoanalista per la sua catarsi mentale, del fattucchiere miracolistico per ricevere le sue mistiche emanazioni, del prete per salvare la sua anima.
La terapeutica rende schiavi gli uomini. Trattasi di una diavoleria e come tale non può durare in eterno.

Non esiste la mitica alimentazione del passato

Passiamo al punto 2.
Non ho mai idealizzato o mitizzato l’alimentazione del passato in blocco, riservando semmai i miei elogi al periodo classico.
Mancava una scienza merceologica e non si conoscevano i micronutrienti.
Gli errori venivano commessi anche allora.
Solo che le risorse limitate impedivano di commetterli a livello industriale e popolare come ai giorni nostri.
Non esisteva lo zucchero, le bevande gassate, il caffè, i latticini confezionati, e la gente non andava al mercato col carrello ma, al massimo con una borsa di vimini, per rifornirsi di poche cose essenziali.




I bovini sacri e la putredine reale

Per millenni, i bovini hanno rappresentato un animale sacro e rispettato non solo in India, ma in tutte le regioni del Mediterraneo, al punto che chiunque maltrattasse o uccidesse un bovino finiva in galera o veniva condannato all’esilio per legge.
Anche il maiale non era oggetto di macellazione seriale, e veniva spesso rispettato.
Questo è uno dei motivi per cui cancro e cardiopatia, i maggiori killer di oggi, erano quasi sconosciuti tra i servi della gleba e la gente comune, mentre falciavano già con frequenza le corti reali d’Europa, dedite ai cibi carnei della caccia e delle stalle nobiliari, al punto che il cancro non si chiamava con quel nome ma come putredine reale.

Mortalità infantile dovuta al terreno umano indebolito dall’ignoranza e dagli stenti

Premesso dunque che l’alimentazione antica post-greco-romana non era sempre e necessariamente migliore di quella odierna, la mortalità infantile di quegli anni era dovuta sempre e solo al terreno indebolito.
Povertà estrema, stenti, fame, freddo, sporcizia, paure, tensioni, rimedi assurdi, carenze vitaminiche scambiate per epidemie (scorbuto, pellagra, beri-beri) hanno caratterizzato non solo il millennio medievale ma anche il periodo successivo.

Bambini gracili che tendevano a soccombere

Non c’era luce, oltre a quella delle candele, non c’era acqua corrente nelle case, ma solo dei secchi che venivano riempiti presso la fontana della piazza, non c’erano bagni e non c’era carta igienica, e il riscaldamento ce l’avevano solo i principi.
Niente negozi con mille cose sbagliate, ma anche con centinaia di cose valide che noi riusciamo ad acquistare. Niente soldi persino per comprare le cose basilari.
Se chiamavi il medico era capace, per curare l’anemia della puerpera, di ingozzarla di sangue appena raccolto dal macello.
Adulti indeboliti e spaventati mettevano spesso al mondo bimbi gracili e vulnerabili, malnutriti e
malassistiti, che tendevano a soccombere.

Il disastro alimentare della salmonellosi

Il punto 3 riguarda la Salmonella.
Salmonella è il nome dato a un gruppo di batteri (affini al bacillus suispestifer), isolato nel 1888 dal patologo americano Daniel Salmon (1850-1914).
La salmonellosi è un’infezione batterica derivata da prodotti animali contaminati.
Produce nel migliore dei casi nausea, diarrea, crampi addominali, febbre e vomito.
Se colpisce anziani, malati e infanti, la storia si aggrava e la malattia può essere fatale.
Ogni anno si registrano 5 milioni di casi e la tendenza è in sensibile aumento.
Anche perché il 90% del pollame che circola è contaminato da salmonellosi.

La contaminazione alimentare non c’entra col concetto di contagio

Trattasi di una vera e propria contaminazione da parte di batteri specifici che stanno nelle uova e in tutti i tipi di materiale cadaverale.
Non bisogna confondere questo tipo di avvelenamento tossicologico-batterico specifico con le crisi influenzali ricorrenti a ritmo stagionale.
In quel caso siamo di fronte a proliferazioni batteriche interne aventi aspetti positivi di auto-regolazione e di pulizia interna delle scorie.
Qui siamo di fronte a un apporto batterico specifico, preso e introdotto dall’esterno.

Senza la presenza dei batteri e delle salmonelle moriremmo fulminati dal primo all’ultimo

Nessuno teorizza che va bene alimentarsi con prodotti contaminati, e soprattutto con carni e pesce crudo che sono stracarichi di batteri, e nessuno teorizza che sia positivo indebolirsi con cibi grassi ed alto-proteici, con carenza di respirazione, di moto e di riposo, e stando senza sole, senza nerbo e senza motivazioni, tutte condizioni che portano inevitabilmente alla patologia influenzale.
Ma anche qui, come nelle influenze, il ruolo dei batteri resta tutto sommato quello positivo e utile di consumare i veleni di quelle carni, come ad esempio le cadaverine e gli acidi urici.
Se non esistessero i batteri in generale, e quelli della salmonella in particolare, i veleni appena citati, insiti nelle carni, diventerebbero materiale permanente all’interno del corpo, fulminando all’istante ogni mangiatore di carne.

Anche l’avvelenamento da salmonella si risolve al meglio col digiuno

Diciamo pure che la salmonellosi è causata alla fin fine più che dalla salmonella, dalle carni che la contengono e che sono finite abusivamente dentro di noi.
Cibo non certo di nostra pertinenza ma adatto e ottimo per quel tipo di batteri.
Terapeuticamente parlando, la salmonella si cura in modo precario con gli antibiotici, essendo ormai essa antibiotico-resistente.
La cura igienistica del digiuno permette anche qui di espellere le tossine e di fare sì che la salmonella, a banchetto ultimato ed esaurito, si diradi e scompaia.

I cicli alimentari giornalieri sono armonizzati con la luce solare

Il punto 4 riguarda i cicli giornalieri.
In effetti, non hai tutti i torti a tirare in ballo l’alimentazione regolata sul ciclo solare, e nell’osservare che le scimmie e gli animali diurni non mangiano nulla dopo il calar del sole.
Quando parlo di cicli alimentari 12-8 pm (appropriazione del cibo), 8 pm- 4 am (assimilazione del cibo) e 4 am-12 (espulsione dei residui) non sono in contraddizione ma piuttosto in armonia con l’andamento solare.
Se la cena umana si prolunga sul tardi e sul buio incipiente (dalle 7pm alle 8pm), dipende anche dal fatto che la luce elettrica prolunga un po’ le sorti e gli appetiti degli uomini rispetto a quelli degli animali diurni e non domestici.

Il problema universale della caduta dei capelli nei soggetti maschili

Il punto 5 riguarda le dermatiti e la caduta dei capelli.
Questione alimentare, di stress, di ormoni, di inquinamento?
Come mai i capelli cadono prevalentemente ai maschi?
Hai citato tutte cose plausibili, trattandosi di un problema di tipo multifattoriale.
Se mi vuoi coinvolgere, io stesso ho usufruito di ottima chioma fino ai 55.

Ogni persona fa un caso a sè

Nel mio specifico caso, i viaggi aerei intercontinentali, intensi e ripetuti, non sono esenti da colpe, per la forte radioattività che impera a 10 mila metri di quota.
Lo stress poi del passaggio rapido da un ritmo di vita alto-atletico e competitivo e stimolante (ma sempre rigorosamente privo di sostanze droganti) quale conducevo, a quello attuale più tranquillo e pacifico, ha sicuramente implicato dei contraccolpi biochimici.
Non escludo tuttavia che mi ricrescano come prima.
Non è la prima volta che ciò accade tra gli igienisti.
Campa cavallo che l’erba cresce. Mai abbattersi per quattro miserabili peli in meno o in più.

Le strabilianti performance di Yul Brinner

Devo dire tuttavia che una chioma leonina nei maschi non è necessariamente sinonimo o garanzia di forza e di salute.
C’è troppa gente giovane che finisce in ospedale, ed anche oltre l’ospedale,
con tutti i capelli in testa, per poter sostenere una cosa del genere.
Il noto attore americano Yul Brinner, senza nemmeno un capello, si faceva sette donnine per volta nei pressi dell’Intercontinental Hotel di Manila, per cui pure la potenza sessuale non c’entra con la capigliatura.
Delle sue storiche performance sessuali se ne parla tuttora in zona Quezon City.
Pare anzi che molto dipenda dal fattore ormonale.

Noi maschi siamo fregati dal testosterone

Essere troppo maschi sperticati, troppo yang, essere portati in modo esagerato verso la femmina, implica maggiori dosi di ormoni maschili (testosterone) nel nostro sangue, e quindi minori capelli in testa.
In questo senso, il matrimonio, i figli, la diminuzione delle buone occasioni di stimolo sessuale, i desideri insoddisfatti e rimossi, possono diventare tutti elementi anti-capello per i maschi.
Al contrario, le donne reggono bene, proprio grazie alla loro carica ormonale di tipo opposto, cioè ying, con gli ormoni femminili (estrogeni) che le preservano da questo fenomeno diradante di tipo smaccatamente androgeno.
Le poche donne che perdono capelli sono guardacaso quelle di carattere più mascolino, indipendente e autoritario.

I tempi di permanenza di tutte le carni nell’organismo sono lunghi e patologici

Il punto N. 6 riguarda i tempi reali di digestione della carne e del pesce.
Mi meraviglio di questo tuo dubbio sulla portata temporale delle digestioni alto-proteiche.
C’è davvero ancora qualcuno che ha difficoltà a credere che la carne ci metta 10 e più ore a digerirsi?
Solo degli illusi e dei disinformati possono albergare delle perplessità in proposito.
Cosa intende mai questa gente per digestione?
Se ho esagerato a menzionare 10 ore, l’ho fatto in senso minimale e conservativo.
Chi mangia carne ci mette spesso il doppio e il triplo, anche se non se ne rende conto.




Tutto sta nel mettersi d’accordo sul concetto di digestione

Digerire è vivere, dice un antico saggio.
Digestione non significa affatto passaggio dallo stomaco nell’intestino.
Digestione significa demolizione sistematica ed accurata del guscio proteico delle proteine della carne, cosa che non può mai avvenire nel corpo umano, carente com’è di acido cloridrico nello stomaco.
Digestione significa assimilazione della parte utile e pronta eliminazione delle scorie, tramite regolare evacuazione.
Digestione significa mettere dentro qualcosa di acquoso nel ciclo mattiniero e qualcosa di più consistente nel ciclo appropriativo, per poi spedire fuori in contemporanea i residui di quel qualcosa, possibilmente entro il ciclo eliminativo successivo.

Svuotarsi a ritmo settimanale e con fatica non significa digerire ma auto intossicarsi, procedere con una cloaca al posto di un apparato gastrointestinale leggero e in ottima forma

Ma i mangiatori di carne, privi di acqua biologica e di fibre vegetali, sono famosi per non conoscere questo tipo di regolarità.
La regola per questa gente non è quella della frequenza giornaliera o bigiornaliera, ma piuttosto quella dello svuotamento settimanale o finanche bisettimanale, viaggiando essi con appresso un’autentica cloaca, al posto di un apparato gastrointestinale leggero e sempre in forma.
Trattasi di gente immersa in una situazione patologica chiamata costipazione ed autointossicazione.
Costipazione significa urine scure, fegato e reni in sofferenza, miasmi intestinali, diverticoliti, ricambio asfittico e rallentato, cuore sotto-sforzo, sangue appesantito.
Costipazione significa alla fine cancro, non senza prima aver offerto un variegato menù di malattie più o meno gravi e debilitanti.

Minimizzare i danni negli studi dentistici

Il punto N. 7 è relativo alle anestesie in ambiente dentistico.
Meno ricorriamo a queste sostanze e meglio è.
Chiaro che le anestesie sono un male necessario.
Il dolore intenso può essere insopportabile e pure dannoso, più dannoso persino dell’anestetico.
L’igienismo predica il digiuno che produce una minore reattività al male.
E’ giusto responsabilizzare i dentisti e chiedere loro un atteggiamento conservativo, basato sulla minimizzazione dei farmaci e del materiale iniettato a fini antidolorifici.

Leggiti Pitagora

Il punto 8, finale, è sulle letture consigliate.
Studiati Shelton, nelle opere disponibili e tradotte. Leggiti Bircher-Benner. Leggiti Robert Mendelsohn, ed anche Pritikin.
Ti vorrei dire leggiti Pitagora, ma l’Inquisizione Cattolica, e pure quella Musulmana, hanno mandato in fumo le maggiori biblioteche dell’antichità, ed in particolare gli scritti troppo giusti del nostro Maestro.
Coi classici non si sbaglia mai.
Se poi continui a leggere le mie tesine, ti metti in una botte di ferro. O no?

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
















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L'OSTEOPOROSI E I VANI INSEGUIMENTI AL PALLIATIVO

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25 Gennaio 2010


L’OSTEOPOROSI E I VANI INSEGUIMENTI
AL PALLIATIVO


Una vegana-crudista che crede nel veganismo ma non ottiene risultati

Preg.mo dottor Vaccaro,
ho letto diversi articoli sul suo blog e non ho potuto fare a meno di ammirare la sua poliedrica cultura.
Complimenti. Ho provato a scaricare i migliori articoli, ma non ci sono riuscita perché il link dà errore.
Se fosse possibile mi piacerebbe ricevere le sue tesine. Tutto quello che scrive è la migliore sintesi su ogni argomento letto fino ad oggi (Ehret, Shelton ed altra bibliografia igienista e crudista).
Ho anche conosciuto Michele Manca, facendo con lui un minidigiuno igienista.
Ho appena acquistato il suo libro Alimentazione Naturale.
Nonostante sia abbastanza bene informata, continuo purtroppo ad avere problemi di salute.

Una lunga storia di gracilità, di ossa sottili e di osteoporosi

Le racconto la situazione. Soffro di osteoporosi.
Oggi, a circa 50 anni, e probabilmente a seguito della menopausa, la mia situazione è peggiorata.
Mi hanno diagnosticato un’osteoporosi severa con fratture costali.
La mia alimentazione è vegan (da oltre 10 anni), e da circa 3 anni è tendenzialmente igienista e crudista.
Tengo a precisare che l’osteoporosi era già presente prima di diventare vegetariana.
Solo che, invece di migliorare come mi aspettavo, è peggiorata.
Probabilmente si tratta pure di problema familiare, non avendo altri fattori di rischio secondo la medicina ufficiale, a parte la mia magrezza, la mia costituzione e le mie ossa molto sottili.
Sono alta 1,55 circa. Il mio peso oscilla dai 38 ai 42, e raggiungo il tetto massimo nei periodi delle feste, quando mangio più carboidrati complessi.
Mia madre, mancata da poco, ha sofferto per tutta la vita del medesimo problema.
La sua cartella clinica parlava di osteoporosi vitrea con fratture spontanee.



Un peggioramento delle analisi mi ha spinta verso gli integratori

Col passare del tempo anche le mie analisi sono peggiorate, ed ho ceduto un po’ all’utilizzo di integratori (consigliati da un naturopata).
Ho fatto per qualche mese un’integrazione a base di magnesio T-Mag, e di sera sto prendendo un’integrazione alcalinizzante (anche se la mia dieta è già molto spinta in quella direzione).
Per il paratormone alto ho fatto un’integrazione di vitamina D (Ostelin).
Ho sempre preso pochissimo sole e si pensava ad una carenza di questa vitamina.
Alla fine ho sospeso la cura perché le analisi hanno evidenziato un eccesso di vitamina D.
A distanza di due anni mi hanno ripetuto l’ecografia alla tiroide che è risultata negativa.

Intensificazione delle visite e dei farmaci

E’ stata inoltre diagnosticata un’alterazione dell’omocisteina. Ulteriori esami hanno evidenziato la mutazione di un gene. E questo fatto richiederebbe un’integrazione di folati per scongiurare problemi cardiovascolari.
Essendo vegan-crudista non penso proprio di avere carenza di folati, per cui ho ignorato questa prescrizione.
Ultimamente sono stata visitata da un reumatologo che mi ha diagnosticato una oligoartrite con familiarità psoriatica della mano destra.
Ho infatti da parecchi mesi un gonfiore alla base del dito medio, che mi era leggermente migliorato con l’assunzione del cloruro di magnesio.
Mi ha pure prescritto una serie di farmaci per l’osteoporosi, per l’artrite e per il rischio cardiovascolare.
Insomma, sono entrata in salute precaria, per uscirne malata del tutto.

Sono confusa davvero. Dove sbaglio?

Essendo vegan per motivi etici e credendo fortemente nell’igienismo, ho semplicemente ignorato le prescrizioni.
Però, visto che la situazione peggiora nonostante il mio stile di vita, sto cercando delle alternative naturali.
Insomma, sono confusa.
Intanto il paratormone si è alzato ancora e nessuno mi sa dire perché, mentre le mie ossa continuano a perdere calcio e a spezzarsi.
La calcemia è nei limiti della norma e non ho perdite di calcio nelle urine, ovvero calciuria.
Dove sbaglio? Vorrei un suo consiglio. Grazie davvero.
Susi

Riprova a scaricare gli articoli

Ciao Susi,
Prova ancora e riuscirai a scaricare i miei articoli. L’errore di cui parli sta di sicuro nella procedura scorretta o incompleta che hai usato. Se proprio non ce la fai, puoi andare su google.it, digitare valdo vaccaro, e navigare sul mio blog e su quello denominato alimentazione naturale.
Troverai diversi blog di Luigi Boschi, Pomodorozen, Medicina Naturale, Alimentazione Naturale, Liquida, Flipnews, Nonsoloanima, Rosso Veneziano, Arianna, ed altri, che portano quanto cerchi.
Da parte mia, ti ho inserita nella mia mailing list, e ho già cominciato ad inviarti i miei scritti.

Nessun dubbio che le condizioni di partenza furono decisamente precarie

Il tuo problema a mio avviso è essenzialmente di tipo psicologico.
D’accordo, sei partita maluccio sin da piccola, e probabilmente non hai grandi colpe su quanto ti sta accadendo.
Le difficoltà che trovi oggi a rimetterti in carreggiata col sistema osseo, aggravate pure dalla menopausa, non vanno cercate a mio avviso nei problemi della mamma, della costituzionalità, della famiglia, della ereditarietà e cose simili.
Quelli sono dati di partenza ormai ovvi e scontati.

Gravi errori nel passato (carenza di sole e di mare) ma anche nel presente

Certamente che quei fattori sono stati determinanti in fase di svezzamento e di crescita, dotandoti di ossa gracili e sottili. Certamente che bisognerebbe lanciare degli anatemi contro chi ti ha impedito o sconsigliato di prendere sole non a tratti ma a palate, nella cinquantina di estati che hai vissuto senza sfruttarle ai massimi livelli.
Ma, a livello di terapeutica migliorativa concreta e attuale, a livello di presenti strategie riparatorie e di recupero, mi sa tanto che di errori marchiani ne hai fatti e ne continui a fare, nonostante la cultura igienistica che non ti manca davvero.

Non basta una buona cultura igienistica. Ci vuole coerenza, pazienza, applicazione.

Il problema è che non basta lettere Ehret o leggere Shelton. Non basta conoscere Michele Manca e fare con lui un semidigiuno. Non bastano i miei scritti o quelli di altri igienisti.
I libri, le idee, gli incontri, non sono ancora materiale ricostruttivo per i tuoi ossicini, ma soltanto la base ideologica che dovrebbe portare a scelte coerenti e prolungate, prive di smagliature.
Troppa gente commette il tuo errore, di voler mettere il piede in due staffe opposte.
Si arricchisce delle teorie vegane-igieniste-crudiste. Dice che sono interessanti e che sì, forse meritano alcune attenzioni, almeno al 10 o al 30 o al 50%, ma essenzialmente rimane ancorata ai fondamenti della medicina allopatica e omeopatica, basate su farmaci, integratori, rimedi decimali e centesimali, e pretende magari di barcamenarsi tra gli opposti sistemi, con la tecnica di un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Serve una scelta netta tra i metodi

Queste cose purtroppo non funzionano.
Ti faccio un esempio pratico.
Se uno ricorre a pratiche digiunistiche e purificatrici (perché gliele ha insegnate l’igienismo), e continua a prendere dei farmaci e degli integratori e dei rimedi (perché glieli ha instillati la medicalizzazione selvaggia), e continua a indulgere nel caffè e nella sigaretta, a mangiar carne e cibi junk (forse non è il tuo caso ma la cosa è molto diffusa), continua cioè ad avvelenarsi e a stimolarsi nei pressi del digiuno in corso (o durante e dopo il digiuno stesso), non fa altro che triplicare e moltiplicare i suoi danni, dato che un veleno è ancor più micidiale su un corpo ripulito e ridiventato bambino mediante liberazione dalle tossine.




Il sistema immunitario pretende totale fiducia nei suoi riguardi

Rispunta la famosa faccenda della media tra il giusto e lo sbagliato che bocciai lo scorso anno con una tesina dal titolo La mediocrità sta nel mezzo.
La verità non si presta a medie aritmetiche o geometriche, non segue le nostre elucubrazioni mentali.
Preferisce al contrario stare su posizioni estreme, lontano dai compromessi.
Occorre dunque fare una scelta di campo.
Se credi nel farmaco e nell’integratore ti ci devi buttare a corpo morto, senza guardare indietro, subendo tutte le conseguenze del caso, quelle apparentemente positive o davvero positive, e quelle certamente dannose.
Se invece credi nell’alimentazione naturale, e hai piena fiducia in te stesso e nella natura, nonché nella potenza incomparabile e imbattibile del tuo sistema immunitario, devi crederci in pieno, senza il minimo timore di finire nell’errore e nell’estremismo.

Cedere sugli integratori è un grave errore

Fatte tutte queste considerazioni e queste premesse, veniamo al tuo caso specifico odierno, alle soluzioni che ti si prospettano terra-terra in concreto.
Hai ceduto agli integratori, al magnesio T-Mag, all’alcalinizzante, alla vitamina D.
Hai cercato di abbassare il tuo paratormone alto (il paratormone è una sostanza proteica prodotta e secrèta dalle paratiroidi, e serve a regolare il delicato meccanismo calcio-fosforo).
Prendere gli integratori da un naturopata non fa meno male che prenderli dal medico.
Integratori sono e integratori restano, con tutta la loro iniquità funzionale.

Chi comincia con le integrazioni deve andare fino in fondo. Chi si ferma è perduto.

Se uno cade nell’agguato degli integratori, resta fregato per sempre.
Come scrive con chiarezza il dr Ray Strand, uno dei maggiori guru americani dell’integrazione, se prendi quella via (che è poi quella che lui propone oggi regolarmente, visto che nessuno seguiva i suoi consigli super-fruttariani di un tempo), la devi percorrere fino in fondo, senza mai fermarti, senza mai rallentare la dose.
Anche perché quando ti sfufi, o ti fermi, tutti i problemi iniziali si ripresentano aggravati da pesanti interessi, a conferma scientifica che gli integratori mineral-vitaminici-ormonali non apportano minerale, vitamina ed ormone, ma esercitano invece una semplice stimolazione cardiaca, comportandosi da quello che esattamente sono, ossia da autentici veleni.

Al corpo serve solo l’equilibrio generale, che ruota intorno alla legge del minimo

Non è che il corpo abbia bisogno di calcio e di cloruro di magnesio.
Esso ha bisogno di tutti i minerali e di tutte le vitamine e di tutti gli enzimi in proporzioni ottimali e ben distribuite, con rigorosa obbedienza alla legge del minimo di Liebig (Lo sviluppo degli esseri viventi è regolato-condizionato dall’elemento presente in minima parte nel cibo introdotto), per cui tutto il resto, tutta la parte eccedente, diventa scarto da eliminare.





L’unico rimedio possibile rimane la dieta vegana-crudista

Ecco allora che l’unico rimedio al mondo è quello globale della dieta vegano-crudista.
Vegana perché eviti tutte le acidificazioni, le fermentazioni e le putrefazioni intestinali che compromettono il funzionamento intestinale mandandoil 90% dei nutrimenti introdotti direttamente ai servizi igienici anziché al sangue ed alle cellule.
Crudista perché ti mantiene i minerali nella conformazione biochimica organicata (la clorofilla), ti preserva vitamine ed enzimi da ogni distruzione, e ti garantisce il MRNN (massimo rendimento nutrizionale netto), senza aggravio di spese digestive.
(Su questo punto ti invito a leggere due altre tesine: Nessun minerale vale se privo di vibrazioni, e
Il Pomo, il cibo-bidone e il doping di domani).

Serve un rispetto assoluto per il tuo corpo, anche se sta sgretolandosi

Il corpo è una entità complessa che lavora a sinergie globali e non per mosse individuali.
Si tratta di un lavoro di squadra coordinato da un impeccabile direttore d’orchestra.
Il discorso vale dunque anche per l’omocisteina alta.
I medici ti hanno parlato di mutazioni di geni e di integrazioni con folati per scongiurare problemi cardiovascolari.
Qui hai fatto benissimo a ignorare la prescrizione.
Basta che tu vada ad osservare i dati del tuo sangue e troverai di sicuro la tua vitamina B9 (o acido folico, o folati) a un livello abbondante o addirittura più alto delle tabelle mediche (3-16.1 ng/ml).
Però, alla fine della storia, hai continuato a bazzicare la medicina, nella figura del reumatologo,
il quale ti ha riempito della falsa panacea chiamata cloruro di magnesio, di farmaci per l’osteoporosi, per l’artrite, per il rischio cardiovascolare, e per altre cose ancora.
E ti ritrovi abbattuta e confusa, con le ossa che intanto continuano a sbriciolarsi.
Dove sbaglio? Ti chiedi e chiedi a me medesimo.

Dove stanno mai gli errori?

Ripartiamo da zero, ed anche da quella tua angosciosa domanda, e cerchiamo di capire assieme dove stanno i punti critici e fallimentari.

1) Errori grossi e sistemici sono stati fatti sicuramente quando eri nella pancia della mamma, quando ti hanno svezzata a base di latticini e forse di omogeneizzati, di cibi salati e zuccherati.
2) I guasti di quel lontano passato sono stati di peso e di impedimento per il decollo verso la guarigione.
3) Pur ribadendo in continuazione la tua fede igienistica, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
Altrimenti non saresti caduta nelle maglie di naturopati non-igienisti e di medici non-igienisti.
4) Per l’osteoporosi, malattia multifattoriale, c’è un elenco di fattori di rischio che qualsiasi buon manuale medico mette in evidenza:
a) razza bianca o asiatica-chiara (insufficienza di sole e di melanina)
b) costituzione esile e fragile
c) amennorea patologica (mancanza patologica di mestruazioni – ma qui la medicina ignora che
esiste pure la mancanza virtuosa e non patologica di mestruazioni dovuta a sangue puro, come
succede nelle migliori vegane-igieniste).
d) menopausa precoce
e) insufficiente calcio alimentare
f) fumo, alcol, caffè, droghe, farmaci
g) sedentarietà prolungata
h) sindrome di Cushing (malattia iatrogena con obesità-irsutismo-ipertensione: non è il tuo caso)
i) iperprolattinemia
l) ipogonadismo
m) anoressia nervosa
n) sindrome da malassorbimento
o) insufficienza renale
p) epatopia cronica
q) artrite reumatoide
r) mastocitosi
Direi che le lettere riguardanti il tuo caso sono (correggimi se sbaglio): a, b, e, g, m, n, o p, q.
In pratica, problemi renali ed epatici, malassorbimento seguito da debolezza e sedentarietà, scarsezza
ossigenativa, vita all’ombra e non al sole, sotto l’influenza dei mali-consigli sul buon latte che ha
tanto buon calcio, ma che va a intasare i condotti, ad acidificare il sangue, a togliere spazio ed
appetito per l’indispensabile frutta e le provvidenziali verdure crude, a limitare l’azione renale,
ad interferire col lavoro della tiroide, della paratiroide e di tutto il sistema escretorio.
A un organismo deboluccio d’origine come il tuo, serviva un’alimentazione crudista e intensiva fin
dall’inizio, accoppiata a tanta attività fisica, tanto mare, tanto sole, tanta respirazione yoga.
5) La nota positiva e il messaggio di speranza che mi sento di poterti dare è che le ossa, nonostante
tutto, si rigenerano in continuazione, producendo nuove cellule ossee che vanno a sostituire quelle
che muoiono.
Pertanto il tuo obiettivo primario è quello di mantenere il sangue fluido, puro e ossigenato, mediante
una vita sistematicamente attiva al sole e all’aria aperta (non appena il clima lo concede).
6) Il calcio è il cemento delle ossa, quello che le rende forti. Ne servono 0.8 grammi al giorno. Lo devi
prendere sempre e solo dalle verdure crude, dai germogli e dalla frutta fresca-secca, dove sta in
abbondanza:

- semi di sesamo bianchi e neri (ne contengono 1160 mg per 100 gr)
- rape 246
- mandorle 234
- noccioline 209
- tarassaco foglie 187
- crescione d’acqua 151
- ravanello 140
- fico secco 126
- semi di girasole 120
- broccoli 103
- finocchio 100
- radicchio 86
- datteri 59
- castagne secche 52
- arancia sbucciata 41
- carota 37
- cavolini Bruxelles 36
- fichi freschi 35
- zucca 21
- miglio 20
- pomodoro 13
- uva 12
- avocado 10
- pesca 9
- mela, anguria, patata con la buccia 8
7) Mai scordare però che esistono alcune sostanze nemiche acerrime del calcio, da cui si dovrà
stare alla larga:
- sale da cucina
- aceto
- alcol
- bevande gassate e zuccherate
- the e caffè
- latticini
- carni

Tutti a cercare la scorciatoia risolvente, senza cavare un ragno dal buco

Un discorso particolare va fatto sulla terapeutica in generale.
Il difetto di tutti i terapeuti, medici e non medici, è la ricerca ossessiva della singola sostanza magica capace di rimetterti in forma.
Ansia guaritrice che fa letteralmente a pugni con la natura e le sue leggi, come quella basilare di Liebig, sull’assorbimento minimo e sinergico delle sostanze.
Questo errore marchiano viene commesso in continuazione da tutti, sia a livello di cure terapeutiche che a livello di proposte alimentari.
Tutti a cercare il colpevole, il germe, il virus, il fungo, il parassita. Tutti a indagare sulla vitamina o sul minerale mancante. Tutti a inseguire la facile e risolvente scorciatoia, senza mai cavarne un ragno dal buco.

La gara a chi sperimenta di più e a chi sbaglia di più

Sbaglia clamorosamente il chirurgo ospedaliero, pronto a rimuovere senza tante storie l’appendice, il timo, la tiroide, il tumore.
Ma sbaglia clamorosamente anche l’oncologo dissidente tipo il dr Tullio Simoncini, che si illude di aver trovato il bandolo della matassa nel suo bicarbonato che fa sparire la candida albicans, quando il funghetto bianco non è causa di un bel niente, ma è solo conseguenza di una serie di errori a monte
(vedi tesine Zona Cancro e zona tumore, e Lipotoxemia ed emoviscosità, ovvero cancro).
Sbaglia il medico che ti dà il farmaco, ma sbaglia pure il naturopata che ti propina l’integratore.

L’obiettivo è il ripristino dell’equilibrio, operazione che spetta al sistema immunitario

Se cerchiamo la salute, occorre ripristinare il corretto equilibrio tra i vari sali dell’organismo, l’equilibrio calcio-fosforo, l’equilibrio-calcio-magnesio, l’equilibrio calcio-sodio e l’equilibrio calcio-potassio.
Nessuno al mondo è così bravo da rimettere in ordine le cose nel corpo umano.
L’unico che lo sa fare è il sistema immunitario.
Quello che serve è dunque aria buona, cibo fresco e compatibile, respirazione ritmata, ginnastica aerobica, camminate al sole, entusiasmo, motivazione, riposo. Questo e niente altro. Tutto il resto viene da sé.
Il processo guaritivo finale non spetta a niente e a nessuno, che non sia il sistema immunitario.
Il miglior terapeuta è chi ti rispetta di più, chi sa intervenire di meno, chi fa poco e niente, ma quel poco e niente lo sa fare benissimo

Alla fine, chi ti arreca meno guasti e ti fa guarire di più, può essere paradossalmente proprio colui che terapeuta non è, colui che nei rimedi non crede, ma che punta principalmente a un cambio radicale di impostazione del modo di vivere, senza prescriverti farmaci e senza fare del tuo corpo una specie di cavia per i suoi esperimenti.
Non è un discorso a vantaggio di un non-terapeuta come me medesimo.
La cosa sarebbe troppo banale e antipatica.
Di sicuro però, la filosofia della giusta alimentazione e del giusto comportamento non fa danni a nessuno, e aiuta a imboccare la strada che porta più velocemente al recupero, fermo restando che nelle emergenze serve sempre un bravo terapeuta medico o non-medico specializzato nell’azione e nell’intervento, nel mettere mani e strumenti sul corpo e dentro il corpo.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecanica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)