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domenica 28 febbraio 2010

LA DIGESTIONE COMINCIA NELLA TESTA, CIOE' NELL'ANIMA

VALDO VACCARO HK LTD www.medicinanaturale.biz
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28 Febbraio 2010

LA DIGESTIONE COMINCIA NELLA TESTA,
CIOE’ NELL’ ANIMA

Problemi intestinali, gas e dissenteria

Salve Valdo, sono un giovane di 23 anni. Leggo sempre con molto interesse il suo blog, e sono in attesa del suo libro che purtroppo non riesco a trovare nelle librerie trentine, per cui lo dovrò ordinare via internet.
Volevo farle delle domande riguardo alcuni problemi intestinali che mi fanno soffrire giornalmente e da diversi anni.
Mi sento sempre la pancia piena di gas che devo quindi espellere.
Ho spesso diarrea e le mie feci non sono mai compatte.
Questo va ormai avanti da diversi anni.

Infiammazione intestinale e urine proteiche

Lo scorso anno mi sono recato dal medico e ho effettuato diverse analisi del sangue e delle feci, nonché una colonscopia, al fine di capire quale era il problema.
Nulla di anomalo è stato trovato se non una lieve infiammazione intestinale.
Le analisi delle urine presentano un valore di proteine di 20 mg/dL, oltre il doppio del valore corretto che è da 0 a 10, ma sembrerebbe nulla di preoccupante, a seconda del medico.

Avvicinamento crescente all’alimentazione naturale e non-crudele

Da circa 3 mesi ho smesso di mangiare carne e di bere latte, preferendo un’alimentazione più naturale.
Ma il problema permane comunque.
Devo dire che il mio avvicinamento all’alimentazione naturale è dettato da una scelta etica e salutare, e non dai miei presenti problemi intestinali.
Mi può dare qualche consiglio per migliorare il mio stato di salute?
Mi può far capire di quali reali problemi si tratta?
Ringrazio in anticipo per l’eventuale disponibilità.
Saluti. Matteo


Le origini della patologia stanno più in alto

Ciao Matteo, sono sicuramente in grado di aiutarti, a patto che tu mi dia la tua piena collaborazione.
Spero intanto che tu abbia letto la mia tesina Gastrite cronica, stitichezza ed emicrania del 24/2, che potrebbe darti qualche idea in più sui problemi che stai affrontando.
L’infiammazione intestinale non è una patologia locale e circoscritta, ma una condizione sintomatologica le cui origini e cause vanno cercate più in alto, cioè nel duodeno, cioè nello stomaco, cioè nella bocca, cioè nella testa, cioè nell’anima.
Anima che tu hai già guarito, mentre il corpo resta tuttora convalescente.

L’infiammazione non è uno scherzo, e stai alla fase 4

L’infiammazione intestinale non è affatto uno scherzo.
Il fatto di non aver trovato chissà quali cose e chissà quali eclatanti irregolarità, non significa niente.
Al contrario del tuo medico sarei molto preoccupato.
Gli esami, le mammografie, le colonscopie, il più delle volte non servono a niente, se non a giustificare l’investimento che le strutture sanitarie hanno fatto per dotarsi di tali apparecchiature.
Se vai a cercare un tumore, non lo trovi quasi mai, e magari lui esiste già a livello di precursori e di semi pronti a gonfiarsi e partire col germoglio patologico.
Non ti dico questo per spaventarti, tutt’altro. La realtà non deve mai spaventare, ma solo istruire.
Si tratta di raffreddare la fase digestivo-assimilativa, mediante più cibi crudi e più attività sportiva che riscalda le parti esterne e riequilibra il tutto.

I sette passi verso il cancro

Il fatto che tu scarichi proteine nell’urina indica che stai alimentandoti con formaggi e uova, o forse con troppi cereali che non vengono assimilati al meglio, e che coltivi qualche putrefazione intestinale.
Ricordati che le fasi che portano al cancro, come indicato 100 anni fa dal dr John Tilden, restano sempre quelle:

1) Enervazione
2) Tossiemia
3) Irritazione
4) Infiammazione
5) Ulcerazione
6) Indurimento
7) Fungazione (cachessia e metastasi)

Il veganismo tendenzialmente crudista ti tirerà fuori dai guai

Sei molto giovane e hai fatto bene a non indulgere ulteriormente.
La salute è un fatto normale. Vivere male a 23 anni per colpa di questi problemi è un’assurdità.
Servono meno visite, meno raggi e più buona cultura alimentare-comportamentale.
La funzione intestinale è della massima importanza e si realizza principalmente nell’intestino tenue, dove gli alimenti (sottoposti precedentemente alla pre-digestione nella bocca e nello stomaco) continuano a rilasciare le loro sostanze nutritive, sotto l’azione dei succhi intestinali-pancreatici-biliari, e vengono in questa precisa area assorbiti.

Occorre alimentarsi bene ed evacuare altrettanto bene

L’evacuazione intestinale avviene in seguito al rilassamento degli sfinteri anali ed alle contrazioni peristaltiche.
Se tale evacuazione è liquida (diarrea) significa che gli alimenti non sono stati ben digeriti ed utilizzati.
Se invece sono secche e consistenti, faticose da espellere, significa che c’è atonia intestinale (stitichezza) e intossicazione del sangue. Se gli escrementi hanno odore malsano ed eccessivo denotano putrefazione intestinale, cioè processi interni di denutrizione e di toxemia.

Un intestino sano significa salute a tutti i livelli

La via digerente, oltre che essere fonte di assimilazione delle sostanze vitali, è pure via di scarico delle impurità e delle tossine che arrivano a questo condotto eliminativo intestinale da ogni parte del corpo mediante il sangue, per essere espulse dal corpo.
Ecco spiegato il motivo per cui un’emicrania scompare scaricando il ventre, e perché uno stato di febbre se ne vada quando si ristabilisce la normalità intestinale.
In effetti, le diarree abbondanti e non striminzite sono utili in quanto servono a scaricare materiale tossico.

L’intestino guarisce coi cibi crudi e le fibre vegetali

Il tuo corpo è reattivo e sta funzionando bene. C’è però qualcosa di sbagliato nel tuo modo di alimentarti.
Non mi hai indicato per filo e per segno com’è la tua giornata nutrizionale, ma lo posso immaginare.
Un esame iridologico confermerebbe sicuramente la tua condizione tossica.
L’infiammazione intestinale è una reazione a delle offese. E’ uno stato febbrile indotto internamente.
Come dice Lezaeta, vivi in stato di scompenso termico. Occorre ristabilire la normalità.
L’intestino guarisce proprio coi cibi crudi che spesso il normale medico proibisce in casi come questo.
Il dr Bircher-Benner era famoso per queste strategie controcorrente con le quali faceva miracoli.

Depurare e disinfiammare il tubo gastro-intestinale

Ti consiglio intanto di depurare velocemente il tuo tubo gastrico, con un paio di giorni di totale digiuno a sola acqua di alto Trentino, con riposo assoluto al caldo.
Poi riparti con la frutta e le ottime mele della tua regione, a cui aggiungerei mirtilli e lamponi, se ci fosse la stagione. Niente male se arrivano dal Cile. Devono vivere anche i cileni, colpiti pure loro da disastrosi terremoti. Anche la loro uva nera è fantastica.
Dà un’occhiata agli schemi nutrizionali dettagliati che trovi ad esempio nella tesina Emicrania,
fibromialgia e allergie del 30/1, e cerca di adattarli al meglio alle tue condizioni particolari.

Acqua biologica, aria, sole, movimento e alcuni alimenti fondamentali

Cura il movimento e la respirazione, nonché l’esposizione al sole.
Le priorità siano l’acqua biologica strutturata della frutta acquosa, l’acqua biologica strutturata dei centrifugati di rape-carote-sedani-patatedolci-ananas, la betaina delle barbabietole e lo zolfo delle crucifere, le vitamine gruppo B delle mandorle, delle noci e dei pinoli, i micronutrienti e le proteine vegetali dei germogli, i grassi polinsaturi dell’avena e del pop-corn, e a volte dell’orzo, del farro, del riso integrale, del grano saraceno, l’amido non troppo cotto di patate e zucche.

Combinazioni giuste e semi di finocchio

Quanto alla formazione di gas, mescola le sostanze il meno possibile e nei giusti modi, cominciando sempre dal crudo e dal cibo più veloce a digerirsi, con tutta la frutta a stomaco vuoto (escluso mela, papaia e ananas, mangiabili a piacimento).
Evitare i legumi, ma nessun problema con le tegoline e coi piselli freschi.
Fare dei tentativi coi vari tipi di lenticchie.
I semi di kummel, o finocchio, aiutano ad attenuare temporaneamente il problema.
Niente cioccolate, caffè, the, fumo, cole e simili. Niente farmaci di nessun tipo. Niente integratori.

L’Helicobacter pylori dell’ulcera e lo zolfo delle crucifere

Gli scienziati della John Hopkins School of Medicine di Baltimora, vedendo che molte persone guarivano dall’ulcera consumando broccoli crudi, hanno svolto ricerche approfondite.
Con grande sopresa, hanno scoperto che il sulforafano, un derivato dello zolfo che si trova concentrato in tutte le crucifere, dando loro il forte sapore che le caratterizza, faceva autentici miracoli nella guarigione delle ulcere.
Il piccolo Helicobacter pylori, causa o meglio accompagnatore di quasi tutte le ulcere, non trova vita facile in presenza di zolfo.
Il sulforafano si trova in massima concentrazione nei germogli teneri dei broccoli, nei cavoli, nei cavolfiori, nei cavolini di Bruxelles, nelle verze, nel crescione, nei rafani e nel cren, nei ravanelli, nelle rape.

L’autentica panacea verde

Oltre che curare l’ulcera, dove gli antibiotici falliscono sempre, queste sostanze solforate proteggono dai tumori allo stomaco, all’intestino e persino alla mammella.
Panacea?
Chiaro che sì (tenendo presente che la vera panacea resta sempre e solo la prevenzione).
Se andassero poi a scoprire cosa si trova nei germogli di ortiche e di altre piante selvatiche, imparerebbero molte altre cose interessanti, che gli indiani d’America, dotati di grande superiorità intellettuale, conoscevano ed usavano regolarmente.

Li abbiamo preceduti di circa 2000 anni

Ma i ricercatori Americani non hanno mica scoperto l’America.
L’America gliela abbiamo scoperta e persino denominata noi, con Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci.
Quando Catone (234-148 a.C) scrisse che i romani sono vissuti sani e felici per 600 anni, senza nemmeno un singolo medico in circolazione (la medicina era vietata per legge, perché i romani se ne intendevano), dalla fondazione agli anni dell’Impero, grazie al cavolo crudo, all’uva nera, e alle rape afrodisiache, eravamo due secoli in anticipo sulla venuta del Messia.
Figurarsi quanto in anticipo eravamo sulle trovate scientifiche di Baltimora.





Una straordinaria sostanza chiamata sulforafano

Il potere antiossidante del sulforafano è dotato di attività antiossidante a largo spettro, ed è capace di neutralizzare molti radicali liberi con un’azione martellante e ripetuta contro le ossidazioni persistenti, che portano a mutazioni e alla nascita di tumori.
Gli effetti antiossidanti del sulforafano sono molto più potenti degli effetti antiossidanti della vitamina C, della vitamina E e del betacarotene, i quali neutralizzano una sola molecola per volta di radicali liberi e finiscono consumati e distrutti nel processo.
Il sulforafano mantiene un’azione persistente, indiretta e lenta, ad ampio spettro, per cui dura più a lungo, in un processo che continua ad essere efficace per giorni.

Messeguét, nonna Marina e le lumache, come insegnanti sulla materia sulfurea

Il grande erborista francese Maurice Messeguét non conosceva certamente questa storia sul sulforafano, ma questo non gli impediva di sapere che i cavoli erano miracolosi per il minerale organico ivi contenuto, e di ottenere grossi risultati curativi con dive dello schermo e presidenti di stato.
Non sempre lo zolfo significa odore di fiamme e di diavoli, si potrebbe dire a questo punto.
Messeguét aveva appreso queste conoscenze da suo padre.
Pure io le ho apprese da mia nonna Marina.
Le ho apprese pure dalle ostinate e indistruttibili lumache, le quali, ogni volta che pianto i cavoli, me li divorano nel giro di una notte.
E’ anche per questo che, quando sono in viaggio, la foglia di cavolo non manca mai nei miei panini vegani.

A quelli della catena McDonald’s serviranno altri 200 anni, per capirci qualcosa

Quelli della McDonald’s lo impareranno forse tra 200 anni.
Per adesso hanno inserito qualche precaria e smorta foglia di lattuga, in mezzo ai loro disgraziati menù.
Fino a quando continueranno a mettere cadaveri marchiati Cremonini e Manzotin nei loro Big-Mac, continueranno ad accumulare dollari sporchi di sangue, ed in più non andranno mai lontano in termini di qualità.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

giovedì 25 febbraio 2010

L'APPASSITO FIORE ALL'OCCHIELLO DELLA MEDICINA

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25 Febbraio 2010

L’APPASSITO FIORE ALL’OCCHIELLO
DELLA MEDICINA


Medico alla ricerca di una formazione integrata

Caro Valdo, in una breve mail ti ho espresso il mio desiderio di approfondire le mie conoscenze nel campo delle medicine naturali.
Tu mi hai chiesto le motivazioni. Con la presente cercherò di riassumerle in poche righe.
C’è in me la voglia di orientarmi e di confrontarmi, ed anche più semplicemente di scambiare due chiacchiere su un tema che mi coinvolge da vicino.

Prime esperienze e un avvicinamento ai temi della medicina naturale

Poco più di un anno fa mi sono laureato in medicina, anche se medico vero e proprio non mi sento affatto.
In questi anni ho viaggiato, ho studiato, ho fotografato attimi sociali diametralmente opposti.
Ho applicato la medicina secondo gli schemi occidentali.
Mi sono pure avvicinato alla medicina naturale, pensando al mio futuro in camice, ai miei futuri figli, ai rapporti con le persone che dovrò curare.

Orgoglio dei progressi medici

Ho concluso che sono orgoglioso del progresso che ha conosciuto la medicina negli ultimi 50 anni.
Molte malattie infettive sono state debellate, come il vaiolo e la poliomielite.
Per molte altre sono state scoperte tecniche di prevenzione o di terapia tali da migliorare la sopravvivenza alla malattia, come nel caso del carcinoma mammario, o dell’ipertensione.
Ma, allo stesso tempo, sono ancora convinto della bontà di antiche cure mediche basate sull’utilizzo di prodotti naturali, e su rapporti più profondi tra medico e paziente.
Sono insomma attratto dalla visione olistica della medicina.
Tutti temi che esulano dal campo medico ufficiale, e che trovano invece fiorente applicazione nel campo delle medicine naturali.

Desiderio di unire il sacro col profano

A settembre affronterò l’esame di ammissione per la scuola di specializzazione di Medicina Generale, e contemporaneamente proseguirò il mio percorso di formazione in Medicina Naturale.
Studierò con la speranza di unire i due insegnamenti.
L’obiettivo è di riuscire un giorno ad applicare quella che viene definita medicina integrata, la quale non è niente altro che la ricerca della cura più efficace e meno dannosa, caso per caso.

L’equilibrio tra informazione e disinformazione

Cura che spesso ha la stessa localizzazione della causa, sia che si parli di energia, di cervello, o anche più semplicemente di dieta, che nel termine greco diaita significa modo di vivere.
Queste le motivazioni che mi hanno portato a contattarti.
Il parere di chi in questa medicina opera da anni.
Ti ringrazio del tempo dedicato a questi temi e del tempo che mi vorrai dedicare.
L’equilibrio tra informazione e disinformazione, su questi argomenti, è precario o non esiste affatto.
L’unica soluzione è parlarne.
Lunedì prossima possiamo magari scambiare due chiacchiere.
Fabio

Le speranze e gli entusiasmi di chi è all’inizio di un percorso

Ciao Fabio,
la tua lettera è molto chiara e costruttiva.
Sei dotato di buone intenzioni e di ottimi progetti per il futuro, com’è giusto che sia per chi si accinge con grandi speranze e solidi entusiasmi ad applicare le nozioni, i concetti e le pratiche apprese in diversi anni di studio.

La ricerca di un compromesso e di un riavvicinamento ippocratico

Quella che tu chiami medicina integrata, e che a volte assume molti altri nomi tipo medicina responsabile, medicina naturale, medicina olistica, è un tentativo di salvare capra e cavoli, ossia una ragionevole forma di compromesso.
Non mancano sforzi simili nella storia ed anche nel presente, per riavvicinare le posizioni tra igienismo e tecniche mediche.

L’esempio storico di Luigi Costacurta difeso dai medici

Valga l’esempio di Luigi Costacurta che diversi anni orsono, denunciato dall’Ordine per abuso di professione medica, venne difeso a spada tratta di fronte al giudice del tribunale di Treviso.
E’ vero signor Giudice che Costacurta non è medico, dissero quei medici.
Ma è altrettanto vero che noi andiamo regolarmente da lui a consultarci sul da farsi.
Lui non è medico, ma è un super-medico.
Grazie a queste testimonianze, il grande maestro igienista uscì dal tribunale assolto e a testa alta.




Necessità di spretarsi un po’, cioè di smedicarsi

Devo però puntualizzare un fatto.
Un reale avvicinamento è assai difficile se il medico non si straccia di certi abiti talari, se non rinuncia a molti concetti che gli sono stati instillati ed imposti nella sua faticosa carriera scolastica.
Già il tuo orgoglio per il progresso della medicina negli ultimi 50 anni, per malattie infettive debellate, trova in me notevoli obiezioni.

Totale disaccordo sulle malattie cosiddette infettive

Primo perché le malattie infettive non esistono ma sono una tipica invenzione medica, esistendo invece comportamenti infettivi ed intossicazioni sistematiche di gruppi familiari e sociali.
Secondo, perché, anche facendo finta che le pandemie storiche fossero realòi, tutti i programmi vaccinatori venivano applicati nella fase calante delle epidemie, quando le stesse sparivano non certo grazie alle vaccinazioni, ma grazie ad altri seri provvedimenti igienistici, tipo costruzioni fognarie, miglioramenti dietologici e altre cose del genere.
Dato che parli di medicina integrata, ti invito a integrare la tua ottima preparazione medica con i dati a disposizione presso la COMILVA ( Comitato Italiano per la libertà di Vaccinazione).

Troverai pane per i tuoi denti

Avremo senz’altro modo di incontrarci, dato che vivi in Friuli.
Togliti dalla testa di trovare in me un medico naturale che opera da anni.
Mi ritengo un ricercatore di verità e un ideologo della salute, e non ho mai svolto attività terapeutiche dirette, come quelle che potresti trovare ad esempio in Carmelo Scaffidi.
Essendo poi il sottoscritto un igienista naturale, sostenitore della cura-della-non-cura, ti puoi solo immaginare quanto pane per i tuoi denti potrai trovare in me.
Questo periodo è un po’ delicato per me, ma se mi fai una telefonata prima di venire, ti incontro ben volentieri.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

ALLA RICERCA DELLA PIETRA FILOSOFALE

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25 Febbraio 2010

ALLA RICERCA DELLA PIETRA FILOSOFALE


Difficoltà digestive e reflusso

Salve dottor Vaccaro, la ringrazio per ciò che scrive e rende disponibile a tutti tramite il suo blog.
Trattasi di frammenti di verità e consapevolezza.
C’è da sperare che molti riescano a digerirli ed assimilarli come i buoni frutti della terra.
Non vi è dubbio che la via della salute e della guarigione passi attraverso una alimentazione naturale e tramite corretti stili di vita.
Nella mia esperienza personale ho risolto il reflusso e le difficoltà digestive con un’alimentazione molto vicina a quella che lei espone e propone.

Integratori ed insufficienza renale

Però non ho ancora trovato risoluzione a problematiche differenti, quale una lieve insufficienza renale.
Forse sarà necessario più tempo. Però, alcuni integratori naturali hanno contribuito in modo evidente al mio benessere e a quello dei miei familiari.
Credo che tutto passi dalla natura, e che il sistema immunitario sia il solo a guarire se gli diamo il modo.
Alcune piante però possono darci un contributo, se usate nel modo corretto.
Vorrei comunque una sua opinione in merito.

I funghi cosiddetti medicamentosi, e l’argento colloidale

Cosa ne pensa in particolare dei funghi medicinali, come il cordyceps, dal cui utilizzo ho trovato evidenti miglioramenti? E cosa ne pensa del reischi?
Ho assistito a risoluzioni di cistiti croniche (dove qualsiasi terapia naturopatia ed allopatica erano fallite), con l’argento colloidale ionico, sempre affiancato ad alimentazione vegeto-fruttariana crudista.

Spostamento sintomi dallo stomaco all’intestino

Ultima cosa. Pur avendo risolto il reflusso, le mie feci sono spesso morbide e brucianti, anche mangiando alimenti crudi. Basta poco perché abbia delle fermentazioni e non digerisca bene.
Se insieme al pasto aggiungo degli enzimi di funghi aspergillos, le feci diventano compatte e ben digerite.
La sua opinione sui funghi e sull’argento

Probabilmente il mio sistema non ha abbastanza energia per produrre gli enzimi necessari.
Mi dia dunque la sua opinione sui funghi medicinali, sull’argento colloidale per infezioni croniche e sugli enzimi dei funghi aspergillos.
Grazie per una sua gradita risposta.
Salvo Corradi

Il pozzo senza fondo dei rimedi strani

Ciao Salvo, nulla ho contro l’uso di piante e di vegetali come coadiuvanti e come leggeri e temporanei palliativi.
Nutro invece molte riserve quando la gente pretende di risolvere i suoi problemi, e le sue incongruenze comportamentali ed alimentari, ricorrendo a rimedi ed a effetti curativi delle cose più strampalate.
Il business dei rimedi strani è un pozzo senza fondo.
Ci sono laboratori chimici alla ricerca continua di sostanze commercializzabili, che vanno dal fegato di un pesce, al pancreas di una scimmia, alle spore di un fungo, al pene della volpe-maschio.

Non esistono panacee al di fuori dei rimedi genuinamente naturali

La realtà è molto semplice. Non esistono panacee all’infuori dell’aria pura, del sole, dell’amore per noi stessi e per quello che ci sta intorno.
Non esistono panacee in grado di sostituire il cibo di nostra pertinenza, lo stato mentale positivo, la respirazione, il moto, il sonno, il riposo, la poesia, il fare del bene, il dire la verità, il difendere le creature più disperate e più massacrate.
Tutto il resto è un mucchio di immondizia culturale, illusioni e superstizioni, credenze ed effetti placebo.

L’imbroglio degli effetti-stimolo

Oppure, come nei casi specifici da te citati, si può parlare di effetti-stimolo, dove qualsiasi sostanza, riconosciuta dall’organismo come estranea e non pertinente, provoca una piccola tempesta ormonale-immunitaria, una tensione, un accaloramento ed un’accelerazione cardiaca volti ad espellere quella sostanza intrusa.
Questo fenomeno succede con tutti i cibi e le bevande cotte, con tutti gli integratori che non siano davvero naturali e non trattati, con tutti i sali concentrati, con tutti gli zuccheri concentrati, con le bevande alcoliche e nervine, con le proteine animali e ovviamente col fumo, i farmaci ed i vaccini.

La stimolazione non è affatto nutrizione

Il veleno, quando non stronca, stimola.
Ma la stimolazione non è nutrizione, bensì accelerazione metabolica.
Accelerazione che, per restare tale e non cadere nell’inevitabile depressione e nella brusca frenata, richiede ulteriori dosi di veleno non appena il motore comincia a perdere colpi.
Tu hai acquisito correttamente il concetto della sovranità auto-terapeutica del sistema immunitario.
Devi andare a fondo in quella direzione, e non sviare da essa.
Dal tuo messaggio riconosco anche la piccola incongruenza di annunciare inizialmente che certi integratori ti hanno guarito e ti hanno risolto il reflusso, per concludere alla fine che non è del tutto così, e che ci sono anche controindicazioni renali.
Dalla natura cerco sempre la nutrizione, più che il rimedio biochimico

Come della tesina che ho appena scritto per la Diana sulla gastrite, mi ritrovo spesso a raccogliere piante selvatiche mangerecce, e la stessa cosa vale pure per i funghi eduli.
Pensare però a piante medicinali e funghi medicamentosi, significa ricadere nel concetto mistico e para-farmaceutico.
Se medicinale significa virtuosità, l’unica cosa medicinale al mondo è la semplicità della nutrizione senza sbalzi e senza effetti collaterali.
L’unico atto medicinale che l’uomo può compiere è quello di mettere il sistema immunitario a suo agio, in grado cioè di compiere il suo lavoro senza intralci.

Non esistono cure, all’infuori dell’autoguarigione immunitaria

Spesso le cure di cui parli, la risoluzione di cistiti croniche ed altre cose simili, vengono risolte dalla dieta e dalle altre accortezze che la gente applica durante i momenti curativi, e non certo dai rimedi che hai citato.
La ricerca ossessiva ed ansiogena dei rimedi, di cure terapeutiche di un tipo o dell’altro, dimostrano quanto scarsa sia la voglia della gente di rassegnarsi al fatto che non esistono cure, se non quelle di lasciare ogni cosa nelle sapienti mani del proprio sistema immunitario.
E’ il morbo dell’intervento medico-farmacologico che è entrato nel Dna della gente.

Non esiste al mondo nulla di più completo, nutriente e digeribile della frutta

Sfido chiunque, e lo faccio pubblicamente, a trovare un cibo più completo, impeccabile e digeribile, della frutta.
Il frutto possiede proprietà uniche rispetto a tutte le altre cibarie possibili, in quanto nutre senza carenze e ripulisce nel contempo, una proprietà globale che viene regolarmente dimenticata e sottovalutata.
Nutre e ripulisce, ma fa ancora di più, apportando antiossidazione (contro i radicali liberi) e alcalinizzazione (contro l’acidificazione ed il muco).

Nutrice e spazzina a costo zero

La generosità della frutta è proverbiale.
Ci offre tutto a costo digestivo zero, ed in più ci fa da spazzina gratuita.
L’esatto opposto delle proteine animali che, per darci sazietà e calorie, ci derubano di energia, di enzimi e di micronutrienti interni e, anziché ripulirci, ci intasano e ci intossicano, e ci danno pure un passpartout verso ogni tipo di malattia, dal raffreddore al cancro.

Vietato stazionare nelle pieghe dell’immaturità

Boccio pertanto tutti i sistemi che pretendano di sostituirsi al normale ciclo equilibrato della nutrizione e della pulizia, e lo dico senza voler nemmeno entrare nel merito delle sostanze citate.
Il mondo è pieno di gente alla ricerca di qualcosa che non c’è, alla frenetica caccia della pietra filosofale.
Quello non è auto guarire, non è cercare la salute.
Quello è stazionare nella dipendenza cronica dai rimedi fasulli.
Quello è stazionare nelle pieghe e nei garbugli dell’immaturità e della mediocrità.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

GASTRITE CRONICA, STITICHEZZA ED EMICRANIA

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25 Febbraio 2010

GASTRITE CRONICA, STITICHEZZA ED EMICRANIA


Una dieta bilanciata, inclusiva di frutta-verdura-carne-pesce-latte

Egregio dr Vaccaro,
sono una ragazza di 26 anni che da poco tempo è venuta a conoscenza del suo sito, iniziando a leggere i suoi scritti relativi alla vera e buona alimentazione.
Sono amante del cibo naturale, e cerco di seguire una dieta bilanciata con frutta, verdura, pasta, carne, pesce e latticini (che scopro solo adesso non essere alimenti sani o adatti alla nostra salute).

Un rapporto problematico col cibo sin dall’adolescenza in Ecuador

Quando avevo 15 anni, mi è stata diagnosticata una gastrite cronica profonda.
Nel 2007 mi è stata diagnosticata erroneamente la celiachia, costringendomi a portare avanti una dieta specifica per quasi un anno, sino a quando ulteriori accertamenti hanno svelato l’inesistenza di tale patologia.
Per quasi tutta la mia adolescenza, ed anche oltre, ho sofferto di stitichezza.
Da un paio di anni le cose sono migliorate.

Un assurdo calvario ospedaliero

Non sono italiana ma ecuadoregna.
Una volta arrivata qui in Italia, sette anni fa, ho iniziato un lungo calvario.
Un’allergia agli acari e un’intolleranza verso il tonno in scatola e verso il miele mi hanno fatta girare in continuazione tra i diversi reparti ospedalieri.
Fino a un paio di anni fa prendevo moltissimi medicinali, inclusi antistaminici e antidolorifici.
Ora riesco a farne a meno, tranne nei casi in cui sto veramente male.
Soffrivo tra l’altro di continui mali di testa, che da un anno circa sono molto diminuiti.





Alcune domande sul che fare

A questo punto le mie domande principali sono tre:

1) Nei suoi scritti consiglia di fare un digiuno che può variare da 1 a 3 giorni, e vorrei sapere se nel mio caso è consigliato.
2) A causa della mia gastrite, negli ultimi mesi ho un abbondante riflusso gastroesofageo.
Cosa potrei fare per ridurre questo fastidiosissimo problema?
3) Mi sono informata circa l’assunzione di alghe verdi quali la spirulina e la klamath. Pur non avendole ancora mai assunte, mi sono fatta un’idea alquanto positiva per il loro valore nutritivo e depurante. Quale è il suo parere al riguardo?

La ringrazio e la saluto.
Diana M.

Le balordaggini del mangiare-un-po-di-tutto e del bere-molta-acqua

Ciao Diana, sono stato in Ecuador a Guayaquil e Quito, e non ho corso il piacevole rischio di poterti incontrare, anche perché a quel tempo non eri ancora venuta al mondo.
Dici che sei amante di frutta e verdura, e che cerchi di seguire una dieta bilanciata, con frutta, verdura, pasta, carne, pesce e latticini, e questo fa già capire i motivi per cui hai sofferto a lungo di gastrite e di stitichezza.
Chi ha mai detto che la dieta da te idealizzata sia bilanciata?
Forse quei medici che hanno disseminato in giro le balordaggini del mangiare-un-poco-di-tutto e del bere-molta-acqua, contrabbandandole per perle di saggezza nutrizionale?
Chi troppo stringe nulla stringe, dice un proverbio italiano.
E tu pretendi di stringere la virtuosa frutta in contemporanea con quel micidiale anti-frutta, che è la proteina animale.

Errori ideologici, prima ancora che nutrizionali

Sei passata da un reparto all’altro, e da un ospedale all’altro, quando la sola cura era ed è quella di mangiare sano e naturale.
La tua vera malattia non sta nella gastrite che, per quanto fastidiosa possa essere, rimane una reazione razionale del corpo a una condizione innaturale, patologica ed insopportabile, ma sta nelle idee sbagliate che ti circolano in testa sull’argomento cibo.
Gli errori che hai sempre fatto sin da bambina, e che ti stai trascinando dietro tuttora, sono errori ideologici prima ancora che nutrizionali.

A lezione dagli operatori scellerati e non dagli scienziati-del-bene-e-della-salute

Sono gli errori comuni e diffusi della gente sviata da una cultura dettata non da scienziati-del-bene-e- della-giusta-causa, ma da operatori e promotori scellerati, mossi da niente altro che dalla percentuale sugli utili del business.
Sono gli errori e i preconcetti derivanti da abitudini consolidate e trasmesse di generazione in generazione, con le menti intrise di idee-guida sballate che portano fatalmente alle peggiori malattie.


Tanti tipi di infiammazioni che colpiscolo il tallone di Achille che ognuno ha

Nel caso tuo gli errori portano alla gastrite, in altri casi alla colite, in altri ancora alla polmonite, alla appendicite, alla tonsillite, e via avanti.
Tutte quelle iti in fondo alle parole stanno a indicare processi infiammatori delle parti interessate.
Come mai a te lo stomaco e a un’altra l’intestino?
Perché ognuno ha il suo particolare punto debole, il suo tallone di Achille, dove la rottura e lo schianto fisico avvengono e prendono forma.

Nervosismo, sistema neuro-vegetativo e stomaco sono direttamente collegati

Chi è sensibile e nervosetto, chi tende ad arrabbiarsi e a tenere dentro di sé i problemi anziché esplicitarli e rilassarsi, finisce per metabolizzare lo stress al suo interno, per cui ne va di mezzo lo stomaco.
Spesso è il nervosismo, lo stress e il fattore psicosomatico, a provocare l’effetto grilletto della patologia gastrica. Ed è per quello che non si dovrebbe mai assumere del cibo in condizioni alterate o inadatte.

Vietato parlare delle buone calorie a-costo-digestivo-zero

Il discorso degli enzimi digestivi (o vitalìe) contenuti soprattutto nella frutta matura e, in seconda istanza in tutti i vegetali crudi, è fondamentale per la digestione.
Una buona alimentazione fruttariana significa acquisire deliziose calorie a-costo-digestivo-zero.
Per la becera cultura dominante, queste calorie non esistono.
Troppe porcherie funerarie da smaltire nei mega-macelli. Troppe creature condannate ad atroce morte nei mega-allevamenti. Questa verità non deve assolutamente filtrare nella mente del popolo.
E’ una verità pericolosa ed insidiosa.
Fino al punto di portare al dramma della salute-calciata-via, insabbiata in modo proditorio e sistematico.

Una società iper-tecnologica ed iper-rimbecillita

Come sai la salute è l’ultimo degli obiettivi perseguiti da questa società moderna, malandrina ed antipopolare ai massimi livelli, da questa società manipolata e diretta più da masnadieri che da gente onesta e trasparente.
Salute significa incompatibilità col 95% delle cose che si consumano attualmente.
Il fatto che non se ne parli mai fa capire il livello di analfabetismo culturale e di corruzione che esistono nella nostra società ipertecnologica ed iper-rimbecillita.
Gli studi di Edward Howell sui food-enzymes sono qualcosa di straordinariamente importante.

Le immorali e diseducative sceneggiate della televisione

Trattasi non di dettagli insignificanti ma di pilastri basilari della nutrizione.
Non se ne parla perché alle industrie non conviene.
Se in un telegiornale qualsiasi, si cominciasse a citare la parola food-enzyme, cadrebbero al suolo e finirebbero sotto terra all’istante tutte le incredibili stronzate, tutte le immorali sceneggiate, tutti i teatri che la televisione diffonde con martellante insistenza e malizia, mediante le varie rubriche culinarie Gusto, Prova del Cuoco e simili.
E il mio libro Alimentazione Naturale, farebbe un salto enorme di popolarità dall’oggi al domani, essendo esso tra i pochi a parlare diffusamente di queste cose.
La massa è stata mal-direzionata per tutto il dopo-guerra

Ma la gente continua a cercare il modo migliore di cucinare la pasta, l’ingrediente da mettere sul ragù, i tempi di cottura del pesce e dell’aragosta, le alghe verdi, la spirulina, il klamath, il the verde, e tutte le varie cose che dovrebbero poi rimediare alle incongruenze commesse il giorno prima, la settimana prima, il mese prima e l’anno prima.
La gente interessata a stare davvero bene è sempre una ristretta minoranza, e viene spregevolmente catalogata dai media come gente stramba, ortoressica, anormale, estremistica, pfuì vegetariana, o peggio fruttariana e vegano-crudista.

Carne-latte e frutta-verdura vanno d’accordo come cani e gatti

Spero che tu apprezzi il mio tentativo di offrirti uno sprazzo di cultura alternativa.
Si guarisce col pensiero giusto, prima ancora che coi cibi e le bevande.
La tua malattia gastrica (gastrite) ed intestinale (stitichezza) consiste soprattutto nel pensare a un equilibrio che non esiste nel modo più assoluto. A un fantomatico equilibrio tra carne-pesce-latte e frutta-verdura.
Trattasi di materiale incompatibile e disarmonico, peggio ancora che cane arrabbiato e gatto spaventato messi uno contro l’altro.
Putrefazione delle proteine animali (indigerite e malamente frantumate dalla scarsa acidità gastrica umana), e fermentazione degli zuccheri e degli amidi (in micidiale mescola coi residui proteici putrefatti), caratterizzano da sempre la fase digestivo-assimilativa di chi fa lo stesso tuo tipo di errore, ovvero la stragrande maggioranza della gente.

Il dramma della dispepsia, del digiuno cellulare forzato e dei detriti derivanti attaccati dai batteri

Un anonimo igienista ha scritto che Il dramma dell’esistenza umana sta tutto nel dramma della digestione.
Intendeva riferirsi ovviamente al dramma della digestione difficile e dispendiosa, quella che porta alla dispepsia, all’acidificazione, ai radicali liberi, all’intasamento gastrointestinale e al contemporaneo e paradossale digiuno forzato delle cellule, le quali, in condizioni di emergenza gastrica, non ricevono il loro nutrimento, muoiono a miliardi prima-del-tempo e producono virus in eccedenza rispetto alla normalità fisiologica, intasando i condotti di materiale virale endogeno che attrae i batteri golosi (per fortuna che esistono e che arrivano prontamente a banchettare, scatenando salutari influenze stagionali, mandate dalla benedizione divina).

Serve sgombrare la testa dal ciarpame culturale, e fare delle scelte coerenti

Occorre dunque fare delle scelte coraggiose per rimettere in ordine la propria macchina e ritrasformarla in un apparato funzionante ed efficiente.
Se ami davvero la frutta, cara Diana, devi scartare rigorosamente la carne e il pesce, ed anche tutti i latticini.
Non c’è santo che tenga.
Quanto alla tua intolleranza verso il tonno in scatola, dovrebbero andare a farsi curare coloro che non soffrono di intolleranza.



La verità sulle allergie e sulle intolleranze

Non ne soffrono solo perché sono semplicemente più malati di te. Sono assuefatti al veleno.
Come quei fumatori che non tossiscono mandando giù nicotina e catrame. Come gli alcolizzati che non sobbalzano ingoiando suicide sorsate fegato-distruttive chiamate vino-doc, digestivo, whisky-on-the-rock.
Come i drogati dal caffè, che rovinano ed acidificano in continuazione il proprio sangue con uno dei 20 più potenti e micidiali veleni al mondo, ovvero con la caffeina.
Quella del tonno non è intolleranza, ma giusta reazione a un non-cibo, a un pezzetto di cadavere marino in decomposizione, immerso in olio di scadente qualità e rinchiuso in una scatoletta metallica.

I sintomi non sono malattie da soffocare medicalmente, ma importanti segnali di allarme

Stitichezza, dolori, mali di testa, mali di stomaco, non sono malattie ma potenti segnali del corpo che ti avvertono e ti ammoniscono.
Ti informano che hai sbagliato tutto e che serve urgentemente cambiare sistema.
Se stai davvero leggendo le mie tesine ci troverai alcuni dei miei schemi alternativi per riappropriarti della tua salute e del tuo benessere personale.

Una purificazione del sistema garantisce un’ottima ripartenza

Veniamo infine alle tue domande. La prima domanda riguarda il digiuno.
Nel tuo caso lo farei senz’altro, intanto per un paio di giorni.
Tutti quei farmaci che hai assunto negli anni scorsi non sono andati fuori, perché il sistema renale non ha voluto giustamente bruciare i suoi delicati filtri espellendo tali emerite porcherie.
Essi stanno pertanto tuttora depositati nei tuoi tessuti adiposi, diventati una piccola discarica interna di materiale non biodegradabile.

Negli istanti critici del digiuno serve tempra morale e fede nei meccanismi della natura

Potresti sperimentare dei dolori e dei fastidi nella fase espulsiva.
Se hai la forza d’animo di resistere senza spaventarti, lo puoi fare da sola.
Succede agli stessi igienisti, sottoposti a loro volta a digiuno, di lasciarsi prendere dall’ansia e dal panico, sotto una scarica di muco e sotto gli effetti di un’intensa crisi eliminativa.
Non sempre le crisi sono pesanti, dipende dal grado di inquinamento interno.
In ogni caso non esiste vera pericolosità. Il corpo che ha retto l’avvelenamento è in grado di reggere anche l’espulsione del medesimo.
Puoi sempre ricorrere all’assistenza, anche telefonica, di un esperto maestro igienista-digiunista, come ad esempio Carmelo Scaffidi della ABIN.
In ogni caso leggiti bene la mia tesina Voglia di digiuno assistito.

Cosa fare in concreto di fronte a una gastrite

La seconda domanda riguarda il riflusso gastroesofageo.
La gastrite è un’infiammazione del tubo gastrico, ed è, come già detto all’inizio, un fatto logico e consequenziale degli errori commessi sul piano alimentare.
Serve un digiuno ad acqua pura e leggera, primo per normalizzare la situazione, e secondo per ripartire da zero con un sistema vegano e tendenzialmente crudista.
Un grandissimo medico-nutrizionista che curava la gastrite col crudo

Per paradossale che possa sembrare, la miglior cura della gastrite è rappresentata dal cibo crudo.
Lo dimostrò al mondo intero il medico-nutrizionista più innovativo, intelligente e controcorrente della storia, il dr Max Bircher-Benner (1867-1939), che nella sua clinica zurighese (a tutt’oggi famosa e funzionante), aveva in cura Vip e regnanti di tutto il mondo, incluso lo zar, la zarina e la famiglia reale russa.

Gastrite significa irritazione prolungata delle mucose gastriche

La gastrite non è altro che un’irritazione prolungata (diventata infiammazione e passibile di ulcerazione) della mucosa gastrica, della pelle interna che riveste lo stomaco e il duodeno, ed è causata dal pesce, dalla carne, dai formaggi, dai the e dai caffè, dai dolci, dall’aceto, dal sale, dalle bevande gassate-dolcificate, dai succhi pastorizzati, dalle cole, dalle merendine, dai cioccolatini, da tutti gli integratori.
Anche i gelati, il cibo cotto e concentrato, il cibo mal-masticato, diventano nemici dello stomaco.

Dalla gastrite al cancro allo stomaco. Uomo e donna avvisati, uomo de donna salvati.

Con la gastrite si hanno mancanza di appetito, alito cattivo, dolori e pesantezzadi stomaco, vomiti, coliche, diarrea, mali di testa, febbre gastrico-intestinale (che non si rileva al controllo termometrico esterno ma si nota all’esame iridologico, al controllo della lingua e anche al controllo del polso).
Il meccanismo del cancro allo stomaco è presto detto: toxemia (avvelenamento da carne-pesce-latte-alcol-caffè), irritazione mucosa, infiammazione mucosa, ulcerazione mucosa, cicatrizzazione ed indurimento tessuto, tumore, mancato flusso-deflusso sanguigno e mancata ossigenazione cellulare e cachessia (metastasi).

I cibi gastro-compatibili

Quando ti sarai disinfiammata per bene, ti consiglio di adottare dei centrifugati di carote, rape, topinambur e sedano, addolciti se vuoi dall’ananas e dalla mela, regolando a tuo piacimento le percentuali, da prendersi a stomaco vuoto e regolarizzato.
Le crucifere, i cavoli, i broccoli, le cime di rapa, il cavolfiore crudo o cotto al vapore, sono pure cibi ottimi per l’apparato digerente.
La papaia, che in Ecuador si trova in abbondanza, ma che si trova pure nei supermercati, è un cibo magnifico per lo stomaco.
Le patate e le zucche sono anch’esse da considerarsi cibi gastro-compatibili.

Parere molto negativo sui rimedi specifici e sulle cure particolari

La terza domanda è sulle alghe speciali e su determinate sostanze che vengono spesso inseguite dalla gente per risolvere i tanti problemi che ha. Il mio parere è totalmente negativo.
Ho sempre ammirato e scimmiottato gente come Maurice Messeguet, e quei naturalisti che propongono ogni tipo di pianta per risolvere i problemi umani.
La cosa ha senso fino a quando ciò rappresenta un allargamento delle sostanze nutritive assimilate.
Scoprire che le ortiche si possono aggiungere al risotto e alla pasta è una cosa positiva.
Scoprire che tante erbe selvatiche possono essere incluse nei propri menù vegetariani di primavera, è una gran cosa.

L’equilibrio e la salute non stanno nel fungo e nell’alga, ma nel frutto e nell’erba cruda

Pensare invece di rimettere in equilibrio l’organismo con un’alga, con un fungo o con qualsiasi altro ritrovato speciale, significa ricadere nell’illusione, nella superstizione, nell’amuleto e nel vudu.
Sono il primo a uscire nei campi e nei boschi a inizio Marzo, e a rifornirmi di germogli selvatici, di valerianella di campo, di tarassaco, di ortiche, di piantaggini, di acetosa, di topinambur selvatico, di selene, di rucola di torrente, di crescione di terra e di acqua, di piantaggine, di getti del pungitopo, di punte di luppolo.
Ma li considero alimenti e non farmaci. Alimenti non gonfiati dai fertilizzanti.
Ma non certo rimedi specifici a qualcosa.
Come diceva Leonardo Da Vinci, Impara non a curare la malattia, ma piuttosto a mantenere la tua salute!

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo


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mercoledì 24 febbraio 2010

OMEOPATIA NON SIGNIFICA IGIENISMO NATURALE

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23 Febbraio 2010

OMEOPATIA NON SIGNIFICA IGIENISMO NATURALE


Le sostanze che fanno a pugni contro il ferro

Buonasera dottor Vaccaro, ho letto con interessante coinvolgimento il suo articolo Lipotoxemia ed emoviscosità, ovvero cancro (dal sito Disinformazione).
Poi sono andato al suo sito e, leggendo i vari articoli da lei scritti, mi sono soffermato sulla tesina
La gravidanza e il ferro, notando con sorpresa che l’assunzione di alcune bevande fa diminuire la disponibilità di ferro.

Tornare dal the biologico all’orzo biologico per colazione?

La cosa che più mi meraviglia è che ci sia anche il the tra queste sostanze.
Curandomi con l’omeopatia sto molto attento alla mia alimentazione, ma alla mattina faccio colazione con un the verde da agricoltura biologica.
Vorrei sapere se posso continuare con il the o magari ritornare all’assunzione di orzo solubile, sempre bio. Grazie della risposta. Buon lavoro.
Daniele

Non mi diverto affatto a sovvertire coscienze assopite

Ciao Daniele, a volte, anzi molto spesso, mi ritrovo a mettere in crisi la gente per le mie teorie e le mie concezioni controverse e controcorrente.
Non è che mi diverta a smontare sadicamente le certezze altrui e che voglia diventare un sovvertitore di coscienze assopite.
E’ piuttosto che l’igienismo naturale è per definizione una scienza bastian-contraria, indifferentemente da chi la porti avanti.
Abbiamo idee e schemi che sono antitetici e polemici su tutto.
Sull’aria, sull’acqua, sul cibo, sul sesso, sul corpo e sull’anima.
Mettiamo davvero a soqquadro tante belle e consolidate convinzioni.



L’igienismo è contro tutte le bevande bollite e le brodaglie varie

Ma come, dirai. Se hanno parlato benissimo del the verde dal Giappone alla Terra del Fuoco!
Eppure è così. L’igienismo naturale punta ai cibi naturali ed anche alle bevande naturali.
Siamo persino contro le camomille e le tisane, fatta esclusione che per casi di emergenza e per assunzione di qualche infuso medicamentoso coadiuvante o attenuativo (non curativo) di determinati disturbi.
Siamo contro l’uso di bevande bollite e contro tutte le brodaglie.
Qualsiasi cosa, che cerchi di sostituire l’acqua biologica della frutta, finisce immancabilmente nel nostro mirino.

Non ci sono santi. Le sostanze possono essere solo nutrienti o avvelenanti.

Siamo particolarmente drastici (che non vuol dire fanatici o estremisti, ma solo rigorosi) sulle cose che si portano alla bocca.
Le cataloghiamo in due precise categorie:

1) Cibi e bevande nutrienti ed innocenti (privi di sofferenza animale, privi di sostanze avvelenanti, eccitanti, dopanti, cotte, concentrate, lavorate)
2) Cibi e bevande non nutrienti e non innocenti (carne, latte, pesce, nervini, alcolici, cibi salati e zuccherati, farmaci, vaccini, rimedi omeopatici e rimedi allopatici), giudicati tutti veleni.

Le sostanze eccitanti, dopanti, costipanti, provocanti effetti collaterali, vanno tutte buttate

Chi si avvicina all’igienismo deve mettere in preventivo questo tipo di posizioni, per cui le sostanze appartenenti al settore 2 vanno più o meno radicalmente eliminate.
All’inizio potrà sembrare eccessivo e difficile, ma poi via-via che uno entra nell’idea del sano e del naturale, diventa un modo di vivere convincente, liscio e semplice da applicare.
C’è spazio per il tendenziale, per il compromissorio e per l’approssimativo.
Ma alla fine la perfezione si raggiunge andando il più vicino possibile allo schema, e non allontanandosi da esso.

L’omeopatia non ha nulla a che vedere con l’igienismo naturale

In altre parole, l’omeopatia non ha nulla a che vedere con l’igienismo naturale, che la considera sempre una interpretazione medica basata su concetti curativi.
Storicamente, nel filone omeopatico sono affluiti molti medici alternativi e dissidenti, per cui l’humus culturale espresso dall’omeopatia è sicuramente degno di rispetto.
Ma dal punto di vista delle concezioni basilari, si tratta di scuole molto diverse, e spesso incompatibili.
Non crediamo affatto nei principi del dr Samuel Hahnemann (1755-1843).

Il veleno per noi rimane veleno a tutte le dosi

Per l’omeopatia i sintomi sarebbero il segnale che il corpo sta usando i suoi poteri di auto-guarigione.
Incrementando leggermente quei sintomi, si aiuterebbe dunque il corpo a guarire.
Tale concezione è per noi autentica eresia. Per noi il veleno rimane tale a tutte le dosi.
Non guarisci il fumatore facendolo fumare. Non guarisci l’alcolista facendolo bere. Non previeni la malattia scimiottandola col simil-veleno attenuato di nome vaccino.
Ti ricordo che l’igienismo naturale è contrario a tutte le cure (stoppanti o incrementanti) rivolte ai sintomi.

Non è vero che i sintomi significhino automaticamente guarigione. Sarebbe troppo bello.

I sintomi poi sono soltanto un segnale dell’emergenza in atto, e non già l’autoguarigione.
L’autoguarigione la istituisce il sistema immunitario, se e quando gliene diamo la possibilità, mettendoci a digiuno e purificandoci.
Se continuiamo invece a fare gli errori di prima, col cavolo che il sintomo equivale ad auto-guarigione.
L’omeopatia riesce, nonostante tale improprietà ideologica, ad ottenere talvolta dei decenti risultati?
Sì, lo fa proprio quando i suoi interventi, per quanto sballati, sono tali da non disturbare troppo il sistema immunitario, ossia quando i suoi veleni a dosaggi minimi diventano praticamente ininfluenti, finendo di fatto a scimmiottare la nostra cura-della-non-cura.

Le cure quasi-placebo dei rimedi omeopatici

In questo, condividiamo lo scetticismo della medicina ufficiale sulla reale efficacia dei rimedi omeopatici, le cui diluizioni diventano spesso una scusa e un alibi per dare tante piccole cure placebo o quasi-placebo.
Cure placebo che significano pure molti comodi soldini per una fiorente industria para-farmaceutica.
Cure placebo per una vasta categoria di terapisti giudicati virtuosi per definizione ed a priori, per la loro minore invasività rispetto ai medici veri e propri.
Questo giudizio non vuole essere una stroncatura generale di un settore che sappiamo essere fiorente e spesso pure confinante con l’igienismo nelle intenzioni, se non nelle regole.
Non vuole esserlo, anche perché, senza nemmeno rendersene conto, molti omeopatici stanno diventando igienisti, in barba alle etichette e alle targhette che esibiscono fuori dei loro studi.

Smitizziamo un po’ il termine biologico, usato spesso a sproposito

Tornando al the verde, aggiungi che proviene da coltivazione biologica. Il che mi fa sorridere.
Mi fai pensare a quel mio amico che prendeva dieci espressi al giorno di buon caffè di montagna, da coltivazione ugualmente biologica.
Biologica fu pure la dialisi che gli applicarono per il blocco renale conseguente alla cura-della-caffeina.
Può mai essere bio un veleno coltivato al meglio?
Può mai essere bio una bistecca al sangue?
Può mai essere bio un frutto che se ne prendi due chili devi pagarlo col libretto degli assegni?

La frutta resta la cosa migliore, soprattutto a colazione

Concludi dicendo che dovresti tornare all’orzo solubile per colazione.
Nemmeno questa mi pare un’ottima idea, per quanto essa non sia la peggiore del vicinato.
A colazione ci vuole molta frutta acquosa, allo scopo preciso di prolungare la fase quasi-digiunistica notturna (8 pm-4 am) e stare in coerenza con la fase espulsiva-purificante (4 am-12).
Ma qui occorre fare una scelta di campo.
Quando sarai pronto per questo, ne riparleremo.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

LINUS PAULING: OTTIMO UOMO MA CATTIVO MAESTRO

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23 Febbraio 2010

LINUS PAULING: OTTIMO UOMO
MA CATTIVO MAESTRO


Un’opinione sull’opera di Linus Pauling

Egregio VV, trovo molto interessanti le cose che scrive.
Mi chiedo se lei conosca il lavoro di Linus Pauling e i suoi libri, con particolare riferimento a
Come vivere a lungo e sentirsi meglio. Cosa ne pensa?
Renzo Carlenzoli

Nonostante i Nobel ne penso tutto il male possibile

Ne penso tutto il male possibile, nonostante lo spessore scientifico e morale della persona.
Linus Pauling (1901-1994) è stato sicuramente un uomo eccezionale, di grande statura morale, acclamato ed amato dalle folle americane.
La sua vita è stata costruttiva ed irreprensibile, costellata di soddisfazioni e di riconoscimenti.
Non si prendono un premio Nobel per la Chimica ed uno per la Pace nel giro di pochi anni, se non c’è sotto qualcosa di consistente.
Non almeno ai suoi tempi, quando i Nobel erano una cosa seria.

Ogni rispetto per la figura dell’uomo, ma anche il disappunto per il suo lascito culturale

Ha anche scritto dei testi importanti, come quello che hai citato.
Eppure non lo menziono quasi mai nei miei articoli, salvo che qualcuno non me lo ricordi, come stai facendo tu.
Tanto il rispetto per la figura morale dell’uomo, quanto il disappunto per il lascito diseducativo derivato dalla sua opera. Linus Pauling rappresenta infatti un modello tutt’altro che virtuoso per l’igienismo naturale.
Grande studioso, grande divulgatore, grande scienziato, ha commesso però un madornale errore dalle conseguenze gravissime.
Ed è stato quello di non aver capito l’enorme differenza tra le vitamine naturali e quelle sintetiche.


Coccolato dalle industrie farmaceutiche

Sembra assurdo e paradossale che lui, grande studioso di chimica e di vitamine, sia caduto in quel modo come un pero, scivolando su una banale buccia di banana.
Ovviamente ci è scivolato nel modo migliore, facendosi tutt’altro che male, nel senso che, le industrie farmaceutiche e quelle interessate a produrre integratori, gli hanno steso tappeti rossi e lo hanno coccolato come nessun altro.

Ideologo della supplementazione vitaminica e dell’integrazione minerale

Pauling rimane dunque nella storia come l’ideologo ed il profeta della supplementazione vitaminica e, di conseguenza, della integrazione minerale che marcia inevitabilmente a fianco della prima.
L’ideologo ed il profeta della vitamina C sintetica, quella che l’esperimento di Cambridge2000 ha messo sotto accusa, ricordando che non ha alcun beneficio contro il cancro e le cardiopatie, dove serve invece tanta buona vitamina C naturale da prendersi sempre e solo nella frutta viva.
L’ideologo ed il profeta della droga più insidiosa e fuorviante del Terzo Millennio, ovvero l’ideologo della vitamina C sintetica, da prendersi addirittura a megadosi.

Cominciò a prendere vitamine negli ultimi anni soltanto

Uno dirà che dopotutto ha vissuto 93 anni.
E’ durato a lungo, ma non certo grazie alla vitamina C sintetica che ha tanto idealizzato, quanto alla virtuosità generale della sua vita.
Pare che cominciò a prendere vitamine in abbondanza solo nell’ultimissima parte della sua esistenza, ricevendo lo stesso tipo di beneficio che può ricevere chi si beve delle sostanze nervine tipo il the ed il caffè.

Un viso costantemente contratto, stravolto e quasi-pompato, nelle sue ultiome apparizioni

Manca la controprova, ma è molto probabile che Pauling avrebbe superato agevolmente la soglia dei cento anni, se si fosse astenuto dalle sue tardive supplementazioni.
Più che badare ai numeri, ha più senso parlare di qualità della vita.
Le fotocolor dei suoi ultimi anni mostrano, anche nelle sue pose sorridenti, un viso niente affatto sano, ma teso e contratto, a volte stravolto, tipico di una persona biochimicamente non tranquilla e serena, ma carica di veleni supplementati.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

UNA INESTRICABILE CANDIDA

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23 Febbraio 2010

UNA INESTRICABILE CANDIDA

Grossi progressi a tavola

Ciao Valdo, sono Daniela, la ragazza che ti ha scritto l’estate scorsa in merito a problemi di Candida e acidità di stomaco.
Le tue risposte sono state le tesine La candidosi e l’acidità di stomaco, del 23 agosto e Il rebus dell’acidità, dell’allergia e della candidosi, del 28 agosto 2009.
Ho fatto dei progressi (piccoli rispetto al top del vegetarianismo crudista) ma grandi per me.
Sono oggi vegana a tutti gli effetti.
Ho tolto tutte le proteine animali eccetto un minuscolo pugnetto di formaggio fresco di pecora nel pesto di basilico (con pinoli) e di rucola (con mandorle), a cui non riesco a rinunciare.
In più mi sono concessa qualche rarissimo yogurt magro con cereali, uvetta e mandorle in mattinata,
Ma queste trasgressioni si contano ormai sulle dita.

Qualche residua concessione al ridotto reparto trasgressioni

Inutile dire che ho tolto già da lungo tempo ogni tipo di dolcificante, eccetto pochissimo fruttosio sulle fette di crostata integrale senza lievito.
Questa crostata la faccio in casa e la mangio tre volte a settimana, ma non tutte le settimane.
Ho tolto anche le fette biscottate integrali a pasta-madre che mangiavo prima, sostituendole con gallette di riso con sopra la composta di frutta della Rigoni, dolcificata con succo di mela o d’uva, oppure con crema di nocciola che ho trovato dolcificata con lo sciroppo di manioca.
Questo è il reparto trasgressioni.

Pasti più crudi e più virtuosi su tutta la linea

Per quanto riguarda il resto, ho introdotto nella mia dieta molte più crudità.
Tre-quattro volte al giorno la frutta, e persino le mele che prima non riuscivo a mangiare.
Ho inserito insalate crude varie come lattuga, rucola, valeriana, radicchi, carote, sedano, finocchi, e così via, consumate sempre in apertura-pranzo, cioè prima della pasta integrale con verdure, o prima del riso integrale con verdure. Devo dire che amo molto il riso nero col topinambur o con la zucca!
La sera mangio legumi e passati di verdura, cotti max 15 minuti per le patate e 5-7 minuti per il resto.
Includo poi patate dolci e zucca, più tegoline, piselli, fagiolini, e qualche verdura cotta il meno possibile.
La candida rimane sempre il problema da risolvere

Veniamo al dunque, cioè alla mia candida orale e genitale che non accenna a diminuire.
Credo che qui entrino in gioco dei seri problemi fisici ai quali non ho fatto riferimento nelle precedenti mail.
Cose che avevo omesso non per negligenza ma perché ho difficoltà a parlare diffusamente delle mie vicende personali, e tendo con te a mettere ogni cosa sul piano dell’alimentazione, vista la tua notevole esperienza in questo settore.

Tre incidenti d’auto e relativi postumi

Ho avuto tre incidenti d’auto, con relativa lussazione permanente della mandibola nel primo di essi.
Sono passati otto anni da allora e i postumi non cessano di tormentarmi su tutto il fisico, dalla cervicale alla schiena, dall’osso sacro alle gambe.
Non ti dico di tutta la trafila di fisioterapisti, osteopati, chiropratici, tentativo di Byte, che mi hanno visitata. Sono andata pure in una clinica in Thailandia, qualche anno fa.
Non entro nei dettagli per evitare un papiro lunghissimo.
Queste terapie le sto tuttora facendo, altrimenti non starei in piedi.
Visto che la candida si sviluppa solo in un terreno favorevole, ho paura che i miei blocchi fisici, e non solo l’alimentazione, siano la causa principale.

L’immobilità del digiuno causerebbe altri problemi

Tu mi dirai innanzitutto del digiuno, ma il problema grosso è che, se digiuno anche solo 2-3 giorni (magari intesi come digiuno da ripetersi più volte) non mi muovo letteralmente più.
A causa della mia rigidità muscolare e ossea, documentata da tutti i terapisti dai quali sono stata, ho bisogno di camminare tutti i giorni.
Mi basta un pomeriggio sul divano e i dolori diventano atroci, soprattutto in zona mandibolare, cervicale e dorsale, incluso osso sacro e gambe.

Nemmeno le piscine fanno per me

Oltretutto sono impossibilitata ad andare in piscina.
Mi farebbe benissimo muovermi in acqua per i miei problemi.
Ma il cloro è incompatibile con la mia candida. Se vado al mare d’estate, questo mi dà sollievo, ma non basta, perché il movimento dev’essere continuato nel tempo.
Capisco che, per tutti questi inconvenienti fisici, non è facile trovare grandi commenti e grandi soluzioni.

Riserve sul digiuno da parte dello stesso Ehret

Poi, sul digiuno, avrei una domanda da farti.
Tu dici che non è pericoloso, anche se prolungato. E poi proponi di passare a una dieta di frutta, seguita da dieta normale crudista.
Ricordo però che sul testo La dieta senza muco, del dr Ehret, si parla di alcune persone (soprattutto quelle intossicate da cibo animale) per le quali è pericoloso se non fatale digiunare e poi mangiare subito frutta e crudità. Il rischio sarebbe quello di soffocare letteralmente nei propri veleni, derivati da carni, pesci, latte, caffè, medicine e così via. Vengono pure citati dei casi specifici a sostegno.
La dieta preparatoria di transizione

I medici del tempo attaccavano i digiuni che Ehret proponeva ai suoi pazienti.
Alla fine, lui optò per adottare nelle sue cliniche una dieta di transizione, prima di passare al veganismo crudista.
Non sarà questo il mio caso, perché ho smesso da tempo di assumere cibo animale.
Quale è la tua opinione su tutto questo?

Problemi a colazione e con la frutta secca

Altro mio grosso problema è la colazione, dove non so cosa mangiare.
Se bevo la spremuta d’arancia, o mangio una-due papaie, e poi esco di casa, mi sento talmente sfinita che non mi reggo in piedi.
La papaia è uno dei miei frutti preferiti, che riesco a trovare all’Esselunga a prezzo decente, per mia fortuna.
Ma fichi e kiwi non li posso mangiare, poiché sono allergica. La banana è tabù, in quanto mi fa vomitare non appena la assaggio (sin da piccola). Il dattero mi fa aumentare la candida.
Tutta la frutta secca, che poi adoro, pare incrementare la candida, con chiari effetti di bruciore sulla lingua e sul palato, mentre ho la sensazione che mi manchi il respiro. Dopo aver mangiato tali delizie, la candida si estende a tutta la bocca e alla gola.

Col mio compagno, diventato nel frattempo vegano, mi abbuffo di catalogna e cime di rapa

Per quanto riguarda il crudo, ho cercato di aumentare il più possibile i quantitativi.
Ma, se esagero, ho la sensazione di non digerirlo al meglio con aumento di reflusso, acidità e infiammazione.
Anche per questo ricorro pure alle verdure leggermente cotte in padella, con poco olio ed acqua per non far soffriggere troppo.
Altre verdure tipo catalogna, bietole, cime di rapa, le cucino con un po’ d’acqua che poi scolo.
Ho pensato di usare una pentola a vapore, ma ne metto dentro troppe.
Tieni presente che io e il mio compagno, anche lui diventato nel frattempo vegano, ne mangiamo tanta di catalogna mista a cime di rapa, al punto che non stanno nella vaporiera.
Queste verdure, appena nominate, possono essere mangiate crude? O vanno bene al vapore?

I germogli nel mirino

Per quanto riguarda i germogli, che vorrei davvero introdurre nella dieta, serve per forza un germogliatore?
Mi piacciono molto alcune spezie che uso spesso.
Mi sembra che mi facciano bene e che mi disinfettino la gola.
Mi riferisco a zenzero, curcuma, zafferano, cumino. Uso inoltre le solite erbe aromatiche tipo salvia, alloro e rosmarino.
Cosa ne pensi?
Grazie mille per la tua attenzione.
Daniela



L’indispensabile riequilibrio delle funzioni digestive

Ciao Daniela, prendo nota che hai fatto dei passi in avanti, piccoli rispetto agli standard crudisti, ma per te grandi ed apprezzati.
Hai migliorato di molto l’alimentazione, e questo va benissimo.
La cosa principale in tutte le patologie e in tutte le convalescenze, è il riequilibrio della funzione digestivo-assimilativa.
In questo sei a buon punto, anche se sussistono ancora degli strascichi relativi al kiwi, alla banana, alla frutta secca, determinati evidentemente dall’intenso contenuto zuccherino.
Per il kiwi prova la versione gialla, e abituati in modo progressivo, con un quarto di frutto per volta nella fase inziale. E’ troppo importante nella fase invernale.

Le spore e i semi, i precursori di ogni patologia stanno in tutte le persone indistintamente

Facciamo una chiacchierata ulteriore sulla candida.
Il fungo organico Candida Albicans, viene orchestrato e tenuto sotto controllo direttamente dal sistema immunitario, e da un virtuoso equilibrio batterico che si crea nell’intestino e nel corpo delle persone sane e normali. Potenzialmente tutti possediamo la Candida, ma succede così anche per il raffreddore, il muco e persino per il tumore. Non sviluppiamo nulla di concreto perché il nostro livello di tossiemia rimane entro i limiti tollerati dal sistema.

Alla candida serve il terreno adatto

Le patologie effettive si sviluppano sempre e solo nel terreno adatto, con la concomitanza dei fattori adatti a provocare l’anormalità patologica.
Quando l’equilibrio batterico e l’equilibrio ormonale sono disturbati, ad esempio da vecchi farmaci non ancora eliminati, o da nuovi farmaci che si stanno assumendo, oppure da integratori vitaminico-minerali, oppure da integratori zuccherini, da pillole contraccettive, da antibiotici, da corticosteroidi, da latticini, la candida trova allora il suo humus per proliferare.

La candida ha le sue precise preferenze

La candida, come il lievito che usano i fornai, ama i posti caldi, umidi, scuri, ombrosi, ed impera soprattutto in presenza di zuccheri inutilizzati.
Se colpisce i bimbi, lo fa tra le pieghe del collo, in bocca o sotto il pannolino.
Preferisce la zona inguinale o quella sotto-mammellare nelle persone obese, o si sviluppa sotto le unghie nelle persone con le mani umide e spesso nell’acqua.
Si sviluppa nel pene maschile e sui capezzoli delle mamme che allattano.
Ma le zone preferite sono quelle più intime, cioè le aree sessuali e riproduttive.

Una predilizione per l’area vaginale

Se la candida si sviluppa nella vagina, essa causa prurito e irritazione, producendo nel contempo una sostanza biancastra simile a qualcosa di caseario, una specie di muco biancastro inodore, e lascia dietro di sé l’epidermide rossa ed infiammata.
Sia l’urinazione che i rapporti sessuali diventano in tali condizioni dolorosi e problematici.
Pare che il 75% delle donne sviluppi la candida almeno una volta in vita sua, e che il 45% la sperimenti 2 o più volte.
Strategie di difesa

Le prime attenzioni da rispettare sono quelle di evitare creme e prodotti antibiotici.
Evitare pure biancheria stretta, jeans stretti, tessuti sintetici (scegliere materiali leggeri e porosi, traspiranti come il cotone). Evitare i pigiami stretti a letto, ed optare per il chimono.
Dal momento che la vagina possiede, come anche la bocca, alte proprietà antimicrobiche e auto-disinfettanti, evitare di toccarla e di offenderla con sostanze incompatibili ed aggressive.
Impacchi di acqua fresca sono invece utili, salutari e di sollievo.
Tener presente che il diabete favorisce ed alimenta la candida, a causa degli alti livelli di zucchero che girano nel sangue.
Alimentandosi con frutta acquosa, cereali e tante verdure, si mantiene un peso forma e si creano le basi per sconfiggere anche la candida.

Serve l’humus micologico per far crescere i funghi

Venendo al tuo problema specifico, il perdurare della candida è a questo punto una questione di terreno, e non certo di infettività o sciocchezze simili.
I funghi non crescono sul prato normale, ma soltanto sul prato che, sotto il manto erboso, nasconde depositi di humus adatto alla loro crescita.
Niente di trasmissibile e contagioso, ma qualcosa di trasbordabile e scatenabile per simpatia e ricettività biochimica in terreno simile e già predisposto e quasi-pronto al medesimo problema.
Puoi buttare secchi colmi di funghi sul tuo prato. Diventeranno semplice letame fungino senza che niente spunti alla prossima stagione. Se invece li scarichi sul punto adatto del bosco, sono capaci di proliferare in piena allegria.

Tu sei attualmente terreno ideale per la candida

Tu sei, per qualche motivo non ancora chiarito del tutto, ma direi immaginabile, un terreno fertile per la candida. Significa che, nonostante gli evidenti progressi nella dieta, dei quali ti do pienamente atto, non hai ancora normalizzato le tue funzioni digestivo-assimilative.
Esistono ancora dei processi fermentativi e delle infiammazioni.
La candida ti sta accompagnando quasi come un fattore costituzionale, ovvero come fattore tipico di quella costituzione biochimica che possiedi in questa fase della tua esistenza.
Al limite, direi che la tua candida è utile ed indispensabile, nel senso che si comporta da fattore fastidioso e sintomatico di riequilibrio e di spurgo di sostanze non assimilate e non espellibili tramite il sistema escretorio (reni, polmoni, pelle).

Il digiuno è una piccola sala operatoria senza bisturi e senza sangue

Torna di attualità a questo punto l’unico mezzo drastico possibile che rimane quello del digiuno.
Non sono per niente d’accordo con quanto scrivi sul digiuno.
E’ verissimo che ai tempi di Ehret scarseggiava l’esperienza specifica e i medici ne parlavano peste e corna (lo fanno pure oggi, trovandolo anche come strumento concorrente sleale nelle mani degli igienisti).
Non è affatto vero che il digiuno sia pericoloso o addirittura letale.
Esistono digiuni facili, digiuni complessi e digiuni difficili.
Un buon digiunista operante nelle cliniche specialistiche, fa le sue valutazioni sulla base delle condizioni specifiche di ogni paziente, e poi decide se, come, quanto.
La candida viene guarita con facilità nelle cliniche del dr Cinque e del dr Sabatino

Non ho esperienze dirette da digiunista, ma ti assicuro che nelle cliniche americane del dr Cinque, del dr Sabatino, di Goldhamer, di Scott e degli altri, oppure in quelle zurighesi del dr Max Bircher-Benner (eredi), una persona come te la accetterebbero senza battere ciglio, e tu guariresti della candida nel giro di tre settimane al massimo.
Senza andare lontano, c’è alla ABIN di Bergamo il maestro igienista-digiunista Carmelo Scaffidi, che è in grado di assisterti e consigliarti, avendo assistito a molti digiuni nella sua pluriennale attività.
Gli unici pazienti rifiutati dalle cliniche sheltoniane sono quelli con cancro conclamato e metastasi in atto, dove il digiuno può facilmente diventare una pratica di lenta e indolore eutanasia.
A tali cliniche non interessa produrre eutanasie, in quanto comprometterebbero le alte statistiche di guarigione, che stanno su livelli vicini al 100%.

Una tecnica iniziatica diventata formidabile mezzo terapeurico

Ti ricordo che il digiuno fu in passato una tecnica iniziatica, tenuta segreta al popolo.
E’ oggi invece un formidabile mezzo terapeutico.
Il digiuno previene o guarisce ogni genere di malattia e ritarda pure l’invecchiamento.
Disciplina la mente ed eleva lo spirito, il che non guasta.
Nella pratica igienistica, la guarigione è la regola e non l’occasione.
Non c’è nulla di magico nel digiuno in sé.

Non è il digiuno a guarire ma il solito sistema immunitario

In effetti, non è il digiuno che guarisce direttamente, ma il sistema immunitario messo finalmente in grado di funzionare al meglio e senza intralci.
E’ sempre il sistema immunitario che, per la prima volta in vita sua, si ritrova con una potenza energetica insperata, ottenuta dallo stop improvviso ai prelievi energetici sconsiderati delle persone tese, indebolite, malaticce, sfortunate, intasate, acidificate o comunque propense alla vita squilibrata.
Quelle persone che continuano a mangiare senza nemmeno avere la forza enzimatica di affrontare i pesanti costi digestivi-assimilativi-espulsivi.

Un ridirezionamento energetico

L’idea che il digiuno debiliti e scassi la gente è quanto di più errato uno possa pensare.
Il digiuno terapeutico è soltanto un ridirezionamento energetico verso la purificazione e l’espulsione definitiva delle tossine interne.
Se una persona è viva, vegeta e reattiva, come nel caso tuo, non esistono problemi di sorta.
La dieta fruttariana dopo il digiuno non fa per niente gli effetti che tu hai ipotizzato.
Il digiuno termina infatti quando il corpo ha raggiunto un buon livello di miglioramento, testimoniato dalla lingua pulita, dall’appetito che rispunta e dalle urine chiarificate.

I veleni fanno molto più male se tenuti dentro

Il discorso dell’immobilità durante il digiuno può essere superato trovando una via di compromesso.
Quattro passi e qualche movimento di stretching possono sempre essere fatti all’interno di una stanza.
Ricordati che la famosa crisi eliminativa è utile e costruttiva, pur se fastidiosa.
I veleni fanno più male all’interno che fuori del corpo.
Con tutto il rispetto e l’ammirazione che ho per Ehret, occorre andare oltre.
In effetti, a livello di digiuno, sono le scuole americane ad aver raggiunto livelli di eccellenza, molto di più di quelle tedesche.

Risposte ai quesiti che mi hai posto

Concludo consigliandoti centrifugati di carote, sedano, rape, radici amare.
Inserire carciofi crudi in abbondanza.
Adottare il topinambur crudo e cotto tra le specie preferite.
Catalogna e cime di rapa, come anche tutti i cavoli, si possono consumare crudi ottenendo grossi vantaggi in micronutrienti e in tempi di digestione dimezzati. Sono ottimi per tutti e per te in particolare.
La cottura, se condotta ai livelli minimi, rende queste verdure più tenere e meno forti di sapore, e quindi innegabilmente più palatabili.
I germogli si possono realizzare anche con secchi, secchielli, pentole e contenitori in vetro.
Ma è sicuramente meglio dotarsi di un buon sistema di germogliazione, con semplici istruzioni annesse.
Sono favorevole alla salvia e al rosmarino, tenendo presente che in linea generale occorre non esagerare con le spezie.

Qualche soluzione alternativa

Quanto alla colazione del mattino, prova ad alzarti un po’ prima, e a prendere la spremuta di agrumi, o mezza papaia, o al limite il centrifugato di carote e sedani (e forse ananas), verso le 6-7, prendendo una abbondante crema di avena più semini di girasole-sesamo-lino verso le 7-8.
L’avena può andare bene anche verso le 5 pomeridiane, per caricarti di forza utile per il giorno dopo.
Potrai giostrare con queste variazioni, inserendole un giorno sì e un giorno no.
Avena come nutriente-ricostituente, e frutta come nutriente-ripulente, evitando dannose mescole.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

lunedì 22 febbraio 2010

ZONA TUMORE E ZONA CANCRO

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28 Gennaio 2009


ZONA TUMORE E ZONA CANCRO


Viviamo in un mondo di imbrogli e di mistificazioni

Come sempre accade, le parole hanno importanza fondamentale.
Chiamare una cosa in un modo piuttosto che nell’altro, fa una enorme differenza.
Chiamare un porcellino, porco e maiale, lo precipita senza remissioni nel primo macello del circondario, come accade da noi.
Chiamarlo amico inseparabile dell’uomo e della famiglia, come succede in Medioriente, dove caracolla per i giardini, familiarizza con cane e gatto e scimmiette, si accovaccia simpaticamente sulle panchine, corre incontro affettuoso ai bambini ed al padrone, lo salva dai maltrattamenti e gli restituisce la dignità che si merita.

La sofisticazione del non distinguere tra una cosa e l’altra.
Togliere il potere della parola alla gente significa toglierle la libertà, parola di Confucio.

Chiamare vitamine naturali e vitamine sintetiche, col nome unico di vitamine.
Definire i minerali inorganici ed inassimilabili (vedi minerali delle acque dure, del suolo, di tutti i cibi cotti) allo stesso modo dei minerali organicati della frutta e delle verdure crude.
Paragonare carboidrati industriali e lavorati, ovvero zuccheri e dolciumi, con zuccheri naturali della frutta al naturale.
Chiamare proteine o addirittura proteine nobili, le proteine vietate di carne-latte-pesce, e proteine inesistenti o di scarto quelle che pure esistono nelle angurie e nei meloni, e in tutta la frutta del mondo, specie nelle carote e nei tuberi, sono tutte opere di mistificazione logica e linguistica.
Esiste infatti un baratro di differenza tra ciascun termine elencato e il suo termine simile ma opposto.
Chiamare latte, tutti i tipi di latte, dimenticando che ogni tipo di animale mammifero ha il suo latte con le sue specifiche funzioni naturali e le sue caratteristiche diversissime, è ulteriore bestemmia terminologica.
Considerare poi l’umanità come normale consumatrice di latte a vita, come una razza che sfida le leggi naturali dello svezzamento, prolungando il medesimo dai 2 anni canonici agli 80 o ai 120 per chi ci arriva, è una ulteriore perla attribuibile agli Azzeccagarbugli delle stalle, dei macelli e dei caseifici.
Togli il potere della parola alla gente equivale togliere la libertà, perché la costringi a seguire i tuoi ragionamenti e i tuoi concetti, diceva giustamente un tizio di nome Confucio, vissuto 2500 anni fa ai tempi del nostro Pitagora.

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Hai mai sentito un medico parlare di vitamina naturale o di minerale organicato?

Non sentirai infatti mai un medico dire che ti mancano vitamine naturali A o B o C, potrebbe andare incontro a radiazione dall’albo. Ti dirà che ti mancano vitamine, senza alcun aggettivo.
Non è che lo faccia per semplificare le cose. Lo fa, ovvero lo deve fare, per imbrogliare le cose.
Non lo sentirai mai dire ti mancano minerali organicati.
Non lo sentirai mai dire ti manca acqua zuccherina biologica.
Non sentirai mai un dietologo imbroglione dirti, adotta una dieta low-naturalcarb (una dieta a bassi carboidrati naturali) ma semplicemente una dieta low-carb, dove il termine carboidrato è unico ed onnicomprensivo.
Rigorosamente una parola soltanto: porco, vitamina, minerale, proteina, latte, zucchero.
Qualcuno penserà che sono un parolaio e che la tiro troppo per le lunghe.
Cosa c’entra poi tutto questo col cancro? C’entra eccome. Lo vedremo subito.

La putredine reale, ovvero il cancro esclusivo dei carnivori dal sangue blu

Per la Scienza Igienistica, che è scienza e non tecnica come la Medicina, le parole tumore e cancro hanno un ben preciso e distinto significato.
Nei tempi andati, i medici, non osavano staccarsi troppo dalla scienza igienistica, non confondevano le acque come quelli di oggi, e si parlava di tumore benigno e tumore maligno.
La parola cancro non era ancora spuntata all’orizzonte.
Nei secoli scorsi poi, ad ammalarsi di cancro erano solo i re e i dignitari di corte, ovvero quelli che avevano il privilegio esclusivo di mangiare la carne dei propri cavalli e dei propri armenti.
I contadini poveri, i servi della gleba, ma anche gli artigiani, e i piccoli commercianti del periodo feudale, si accontentavano dei prodotti della terra e degli alberi, e magari integravano il tutto con qualche ovetto nel periodo invernale, o con qualche pollo a Pasqua e Natale, sempre a patto che i padroni di sangue blu, i valvassori e i valvassini, e poi i baroni e i conti, glielo concedessero.
Mangiare carne faceva ammalare di cancro già allora, visto che i contadini erano sani e pimpanti, con le diete basso-proteiche naturali della modesta vita campagnola di allora, mentre i regnanti finivano uno dopo l’altro preda della cosiddetta putredine, un male nel quale il sangue e i tessuti imputridivano.
Non era un caso se i consumatori esclusivi di carne diventavano alla fine vittime esclusive e privilegiate della putredine, al punto che tale malattia venne chiamata Putredine reale, ovvero cancro.

La differenza tra tumore e cancro è come quella tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco

Tornando ai giorni nostri, la differenza tra un tumore e un cancro equivale alla differenza che esiste tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco, o tra un rigagnolo di campagna e il Po.
Questo gli igienisti naturali lo sanno bene.
Il tumore (sempre benigno, se non è degenerato e se non colpisce certi organi delicatissimi) non deve spaventare. E’ un sintomo di altra malattia chiamata intossicazione avanzata, o chiamata ossidazione avanzata (da radicali liberi). E’ un sintomo come la febbre, come il mal di testa, come il raffreddore, come il grasso in più della gente sovrappeso.
Se hai la febbre, essa arriva perché il problema sta nell’intestino, o nel sangue carico di leucociti, perché ogni volta che mangi il veleno carne scatta la leucocitosi. Stessa cosa per il mal di testa.
Se hai il grasso, non devi intervenire sul grasso, ma sul meccanismo che ti fa accumulare l’adipe.
Il tumore localizzato dunque non è malattia, ma salute alterata, ovvero benettia.
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Esso è un sintomo. Una costruzione logica e illuminata del sistema immunitario. Una barriera difensiva. Una ultima ratio. Un punto prescelto dalla CIA interna per concentrare determinati veleni che andando in circolo farebbero insopportabili danni.

Serve una nuova cultura, totalmente diversa da quella medioevale della medicina

Il corpo non va mai contro se stesso.
Il corpo tende a guarire, non a peggiorare, a condizione però che si cambi stile di vita e che si interrompa il circolo vizioso di avvelenamento.
La situazione è diversa solo quando si è in stato di cachessia, di putrefazione avanzata del sistema, dove le cellule non ricevono più nutrimento e non si ripuliscono più.
La malattia che causa tumori e talvolta cancri, ha un nome preciso, ed è avvelenamento, degenerazione cellulare.
Fregarsi le mani, se ti ritrovi con un tumore? Certamente che no.
Meglio stare sempre in salute.
Disperarsi? Certamente che no.
Dirsi semmai: Che culo, ragazzi, mi è andata bene. Faccio in tempo a cambiare radicalmente vita e a recuperare.
Ma per fare questo tipo di ragionamento serve cultura. La cultura giusta.
Non certo la cultura medicale del terrore e dell’intervento a tutti i costi, tipica della medicina di questi ultimi anni.

I pericoli insiti nel toccare chirurgicamente e chemioterapicamente un tumore.
Una bomba innocua se lasciata in pace. Una bomba da disinnescare con mille attenzioni.

Il tumore benigno è come una bomba.
Tranquilla e innocente finché nessuno la tocca e la sbatte violentemente.
L’unica cosa saggia da fare è lasciarla al suo posto, oppure disinnescarla con metodo scientifico.
Anche perché toccare chirurgicamente o chemioterapicamente un tumore, significa mandare in circolo i veleni in esso depositato, e creare le basi per altri punti critici, mediante quel fenomeno, purtroppo inarrestabile e letale che si chiama metastasi.
La scienza igienistica ha da tempo descritto per filo e per segno il tumore difensivo, in sei passi precisi, chiamati enervazione (indebolimento), toxemia (intossicazione), infiammazione della parte prescelta dal sistema, ulcerazione, indurimento.

Il passo numero sette, meglio non compierlo

Il passo numero sette meglio non compierlo, e si chiama fungazione, o diramazione del problema in altri punti.
E’ quel passo che, poco importa come interveniamo, porta alla morte rapida, in quanto il sistema immunitario ha capito che non c’è più nulla da fare se non abbreviare i tempi (salvo che, con droghe e medicine estreme, ovvero con l’accanimento terapeutico e con operazioni utili solo a far lievitare il conto del ricovero, non si tenga in vita il soggetto più a lungo del necessario, in condizioni di terribile sofferenza).
Questi dettagli si trovano anche, per chi lo volesse, sul mio volume L’Alimentazione Naturale dalla A alla Z, già ordinabile su Internet presso la Anima Edizioni di Milano (redazione@animaedizioni.it).
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L’efficacissima alternativa salutistico-naturale delle cliniche sheltoniane (Ex ANHS)

La tecnica medica purtroppo, non vuole saperne di fare questi ragionamenti.
O forse non è troppo motivata a farlo.
Le cliniche igienistiche-naturali americane (Cinque, Sabatino, Goldhamer, Cridland, Fuhrman), ma anche quelle australiane (Alec Burton), quelle europee di tipo bircheriano (Svizzera) ed ehretiano (Germania), e diverse altre che pure esistono nei diversi paesi, stanno facendo miracoli senza farmaci e senza bisturi.
Non a caso, gli artisti di Hollywood sono regolari clienti di questi rifugi terapeutici.
Qui non solo ti guariscono e risolvono i tuoi problemi, non solo ti disinnescano le mine interne, ma fanno la cosa più importante, che è quella di educarti alla salute e non alla malattia.
Non a caso i ricchi d’America vanno in queste cliniche, e non negli ospedali dei comuni mortali.
Non a caso gli stessi medici ospedalieri, quando hanno dei problemi seri, mettono la coda tra le gambe, e mogi-mogi ricorrono alle cure dei tanto sputtanati igienisti-naturali.
Miracoli li ha fatti e li sta facendo pure Carmelo Scaffidi a Bergamo, avendo salvato se stesso e i suoi familiari innanzitutto, e avendo raccolto una mole interessante di guarigioni da tumore, sempre senza ricorrere a farmaci e bisturi, in ottemperanza alle precise regole dell’igienismo sheltoniano.
Ma, attenzione, i miracoli non vengono realizzati dagli igienisti, bensì dal corpo umano ben diretto da chi ha capito come esso funziona.
Da chi segue davvero i concetti del grande Ippocrate, secondo cui A) La Natura è la Sovrana Medicatrice dei Mali, e B) Primus non nocere.

Come operano i disinnescatori di mine e di ordigni chiamati malattie incurabili e tumori?
Cosa fanno di così speciale?
Se hai cachessia e cancro conclamato ti rimandano subito a casa.

Cosa fanno in queste cliniche di particolare?
In queste cliniche ci sono i disinnescatori di bombe tossiche chiamate malattie e chiamate tumori.
Non si disinnescano i cancri.
Trattasi di ordigni troppo arrugginiti che perdono già veleno e creano bombette tutto intorno.
Se uno è arrivato al cancro lo invitano cortesemente a tornare a casa, perché il digiuno terapeutico praticato da queste parti aiuta il canceroso a morire prima e più veloce, risparmiandogli pure atroci sofferenze.
Gli farebbe dunque bene.
Non si tratterebbe di eutanasia nel modo più assoluto, ma di semplice scorciatoia naturale e indolore verso l’ultimo respiro.
Solo che i titolari di quelle cliniche non amano peggiorare i propri straordinari record, le statistiche di guarigione che servono da referenza per altri clienti.
Loro puntano a guarire, non a far morire, sia pure in modi decenti.
In questi casi, il medico igienista dirà sottovoce due parole ai famigliari, insegnando loro a mettere il poveretto a digiuno, e a dargli tutte le cure amorevoli che servono ad accompagnarlo serenamente verso il trapasso.

Immediato digiuno ad acqua distillata per tutte le neoformazioni tumorali.
Una purificazione completa che risolve e ripulisce non solo il tumore ma tutte le irregolarità presenti.

Se uno invece ha qualsiasi tipo di neoformazione tumorale, viene messo immediatamente a digiuno e a riposo fisiologico. Niente cibo, niente giornali, niente televisione, niente preoccupazioni.
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Riposo assoluto e tanta acqua distillata.
Si va in regime di chetosi e di grasso-cannibalizzazione controllate.
Ed anche in regime di eliminazione di tutte le scorie e dei prodotti inquinanti accumulati nell’organismo nel corso della vita.
Trattasi di una purificazione completa e priva di rischi, che risolve non solo il tumore ma tutte le 30 mila malattie elencate nel carnet della medicina ufficiale, visto che il corpo umano è un tutt’uno, non certo un’assieme disassemblato di organi e di cellule.
Viene pure eliminato gradualmente il tumore.

Herbert Shelton, memorabile campione mondiale storico dei digiuni assistiti

Il campione mondiale di questi digiuni assistiti fu proprio il dr Herbert Shelton, i cui record di guarigione stanno incisi nella memoria degli americani, nei suoi 50 libri best-seller, e nei successi strepitosi dei suoi allievi odierni.
Nella prima seduta di 4-7 giorni il tumore grosso come una noce, diventa una piccola nocciolina.
Una seconda seduta simile e anche la nocciolina scompare del tutto per non tornare mai più, a condizione però di diventare virtuosi, e di mangiare e vivere in rapporto alle precise esigenze del nostro corpo umano-fruttariano.
Il digiuno ad acqua distillata non è altro che una autoguarigione controllata e pilotata sapientemente da un esperto igienista.
Il suo compito è di aiutare il paziente a superare gli inevitabili momenti di difficoltà e di leggero fastidio che accompagnano la fuoriuscita dei veleni.
Quindi la eliminazione dei tumori , di tutti i tumori, è un fatto normale e di routine.
Il successo è garantito.

Non concorrenza all’acqua di rose ma furibonda competizione con la Medicina Ufficiale

Non ci si aspetti però dai medici comuni la conferma o peggio ancora l’approvazione.
La categoria che essi odiano e contrastano di più è proprio quella degli igienisti.
Trattasi non di concorrenza all’acqua di rose, ma piuttosto di furibonda competizione storica.
Una specie di lotta per la sopravvivenza. Muori tu o muoio io.
Se la gente comune si mette a fare queste scelte di tipo salutistico naturale, loro chiudono bottega e se ne vanno tutti a casa, oppure si rivolgono umilmente ai centri igienistici chiedendo di potersi aggregare al carro vincente degli ex-nemici.
Sarebbe come chiedere a una prostituta di indicarti il posto in cui si trovano delle ragazze che lo fanno gratis per divertimento.
Se ne guarderà bene dal rivelartelo, salvo che non sia scema o autolesionista.
Il paragone suona un po’ offensivo, ma rende molto bene l’idea.

La logica intelligente e auto-difensiva del corpo umano

Tieni presente che il corpo umano, molto virtuosamente, tenta sempre le vie più logiche per rimediare alle nostre indiscrezioni alimentari e comportamentali.
Mangiamo e trangugiamo veleni, cibi che non sono cibi ma anti-cibi, cibi che non dovrebbero mai essere guardati, considerati, comprati, maneggiati, portati alla bocca?

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Bene, l’infinita ed inesauribile saggezza del corpo fa affluire tali veleni nei punti più consoni e meno pericolosi, e preferibilmente tra le cellule grasse del corpo.
Escrescenze locali e innocui indurimenti, a volte non sono altro che mini-ricettacoli di tossine che vanno e vengono, appaiono e scompaiono a seconda di come ci comportiamo, a seconda del nostro tasso di inquinamento interno.
Queste non sono favole, ma realtà scientifiche osservate più volte dagli stessi medici, i quali riescono a capacitarsene solo quando tirano via i paraocchi che l’Ordine Medico gli ha da sempre imposto, quell’antico paraocchi di derivazione medievale per cui il male è una entità bizzarra e maligna che arriva misteriosamente da lontano, e che deve essere bombardata ed estirpata come si fa con un mostruoso invasore.

I danni delle rimozioni chirurgiche sommati ai danni delle analisi preventive

Un tumore, eliminato brutalmente per via chirurgica o per via chemioterapica, comporta una pericolosa modifica degli equilibri intorno alla zona tumorale.
Infatti quei veleni che prima dell’estirpazione affluivano al tumore, ora non trovano più la precedente valvola di sfogo, la precedente fossetta biologica, per cui corrono il rischio di riversarsi in altri punti, causando nuovi tumori.

Un importante test in Norvegia rivela i pericoli degli esami mammografici

Il pericolo viene segnalato da un recente test svolto in Norvegia e durato 6 anni, tra il 2002 e il 2008, dove, ironia della sorte, pare che siano gli stessi esami mammografici a causare l’insorgenza di tumori.
L’igienismo naturale già lo sapeva.
Già predicava da decenni che le analisi, le visite, gli screening, fanno male fisicamente e psicologicamente, non solo per danni specifici dei raggi, ma anche per lo stress che essi producono inevitabilmente.
In questo esperimento norvegese, appena pubblicato sugli Annali di Medicina Interna, si sono raffrontati 2 gruppi di donne, campione A, sottoposto a regolare screening mammografico annuale per 6 anni e, campione B, mai sottoposto a screening.
Ebbene, alla fine dell’esperimento, il gruppo A sottoposto a ripetuti test ha presentato percentuali molto più alte di tumore al seno, rispetto al gruppo B non mammografato.

Interpretazione dei risultati. Sospetti inquietanti e molte incertezze.
I tumori che regrediscono e svaniscono. I tumori generati dalla mammografia stessa.
Ogni donna decida in piena libertà e senza criminali pressioni se sottoporsi o no ad esami.

A prima vista sembrerebbero avere ragione i patiti delle mammografie, quelli che spaventano le donne in continuazione con pressanti inviti a farsi controllare regolarmente, quasi che fossero degli esseri difettosi e pronti a cadere nelle grinfie del male ad ogni piè sospinto.
Una vera e assurda atrocità mediatica, priva di motivazioni logiche e scientifiche.
Una demenziale e corrotta abitudine della medicina mondiale odierna.
Per i patiti della mammografia, gli strumenti e gli analisti avrebbero dunque lavorato bene e scoperto più cancri nelle donne regolarmente esaminate.
Ma gli autori della ricerca la pensano in modo diverso.

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Sospettano infatti, con dati e ragionamenti alla mano, che alcuni ricettacoli rivelati dalle ripetute mammografie nei primi test, non continuerebbero e non si riconfermerebbero alla fine dei 6 anni, in quanto potrebbero essere regrediti spontaneamente, come accade più volte coi tumori, con sbalordimento generale dei medici.
E c’è pure il sospetto, non dichiarato perché mancano le prove, che ripetute mammografie possano avvelenare le donne sottoposte a ripetuti test e favorire in loro l’insorgenza di tumori.
Alla fine si può dire che le incertezze sul beneficio dell’esame mammografico sono sempre state tante.
E questo esperimento prova che esistono tuttora molti fatti sconosciuti ed oscuri riguardanti gli esami al seno.
Meglio dunque che ogni donna decida in piena libertà e autonomia i pro ed i contro del farsi esaminare, è la conclusione dei medici norvegesi.

Gli stratagemmi e le falsità statistiche dell’oncologia.
L’inguaribile trionfalismo della medicina.

Leggo un documento di Marcello Pamio dell’1/12/06, che appare su www.Disinformazione.it
col titolo di Guerra al cancro? Ecco le balle dell’oncologia.
Quella di sottolineare pomposamente i grandissimi risultati ottenuti dalla scienza nella guarigione e nella cura del cancro, è diventato sport preferito dei medici in Italia e nel mondo.
Ma in Italia più che altrove, viste le tradizioni di alto lignaggio medico che vanta il nostro paese (pensa un po’ alle università di Padova, Pavia. Pisa, Bologna, Udine, Roma, fucine di grandi cardiologi, collegate a grossi ed efficienti centri ospedalieri).
Il cancro è ormai sconfitto, e la sopravvivenza è già sul 50%, annunciano trionfalmente i medici.
Già osserviamo che, se il 50% sopravvive, significa comunque che l’altro 50% muore.
Una specie di lancio della monetina.
E poi, chi mai ci dice che il 100% morirebbe se non trattato coi metodi distruttivi della medicina?

I diagnosticati-non-operati sopravvivono in media 11 anni, mentere i diagnosticati-operati solo 3.
La Medicina insegna a scrivere male e a fare i calcoli ancora peggio.

In America, i dati citati dal dr Robert Mendelsohn attestano che i diagnosticati di cancro, poi non operati, hanno una sopravvivenza media di 11 anni, mentre i diagnosticati poi operati vivono solo 3 anni.
Significa che qualcuno vive 8 anni qualcuno 4 e qualcuno pochi mesi soltanto.
Ma, tornando al 50%, ci accorgiamo che i medici sono bravi a tagliare e suturare, ma non sempre sono bravi con carta e penna.
La loro calligrafia è notoriamente incomprensibile (la non-chiarezza sta nel loro dna), ma, quando si mettono a fare dei calcoli coi numeretti sono ancora peggio.
Oppure sono invece troppo bravi, nel senso che sono allenati a cambiare le carte in tavola.
Come quando fanno le statistiche sulle vaccinazioni, al fine di dimostrare l’indimostrabile, con falsità e bugie tra l’atroce e il carnevalesco.

Il 50% di sopravvivenza degli operati più che una burla è un insulto alla logica e alla trasparenza

I dati Istat sulla mortalità-tumori in Italia nel 2002 parlano di 162.201 persone morte, mentre 250.000 sono quelle diagnosticate cancerogene, per cui i sopravissuti sono 88000, cioè il 35,2% e non il 50.
Ma, il 50%, è una media aritmetica di diversi tipi di tumore.

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Il cancro al testicolo (solo 2000 casi/anno) si risolve con l’asportazione del medesimo e il maschio, così eunuchizzato, sopravvive nell’87% dei casi.
Ebbene, quelli col cancro al polmone, statisticamente molto più significativo con 40.000 casi/anno, rivela una sopravvivenza media del 10-12%, per cui 10 sopravvivono e 90 muoiono, come dichiarato dal dr Francesco Bottaccioli, membro dell’Accademia delle Scienze di New York e docente di psico-oncologia all’università La Sapienza di Roma.
Ecco allora che il 35,2% non vale più.

Alla fine, si salva il 5 o forse il 10%, non per merito dell’operazione, ma nonostante l’operazione.
Si salvano quelli con la scorza più forte, quelli che sarebbero sopravvissuti pure senza cure.

Ma non è finita lì.
Gli oncologi includono nelle statistiche (già di per sé erronee) anche neo-formazioni che non sono affatto tumori, inquinando ulteriormente l’affidabilità dei dati, come accade per i polipi del colon-retto o per le formazioni displastiche del seno.
Si gonfiano dunque a proprio tornaconto i numeri, inserendo patologie che non c’entrano nulla col cancro.
E poi, in aggiunta, si escludono i tanti malati che dopo la chemio muoiono entro i primi giorni, in quanto etichettati come Decessi prematuri, non causati cioè dai medici ma da una situazione precaria del paziente già in sede pre-operatoria.
E’ bene inoltre sapere che le terapie oncologiche usate dalle statistiche hanno una durata di 5 anni.
Quindi, se una persona muore entro 5 anni, diventa caso negativo.
Se invece muore il 5° anno più un giorno, magari grazie ad accanimenti terapeutici, non entra più nel computo, e diviene un guarito totale.
Perché mai si fanno circolare questi dati assurdi del 50%, che in realtà diventano 35%, e poi 25%, e che alla fine sono sì e no il 5% o al massimo il 10%.
In pratica si salvano i soggetti a scorza più forte, quelli che, anche senza operazione e senza cure, sarebbero comunque sopravvissuti.
Ignoranza, malafede, interessi, baronie, cattedre da lasciare a qualcuno?
A ognuno le proprie considerazioni personali.

Due su tre almeno finiscono malamente al cimitero, firmato Ospedale Maggiore e Università di Torino.
Un fallimento totale della cosiddetta Guerra contro il Cancro.

L’Ospedale Maggiore e l’Università di Torino dichiarano che Circa 2/3 delle persone affette da tumore ed operate vanno incontro a esito letale.
Significa che 2 su 3, seguendo la prassi medica ortodossa, finiscono anzitempo al cimitero.
Nel 1990, i morti per tumore trattato erano 147.869, ma nel 1991 erano 162.201.
Dove arriveremo?
La Guerra al Cancro, dichiarata da Richard Nixon, è stata una disfatta totale.
John Christian Bailer III, insigne professore di Epidemiologia e Biostatica alla Mc Gill University, ha dimostrato, con dati NCI (National Cancer Institute) alla mano, che nel 1962 morivano 277.000 persone/anno, e che nel 1982 ne motivano 434.000.
Trent’anni di guerra e di fallimento continuo.

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Urge un drastico cambiamento culturale

Serve dunque un drastico cambio culturale e metodologico.
Decenni di indottrinamento hanno portato la società moderna a usare pillole per ogni evenienza, a fidarsi totalmente degli esperti in camice bianco.
Hai mal di testa? Pillola.
Hai febbre? Pillola.
Hai dolore? Pillola.
Hai tumore? Chemio e bisturi.
Se è vero che ogni malattia, anche la più terribile, insegna costruttivamente qualcosa, come dicono le grandi culture millenarie del passato, come faremo ad apprendere le leggi che il Gran Dottore Malattia (ovvero il gran Medico Benettia) è in grado di darci?
Come faremo a imparare qualcosa se distruggiamo ogni cosa col napalm e le radiazioni?

Non c’è nessuno da sconfiggere. Serve ri-direzionare le batterie antiaeree, puntandole contro la propria ignoranza e la propria vergognosa presunzione.
Le malattie sono amiche e non si combattono. Questo è l’ABC della Vera Medicina che voi tradite.

Il tanto vituperato igienismo, cari medici, insegna una cosa basilare, e cioè che le malattie non sono dei nemici, e pertanto non si combattono e non si sconfiggono, ma si coadiuvano e si rispettano, si trasformano in preziose alleate per il ripristino della salute.
Queste non sono frignazze da due soldi bucati. Questo è l’A-B-C della Vera Medicina che un padre come Ippocrate vi ha inutilmente insegnato, e che voi continuate indegnamente a tradire.
Il discorso vale anche per il tumore, amico prezioso che ci salva in corner, nell’emergenza.
Vale, al limite, persino per il cancro, che porta alla tomba veloce prima di far patire atroci sofferenze.
Ma voi andate contro questo con accanimenti terapeutici, anche perché ogni soggetto non operato, per il vostro sistema irresponsabile e venale, è una sconfitta professionale e uno sberleffo alla venalità medico-farmaceutica. In America, non dimentichiamo, ogni caso di tumore/cancro trattato e operato significa 50.000 US$ dalle assicurazioni. Tanto ossigeno e tanto carburante per gli ospedali.

La formidabile lezione igienistica di Florence Nightingale

Quella di Florence Nightingale, apparsa sul testo Notes on Nursing (Londra 1860), è una memorabile sfida, tutta femminile, alla teoria demenziale dei germi introdotta in ambiente medico dall’impostore francese Luigi Pasteur.
Le malattie non sono organizzate in categorie come cani e gatti.
Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi?
Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia da un lato, e l’aria viziata e la sporcizia interna-esterna a determinare lo stare bene o lo stare male delle persone?
Non sono forse le malattie delle reazioni naturali alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo?
Mi è stato insegnato, sia da scienziati superbi che da donne ignoranti, a temere la febbre, la scarlattina e le varie infezioni.
Ma la vera assistente sanitaria ignora le infezioni, non ne ha paura, ed eventualmente le previene.
Stanze pulite, finestre aperte ed assistenza amorevole ai pazienti. Questo è da richiedere a una buona nurse.

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Un trattamento saggio e umano è la migliore cura contro le infezioni e le malattie di ogni tipo.
La dottrina delle malattie specifiche è il grande rifugio delle menti fragili e deboli della medicina.
Non esistono malattie specifiche.
Ci sono solo condizioni adatte a rendere la gente malata.
Più che una teoria intelligente sulla origine delle malattie, le parole della Nightingale sono quanto di meglio sia mai stato pronunciato negli ultimi 200 anni in ambiente medico, e meriterebbero di essere scolpite sui muri di ingresso di tutti gli ospedali e di tutte le aziende sanitarie, come avveniva con la scritta Conosci Te Stesso dei templi greci.
Questa magnifica donna-medico inglese, sicuramente la più famosa assistente sanitaria della storia, sfidò la presunzione dei colleghi maschi e la teoria pasteuriana sui germi, 17 anni prima che il chimico Pasteur attribuisse a se stesso la scoperta dei germi (imbrogliando indegnamente il vero scienziato Béchamp).
La sua lezione è più che mai valida, come tutte valide sono le idee di Pitagora, dopo 2500 anni.
Le verità non conoscono declino e tramonto. Non conoscono mode e maniere. Sono fatti eterni.

Il melanoma e la cura Nacci

Mi arriva la testimonianza probante ed accorata di Ervino Abbà, pubblicata su Il Piccolo di ieri, e relativa al suo melanoma, diagnosticato nel 2003 dal Policlinico di Modena e dall’Ospedale di Padova.
Il dr Nacci, di Alba, con molta disponibilità ed onestà, mi ha sottoposto a una cura fitoterapica associata ad adeguato regime alimentare.
Dopo alcuni anni di cure Nacci, le mie analisi non hanno più rivelato alcuna traccia di melanoma.
Solo che il dr Nacci è stato sospeso dall’Ordine dei Medici che gli contesta i metodi di cura, ed anche il fatto di aver creato un suo sito Internet senza previa autorizzazione.
Il dr Nacci è stato pure duramente criticato dall’Ordine dei Medici di Trieste
La grave decisione dell’Ordine toglie la libertà, sancita dall’art. 32 dalla Costituzione Italiana, di poter scegliere la cura che ognuno ritiene più appropriata.
Infatti, nonostante gli ottimi risultati finora ottenuti, potrei essere costretto d’ora in avanti a ricorrere a cure mediche chemioterapiche non prive di effetti negativi.
Tra i tanti conoscenti scomparsi a seguito di cura chemio, cito solo quelli più a me vicini.
Mia moglie, Marialuisa Bevilacqua, in cura per anni presso l’Istituto Tumori di Milano, con spesa chemioterapica di 25 milioni di lire non mutuata nel 1989, e decesso dopo appena 8 mesi di cura.
E mia nipote che, dopo cura per tumore all’esofago, è stata sottoposta a chemioterapia preventiva, scomparendo 15 mesi dopo per metastasi, a 43 anni.

Commento al messaggio di Ervino Abbà.
Colpire uno per spaventarne cento.

Non conosco i dettagli della cura Nacci, né a livello di cura fitoterapica né a livello di cura dietologica, e quindi non posso esprimermi su questo.
Do invece credito totale alla buona fede e al coraggio di Ervino Abbà, che cita tutto quanto gli è successo personalmente e in famiglia.
Ha fatto non bene ma benissimo a non sottoporsi al napalm della chemioterapia.
Gli stessi medici sanno che si tratta di un metodo mega-distruttivo e di una ultima ratio.
E’ una pratica assurda che dovrebbe essere stroncata per legge.


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Il problema è che l’Ordine sta rintanato nel suo fortino, forte dei suoi addentellati coi governi, coi ministeri della salute e della giustizia, con le industrie farmaceutiche e il ministero dell’economia, coi sindacati e i partiti.
Le cure Nacci sono viste dall’Ordine come il fumo negli occhi.
Non è che l’Ordine, cattivo e feroce, ce l’abbia con la persona di Nacci.
L’Ordine è un apparato burocratico che, come il principe di Machiavelli, non deve perdere il potere.
Colpire uno per colpirne cento e mille. Colpire uno per spaventare ed ammonire tutti gli altri.

La gente è terrorizzata dalle malattie.
Ogni canale televisivo è zeppo di specialisti che pretendono di medicalizzare ulteriormente.
Nessuno che insegni la salute. Terminati Il Potere del Cuoco e Gusto, si passa non certo casualmente al gastroenterologo, al cardiologo e al cancerologo.
Da una parte ti ammalo, e dall’altra ti napalmizzo, ti opero e ti trapianto.

Una cosa però la voglio dire ad Abbà.
Ed è che deve abbandonare l’idea di essere ammalato e pronto a riammalarsi.
Questa è la mentalità perdente dello sconfitto e del terrorizzato inculcatagli proprio da quei metodi e da quei sistemi che lui sta giustamente combattendo.
Se è vero (e glielo auguro) che la cura lo ha veramente guarito, significa che non si deve preoccupare.
Il corpo ha tendenza virtuosa a stare in salute.
A condizione però che non continui a commettere i vecchi errori e le passate sbadataggini alimentari e comportamentali che portarono il suo corpo ad ammalarsi.

La soluzione dei problemi esiste, ma non si deve dire a voce alta.
Al massimo si deve sussurrare, ovattata e per pochi adepti, nei salotti-bene.

La dieta antiossidante, anticostipante, antimuco, antiacidificante, antiputrefattiva, antifermentativa, antiurica, anti-leucocitosica, anticancro per eccellenza, è la dieta crudista vegana.
Lo sanno ormai tutti, inclusi i cancerologi, inclusi gli scienziati di ogni branca del sapere, non solo il prof Umberto Veronesi, guarda caso ex Ministro della Sanità e Presidente della Lega Europea Anti-Cancro.
Ma queste cose non bisogna dirle.
Se tutti diventano virtuosi ed igienisti, se tutti ricorrono a stratagemmi semplici e naturali come il digiuno a banalissima acqua distillata, dove andremo mai a finire?
Dove finiranno le tonnellate di farmaci, le sale chirurgiche e radiologiche, le frotte di medici istruiti perfettamente per il taglio, l’asportazione e il trapianto?
Dove li metteremo i 25000 propagandisti medici che percorrono le città italiane come dei segugi, ad inseguire ogni medico ed ogni terapeuta privato o della mutua?
E cosa faranno gli alberghi che ospitano le migliaia di convenzioni mediche annue?
E come faremo a dimagrire il business trainante ed esplosivo delle onoranze funebri?

Chiedesi tam-tam di stile afro-equatoriale, o le nuvolette indiane stile Sioux

Data la delicatezza e la fondamentale importanza degli argomenti trattati, chiedo a tutti gli amici vicini e lontani che mi seguono, di fotocopiare, stampare, ritrasmettere e diffondere via email, il presente documento, naturalmente dopo averlo letto, capito e condiviso.
Documento da inviarsi soprattutto ai medici.
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L’etica e la salutistica riguardano tutti.
Chiunque abbia un corpo da difendere e un’anima da salvaguardare.
Non facciamo la guerra alle categorie.
Chiediamo umilmente perdono a chi si sentisse offeso per qualche parola di troppo o per qualche termine troppo colorito.
Andiamo piuttosto al sodo della questione.
Non vogliamo e non auguriamo la rovina economica ed il fallimento a nessuno.
Una società più logica e intelligente, più libera da dogmatismi e imposizioni, più ricca di valori e priva di sprechi, troverà modo anche di riciclare le attività obsolete, sbagliate e senza vie di uscita.
Anche i macellai hanno dei figli da far crescere.
Anche i medici devono pensare alla salute propria e dei loro bambini.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)