martedì 24 gennaio 2012
IL CIBO CI TRASFORMA GENETICAMENTE
LETTERA
DUE CONFERENZE A UDINE ASSAI CONVINCENTI E CONDIVISIBILI
Ho partecipato alle sue conferenze ad Udine, ultima quella di Giovedì scorso. Condivido i suoi pensieri perché evidentemente il piano su cui lei parla va in parallelo e si incontra col mio piano di ricezione, e per questo mi ritengo fortunata.
ALLEGO UNA RICERCA CINESE A CONFERMA DELLE SUE POSIZIONI
Mi permetto di inviarle un articolo trovato su Greenplanet.net che mi pare molto interessante nella prima parte come conferma che l'uomo è ciò che mangia, (utile soprattutto per uditori difficili che desiderano sempre il parere della scienza), mentre non condivido le considerazione fatte da Defez nella seconda parte. La ringrazio del suo lavoro.
Martina Benetti da Sacile
*****
DOCUMENTO ALLEGATO (dalla rivista Panorama)
IL CIBO CI CAMBIA DENTRO
INTERAZIONE DEI NUCLEOTIDI MICRO-RNA NEI GENI UMANI
Da oggi la frase 'L’uomo è ciò che mangia' potrebbe arricchirsi di nuovi significati in seguito alla scoperta fatta da un gruppo di ricercatori cinesi e pubblicata sulla rivista Cell Biology. Chen-Yu Zhang e colleghi della Università di Nanjiing hanno verificato che i microRNA, piccole sequenze di nucleotidi, contenuti nelle piante si trasferiscono nell’organismo dell’uomo che le consuma e interagiscono con l’espressione dei suoi geni.
UN MICRO-RNA DEL RISO RIMUOVE IL COLESTEROLO LDL DAL SANGUE
Nel sangue di 21 volontari si è cercata la presenza di microRNA derivanti da specie vegetali come il riso, il frumento, le patate e il cavolo. I microRNA non solo si trovano nei campioni di sangue prelevati, ma dimostrano di poter anche modificare le funzioni cellulari dei soggetti testati. Questo è risultato evidente nel caso di un microRNA del riso che si lega ad alcuni recettori che controllano la rimozione del colesterolo LDL (quello cattivo) dal flusso sanguigno, inibendone l’attività.
INTERVISTA AL DR DEFEZ, PRIMO RICERCATORE ISTITUTO GENETICA-BIOFISICA DEL CNR DI NAPOLI
Anche se è sicuramente troppo presto per capire in che modo questa interazione in tutte le sue possibili declinazioni incida sulla salute dell’uomo, quello che è chiaro è che il cibo che mangiamo ha un effetto sui nostri geni. Panorama.it ha intervistato Roberto Defez, primo ricercatore presso l’Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr di Napoli. Dottor Defez, ci aiuti a capire la portata di questa scoperta.
INFLUENZA SULLA ESPRESSIVITA’ UMANA E’ UNA COSA, INFLUENZA SUI MECCANISMI CORPORALI E’ UN’ALTRA FACCENDA
La novità consiste nel fatto che il microRNA ha un effetto diretto sulla regolazione di geni umani, cioè incide sul loro comportamento. Quali sono le conseguenze ipotizzabili dell’interazione a livello genetico tra piante e uomo?
E’ troppo presto per capire quanto il passaggio dei microRNA possa essere funzionale e quanto e se dannoso. I ricercatori cinesi sostanzialmente dimostrano che questi microRNA si legano a proteine e geni umani e ne influenzano l’espressione. Quanto poi questo trovi una reazione nell’organismo, è aspetto diverso. Dallo studio emerge in pratica che aver mangiato riso per alcuni millenni ha indirizzato le popolazioni a un certo stile, un certo metabolismo, una certa caratteristica.
MIGLIORABILITA’ E PEGGIORABILITA’ GENETICA
Ma possono esserci anche influenze negative sul comportamento dei geni?
Si può interpretare la notizia in maniera allarmante o semplicemente dire che le abitudini alimentari di ogni popolazioni influiscono sulle modalità di regolazione di vari geni. Che cosa succede se mangiamo cose diverse rispetto agli alimenti che abbiamo sempre mangiato tradizionalmente?
I CAMBIAMENTI NELLA DIETA AVVENGONO SENZA CHE CE NE ACCORGIAMO
Non esiste il pedigree di quello che mangiamo. Tutto quello che noi italiani stiamo consumando in questo istante in stragrande maggioranza non viene dal bacino del Mediterraneo ma dall’America. Siamo ancora dei neofiti per quel che riguarda il consumo di patate, pomodori, peperoni, mais, soia, riso. Continuamente arrivano specie nuove. Abbiamo assistito allo sbarco dei kiwi in Italia, un frutto che non esisteva da noi fino a poco tempo fa e del quale adesso l’Italia è un grande produttore. I cambiamenti nella dieta avvengono continuamente.
STIAMO CONSUMANDO 2500 VARIETA’ VEGETALI MODIFICATE DALLA TECNOLOGIA OGM, E NON TENIAMO VECCHIE CULTIVAR
Se tutto quello che mangiamo influisce a un qualche livello sui nostri geni, anche gli organismi geneticamente modificati possono avere effetti simili?
Non ne sarei né sorpreso né terrorizzato perché, a partire dal grano duro della pasta che consumiamo, le modifiche genetiche subite dai cibi che consumiamo normalmente sono almeno quattro volte più abbondanti rispetto a quelli che chiamiamo Ogm. Sono specie vegetali bombardate da radiazioni mutagene che causano la modifica della regolazione di almeno 8.000 geni. Stiamo consumando in questo momento più di 2.500 varietà di prodotti vegetali modificati attraverso questa tecnologia. Uno stesso frutto rimane sugli scaffali dei supermercati per 7-8 anni, poi geneticamente cambia. Non è vero che teniamo cultivar vecchie di secoli, in realtà selezioniamo costantemente.
DOVREMMO DUNQUE ACCETTARE TUTTI GLI OGM?
Mi sta dicendo che il cambiamento che noi tanto temiamo, Ogm inclusi, non ci deve spaventare?
Le spighe di grano erano altre un metro e mezzo durante la Seconda Guerra Mondiale, adesso sono alte 80 cm. L’abbassamento delle spighe è il frutto di una serie di mutazioni operate in maniera casuale al solo fine di ottenere una specie di grano più produttiva. Per gli Ogm vengono prese le stesse misure di sicurezza che si adottano con i farmaci, mentre quel grano non è mai entrato in un trial di valutazione. Lì bastava migliorare la resa e il prodotto veniva immesso subito sul mercato senza bisogno di validazione.
NESSUNO HA PROVATO LA TOSSICITA’ DI MOLTI PRODOTTI
Quindi quello che mangiamo è potenzialmente tutto a rischio?
Nessuno ha mai provato la pericolosità, chessò, di una carota somministrandola ad animali da esperimento e valutando 500 parametri come si fa con gli Ogm. Se così si facesse con tutti gli alimenti oggi probabilmente non potremmo consumare fagioli e patate perché, se non vengono cotti, contengono tossine estremamente pericolose. A mia memoria il riso, protagonista di una delle interazioni individuate nella ricerca, non ha mai provocato stragi alimentari. Ma il kiwi, che citavamo prima, ne avrebbe potute provocare. Ci sono classi di popolazione che sono pesantemente allergiche al kiwi. La ricerca cinese è insomma interessante e importante, ma se dovessi individuare seri rischi per la salute comincerei da cose più semplici.
NON SIAMO ADATTI A MANGIARE TANTI CARBOIDRATI E TANTO ZUCCHERO
Per esempio?
Le nostre diete ci dimostrano che noi non siamo adatti a mangiare tanti carboidrati e tanto zucchero. La sovra-disponibilità di zuccheri e carboidrati sta di fatto causando l’epidemia di obesità a cui assistiamo. (fonte: Panorama.it)
*****
RISPOSTA
CONFERENZE ALLA BIOTECA UDINESE E ALLA ACCADEMIA DI UDINE
Il testo presentato a Udine, dal titolo “Salute a 360 gradi”, verrà ribadito ed arricchito opportunamente alla prossima conferenza di Spinea-Mestre dell’11/2, intitolata “Cibo per la vita” e a quella di Verbania del 15/2, intitolata “Alimentazione Naturale e Salute”, e ti ringrazio Maria per gli apprezzamenti.
LA SOPRAFFINA ARTE DEL MANIPOLARE IL SENSO DELLE COSE
D’accordissimo con te sull’importanza della ricerca cinese e sui gravi travisamenti della rivista Panorama, che è andata a pescare un ricercatore come il dr Roberto Defez. Pur non conoscendolo personalmente, trovo nel fondo delle sue parole alcune evidenti storture culturali che stridono e fanno a pugni con le sue indubbie qualità professionali di ricercatore del CNR.
DOSARE LA FALSITA’ NEI PUNTI GIUSTI
La cosa che più scandalizza e che più dà fastidio è proprio l’apparente affidabilità del ricercatore, il quale si guarda bene dallo sparare cavolate a raffica, ma mescola sapientemente alcune cose sensate ad altre che sono autentica immondizia culturale come e più di quella che caratterizza i depositi clandestini di Napoli e dintorni.
UN COMMENTO DEL PROFESSOR PERRINO CI VORREBBE
Vorrei coinvolgere in questo discorso il professor Pietro Perrino, docente di genetica e dirigente del CNR di Bari, per un suo commento a queste dichiarazioni del suo collega di Napoli, non per fare antipatici raffronti tra chi è meglio e chi è peggio, creando magari delle frizioni fini a se stesse, ma solo per il fatto che in tema di preparazione e di trasparenza mi fido al 100% di Perrino, persona ricca di umiltà, di apertura mentale e priva di arroganza scientifica, nonostante la sua posizione di alto grado nel settore.
NOTIZIA DI TIPO “A” TRASFORMATA IN NOTIZIA DI TIPO “B”
In ogni caso questo articolo è utile per capire come una notizia di tipo “A”, in questo caso una notizia particolarmente favorevole all’alimentazione naturale e vegana che, trasferendo i microRNA delle piante, apporta elementi positivi nei geni umani migliorandone la salute, venga abilmente travisata e manipolata al punto di diventare una notizia di tipo “B” e dalla valenza addirittura diametralmente opposta, per cui si va a difendere in conclusione il consumo indiscriminato di OGM e, implicitamente, il consumo di proteine animali, visto che, nella conclusione finale, Defez parla della sovra-disponibilità di zuccheri e carboidrati, e della non adattabilità degli esseri umani a una dieta basata su di essi.
NON GENERALIZZIAMO TROPPO SU CULTIVAR DI IERI E OGM ODIERNI
Il mio commento è molto semplice. Troppi fertilizzanti nei terreni impediscono alle piante di assorbire i minerali importanti tipo il selenio, il germanio, il ferro. Il Round Up della Monsanto, associato agli OGM della Monsanto, è responsabile di intensiva rovina del suolo agricolo. Stessa cosa per molti prodotti della Bayer. Pertanto andiamoci piano con l’equiparare i miglioramenti nei cultivar del passato, con tecniche genetiche immagino laboriose e intelligenti, ai bombardamenti con sostanze mutagene attualmente in uso nel cinico e venale mondo delle multinazionali.
HO GRANDE RISPETTO PER QUALSIASI PIANTA CAPACE DI CATTURARE ENERGIA SOLARE E DI RESTITUIRMELA IN POTENTE SUCCO ZUCCHERINO
Aggiungo poi, ed è mio parere personale, che non ho nessuna paura dei kiwi, dei nuovi frutti, e persino delle nuove cultivar sottoposte a modifiche del cacchio. Per quanto imbecille ed irresponsabile sia l’azione umana, le piante hanno capacità di adattamento e di assorbimento di quella magnifica sostanza che si chiama energia solare e che si trasforma in acqua biologica naturalmente zuccherina e mineral-vitaminizzata. In altri termini, persino la natura storpiata vale 1000 volte più del cinico, brutale e lugubre lascito dei macelli.
DA UN DIRIGENTE DEL CNR E’ LECITO ATTENDERSI CHIAREZZA
Chiunque può parlare a vanvera e dire le stronzate, ma da un dirigente numero uno del CNR è giusto aspettarsi un linguaggio chiaro e scientifico, anche di tipo contrario, ma non allusioni degne di un ambulante singalese analfabeta che vende bagigi e gazzosa all’angolo della via.
DI QUALI ZUCCHERI PARLIAMO? DI QUALI CARBOIDRATI PARLIAMO?
Ha ragione al 100% sulla sovra-disponibilità di zuccheri, ma se non specifica di quali zuccheri parla, la sua frase diventa immondizia. Ho nel blog tesine dai titoli e dai contenuti dettagliati, come “Zucchero-saccarosio, dolce droga assassina”, del 10/6/09, dove spiego che dai 10-20 milioni di tonnellate di consumo mondiale anni 50, siamo passati a 70 nel 1978, a 120 nel 1997, e a 140 nel 2007. Ma ho parlato solo e sempre di zucchero-saccarosio e non di zuccheri in generale coinvolgendo implicitamente quelli impeccabili e straordinari della frutta. Quando si criticano i carboidrati, si deve specificare quali. Naturali? Crudi? Cotti? Sintetizzati?
IMPLICITA DIFESA DEGLI OGM, DEI GRASSI, DELLE PROTEINE, E DELLE DIETE BASSO-CARBONICHE, CON CALCIO NEL SEDERE A PITAGORA E A LEONARDO
Defez poi, blaterando, non penso a casaccio ma con precisa e mirata intenzionalità, ha inserito il termine carboidrati non meglio identificati, scaricando sui carboidrati tutte le magagne umane, ed in particolare l’obesità. Di grassi e di proteine non ha fatto citazione ovviamente, come se quelle non fossero soggette a problemi. Pertanto il ragionamento e il messaggio che si evince dalla sua intervista è che valgono le diete low-carb a bassi carboidrati.
SE C’E’ UNA BUONA GRATIFICAZIONE CAPISCO TUTTO
Questo si chiama depistare e disinformare il pubblico. Speriamo almeno che quelli dell’Agroalimentare e della Dieta Mediterranea, della dieta Atkins e della dieta a Zona lo abbiano gratificato bene perché, se non fosse così dovrei anche dargli del coglione, scusi il termine. Cosa altro dovrei dire di uno che, da posizione di responsabilità scientifica pubblica, confonde e disinforma la gente, e lo fa a titolo gratuito, tanto per farlo? Coglione o irresponsabile, non troverei altri termini, in quel caso.
LA PUBBLICITA’ A PAGAMENTO NON MI DA’ TROPPO FASTIDIO
Mi sta bene sentire Gerri Scotti che esalta le qualità del grana, Paolo Bonolis che magnifica quelle del caffè e persino il grande Little Tony che magnifica certi farmaci anti-infarto chiamandoli “salva-vita”, ma almeno quelli sono pagati profumatamente per farlo.
DA UN RICERCATORE DEL CNR SI PRETENDE CHIAREZZA
Defez è padronissimo di avere le sue opinioni e di alimentarsi come gli pare e piace, con dieta iperproteica e a zona, oppure con dieta ipo-glicemica Montignac, a gruppi Sanguigni o a suon di delizie nostrane stile dieta Mediterranea, ma almeno lo esprima con chiarezza, senza quel linguaggio dico-non-dico degno dei peggiori Azzeccagarbugli.
I CARBOIDRATI SONO NIENTE ALTRO CHE LA BENZINA DEL NOSTRO MOTORE
E allora gli direi solo, con buona educazione e senza antipatici termini, che si riveda le sue convinzioni, visto che i carboidrati, naturali e non stracotti, altro non sono che l’unica vera benzina del motore umano, quella che permette di vivere al meglio, senza effetti collaterali, e il più a lungo possibile, sullo stile del giardiniere vegano di casa reale inglese Thomas Parr, 152 anni soltanto, per colpa di Carlo I° d’Inghilterra, re impotente e geloso delle orge sessuali che il suo giardiniere si permetteva alla tenera età di 150 anni.
LA BISTECCA BIO O NON BIO, HA SEMPRE DEPOTENZIATO E UCCISO L’UOMO
Quel Carlo che lo costrinse a mangiare bistecche per un mese intero, avvelenandolo di cadaverina, una sostanza che mai aveva assunto in vita sua, e che lo portò a morire come gli antenati del re, di putredine reale (così si chiamava allora il cancro, in onore ai reali, esclusivi e sistemici mangiatori della cacciagione e degli armenti).
Valdo Vaccaro
DUE CONFERENZE A UDINE ASSAI CONVINCENTI E CONDIVISIBILI
Ho partecipato alle sue conferenze ad Udine, ultima quella di Giovedì scorso. Condivido i suoi pensieri perché evidentemente il piano su cui lei parla va in parallelo e si incontra col mio piano di ricezione, e per questo mi ritengo fortunata.
ALLEGO UNA RICERCA CINESE A CONFERMA DELLE SUE POSIZIONI
Mi permetto di inviarle un articolo trovato su Greenplanet.net che mi pare molto interessante nella prima parte come conferma che l'uomo è ciò che mangia, (utile soprattutto per uditori difficili che desiderano sempre il parere della scienza), mentre non condivido le considerazione fatte da Defez nella seconda parte. La ringrazio del suo lavoro.
Martina Benetti da Sacile
*****
DOCUMENTO ALLEGATO (dalla rivista Panorama)
IL CIBO CI CAMBIA DENTRO
INTERAZIONE DEI NUCLEOTIDI MICRO-RNA NEI GENI UMANI
Da oggi la frase 'L’uomo è ciò che mangia' potrebbe arricchirsi di nuovi significati in seguito alla scoperta fatta da un gruppo di ricercatori cinesi e pubblicata sulla rivista Cell Biology. Chen-Yu Zhang e colleghi della Università di Nanjiing hanno verificato che i microRNA, piccole sequenze di nucleotidi, contenuti nelle piante si trasferiscono nell’organismo dell’uomo che le consuma e interagiscono con l’espressione dei suoi geni.
UN MICRO-RNA DEL RISO RIMUOVE IL COLESTEROLO LDL DAL SANGUE
Nel sangue di 21 volontari si è cercata la presenza di microRNA derivanti da specie vegetali come il riso, il frumento, le patate e il cavolo. I microRNA non solo si trovano nei campioni di sangue prelevati, ma dimostrano di poter anche modificare le funzioni cellulari dei soggetti testati. Questo è risultato evidente nel caso di un microRNA del riso che si lega ad alcuni recettori che controllano la rimozione del colesterolo LDL (quello cattivo) dal flusso sanguigno, inibendone l’attività.
INTERVISTA AL DR DEFEZ, PRIMO RICERCATORE ISTITUTO GENETICA-BIOFISICA DEL CNR DI NAPOLI
Anche se è sicuramente troppo presto per capire in che modo questa interazione in tutte le sue possibili declinazioni incida sulla salute dell’uomo, quello che è chiaro è che il cibo che mangiamo ha un effetto sui nostri geni. Panorama.it ha intervistato Roberto Defez, primo ricercatore presso l’Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr di Napoli. Dottor Defez, ci aiuti a capire la portata di questa scoperta.
INFLUENZA SULLA ESPRESSIVITA’ UMANA E’ UNA COSA, INFLUENZA SUI MECCANISMI CORPORALI E’ UN’ALTRA FACCENDA
La novità consiste nel fatto che il microRNA ha un effetto diretto sulla regolazione di geni umani, cioè incide sul loro comportamento. Quali sono le conseguenze ipotizzabili dell’interazione a livello genetico tra piante e uomo?
E’ troppo presto per capire quanto il passaggio dei microRNA possa essere funzionale e quanto e se dannoso. I ricercatori cinesi sostanzialmente dimostrano che questi microRNA si legano a proteine e geni umani e ne influenzano l’espressione. Quanto poi questo trovi una reazione nell’organismo, è aspetto diverso. Dallo studio emerge in pratica che aver mangiato riso per alcuni millenni ha indirizzato le popolazioni a un certo stile, un certo metabolismo, una certa caratteristica.
MIGLIORABILITA’ E PEGGIORABILITA’ GENETICA
Ma possono esserci anche influenze negative sul comportamento dei geni?
Si può interpretare la notizia in maniera allarmante o semplicemente dire che le abitudini alimentari di ogni popolazioni influiscono sulle modalità di regolazione di vari geni. Che cosa succede se mangiamo cose diverse rispetto agli alimenti che abbiamo sempre mangiato tradizionalmente?
I CAMBIAMENTI NELLA DIETA AVVENGONO SENZA CHE CE NE ACCORGIAMO
Non esiste il pedigree di quello che mangiamo. Tutto quello che noi italiani stiamo consumando in questo istante in stragrande maggioranza non viene dal bacino del Mediterraneo ma dall’America. Siamo ancora dei neofiti per quel che riguarda il consumo di patate, pomodori, peperoni, mais, soia, riso. Continuamente arrivano specie nuove. Abbiamo assistito allo sbarco dei kiwi in Italia, un frutto che non esisteva da noi fino a poco tempo fa e del quale adesso l’Italia è un grande produttore. I cambiamenti nella dieta avvengono continuamente.
STIAMO CONSUMANDO 2500 VARIETA’ VEGETALI MODIFICATE DALLA TECNOLOGIA OGM, E NON TENIAMO VECCHIE CULTIVAR
Se tutto quello che mangiamo influisce a un qualche livello sui nostri geni, anche gli organismi geneticamente modificati possono avere effetti simili?
Non ne sarei né sorpreso né terrorizzato perché, a partire dal grano duro della pasta che consumiamo, le modifiche genetiche subite dai cibi che consumiamo normalmente sono almeno quattro volte più abbondanti rispetto a quelli che chiamiamo Ogm. Sono specie vegetali bombardate da radiazioni mutagene che causano la modifica della regolazione di almeno 8.000 geni. Stiamo consumando in questo momento più di 2.500 varietà di prodotti vegetali modificati attraverso questa tecnologia. Uno stesso frutto rimane sugli scaffali dei supermercati per 7-8 anni, poi geneticamente cambia. Non è vero che teniamo cultivar vecchie di secoli, in realtà selezioniamo costantemente.
DOVREMMO DUNQUE ACCETTARE TUTTI GLI OGM?
Mi sta dicendo che il cambiamento che noi tanto temiamo, Ogm inclusi, non ci deve spaventare?
Le spighe di grano erano altre un metro e mezzo durante la Seconda Guerra Mondiale, adesso sono alte 80 cm. L’abbassamento delle spighe è il frutto di una serie di mutazioni operate in maniera casuale al solo fine di ottenere una specie di grano più produttiva. Per gli Ogm vengono prese le stesse misure di sicurezza che si adottano con i farmaci, mentre quel grano non è mai entrato in un trial di valutazione. Lì bastava migliorare la resa e il prodotto veniva immesso subito sul mercato senza bisogno di validazione.
NESSUNO HA PROVATO LA TOSSICITA’ DI MOLTI PRODOTTI
Quindi quello che mangiamo è potenzialmente tutto a rischio?
Nessuno ha mai provato la pericolosità, chessò, di una carota somministrandola ad animali da esperimento e valutando 500 parametri come si fa con gli Ogm. Se così si facesse con tutti gli alimenti oggi probabilmente non potremmo consumare fagioli e patate perché, se non vengono cotti, contengono tossine estremamente pericolose. A mia memoria il riso, protagonista di una delle interazioni individuate nella ricerca, non ha mai provocato stragi alimentari. Ma il kiwi, che citavamo prima, ne avrebbe potute provocare. Ci sono classi di popolazione che sono pesantemente allergiche al kiwi. La ricerca cinese è insomma interessante e importante, ma se dovessi individuare seri rischi per la salute comincerei da cose più semplici.
NON SIAMO ADATTI A MANGIARE TANTI CARBOIDRATI E TANTO ZUCCHERO
Per esempio?
Le nostre diete ci dimostrano che noi non siamo adatti a mangiare tanti carboidrati e tanto zucchero. La sovra-disponibilità di zuccheri e carboidrati sta di fatto causando l’epidemia di obesità a cui assistiamo. (fonte: Panorama.it)
*****
RISPOSTA
CONFERENZE ALLA BIOTECA UDINESE E ALLA ACCADEMIA DI UDINE
Il testo presentato a Udine, dal titolo “Salute a 360 gradi”, verrà ribadito ed arricchito opportunamente alla prossima conferenza di Spinea-Mestre dell’11/2, intitolata “Cibo per la vita” e a quella di Verbania del 15/2, intitolata “Alimentazione Naturale e Salute”, e ti ringrazio Maria per gli apprezzamenti.
LA SOPRAFFINA ARTE DEL MANIPOLARE IL SENSO DELLE COSE
D’accordissimo con te sull’importanza della ricerca cinese e sui gravi travisamenti della rivista Panorama, che è andata a pescare un ricercatore come il dr Roberto Defez. Pur non conoscendolo personalmente, trovo nel fondo delle sue parole alcune evidenti storture culturali che stridono e fanno a pugni con le sue indubbie qualità professionali di ricercatore del CNR.
DOSARE LA FALSITA’ NEI PUNTI GIUSTI
La cosa che più scandalizza e che più dà fastidio è proprio l’apparente affidabilità del ricercatore, il quale si guarda bene dallo sparare cavolate a raffica, ma mescola sapientemente alcune cose sensate ad altre che sono autentica immondizia culturale come e più di quella che caratterizza i depositi clandestini di Napoli e dintorni.
UN COMMENTO DEL PROFESSOR PERRINO CI VORREBBE
Vorrei coinvolgere in questo discorso il professor Pietro Perrino, docente di genetica e dirigente del CNR di Bari, per un suo commento a queste dichiarazioni del suo collega di Napoli, non per fare antipatici raffronti tra chi è meglio e chi è peggio, creando magari delle frizioni fini a se stesse, ma solo per il fatto che in tema di preparazione e di trasparenza mi fido al 100% di Perrino, persona ricca di umiltà, di apertura mentale e priva di arroganza scientifica, nonostante la sua posizione di alto grado nel settore.
NOTIZIA DI TIPO “A” TRASFORMATA IN NOTIZIA DI TIPO “B”
In ogni caso questo articolo è utile per capire come una notizia di tipo “A”, in questo caso una notizia particolarmente favorevole all’alimentazione naturale e vegana che, trasferendo i microRNA delle piante, apporta elementi positivi nei geni umani migliorandone la salute, venga abilmente travisata e manipolata al punto di diventare una notizia di tipo “B” e dalla valenza addirittura diametralmente opposta, per cui si va a difendere in conclusione il consumo indiscriminato di OGM e, implicitamente, il consumo di proteine animali, visto che, nella conclusione finale, Defez parla della sovra-disponibilità di zuccheri e carboidrati, e della non adattabilità degli esseri umani a una dieta basata su di essi.
NON GENERALIZZIAMO TROPPO SU CULTIVAR DI IERI E OGM ODIERNI
Il mio commento è molto semplice. Troppi fertilizzanti nei terreni impediscono alle piante di assorbire i minerali importanti tipo il selenio, il germanio, il ferro. Il Round Up della Monsanto, associato agli OGM della Monsanto, è responsabile di intensiva rovina del suolo agricolo. Stessa cosa per molti prodotti della Bayer. Pertanto andiamoci piano con l’equiparare i miglioramenti nei cultivar del passato, con tecniche genetiche immagino laboriose e intelligenti, ai bombardamenti con sostanze mutagene attualmente in uso nel cinico e venale mondo delle multinazionali.
HO GRANDE RISPETTO PER QUALSIASI PIANTA CAPACE DI CATTURARE ENERGIA SOLARE E DI RESTITUIRMELA IN POTENTE SUCCO ZUCCHERINO
Aggiungo poi, ed è mio parere personale, che non ho nessuna paura dei kiwi, dei nuovi frutti, e persino delle nuove cultivar sottoposte a modifiche del cacchio. Per quanto imbecille ed irresponsabile sia l’azione umana, le piante hanno capacità di adattamento e di assorbimento di quella magnifica sostanza che si chiama energia solare e che si trasforma in acqua biologica naturalmente zuccherina e mineral-vitaminizzata. In altri termini, persino la natura storpiata vale 1000 volte più del cinico, brutale e lugubre lascito dei macelli.
DA UN DIRIGENTE DEL CNR E’ LECITO ATTENDERSI CHIAREZZA
Chiunque può parlare a vanvera e dire le stronzate, ma da un dirigente numero uno del CNR è giusto aspettarsi un linguaggio chiaro e scientifico, anche di tipo contrario, ma non allusioni degne di un ambulante singalese analfabeta che vende bagigi e gazzosa all’angolo della via.
DI QUALI ZUCCHERI PARLIAMO? DI QUALI CARBOIDRATI PARLIAMO?
Ha ragione al 100% sulla sovra-disponibilità di zuccheri, ma se non specifica di quali zuccheri parla, la sua frase diventa immondizia. Ho nel blog tesine dai titoli e dai contenuti dettagliati, come “Zucchero-saccarosio, dolce droga assassina”, del 10/6/09, dove spiego che dai 10-20 milioni di tonnellate di consumo mondiale anni 50, siamo passati a 70 nel 1978, a 120 nel 1997, e a 140 nel 2007. Ma ho parlato solo e sempre di zucchero-saccarosio e non di zuccheri in generale coinvolgendo implicitamente quelli impeccabili e straordinari della frutta. Quando si criticano i carboidrati, si deve specificare quali. Naturali? Crudi? Cotti? Sintetizzati?
IMPLICITA DIFESA DEGLI OGM, DEI GRASSI, DELLE PROTEINE, E DELLE DIETE BASSO-CARBONICHE, CON CALCIO NEL SEDERE A PITAGORA E A LEONARDO
Defez poi, blaterando, non penso a casaccio ma con precisa e mirata intenzionalità, ha inserito il termine carboidrati non meglio identificati, scaricando sui carboidrati tutte le magagne umane, ed in particolare l’obesità. Di grassi e di proteine non ha fatto citazione ovviamente, come se quelle non fossero soggette a problemi. Pertanto il ragionamento e il messaggio che si evince dalla sua intervista è che valgono le diete low-carb a bassi carboidrati.
SE C’E’ UNA BUONA GRATIFICAZIONE CAPISCO TUTTO
Questo si chiama depistare e disinformare il pubblico. Speriamo almeno che quelli dell’Agroalimentare e della Dieta Mediterranea, della dieta Atkins e della dieta a Zona lo abbiano gratificato bene perché, se non fosse così dovrei anche dargli del coglione, scusi il termine. Cosa altro dovrei dire di uno che, da posizione di responsabilità scientifica pubblica, confonde e disinforma la gente, e lo fa a titolo gratuito, tanto per farlo? Coglione o irresponsabile, non troverei altri termini, in quel caso.
LA PUBBLICITA’ A PAGAMENTO NON MI DA’ TROPPO FASTIDIO
Mi sta bene sentire Gerri Scotti che esalta le qualità del grana, Paolo Bonolis che magnifica quelle del caffè e persino il grande Little Tony che magnifica certi farmaci anti-infarto chiamandoli “salva-vita”, ma almeno quelli sono pagati profumatamente per farlo.
DA UN RICERCATORE DEL CNR SI PRETENDE CHIAREZZA
Defez è padronissimo di avere le sue opinioni e di alimentarsi come gli pare e piace, con dieta iperproteica e a zona, oppure con dieta ipo-glicemica Montignac, a gruppi Sanguigni o a suon di delizie nostrane stile dieta Mediterranea, ma almeno lo esprima con chiarezza, senza quel linguaggio dico-non-dico degno dei peggiori Azzeccagarbugli.
I CARBOIDRATI SONO NIENTE ALTRO CHE LA BENZINA DEL NOSTRO MOTORE
E allora gli direi solo, con buona educazione e senza antipatici termini, che si riveda le sue convinzioni, visto che i carboidrati, naturali e non stracotti, altro non sono che l’unica vera benzina del motore umano, quella che permette di vivere al meglio, senza effetti collaterali, e il più a lungo possibile, sullo stile del giardiniere vegano di casa reale inglese Thomas Parr, 152 anni soltanto, per colpa di Carlo I° d’Inghilterra, re impotente e geloso delle orge sessuali che il suo giardiniere si permetteva alla tenera età di 150 anni.
LA BISTECCA BIO O NON BIO, HA SEMPRE DEPOTENZIATO E UCCISO L’UOMO
Quel Carlo che lo costrinse a mangiare bistecche per un mese intero, avvelenandolo di cadaverina, una sostanza che mai aveva assunto in vita sua, e che lo portò a morire come gli antenati del re, di putredine reale (così si chiamava allora il cancro, in onore ai reali, esclusivi e sistemici mangiatori della cacciagione e degli armenti).
Valdo Vaccaro
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)




2 commenti:
C'è anche da aggiungere che i carboidrati derivanti da farine raffinate hanno un valore nutrizionale bassissimo,percui le cellule rimangono costantemente affamate e di conseguenza si finisce per mangiare maggiori quantità di pasta,pane,dolci...,intasando le funzioni fisiologiche e ingrassando.E' la società del consumismo questa!Com'è che il sedicente esperto non l'ha detto?Ovvio,lui è uno dei tanti che tira acqua al mulino delle multinazionali e delle case farmaceutiche...
Mai lette così tante boiate in una singola pagina.. Si faccia una cultura per dio.. le nostre cellule sono piene di RNAsi.. Il capping e la struttura del poliA non sono le stesse tra eucarioti animali e vegetali. Pertanto RNA esogeno viene degradato anche dalle mani se tocchiamo un campione. Ci sarà un motivo se in laboratorio usiamo plastiche RNAsi free negli esperimenti di complementazione.. E' una vergogna.
Posta un commento