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mercoledì 4 gennaio 2012

IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI

LETTERA

UN TENTATIVO DI IMMAGINARE IL FUTURO

Carissimo Valdo, ho già avuto modo di scriverti ben due volte ottenendo da te risposte chiare e dettagliate. Quanto ti sto scrivendo adesso non è l'ennesima richiesta di aiuto che ricevi ogni giorno da chi ti segue. Si tratta piuttosto di una riflessione, di una domanda che più volte rimbalza nella mia mente e alla quale non so trovare una precisa risposta. Non so immaginare, oppure non intendo immaginare.

I GIOVANI DI UNA VOLTA E QUELLI DI OGGI

Riguarda l'umanità in generale, e nello specifico la civiltà occidentale, con le sue abitudini, il suo modo di vivere, le sue tradizioni. Premessa: i giovani di una volta, gli anziani di adesso, avevano,ai loro tempi, un modo di alimentarsi modesto, semplice, un po’ per i tempi che correvano (guerre, carestie), un po’ perché il cibo non era industrializzato come adesso, ed era quindi facile mangiare sano e genuino.

COME SARANNO GLI ANZIANI DI DOMANI?

Nonostante questo tanti di loro sono arrivati alla tarda età con vari acciacchi, con tanti problemi, tanti hanno avuto degli ictus, altri gli infarti ad altri ancora è venuto l'Alzheimer e cosi via. Allora vengo al nocciolo della questione. Come saranno gli anziani di domani, in termini di salute, considerando le abitudini di oggi? La stragrande maggioranza si ingozza di tutto quello che gli capita tra le mani.

TUTTI A FARE LA FILA PER LE PORCATE DA SUPERMERCATO

Ogni giorno sembra un Natale, viste le quantità di cibo che mandano giù. E poi che cibo! Anzi chiamarlo cibo è un’offesa per il cibo. Quello vero intendo. Carne, affettati, latticini, dolci, biscotti, bibite, alcoolici, caffè, stimolanti vari, e chi più ne ha più ne metta. Ogni giorno l'industria inventa un prodotto nuovo, o meglio una porcata nuova. E tutti a far la fila al supermercato.

E' UNA SITUAZIONE REVERSIBILE O SIAMO TUTTI DESTINATI AL LAZZARETTO ONCOLOGICO

Tutto questo processo se non verrà arrestato in tempo, quali effetti provocherà in termini di salute? Ci sarà anche la crisi in questo momento, i soldi dicono tutti che sono finiti,ma per comprarsi certa roba non mancano mai. Che futuro ci dobbiamo aspettare? Credi che tale situazione sia reversibile oppure vi è la quasi certezza che l'uomo è destinato a una vita fatta di malattie, di ricoveri ospedalieri, di chirurgia, di trapianti, e infine a morte in sofferenza?

CI SARA' QUALCUNO CHE SI STRAPPA LA BENDA, SI EMANCIPA ED APRE GLI OCCHI?

Questa civiltà "obesa di benessere" riuscirà in tempo prima che sia troppo tardi ad aprire gli occhi e quindi a venirne fuori? Capisco la quantità di mail che ricevi ogni giorno. Capisco che rispondere a tutti è praticamente impossibile. Capisco anche che hai molte altre cose da fare, impegni, famiglia ed altro. Non mi interessa quindi che mi rispondi, lo capisco. Se lo farai mi farà comunque molto piacere, te ne sarò molto grato.
Un caro saluto.
Giampiero

*****

RISPOSTA

UN VIVERE IN STATO DI DOPING E DI AGITAZIONE

Ciao Giampiero, la tua mail non richiede grandi commenti.
Contiene interrogativi che ognuno di noi si fa giornalmente. La gente non respira, non si nutre, non prende il sole, non si esercita fisicamente, non si esercita mentalmente e spiritualmente, non riposa, non dorme,non si rilassa. La gente odierna, volente o nolente, è costretta a vivere in uno stato di doping e di agitazione continua.
Nessuno vuole fare previsioni catastrofiche che potrebbero apparire come uccellate del malaugurio.
Ma, onestamente parlando, se la situazione non cambia radicalmente e al più presto possibile, il domani dell'umanità è carico di indicibili sofferenze.

L'AMICO BEPO E LA RIDANCIANA GOLIARDIA

Mi viene in testa il compianto amico Bepo dal Parco, personaggio straordinario e indimenticato di Tavagnacco, di cui ho parlato in "La ridanciana goliardia tavagnacchese" dell'8/5/09, una tesina dal tono burlesco ed irriverente, che ripropongo e ripubblico tentando di stemperare il clima deludente, e di portare uno sprazzo di allegra saggezza in mezzo alle lugubri manfrine che ci circondano.

UNA BARA CON DIECI ANNI DI ANTICIPO

Non era assolutamente avaro. Tutt'altro. Lo distinguevano semmai apertura mentale e generosità. Ma l'economia e la contabilità venivano davanti a ogni cosa. Nulla al mondo andava sprecato.
Lui amava fare le previsioni e le pianificazioni. Aveva comperato la sua bara con 10 anni di anticipo sui tempi.

CERTE OCCASIONI NON VANNO PERSE

Anche perché gli avevano fatto uno sconto speciale, se decideva su due piedi per l'acquisto. Era un'occasione irripetibile. Non ci pensò due volte e se la portò a casa, sistemandola in camera da letto, tra le comprensibili rimostranze della moglie. Una delle sue ginnastiche preferite, era quella di provare il feretro dal vivo, collocandovisi e standoci dentro per almeno una mezzoretta alla settimana. Un modo come un altro per abituarsi, per allenarsi al domani.

TUTTI CON LUI E NESSUNO DIETRO IL BANCO

Ci teneva da matti al suo ristorante e, sul punto di morte, con moglie e tre figli presenti al suo capezzale, aveva gli occhi chiusi, ma parlava con un filo di voce. Dul'à ise Lègre (la moglie)? O soi ka Bepo! Dul'à isal Pieri (primo figlio)? O soi ki, papà! E Marialuisa (seconda figlia)? Ti stòi tignent le man, papi! E Scjèfen (terzo figlio), dulà ìsal finìt? Ma pa', o soi ki ancje iò!
E alòre, io boe, cuìsal daùr dal banc e daùr de casse? (Se state tutti qui a rompere, chi provvede ai clienti e alla cassa, dietro il bancone del bar?)

UNO STILE QUASI SALUBRE DI MORIRE

Non dico che fosse un andarsene allegro e divertente. Tutti vorremmo rinviare all'infinito la nostra dipartita, non fosse che per le incognite che ci aspettano e per la nostra crescente ed inguaribile ignoranza sui fatti dell'al di là.
Però indicava un certo modo di lasciare il mondo, e un minimo di confortante senso dell'umorismo, uno stile quasi salubre di morire.

UNA CRESCENTE STRAGE AL RITMO DI UNO SU DUE

Per questi giovani che si ingozzano di hamburger, di pollo e di coca-cola, e che continuano la danza a suon di merendine, caffè ed integratori, c'è ben poco da sperare.
Non solo in termini di precaria longevità, ma pure in termini di sofferenze finali.
I segni già si vedono. Stiamo andando verso l'uno su due. Non si tratta di una formula promozionale da supermarket. Uno su due, intendendo un cancro su due, un infarto su due. Le malattie killer che stanno facendo una crescente strage nei paesi dell'Occidente.

DIABETE E DIALISI NON SONO NECESSARIAMENTE MIGLIORI

Per chi non muore in quel modo ci sono altre modalità non necessariamente migliori, dato che diabete e dialisi renale non divertono nessuno.
Prevedo dunque una standardizzazione di nuovi metodi basati sull'eutanasia anticipata.
Come già succede con le operazioni di asportazione preventiva del seno (intendo seno sano e non carico di noduli). si provvederà a operazioni di stop alla vita, ad evitare guai peggiori e insopportabili sofferenze.

NON CI DIAMO FACILMENTE PER VINTI

Non sono pessimista fino a quel punto.
Non penso affatto che la mela umana sia guasta fino a quel punto.
L'idiozia, l'irresponsabilità, il cinismo, la venalità, l'ipocrisia, sono fenomeni molto diffusi.
Ma non manca la gente che si ribella a tutto questo.
Ogni macello demolito con la ragione e cancellato dalla crosta terrestre è una grande conquista.
Ogni multinazionale sbugiardata e denudata è una breccia di ossigeno e di libertà.
Ogni truce manovra bancaria a danno del popolo, spiegata ed evidenziata, è strumento di contropotere.

SMASCHERIAMO I MISTIFICATORI DI TUTTE LE RISME

Non manca la parte sana che raccoglie i cocci e li ricompone pazientemente.
Non manca la gente che smaschera i mistificatori di tutte le risme.
Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare qualcosa in tale direzione.

Valdo Vaccaro

1 commenti:

Cinzia ha detto...

Caro Valdo molto bella la tua risposta a Giampiero e in parte hai risposto a molte domande che mi pongo ogni giorno anche io, certo è che quello che chiamiamo comunemente benessere e sviluppo economico finirà per essere la nostra tomba!
per chi viene al mondo oggi che cosa resterà?
mi domando quale acqua e quale aria, quale sole, quale verde...ci siamo rubati il futuro dei figli.
cinzia

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