LETTERA
HO DISPERATAMENTE BISOGNO DEL SUO AUTO
Dr. Vaccaro, Sono sull'orlo di una crisi di nervi oltre che della dialisi. La prego mi aiuti, mi dica
come contattarla e mi renda una delle persone che ha aiutato. Una delle tante persone che,
finalmente, col suo metodo di alimentazione crudista e con lo stop ai veleni, hanno debellato
lo spettro della medicina commerciale e predatoria.
NESSUNA COLLABORAZIONE DA PARTE DEI MEDICI
I medici di oggi paiono pensare solo al guadagno che l'insufficienza reale e la dialisi portano.
Prestano scarsissima attenzione alle indicibili sofferenze dei pazienti. In attesa di una sua risposta
le auguro un buon fine agosto, e la saluto cordialmente.
Albino Console, Coordinatore P. S. A. San Giovanni di Dio
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RISPOSTA
BUTTIAMO UN PO’ D’ACQUA SUL FUOCO
Ciao Albino, messaggi pressappoco dello stesso tenore, ne sto ricevendo molti, direi troppi, e
cercherò di dare risposta in tempo debito. Comprendo benissimo l'insoddisfazione e la
tensione che circolano tra la gente sull'argomento “medicina”. Mi state però trasformando in
una specie di cassa di risonanza delle magagne mediche vere o fasulle, reali o presunte, in una
specie di raccoglitore dell’ira popolare contro l’apparato sanitario. Questo non fa parte dei miei
progetti, e ancor meno delle mie possibilità organizzative, non essendo sorretto da un sindacato o
da un partito politico esistente o in via di formazione, e non cercando nemmeno tali sbocchi.
EVITIAMO DI FARE D’OGNI ERBA UN FASCIO
Rimango nel settore della libera informazione, finchè un barlume di libertà e di tolleranza sussiste
nel paese e mi concede di esprimermi oltre che di esistere. Critiche puntuali a chi sbaglia sì, ma
evitando di fare di ogni erba un fascio. Esistono migliaia di medici che, pur beneficiando della loro
logica quota di benessere economico, fanno compiutamente e al meglio il loro dovere. Questo va
ricordato. Il medico di oggi è come un militare che viene inserito in determinati meccanismi, senza
alcuna possibilità di crearsi degli spazi per migliorarli o eventualmente scardinarli.
PROTOCOLLI E DIRETTIVE MINISTERIALI
Chi fa un passetto fuori dai binari viene radiato dall'Ordine e dalla Corporazione di appartenenza,
e si ritrova col culo a terra. Ed è per questo che viene data cieca e burocratica priorità ai protocolli
e alle direttive ministeriali, con scarsa attenzione alle esigenze e alle sofferenze dei malati.
I sentimenti verso il dolore e verso le pene, che nei nosocomi sono ovviamente all'ordine del
giorno, vanno rimossi, altrimenti gli stessi medici finirebbero al pronto soccorso, preda della
schizofrenia ospedaliera. Nessuno si azzarda a sviare di un millimetro dagli schemi, risciando di
suo.
CINISMO COME MASCHERA PROTETTIVA
Un buon medico è necessariamente un medico che ascolta in modo curioso, amichevole,
possibilmente scherzoso e sdrammatizzante, e che anche dialoga, ma che rimane tutto sommato
freddo, spietato e cinico, anche per una forma di auto-difesa dalle emozioni e dai sentimenti di
commiserazione. Te lo immagini un medico che si mette a piangere e singhiozzare di fronte ad
ogni nuovo caso drammatico in arrivo. Alla fine della giornata, finirebbe per essere ricoverato pure
lui.
MILITARIZZAZIONE DELLA MEDICINA
Non dimentichiamo che sotto la scorza dura e spietata, c’è sempre una persona umana che
vede, pensa, ragiona, gioisce e soffre. Vero è che il medico odierno si ritrova con sempre minori
spazi di autonomia, di libertà ideologica e terapeutica. Si ritrova più che mai inquadrato e
spersonalizzato, costretto a seguire le direttive sanitarie senza poter fare obiezioni di sorta. Più
militare che medico.
I MEDICI DI IERI ERANO POCHI MA BUONI
Nel fare queste considerazioni, non mi riferisco necessariamente ai medici pionieri, igienisti e
benefattori dell’Ottocento, stile Isaac Jennings, Sylvester Graham e John Tilden, ma anche ai
medici vecchio stampo di 30 anni fa, capaci di indagare per mezz’ora e di più sulle abitudini
alimentari e sugli stili di vita di ogni cliente, prima di prescrivergli qualcosa, o di invitarlo a
mangiare più verdure e meno bistecche.
TROPPI MEDICI DA QUESTE PARTI
“Masse mièdes” (Troppi medici!), diceva mio nonno Marchin negli anni ’50, quando per il paese
di Tavagnacco passava in Fiat Cinquecento il dr Aldo Pagnucco, che teneva ambulatorio a Feletto
Umberto, e faceva il suo giro di visite per le famiglie, instaurando il nuovo metodo di
reclutamento pazienti che già dava disturbo alla gente, nonostante si trattasse di un medico
simpatico, gioviale e preparato. Nonostante venisse soltanto una volta la settimana, e fosse in
realtà l’unico medico all’orizzonte, a parte i supermedici dr Tomadoni e dr Rossitti, ormai anziani
ed inoffensivi nei loro ambulatori di Feletto, località a ridosso dell’Ospedale di Udine.
ROMA ANTICA HA INSEGNATO QUALCOSA
Nel Dna dei nostri vecchi albergava ancora lo spirito anti-sanitario di quell’Antica Roma che fu
capace di sopravvivere sana e senza ombra di medico (severissimo divieto legale di praticare
medicina per 700 anni di seguito), e col supporto dei cavoli, dei carciofi e dei finocchi, come
panacea generale, e con l’aggiunta delle bietole rosse, dei ravanelli e dei lupini, come alimenti
afrodisiaci, a sostegno del Panem et Circenses.
DIECI COLPE GRAVISSIME DELLA MEDICINA
Abbiamo invece tutte le buone ragioni per enumerare, senza imbarazzo e senza peli sulla lingua, le
10 grandi ed imperdonabili colpe della medicina:
1) Inguaribile vetero-pasteurismo e demonizzazione imbarazzante di batteri (soci viventi), virus (polvere cellulare morta), e funghi (eliminatori di humus e di escrementi batterico-parassitari).
2) Collusione con Big Pharma e con le multinazionali del farmaco, del vaccino e dell’integratore.
3) Collusione con le multinazionali dei macelli, dei cibi proteici, dei cibi concentrati, arricchiti,
sintetizzati.
4) Proteinomania viscerale a tutti i livelli, sia per i sani che per i malati (vedi brodaglie
ospedaliere).
5) Curomania sperticata e rivolta immancabilmente al sintomo, lasciando la causa inalterata al suo
posto.
6) Grave coinvolgimento coi più vergognosi brogli mai commessi nella storia dell’umanità, tipo la
beffa Aids-Hiv, le false epidemie aviarie e suine, la farsa del Papilloma Virus (Aids femminile) e
la farsa del virus mani-piedi (Aids infantile).
7) Totale assenza di sensibilità e di etica nei riguardi degli animali, della sperimentazione e della
vivisezione.
8) Arroganza e presunzione nel volersi sostituire alla Natura Sovrana Medicatrice di tutti i mali,
abusandone il ruolo e scaricando su di essa gran parte delle patologia (vedi malattie autoimmuni), glissando e schivando le proprie gravissime responsabilità (vedi malattie chiamate
eufemisticamente iatrogene, anzichè medico-causate, che è la stessa cosa, ma assai più chiara da
capire).
9) Continua ricerca dell’intervento plateale, spettacolare, avveniristico, trapiantistico,
staminalistico, rivolti al trionfo della tecnica medica, all’accanimento terapeutico, e mai intesi a
reale vantaggio del paziente, o ad evitare i drammi che stanno dietro l’orribile commercio di
organi umani ed animali.
10) Sistematico accantonamento e boicottaggio dei migliori medici e scienziati di ieri e di oggi, partendo da Ippocrate e arrivando ad Antoine Béchamp, ad Arnold Ehret, a Max Bircher-Benner, ad Oliver Wendell-Holmes, a Max Pettenkofer, a Herbert Shelton, a Max Gerson, a Paul Kauchakoff, ad André Simoneton.
VENIAMO DUNQUE AI TUOI PROBLEMI PERSONALI
Dopo questo lungo e spero non troppo stucchevole discorso sui medici, parliamo in concreto della
cosa più importante ed urgente che è la tua salute personale, il tuo sentirti sull’orlo della crisi di
nervi e alla disperante vigilia della dialisi.
STIAMO SULLA DIETA VITALE E ACQUOSA
Premesso che sul mio blog ci sono almeno una quarantina di articoli sull’insufficienza renale, sulla
dialisi, sui trapianti, sulla creatinina alta e sulle guarigioni del settore, ribadisco che per risolvere
positivamente ogni problema servono meno visite stressanti a verificare questo e quel valore, e più
dieta vitale o vegan-crudista.
ANGURIA E MELONI AL POSTO DI SOPPRESSE E SALUMI
Anguria fin quando ce n’è, cantine piene di meloni gialli e di cavoli, e non di orribili cadaveri
appesi al soffitto e chiamati salumi. Centrifugati di carote, pizzico di peperoncino, sedani e semi di
anguria o di zucca anche in mescola col succo di carote, manciate di malva, di piantaggine, di
acetosa, di equiseto, di parietaria, di tarassaco, crescione, bietola rossa (radici e foglie), rape,
sedano, cavolo, ravanello, rucola, acetosa, bardana e ortiche. Bacche e more di ogni tipo, mirtilli,
melograni, uva, masticandone i semi. Menta, salvia, borragine, pungitopo cardo santo, camomilla,
peduncoli di ciliegia, e fiori di sambuco, sono tutte risorse da potersi utilizzare a completamento,
con tisane e bevande varie.
STARE ALLA LARGA DAGLI IRRITANTI RENALI
Ricordiamoci però di evitare gli irritanti del rene che sono tutte le carni, tutti i salumi, tutti i
formaggi specie se stagionati e cotti, tutte le droghe e le spezie (ad esclusione del peperoncino),
tutte le brodaglie casalinghe ed ospedaliere, tutte le bevande proibite come caffè, the, cole, redbull,
bibite, succhi di frutta confezionati, vino, birra e liquori, fagioli e lenticchie (preferire i germogli e
i lupini).
LA MALVA COME PIANTA VINCENTE
La migliore pianta che c’è, creata quasi apposta per i nefritici rimane però la malva, foglie, fiori ed
anche la radice. Un litro di tisana di malva al giorno e ogni nefrite, ogni mal della pietra, ogni
Bright disease cominciano a migliorare. Famoso il caso segnalato dal naturopata americano Stan
Malstrom, dove un giovane venne portato a braccia presso l'apparecchiatura dialitica, tanto malmesso
era.
RECUPERO FUNZIONALITA’ RENALE IN 3 MESI
Si mise a dieta rigorosa, usando la formula del litro al giorno di the alla malva. Poi fece anche
alcuni gorni di digiuno a solo melone, alternato a succhi vari (carota, ecc), abbinando esercizio
fisico ed esposizione solare giornaliera. Dopo 3 mesi tornò dai medici che lo avevano dato per
spacciato, sbalordendoli tutti. Aveva recuperato la funzionalità renale al 75%.
DIVERSE SCELTE A DISPOSIZIONE
Anche una dieta frutto-vegana, assai simile alla dieta vitale standard, e basata su arance al
risveglio, su mele, pere, more, albicocche, pesche, nettarine, susine, mirtilli in abbondanza (0,5-2
kg al giorno), nel corso della giornata, del succo di sedano e di sedano-rapa (40-120 grammi al
giorno), e magari un passato di verdure e di patate, rappresenta un’ottima scelta.
UN CIBO COMPLETO E UNIVERSALE, PER GRANDI E PICCINI, PER SANI E MENO
SANI
Se uno vuole poi semplificare, e puntare dritto alla massima salute, con un cibo super-digeribile,
energetico per nervi e muscoli, rimineralizzante, normalizzatore del sangue per eccellenza,
eliminatore dell’cido urico, regolatore di pressione, antianemico, panacea per fegato, milza,
pancreas, reni, derma e intestino, c’è la cura dell’uva, 1-2 kg al giorno, masticandone i semi, senza
bisogno di alcuna pastiglia integratrice.
SUCCO D’UVA CAVALLO DI BATTAGLIA
Al sangue di maiale, e all’eparina secca che fluidifica il sangue ma causa pesanti effetti perversi,
noi contrapponiamo il succo d’uva e l’uvetta secca, ottimi per il sistema renale. Succo d’uva
significa latte vegetale con oltre 900 calorie per 1 kg di uva, evitando nel contempo di
introdurre nel’organismo il cibo più fetente ed insidioso che ci sia, ovvero le proteine animali in
tutte le loro forme evidenti e nascoste. E che a nessuno venga la voglia di mescolare al succo
d’uva un eicosanoide zonista o una demenziale pasticca di B12, altrimenti dovrò augurargli
scherzosamente ma non troppo: “Peste lo colga”.
Valdo Vaccaro