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domenica 30 gennaio 2011

TUMORE AL SENO, ASPORTAZIONE E RADIOTERAPIA

VALDO VACCARO HK LTD www.medicinanaturale.biz
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29 Gennaio 2011

TUMORE AL SENO, ASPORTAZIONE E RADIOTERAPIA


LETTERA

Il mio nuovo stile di vita fruttariano

Buonasera Maestro, sono Cinzia da Roma. Le ho già scritto la mia storia in una mail precedente, sia a questo indirizzo che a quello di facebook. Da circa 20 giorni seguo uno stile di vita fruttariano.
Mattina 4 arance, spremute alle 6 e 30, un kiwi alle 8, altra spremuta di agrumi alle 11, una banana alle 13, preceduta da terrina di insalata mista, e una mela alle 16. La sera insalata con rape e rucola, seguita da un piatto di cereali o di legumi cotti con metodo conservativo.

Cosa mai significa in situ e in bozzolo? Cosa significa tumore e cosa cancro?
Mi sono davvero rotta con la radioterapia e i farmaci.

Nel 2009 sono stata operata al seno per un carcinoma in situ, quindi, da come ho capito, ancora nel suo bozzolo. Ma, in questo caso, si definisce cancro?
Ho fatto 45 sedute di radioterapia, ed in più mi hanno mandata in menopausa farmacologica con il Decapeptil, una fiala ogni 3 mesi, e il Nolvadex, una pasticca tutte le sere.
Da circa 3 giorni ho tolto il Nolvadex, all’insaputa dei miei familiari, e il 21 Gennaio dovrò fare la puntura. Ma non ho intenzione di andare all’appuntamento, perché penso che il mio sistema immunitario abbia tutto ciò che serve per non avere una recidiva.

Sono circondata più da avversari che da incoraggiatori

Le persone accanto mi prendono per pazza, dicendo che, quando non sarò più coperta e monitorata dalla medicina, mi verrà di nuovo, magari all’altro seno.
Ho fatto una scelta, ma vorrei tanto che lei mi rispondesse, anche solo per capirne di più, per distinguere se il carcinoma era di tipo ormonale, o era forse passato da tumore a carcinoma.
Sarò felice ed onorata di vedere la mia testimonianza tra le sue tesine pubbliche che non mi stancherò mai di leggere. Grazie di tutto quello che fa per gli altri. Le voglio bene.
Cinzia
*****
RISPOSTA

Il diritto di essere informati e di poter scegliere liberamente

Ciao Cinzia, le mie vedute sono di tipo igienistico-naturale e, a corredo di esse, ti allego alcune tesine specifiche sull’argomento.
Troverai grosse difformità con quanto la medicina ti ha finora insegnato, e questo non deve sorprendere, essendo il percorso igienistico non solo alternativo, ma spesso diametralmente opposto a quello della medicina corrente. Ti fornisco pertanto queste informazioni che tu potrai utilizzare in tutta libertà nelle tue scelte terapeutiche. Hai tutto il diritto di informarti e di poter scegliere sul da farsi.

Le classificazioni sono funzionali agli interessi di una vorace sanità mondiale

Ti consiglio di non prendere con eccessiva serietà le tante classificazioni che si fanno sui vari tipi di tumori e cancri. Troppe le discordanze e le accezioni di comodo che vengono date ai fenomeni patologici in questione.
In America, proprio al fine di rendere ogni minima sciocchezza operabile e quindi economicamente significativa per il voracissimo sistema sanitario statunitense, la medicina ha deciso di chiamare carcinoma e cancro ogni piccola neoformazione che appare sui tessuti, sui nervi, sul derma, negli organi e nel sangue.

La chiesa medica mondiale di Atlanta

L’unica zona umana non ancora caratterizzata da un suo cancro operabile è l’anima.
Non perché non esista tale cancro, ma solo perché il bisturi ancora non ci arriva.
Il resto del mondo segue ovviamente, senza discutere e senza fiatare, tutto quello che viene indicato dal paese-guida.
La medicina ha capito prima degli altri che l’unione fa la forza. Se ogni ministero della sanità andasse per conto suo, sai che caos. Con la bacchetta in mano all’OMS, ai NIH e alla FDA, tutti rigano dritto, con la divisa verdognola degli alunni obbedienti e medicalizzati, e nessuno fiata.

Igienismo naturale e medicina corrente sono agli antipodi

Igienismo e medicina corrente vanno raramente d’accordo, per cui è sensato che ognuno prenda posizione e faccia le sue scelte optando per una delle due scuole, ed evitando l’errore di tenere un piede nel mondo medico e l’altro in quello igienistico.
Si tratta di fare una scelta di campo, netta e chiara.
Nessuna concorrenza e nessun dualismo, vista la grande diversità di approccio filosofico e terapeutico.

Il tumore è opera logica e coerente del sistema immunitario

Per l’igienismo il tumore, nei vari punti e nelle varie forme, è sempre un ultimo segnale utile per fare un serio cambio di direzione.
Tumore inteso come ricettacolo difensivo di veleni che il corpo non riesce più a trattenere o a gestire, e che quindi va ad incapsulare su un punto particolare del corpo, prescelto in genere tra quelli più deboli e tartassati del nostro organismo.
Tumore inteso come opera protettiva di emergenza, creata dal sistema immunitario a salvaguardia del corpo e non certo per fare dispetto.
Digiuno igienista e digiuno ehretiano

Per l’igienismo non c’è nulla da curare. Siamo per la cura della non cura e della non interferenza con la volontà imperscrutabile del sistema immunitario. Per tutti i sintomi chiamati malattie, ed anche per il tumore, che è per l’appunto sintomo di massima toxemia corporale, non si devono fare trattamenti e tanto meno asportazioni, ma soltanto digiuni, seguiti da diete vagane tendenzialmente crudiste.
In pochi giorni di digiuno igienistico ad acqua distillata o leggera, o di digiuno ehretiano ad acqua e limone, un tumore grosso come una palla da golf diventa una nocciolina, si autolide e si disintegra.
Non è fantascienza ma pratica corrente e di successo, in uso da oltre mezzo secolo.

Digiuno come tavola chirurgica senza bisturi

Fin quando il tumore è attraversato da un regolare flusso di sangue che nutra e ripulisca regolarmente le sue cellule aggiuntive (non cancerogene ma solo aggiuntive, nota bene), il tumore rimane entità vivente, organismo addizionale ma sano.
Se non si va al più presto a chiudere il rubinetto dei veleni che ha causato il suo insorgere (rubinetto alimentare, rubinetto farmacologico, rubinetto emotivo), il tumore tende a crescere.
Chiusi i rubinetti tossici il tumore si mantiene. Per farlo regredire e poi scomparire c’è un solo modo. Oltre a serrare le fonti di inquinamento, occorre affiancargli la cura riduttiva e disintegrativa del digiuno, che funge in questi casi da tavola operatoria della natura, da chirurgo senza anestesie e senza bisturi.

L’autodissoluzione del tumore

In pochi giorni di riposo corporale assoluto (niente cibo, niente bevande diverse dall’acqua, niente farmaci, niente pensieri, niente giornali o tv, niente preoccupazioni), sorseggiando acqua in continuazione, il tumore si svuota dei suoi veleni e finisce per scomparire nel medesimo modo in cui è arrivato.
Dal digiuno si passa a tre giorni di semidigiuno crudista fruttariano o tuberiano (carote-rape-bietole-zenzero-sedano-topinambur-patate) e quindi alla normalità della dieta stabile, che per l’igienismo è la dieta vegana tendenzialmente crudista.

Nessun problema proteico. Chi tira in ballo le proteine mente da sempre.

Più cruda è la dieta, più perfetta è. Più cruda è, più proteica e mineralvitaminica è.
Col solo rischio di metter dentro insufficienti calorie, rispetto a quante ne consumiamo.
Crisi proteica mai, nemmeno volendolo. La quota di 20 grammi igienistici/giorno, o anche quella di 34 grammi/giorno raccomandata dalla FAO, si raggiunge con qualsiasi dieta al mondo, anche la più sguarnita.

Cibi semplici, deliziosi e digeribili, per una salute di ferro

Chi pratica il veganismo deve mangiare “tanto di poco” e non più di uno-due bicchieri d’acqua, e non “poco di tutto” e due-tre litri d’acqua, come prescritto dalla diseducazone nutrizionistica medica.
Tanto di poco significa buoni quantitativi di determinati cibi sani ed innocenti, senza troppe mescole.
Le variazioni si fanno tra un pasto e l’altro, e tra un giorno e l’altro, ma non all’interno del medesimo piatto, con tanti stomachevoli pasticci e tanti trucchi cuocheschi.
Il sistema igienistico è basato su cibi semplici, sani, digeribili, riconoscibili, non manipolati, non strapazzati, non salati, non zuccherati, possibilmente non cotti.
Il five-per-day fruttariano e l’uno-due verduriano di pranzo e cena

E’ basato, se vogliamo, sul five-per-day di frutta lontano dai pasti, che significa 5 pasti sazianti di sola frutta, e sulla compensazione verduriana-crudista di pranzo e cena, dove il primo piatto è sempre una terrina di insalata verde, o di cavoli e carota grattugiati, o di carciofi e finocchi, o di cicoria e ravanelli, o di lattuga e pomodori. Sempre con dei germogli e dell’avocado.
Se arriva il compromesso cotto e quindi concentrato, utile a caricare a volte più calorie, come nel caso di chi consuma molto e ha qualche difficoltà a bilanciare il tutto, tale compromesso non va al di là di patate e legumi non stracotti, oppure al di là di un piatto di cereali integrali, oppure al di là di pasta integrale con diverse verdure, oppure al di là di una pizzetta vegana all’avocado e ananas, più funghi, peperoni, cipolle e rucola, oppure al di là del gazpacho di verdure crudo o semicotto con crostini di pane integrale, oppure al di là dei panini integrali vegani, con tante verdure, crema di olive, pomodoro secco e noci o pinoli.

L’incattivimento del tumore in direzione cancerogena

Tornando al tumore, i guai peggiori che gli possono capitare sono due: i trattamenti medici e il blocco circolatorio.
L’asportazione del tumore è una menomazione invasiva e inconcludente. Si asporta il sintomo e si lascia al suo posto la causa tumorale. Ecco il motivo del continuo risorgere dei tumori, e del loro incattivirsi.
Quando le operazioni vanno bene e non c’è riproduzione significa solo che il tumore asportato non era vero ricettacolo tumorale ma solo innocente escrescenza provvisoria, priva di funzioni immunitarie, cosa che succede molto spesso in sala operatoria.

Putrefazione e cachessia

Il blocco circolatorio si ha quando il tumore cresce troppo e finisce per strozzare le vie circolatorie che lo alimentano e lo ripuliscono.
In questi casi si ha degenerazione del tumore in cancro, col materiale interno che va in putrefazione e cachessia, diventando bomba tossica che si disintegra all’interno e produce metastasi in ogni parte del corpo.
Una condizione da cui è assai difficile tornare indietro.

Quando si supera la soglia della cachessia, il sistema immunitario spinge verso il decesso

Al punto che lo stesso sistema immunitario, lasciato lavorare al meglio con dieta crudista vegana in fase terminale, tende ad accorciare la sopravvivenza ed anche a minimizzare la soglia del dolore, in una sorta di auto-eutanasia naturale.
Non a caso, le cliniche igienistiche americane rifiutano questo tipo di pazienti, per non compromettere i loro record di alta-guaribilità.
Il dr Max Gerson divenne famoso in America per alcuni casi clamorosi di recupero pazienti terminali, mediante dieta puramente fruttariana.

Una ribellione in corso d’opera

Detto questo, torniamo al tuo caso specifico, cara Cinzia.
Sei stata operata e hai subito la tua bella quota di invasività medica, al pari della mia amica milanese Annamaria, di cui ti segnalo l’email.
E qui, a metà strada, sorge la tua ribellione alle cure sanitarie in corso.
I vantaggi insiti in una scelta vegana-crudista, e in una contemporanea interruzione (graduale o risoluta) delle cure farmacologiche, sono sicuramente consistenti.

C’è bisogno di armonia e di serenità

Il lato negativo di questa tua vicenda è l’essere circondata da persone che remano contro, che ti spingono in senso contrario, mentre hai grande bisogno di relax, di armonia e si serenità interiore.
Quel che è stato è stato.
Voltare pagina, detossificarti, superare con coraggio le inevitabili crisi eliminative, faranno di te un’altra persona, più tenace e coraggiosa, ed anche più cosciente del proprio corpo. Alla fine ti ritroverai padrona di te stessa, medico-igienista di te stessa, e non più schiava di una pesante dipendenza medico-farmacologica. Questo è l’augurio che mi sento di farti, oltre quello di guarire presto e perfettamente.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecncica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

I GELONI ALLE MANI E AI PIEDI

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29 Gennaio 2011

I GELONI ALLE MANI E AI PIEDI


LETTERA

Vegano da un anno

Ciao Valdo, sono Paolo da Verona. Ci siamo sentiti un paio di volte fino ad ora. Ho tentennato un po’ prima di scriverti in quanto il mio non è un grosso problema. Però vorrei capire grazie al tuo contributo cosa mi sta accadendo. Sono vegano da quasi un anno e tendenzialmente crudista, soprattutto nel periodo estivo, mentre ora mi concedo qualcosa di cotto utilizzando però paste al kamut, cereali, riso nero e verdure cotte al vapore. Ho eliminato tutto quello che si deve eliminare per non gravare il mio sistema immunitario come tu ben insegni.

Piedi freddi e geloni

Però da qualche mese soffro di mani e piedi stranamente freddi, tanto che nelle ultime settimane mi sono comparsi i geloni alle mani!
E’ bello leggere le tue tesine, dove la maggioranza delle persone ritrovano una salute ottimale.
Mi domando però come mai la mia circolazione sanguigna non sia ottimale.
Pensavo di aver migliorato notevolmente questo fattore e non solo!
Godo in generale di buona salute, e faccio attività fisica un paio di volte la settimana.
Appena posso cerco di stare al sole il più possibile. Come mai questo problema quindi?

Forse faccio ancora qualche errore

Probabilmente qualche errore di combinazione alimentare lo sto ancora facendo.
Ma non mi spiego perché prima, quando mangiavo la carne e tutto il resto, non soffrivo di tale disturbo.
Ti ricordo che sono senza tiroide, nel caso questo potesse interferire nel mio caso specifico.
Ti ringrazio molto. So che ricevi moltissime mail. Ma saprò aspettare con pazienza.
Paolo
*****


RISPOSTA

Freddo umido e scarsa irrorazione sanguigna

Ciao Paolo, ti rispondo subito, dato che stiamo parlando di un fastidio tipico invernale.
I geloni si presentano come irritazione cutanea caratterizzata da placche rosse e pruriginose sulle dita, sul naso e sulle orecchie, cioè sulle parti più esposte alle intemperie. I fattori causanti sono l’aggressione del freddo, soprattutto quello umido tipico di questo inverno, e una certa riduzione dell’irrorazione sanguigna.

Con dieta sobria e detossificata si sta meglio, ma occorre comunque proteggersi

Non ho i dettagli per valutare le motivazioni del freddo alle estremità, in raffronto a quando consumavi carne. E’ probabile che, con la carne, tu mangiassi anche altri sostegni concentrati, più sale e più zucchero, e bevessi pure caffè, the, e altre cosuzze, spingendo il corpo su ritmi cardiaci elevati, cosa che ti manteneva la circolazione periferica a livelli più alti rispetto al tempo presente, dove pratichi una dieta più sobria e detossificata.
Meglio con la carne dunque? Penso assolutamente di no. Quello era un modo dopato di alimentarsi e, se nel breve periodo funzionava, irrorandoti più sangue, ti avrebbe comunque portato a diverse patologie nel lungo periodo. Tieni anche presente che l’inverno in corso è davvero uno dei peggiori.

C’è sicuramente spazio per migliorare la dieta

Non è il caso dunque di demonizzare la presente dieta, ma semmai di adottare alcuni stratagemmi.
Prima cosa, il calo di verdure rispetto all’estate, a favore della pasta, ha sicuramente implicato qualche congestione intestinale, per cui cerca di consumare più crudo anche d’inverno, nella misura del possibile. Puoi anche ricorrere all’applicazione notturna dei cataplasmi di fango sul ventre,
Altra cosa, non dimenticarti di consumare giornalmente la famosa manciata di noci, mandorle e pinoli, a fine pasto, e anche la fetta di avocado con le verdure iniziali.
Non manchino carote, spinaci, cavoli, broccoli germogli tra le verdure, e arance, ananas, more e mirtilli tra la frutta.

Alcuni rimedi popolari

Ti consiglio di massaggiare mattina e sera le mani con olio di mandorle.
Un rimedio ancora più efficace lo ottieni facendo bollire 30 castagne d’India (ippocastano), sbucciandole e riducendole in poltiglia, a cui si aggiunge un po’ di vasellina o di olio alimentare, ottenendo una pomata con cui si ungeranno ogni sera i geloni.
Per fare bagni tiepidi a mani e piedi, far bollire una manciata di salvia in un litro d’acqua, e poi, ad acqua tiepida tenere mani e piedi in ammollo per cinque minuti.
Evitare fumo, alcol e aria viziata. Farsi qualche centrifuga di carote, sedano e ananas.
L’uso di guanti protettivi di lana, non è affatto da scartarsi.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

I FALSI PROFETI DEL FARMA-CASEO-CARNIVORISMO

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30 Gennaio 2011

I FALSI PROFETI DEL FARMA-CASEO-CARNIVORISMO

Dieci miliardi di ergastolani bovini

La zootecnica industriale rappresenta un comparto enorme del settore agro-alimentare mondiale.
Un settore forte, per quanto riguarda i soli bovini (escluse dunque capre, pecore, e simili), di oltre 10 miliardi di ergastolani a quattre zampe che mangiano per 30 miliardi di persone, con la paglia che vale 12 € al quintale, mentre il grano è quotato a soli 11,5 € al quintale, cosa assurda e mai successa nella storia umana. E tutto questo accade mentre un miliardo di persone soffre o muore per fame.
Dove ci porterà mai questo sistema?

Lazzaretti per animali gonfi e malati, assistiti da veterinari volanti

La catena alimentare parte dai mangimi e si estende a valle nei mille rivoli della trasformazione industriale. I recenti casi di carni germaniche alla diossina hanno dimostrato di quanto sia difficile rintracciare da dove parta l’inquinamento di carni, uova, formaggi e prodotti simili.
Per stare nei parametri di legge gli allevatori hanno trasformato le loro stalle in ospedali e lazzaretti per animali gonfi, intossicati, infelici e drogati.
In alcuni casi, nei grandi gruppi alimentari, i veterinari si spostano in elicottero per far fronte ad emergenze che si ripetono in allevamenti lontanissimi uno dall’altro.
Guai a non intervenire subito!

Molto peggio di Auschwitz

Per stare nei costi, per fare business, negli allevamenti si dosa tutto come in un’industria di massima precisione. Gli animali non sono delle creature viventi ma dei robot. Assumono medicine e ormoni.
Vengono alimentati con farine in cui l’economica soia OGM di provenienza cinese non è certamente il peggiore degli ingredienti. Farine agli ormoni, spesso mescolate con ossa di animali sbriciolati, magari appartenenti ai padri e alle madri degli stessi animali, trasformati orrendamente da erbivori, in carnivori, in cannibali, in patrifagi e matrifagi.
Un sistema da rifare e riformare?
O un sistema vergognoso da cancellare dalla crosta terrestre e dalla memoria umana, al pari di Auschwitz e più ancora di Auschwitz?

Allevatori e macellai prede e vittime della loro stessa trappola.
Un mondo nuovo che sta prendendo forma.

La necessità di ristabilire un rapporto di rispetto e di armonia tra l’uomo e la natura, tra l’uomo e il mondo animale, viene evocato dagli stessi allevatori, prede e vittime (non certo innocenti) della loro stessa abominevole trappola.
Non si parla di nostalgia del passato, ma piuttosto di una grande rivoluzione verde e di una liberazione generale di tutti gli animali quadrupedi e non quadrupedi, col pelo o con le piume, con le pinne e con le squame. Si parla insomma di un uomo nuovo che usa finalmente l’anima e il cervello.

C’è ancora chi sbafa 21 mila anime, nel corso della sua vita

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Esiste gente come l’americano medio che continua a ingerire 21 mila animali nel corso della vita.
L’europeo medio non è da meno, data la sua ghiottoneria, e il suo ricorso al vino, alla birra, ai superalcolici ed ai caffè, che aiutano a liberarsi dell’orribile puzzo di sangue che aleggia nei corpi trasformati in fogne e tombe. Ne mangia almeno 10 mila, tanti quanti gli abitanti di una importante cittadina di provincia.

I nazisti dalle parvenze ecologiche, bucoliche e contadine

I massacratori di animali, gli speculatori della prigionia e della sofferenza, si atteggiano a paladini della natura e a salvatori della Terra.
Sono difesi dalla legge e dalle istituzioni, sostenuti in modo vergognoso dai politici e dai governanti, finanziati con risorse pubbliche.
Nazisti dalle parvenze contadine, farebbero impallidire Hitler e Stalin, per il loro cinismo.
Nei loro lager puntano a vacche gonfie tutta mammella, macellabili già alla venerabile età di due anni.

Un’ interessante diatriba tra l’intellighenzia italiana dei moderati e Luigi Boschi da Parma

“Finchè penserete di cambiare le cose mangiando salame e cotechino, non cambierà mai nulla!”
Ha obiettato Luigi Boschi a un gruppo di noti illuminati che in una baita di montagna tessevano la lode alla bellezza della natura, con in bocca membra cadaverali di esseri massacrati.
“Siete avvitati sulla vostra situazione, e vi fregate della violenza, delle sofferenze inflitte ad esseri innocenti. Appartenete al sistema della vergogna che vi vede schierati in prima linea. Senza contare il danno ambientale, sociale, economico, sanitario. Senza contare la fame nel mondo che con la vostra lugubre degustazione producete. Questo è il dramma di cui non vi rendete ancora conto. E’ questa la catena da rompere. Quando gli animali torneranno ad essere liberi di nascere, di vivere e di morire a loro piacimento, solo allora si potrà assistere alla nascita di quel nuovo mondo di cui vi state ignobilmente riempiendo la bocca”.

Lei è un animale in tutto e per tutto

“Ma cosa vuoi che sia, siamo carnivori moderati”, ha obiettato uno di essi.
“Figurati quanto interessa a me il fattoche lei mangi carne più o meno spesso!”
“Moltiplichi la sua moderazione per 3 miliardi di persone e vediamo quali numeri saltano fuori”, ha ribattuto Boschi in forma più che mai smagliante, vegana e passionale.
“Lei non sa nemmeno, e lo scrivo pubblicamente, di essere un animale in tutto e per tutto”.
Le differenze tra uomo e animale

“Suvvia, ci sarà pure qualche differenza tra noi e loro!”
“Certo che ce n’è, ed anche più di una”.
“Gli uccelli volano e noi no. I pesci sanno stare sott’acqua e noi no. I cani hanno un fiuto fenomenale e noi no. I maiali sono pulitissimi, giocosi, rispettosi, riconoscono e rintracciano il padrone amico in una folla da stadio, e noi no. I cavalli hanno una corsa veloce ed elegante, e noi no”.
“Li pareggiamo solo nel Dna, che al 99% è simile, sia per loro che per noi”.

Malati gravi in aumento e medici correi

I carnivori, che puzzano a distanza di salme maldigerite, ingrossano le fila dei peggiori reparti ospedalieri, quelli a più alto tasso di sofferenza e di decessi.
Ictus, diabete, dialisi, prostata, metastasi.
E i medici, correi ed ipocriti, continuano a tacere.
“Ma sì”, arrivano a dire, “limiti un po’ il consumo di carne rossa e di formaggi”.

I cacascemenze non mancano mai, anche tra i vegetariani purtroppo

Il loro linguaggio da cacascemenze non porta davvero a nulla.
Vogliono forse dire che bere latte vaccino e mangiare uova non c’entrano con le patologie?
Che pesca e macellazione sono solo l’ultimo atto di un processo mortifero ma nobilitato dall’industriosità umana?
Vogliamo elencare le malattie intimamente connesse al consumo di latticini e di tutte le proteine animali, indifferentemente dal colore rosso, bianco o grigio?

Il buon latte che porta tanto buon calcio.
Un elenco sinistro che ognuno dovrebbe stamparsi nella mente.

Anemia ferropenica, artrite reumatoide, autismo, cancro (allo stomaco, al seno, all’ovario, al pancreas, alla prostata, al polmone e al testicolo), cataratta, colite ulcerosa, colon irritabile, siabete mellito tipo 1, malattia di Crohn, malattie alle coronarie, sclerosi multipla, stitichezza, fatica cronica, incontinenza urinaria, linfomi, emicrania, mal di orecchi, mal di gola, riniti, reazioni allergiche, emorragie gastrointestinali, sindrome di cattivo assorbimento, insonnia, ulcera peptica, acidosi, osteoporosi.
Ho solo elencato quanto riportato nella ricerca “Latte, alimento killer”, che gira su internet, per non citare le mie innumerevoli tesine sul latte che arrivano più o meno alle medesime conclusioni.

La tolleranza pacifica e civile degli umani

Noi vegani, veniamo additati come estremisti e come disturbatori del quieto vivere e del saporito pasteggiare con la morte e col voltastomaco.
“Non voglio digerire l’agonia e la maledizione delle anime in pena”, diceva la Marguerite Yourcenar.
Ci siamo rotti davvero le preziose palle di accompagnamento, questa è la realtà.
Quello che ci irrita di più è proprio il linguaggio dell’indifferenza e del volersi bene, il linguaggio delle buone maniere e della cinica tolleranza di fronte al genocidio animale.



Le malefatte di Arcore

Stiamo a parlare demenzialmente di malefatte berlusconiane, per quattro o quaranta fighette libere e non prigioiniere di un harem, circolanti nei dintorni di Arcore.
Ne avesse 4000. E ne passasse qualcuna di soppiatto pure a me, sporcaccione mentale come lui e più di lui, ma soltanto privo delle sue risorse organizzative.

Parliamo di cose serie, e lasciamo stare il becero giustizialismo

Nessuno che ci ricordi piuttosto, tra i 100 e oltre canali televisivi, delle 7000 anime al secondo, 24 ore al giorno per 360 giorni/anno, che vengono impunementre ghigliottinate per soddisfare le orribili brame dei mangiatori di cadaveri.
Si scatenano microspie e investigatori privati? Si vanno a controllare le carte d’identità delle veline?
Nessuno che registri gli orridi spropositi di chi esalta la trippa e il musetto.
Nessuno che controlli quanti anni hanno la mamma mucca ingravidata da bambina, depredata da adolescente delle sue amatissime creature, e derubata della sua stessa vita in età di scuola elementare.
Dove sta la proporzione? Dove sta la coerenza? Dove sta l’etica? Chi ha mai diritto di fare becere e lacunose lezioni di moralismo?

Nessuno si erga a giudice e a fustigatore dei costumi

Non sono mai stato frequentatore di lupanari e di postriboli, ma di fronte a questa canea disgustosa, ipocrita e bacchettona, di fronte a questo scurrile benpensantismo, mi viene voglia di diventarlo.
Difendo ovviamente la dignità della donna, ma soprattutto la sua libertà di scegliere i suoi percorsi, giusti o sbagliati. Non giudico la vergine e la casta come non giudico la passionaria e la lasciva.

Non esistono sempre rose e fiori, nemmeno nelle sante famiglie

Non esiste cosa più antipatica e deprimente della commercializzazione dell’amicizia e del sesso.
Ma nessuno parla del grigiore e della noia, dei drammi e delle tensioni esplosive insite nei rapporti familiari. Nessuno parla della sporcizia mentale e della violenza che circola tra gli umani, in particolare tra quelli apparentemente santi, castigati e lungimiranti.
Nessuno si erga dunque a giudice e a fustigastore di chi riesce a divertirsi nonostante tutto.
Fustighi piuttosto sulle scelte politiche, economiche, materiali, legislative, per un mondo più accettabile.
In questa circostanza, la parte più saggia e più equilibrata, sembra paradossalmente essere il Vaticano.

Ragionerei nello stesso modo con D’Alema e la Bindi al governo

Se al posto di Berlusconi ci fosse Veltroni o Fassino o D’Alema, o una premier Rosy Bindi improbabilmente coccolata da 400 paggetti, direi esattamente la stessa cosa.
Spero che a nessuno venga in testa di catalogarmi silviofilo, o peggio puttanofilo.
Per me, uno che ha 4000 donne che gli ronzano intorno e un religioso circondato di rosari e di acquasantiere, non hanno nulla di diverso e li rispetto entrambi.
I premier di altri paesi danno il buon esempio? Quando mai!
Apparire mortuari, cadaverici e falsamente casti, falsamente “buoni padri di famiglia” è forse considerabile buon esempio?
Suharto era forse meglio di Sukarno? Estrada e Ramos meglio di Ferdinando Marcos?
La deplorevole sciatteria giustificativa

Quello che urta di più, tornando al tema centrale, è la sciatteria giustificativa, il continuo tentativo di normalizzazione.
Il parlare di prosciutto, di bistecca, di yogurt, di gelato, di guanciale, di ragù, di hamburger, di ossobuco, di fois gras, di trippa, di cervella, di frattaglie, di lardo, di mortadella, di grana, come si trattasse di un cibo ospitabile innocentemente in un frigorifero, in una cucina, in una pentola, su una piastra, in un piatto, nella nostra delicata bocca e all’interno di noi stessi.
Preferiamo di gran lunga il linguaggio rude dei macellai e dei commercianti di bestiame.
Quelli secondo cui vendere una mucca o vendere un frigorifero è esattamente la stessa cosa, una semplice transazione economica.

Un pianeta carico di falsità

La realtà è che viviamo in una società malata e demenziale.
Una società diretta da false università, false scuole, falsi docenti, falsi allievi, falsi politici, falsi medici, falsi giornalisti e falsi religiosi. Una società di filistei, scribi e farisei.
Tutti comprabili e corruttibili con un pezzo di carta chiamato banconota.
Una società di falsi profeti.

Non esiste civiltà senza un rapporto di armonia con Madre Natura

Le grandi civiltà Incas, Maya, Egizia, Babilonese, Indiana, Confuciana, Greco-Romana, inclusa quella nordamericana dei Pellerossa, erano in simbiosi e in sintonia con la natura, in armonia e in coerenza con essa. La nostra è tutto l’opposto. La nostra è solo inciviltà manifesta. Inciviltà dei consumi farabutti. Inciviltà dello spreco, dei rifiuti non-riciclabili, dello sfruttamento, della sopraffazione e della violenza. Un mondo che si è messo in insanabile ed autodistruttivo conflitto con la natura.

L’intelligenza di saper frenare, di saper correggere la rotta

Noi siamo portatori di un’ideologia riparatrice indispensabile per il bene di ognuno.
Siamo per una rivoluzione pacifica delle coscienze.
Siamo per una rivoluzione che niente ha in comune con quelle del passato.
Siamo per una virata verso il naturalismo, verso il de-consumismo e la de-crescita intelligente, modulata e mirata.
Siamo per la chiusura progressiva ed accelerata di allevamenti e macelli.
Siamo per una riqualificazione delle aziende sbagliate, non per una rivalsa sui perdenti di domani.
Siamo per il ritorno a un’agricoltura biologica e naturale.

Il corpo umano è un forno trasformatore

Smettiamola dunque di imbrogliare la gente, mandando messaggi irresponsabili gratuiti o a pagamento.
Il corpo umano non vuole intermediari tra sé e il cibo naturale.
Il corpo umano è un forno trasformatore di vivande naturali.
Non gradisce passaggi intermedi, non gradisce lavorazioni e non gradisce cuochi e fornelli.
Il corpo umano è attrezzato meccanicamente e biochimicamente per fare tutte le lavorazioni, le “cotture” e le elaborazioni che gli servono.
Il punto della situazione

Il corpo non è certo un lego operante per comoda sostituzione di pezzi esterni ed interni.
Minestre, brodi, brodaglie, carni, formaggi, gelati, paste, dolcetti, salatini, bibite, sono tutte cose pronte, comode, sazianti, appaganti, sfamanti.
Ma non fanno comodo al corpo stesso e lo sballano.
Vogliamo il punto della situazione alla vigilia delle trame massoniche-trilaterali-bilderberghiane del Codex? E’ presto fatto.

Liberiamoci dalle facili apparenze

Carne non fa e non dà carne.
Latte non fa e non dà latte.
Proteina non fa e non dà proteina.
Fegato non fa e non dà fegato.
Sangue non fa e non dà sangue.
Sale non fa e non dà sale.
Zucchero industriale non fa e non dà succo zuccherino enzimizzato.
Vitamina sintetica non fa e non dà vitamina.
Minerale inorganico non fa e non dà minerale organicato (se non attraverso l’intermediario pianta).
Il cibo caldo non fa e non dà caldo.
La preghiera insulsa e ipocrita non fa e non dà bontà.

L’erba, il frutto, e la ganga planetaria del farma-caseo-carnivorismo

Cos’è allora che fa e cos’è che dà? E’ l’erba verde.
E’ quel magico ricettacolo di sole e di energia fotonica ed elettromagnetica che si chiama frutto.
In esso sta tutto quello che ci serve per vivere.
Niente di magico e di straordinario, ma semplice cibo umano che non decapita l’efficienza immunitaria.
La peggiore minaccia storica alle sorti dell’umanità arriva da una precisa ganga mondiale, etichettabile sotto il nome di farma-caseo-carnivorismo.

Bastano 10 grammi al giorno per l’infante e 20 per l’adulto

Ricordiamo ancora, per chi avesse i tamponi alle orecchie e la benda sugli occhi, che bastano 20 grammi al giorno per l’adulto e 10 grammi al giorno per l’infante.
Per chi esagera, come la FAO, 34 per l’adulto e 17 per l’infante.
Anche perché dai 30 grammi in avanti si procura il maggior disastro corporale per la salute umana.
Un disastro che si chiama acidificazione.

Ogni grammo di proteine in più è un attentato alla salute umana

E ogni grammo in più, oltre ai 20, porta all’obesità, al diabete, alla tiroidite, alla rettocolite, alla dialisi, al diabete e al cancro.
Come non bastasse, non esiste praticamente dieta vegana al mondo capace di produrre uno stato di carenza.
Di cosa parliamo? Di proteine naturalmente.
Ognuno si prenda le sue belle responsabilità

Siamo forse impazziti?
Ma se L’Agroalimentare Italiano, la dieta Mediterranea, il professor Calabrese,
il chimico yachtista Barry Sears, i consorzi del grana e del prosciutto, i cuochi malandati della televisione, parlano di 160 grammi per l’adulto e di 80 grammi per il bambino?
Ognuno si prenda le proprie responsabilità di fronte al mondo e di fronte alla legge, di fronte alla natura e di fronte a Dio.

Solo la pulizia guarisce!

Ricordiamoci sempre l’immagine del campo da tennis 400-600 mq che possediamo tutti nella zona assimilativa-immunitaria del piccolo intestino, che viene ridotta criminalmente a uno sgabuzzino di 3 metri quadri dalla caseina collosa del latte e dai miasmi putrefattivi e disbiotici della carne, delle uova e del pesce.
Louis Kuhne (1844-1901) maggior campione di terapeutica naturale antimedica ed antifarmacologica della storia, dopo aver perso madre e padre per clamorosi errori medici, sintetizzò tutta la sua scienza e le sue verità in tre parole soltanto: “Only cleanliness heals!”, (Solo la pulizia interna ed esterna guarisce!)
Sapendo quanto sporcano i farmaci, i latticini e le proteine animali, questo dovrebbe bastare.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

ALLUCINAZIONI SOMATICHE E RIMEDI NATURALI

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29 Gennaio 2001

ALLUCINAZIONI SOMATICHE E RIMEDI NATURALI


LETTERA

Un problema riguardante mia madre di 73 anni

Buongiorno! Le scrivo seguendo il consiglio datomi da un caro amico diventato crudista da tre mesi, grazie alla lettura del suo sito su internet, e con molta soddisfazione e felicità personale.
Il mio problema è la malattia che ha colpito mia madre da circa 7-8 mesi, diagnosticata solo un mese fa da uno psichiatra, dopo aver peregrinato in visite specialistiche di ogni genere e conseguenti esami clinici. Il nome della patologia è “allucinazioni somatiche”.

Prescrizioni ed effetti collaterali

Le ha prescritto delle gocce da prendere alla sera prima di andare a letto.
Lei non accetta questa diagnosi e prende malvolentieri tali medicine.
Ha molta paura per la serie infinita di effetti collaterali che possono provocare.
La mia domanda è se, con una alimentazione adeguata, all’età di 73 anni, si possa sperare in un miglioramento, se non nella guarigione completa da questa malattia mentale.
La ringrazio sinceramente per il tempo che potrà dedicare alla mia mail.
Paola

*****

RISPOSTA

Definizione dei fenomeni allucinatori

Ciao Paola, le allucinazioni somatiche sono un fenomeno patologico legato a diversi tipi di malattie della psiche, o anche a certi tipi di intossicazioni, con formazione mentale di immagini sensoriali interne (uditive, visive, olfattive, tattili e gustative) che sono percepite come se provenissero dall’esterno e quindi come se fossero reali.
Nelle persone normali ci possono pure essere fenomeni simili, ma solo nel dormiveglia.
Il mondo parallelo ed immaginario delle allucinazioni

Esistono allucinazioni uditive elementari (ronzii, rumori, tintinnii, fischi, ecc) e complesse (voci e fonemi), allucinazioni visive (flash, percezioni di persone, cose, animali, scenari), allucinazioni da delirium tremens, con grossolane alterazioni del tono morale e dello stato di coscienza, allucinazioni autoscopiche, con proiezione di se stessi sullo spazio esterno, allucinazioni somatiche superficiali (termiche, meccaniche con percezione di spilli, idriche con percezione di fluidi), allucinazioni cenestesiche o muscolari, dove si percepiscono i muscoli in contrazione, e allucinazioni viscerali, con false percezioni degli organi interni.

Precursori e fattori scatenanti

Le allucinazioni si hanno in forza di varie situazioni patologiche che includono schizofrenia, depressione, epilessia del lobo temporale, stati paranoici, allucinasi alcolica, disturbi della personalità, encefalite virale, psicosi affettive, stati post-traumatici, insufficienza epatica, demenza senile, Alzheimer, malattia di Pick, corea di Huntington, ed anche assunzioni di droghe tipo LSD e mescalina.

Basilare è l’equilibrio mineralvitaminico

Le malattie mentali, forse più ancora di altre patologie, derivano da deficienze mineralvitaminiche e da sbilanci chimici del corpo. Si sono risolti più volte dei casi anche gravi col supporto di vari minerali di traccia, dal potassio, al rame, al litio, e col supporto di vitamine C, E e soprattutto del gruppo B.

Tre punti fondamentali della dieta in tutte le patologie della psiche

Una buona dieta è basilare per guarire. Ma tre sono i punti fondamentali:

1) Eliminazione totale della carne e delle proteine animali.
2) Eliminazine totale degli zuccheri concentrati e dei dolcetti.
3) Eliminazione pressocchè totale dei cibi stracotti, creatori di pesanti carenze mineralvitaminiche.

Il digiuno, la pulizia intestinale e la decongestione mentale, sottolineati dal grande Ehret

Il digiuno aiuta molto, Lo stesso Arnold Ehret, nella sua Muculess Diet, si esprime con queste parole:
“If something is wrong with anyone, look first to the stomach”. “The mentally diseased man suffers psicologically from gas pressure on the brain” (Se c’è qualcosa che non va in una persona, controlla il sistema gastrointestinale. I disturbi mentali derivano da congestione mentale derivante da pressioni gassose provenienti e risalenti dall’intestino).

Succhi crudi e verdure crude in primo luogo, frutta acquosa e da guscio a completamento

I rimedi prevedono succhi di carote e soprattutto di sedano, visto che il sedano facilita l’assorbimento dei vari minerali. Abbondanza di mandorle, noci, pinoli, di semini vari e di cereali integrali. Niente cacao, caffè, the, cioccolato, sale, farmaci, integratori. Niente bevande gassate e zuccherate. L’efficienza e la pulizia della mente parte dalla pulizia e dall’efficienza del colon, e dunque dalla simbiosi intestinale.
Questo vale chiaramente per tutti, ma in particolare modo per le menti fragili ed instabili.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecanica AVA-Rma e ABIN-Bergamo

ACALASIA ESOFAGEA, QUESTIONE VIRALE E QUESTIONE IMMUNITARIA

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29 Gennaio 2011

ACALASIA ESOFAGEA, QUESTIONE VIRALE
E QUESTIONE IMMUNITARIA


LETTERA

Dilatazione dell’esofago e proposta medica di intervento chirurgico

CaroValdo, sono qui a scriverti due righe per chiederti un parere.
Mi chiamo Antonio, ho 43 anni e, a seguito di esami clinici fatti, tra i quali gastroscopia e manometria, mi è stata riscontrata l’acalasia esofagea, con marcata dilatazione dell’esofago.
La soluzione prospettatami è l’intervento chirurgico di “miotomia secondo Heller”, in laparoscopia.
Purtroppo non si conoscono le cause di tale malattia, considerata rara.
Volevo semplicemente la tua opinione in merito. Grazie.
Antonio S.

*****



RISPOSTA

Cos’è l’acalasia esofagea

Ciao Antonio, l’acalasia esofagea viene definita dalla medicina specialistica come patologia primaria dell’esofago, cioè della parte iniziale di tubo digerente (25 cm circa) compresa tra faringe e stomaco.
Ricordiamo che la faringe è la cavità imbutiforme muscolo-membranosa (13-14 cm) che serve al passaggio del bolo alimentare verso lo stomaco, e al passaggio dell’aria verso bronchi e polmoni.
Zona dunque a dir poco strategica e superdelicata, se pensiamo che nei paraggi c’è la laringe, organo fondamentale della fonazione o della voce, e la stessa tiroide, ghiandola basilare del sistema endocrino, elaboratrice di ormoni come la tiroxina e la diiodotirosina, che incrementano e regolano le combustioni organiche, la termoregolazione, l’accrescimento, l’attività psichica.

Riflusso, disfagia, perdita di peso

L’acalasia esofagea è caratterizzata da perdita perdita progressiva della peristalsi esofagea e da incapacità di rilascio del LES, ovvero dello sfintere esofageo inferiore, con conseguente ristagno di materiale alimentare nel lume esofageo, con conseguenti sintomi, tipo perdite di peso, scarso appetito, riflussi gastrici, disfagia o difficoltà nell’inghiottire.

Patologia di natura meccanica, infiammatoria, autoimmune, ghiandolare o infettiva?

Le cause della patologia possono essere di natura meccanica (degenerazione dei plessi intramurali), di natura infiammatoria ed autoimmune, di natura ghiandolare (insufficienza surrenalica e assenza di lacrimazione, vedi sindrome di Allgreve), ed anche, secondo partigiana opinione medico-monatta, di natura infettiva neurotropa (malattia di Chagos e presenza del Tripanosoma cruzii).
Non essendo medico, ho poco spazio, poca autorità e scarsa conoscenza tecnico-chirurgica per valutare l’eventuale intervento nei suoi rischi, nelle sue possibilità di riuscita e nei suoi inevitabili effetti collaterali.

Ogni occasione è buona per salvare la tossina e per demonizzare il virus

Qualcosa di importante la posso però dire in forza della mia preparazione igienistica.
Il termine neurotropo significa letteralmente “virale o da virus, o comunque da agente patogeno che colpisce il tessuto nervoso”.
La componente monatta della medicina moderna non perde occasione per disinformare e terrorizzare i pazienti con la questione infettiva, per fare cioè cultura non medica ma untoristica.
Rarissimo trovare una irregolarità ed una patologia medica che non contempli la sua brava ipotesi batterico-virale.
Come spesso ricordo al pubblico, la presenza di microrganismi non significa affatto fattore precursorio e causatore della patologia, ma solo fattore accompagnante e conseguente della malattia stessa.

La questione batterico-virale deriva tutta dal metabolismo già malato e rallentato

La presenza di virus in tutte le infiammazioni (ovvero di detriti cellulari endogeni morti e non ripuliti prontamente) è dovuta al malfunzionamento del metabolismo indebolito dalla malattia, che non riesce a far fronte alla moria fisiologica cellulare che comporta miliardi di cellule morte da ricambiare giornalmente.
La presenza poi di batteri, fa parte del meccanismo immunitario che li moltiplica in funzione ripulitiva, allo scopo di fagocitare per l’appunto la sporcizia virale.

Zero pericoli da virus e batteri

Virus endogeni morti (nostri pezzi decomposti e inattivi da un lato) e batteri simbiotici vivi (nostri preziosi soci-spazzini) dall’altro.
Niente di trasmissibile.
Niente di contagioso e di mostruoso dunque.
Zero pericoli da essi.
Falso obiettivo evocato continuamente a sproposito dai sanitari, a strenua difesa delle multinazionali del vaccino, del farmaco e del terrore.

La prova del nove che l’igienismo ha ragione su virus e batteri

La prova del nove che l’igienismo ha ragione e la medicina-monatta torto?
E’ di una chiarezza, di una semplicità sconvolgente.
Basta mettere il paziente a digiuno per 3 giorni con acqua leggera e i virus, anziché moltiplicarsi e divorare il paziente come teorizzato dalla medicina (divorare e moltiplicarsi non si sa come e perché, mancando loro occhi, mente, cattiveria, bocca, stomaco, organi riproduttivi) spariscono di botto, mandati fuori tranquillamente dall’acqua e non dai farmaci. Stessa cosa per i batteri che, finito il cibo virale da pasteggiare, rientrano nei ranghi come bravi soldatini.

Gli scarica-barile e le etichettature di comodo

Scartata dunque l’ipotesi virale, rimangono la causa meccanica e la causa infiammatoria, che i medici chiamano autoimmune, accusando indirettamente il sistema immunitario di comportarsi in modo contradditorio e suicida. Anche qui ci sono cose importanti da ridire.
Troppo comodo scaricare le colpe sul sistema immunitario e assolvere implicitamente gli stili di vita promulgati dalla medicina stessa. Troppo comodo etichettare le malattie con termini generali ed incomprensibili, tesi a mantenere i falsi misteri e a deresponsabilizzare i veri fattori originanti che esistono e sono bene individuabili, se solo si volesse farlo.

Proteine animali prima causa-killer di malattie nel mondo

Chiamare le malattie inguaribili, autoimmuni, iatrogene (medico-causate), idiopatiche, criptogenetiche, lantaniche, fa capire quanto poco interessata sia la medicina ad andare a fondo e a spiegare con trasparenza la realtà.
Se si confessasse che tutta la colpa sta non nei virus e nei batteri, non nei contagi, non nelle maledizioni di Tuthankamon, ma soprattutto nell’inquinamento fisico provocato dalle proteine animali, dai farmaci e dai vaccini, e pertanto dai normali processi infiammatori derivanti da precise scelte farabutte del regime medico mondiale, sarebbero dolori.

Un Ordine Medico bieco e cinico che finirebbe giustamente sottoprocesso

Se si aggiungesse che tutta la colpa sta anche nell’inquinamento etico-spirituale provocato dal materialismo consumistico e dai ritmi stressanti e improponibili imposti all’umanità intera, e dallo sporco cinismo con cui trattiamo l’importantissima questione dei diritti umani ed animali, l’Ordine Medico finirebbe dritto-dritto sottoprocesso e dovrebbe chiudere i battenti in men che non si dica.

Sistema immunitario deattivato, iperattivo ed autoimmune

Esistono due tipi di immunità, quella congenita, o di nascita, che è generale e non specifica, garantita dalla pelle, dalle secrezioni, dalla febbre, dagli enzimi, dai globuli bianchi, ecc, e quella acquisita, o di adattamento, che il corpo sviluppa via via contro le tossine e i veleni estranei con cui viene in contatto (vedi anticorpi).
Secondo alcune scuole, il sistema immunitario può diventare inattivo, ipoattivo, non-reattivo (incapace di contrastare le patologie, come nel caso delle vaccinazioni che decapitano il sistema immunitario), o può diventare iperattivo, dando iper-risposte (come nel caso dell’asma), oppure può diventare mal-diretto, o ribelle, o auto-immune, capace cioè di fornire risposte impreviste e paradossali, aggredendo cioè non gli invasori ma addirittura i propri tessuti, in una specie di tendenza all’autodistruzione.
Le digestioni caseocarnivore e gli interventi iatrogeni causano caduta immunitaria

Ogni stress emozionale, farmacologico, vaccinatorio, digestivo, attiva l’asse cortico-ipotalamico-pituitario-surrenale, stimolando la produzione di corticosteroidi, e sono proprio essi a neutralizzare il sistema immunitario.
Ansia, paura, panico, depressione, abbassamento della forza dell’io (spersonalizzazione), sono tutte emozioni negative che richiamano corticosteroidi e stressano la forza immunitaria.
Si è scoperto ultimamente che il tessuto linfoide (midollo osseo, timo, milza, tonsille, nodi linfatici) è innervato. Questo significa che è direttamente connesso col sistema nervoso centrale, con cui è in dialogo attraverso neurotrasmettitori e recettori.

Mente e intestino hanno accesso neurale al sistema immunitario

Ciò significa che la mente, tramite l’ipotalamo e l’ipofisi, ha un accesso neurale diretto al sistema immunitario.
Ed è nella mente che viene elaborata la nostra risposta finale agli eventi, e che viene assemblata l’immagine che abbiamo di noi stessi.
O meglio, ogni cosa parte dal colon, visto che l’80% degli strumenti immunitari si trova nell’intestino (160 nodi linfatici su 200 si trovano in zona assimilativa), e che i neurotrasmettitori si muovono sistematicamente dal basso verso l’alto, più che in senso opposto.

Siamo in grado di dare ordini perentori e coerenti al sistema

In ogni caso, l’ipotalamo è legato alla risposta immunitaria.
Sia la sua inibizione che la sua eccitazione provocano mutamenti della reattività immunologica.
Se è possibile un’influenza diretta del mentale sulle reazioni immunologiche acquisite, che prima erano ritenute dei processi puramente biologici, questo significa che non siamo affatto impotenti e passivi di fronte alle patologie, ma possiamo agire con la mente e sulla mente, portando direttamente i nostri messaggi ai meccanismi autoguaritivi del corpo.

Non siamo Gesù, ma dobbiamo parlare a noi stessi

Ecco la necessità di parlare al nostro corpo.
Ecco la necessità degli ordini ripetuti in silenzio e in religiosa convinzione.
Anziché “Ahum” o altri monosillabi indiani incomprensibili, possiamo dire: “Guarisci corpo mio!”.
Questo è il mantra che dobbiamo utilizzare, parafrasando l’ordine perentorio “Alzati Lazzaro!”, che Gesù utilizzò per resuscitare chi era, da quattro giorni, morto e sepolto.
Certo che non siamo Gesù e che non basta il mantra.

Serve il mantra, ma ancor più una coerenza comportamentale

Dobbiamo anche andare incontro al nostro sistema immunitario.
Dobbiamo promettergli di non decapitarlo più ad ogni pranzo e ad ogni cena con l’allarme interno chiamato leucocitosi digestiva.
Dobbiamo smetterla con le putrefazioni provocate dalla nostra insensibilità alla sofferenza altrui, con le disbiosi intestinali innescate dalla nostra orribile voglia di digerire l’agonia e le urla agghiaccianti del manzo abbattuto, del maiale accoltellato, dell’anatra decapitata, della gallina in forbiciata, del pulcino macinato, del tonno maciullato, della balena uncinata, della lepre e del fagiano impallinati.
Torniamo pure all’acalasia ed alla banale miotomia

Non vorrei essere andato fuori tema, caro Antonio. Tu ti ritrovi dopotutto con la tua diagnosi di acalasia esofagea, e vuoi solo sapere se fai bene ad operarti, oppure no, se accettare la miotomia, che è la resezione di un muscolo in laparoscopia, oppuire no. Tutti i discorsi ora fatti sui virus e sul sistema immunitario, non sono divagazioni accademiche ma servono appunto a scartare due delle maggiori ipotesi mediche sulla tua patologia, e a puntare tutto sul fattore “logico-infiammatorio”, piuttosto che su quello “paradossale-infiammatorio” (cosiddetto autoimmune).

L’ipotesi più sensata per l’igienismo rimane quella dell’infiammazione

Quando si conoscono le cause precise di una malattia, non ci si getta disinvoltamente sulla chirurgia e sul farmaco, ma si vanno piuttosto a cercare le strade che hanno portato alla disfunzione e gli eventuali criteri non invasivi di recupero.
Scartate le ipotesi meccaniche e ghiandolari, basate su banali sintomi, resta per l’igienismo l’ipotesi regina, quella dell’infiammazione. Le infiammazioni periferiche umane prendono regolarmente origine da un’infiammazione centrale originaria che è quella del colon, quella delle disbiosi intestinali, dell’irregolarità evacuativa e della stitichezza.

Individuare il percorso logico della patologia, per poter saltarne fuori

Ecco allora l’importanza di fare una corretta anamnesi, di ricordare il succedersi degli eventi, di fare un pensierino a come eri quando stavi bene e quando non avevi ancora questi problemi, a come ti sei comportato e a cosa hai mangiato in questi ultimi dieci o quindici anni, a quando i problemi sono cominciati, a quali farmaci ti sei fatto prescrivere.
Se con determinati comportamenti e determinate diete sei arrivato alla patologia, è logico pensare che con comportamenti e diete di carattere opposto darai modo al tuo corpo di rientrare nella norma.

La lama non è mai un intervento biologico

Dare al tuo corpo una solida chance di recupero, mediante un radicale cambiamento di dieta (dopo un digiuno di 3 giorni circa), mediante una migliore respirazione, e con un piano di esercizi fisici generali e specifici, potrebbe essere una soluzione intelligente e priva di controindicazioni.
Se alla fine il tentativo non portasse davvero ad alcun risultato, allora potrai alzare bandiera bianca e prendere in considerazione la proposta medico-chirurgica. Le operazioni non sono necessariamente un pericolo e un disastro, ma vanno sempre inquadrate come interventi non di cura ma di emergenza.
Dopotutto la malattia non è arrivata chirurgicamente ma biologicamente, ed è auspicabile che se ne vada biologicamente, e non col disinvolto semplicismo di una lama.

Il significato di ultima ratio

Che al mondo d’oggi esistano bravissimi chirurghi, preparati, esperti e responsabili, nessuno lo può negare. Che debbano per questo fare quantitativamente più interventi, più magie chirurgiche e più trapianti, a uso e consumo dei propri ospedali assetati di denaro, è un altro paio di maniche.
Rimane sempre attuale il principio che il bisturi deve essere l’ultima ratio.
Primo non nuocere, è il comandamento di Ippocrate.
Ultima ratio non vuol dire prima o seconda, e nemmeno decima ratio, ma ultima ratio, ovvero centesima scelta.
Cure invasive, asportazioni e trapianti rappresentano non l’evoluzione ma il fallimento della medicina

Noi igienisti, in linea con grandi ed autorevoli medici del passato, più che mai attuali, tipo Oliver Wendell Holmes (1809-1894), continuiamo a ritenere che gli interventi invasivi, le cure vaccinatorie, le cure farmacologiche e chemioterapiche, ed in particolare tutte le tomie, le rimozioni, le asportazioni, le resezioni e i trapianti, più che rappresentare l’evoluzione tecnologica e professionale della medicina, rappresentino piuttosto il misero fallimento della stessa.
Come siamo per una decrescita globale dell’economia consumistica, così siamo per un saggio e drastico ridimensionamento della medicina.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

venerdì 28 gennaio 2011

SMALTIMENTO TOSSINE E LABORIOSA RICRESCITA

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27 Gennaio 2011

SMALTIMENTO TOSSINE E LABORIOSA RICRESCITA


LETTERA

Estetista eubiotica in fase di detossificazione e di lenta ricostruzione

Carissimo Valdo, ci siamo sentiti telefonicamente a fine Settembre.
Mi chiamo Gina e vivo a Tolmezzo-Udine.
Da 5 mesi, cioè dopo aver terminato di leggere il tuo libro Alimentazione Naturale, seguo i tuoi consigli.
La mia colazione è sempre fruttariana, con kiwi, pera, mela, datteri, banana o spremuta di arancia, o centrifugato con mezzo litro di ananas, carota, mela e sedano.
A pranzo pasta kamut o farro con verdure crude, pomeriggio frutta, sera castagne o pop-corn, verdure crude sempre accompagnate da germe di grano e semi di ogni tipo, cercando comunque di variare.

Interventi, farmaci e cure ormonali

In passato ho sofferto di endometriosi, malattia che per molti anni mi ha debilitata portandomi alla sterilità e obbligandomi all’uso di moltissimi farmaci. Purtroppo a quel tempo ero in balia medica e non possedevo gli strumenti di conoscenza che ho in mano ora.
Anestesie per lunghi interventi operatori, antinfiammatori, betabloccanti utilizzati per anni contro diagnosi di prolasso mitralico successivamente smentito, tre terapie di fecondazione assistita fivet, con enorme bombardamento ormonale, la dicono lunga sul mio complesso curriculum.

Fumo e intensive ricariche minerali

In più ho fumato dall’età di 14 a quella di 38, cioè fino a due anni fa.
Ho fatto anche un mineralogramma con cui in onestà mi sono sentita benissimo e, dopo anni di sottopeso, sono aumentata di 10 kg, ritrovandomi con capelli meravigliosi, umore eccellente, bella pelle, desiderio sessuale aumentato.
Ripetuto il test a fine cura, i valori dei metalli pesanti quali arsenico, piombo, cadmio, mercurio, uranio (che prima avevo altissimi) erano scesi.
Il calcio invece, che avevo basso è rimasto invariato, mentre il magnesio ed altri elementi essenziali, che erano bassi, si sono leggermente rialzati.

Carne ogni giorno, e vita impossibile.
Lettura del tuo libro e conversione totale all’igienismo naturale.

Inoltre, la dottoressa che aveva seguito tale cura, mi aveva spiegato che, nella condizione in cui mi trovavo, non riuscivo ad assimilare le proteine, e il suo consiglio fu quello della “carne ogni giorno”!
Non occorre che ti dica che da lì ho cominciato a dormire male, a non digerire più nulla, ad essere sempre stanca, a provare grande sonnolenza dopo i pasti, e così via.
Finchè ai primi di settembre ho letto il tuo libro, sentendo nel profondo del cuore un grande dolore.
Ho preso coscienza del male che si cela dietro il consumo di carne, e ho pianto molto da allora.
Da lì ho deciso di cambiare vita.

Tanti miglioramenti, ma anche effetti fastidiosi da crisi eliminativa

Ora, se puoi, ti chiedo qualche consiglio.
Da quando ho iniziato, mi sento molto meglio.
Sono finalmente regolare nel metabolismo e nelle evacuazioni, digerisco meglio e mi sto sgonfiando molto.
Mi felicito di aver perso pure 2 kg.
Però la muscolatura, soprattutto quella delle gambe, è scesa molto nonostante yoga, ginnastica orientale e cavallo. I capelli mi cadono tantissimo e si sono assottigliati, la cute è diventata molto grassa, nonostante mi lavi con prodotti biocompatibili e privi di tensioattivi.

Ci serve conforto, convinzione, assistenza tecnica e filosofica

Il ciclo mestruale questo mese si è presentato ben tre volte.
Il mio eczema alle mani, con cui convivo da anni andando e venendo, si è ripresentato.
Attendo un tuo consiglio e mi piacerebbe un sacco organizzare una conferenza qui in Carnia.
Sto già consigliando a moltissime clienti il tuo libro.
Ti ringrazio per tutto quello che ci stai dando e per il lavoro che fai.
Ti saluto con affetto.
Gina

*****


RISPOSTA

Un preciso meccanismo chiamato crisi eliminativa

Ciao Gina, tu stai facendo le cose alla grande e, quando ciò avviene, le conseguenze si sentono.
Un corpo intossicato da integrazioni e da vecchi insulti farmacologici, messo a detossificazione, a digiuno, o anche a semplice miglioramento sistematico dieta (cioè passando da una dieta disordinata, dopante ed onnivora di tipo medico, a una dieta virtuosa e fluidificante, cioè tendenzialmente vegana-crudista-igienista), non può fare altro che reagire con una crisi eliminativa, con una rilevante espulsione di materiale tossico.
Un periodo di crisi eliminativa che sarà tanto pesante, fastidioso e prolungato, quanto abbondante e corrosivo è il veleno accumulatosi per anni nel sistema.

La detossificazione vale per tutti, ma non per le cicale

Merita fare tutto questo o no? Sicuramente che sì.
Ma occorre armarsi di fiducia, di pazienza e di cultura igienistica.
Occorre saper interpretare in modo corretto questi fenomeni, altrimenti ne rimaniamo inebetiti, delusi e travolti. L’effetto eliminativo è la cosa meno capita e meno accettata delle terapie detossificanti.
L’effetto eliminativo è temporaneo, ma viene percepito con ovvio fastidio nel breve periodo, perché a nessuno comoda stare a letto con la febbre, o avere dei pesanti scarichi di muco, o presentare fenomeni dermatologici, o perdere capelli, o subire qualche provvisorio calo muscolare.
Ma l’effetto eliminativo ha un fondamentale valore riequilibrativo e ricostruttivo in prospettiva di medio e lungo periodo.
Per la cicala che canta per una sola estate, non le conviene di sicuro.
Per la previdente formica invece sì.

Il passaggio dal doping allo stato astinenziale

Cosa succede mai al corpo?
Viene a mancare il supporto dopante costituito da carne-latticini-pesce-uova-cibicotti-cibiconcentrati-caffè-cole-dolcetti-salatini-integratori-farmaci-sigarette.
Viene a mancare lo stato di accelerazione cardiaca precedente e si va in temporanea depressione, guidata ovviamente dal sistema immunitario che con la detossificazione si è al contrario rinforzato.
Al cuore decelerato si accompagna uno stato di ipotiroidismo, di vagotonia, di ipoglicemia, di ipotensione.
E’ la stessa cosa che succede a un bambino se gli offri una cola o un caffè.
Diventa iperattivo e nevrotico per diverse ore, e poi magari cade in uno stato di sonnolenza e di stanchezza.

L’Inverno è più adatto al letargo che alle clamorose risalite salutistiche

Se a tutto questo aggiungiamo pure il fattore stagionale inadatto alle grandi riprese, abbiamo il quadro completo della situazione.
Sappiamo come l’Inverno sia ideale più per il letargo e per la sopravvivenza ai minimi termini vitali, in attesa dei rigurgiti energetici primaverili, che alle grandi ripartenze e ai clamorosi recuperi corporali.
Ce lo insegnano i saggi animaletti del bosco, tipo il ghiro e la marmotta.
Ma anche gli Esquimesi che si rintanano nei loro igloo per mesi e mesi.
Meno sole, meno verdure fresche, meno frutta dall’albero, meno bagni, meno aria fresca, meno movimento. Nessuna meraviglia che la vitalità e il tono corporale subiscano una frenata.

Con un crudismo intelligente non esistono carenze, purchè si tengano d’occhio le calorie

Le uniche cose che posso suggerire sono di rilassarsi, di curare maniacalmente la respirazione, le passeggiate, le esposizioni al sole ogniqualvolta esso si propone (stando riparati dal vento freddo),
i bagni caldi e freddi, soprattutto in zona ventrale, l’alimentazione con cibi prevalentemente crudi ma senza perdere calorie a vuoto (quello delle calorie è l’unico lato che richiede particolari attenzioni).
Ed è solo per la faccenda calorica che mettiamo la parola tendenzialmente davanti al termine crudista.
Col crudismo intelligente non esistono carenze di alcun tipo.


Il perverso ed inseparabile legame tra medicina, farmacologia e macello.
La dottoressa bisteccarola non fa eccezione alla regola.

Alla dottoressa che predicava carne ogni giorno, è sfuggito un dettaglio importantissimo, e cioè che gli esseri umani non sono né carnivori né onnivori, bensì smaccatamente fruttariani, e sono pure esseri pensanti, senzienti, filosofanti. L’intera classe medica mondiale è intossicata nella mente, prima ancora che nel fisico, dal dogma satanico delle proteine.
Un dogma necessario ed irrinunciabile, legato alla vivisezione, alla B12, al ferro-eme del sangue equino a caldo, agli Omega-3 da delfino e da balena, all’eparina di maiale, alle statine che si vendono solo a chi mangia bistecche, e a tutte le migliaia di cure mediche legate alle patologie proteino-causate.
La classe medica è così intossicata da non credere nemmeno ai suoi stessi migliori esponenti, alle sue stesse maggiori autorità.

Nessuno si nasconda dietro le foglie di fico.
La verità sulle proteine è ormai sotto gli occhi di tutti.

I 20 grammi di proteine al giorno che bastano e avanzano per stare bene, evocati dall’igienismo, sono ritenuti addirittura esagerati dal dr Giuseppe Nacci, sicuramente uno dei medici più trasparenti ed avanzati d’Italia in fatto di alimentazione, digestione, assimilazione e terapie anticancerogene.
Anche volendo prendere per buoni i 34 grammi massimi fissati dalla FAO, dalla US National Academy of Science, dall’US Food and Nutrition Board, dal Canadian Board of Nutrition, siamo ben lontani dai 300-200-100, e oggi 75, vomitati dalla FDA. E ancor più lontani siamo dai 160 cancerosamente pretesi dall’Agroalimentare Italiano, dal professor Giorgio Calabrese, dalle televisioni colonizzate e dai sostenitori della Dieta Mediterranea prosciuttaia, mortadellaia e granarola.

I due maggiori attentati alla salute sono l’acidificazione e la putrefazione

Qui c’è ben poco da scherzare.
I due peggiori attentati che si possano fare alla salute umana hanno un nome preciso e si chiamano acidificazione del sangue umano (alcalino a 7.30-7.50 di pH, come tutti gli esseri fruttariani), e putrefazione intestinale con relativa disbiosi che porta alle rettocoliti ulcerose.
Ogni grammo di proteina in più, oltre i 20 per noi, e oltre i 34 per la FAO, significa entrare in zona vietata, in zona sabbie mobili, in zona teschiata, in zona acidificazione e putrefazione, in zona ictus e in zona cancro.
Ogni grammo di proteina in più significa un grammo di cisti, di endometriosi e di tumori in più.
Il primo a soffrirne, oltre al sangue lipotossico e all’intestino impazzito e provocatore di malattie autoimmuni, è il trio fegato-tiroide-reni.

L’essere umano è fruttariano in ogni suo dettaglio

L’essere umano non è fruttariano solo nel sangue e nell’anima, ma anche nei suoi organi, nelle sue ghiandole e nelle sue cellule.
Niente di strano dunque se il fegato si ingrossa, se le sue cellule stramuoiono in anticipo e diventano detriti cellulari morti ed intasanti, chiamati impropriamente virus.
Niente di strano che gli intasamenti virali richiamino batteri influenzali, benefici esseri divoratori di porcherie che i reni indeboliti non riescono a filtrare.
Niente di strano che si formino azotemia, creatininemia, ritenzioni idriche ed eccessi ammoniacali, sballando i reni e mandando la gente in disperate dialisi.

La logica della natura è di una semplicità e di una coerenza impressionante

Niente di strano che il pancreas venga scoraggiato a produrre ormoni antiglicemici, quando la sua insulina viene rallentata e bloccata dal grasso dei prosciutti, del grana, delle bistecche e della trippa esaltata a ripetizione dai presentatori televisivi e dalle rubriche macellaie Gusto, Prova del Cuoco, Cotto e Mangiato.
Niente di strano che l’epidermide umana si ritrovi, ad ogni occasione detossificante, carica di grassi avvelenati da smaltire mediante eruzioni, eczemi, psoriasi, rosacee, acne, vitiligini e crisi di herpes simplex o di herpes genitale.
Niente di strano che il corpo scarichi sangue infetto mediante mestrui intensificati.

Nessuna carenza proteica. Per il gruppo B ci pensano i semini.

Non esistono carenze mineralvitaminiche nell’alimentazione crudista, e tanto meno esistono carenze proteiche.
Stare solo attenti al gruppo B, includendo nella dieta semini di ogni tipo, germogli eduli di ogni tipo, cereali integrali di ogni tipo (specie saraceno, miglio, quinoa, risonero, avena, pop-corn, germe di grano), frutta secca di ogni tipo, datteri e banane, radici varie grattugiate o centrifugate assieme a zenzero, topinambur, mele, ananas o papaia.
Se mi organizzi una conferenza, un incontro per pochi o per tanti, vengo ben volentieri, con dovuto preavviso e semplice rimborso spese.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

SCIOGLIERE I CALCOLI CON LA NATURA

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28 Gennaio 2011

SCIOGLIERE I CALCOLI CON LA NATURA


LETTERA

Amo stare alla larga da medici e farmaci

Carissimo Valdo, per me sei stato come un angelo, scusa il tu.
Mi chiamo Enza, ho 57 anni e due figli di 30 e 33, di cui vado orgogliosissima.
Un paio di settimane fa ero abbastanza disperata, avendo appuntamento dal medico, cosa che avviene ogni 2 o 3 anni se non più raramente, non essendo amante dei dottori e dei loro farmaci.

Tre calcoli alla cistifellea

Un’ecografia, fatta un anno e mezzo fa, ha rilevato la presenza di tre piccoli calcoli alla colecisti.
Qualche anno prima avevo avuto l’helicobacter pylori e altri mille batteri, come dicono loro.
Effettivamente avevo riflussi gastrici e un calore all’interno dello stomaco da sembrare l’Etna in eruzione. In seguito a uno sforzo trasportando sassi (sassi che poi amo dipingere), mi sono prodotta un abbassamento dello stomaco di 3 cm e un’ernia iatale.
Da citare anche dolori alla spalla e al fianco, specie quando non digerisco.

Stitichezza fonte di tutti i mali

Come vedi non mi sono fatta mancare nulla in termini di patologie, ma ho accettato soltanto un quarto delle cure prescritte, e ho sempre avvertito i medici che mi fanno malissimo i farmaci. Tendenzialmente sono stitica, e credo che questa sia stata la causa di tutti i miei mali, assieme ai traumi emotivi per la morte dei miei genitori sotto le grinfie degli ospedali, con mia povera madre per 3 mesi in rianimazione.

Viviamo in un posto magnifico, nel lungomare di Taormina

Solitamente sono una persona salutista, e ho trasmesso tale caratteristica ai miei due figli.
Abitiamo a Giardini Naxos, 3 minuti dal mare, tra arance, limoni e agrumi profumati.
Sembra di stare in paradiso.
Non siamo mai stati grandi mangiatori di carne bianca o rossa, e nemmeno di latte e latticini, anche se lo yogurt è sempre abbondato.
La mia fortuna è amare molto le verdure, le insalate, i legumi, la frutta, anche se mi sono resa conto che ne mangiamo molto meno di quanto serve, ed anche in modalità e combinazioni non sempre corrette.

Lo stress manda a volte in tilt tutte le regole e tutti i buoni principi

Non amo i cibi in scatola e i cibi già pronti. Cerco sempre il pane fatto in casa.
Insomma sono abbastanza brava.
Solo quando sono sotto stress, o sotto carenza di affetto, non capisco più nulla e mi uccido col cibo, ingerendo di tutto agli orari più impensati, per poi stare malissimo con la testa e tutto il resto.
Vedi dove sta la contraddizione? Per fortuna che sono sincera, altrimenti a poco servirebbe parlarne.
Mi fanno ridere le persone che dicono “Continuo ad ingrassare ma non mangio niente”.

La ricerca di una soluzione intelligente

Andiamo al problema.
Visita dal medico chirurgo saltata, tanto non mi opererò mai.
Mio figlio, vedendomi pensierosa e preoccupata m’ha detto: “Mamma, tu sai come stanno le cose, mi hai pure insegnato che esiste l’autoguarigione, cerca di fare altre ricerche, studia e vedrai che una soluzione intelligente ai tuoi problemi salterà fuori”.

L’autoguarigione dunque esiste

Tre giorni di siti e siti e poi, bingo, trovato Valdo, l’angelo del momento, proprio sul mio problema.
Le lampadine mi si sono accese tutte.
La consapevolezza che non è una cavolata, che non sono sola a pensare che il nostro corpo abbia una sua innata capacità di sanare, sistemare e guarire, mi ha rasserenata. Più di 20 anni fa avevo già sperimentato da sola qualche soluzione alle mie emicranie, mettendoci però troppo tempo.

Tanta sofferenza sprecata per banale ignoranza

Benedetto Valdo, ti avessi conosciuto prima!
L’emicrania mi spezzava dal dolore. Non mangiavo e non bevevo. Vomitavo al buio e nel silenzio, a fianco del letto. Specialmente quando finivo di consegnare abiti alle mie clienti, visto che realizzavo abiti da cerimonia. Trascorrevo a letto weekend, natale, pasqua, festività varie, accompagnata dalla mia amica emicrania. Insomma, credo che, grazie ad assistenza venuta dall’alto, domenica 16 gennaio ho trovato il tuo illuminante blog.

Succo d’arancia bevanda divina

Ho cominciato lo stesso giorno con una spremuta di arance a digiuno, profumate e succose, a dispetto del medico che mi proibiva tutti gli agrumi.
Ogni giorno leggo le tue tesine e le lettere sul blog, e ho anche richiesto la tua amicizia su FB.
Per farla breve sono spariti all’istante i miei dolori, vuoi per la dieta salutare, vuoi per le mie rilassanti e quotidiane passeggiate al mare, vuoi per la mia voglia di vivere che è ritornata prepotente.
Ho infatti scacciato dalla mente e dal cuore tutte quelle tristezze che rubano la gioia.
Gioia che ho sempre reputato essenziale per vivere.
La cura dell’uva, per restare bella e strafiga a 57 anni

Grazie Valdo, grazie davvero per le informazioni, per l’amore, la passione e le incazzature che ci metti.
Una sola domanda. Non essendoci l’uva in questo periodo, che mi consigli?
Sai, la cosa bella da quando mangio in salute, non ho fame, non ho desideri strambi di dolci o di altre cose. Inoltre mi sento una strafiga, nonostante i miei 57 anni, portati già bene a detta di molti, e che ora porto ancora meglio, con l’aggiunta del fattore consapevolezza.
Quando capiti a Taormina, invece del caffè pagato, avrai profumata frutta di stagione a volontà.
Con affetto.
Enza

*****

RISPOSTA

L’importanza enorme del fattore mentale e della gioia di vivere

Ciao Enza, grinta, temperamento artistico, voglia di vivere, spiritosità, sono tutti valori importanti.
Sono quelle caratteristiche positive che vengono definite in gergo psicologico meliors, in contrapposizione agli stressors, ovvero ai fattori negativi e stressanti.
Leggere il tuo scritto e stappare una bottiglia di raro e pregiato spumante, fa un tutt’uno.

I calcoli si disgregano e si dissolvono, al pari dei tumori

Nonostante l’Italia sia considerata nel mondo intero per quella che è, cioè per culla della scienza, della fantasia, dell’arte, della bellezza, della santità francescana ed antoniana, viviamo oggi in un paese non certo ispirato da principi igienisti, salutisti, spiritualisti, etici ed estetici.
Viviamo in un paese dominato purtroppo dalle istituzioni sanitarie e dai macelli.
Sai bene come le mie raccomandazioni non siano prescrizioni mediche e che quindi non abbiano valore di responsabilità legale, giuste o sbagliate che siano.
Il mio consiglio personale, in coerente linea con la scienza igienistica, è dunque di non asportare la cistifellea e nessuna altra ghiandola del corpo, ma di affidarti a metodi alternativi, provati e sicuri, di disgregazione dei calcoli biliari.

L’uva è strepitosa, ma ci sono altre soluzioni per il periodo invernale

Del resto, hai letto di sicuro la mia tesina Calcoli alla cistifellea, del 21/9/10 dove, da buon stiticologo, ho garantito che con la cura dell’uva si risolve ogni cosa.
Siccome l’uva a gennaio può solo arrivare dal Cile o dal Sudafrica, costando cifre non indifferenti, esistono altri tipi di cure sciogli-calcoli, a base di pomodoro, oppure di arance, oppure di carota e mele.

Esistono frutti e piante diuretiche

Per prevenire i calcoli vanno bene i frutti diuretici come la ciliegia e il mirtillo, e anche le bevande diuretiche, tipo i decotti a base di equiseto e di piantaggine, o il decotto di foglie e radici di ortica, 100 grammi, e bollitura in un litro d’acqua, da bersi come bibita nel corso della giornata.
Un rimedio specifico contro i calcoli biliari è rappresentato dal carciofo, dove l’interno si mangerà crudo in insalata, e le foglie esterne, incluso il gambo, serviranno per un potente decotto.
Decotti di carciofo, di ortica, di parietaria

Contro i calcoli al fegato, ed anche contro quelli renali, è validissimo un decotto di 30 grammi di radici di prezzemolo, 20 di parietaria e 20 di radici di sedano in un litro d’acqua.
Anche il succo di parietaria, pianta molto comune nei fossi, ottenuto pestando foglie fresche, viene suggerito come rimedio specifico.

Dieta virtuosa commisurata al nostro corpo e rimedi erboristici di provata efficacia

Alternando insalate di carciofi crudi, di cicorie e tarassaco, seguite come secondo piatto da zuppe primaverili crude (centrifugate) o semicotte a base di cardo, ortica, parietaria, piantaggine, malva ed equiseto, libereremo fegato, cistifellea, pancreas e reni da ogni problema.
Chiaro che si tratta sempre di rimedi naturali e coadiuvanti, che aiutano a risolvere il problema nei suoi aspetti dolorosi e acuti.
Il vero rimedio però rimane quello di chiudere il rubinetto veleni.
Stop dunque al demenzialmente amato caseocarnivorismo e rigorosa dieta vegana tendenzialmente crudista.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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DIABETE E TRAPIANTO CELLULE INSULINICHE

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27 Gennaio 2011

DIABETE E TRAPIANTO CELLULE INSULINICHE


LETTERA

Un ripensamento sul trapianto di cellule pancreatiche

Gentilissimo dr Vaccaro, innanzitutto buona sera. Mi chiamo Antonio, ho 38 anni e sono diabetico dall’età di 9.
La mia situazione di salute è andata man mano peggiorando, tanto che ultimamente ho fatto richiesta di un trapianto di cellule per la produzione di insulina, e pensavo di effettuarlo prima di giugno.
Senonchè, scorrendo tra i vari siti più liberi e non corrotti dalle case farmaceutiche, mi sono imbattuto in lei.

Dal suo libro a un’alimentazione vegetariana

Ho acquistato il suo libro Alimentazione Naturale e ho iniziato una dieta vegetariana.
La cosa che mi preoccupa è la difficoltà di seguire coerentemente tale dieta e la scarsa conoscenza che ho di questo mondo particolare dell’igienismo.
In breve le chiedo se esiste un nutrizionista a Roma, o in altre città, a cui posso rivolgermi.
Ho letto anche dell’esistenza di cliniche in Canada che dichiarano la guarigione al 100% del diabete.
Vorrei sapere se ne esistono in Italia e come rintracciarle.

Ho bisogno di essere prontamente aiutato

Non ho nessun problema a raggiungerla a Udine.
Anzi, mi farebbe piacere conoscerla.
Sono al limite psicofisico e vorrei guarire. Può contattarmi via email o telefonicamente. Oppure mi dica lei cosa posso fare e lo farò.
Le chiedo un aiuto di cui le sarò grato a vita. Cordiali saluti.
Antonio

*****

RISPOSTA

Non sono medico, non visito, non prescrivo, non curo e non guarisco.
Tento di fare qualcosa di più ambizioso: educarti ad autoguarire.

Ciao Antonio, sto a Udine, quando non sono a Hongkong o in Asia, e non pratico lavoro di assistenza personalizzata. Non pratico per scelta professionale e non lo potrei fare comunque per legge.
Non sono medico, non visito, non curo, non prescrivo e non guarisco messuno. Posso però cercar di fare di più e di meglio, ovvero educarti verso l’igienismo e verso l’autoguarigione. Ti allego alcuni dei miei articoli sul diabete e tu ne trarrai liberamente le tue deduzioni, le istruzioni e i consigli ritenuti utili. Puoi anche scaricare, in modo gratuito, le mie tesine dal blog www.valdovaccaro.blogspot.com.

Puntare all’indipendenza e all’autogestione oculata e intelligente di se stessi

Non trovi facilmente in Italia qualcuno che ti possa aiutare in modo qualificato e specifico, in modo naturale e antifarmacologico. Ti suggerisco dunque di fare una scelta decisa e coerente in senso igienistico, e questo comporta due cose. Primo, assunzione di ogni responsabilità. Secondo, puntare all’indipendenza e all’autogestione dei problemi, diventando per quanto possibile igienista e medico di te stesso. A Roma esiste l’AVA e puoi contattare Franco Libero Manco ai tel 06-7022863, e 333-9633050, francolibero.manco@fastwebnet.it

Cliniche all’estero

Cliniche valide all’estero, valide anche per la cura risolutiva e radicale del diabete esistono.
Ti segnalo quelle del dr Ralph Cinque (Buda-Texas, Dr Cinque Retreat, tel 1-512-2954256), o quella del dr Frank Sabatino (Hallandale-Florida, Regency House Natural Health spa, tel 1-305-4542220), o quella del dr Robert Pritikin (Santa Monica-California e Miami-Florida, tel 1-800-421-9911, info@pritikin.com), o quella del dr Alec Burton (Arcadia-NSW-Australia, tel 61-29-6531115), tutte improntate all’igienismo naturale, escludendo i centri Pritikin che fanno della lotta specifica al grasso il proprio cavallo di battaglia.

Cause di inefficienza pancreatica

Il malfunzionamento di organi importanti come il fegato e la cistifellea, che sono intimamente alleate col pancreas, può provocare problemi pancreatici. Ulcere duodenali, stati infiammativi sistemici, problemi digestivi e di malassorbimento intestinale dei nutrienti, penuria di acido cloridrico, deficienza di cromo e zinco nella dieta, sono tutti fattori causativi di debolezza ed inefficienza pancreatica.

Quadro tipico del sofferente di pancreas

Una persna affetta da pancreatite soffre di indigestioni acide, di malesseri, di nausea, di dolori e di gas intestinali continui. Le sue feci sono probabilmente grosse e chiare, riflettenti una scarsa assimilazione, soprattutto quella dei grassi. Ha problemi digestivi perchè il pancreas non secerne a sufficienza i suoi enzimi digestivi. Come in tutti i casi di malassorbimento dei cibi, il paziente diventa debole e perde peso, diventando anche diarroico.
Occorre però ricordarsi che molto spesso, il problema non sta tanto nella inefficienza ormonale del pancreas, quanto nello stato lipotossico del sangue, le cui cellule grasse impediscono all’insulina di circolare con la dovuta rapidità.
Cibarie amiche e cibarie nemiche

Quali sono i cibi più offensivi nemici del pancreas? I cibi denaturati, le pessime combinazioni cibarie, le farine bianche, i conservanti, i latticini, tutte le carni, il pesce, le uova, il sale e lo zucchero.
Zinco e cromo prolungano l’effetto dell’insulina sul sangue, e quindi serve una scelta alimentare coerente. I prodotti più ricchi di questo tipo di minerali sono i semi di zucca, i vari soliti semini di girasole-lino-sesamo-papavero-finocchio, i grani integrali, i mirtilli, il tarassaco, il topinambur e il carciofo. Consigliabili i centrifugati di radici e mele, di radici, sedani e ananas.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

CISTITE E AMMONIACA NELLE URINE

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27 Gennaio 2011

CISTITE E AMMONIACA NELLE URINE


LETTERA

Ennesimo attacco di cistite per il mio bambino

Caro Valdo, appena arrivano le tue tesine le leggo con entusiasmo e sempre ti ringrazio per il lavoro e la dedizione che offri a noi tutti.
Oggi però sono giù di morale. Leggere ancora una volta di guarigioni veloci e miracolose, anziché darmi gioia mi ha ulteriormente abbattuta. Questo perché il mio bimbo Nenji, di quasi 3 anni, ha avuto stamattina l’ennesimo attacco di cistite.
Come sempre, come da copione, da quasi un anno.

Presenza di ammoniaca e di pH alto nelle urine.

E’ un mese e mezzo che mangia vegano. Tantissima frutta e poca pasta, o riso con verdure.
Eppure, in questo specifico aspetto, non c’è stato ancora alcun miglioramento.
Ti ricordo che la sua pipì sa di ammoniaca e il suo pH è molto alto (8.50-9.00). E’ un po’ che non gli faccio esami e quindi non conosco i valori attuali, ma so che ogni due settimane (nel 99% dei casi al risveglio) gli brucia la pipì.

Perché non migliora ancora?

Stamattina in particolare indicava la punta del pisellino che, in effetti, era rossa.
Gli ho messo una cremina alla calendula perché me l’ha chiesta con insistenza, per alleviare il bruciore.
Però sono abbattuta. Perché non migliora?
Jane




*****

RISPOSTA

Non penso affatto sia il caso di abbattersi. Serve un po’ di pazienza. La natura ripara lentamente.

Ciao Jane, a questo punto potresti accettare una ecografia intesa alla ricerca di eventuali calcoli.
La cistite, o infiammazione della vescica, o catarro alla vescica, è una irritazione causata dalla presenza di sostanze estranee nell’urina. Le cause possono essere la stitichezza, la somministrazione di farmaci e vaccini irritanti, oppure i calcoli. Ma attenzione, potrebbe anche trattarsi di effetto depurativo, causato dalla dieta detossificante adottata da 6 settimane, e in questo caso occorre soprattutto saper attendere con fiducia i miglioramenti che ci saranno sicuramente in concomitanza con la buona stagione.

Andiamoci piano col criticare il cambiamento dietologico

Intendo dire che, se il cambiamento dietologico inserito da un mese e mezzo non ha ancora risolto il problema specifico, non per questo va demonizzato e giudicato negativo.
Personalmente credo che siamo almeno a metà dell’opera, visto che Benji ha imparato intanto a mangiare meglio, e a familiarizzarsi col crudo.
Dovremo ora concentrarci di più sul tema specifico dell’ammoniaca e del bruciore, onde limare e risolvere il problema per gradi, trovando anche il modo di attutire i suoi dolori e i suoi picchi fastidiosi.

La salute umana parte dal colon.
Le disbosi intestinali richiedono tempi lunghetti.

L’odore di ammoniaca può derivare dalla presenza di batteri intestinali attratti dall’urea. Nell’80% dei casi si tratterebbe dell’Escherichia coli, ma potrebbe anche trattarsi del Proteus e della Candida Albicans. Se questi sono i problemi scatenanti saremmo di fronte a derive intestinali tuttora irrisolte di qualche errore precedente.
La disbiosi intestinale, caratterizzata da colonie di batteri putrefattivi (carnei) e anaerobi, in sovrannumero rispetto ai batteri saprofiti (di origine vegetariana), aerobi e simbiotici, richiede mesi e non settimane per essere risolta.

Niente farmaci ma più succhi freschi

La disbiosi non si risolve certamente con gli antibiotici, ma piuttosto con centrifugati di carote, sedani e mele, da prendere 2-3 volte al giorno lontano dai pasti.
Se poi ci sono di mezzo dei calcoli, derivanti da ossalati di calcio (evitare il cacao in tutte le forme, gli spinaci e il pomodoro crudo), o causati da cistina e fosfati di ammonio (evitare rigorosamente ogni proteina animale), si spiega anche l’innalzamento del pH. Fare in modo che il bimbo abbia una alimentazione meno proteica e, temporaneamente, con meno calcio (evitare anche i semini e il sesamo).

La buona stagione è fondamentale per grandi e piccini

L’ideale è che abbondino allora i citrati che si trovano nel limone, nel melograno, nel mirtillo, nel pompelmo, nel lampone, nell’uva spina, nelle fragole, nel pomodoro e nella pesca.
Ho parlato di buona stagione, e non a caso. La frutta ideale sopra citata la ritroviamo solo con la buona stagione. Occorre poi farlo muovere di più, farlo respirare aria buona, farlo camminare, saltare e correre. Arieggiare la sua cameretta di notte.

Controllare lo stato dell’aria nelle aule scolastiche

Verificare che anche a scuola non manchino queste attenzioni, e che l’aria delle aule non sia troppo viziata per colpa delle insegnanti freddolose che tutto fanno fuorchè arieggiare.
Sarà importante aumentare le verdure a scapito un po’ della frutta, condendo le insalatine con olio di oliva extravergine e limone, zero sale. Un digiuno di un giorno ad acqua e limone, potrebbe essere utile quando arrivano tali crisi. Fare in modo di monitorare ogni suo segnale di stitichezza.

Anche Lezaeta parla di crisi eliminative e di sintomi intensivi da guarigione

Per Lezaeta, naturopata cileno di grande esperienza, l’infiammazione della vescica o cistite è determinata da stitichezza oppure da precedenti depositi irritanti di origine vaccinatoria e farmacologica, oppure ancora da calcoli. Con la pratica del crudismo alimentare, dei cataplasmi notturni di fango sul pancino, dei bagni caldi-freddi frequenti ai genitali, si ottiene una buona movimentazione dei prodotti estranei e delle sostanze morbose dell’organismo.
Nella fase iniziale di questi trattamenti si produce paradossalmente una irritazione della vescica che è però di tipo costruttivo. Questi sintomi e queste crisi, ben lungi dal preoccupare, sono piuttosto indice di guarigione e determinano l’eliminazione delle sostanze estranee.

Digiuno ad acqua e limone nelle fasi critiche

L’infiammazione della vescica si manifesta per il continuo stimolo di minzione, accompagnato da tremiti e da dolore. L’urina è più o meno torbida, e a volte si notano mucosità e tracce di sangue.
Si producono crampi alla vescica, febbre e sintomi di dolore a reni, ano e uretra.
Per curare tale situazione è conveniente il digiuno, bevendo a piccoli sorsi acqua leggera o acqua e limone, al fine di dissolvere le sostanze tossiche. Una volta superato lo stato acuto l’alimentazione sarà a base di frutta fresca di mattina, e pranzo a base di insalatine miste condite con olio e limone e niente sale, più manciata di noci o mandorle, seguito da zuppa di verdure più olio a crudo sul piatto, o stufato di verdure, patate e zucche. Succo di mela e carota a tardo pomeriggio.
Un abbondante piatto di insalata verde per cena, oppure anche solo frutta fresca.

I rimedi erboristici a base di equiseto e piantaggine

Sempre per contrasto alle crisi acute, tutti i maggiori erboristi esaltano la piantaggine (plantago lanceolata), il cui decotto si ottiene con 20 grammi di piantaggine in mezzo litro di acqua bollente per 15 minuti, si cola e si beve a tazzine durante la giornata. Ed esaltano pure l’equiseto o coda cavallina (stessa procedura, bevendo però a cucchiai e frequentemente.
Sia nelle insalate verdi che nelle zuppe di verdura inserire qualche foglia tagliuzzata di tarassaco, di malva, di piantaggine e di ortica (quest’ultima solo nelle zuppe o nel risotto o sulla pizza).

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo