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domenica 28 febbraio 2010

LA DIGESTIONE COMINCIA NELLA TESTA, CIOE' NELL'ANIMA

LA DIGESTIONE COMINCIA NELLA TESTA, CIOE’ NELL’ ANIMA

Problemi intestinali, gas e dissenteria

Salve Valdo, sono un giovane di 23 anni. Leggo sempre con molto interesse il suo blog, e sono in attesa del suo libro che purtroppo non riesco a trovare nelle librerie trentine, per cui lo dovrò ordinare via internet.
Volevo farle delle domande riguardo alcuni problemi intestinali che mi fanno soffrire giornalmente e da diversi anni.
Mi sento sempre la pancia piena di gas che devo quindi espellere.
Ho spesso diarrea e le mie feci non sono mai compatte.
Questo va ormai avanti da diversi anni.

Infiammazione intestinale e urine proteiche

Lo scorso anno mi sono recato dal medico e ho effettuato diverse analisi del sangue e delle feci, nonché una colonscopia, al fine di capire quale era il problema.
Nulla di anomalo è stato trovato se non una lieve infiammazione intestinale.
Le analisi delle urine presentano un valore di proteine di 20 mg/dL, oltre il doppio del valore corretto che è da 0 a 10, ma sembrerebbe nulla di preoccupante, a seconda del medico.

Avvicinamento crescente all’alimentazione naturale e non-crudele

Da circa 3 mesi ho smesso di mangiare carne e di bere latte, preferendo un’alimentazione più naturale.
Ma il problema permane comunque.
Devo dire che il mio avvicinamento all’alimentazione naturale è dettato da una scelta etica e salutare, e non dai miei presenti problemi intestinali.
Mi può dare qualche consiglio per migliorare il mio stato di salute?
Mi può far capire di quali reali problemi si tratta?
Ringrazio in anticipo per l’eventuale disponibilità.
Saluti. Matteo


Le origini della patologia stanno più in alto

Ciao Matteo, sono sicuramente in grado di aiutarti, a patto che tu mi dia la tua piena collaborazione.
Spero intanto che tu abbia letto la mia tesina Gastrite cronica, stitichezza ed emicrania del 24/2, che potrebbe darti qualche idea in più sui problemi che stai affrontando.
L’infiammazione intestinale non è una patologia locale e circoscritta, ma una condizione sintomatologica le cui origini e cause vanno cercate più in alto, cioè nel duodeno, cioè nello stomaco, cioè nella bocca, cioè nella testa, cioè nell’anima.
Anima che tu hai già guarito, mentre il corpo resta tuttora convalescente.

L’infiammazione non è uno scherzo, e stai alla fase 4

L’infiammazione intestinale non è affatto uno scherzo.
Il fatto di non aver trovato chissà quali cose e chissà quali eclatanti irregolarità, non significa niente.
Al contrario del tuo medico sarei molto preoccupato.
Gli esami, le mammografie, le colonscopie, il più delle volte non servono a niente, se non a giustificare l’investimento che le strutture sanitarie hanno fatto per dotarsi di tali apparecchiature.
Se vai a cercare un tumore, non lo trovi quasi mai, e magari lui esiste già a livello di precursori e di semi pronti a gonfiarsi e partire col germoglio patologico.
Non ti dico questo per spaventarti, tutt’altro. La realtà non deve mai spaventare, ma solo istruire.
Si tratta di raffreddare la fase digestivo-assimilativa, mediante più cibi crudi e più attività sportiva che riscalda le parti esterne e riequilibra il tutto.

I sette passi verso il cancro

Il fatto che tu scarichi proteine nell’urina indica che stai alimentandoti con formaggi e uova, o forse con troppi cereali che non vengono assimilati al meglio, e che coltivi qualche putrefazione intestinale.
Ricordati che le fasi che portano al cancro, come indicato 100 anni fa dal dr John Tilden, restano sempre quelle:

1) Enervazione
2) Tossiemia
3) Irritazione
4) Infiammazione
5) Ulcerazione
6) Indurimento
7) Fungazione (cachessia e metastasi)

Il veganismo tendenzialmente crudista ti tirerà fuori dai guai

Sei molto giovane e hai fatto bene a non indulgere ulteriormente.
La salute è un fatto normale. Vivere male a 23 anni per colpa di questi problemi è un’assurdità.
Servono meno visite, meno raggi e più buona cultura alimentare-comportamentale.
La funzione intestinale è della massima importanza e si realizza principalmente nell’intestino tenue, dove gli alimenti (sottoposti precedentemente alla pre-digestione nella bocca e nello stomaco) continuano a rilasciare le loro sostanze nutritive, sotto l’azione dei succhi intestinali-pancreatici-biliari, e vengono in questa precisa area assorbiti.

Occorre alimentarsi bene ed evacuare altrettanto bene

L’evacuazione intestinale avviene in seguito al rilassamento degli sfinteri anali ed alle contrazioni peristaltiche.
Se tale evacuazione è liquida (diarrea) significa che gli alimenti non sono stati ben digeriti ed utilizzati.
Se invece sono secche e consistenti, faticose da espellere, significa che c’è atonia intestinale (stitichezza) e intossicazione del sangue. Se gli escrementi hanno odore malsano ed eccessivo denotano putrefazione intestinale, cioè processi interni di denutrizione e di toxemia.

Un intestino sano significa salute a tutti i livelli

La via digerente, oltre che essere fonte di assimilazione delle sostanze vitali, è pure via di scarico delle impurità e delle tossine che arrivano a questo condotto eliminativo intestinale da ogni parte del corpo mediante il sangue, per essere espulse dal corpo.
Ecco spiegato il motivo per cui un’emicrania scompare scaricando il ventre, e perché uno stato di febbre se ne vada quando si ristabilisce la normalità intestinale.
In effetti, le diarree abbondanti e non striminzite sono utili in quanto servono a scaricare materiale tossico.

L’intestino guarisce coi cibi crudi e le fibre vegetali

Il tuo corpo è reattivo e sta funzionando bene. C’è però qualcosa di sbagliato nel tuo modo di alimentarti.
Non mi hai indicato per filo e per segno com’è la tua giornata nutrizionale, ma lo posso immaginare.
Un esame iridologico confermerebbe sicuramente la tua condizione tossica.
L’infiammazione intestinale è una reazione a delle offese. E’ uno stato febbrile indotto internamente.
Come dice Lezaeta, vivi in stato di scompenso termico. Occorre ristabilire la normalità.
L’intestino guarisce proprio coi cibi crudi che spesso il normale medico proibisce in casi come questo.
Il dr Bircher-Benner era famoso per queste strategie controcorrente con le quali faceva miracoli.

Depurare e disinfiammare il tubo gastro-intestinale

Ti consiglio intanto di depurare velocemente il tuo tubo gastrico, con un paio di giorni di totale digiuno a sola acqua di alto Trentino, con riposo assoluto al caldo.
Poi riparti con la frutta e le ottime mele della tua regione, a cui aggiungerei mirtilli e lamponi, se ci fosse la stagione. Niente male se arrivano dal Cile. Devono vivere anche i cileni, colpiti pure loro da disastrosi terremoti. Anche la loro uva nera è fantastica.
Dà un’occhiata agli schemi nutrizionali dettagliati che trovi ad esempio nella tesina Emicrania,
fibromialgia e allergie del 30/1, e cerca di adattarli al meglio alle tue condizioni particolari.

Acqua biologica, aria, sole, movimento e alcuni alimenti fondamentali

Cura il movimento e la respirazione, nonché l’esposizione al sole.
Le priorità siano l’acqua biologica strutturata della frutta acquosa, l’acqua biologica strutturata dei centrifugati di rape-carote-sedani-patatedolci-ananas, la betaina delle barbabietole e lo zolfo delle crucifere, le vitamine gruppo B delle mandorle, delle noci e dei pinoli, i micronutrienti e le proteine vegetali dei germogli, i grassi polinsaturi dell’avena e del pop-corn, e a volte dell’orzo, del farro, del riso integrale, del grano saraceno, l’amido non troppo cotto di patate e zucche.

Combinazioni giuste e semi di finocchio

Quanto alla formazione di gas, mescola le sostanze il meno possibile e nei giusti modi, cominciando sempre dal crudo e dal cibo più veloce a digerirsi, con tutta la frutta a stomaco vuoto (escluso mela, papaia e ananas, mangiabili a piacimento).
Evitare i legumi, ma nessun problema con le tegoline e coi piselli freschi.
Fare dei tentativi coi vari tipi di lenticchie.
I semi di kummel, o finocchio, aiutano ad attenuare temporaneamente il problema.
Niente cioccolate, caffè, the, fumo, cole e simili. Niente farmaci di nessun tipo. Niente integratori.

L’Helicobacter pylori dell’ulcera e lo zolfo delle crucifere

Gli scienziati della John Hopkins School of Medicine di Baltimora, vedendo che molte persone guarivano dall’ulcera consumando broccoli crudi, hanno svolto ricerche approfondite.
Con grande sopresa, hanno scoperto che il sulforafano, un derivato dello zolfo che si trova concentrato in tutte le crucifere, dando loro il forte sapore che le caratterizza, faceva autentici miracoli nella guarigione delle ulcere.
Il piccolo Helicobacter pylori, causa o meglio accompagnatore di quasi tutte le ulcere, non trova vita facile in presenza di zolfo.
Il sulforafano si trova in massima concentrazione nei germogli teneri dei broccoli, nei cavoli, nei cavolfiori, nei cavolini di Bruxelles, nelle verze, nel crescione, nei rafani e nel cren, nei ravanelli, nelle rape.

L’autentica panacea verde

Oltre che curare l’ulcera, dove gli antibiotici falliscono sempre, queste sostanze solforate proteggono dai tumori allo stomaco, all’intestino e persino alla mammella.
Panacea?
Chiaro che sì (tenendo presente che la vera panacea resta sempre e solo la prevenzione).
Se andassero poi a scoprire cosa si trova nei germogli di ortiche e di altre piante selvatiche, imparerebbero molte altre cose interessanti, che gli indiani d’America, dotati di grande superiorità intellettuale, conoscevano ed usavano regolarmente.

Li abbiamo preceduti di circa 2000 anni

Ma i ricercatori Americani non hanno mica scoperto l’America.
L’America gliela abbiamo scoperta e persino denominata noi, con Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci.
Quando Catone (234-148 a.C) scrisse che i romani sono vissuti sani e felici per 600 anni, senza nemmeno un singolo medico in circolazione (la medicina era vietata per legge, perché i romani se ne intendevano), dalla fondazione agli anni dell’Impero, grazie al cavolo crudo, all’uva nera, e alle rape afrodisiache, eravamo due secoli in anticipo sulla venuta del Messia.
Figurarsi quanto in anticipo eravamo sulle trovate scientifiche di Baltimora.





Una straordinaria sostanza chiamata sulforafano

Il potere antiossidante del sulforafano è dotato di attività antiossidante a largo spettro, ed è capace di neutralizzare molti radicali liberi con un’azione martellante e ripetuta contro le ossidazioni persistenti, che portano a mutazioni e alla nascita di tumori.
Gli effetti antiossidanti del sulforafano sono molto più potenti degli effetti antiossidanti della vitamina C, della vitamina E e del betacarotene, i quali neutralizzano una sola molecola per volta di radicali liberi e finiscono consumati e distrutti nel processo.
Il sulforafano mantiene un’azione persistente, indiretta e lenta, ad ampio spettro, per cui dura più a lungo, in un processo che continua ad essere efficace per giorni.

Messeguét, nonna Marina e le lumache, come insegnanti sulla materia sulfurea

Il grande erborista francese Maurice Messeguét non conosceva certamente questa storia sul sulforafano, ma questo non gli impediva di sapere che i cavoli erano miracolosi per il minerale organico ivi contenuto, e di ottenere grossi risultati curativi con dive dello schermo e presidenti di stato.
Non sempre lo zolfo significa odore di fiamme e di diavoli, si potrebbe dire a questo punto.
Messeguét aveva appreso queste conoscenze da suo padre.
Pure io le ho apprese da mia nonna Marina.
Le ho apprese pure dalle ostinate e indistruttibili lumache, le quali, ogni volta che pianto i cavoli, me li divorano nel giro di una notte.
E’ anche per questo che, quando sono in viaggio, la foglia di cavolo non manca mai nei miei panini vegani.

A quelli della catena McDonald’s serviranno altri 200 anni, per capirci qualcosa

Quelli della McDonald’s lo impareranno forse tra 200 anni.
Per adesso hanno inserito qualche precaria e smorta foglia di lattuga, in mezzo ai loro disgraziati menù.
Fino a quando continueranno a mettere cadaveri marchiati Cremonini e Manzotin nei loro Big-Mac, continueranno ad accumulare dollari sporchi di sangue, ed in più non andranno mai lontano in termini di qualità.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

sabato 27 febbraio 2010

OMOCISTEINA E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

OMOCISTEINA E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Un infarto che ti cambia d’improvviso i connotati

Caro Valdo, ho 59 anni. Nove anni fa ho avuto un infarto che mi ha cambiato radicalmente la vita.
Poco dopo il drammatico evento, mi sono convertito al vegetarianismo e, dopo qualche anno ancora, al veganismo.
Tre anni fa, infine, ho conosciuto l’igienismo.
Da allora ho completamente bandito ogni farmaco. In particolare quelli post-infarto (aspirina, statina, beta-bloccanti, ace-inibitori, e altri).

Passaggio al crudismo con vantaggi e benefici a raffica

Ho invece introdotto nella mia alimentazione molti più cibi crudi.
I miglioramenti, durante tutto il ciclo accennato, sono stati via via crescenti e notevoli.
Le affezioni alle vie respiratorie e i disturbi gastrointestinali, che avevano segnato penosamente tutto l’arco della mia vita precedente, sono stati quasi del tutto debellati, mentre il tono vitale ed energetico ha conosciuto enormi progressi.

Leggo ogni cosa che scrivi

Recentemente ho avuto modo di leggere i tuoi scritti (il libro e il blog), e ne sono rimasto davvero colpito per la chiarezza, la profondità e la competenza. Per quanto mi è dato di conoscere, non mi pare che esista qualcuno, nel panorama igienista-vegano-crudista italiano che possa anche solo lontanamente stare al tuo passo. Complimenti davvero vivissimi.

Un parere su B12, colesterolo, omocisteina e dieta

Venendo a me, nonostante i vistosi progressi già conseguiti, sento il desiderio di perfezionarmi ancora di più, di andare oltre, compatibilmente con i disastri provocati dalla mia scriteriata condotta di vita fino ai 50 anni, caratterizzata da fumo, caffè, stress, pochissimo esercizio fisico, cibi cotti più animali che vegetali, e tutti gli altri annessi e connessi.
In particolare gradirei il tuo parere su quattro argomenti specifici: la vitamina B12, il colesterolo, l’omocisteina e la mia dieta attuale.
Una crescente dipendenza dalla B12

Con la vitamina B12 mi sono finora lasciato orientare dal dosaggio dell’omocisteina, che è fattore di rischio cardiovascolare. Poichè quest’ultima restava sempre di parecchio fuori norma, ho assunto dosi crescenti di B12 finché la stessa non rientrava nei limiti. Constatando poi che ad ogni sospensione di B12 l’omocisteina risaliva, mi sono deciso di assumere la B12 in via stabile.
Ma ora, leggendo i tuoi scritti, ho iniziato a ricredermi, e il quadro non è più così chiaro.

Vale la pena perfezionare ancora o accontentarsi?

Vale la pena, secondo te, che mi affidi fino in fondo al potere di auto-guarigione della natura, o invece, nel mio caso specifico, dopo i pasticci combinati durante una vita intera, è preferibile che rinunci a ulteriori e forse improbabili miglioramenti, e mi accontenti di una omocisteina corretta, anche se a costo di qualche pillola di B12, peraltro di origine non sintetica?
In altre parole, dato ormai per assodato e strutturale il malassorbimento di B12 (forse per carenza di fattore intrinseco, dopo i tanti errori commessi) non è forse il danno minore, quello di una omocisteina sotto-controllo grazie all’assunzione di vitamina B12?

I tuoi valori strepitosi mi hanno fatto riflettere

Il mio colesterolo totale si aggira fra i valori 150-200.
In particolare, ho notato che si alza quando eccedo un po’ nei cereali. Questo sarebbe in accordo con una teoria che ho sentito da un medico naturopata, secondo cui i carboidrati avrebbero l’effetto di produrre per via endogena un eccesso di colesterolo, quasi al pari degli alimenti di origine animale.
Tutto sommato non mi sembrava comunque di essere messo tanto male, fino a quando non ho letto le tue tesine, nonché i tuoi valori strepitosi (68 di LDL e 53 di HDL).
Potresti chiarirmi il perché dei miei sbalzi di colesterolo, e darmi qualche aiuto per ridurne il livello?
A questo proposito, pensi che la tua mitica crema di avena potrebbe avere qualche benefico effetto?

La mia dieta di oggi

Venendo infine alla mia dieta, essa consiste di frutta durante il giorno, a colazione, pranzo e qualche spuntino successivo, per un totale di 2 chili circa, tra cui 2/3 etti di banane e un etto di datteri giganti Medjoul.
Alla sera, dopo un’insalata cruda mista (di circa mezzo chilo), mi faccio in genere un piatto di cereali integrali o di patate, ricorrendo raramente ai legumi, con inclusione di verdure cotte (da utilizzare come sugo o come contorno ai cereali o alle patate). Utilizzo olio extravergine crudo sui cereali e le patate, mentre l’insalata cruda la condisco con i semi (lino-sesamo-girasole tritati, un paio di cucchiai).

Le voglie caloriche serali

Il problema, credo, è che tendo ad esagerare con le porzioni di cereali (quasi due etti) e con le patate (quasi un chilo).
Forse anche perché alla sera mi si scatenano voglie caloriche rimaste un po’ represse durante il giorno.
Tieni presente che sono alto 169 per 61 di peso circa. Ti chiedo se anche a te le porzioni di cotto sembrano eccessive. Può essere questa la causa del mio colesterolo alto?
Che non sia meglio anticipare una quota di carboidrati complessi nella prima parte della giornata, magari con una bella crema di avena come fai spesso te?
Vivo interesse per la crema di avena

A proposito di crema di avena, volevo chiederti anzitutto come fai ad ottenere i fiocchi d’avena.
So che si acquistano al negozio bio, ma credo che si tratti di un prodotto ottenuto tramite cottura e quindi non più naturale, o mi sbaglio?
E poi, che quantitativo mi suggeriresti. Vanno bene 30-40 grammi di fiocchi, con un bicchiere di latte di riso e un cucchiaio o due di semi?

Le sciocche trasgressioni natalizie puntualmente pagate

Durante le ultime festività natalizie ho commesso qualche sgarro di troppo, tra panettoni, torroni e cibi cotti. Trasgressioni che ho pagato con un raffreddore che da diverso tempo non conoscevo cosa fosse, e con perdita di regolarità intestinale, con feci molli ed irregolari.
Regolarità che non ho ancora recuperato, nonostante qualche breve digiuno e l’abbandono di ogni pratica nociva.
Sono alquanto sorpreso, nonché preoccupato.
Qualche consiglio al riguardo?
Ti ringrazio della tua cortese attenzione.
Qualora volessi rispondermi pubblicamente, la cosa mi sta bene. Ti pregherei in tal caso di omettere cognome e località.
Franco

Complimenti e integrazioni morali

Ciao Franco, i complimenti che mi fai sono di sicuro esagerati, comunque li considero come
integratori-morali, sperando che non mi stimolino troppo facendomi poi cadere in depressione, come tutte le cose dopanti, tipo la tua scomoda e odorosa amica vitamina B12.
Mentre per la B12 ho appena completato L’oro puzzolente del terzo millennio, che ti mando in allegato, per tutto il resto ti ricordo di consultare miei scritti precedenti tipo:

- Colesterolo e omocisteina, ovvero infarto, obesità ed Alzheimer (del 30/9/2008)
- Il paradosso del dr Strand e l’imperfezione del dr Pritikin (21/1/2009)
- Arteriosclerosi, omocisteina e carenze ascorbiche (23/1/2009)

Li puoi scaricare dagli archivi di Luigi Boschi o di Medicina Naturale.

Nelle tesine citate si parla in anteprima di McCully

In tali lavori ho presentato, probabilmente per primo in Italia, senza tante ciance, una sintesi delle ricerche di Kilmer McCully.
Intendo dire che mi sono sobbarcato di persona la lettura, la traduzione, l’interpretazione e il non facile stile espressivo di McCully, ottimo ricercatore medico, ma pessimo ed ingarbugliato scrittore.
Ora tu mi poni domande complesse coinvolgenti il colesterolo e l’omocisteina, più la B12 che salta fuori in tutte le salse.
Dunque mi costringi a fare un lavoro di ricucitura e di aggiornamento.



Mai fare le spugne che assorbono passivamente

Mi piace molto la tua frase Ho iniziato a ricredermi. Vuol dire che hai la grinta mentale e che non ti accontenti delle apparenze. Essere battaglieri, e non spugne che assorbono passivamente tutto, è segnale di efficienza fisico-mentale.
Non ho inteso con sicurezza il significato di colesterolo totale tra 150 e 200. Intendi il colesterolo LDL o la somma di HDL e LDL? Se è la somma dei due la cifra va sicuramente bene. Se invece si tratta di 150-200 LDL, direi che tale quota va monitorata e diminuita.
Se i cereali ti causano troppi sbalzi, potrebbe trattarsi di qualche problema celiaco di intolleranza al glutine. In ogni caso, spostandoti sull’avena e magari anche sul pop-corn, risolverai molti problemi.

Frutta acquosa, avena e mandorle

Devi aumentare la frutta senza timore, riducendo alla metà le patate e i cereali.
Con apporto incrementato di acqua biologica naturalmente strutturata, ti calerà l’appetito per le patate e le altre cose.
Direi di optare per una sola banana e più frutta acquosa come agrumi, kiwi, meloni, papaie.
Pinoli, mandorle e noci, magari la sera dopo le verdure.
La crema di avena è raccomandabilissima per il colesterolo. L’avena che trovi dovrebbe essere quella normale rollata a crudo e quindi non-precotta.
La trovo in tutti i supermarket asiatici, e proviene soprattutto dall’Australia. A volte anche dalla Cina.
Ma anche da noi è in vendita nei negozi di macrobiotica. Se l’inserisci di mattina, meglio farlo verso le 10-11. I quantitativi li lascio a te.

Bietole rosse centrifugate e broccoli crudi in abbondanza

Una cosa che ti suggerisco fortemente è il centrifugato crudo di bietole rosse-dolci e di barbabietole da zucchero, nonché di topinambur, carote, sedani, ananas, come alternativa mattiniera ai pasti di frutta.
Trattasi di cibo efficace in particolare per abbassare l’omocisteina in modo naturale, e con molta più efficacia rispetto alle integrazioni di vitamine del gruppo B.
La sera, usa il prezioso appetito che hai per rimpinzarti non di patate (per altri aspetti, ed entro certi limiti, ottime), ma bensì di zolfo organicato e di prezioso sulforafano, sostanza miracolosa che trovi in tutte le crucifere.
Poi mi ringrazierai e mi invierai persino delle benedizioni.

L’amletico dubbio sugli integratori

Per quanto concerne i tuoi dubbi amletici sullo staccarti o meno dalla schiavitù degli integratori, non aspettarti da me prescrizioni che non posso darti.
Qui di seguito ti espongo la mia tesina sull’argomento.
Sarai tu poi a studiartela e a farne buon uso secondo la tua intelligenza e il tuo senso di responsabilità.
Staccarsi da ogni forma di doping può sempre nascondere qualche insidia.
Magari serve gradualità.
Cose che dovrai decidere da solo.
Veniamo dunque alla tesina vera e propria.



Definizione di malattie cardiovascolari

Le malattie cardiocircolatorie sono quelle che impediscono al cuore di pompare liberamente i 5 litri di sangue che abbiamo attraverso la rete fittissima di arterie e di capillari che portano pronto nutrimento e sollecita ripulizia ad ognuna delle nostre cellule.
I fattori di rischio sono l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, il diabete, l’iperomocisteinemia, il fumo.
C’è da aggiungere che all’interno del corpo umano esiste una continua guerra due parti avverse, una parte alleata e una nemica.
Importante sapere chi gioca a nostro favore e chi gioca contro.

Gli alleati del corpo umano, ossia gli antiossidanti

Gli antiossidanti sono sostanze che hanno l’abilità atomica di regalare un elettrone a un pericolo pubblico interno chiamato radicale libero, bilanciandolo e neutralizzandolo.
Il nostro corpo è dotato di protezione-immunitaria anti-ossidativa e produce 3 tipi di antiossidanti che sono il superoxide-dismutasi, il catalasi e il glutatione perixodasi.
Quando però i radicali liberi sono troppi, i nostri mezzi interni sono insufficienti a contrastarli.
Ecco allora che ci vengono incontro gli antiossidanti esterni, che sono la frutta e la verdura allo stato crudo, contenenti vitamina A, il gruppo B (specie B1, B2, B6, B9, B12), vitamina C, vitamina E, betacarotene, coenzima Q10, acido alfa-lipoico, glutatione, bioflavonoidi).
I teorici della supplementazione, come il dr Strand, sguazzano in questa situazione e propongono sostanze di sintesi a tutto spiano, con la scusa che la gente è scema, e rifiuta di alimentarsi in modo naturale.
Noi igienisti rifiutiamo la dipendenza chimica e diamo fiducia all’uomo e all’umanità, e operiamo perché ci sia un rinsavimento generale.

I nemici del corpo umano, ossia i radicali liberi

I radicali liberi sono molecole o atomi di ossigeno che hanno almeno un elettrone spaiato (libero) nella propria orbita, e che rappresentano fattore ddi instabilità e di pericolo, in quanto sono pronti ad associarsi con la prima sostanza del vicinato per formare nuovi composti ossidati e velenosi.
Sono caratterizzati da un movimento violento che crea delle quasi-scintille nei meandri intracellulari.
Se non vengono rapidamente neutralizzati, i radicali liberi tendono a proliferare e a destabilizzare le membrane cellulari con un fenomeno che viene definito stress ossidativo.
I radicali liberi vengono creati da cibi sbagliati (con digestioni lunghe e difficili), da bevande sbagliate, da comportamenti sbagliati, da inquinamento esterno ed interno, da scarsità di movimento, da esercizi fisici strenuanti, da shock emotivi, da situazioni di stress, da radiazioni e medicalizzazioni

Il fumo, nemico del cuore e nemico dell’anima

Il fumo da solo abbassa la capacità vitale del soggetto, ed è uno dei fattori più seri di eventi trombotici, in quanto causa di aritmie ventricolari, dovute all’aumento di tono del simpatico e conseguente riduzione della soglia di fibrillazione ventricolare.
Il monossido di carbonio prodotto dal fumo può scatenare da solo situazioni di ischemia (blocco circolatorio sanguigno), in quanto riduce la capacità di trasporto-ossigeno dell’emoglobina.



Non è solo questione di colesterolo LDL

Le malattie cardiovascolari rappresentano la maggior causa di mortalità nei paesi occidentali.
I dati americani esposti dal dr Ray Strand parlano di 10 milioni di americani colpiti da cardiopatie, con 250 mila attacchi cardiaci/anno e un 10% di mortalità immediata.
Tutti pensano che il colesterolo LDL sia la causa principale dei disastri.
In realtà le cose sono più complesse.
Più della metà degli attacchi cardiaci in America avvengono in pazienti con livelli di colesterolo LDL considerati andanti e normali negli USA (280-310), dove la gente, come ben sappiamo, vive immersa nel sangue e nel latte da mattina a sera.

L’infiammazione dei vasi sanguigni alla base di ogni problema

Il reale colpevole dei maggiori drammi cardiocircolatori è l’infiammazione dei vasi sanguigni.
Quello che serve urgentemente fare è dunque disinfiammare le arterie.
Nel 1980, i medici hanno imparato che il colesterolo HDL (high density lipoproteins), elaborato dal corpo, è addirittura benefico, per cui più ne abbiamo e meglio è, mentre il colesterolo LDL (low density lipoproteins), di provenienza alimentare, è cattivo sotto ogni punto di vista.
Il colesterolo LDL si accumula lungo le pareti interne delle arterie, formando delle placche che rendono via via più ridotto il calibro utile delle arterie stesse. L’HDL al contrario fa addirittura da spazzino arterioso.

La strada che porta al disastro cardiovascolare

Il colesterolo LDL poi non è il solo istigatore di processi infiammatori all’interno dei vasi.
Le altre cause gravi sono rappresentate dall’omocisteina e dai radicali liberi, tutte cose derivanti dal fumo, dai cibi grassi e cotti, dal diabete, dall’ipertensione.
Quale è la strada che porta al disastro cardiovascolare? Il dramma avviene più o meno in quattro fasi.

Fase N. 1: Insulto iniziale all’endotelio

Il rivestimento interno delle nostre arterie è estremamente delicato, vulnerabile, sensibile anche alle più leggere irritazioni.
Le nostre arterie sono arterie tipiche di persone fruttariane, che mai avrebbero dovuto buttarsi su carni e proteine animali.
L’offesa maggiore si chiama stress ossidativo, con innalzamento dell’omocisteina e sviluppo incontrollato di radicali liberi.
Tutto ciò porta alla ossidazione del colesterolo LDL.
Ed è proprio questo il preciso meccanismo ossidativo che porta al ferimento dell’endotelio.

Fase N. 2: Risposta infiammatoria

Il sistema difensivo o immunitario reagisce al danneggiamento dell’endotelio inviando nelle arterie dei globuli bianchi (monociti, che sono più grandi dei leucociti), nel tentativo di catturare le cellule adipose di colesterolo-LDL-ossidato, ossia il nemico causatore dei danni. Ma i monociti hanno una capacità limitata e non tutte le cellule nemiche vengono catturate. Quelle superstiti diventano foam cells (cellule schiumose) e si attaccano ai rivestimenti interni delle arterie formando una saldatura patologica, un indurimento chiamato fatty streak (striscia adiposa).
Fase N. 3: Risposta cronico-infiammatoria

E’ l’infiammazione cronica che sta alla base di tutti gli attacchi cardiaci, delle malattie vascolari periferiche, degli aneurismi (dilatazioni arterie).
Trattasi di un processo chiamato proliferazione, dove si assiste alla fabbricazione di altre cellule schiumose e di altre strisce adipose. Un maggior numero di globuli bianchi viene richiamato in soccorso, ma essi falliscono nel compito sproporzionato e diventano essi stessi materiale schiumoso.
I rivestimenti arteriosi diventano ancora più compromessi e non-funzionali. Questo fatto provoca ulteriore restringimento del foro utile, sia per gli spasmi arteriosi che per l’aggregazione delle piastrine.

Fase N. 4: Rottura delle placche

L’evento finale nel 50% degli attacchi cardiaci è la rottura di una di queste placche, nonché il grumo sanguigno, il coagulo che si forma intorno alla placca segnata.
Le placche potenzialmente pericolose sono spesso piccole e possono persino non causare significativo restringimento arterioso, colpendo per così dire all’improvviso e a tradimento.
La patologia è silente ed inaspettata fino al momento della rottura e del blocco arterioso.
A volte le arterie continuano a restringersi fino al punto di diventare occluse, con acuto dolore al petto. Quel dolore chiamato angina pectoris, che la chirurgia risolve con interventi di angioplastica, dove si supera il blocco arterioso con un bypass.

Il lavoro sovrano sta nell’intelligenza comportamentale della gente

La maggior parte del tempo che i cardiochirurghi spendono nei rispettivi ospedali, è impiegato nello spegnimento incendi, in pazienti giunti alla fine del loro processo infiammatorio.
Lavori dunque di riparazione e di secondo piano.
Il lavoro primo, il lavoro sovrano, resta dunque nelle mani della gente e non nelle sale operatorie.
Esso si chiama prevenzione vera, intelligenza comportamentale.

Riparazioni di emergenza e prevenzioni mediante antiossidanti

Nelle cliniche specialistiche si ricorre ampiamente a sostanze antiossidanti. Trattasi di rimedi il più delle volte sintetici che scimmiottano i prodotti della natura, con risultati buoni nel breve periodo, ma con effetti dopanti nel lungo andare.
Gli antiossidanti più efficaci all’interno delle pareti cellulari restano la vitamina E, la vitamina C, il glutatione ed i bioflavonoidi colorati, sempre e solo al naturale. Senza mai dimenticare i sapori forti dello zolfo naturale, ossia delle cruciali crucifere (broccoli, cavoli, verze, cime di rapa, cren, ravanelli).

L’importanza delle sostanze antiossidanti (la regina delle antiossidanti è la frutta)

La vitamina E è incorporata nelle stesse cellule del colesterolo LDL.
La vitamina C è il maggior antiossidante in natura, per cui protegge e preserva le funzioni dell’endotelio, che sono alla base dei processi infiammatori. Impedisce che il colesterolo LDL venga ossidato.
La vitamina C ha anche il potere di far rigenerare la vitamina E e il glutatione intracellulare.
Il glutatione è il più potente antiossidante intracellulare, presente in ogni cellula.
Tutti i pazienti con malattie coronariche hanno livelli patologicamente bassi di glutatione nelle cellule.


I bioflavonoidi colorati dei prodotti della terra

Quanto ai bioflavonoidi, ne esistono migliaia di diversi tipi tra frutta e verdura. Più colori diversi prendiamo dalla natura viva e più bioflavonoidi catturiamo. Trattasi di antiossidanti potentissimi, dotati pure di qualità anti-allergiche ed anti-infiammatorie. Il vino rosso, e soprattutto il succo d’uva rossa, contengono polifenoli che riducono la formazione di colesterolo LDL ossidato nelle arterie e proteggono l’integrità dell’endotelio. Non è buona scusa per bazzicare cantine ed osterie. Ridurre il colesterolo e distruggere nel contempo il fegato con l’alcol non è scambio proponibile. Meglio l’uva, specie quella nera, masticando per bene la buccia e i semi. L’estratto di semi di uva (vinacciolo) viene ritenuto il miglior bioflavonoide esistente, ed agisce da antiossidante a prevenzione di ogn infiammazione cronica.

Importanza basilare del sistema renale

Tutti a parlare di colesterolo e nessuno invece a sottolineare il pericolo dell’omocisteina.
Dobbiamo le nostre conoscenze sull’omocisteina alle ricerche del 1968 del dr Kilmer McCully, riprese e rilanciate negli anni 90 dal dr Meir Stampfer e dal dr Jacob Selhub.
L’omocisteina è un aminoacido non-proteico prodotto dal metabolismo della metionina.
A dosi eccessive è considerata oggi uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare.
Il metabolismo dell’omocisteina si svolge in gran parte a livello renale.

L’aminoacido metionina

La metionina è un aminoacido solforato essenziale introdotto nell’organismo con la dieta, soprattutto carni, uova, latte e formaggio. Molto meglio le proteine vegetali delle rape e delle crucifere, solforate al punto giusto, che non si sognano di scatenare nell’organismo scarti lipidici chiamati omocisteina.
La metionina è una delle diverse sostanze lipotropiche (disintegratrici dei grassi metabolici), come la colina (scomposizione della lecitina), l’inositolo e l’acido lipoico.
La cistina, precursore dell’omocisteina (legata alla sintesi dell’omocisteina) è dannosa per l’organismo poiché può causare disfunzioni dell’epitelio vascolare (la pellicola interna che riveste i vasi sanguigni), con formazione di radicali liberi dell’ossigeno e disfunzioni nella funzione vasodilatatrice.

Sigarette, caffè, carne, inattività, ipotiroidismo, diabete, fattori precursori dell’omocisteina

L’omocisteina alta è fattore di ipercoagulazione. In un organismo funzionante, l’omocisteina è ritrasformata di nuovo in metionina, producendo pure glutatione e SAMe (S-adenosil-metionina).
L’iperomocisteinemia è una condizione multifattoriale, e può dipendere da un disordine enzimatico ereditario, da tabagismo, caffè, alimentazione carnea, inattività fisica, gastrite cronica, ipotiroidismo, insufficienza renale, diabete, psoriasi, celiachia, neoplasia mammaria, neoplasia al pancreas, neoplasia all’ovaio, farmaci antagonisti al gruppo B.

Importanza fondamentale dei gruppi metilici CH3

Per capire meglio l’omocisteina è opportuno parlare dei gruppi metilici, che sono dei radicali monovalenti CH3.
Tutti i meccanismi di invecchiamento hanno, come comune tracciato finale, cambiamenti strutturali del Dna. La chimica di base del Dna è tutto sommato semplice.
Come è elegante il processo di traduzione del codice triplo di un gene in una proteina completata, ancor più sofisticato è il modo in cui una cellula sa quale dei suoi 100 mila geni trascrivere, quante copie e in quali frequenze trascrivere.
Il più importante singolo principio organizzativo cellulare viene realizzato tramite la chimica di trasferimento del gruppo metilico.
Il gruppo metilico dice alla cellula quali parti del Dna non trascrivere, onde evitare invecchiamento precoce e aberranti crescite cancerogene.

Una perdita del 40% di capitale enzimatico-metilico significa crollo totale

Le ultime ricerche suggeriscono che il comune tracciato dell’invecchiamento è la perdita graduale di gruppi metilici da parte del Dna tramite meccanismi come lo stress emotivo, le tossine dell’ambiente, le deficenze vitaminiche (tutti acceleratori di perdita del gruppo metilico).
Trattasi di perdita di organizzazione informativa sia nella replicazione dei tessuti che nella sorveglianza immunitaria ideale.
Una perdita di circa il 40% dei gruppi metilici dai livelli della dotazione originaria di nascita, è associata al crollo degenerativo dell’organismo.

La politica vegana del risparmio energetico-enzimatico-metilico

Rallentare, fermare e invertire la perdita di gruppi metilici del Dna significa fermare l’invecchiamento cellulare.
Evitare prelevamenti continui di energia, scatenando leucocitosi e crisi immunitarie a non finire, permette grossi risparmi di energia enzimatica e metilica.
L’alimentazione vegetarian-crudista è basata esattamente su tale sistema, in quanto ogni pasto rappresenta un regalo di calorie e di nutrienti al corpo, senza addebiti e senza costi digestivi.

Omocisteina come barometro funzionale del corpo umano

Il segnale della chimica del sangue che indica una metilazione indebolita del Dna è l’elevazione dell’omocisteina.
Alti livelli di omocisteina accelerano l’accorciamento dei telomeri (dal greco telos = fine), che sono la coda terminale dei cromosomi.

Omocisteina come barometro funzionale del corpo umano, come indice di rendimento

Ad ogni divisione cellulare, la sequenza inizialmente lunga dei codoni dei telomeri tende a scheggiarsi ed a sfilacciarsi, ad accorciarsi.
L’omocisteina è una specie di barometro funzionale del corpo.
Il suo livello offre una lettura generale della condizione metilica, della condizione della chimica di trasferimento di gruppo metile nel corpo.
Quanto più alto sopra il 6.3 è il livello di omocisteina, tanto più povera è la metilazione del Dna, e tanto più alti i rischi per la salute.
Un motore efficiente si giudica dal suo alto rendimento, dalla sua scarsità di fumi residui e di scorie.
Il corpo umano si giudica dal suo basso livello di intossicazione lipidica (LDL, omocisteina,
grassi-neutri-del-sangue o trigliceridi).


Omocisteina, causatrice di radicali liberi e di crisi ossidativa nel colesterolo LDL

L’omocisteina, come già visto, è un residuo sbagliato, un prodotto del dissesto metabolico della metionina.
E’ necessario avere dell’omocisteina nel sangue, per il suo ruolo nei cicli vitali metabolici.
Ma, oltre una bassa soglia, essa diventa sempre più tossica e va a combinarsi col colesterolo LDL per promuovere ossidazione.
Il colesterolo-LDL-non-ossidato sembra essere innocuo persino ad alti livelli, per i vasi sanguigni.
Ecco però che basta una piccola ossidazione per renderlo agente di aterosclerosi.

L’omocisteina alta è una condizione da incubo

L’omocisteina alta incrementa la tendenza del sangue a coagulare e provoca acute trombosi vascolari.
L’omocisteina elevata accelera pure l’accorciamento dei telomeri delle cellule degli interni vascolari, e indebolisce la produzione di ossido nitrico endoteliale.
L’omocisteina elevata si accumula nelle cellule e le trasforma in maligne, bloccandone il flusso metabolico e causando il cancro.
Negli studi condotti, l’abbassamento aggressivo dell’omocisteina ha rinormalizzato tali cellule pre-maligne, e ha pure invertito il restringimento aterosclerotico dei vasi sanguigni.

I livelli accettabili dell’omocisteina

Sulla base di quanto sopra, i rischi cardiovascolari crescono in modo esponenziale.

Livello omocisteina 6.3 10 15 20
Rischio cardiaco relativo 1 2 4 9

Recenti studi della Boston University hanno stabilito che a livello 15, il rischio di evento cardiaco è
4 volte superiore alla media generale, e che il rischio Alzheimer è 2 volte superiore alla media.
Ogni caduta di un punto di omocisteina può ridurre i rischi cardiaci del 10%.
Il dr Ray Strand pone la gamma 5-15 umol/L (unità di molecole per litro di sangue), come la gamma nella quale muoversi. Meglio se sotto il 7, già problematica la situazione oltre il 12.

Politiche anti-omocisteina. Anche su questo aveva ragione Pitagora.

Stabilito cos’è l’omocisteina e quali danni fa, diventa importante capire come essa si formi innanzitutto, e come evitare che si formi in secondo luogo.
Nel caso poi che essa sia già diventata un fatto concreto dentro di noi, è importante come fare per disintossicarsi da essa.
Una dieta basso-proteica sullo stile raccomandato da Pitagora 2500 anni fa, è la base per non finire in queste condizioni.
L’uso regolare e sistematico del cavolo crudo e dei suoi cugini, sullo stile raccomandato da Catone 2200 anni fa, è fondamentale per non doversi poi detossificare.

Le tre vie di disintossicazione

La disintossicazione può seguire 3 strade:


1) Transulfurazione. Questa strada usa la vitamina B6 (piridossina) e lo zinco per convertire l’omocisteina in cistationina (mediante l’enzima CBS, cistationina-B-sintasi) e poi nella benefica cistina aminoacida solforosa, che si sintetizza poi nel glutatione (potente antiossidante e antitumorale).
2) Remetilazione. La seconda strada richiede acido folico (B9), vitamina B12 e riboflavina B2 col
processo chiamato ciclo dei folati (utilizzo dell’enzima metionina-sintasi).
Il collegamento omocisteina alta-vitamina B12 bassa è più pregiudizio forzato che dato scientifico.
3) Beta-sulfo-nutrizione. La terza strada usa la via nutritiva della TMG (trimetilglicina) o betaina, una sostanza scoperta ancora nel 18° secolo, e contenuta in abbondanza nel succo crudo della beta vulgaris e della rapa rossa, che fa abbassare la pressione già dopo un’ora, con rinforzo fino alle 3-4 ore e controprova di mantenimento dopo le 24 ore.
La betaina, tramite uno specifico enzima epatico (la transferasi metilica) elargisce un gruppo
metilico alla omocisteina e aumenta la produzione di SAMe (S-adenosil-metionina).
La via della beta-sulfo-nutrizione appare essere tra l’altro quella più potente e redditizia.
Con la TMG delle rape e lo zolfo naturale dei broccoli si ottengono molti più risultati che con le
supplementazioni vitaminiche del gruppo B, e con le solite sciocchezze della B12.
Tanto più che con una manciata giornaliera di mandorle-pinoli-noci-arachidi, e una manciata di semi
di sesamo-lino-girasole-zucca-papavero nella crema di avena, non esistono al mondo deficenze
alimentari di B12 o di gruppo B, se non nelle fantasie bacate delle menti deboli.

Il SAMe (S-Adenosil-metionina) come elargitore del gruppo metile

Tutti gli enzimi che reintegrano i gruppi metilici nel Dna usano SAMe come esclusivo elargitore del gruppo metilico.
I gruppi metilici vengono usati per fare serotonina, melatonina e altri neurotrasmettitori.
I gruppi metilici supportano la mielinazione dei nervi e la ricostruzione dei tessuti nelle giunture.
Come si può notare in tutti questi discorsi e in tutte queste formule importantissime, appare in continuazione la lettera S che in inglese sta per sulphur (zolfo) e sulphuration (solforazione).
Questo fatto dovrebbe far riflettere chi non ha ancora consumato del tutto la propria materia grigia.

E’ ora di finirla con la diseducazione televisiva

Sarebbe bene che i tanti nutrizionisti da strapazzo, pseudo-vegani e carnivori, che stanno imperando tra i tappeti rossi e gli onori delle televisioni, frenassero la loro boria e la loro ingiustificata presunzione.
Sarebbe bene che la smettessero di diseducare se stessi e gli altri dall’alto delle loro vetuste ed obsolete cattedre, e andassero più spesso sui campi e sui terreni, a contatto con la realtà della natura.
Sarebbe bene che gli Zaia e i Berlusconi stessero meno a braccetto con Cremonini, Star e Manzotin.
Sarebbe bene che incontrassero gli agricoltori arrabbiati e disorientati.
Che li istruissero, e li spingessero a non spargere più erbicidi e fertilizzanti chimici, a non seminare porcherie OGM della Monsanto, onde ottenere pannocchie più grosse per gonfiare altri animali da sgozzare prima del tempo.
Meno mais-inquinato ad uso animale, e molte più rape biologiche, di tutti i tipi e di tutti i colori.
Molte più patate dolci e topinambur. Molte più crucifere che durano tutto l’anno, in tutte le varie forme di broccoli, cavoli, cavolfiori, colza, crescione.

Bietole rosse, miracolose per l’omocisteina e ottime per l’eros

Tornando alle bietole rosse, si è soffermata a parlare di esse la rivista Hypertension della American Heart Association.
Queste bietole sono davvero una potenza.
Al tempo dei romani erano considerate afrodisiache. Contengono boro, che riveste importante ruolo nella produzione di ormoni sessuali. E contengono buoni nitrati che inducono rilassamento endoteliale, vasodilatazione e aumento del flusso sanguigno.
Il che potrebbe interessare pure al nostro premier, che in fatto di humour non è secondo a nessuno.

Rischiare non conviene

Quali sono dunque i sintomi e i segnali di avvertimento delle malattie cardiocircolatorie?
I pazienti sono asintomatici fino a che l’ostruzione dell’arteria malata non produce sintomi di ischemia, come ad esempio angina, claudicatio, ictus, o finché non si verifica una complicanza (es. trombo, embolo, aneurisma).
L’inizio dei sintomi è graduale, poiché l’arteria si restringe gradualmente.
L’esacerbazione acuta dei sintomi si verifica nei picchi di richiesta ossigeno (es. fatica sportiva).
A volte l’insorgenza può essere drammatica, come quando un’arteria si occlude acutamente.

La carezza al maiale, alla gallina, all’anatra e al vitello

Più andiamo nei dettagli e nelle pieghe del funzionamento del corpo umano, più andiamo a vedere i suoi funzionamenti-disfunzionamenti, e maggiormente ci accorgiamo di quanto importante sia mantenersi in stato di salute.
Non importa quale malattia, quale problema interno e quale carenza, la strada per la salute rimane sempre la stessa, e cioè quella dell’ossigenazione, del cibo vivo e crudo, del movimento, del sole, dell’armonia col creato, della carezza al maiale, alla gallina, all’anatra e al vitello, al posto della coltellata.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

L'ORO PUZZOLENTE DEL TERZO MILLENNIO

L’ORO PUZZOLENTE DEL TERZO MILLENNIO

La B12, il tallone di Achille dei vegani?

Carissimo Valdo, innanzitutto sei un grande, complimenti. Il tuo blog è mitico.
Sono vegano da molto tempo, e non ho mai preso sul serio la storia della B12.
Da poco però ho incontrato una ex-vegana, ora latte-ovo-vegetariana per colpa di questa vitamina.
Mi diceva che, anche secondo le più autorevoli società vegane del mondo, la B12 è il tallone di Achille dei vegani!
Tra l’altro lei, a buona ragione, mi diceva che, se deve prendere dei preparati chimici di tale vitamina B12, tanto vale mangiare qualche uovo e qualche latticino.
Vorrei gentilmente chiederti cosa ne pensi a proposito.
Grazie in anticipo. Un abbraccio.
Cesare

Quello della B12 è un colossale imbroglio senza fine

Ciao Cesare, mi state inviando complimenti graditi ed anche imbarazzanti, conditi però di piccole salse putrescenti ed indigeste, che non posso né voglio metabolizzare.
Su questa faccenda della B12 ho già scritto troppo per dovermi ripetere, per cui ti rimando ad alcune tesine precedenti, come:

- Dall’era disgraziata dei super-farmaci a quella disperante dei super-integratori (12/5/2008)
- Le inique ed arroganti equazioni mediche sugli integratori (5/11/08)
- La caduta definitiva degli integratori (24/12/08)
- La religione tarocca e mistificante della B12 (28/12/08)
- Il fantasma della B12 (27/9/2009)
- Perché la B12 è un colossale imbroglio (27/9/2009)

Non ho parole tenere nei riguardi di chi fa il percorso alla rovescia

La tua amica-gambero, ex-vegana diventata latte-ovo per spavento, farebbe bene a tenersi per sé le proprie paure e le proprie disgrazie culturali e non a trasmetterle agli altri.
Chi fa il percorso alla rovescia non è degno di molto rispetto.
Significa che ci era arrivato male e per sbaglio, per cui alla prima sparata dell’avversario, prende paura e la banderuola gira col ruotare del vento.
Ti ha parlato di autorevoli società vegane. E quali mai sarebbero queste dispensatrici di verità eterne?
Quali sarebbero queste nuove divinità dell’Olimpo Moderno, queste nuove Igea e Panacea, depositarie di saggezza e sapienza universali ed incontrovertibili?

I teatrini delle marionette

La verità, caro Cesare non sta nei palchi e nei teatri, dove ci sono attori, comparse, e marionette, guidate da un regista con in mano un certo spartito, e da un padrone che tira le fila in un senso piuttosto che nell’altro.
La verità sta nella storia e nella natura, nella realtà delle cose, nel tuo stesso cervello che deve ragionare sempre in modo autonomo, e chiedersi chi è che dice le cose e perché le dice.
Un’autorità vegana, chiunque essa sia, che diffonda in giro il nuovo-panico per la B12, non è degna di chiamarsi vegana.
Sta usurpando ed infangando il proprio movimento per un pugno di dollari e di favori politici.
Sta tradendo la propria causa e facendo enorme danno alla salute pubblica.

I grandi maestri se ne sono andati

L’Italia è un grande paese. Ma su queste questioni è particolarmente colonizzato e preso di mira.
Purtroppo i grandi come Ehret, Bircher e Shelton, non ci sono più, ed hanno lasciato il campo a persone molto più mediocri, molto più incompetenti e molto più corruttibili.
Persino tra gli allievi di Shelton ce n’è qualcuno che cade in queste contraddizioni ed in questo franare nel campo avverso, e mi riferisco a gente tipo il dr Joel Fuhrman.
Per fortuna che le maggiori cliniche igienistiche non cadono in queste truffe ed in queste debolezze mentali, e si guardano bene dal prescrivere minerali e vitamine, e tantomeno la B12. Primo perché non serve, secondo perché fa male a tutti, e terzo per coerenza con le precise leggi della natura.

E’ bene che più di qualcuno cambi mestiere

Un igienista-naturale-vegano che voglia ricorrere a questo tipo di contrabbando intellettuale, che voglia dedicarsi a queste scorciatoie malandrine, è bene che cambi mestiere, e che annunci coerentemente di essere passato con armi e bagagli sulla sponda avversa.
Il nemico lo rispetto e lo riconosco. Le sue motivazioni sono chiare.
Gli sparo a vista i miei proiettili ideologici e culturali.
Il suo obiettivo è esplicito, dichiarato ed onesto, metodi a parte.
Si tratta di fare soldi e mandare avanti la dorata baracca farmaceutica.
I soldi non sono da disprezzare. Sono come le calorie nell’alimentazione.
Servono a vivere. Sono basilari. Sono benedetti se guadagnati bene e non a scapito di altri.

I nuovi promotori scientifici della Pfizer, della Glaxo, della Bayer e della Monsanto

Ma i voltagabbana e i trasformisti non li sopporto.
E’ lecito cambiare idea nella vita. Non è lecito far finta di professare la vecchia idea mentre ne stai praticando un’altra.
Le autorevoli fonti vegane di cui parla la tua amica farebbero bene a cambiare mestiere e a entrare nelle fila dei piazzisti e dei promotori scientifici della Pfizer, della Glaxo, del Codex Alimentarius e, perché no, della Monsanto.
L’aria buona fa male ai polmoni, ci vuole l’integrazione nicotinica

Dove non ci sono cose ancora peggiori, c’è un grave errore ideologico alla base di questa Waterloo mentale di alcuni.
Ed è il concetto che per vivere non bastino le cose della natura.
Non bastano perché la vita non è abbastanza naturale e perché frutta e verdura sono troppo inquinate e troppo poco biologiche.
Ragionando in questo modo, avrebbero ragione quelli della Marlboro che avevano ammonito la gente a non respirare più aria di bosco, perché mette a soqquadro l’aria ormai nicotinizzata dell’umanità.

Il veleno va cobattuto a tutti i livelli

La realtà è che non ci si ripara dal veleno con altri veleni.
Tali posizioni segnano un arretramento e una disfatta ideologica.
Trattasi di una rinuncia a dei principi basilari ed eterni delle leggi naturali.
Quando si fa questo non si possono più impostare piani di risanamento, ma si cade in una spirale di decadimento morale, fisico e salutistico.

Neanche un millimetro di concessione agli estremisti della mediocrità

Mi hai chiesto un parere, e te lo sto dando.
Boccio in modo fermo e drastico chiunque parli a favore della B12.
Nessun igienista al mondo venga a parlarmi di questo stomachevole problema.
Quale autorità, quali titoli, quali referenze ho per dettare le mie contromosse?
Nessuna al di fuori di quelle di parlare scientificamente a favore della salute, libero da ogni condizionamento.

Cosa strana, i vegani non soffrono di malattie cardiache

Un milionesimo di grammo al giorno è richiesto, ed in più il nostro corpo ha una riserva valida per almeno 5 anni (ma a volte il doppio ed anche il triplo).
E’ verissimo che i vegani si attestano sulle quote basse della B12.
Ma non è quello il problema.
Le vere statistiche si calcolano sulle patologie, e non su dati isolati e teorici.
Quanti vegani da 100 pg/mL (e a volte anche in presenza di omocisteina altina ma LDL basso) soffrono di problemi cardiaci? Nessuno, in nessuna parte del mondo, salvo le solite rare eccezioni.
Quanti carnivori da 500-1000 pg/mL (e spesso con omocisteina alta, LDL alto e trigliceridi alti) soffrono e muoiono di ictus e di infarto? Tantissimi, una marea, purtroppo per loro.
Questi sono i veri criteri di valutazione.

La gran voglia di stare in mezzo al range

Nessuno cita l’errore ideologico che sta già nei dati relativi alle tabelle FDA.
L’errore ideologico sta nel fissare un range da un minimo (157) a un massimo (1059), che porta la gente a ritenersi sicura quando i suoi valori veleggiano intorno alla media, mentre la realtà è che, nel caso della B12 i valori ottimali sono soltanto quelli minimi (meno B12 c’è e meglio è, salvo prova contraria individuale, dove possono essere presenti delle complicazioni).

La B12 è bene tenerla ai minimi termini

Meno B12 c’è e meglio è perché la B12 alta significa sangue denso, viscoso e lipotoxemico, derivato
da una dieta carnivora che sta apportando tutte le disgrazie possibili nell’organismo.
Meno B12 c’è e più scorrevole è il sangue, per cui si crea nel soggetto vegano un fabbisogno minimo e virtuoso di B12. In ogni caso, è il sistema immunitario a stabilire quanta B12 produrre nell’intestino, e si tratterà della quantità di B12 pertinente e consona al proprio apparato. Alla fine ognuno ha i suoi valori costituzionali. Senza poi contare il fatto importantissimo dei folati (B9) che agiscono come trasportatori della B12, e che nei vegani sono quasi sempre in eccedenza rispetto al range delle tabelle FDA.

Vendita di integratori alle stelle, e salute umana a terra

Tutti questi fatti contraddicono sonoramente quanto si legge sui libri medici ufficiali.
L’anemia perniciosa poi può colpire chiunque, vegano e carnivoro, il che significa che non è un problema di dieta ma semmai di inabilità di un determinato corpo ad utilizzare la B12, oppure di carenza associata di B6-B9 e di ferro.
La vendita di vitamine sintetiche e di integratori minerali è divenuta il business numero uno del globo.
La salute non ne sta guadagnando affatto. Stiamo diventando un pianeta di gente integro-drogata.
L’unico risultato concreto è che nei vespasiani pubblici le urine della gente sono oggi molto più ricche e costose, cariche di residui vitaminico-minerali faticosamente espulsi dai reni.

Una vitamina cruciale per la Pfizer

La maggioranza delle vitamine sintetiche confezionate contengono livelli di zucchero del 50-70%, sono colorate artificialmente e includono pure indesiderabili quantità di sodio inorganico.
La B12 è una vitamina cruciale, scrive su Internet una persona che ho sempre stimato culturalmente, come la dottoressa Luciana Baroni.
Cruciale per chi? Per la gente o per la Pfizer?
Confesso di essere molto deluso dalla cosiddetta Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana che, in questa circostanza, si qualifica come Società Scientifica di Diseducazione Vegetariana.

Un documento illuminante del medico dr Bruno Giovannetti

Molto utile rileggere la lettera di risposta ad Alessandro Zanoni sul problema B12 e dintorni.
Il documento porta la firma doc un medico trasparente, il dr Bruno Giovannetti, che già avevo pubblicato nel 2008, utile a far capire da quale parte va il mondo.

Il caso dei betabloccanti, prima demonizzati e poi esaltati

Sono medico e sento il bisogno di dire qualcosa sulla B12.
Qualcosa che, beninteso, non troverà scritta in giro, perché la sanno veramente in pochi.
Ho fatto per 33 anni il medico della mutua, e non sono affatto un vegetariano (questo mi può dare una certa aura di imparzialità).
Ho dovuto assistere mio malgrado a corsi di aggiornamento in cui si sosteneva con forza una certa cosa, come per esempio che i betabloccanti sono severamente controindicati negli scompensi cardiaci e, dopo 5 o 6 anni, corsi che affermavano categoricamente l’opposto.
In altre parole, i betabloccanti prima banditi, divenivano all’improvviso farmaci di primo impiego, farmaci che a non prescriverli era da criminali.
I medici prescrivevano la B12 a fiumi

Lei Zanoni dice che i medici raramente prescrivono la B12.
Io le assicuro che, quando alle ditte farmaceutiche interessava di sbarazzarsi di grosse ed ingombranti quantità di B12, stivate a bidoni nei loro depositi, i medici la prescrivevano a fiumi.
Ho vissuto quel periodo in prima persona.
Poi, cessata la produzione di streptomicina, le industrie della pasticca sono passate ad altri farmaci.

Streptomicina e cobalamina

Lei si chiederà cosa c’entra la streptomicina con la B12.
La tubercolosi, ed anche altre patologie, sono state curate per 30-40 anni con la streptomicina che, come dice il nome, veniva prodotta coltivando un tipo di streptomyces, il griseum.
Era ottima contro la Tbc, ma aveva dei seri effetti collaterali, per cui negli anni 70 si è cominciato a sostituirla con altri antibiotici.
Io mi sono laureato nel 1975, e quindi ho assistito coi miei occhi al rapido declino della streptomicina.
Ora, la cosa interessante è che nella coltivazione di qualunque streptomyces, si ottiene come materiale di scarto la vitamina B12. Di questo importante dettaglio, sembra incredibile, nessuno ne ha mai parlato sulla stampa o sulle reti televisive.

Enormi pressioni sul medico perché prescrivesse la B12

Nei primi anni di aggiornamento, ho ricevuto enormi pressioni a prescrivere B12 da parte delle ditte farmaceutiche e da parte delle autorità mediche preposte ai corsi medesimi.
Secondo il parere dei soliti luminari (profumatamente remunerati per questo) e secondo tante riviste mediche che non si vergognano di chiamarsi scientifiche, sembrava che tutti fossero a rischio di carenza B12.
Giornali e TV collusi, mandavano tutti all’unisono lo stesso messaggio, per cui guai al medico che prescriveva antibiotico senza associarlo con le vitamine, che erano sempre quelle del gruppo B.
Come minimo veniva chiamato irresponsabile ed incompetente.
Il paziente stesso, prima di prendere la ricetta, mi chiedeva “Ce le hai messe le vitamine”?
Anche lui non voleva correre rischi.

Il tramonto temporaneo di un business aureo

Per le ditte farmaceutiche era una pacchia.
Era come se qualcuno fosse disposto a pagare per portarti via la loro immondizia.
Ma la grossa produzione di streptomicina era già finita.
Le grandi coltivazioni di streptomyces erano andate distrutte.
Ancora qualche anno per smaltire le scorte e la telenovela tristemente si spense.
I grossi luminari erano pagati già per parlare di nuovi farmaci.
All’epoca c’erano varie mutue, e la B12 era mutuabile solo per alcune di esse.
In ogni caso, la B12 la pagavano le mutue o direttamente il paziente. Un vero affare.





Storie simili con calcitonina, colesterolo, Helicobacter, Omega3

Stessa cosa poi successe con la calcitonina, usata come farmaco anti-infiammatorio, pagata dalla collettività 700 volte più dell’oro, pur derivando dagli scarti di macellazione dei salmoni. Ora, dopo 10 anni, non la prescrivo più, mentre prima, a non farlo, si correvano persino pericoli giuridici.
Le truffe continuano allegramente con gli Omega 3 (enormi depositi di olio di pesce da smaltire), col colesterolo, con l’helicobacter, con l’Azt dell’Aids, per non dire della storia poco edificante del Cronassial, e la truffa del Nobel alla Montalcini.

Il Cronassial, ovvero sangue di tigre per dare il ruggito a chi non ce l’ha

Una storia fatta di pressioni pecunarie e campagne promozionali della Fidia a favore della scienziata, per ottenere il premio stesso.
Al punto che Victor Hamburger accusa oggi l’asse Fidia-Montalcini di avergli usurpato letteralmente il Nobel (vedi Corriere della Sera 13/10/1989), grazie a un farmaco rivelatosi poi disastroso.
Il Cronassial, sostanza ottenuta dal cervello di bovini macellati, veniva comunemente prescritto dagli specialisti sottoforma di iniezioni per curare sciatalgie, paralisi facciali e demenza senile Alzheimer.
Era come prescrivere scelleratamente sangue di tigre per infondere coraggio a uno che non ne ha.

Un balzo da 600 milioni a 420 miliardi di Lire

Francesco Dalla Valle, gestore della Fidia, minuscola azienda farmaceutica di Abano, avendo bisogno di referenti scientifici per fare pubblicità al suo Cronassial, versa nel 1975 alla anziana ricercatrice 50 milioni di lire come contributo nella Fondazione Levi-Montalcini.
Nel 1986 la Montalcini riceve, assieme a Stanley Cohen, il Nobel per la scoperta del fattore di accrescimento della fibra nervosa.
Nel suo discorso di ringraziamento dinanzi alla stampa mondiale, la donna si rivolge agli amici della Fidia che l’hanno aiutata nelle ricerche.
Per la Fidia e il suo Cronassial si tratta di un trionfo. Tale farmaco diventa in quegli anni il più venduto in Italia.
La Fidia, che nel 1968, all’arrivo di Dalla Valle, fatturava 600 milioni, balza a 420 miliardi di lire, e si colloca al 4° posto nelle industrie farmaceutiche nazionali.

Il Cronassial e la sindrome di Guillan-Barré

Nel 1989, le autorità sanitarie tedesche mettono in relazione il Cronassial con una malattia che paralizza gli arti e uccide un paziente su 10: Trattasi della sindrome di Guillan-Barré.
Dalla Valle si mette in proprio e fonda una sua azienda, la Lifegroup.
Le vendite del Cronassial crollano del 95%, finché alla fine persino l’Italia (l’allora ministro Costa) è costretta a metterla fuori-legge nel 1993.
Ma le resistenze di Poggiolini riescono a fargli ottenere una temporanea riabilitazione da parte del Comitato Superiore di Sanità.
Il Cronassial è tuttora in vendita in Argentina, e i suoi componenti in questo caso sono i medesimi, ma derivati dal cervello del maiale.




Tra i medici esiste gente straordinaria

Questo ti fa capire perché, caro Cesare, ho un grande rispetto per i medici, nonostante le mie continue critiche.
Esistono grossi talenti e ammirevoli personaggi nel mondo medico, e non si può fare assolutamente di ogni erba un fascio. Il dr Giovannetti è uno di questi.

Il falso problema della supplementazione B12 in otto punti circostanziati

Tornando al problema dell’integrazione B12, esso è un falso problema, e te lo spiego perché:

1) E’ falso come principio generale. Il creatore non ha fatto tante vitamine banali, ed una speciale e regina chiamata B12, che richiede supplementazione per riparare a imperfezioni costruttive da lui commesse nell’atto creativo.
Dio ha assemblato un assieme di minerali e vitamine che devono armonizzarsi.
2) E’ falso storicamente, perché le tabelle sono state manipolate e manomesse dalla FDA, che ha portato i minimi di 80 pg/pg stabiliti dalla WHO a 157, in concomitanza con le folli tabelle macellaie imposte al mondo negli anni 70 (300 g di proteine minime al giorno, contro i 75 tuttora esagerati di oggi).
3) E’ falso statisticamente, visto che le statistiche FDA sono tutte prese tra gente comune generalmente malmessa.
4) E’ falso chimicamente, poiché la B12 fa parte integrante del gruppo B, per cui in ogni cibo ricco di votamine B ci sono tracce di B12, ed anche perché la B12 va sempre vista non da sola ma in associazione sinergica con i folati B9.
5) E’ falso salutisticamente, visto che, al contrario di quanto si pensa e si dice, avere la B12 ai minimi termini (senza altri problemi patologici associati) rappresenta un vantaggio ed un fiore all’occhiello dei vegani, caratterizzato da B12 minima e sangue spettacolarmente fluido.
Questo fatto mette in evidenza l’assurdità e l’incongruenza medica di supplementare la B12 da un lato e di prescrivere l’emo-fluidificante suino eparina dall’altro.
6) E’ falso metodologicamente. I test sulla B12 non sono mai validi, vista l’estrema difficoltà a captare strumentalmente con sicurezza i valori più importanti che sono, come appena detto, quelli minimi.
Ma il fallimento più clamoroso dei test resta quello della mancata distinzione tra B12 nella forma
attiva ed operativa, e la B12 nella forma inattiva. Quest’ultima, derivata da supplementazioni, gonfia
inutilmente ed artificialmente i risultati, e nel contempo inibisce e disattiva la B12 valida. Succede
infatti che molte persone, imbottite da alimentazione ad alghe e a pasticche, sono convinte di avere una
B12 sufficiente, mentre quella reale e attiva nel sangue è operativamente bassa.
7) E’ falso praticamente. E’ inefficace, inutile e dannoso sul piano fisico introdurre vitamine sintetiche.
E’ provato (sperimentazione personale del 2006, unica, che il sottoscritto non intende ripetere più) che
un vegano con B12 ai giusti e razionali livelli minimi, ai livelli costituzionali che il suo sistema
immunitario ha correttamente stabilito, facendo iniezioni ed assumendo pastiglie di B12, non riceve
alcun beneficio e non registra alcun reale incremento nei valori strumentali, per cui mette solo sotto
pressione il suo sistema escretorio, costretto a mandare fuori al più presto il veleno B12 assunto. Per il
corpo umano ogni sostanza è nutrizione o veleno, senza vie di mezzo.
8) E’ falso come effetti sintomatici. Le supplementazioni e le integrazioni, proprio per il fatto di essere
operazioni falsamente integrative e supplementari, ovvero soltanto avvelenanti-stimolanti, danno
l’illusione al terapeuta ed al paziente di aver risolto al meglio la carenza. Essi confondono l’effetto
sberla del veleno per un effetto guaritivo e risolvente. Il fatto di essere costretti a ripetere le integrazioni-
supplementazioni a vita, per non ricadere in carenze cumulative peggiori di quelle inziali, è la prova che
non si è trattato di nutrizione ma di vero e proprio doping.
Una sostanza inquinante chiamata cobalamina

In altre parole, le supplementazioni-integrazioni mandano il corpo in accelerazione nel breve periodo, ed equivalgono in pratica all’abitudine di drogarsi e sostenersi col caffè.
Si può vivere anche in quel modo, ma non è un modo naturale, igienico e salubre.
In più c’è la questione della dipendenza.
La vitamina B12, più che una sostanza vera e propria, è materiale inquinante, è sporcizia organica.
Abbonda infatti nelle fogne e nei gabinetti.
Materiale inquinante per il corpo, lo spirito e la mente.
Per essere chiari, giustifico e comprendo le integrazioni sempre e solo come intervento straordinario di emergenza, e non come prassi curativa di lungo periodo.

L’omocistina che cala drasticamente con il succo crudo delle bietole

Le carenze di B12 non vanno mai da sole, ma derivano da squilibri vitaminici e minerali generalizzati, derivanti dal modo poco sano di mangiare, o anche dal modo balordo di vivere, in mezzo a alcol-fumo-caffè, convivendo col diabete e la vita sedentaria.
Quanto al can-can sulle supplementazioni di B6-B9 e B12, nei casi di omocisteina alta, è vero che esse fanno abbassare di qualche punto l’omocisteina stessa, ma non ci sono segnali e prove e indicazioni che le malattie cardiovascolari connesse abbiano ricevuto alcun beneficio concreto dalle supplementazioni stesse.
Molto più efficace comunque il ricorso a correzioni dietologiche, evitando cibi ricchi in partenza di metionina e di carne, per i non vegetariani, o prendendo la buona abitudine di farsi dei bei centrifugati di rape rosse, di bietole da zucchero, di topinambur e di carote, contenenti trimetilglicina, assai efficace nella riduzione della pressione arteriosa e nel riequilibrio dell’omocisteina.

Sette milioni di persone vegetariani in Italia? Ma è un mercato!

Questa è la contromossa strategica di un nemico tentacolare dalle cento e una risorsa.
Questo è il rilancio mercantile dei grandi manovratori.
Hanno scoperto che in Italia ci sono 7 milioni di vegetariani, intere famiglie, padri e madri desiderose giustamente di dare il meglio alle loro preziose creature.
Hanno scoperto che non si tratta di quattro gatti.
E’ un po’ l’argomento del giorno.

Obiettivo primario stoppare la voglia di salute e di indipendenza dalla farmacia

Caspita, un nuovo esercito!
Non possiamo non prenderlo in considerazione.
Non possiamo imporgli la proteina nobile e il latticino forzato.
Occorre pensare a qualcosa di altro.
Gli imponiamo un nuovo steccato, la nuova frontiera delle nuove meraviglie chimiche integratrici, così prendiamo due piccioni con la stessa fava.
Da una parte incrementiamo il business.
Dall’altra stoppiamo una volta per sempre questa assurda e insopportabile voglia di salute e di natura che
questa gente stramba continua ad albergare.
La dopiamo per bene, da mattina a sera, e la B12 servirà come sempre da bandiera.




Quando i pirati dell’Alimentarius si trasformano in dispensatori di salute

Purtroppo il mondo attuale continua ad andare storto e sbilenco.
Quando i ciarlatani di regime si atteggiano a scienziati e salutisti.
Quando i pirati dell’Alimentarius si trasformano in dispensatori di salute.
Quando i diseducatori seriali si atteggiano a distributori di bibbie.
Quando i vegetariani si adoperano per fissare i paletti di una nuova frontiera farmacologica del cibo contraffatto.
Quando succedono tutte queste cose, non è più questione di gridare allo scandalo, ma di prendere nota che stiamo davvero rasando il fondo del recipiente.

Un Pitagora di nuova generazione

Pitagora non sta più a Samo e a Crotone.
Pitagora è oggi rinato nella città di Giulietta e Romeo.
Pitagora sta pure sotto la Madonnina.
Pitagora sta illuminando l’Italia col suo nuovo verbo.
Mangiate miseri frutti e scadenti verdure, figli miei, e rinunciate a quelle nobili e preziose sostanze derivate dal macello.
Avrete l’anima pulita, mentre i corpi, carichi di benefiche pasticche divine, non soffriranno troppo.
Amen.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

giovedì 25 febbraio 2010

L'APPASSITO FIORE ALL'OCCHIELLO DELLA MEDICINA

L’APPASSITO FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA MEDICINA


Medico alla ricerca di una formazione integrata

Caro Valdo, in una breve mail ti ho espresso il mio desiderio di approfondire le mie conoscenze nel campo delle medicine naturali.
Tu mi hai chiesto le motivazioni. Con la presente cercherò di riassumerle in poche righe.
C’è in me la voglia di orientarmi e di confrontarmi, ed anche più semplicemente di scambiare due chiacchiere su un tema che mi coinvolge da vicino.

Prime esperienze e un avvicinamento ai temi della medicina naturale

Poco più di un anno fa mi sono laureato in medicina, anche se medico vero e proprio non mi sento affatto.
In questi anni ho viaggiato, ho studiato, ho fotografato attimi sociali diametralmente opposti.
Ho applicato la medicina secondo gli schemi occidentali.
Mi sono pure avvicinato alla medicina naturale, pensando al mio futuro in camice, ai miei futuri figli, ai rapporti con le persone che dovrò curare.

Orgoglio dei progressi medici

Ho concluso che sono orgoglioso del progresso che ha conosciuto la medicina negli ultimi 50 anni.
Molte malattie infettive sono state debellate, come il vaiolo e la poliomielite.
Per molte altre sono state scoperte tecniche di prevenzione o di terapia tali da migliorare la sopravvivenza alla malattia, come nel caso del carcinoma mammario, o dell’ipertensione.
Ma, allo stesso tempo, sono ancora convinto della bontà di antiche cure mediche basate sull’utilizzo di prodotti naturali, e su rapporti più profondi tra medico e paziente.
Sono insomma attratto dalla visione olistica della medicina.
Tutti temi che esulano dal campo medico ufficiale, e che trovano invece fiorente applicazione nel campo delle medicine naturali.

Desiderio di unire il sacro col profano

A settembre affronterò l’esame di ammissione per la scuola di specializzazione di Medicina Generale, e contemporaneamente proseguirò il mio percorso di formazione in Medicina Naturale.
Studierò con la speranza di unire i due insegnamenti.
L’obiettivo è di riuscire un giorno ad applicare quella che viene definita medicina integrata, la quale non è niente altro che la ricerca della cura più efficace e meno dannosa, caso per caso.

L’equilibrio tra informazione e disinformazione

Cura che spesso ha la stessa localizzazione della causa, sia che si parli di energia, di cervello, o anche più semplicemente di dieta, che nel termine greco diaita significa modo di vivere.
Queste le motivazioni che mi hanno portato a contattarti.
Il parere di chi in questa medicina opera da anni.
Ti ringrazio del tempo dedicato a questi temi e del tempo che mi vorrai dedicare.
L’equilibrio tra informazione e disinformazione, su questi argomenti, è precario o non esiste affatto.
L’unica soluzione è parlarne.
Lunedì prossima possiamo magari scambiare due chiacchiere.
Fabio

Le speranze e gli entusiasmi di chi è all’inizio di un percorso

Ciao Fabio,
la tua lettera è molto chiara e costruttiva.
Sei dotato di buone intenzioni e di ottimi progetti per il futuro, com’è giusto che sia per chi si accinge con grandi speranze e solidi entusiasmi ad applicare le nozioni, i concetti e le pratiche apprese in diversi anni di studio.

La ricerca di un compromesso e di un riavvicinamento ippocratico

Quella che tu chiami medicina integrata, e che a volte assume molti altri nomi tipo medicina responsabile, medicina naturale, medicina olistica, è un tentativo di salvare capra e cavoli, ossia una ragionevole forma di compromesso.
Non mancano sforzi simili nella storia ed anche nel presente, per riavvicinare le posizioni tra igienismo e tecniche mediche.

L’esempio storico di Luigi Costacurta difeso dai medici

Valga l’esempio di Luigi Costacurta che diversi anni orsono, denunciato dall’Ordine per abuso di professione medica, venne difeso a spada tratta di fronte al giudice del tribunale di Treviso.
E’ vero signor Giudice che Costacurta non è medico, dissero quei medici.
Ma è altrettanto vero che noi andiamo regolarmente da lui a consultarci sul da farsi.
Lui non è medico, ma è un super-medico.
Grazie a queste testimonianze, il grande maestro igienista uscì dal tribunale assolto e a testa alta.




Necessità di spretarsi un po’, cioè di smedicarsi

Devo però puntualizzare un fatto.
Un reale avvicinamento è assai difficile se il medico non si straccia di certi abiti talari, se non rinuncia a molti concetti che gli sono stati instillati ed imposti nella sua faticosa carriera scolastica.
Già il tuo orgoglio per il progresso della medicina negli ultimi 50 anni, per malattie infettive debellate, trova in me notevoli obiezioni.

Totale disaccordo sulle malattie cosiddette infettive

Primo perché le malattie infettive non esistono ma sono una tipica invenzione medica, esistendo invece comportamenti infettivi ed intossicazioni sistematiche di gruppi familiari e sociali.
Secondo, perché, anche facendo finta che le pandemie storiche fossero realòi, tutti i programmi vaccinatori venivano applicati nella fase calante delle epidemie, quando le stesse sparivano non certo grazie alle vaccinazioni, ma grazie ad altri seri provvedimenti igienistici, tipo costruzioni fognarie, miglioramenti dietologici e altre cose del genere.
Dato che parli di medicina integrata, ti invito a integrare la tua ottima preparazione medica con i dati a disposizione presso la COMILVA ( Comitato Italiano per la libertà di Vaccinazione).

Troverai pane per i tuoi denti

Avremo senz’altro modo di incontrarci, dato che vivi in Friuli.
Togliti dalla testa di trovare in me un medico naturale che opera da anni.
Mi ritengo un ricercatore di verità e un ideologo della salute, e non ho mai svolto attività terapeutiche dirette, come quelle che potresti trovare ad esempio in Carmelo Scaffidi.
Essendo poi il sottoscritto un igienista naturale, sostenitore della cura-della-non-cura, ti puoi solo immaginare quanto pane per i tuoi denti potrai trovare in me.
Questo periodo è un po’ delicato per me, ma se mi fai una telefonata prima di venire, ti incontro ben volentieri.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

ALLA RICERCA DELLA PIETRA FILOSOFALE

ALLA RICERCA DELLA PIETRA FILOSOFALE


Difficoltà digestive e reflusso

Salve dottor Vaccaro, la ringrazio per ciò che scrive e rende disponibile a tutti tramite il suo blog.
Trattasi di frammenti di verità e consapevolezza.
C’è da sperare che molti riescano a digerirli ed assimilarli come i buoni frutti della terra.
Non vi è dubbio che la via della salute e della guarigione passi attraverso una alimentazione naturale e tramite corretti stili di vita.
Nella mia esperienza personale ho risolto il reflusso e le difficoltà digestive con un’alimentazione molto vicina a quella che lei espone e propone.

Integratori ed insufficienza renale

Però non ho ancora trovato risoluzione a problematiche differenti, quale una lieve insufficienza renale.
Forse sarà necessario più tempo. Però, alcuni integratori naturali hanno contribuito in modo evidente al mio benessere e a quello dei miei familiari.
Credo che tutto passi dalla natura, e che il sistema immunitario sia il solo a guarire se gli diamo il modo.
Alcune piante però possono darci un contributo, se usate nel modo corretto.
Vorrei comunque una sua opinione in merito.

I funghi cosiddetti medicamentosi, e l’argento colloidale

Cosa ne pensa in particolare dei funghi medicinali, come il cordyceps, dal cui utilizzo ho trovato evidenti miglioramenti? E cosa ne pensa del reischi?
Ho assistito a risoluzioni di cistiti croniche (dove qualsiasi terapia naturopatia ed allopatica erano fallite), con l’argento colloidale ionico, sempre affiancato ad alimentazione vegeto-fruttariana crudista.

Spostamento sintomi dallo stomaco all’intestino

Ultima cosa. Pur avendo risolto il reflusso, le mie feci sono spesso morbide e brucianti, anche mangiando alimenti crudi. Basta poco perché abbia delle fermentazioni e non digerisca bene.
Se insieme al pasto aggiungo degli enzimi di funghi aspergillos, le feci diventano compatte e ben digerite.
La sua opinione sui funghi e sull’argento

Probabilmente il mio sistema non ha abbastanza energia per produrre gli enzimi necessari.
Mi dia dunque la sua opinione sui funghi medicinali, sull’argento colloidale per infezioni croniche e sugli enzimi dei funghi aspergillos.
Grazie per una sua gradita risposta.
Salvo Corradi

Il pozzo senza fondo dei rimedi strani

Ciao Salvo, nulla ho contro l’uso di piante e di vegetali come coadiuvanti e come leggeri e temporanei palliativi.
Nutro invece molte riserve quando la gente pretende di risolvere i suoi problemi, e le sue incongruenze comportamentali ed alimentari, ricorrendo a rimedi ed a effetti curativi delle cose più strampalate.
Il business dei rimedi strani è un pozzo senza fondo.
Ci sono laboratori chimici alla ricerca continua di sostanze commercializzabili, che vanno dal fegato di un pesce, al pancreas di una scimmia, alle spore di un fungo, al pene della volpe-maschio.

Non esistono panacee al di fuori dei rimedi genuinamente naturali

La realtà è molto semplice. Non esistono panacee all’infuori dell’aria pura, del sole, dell’amore per noi stessi e per quello che ci sta intorno.
Non esistono panacee in grado di sostituire il cibo di nostra pertinenza, lo stato mentale positivo, la respirazione, il moto, il sonno, il riposo, la poesia, il fare del bene, il dire la verità, il difendere le creature più disperate e più massacrate.
Tutto il resto è un mucchio di immondizia culturale, illusioni e superstizioni, credenze ed effetti placebo.

L’imbroglio degli effetti-stimolo

Oppure, come nei casi specifici da te citati, si può parlare di effetti-stimolo, dove qualsiasi sostanza, riconosciuta dall’organismo come estranea e non pertinente, provoca una piccola tempesta ormonale-immunitaria, una tensione, un accaloramento ed un’accelerazione cardiaca volti ad espellere quella sostanza intrusa.
Questo fenomeno succede con tutti i cibi e le bevande cotte, con tutti gli integratori che non siano davvero naturali e non trattati, con tutti i sali concentrati, con tutti gli zuccheri concentrati, con le bevande alcoliche e nervine, con le proteine animali e ovviamente col fumo, i farmaci ed i vaccini.

La stimolazione non è affatto nutrizione

Il veleno, quando non stronca, stimola.
Ma la stimolazione non è nutrizione, bensì accelerazione metabolica.
Accelerazione che, per restare tale e non cadere nell’inevitabile depressione e nella brusca frenata, richiede ulteriori dosi di veleno non appena il motore comincia a perdere colpi.
Tu hai acquisito correttamente il concetto della sovranità auto-terapeutica del sistema immunitario.
Devi andare a fondo in quella direzione, e non sviare da essa.
Dal tuo messaggio riconosco anche la piccola incongruenza di annunciare inizialmente che certi integratori ti hanno guarito e ti hanno risolto il reflusso, per concludere alla fine che non è del tutto così, e che ci sono anche controindicazioni renali.
Dalla natura cerco sempre la nutrizione, più che il rimedio biochimico

Come della tesina che ho appena scritto per la Diana sulla gastrite, mi ritrovo spesso a raccogliere piante selvatiche mangerecce, e la stessa cosa vale pure per i funghi eduli.
Pensare però a piante medicinali e funghi medicamentosi, significa ricadere nel concetto mistico e para-farmaceutico.
Se medicinale significa virtuosità, l’unica cosa medicinale al mondo è la semplicità della nutrizione senza sbalzi e senza effetti collaterali.
L’unico atto medicinale che l’uomo può compiere è quello di mettere il sistema immunitario a suo agio, in grado cioè di compiere il suo lavoro senza intralci.

Non esistono cure, all’infuori dell’autoguarigione immunitaria

Spesso le cure di cui parli, la risoluzione di cistiti croniche ed altre cose simili, vengono risolte dalla dieta e dalle altre accortezze che la gente applica durante i momenti curativi, e non certo dai rimedi che hai citato.
La ricerca ossessiva ed ansiogena dei rimedi, di cure terapeutiche di un tipo o dell’altro, dimostrano quanto scarsa sia la voglia della gente di rassegnarsi al fatto che non esistono cure, se non quelle di lasciare ogni cosa nelle sapienti mani del proprio sistema immunitario.
E’ il morbo dell’intervento medico-farmacologico che è entrato nel Dna della gente.

Non esiste al mondo nulla di più completo, nutriente e digeribile della frutta

Sfido chiunque, e lo faccio pubblicamente, a trovare un cibo più completo, impeccabile e digeribile, della frutta.
Il frutto possiede proprietà uniche rispetto a tutte le altre cibarie possibili, in quanto nutre senza carenze e ripulisce nel contempo, una proprietà globale che viene regolarmente dimenticata e sottovalutata.
Nutre e ripulisce, ma fa ancora di più, apportando antiossidazione (contro i radicali liberi) e alcalinizzazione (contro l’acidificazione ed il muco).

Nutrice e spazzina a costo zero

La generosità della frutta è proverbiale.
Ci offre tutto a costo digestivo zero, ed in più ci fa da spazzina gratuita.
L’esatto opposto delle proteine animali che, per darci sazietà e calorie, ci derubano di energia, di enzimi e di micronutrienti interni e, anziché ripulirci, ci intasano e ci intossicano, e ci danno pure un passpartout verso ogni tipo di malattia, dal raffreddore al cancro.

Vietato stazionare nelle pieghe dell’immaturità

Boccio pertanto tutti i sistemi che pretendano di sostituirsi al normale ciclo equilibrato della nutrizione e della pulizia, e lo dico senza voler nemmeno entrare nel merito delle sostanze citate.
Il mondo è pieno di gente alla ricerca di qualcosa che non c’è, alla frenetica caccia della pietra filosofale.
Quello non è auto guarire, non è cercare la salute.
Quello è stazionare nella dipendenza cronica dai rimedi fasulli.
Quello è stazionare nelle pieghe e nei garbugli dell’immaturità e della mediocrità.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

GASTRITE CRONICA, STITICHEZZA ED EMICRANIA

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FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES
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25 Febbraio 2010

GASTRITE CRONICA, STITICHEZZA ED EMICRANIA


Una dieta bilanciata, inclusiva di frutta-verdura-carne-pesce-latte

Egregio dr Vaccaro,
sono una ragazza di 26 anni che da poco tempo è venuta a conoscenza del suo sito, iniziando a leggere i suoi scritti relativi alla vera e buona alimentazione.
Sono amante del cibo naturale, e cerco di seguire una dieta bilanciata con frutta, verdura, pasta, carne, pesce e latticini (che scopro solo adesso non essere alimenti sani o adatti alla nostra salute).

Un rapporto problematico col cibo sin dall’adolescenza in Ecuador

Quando avevo 15 anni, mi è stata diagnosticata una gastrite cronica profonda.
Nel 2007 mi è stata diagnosticata erroneamente la celiachia, costringendomi a portare avanti una dieta specifica per quasi un anno, sino a quando ulteriori accertamenti hanno svelato l’inesistenza di tale patologia.
Per quasi tutta la mia adolescenza, ed anche oltre, ho sofferto di stitichezza.
Da un paio di anni le cose sono migliorate.

Un assurdo calvario ospedaliero

Non sono italiana ma ecuadoregna.
Una volta arrivata qui in Italia, sette anni fa, ho iniziato un lungo calvario.
Un’allergia agli acari e un’intolleranza verso il tonno in scatola e verso il miele mi hanno fatta girare in continuazione tra i diversi reparti ospedalieri.
Fino a un paio di anni fa prendevo moltissimi medicinali, inclusi antistaminici e antidolorifici.
Ora riesco a farne a meno, tranne nei casi in cui sto veramente male.
Soffrivo tra l’altro di continui mali di testa, che da un anno circa sono molto diminuiti.





Alcune domande sul che fare

A questo punto le mie domande principali sono tre:

1) Nei suoi scritti consiglia di fare un digiuno che può variare da 1 a 3 giorni, e vorrei sapere se nel mio caso è consigliato.
2) A causa della mia gastrite, negli ultimi mesi ho un abbondante riflusso gastroesofageo.
Cosa potrei fare per ridurre questo fastidiosissimo problema?
3) Mi sono informata circa l’assunzione di alghe verdi quali la spirulina e la klamath. Pur non avendole ancora mai assunte, mi sono fatta un’idea alquanto positiva per il loro valore nutritivo e depurante. Quale è il suo parere al riguardo?

La ringrazio e la saluto.
Diana M.

Le balordaggini del mangiare-un-po-di-tutto e del bere-molta-acqua

Ciao Diana, sono stato in Ecuador a Guayaquil e Quito, e non ho corso il piacevole rischio di poterti incontrare, anche perché a quel tempo non eri ancora venuta al mondo.
Dici che sei amante di frutta e verdura, e che cerchi di seguire una dieta bilanciata, con frutta, verdura, pasta, carne, pesce e latticini, e questo fa già capire i motivi per cui hai sofferto a lungo di gastrite e di stitichezza.
Chi ha mai detto che la dieta da te idealizzata sia bilanciata?
Forse quei medici che hanno disseminato in giro le balordaggini del mangiare-un-poco-di-tutto e del bere-molta-acqua, contrabbandandole per perle di saggezza nutrizionale?
Chi troppo stringe nulla stringe, dice un proverbio italiano.
E tu pretendi di stringere la virtuosa frutta in contemporanea con quel micidiale anti-frutta, che è la proteina animale.

Errori ideologici, prima ancora che nutrizionali

Sei passata da un reparto all’altro, e da un ospedale all’altro, quando la sola cura era ed è quella di mangiare sano e naturale.
La tua vera malattia non sta nella gastrite che, per quanto fastidiosa possa essere, rimane una reazione razionale del corpo a una condizione innaturale, patologica ed insopportabile, ma sta nelle idee sbagliate che ti circolano in testa sull’argomento cibo.
Gli errori che hai sempre fatto sin da bambina, e che ti stai trascinando dietro tuttora, sono errori ideologici prima ancora che nutrizionali.

A lezione dagli operatori scellerati e non dagli scienziati-del-bene-e-della-salute

Sono gli errori comuni e diffusi della gente sviata da una cultura dettata non da scienziati-del-bene-e- della-giusta-causa, ma da operatori e promotori scellerati, mossi da niente altro che dalla percentuale sugli utili del business.
Sono gli errori e i preconcetti derivanti da abitudini consolidate e trasmesse di generazione in generazione, con le menti intrise di idee-guida sballate che portano fatalmente alle peggiori malattie.


Tanti tipi di infiammazioni che colpiscolo il tallone di Achille che ognuno ha

Nel caso tuo gli errori portano alla gastrite, in altri casi alla colite, in altri ancora alla polmonite, alla appendicite, alla tonsillite, e via avanti.
Tutte quelle iti in fondo alle parole stanno a indicare processi infiammatori delle parti interessate.
Come mai a te lo stomaco e a un’altra l’intestino?
Perché ognuno ha il suo particolare punto debole, il suo tallone di Achille, dove la rottura e lo schianto fisico avvengono e prendono forma.

Nervosismo, sistema neuro-vegetativo e stomaco sono direttamente collegati

Chi è sensibile e nervosetto, chi tende ad arrabbiarsi e a tenere dentro di sé i problemi anziché esplicitarli e rilassarsi, finisce per metabolizzare lo stress al suo interno, per cui ne va di mezzo lo stomaco.
Spesso è il nervosismo, lo stress e il fattore psicosomatico, a provocare l’effetto grilletto della patologia gastrica. Ed è per quello che non si dovrebbe mai assumere del cibo in condizioni alterate o inadatte.

Vietato parlare delle buone calorie a-costo-digestivo-zero

Il discorso degli enzimi digestivi (o vitalìe) contenuti soprattutto nella frutta matura e, in seconda istanza in tutti i vegetali crudi, è fondamentale per la digestione.
Una buona alimentazione fruttariana significa acquisire deliziose calorie a-costo-digestivo-zero.
Per la becera cultura dominante, queste calorie non esistono.
Troppe porcherie funerarie da smaltire nei mega-macelli. Troppe creature condannate ad atroce morte nei mega-allevamenti. Questa verità non deve assolutamente filtrare nella mente del popolo.
E’ una verità pericolosa ed insidiosa.
Fino al punto di portare al dramma della salute-calciata-via, insabbiata in modo proditorio e sistematico.

Una società iper-tecnologica ed iper-rimbecillita

Come sai la salute è l’ultimo degli obiettivi perseguiti da questa società moderna, malandrina ed antipopolare ai massimi livelli, da questa società manipolata e diretta più da masnadieri che da gente onesta e trasparente.
Salute significa incompatibilità col 95% delle cose che si consumano attualmente.
Il fatto che non se ne parli mai fa capire il livello di analfabetismo culturale e di corruzione che esistono nella nostra società ipertecnologica ed iper-rimbecillita.
Gli studi di Edward Howell sui food-enzymes sono qualcosa di straordinariamente importante.

Le immorali e diseducative sceneggiate della televisione

Trattasi non di dettagli insignificanti ma di pilastri basilari della nutrizione.
Non se ne parla perché alle industrie non conviene.
Se in un telegiornale qualsiasi, si cominciasse a citare la parola food-enzyme, cadrebbero al suolo e finirebbero sotto terra all’istante tutte le incredibili stronzate, tutte le immorali sceneggiate, tutti i teatri che la televisione diffonde con martellante insistenza e malizia, mediante le varie rubriche culinarie Gusto, Prova del Cuoco e simili.
E il mio libro Alimentazione Naturale, farebbe un salto enorme di popolarità dall’oggi al domani, essendo esso tra i pochi a parlare diffusamente di queste cose.
La massa è stata mal-direzionata per tutto il dopo-guerra

Ma la gente continua a cercare il modo migliore di cucinare la pasta, l’ingrediente da mettere sul ragù, i tempi di cottura del pesce e dell’aragosta, le alghe verdi, la spirulina, il klamath, il the verde, e tutte le varie cose che dovrebbero poi rimediare alle incongruenze commesse il giorno prima, la settimana prima, il mese prima e l’anno prima.
La gente interessata a stare davvero bene è sempre una ristretta minoranza, e viene spregevolmente catalogata dai media come gente stramba, ortoressica, anormale, estremistica, pfuì vegetariana, o peggio fruttariana e vegano-crudista.

Carne-latte e frutta-verdura vanno d’accordo come cani e gatti

Spero che tu apprezzi il mio tentativo di offrirti uno sprazzo di cultura alternativa.
Si guarisce col pensiero giusto, prima ancora che coi cibi e le bevande.
La tua malattia gastrica (gastrite) ed intestinale (stitichezza) consiste soprattutto nel pensare a un equilibrio che non esiste nel modo più assoluto. A un fantomatico equilibrio tra carne-pesce-latte e frutta-verdura.
Trattasi di materiale incompatibile e disarmonico, peggio ancora che cane arrabbiato e gatto spaventato messi uno contro l’altro.
Putrefazione delle proteine animali (indigerite e malamente frantumate dalla scarsa acidità gastrica umana), e fermentazione degli zuccheri e degli amidi (in micidiale mescola coi residui proteici putrefatti), caratterizzano da sempre la fase digestivo-assimilativa di chi fa lo stesso tuo tipo di errore, ovvero la stragrande maggioranza della gente.

Il dramma della dispepsia, del digiuno cellulare forzato e dei detriti derivanti attaccati dai batteri

Un anonimo igienista ha scritto che Il dramma dell’esistenza umana sta tutto nel dramma della digestione.
Intendeva riferirsi ovviamente al dramma della digestione difficile e dispendiosa, quella che porta alla dispepsia, all’acidificazione, ai radicali liberi, all’intasamento gastrointestinale e al contemporaneo e paradossale digiuno forzato delle cellule, le quali, in condizioni di emergenza gastrica, non ricevono il loro nutrimento, muoiono a miliardi prima-del-tempo e producono virus in eccedenza rispetto alla normalità fisiologica, intasando i condotti di materiale virale endogeno che attrae i batteri golosi (per fortuna che esistono e che arrivano prontamente a banchettare, scatenando salutari influenze stagionali, mandate dalla benedizione divina).

Serve sgombrare la testa dal ciarpame culturale, e fare delle scelte coerenti

Occorre dunque fare delle scelte coraggiose per rimettere in ordine la propria macchina e ritrasformarla in un apparato funzionante ed efficiente.
Se ami davvero la frutta, cara Diana, devi scartare rigorosamente la carne e il pesce, ed anche tutti i latticini.
Non c’è santo che tenga.
Quanto alla tua intolleranza verso il tonno in scatola, dovrebbero andare a farsi curare coloro che non soffrono di intolleranza.



La verità sulle allergie e sulle intolleranze

Non ne soffrono solo perché sono semplicemente più malati di te. Sono assuefatti al veleno.
Come quei fumatori che non tossiscono mandando giù nicotina e catrame. Come gli alcolizzati che non sobbalzano ingoiando suicide sorsate fegato-distruttive chiamate vino-doc, digestivo, whisky-on-the-rock.
Come i drogati dal caffè, che rovinano ed acidificano in continuazione il proprio sangue con uno dei 20 più potenti e micidiali veleni al mondo, ovvero con la caffeina.
Quella del tonno non è intolleranza, ma giusta reazione a un non-cibo, a un pezzetto di cadavere marino in decomposizione, immerso in olio di scadente qualità e rinchiuso in una scatoletta metallica.

I sintomi non sono malattie da soffocare medicalmente, ma importanti segnali di allarme

Stitichezza, dolori, mali di testa, mali di stomaco, non sono malattie ma potenti segnali del corpo che ti avvertono e ti ammoniscono.
Ti informano che hai sbagliato tutto e che serve urgentemente cambiare sistema.
Se stai davvero leggendo le mie tesine ci troverai alcuni dei miei schemi alternativi per riappropriarti della tua salute e del tuo benessere personale.

Una purificazione del sistema garantisce un’ottima ripartenza

Veniamo infine alle tue domande. La prima domanda riguarda il digiuno.
Nel tuo caso lo farei senz’altro, intanto per un paio di giorni.
Tutti quei farmaci che hai assunto negli anni scorsi non sono andati fuori, perché il sistema renale non ha voluto giustamente bruciare i suoi delicati filtri espellendo tali emerite porcherie.
Essi stanno pertanto tuttora depositati nei tuoi tessuti adiposi, diventati una piccola discarica interna di materiale non biodegradabile.

Negli istanti critici del digiuno serve tempra morale e fede nei meccanismi della natura

Potresti sperimentare dei dolori e dei fastidi nella fase espulsiva.
Se hai la forza d’animo di resistere senza spaventarti, lo puoi fare da sola.
Succede agli stessi igienisti, sottoposti a loro volta a digiuno, di lasciarsi prendere dall’ansia e dal panico, sotto una scarica di muco e sotto gli effetti di un’intensa crisi eliminativa.
Non sempre le crisi sono pesanti, dipende dal grado di inquinamento interno.
In ogni caso non esiste vera pericolosità. Il corpo che ha retto l’avvelenamento è in grado di reggere anche l’espulsione del medesimo.
Puoi sempre ricorrere all’assistenza, anche telefonica, di un esperto maestro igienista-digiunista, come ad esempio Carmelo Scaffidi della ABIN.
In ogni caso leggiti bene la mia tesina Voglia di digiuno assistito.

Cosa fare in concreto di fronte a una gastrite

La seconda domanda riguarda il riflusso gastroesofageo.
La gastrite è un’infiammazione del tubo gastrico, ed è, come già detto all’inizio, un fatto logico e consequenziale degli errori commessi sul piano alimentare.
Serve un digiuno ad acqua pura e leggera, primo per normalizzare la situazione, e secondo per ripartire da zero con un sistema vegano e tendenzialmente crudista.
Un grandissimo medico-nutrizionista che curava la gastrite col crudo

Per paradossale che possa sembrare, la miglior cura della gastrite è rappresentata dal cibo crudo.
Lo dimostrò al mondo intero il medico-nutrizionista più innovativo, intelligente e controcorrente della storia, il dr Max Bircher-Benner (1867-1939), che nella sua clinica zurighese (a tutt’oggi famosa e funzionante), aveva in cura Vip e regnanti di tutto il mondo, incluso lo zar, la zarina e la famiglia reale russa.

Gastrite significa irritazione prolungata delle mucose gastriche

La gastrite non è altro che un’irritazione prolungata (diventata infiammazione e passibile di ulcerazione) della mucosa gastrica, della pelle interna che riveste lo stomaco e il duodeno, ed è causata dal pesce, dalla carne, dai formaggi, dai the e dai caffè, dai dolci, dall’aceto, dal sale, dalle bevande gassate-dolcificate, dai succhi pastorizzati, dalle cole, dalle merendine, dai cioccolatini, da tutti gli integratori.
Anche i gelati, il cibo cotto e concentrato, il cibo mal-masticato, diventano nemici dello stomaco.

Dalla gastrite al cancro allo stomaco. Uomo e donna avvisati, uomo de donna salvati.

Con la gastrite si hanno mancanza di appetito, alito cattivo, dolori e pesantezzadi stomaco, vomiti, coliche, diarrea, mali di testa, febbre gastrico-intestinale (che non si rileva al controllo termometrico esterno ma si nota all’esame iridologico, al controllo della lingua e anche al controllo del polso).
Il meccanismo del cancro allo stomaco è presto detto: toxemia (avvelenamento da carne-pesce-latte-alcol-caffè), irritazione mucosa, infiammazione mucosa, ulcerazione mucosa, cicatrizzazione ed indurimento tessuto, tumore, mancato flusso-deflusso sanguigno e mancata ossigenazione cellulare e cachessia (metastasi).

I cibi gastro-compatibili

Quando ti sarai disinfiammata per bene, ti consiglio di adottare dei centrifugati di carote, rape, topinambur e sedano, addolciti se vuoi dall’ananas e dalla mela, regolando a tuo piacimento le percentuali, da prendersi a stomaco vuoto e regolarizzato.
Le crucifere, i cavoli, i broccoli, le cime di rapa, il cavolfiore crudo o cotto al vapore, sono pure cibi ottimi per l’apparato digerente.
La papaia, che in Ecuador si trova in abbondanza, ma che si trova pure nei supermercati, è un cibo magnifico per lo stomaco.
Le patate e le zucche sono anch’esse da considerarsi cibi gastro-compatibili.

Parere molto negativo sui rimedi specifici e sulle cure particolari

La terza domanda è sulle alghe speciali e su determinate sostanze che vengono spesso inseguite dalla gente per risolvere i tanti problemi che ha. Il mio parere è totalmente negativo.
Ho sempre ammirato e scimmiottato gente come Maurice Messeguet, e quei naturalisti che propongono ogni tipo di pianta per risolvere i problemi umani.
La cosa ha senso fino a quando ciò rappresenta un allargamento delle sostanze nutritive assimilate.
Scoprire che le ortiche si possono aggiungere al risotto e alla pasta è una cosa positiva.
Scoprire che tante erbe selvatiche possono essere incluse nei propri menù vegetariani di primavera, è una gran cosa.

L’equilibrio e la salute non stanno nel fungo e nell’alga, ma nel frutto e nell’erba cruda

Pensare invece di rimettere in equilibrio l’organismo con un’alga, con un fungo o con qualsiasi altro ritrovato speciale, significa ricadere nell’illusione, nella superstizione, nell’amuleto e nel vudu.
Sono il primo a uscire nei campi e nei boschi a inizio Marzo, e a rifornirmi di germogli selvatici, di valerianella di campo, di tarassaco, di ortiche, di piantaggini, di acetosa, di topinambur selvatico, di selene, di rucola di torrente, di crescione di terra e di acqua, di piantaggine, di getti del pungitopo, di punte di luppolo.
Ma li considero alimenti e non farmaci. Alimenti non gonfiati dai fertilizzanti.
Ma non certo rimedi specifici a qualcosa.
Come diceva Leonardo Da Vinci, Impara non a curare la malattia, ma piuttosto a mantenere la tua salute!

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo


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