LETTERA
HAI CREATO UN ENNESIMO CASO CRITICO
Grandissimo Valdo, non finirò mai abbastanza di ringraziarti per avermi acceso la luce mentre annaspavo nel buio. Leggendo le tue tesine devo dire di essere “cresciuto” ancora in fatto di consapevolezza, di attenzione alla salute, di interesse verso il tema dell’alimentazione, a me fino a qualche anno fa completamente sconosciuto. In poche parole, mi accodo a tutti gli altri ringraziamenti che ricevi dicendoti “grazie di avere migliorato il mio benessere”. E sii conscio di aver creato un altro disadattato alimentare.
GENESI E CRESCITA DI UN DISADATTATO
Le società dei miei amici e dei miei colleghi sono formate entrambe da persone gaudenti, da goderecci festaioli che fanno a gara a chi e dove mangia meglio (ossia gustoso e abbondante). Si sentono appagati (secondo i loro parametri carnivori) e in un qualche modo superiori, ritenendo me e le persone come me (non carnivore) gente infelice e triste (perché loro “vivono la vita e bruciano tutto”). Non sai quanta diffidenza, sufficienza, senso di superiorità incontro quando mi trovo a discutere di alimentazione con questi “carnivori”. Uno contro tutti. La loro scala è il gusto, la mia la salute. E il bello è che sono sempre loro che attaccano me in quanto “diverso” e mai il contrario. E quindi hai ragione quando dici “I consumatori di cadaveri, in linea generale, guardano al vegetariano e al vegano come a un deficiente, non solo mentale, ma anche rispetto ai loro rassicuranti e dogmatici valori, e quanto importante sia avere mentalità aperta, flessibile, curiosa e mai dogmatica. Un buon vegano non dà mai del deficiente alla controparte, ma lo considera semplicemente insensibile, crudele, autolesionista e degenerato.” (dalla tesina ASSECONDARE LA VELOCITA' METABOLICO-CELLULARE, ALTRO CHE B12).
Le società dei miei amici e dei miei colleghi sono formate entrambe da persone gaudenti, da goderecci festaioli che fanno a gara a chi e dove mangia meglio (ossia gustoso e abbondante). Si sentono appagati (secondo i loro parametri carnivori) e in un qualche modo superiori, ritenendo me e le persone come me (non carnivore) gente infelice e triste (perché loro “vivono la vita e bruciano tutto”). Non sai quanta diffidenza, sufficienza, senso di superiorità incontro quando mi trovo a discutere di alimentazione con questi “carnivori”. Uno contro tutti. La loro scala è il gusto, la mia la salute. E il bello è che sono sempre loro che attaccano me in quanto “diverso” e mai il contrario. E quindi hai ragione quando dici “I consumatori di cadaveri, in linea generale, guardano al vegetariano e al vegano come a un deficiente, non solo mentale, ma anche rispetto ai loro rassicuranti e dogmatici valori, e quanto importante sia avere mentalità aperta, flessibile, curiosa e mai dogmatica. Un buon vegano non dà mai del deficiente alla controparte, ma lo considera semplicemente insensibile, crudele, autolesionista e degenerato.” (dalla tesina ASSECONDARE LA VELOCITA' METABOLICO-CELLULARE, ALTRO CHE B12).
GIOCANO A “CHI MANGIA DI PIÙ, VINCE”
Ed eccoli, i colleghi, ogni lunedì mattina giù a sciorinare l’elenco delle portate divorate nel weekend, in disprezzo della minime regole di combinazione dei cibi, facendo a gara a chi si è ingozzato di più, per dimostrarmi come fare a godersi la vita. Gli amici, invece, ogni volta a far domande sul perché non addento una bistecca con loro invece di incontrarli dopo la mia cena vegana. Io li guardo e vedo coetanei che dimostrano un decennio di più, notti insonni, ventri dilatati con adipe abbondante, carie copiose e denti spezzati, sete permanente a causa di cibi salati, acciacchi vari, sigarette in mano sempre accese e tanto alcool e caffè per gradire. Io che se mi sento la tachicardia mattutina sfioro i 55 battiti al minuto, io che “voglio morire sano”.
SI PUÒ SEMPRE MIGLIORARE
Mi piacerebbe molto affiggere le tue tesine sulla porta del mio ufficio, come fece Lutero qualche secolo fa sull’uscio della chiesa di Wittenberg, a monito dei gaudenti. In questo clima da rivoluzione protestante, ti posso dire che argomento le discussioni molto più efficacemente di loro, che non hanno una benché minima preparazione o, peggio ancora, nessuna curiosità di documentarsi. Ciò mi spinge ad indagare sempre più, per contro-argomentare e a sperimentare. E così, leggendo e curiosando qua e là, ho accumulato tanti piccoli dubbi non degni da soli di giustificare un messaggio ed una tesina. Ecco perché te li mando tutti assieme, sperando che possano aiutare anche gli altri lettori del blog. Io prendo più spunti possibili dalle argomentazioni che altri ti sottopongono e spero quindi di restituire loro queste cortesia attraverso questa sfilza di domande.
A. GERMOGLIATORE, QUESTO SCONOSCIUTO
Ho letto talvolta nei tuoi suggerimenti di prendere germogli di alfa alfa, ma non ricordo di tesine specifiche sulla gestione casalinga dei germogli. Da buon vegan aspirante crudista mi sono interessato sul web e sono riuscito ad allestire un fantastico germogliatore fai da te (nuovo costa tra i 20 ed i 30€!) con le vaschette del supermercato. Ho cominciato con il crescione, con il chia, con il girasole e con l’alfa alfa. Domanda 1: Secondo te, quali tipi di germoglio, tra tutti, sono più efficaci dal punto di vista del ripristino/miglioramento delle funzionalità di pancreas e fegato? Domanda 2: E quelli più efficaci a livello di pulizia dell’intestino, colon in particolare? Ho letto sul libro dedicato che la cura Gerson rifiuta i germogli a causa della L-canavanina, un immuno-depressore. Sembra che le loro esperienze diano l’evidenza di una progressione dei tumori per i pazienti che assumevano tali cibi durante il periodo di cura. Domanda 3: Tale effetto è da considerarsi solo alla luce di un sistema immunitario debilitato o dobbiamo guardarci da un’assunzione troppo frequente dei semini germinati?
B. CEREALI E LEGUMI GIOCANO IN LEGA PRO
Le ricette relative a cereali e legumi paiono essere relegati puntualmente nelle ultime pagine dei manuali di cucina, quasi che il loro consumo sia riservato a gusti di serie C. Mi sono dedicato alla “scoperta” di queste alternative diversi anni fa, non solo a seguito della solita domanda carnivora “ma da dove prendi le proteine?”, ma anche per cercare di variare l’alimentazione il più possibile. Come dici tu in ALIMENTAZIONE NATURALE, se infatti si prendono le tabelle dei principi nutritivi, le proteine sono presenti ovunque, in ogni tipo di cibo, lasciando indietro se non ricordo male solo qualche tipo di frutta. La mia dispensa comprende tutti i tipi di cereali e legumi, e ne faccio settimanalmente zuppe di tutti i tipi. Domanda 4: potresti stilare una “classifica” di quelli più “prestazionali” , evidenziando anche quelli che magari dovremmo limitare nel consumo? Domanda 5: E quali sono le combinazioni alimentari per questo tipo di cibi tra loro (alla luce della tua recente tesina GUIDA ALLA GIUSTA COMBINAZIONE DEI CIBI), nel senso di incremento/decremento vicendevole dell’apporto di nutrienti?
C. BRENDAN BRAZIER, L’ATLETA DI FERRO
Nella mia lista personale di idoli sportivi Brendan Brazier ricopre senza dubbio il primo posto (http://www.brendanbrazier.com), e senza rivali. Per chi non lo conoscesse, è un ironman vegano canadese, professionista, campione e plurimedagliato, e non ha nulla da invidiare alla lunga lista di nomi che soventemente elenchi a sostegno delle prestazioni sportive "cruelty free". Ho letto il suo libro “Thrive: The Vegan Nutrition Guide to Optimal Performance in Sports and Life” e confermo ciò che dice Colin Campbell, “Thrive is a must read." Brendan parla molto di cibi, nuovi per i nostri supermarket, come la stevia, il/la maca, il/la yerba matè, la chlorella e così via, che in Italia si trovano difficilmente e che si possono solo comprare via internet. Punta molto sulla canapa (hemp) e sulla barrette energetiche fatte in casa, che talvolta cuoce in forno. Domanda 6: che ne pensi di queste erbe alternative alle nostrane ed in particolare della canapa in polvere? Domanda 7: Brendan cuoce le barrette e le pizze vegan in forno a 300°F (150°C); qual è il limite massimo di cottura, ossia temperatura e tempo, al quale si può rilevare la distruzione dei principi nutritivi (i sostenitori della cura crudista contro il diabete dicono 45°)?
D. LA RICETTA SEGRETA DELLA CREMA DI AVENA
Dietro un’ispirazione non ben identificata il mese scorso ho provato a cucinare la famigerata crema d’avena di cui spesso parli nelle tesine. Prima ho provato con l’avena decorticata e poi con i fiocchi. Prendi, bollisci, frulli al mixer, condisci. Nel primo caso, ho formato una specie di calcina apparentemente idonea a ricoprire le funzioni di cappotto isolante per tetti. Nel secondo, una cremina semidensa nella quale ho affondato un po’ di pinoli. L’ho consumata anche il giorno dopo, ma ha poi assunto un sapore piuttosto acidulo. Come ulteriore tentativo ho pure provato a ridurre a farina i fiocchi secchi e a metterla nel brodo vegetale. Non sono molto soddisfatto del risultato, soprattutto per il fatto che non so a che cosa devo tendere. Domanda 8: potresti finalmente fare outing postandone la ricetta originale, con tanto di dosi, tempo di cottura e opzioni di guarnizione (sempre nel rigoroso rispetto delle combinazioni alimentari)?
E. PALMARIA PALMATAE ED EISENIA BICYCLIS
Sono le alghe Dulse a Arame, per chi non mastica come me la biologia. Ho da poco scoperto questo tipo di vegetali, addizionandole alla guarnitura di insalate e zuppe. Hanno una loro dignitosa nicchia in ogni negozio “bio”, ma nessuno dei miei conoscenti ne ha mai assaggiato un pezzetto e io le ho scoperte solo alla soglia dei 40 anni. Nella mia trance sperimentale ho potuto apprezzare il contributo di questi alimenti, soprattutto alla luce delle proprietà che portano; Wikipedia dice che “Le alghe hanno molte proprietà alimentari, ricche di sali minerali come ferro, calcio, magnesio, iodio, potassio e di vitamine A, B, C, E, K e B12; questi elementi sono contenuti in misura da dieci a venti volte superiore rispetto alle verdure”. Pensa, la famigerata B12! Se leggi l’etichetta sulla confezione trovi che è contenuta in miliardesimi di grammo, però c’è. Alcuni dicono che la Dulse è uno dei pochi alimenti vegetali portatore della vitamina, altri invece che non è presente al di fuori dell’ottica del ciclo alimentare animale. Ma la soluzione a questo quesito è inutile, come tutti sappiamo.
Non ho ancora approcciato la Kombu, la Nori o la Wakame, ma credo che prossimamente lo farò, dato che come alimento il concetto di alga mi soddisfa. Domanda 9: come vedi l’assunzione di alghe nell’ottica della dieta vegan-crudista, dato che poco frequenti sono i tuoi rimandi a questo tipo di alimenti?
F. APPROCCIO PREVENTIVO, CHI ERA COSTUI?
Due settimane fa sono per caso venuto a contatto con un gruppo di persone colpite da carcinoma gastrico e ho letto un loro vademecum (http://assets.krebsliga.ch/downloads/3062.pdf), del quale mi ha colpito particolarmente leggere pag. 6 (“In genere la causa di un tumore è ignota”) e pag. 7 (“In ultima analisi ammalarsi di cancro è destino”). Poi sono andato sul sito dell’AIMAC (Associazioni Italiana Malati Di Cancro) ma non ho trovato nessun cenno al ruolo preventivo che può avere una dieta sana. Solo farmaci, metodologie per esami, istruzioni per contenere i danni devastanti di operazioni chirurgiche e tanta compassione per questi sfortunati così colpiti nel profondo. Parlando con loro, nessuno ha sentito mai parlare di Max Gerson, dello Studio Cina (letto già 3 volte) di Colin Campbell, di Otto Warburg o di coloro che sconfiggono il diabete col crudismo. Tutti si focalizzano sempre su approcci preventivi diversi da quello alimentare, tipo visite invasive o similari. Da qui ho provato a tenermi alla larga dall'approccio della dieta preventiva e tra le mie incursioni tra la stampa alternativa ho scoperto che un certo dott. Carlbruno Vedruccio (http://www.clarbrunovedruccio.it) ha brevettato un apparecchio “in grado di rilevare le masse tumorali tramite un dispositivo che consiste in una sonda che, emettendo un campo elettromagnetico di esigua potenza, effettua un’analisi non invasiva dei tessuti, consentendo di rilevare la presenza di stati patologici (tra cui di particolare importanza le formazioni tumorali), e in un ricevitore che, mediante un programma software dedicato, consente di visualizzare l’interazione della sonda emettitrice con i tessuti e di registrare i test effettuati”. Niente di invasivo, quindi. Domanda 10: nei tuoi viaggio e conferenze, hai avuto esperienza di persone che hanno visto o usato questo apparecchio? Che ne pensi? Spero di essere stato utile alla causa. Una stretta di mano, un grazie e un saluto.
Ivo G.
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RISPOSTA (da Saigon)
SUI GERMOGLI
Ciao Ivo. Mi raccomando solo di compattare le mail, altrimenti corriamo il rischio di non essere letti al meglio. Tento di darti alcune risposte. Per le domande 1-2-3, direi che tutti i germogli hanno un notevole apporto di enzimi, di minerali e di vitalità. Non esistono studi specifici su quanto può dare in più o in meno un particolare tipo di germoglio rispetto ad un altro. Trattasi di alimenti particolarmente ricchi e quindi da usarsi con morigeratezza. Se uno cerca erbe detossificanti ricorre al tarassaco, all'acetosa, al cavolo, al carciofo, al finocchio, alla malva. Quanto alla cavananina e alle valutazioni di Gerson, è possibile che il discorso avesse senso nelle specifiche circostanze in cui egli operava, e cioè in precarie condizioni immunitarie.
SUI LEGUMI
Per la domanda 4, credo che i piu' prestazionali siano i lupini, i piselli freschi e le tegoline fresche (o fagiolini). La farina di ceci e' pure ottima ad esempio. Occorre perù che ci sia accettazione ed assimilabilità (stesso discorso per fave, fagioli, soia e lenticchie). Per le combinazioni, e siamo alla numero 5, vale sempre il discorso del piatto di crudo che anticipa il legume, anche per evitare che ci si riempia oltre misura. E vale il principio di non fare troppe mescole.
SULLE PIANTE MAGICHE
Quanto a Brendan Brazier e alle sue erbe ho detto più volte che credo poco nella magia degli alimenti singoli, e credo di più nel rifornirsi di succo zuccherino e di clorofilla verde da qualunque fonte essi provengano. Le erbe di casa nostra non sono inferiori a quelle che lui cita.
SUI DANNI DA COTTURA
La cottura degli alimenti con relativa rovina degli enzimi va al massimo sui 60 gradi centigradi e dipende da che tipo di verdura si tratta. I cibi amidacei (tuberi, patate, rape, cavolini, cavolfiori, castagne, mais, cereali integrali, sopportano in modo eccellente una cottura intelligente e limitata. Andando poi oltre ai 120 gradi si forma la micidiale acrilamide, per cui meglio evitare. Risolti così i quesiti 6 e 7.
SULLA CREMA DI AVENA
Per la crema di avena basta procurarsi la farina giusta, rollata a freddo, che si trova ormai dappertutto anche in Italia. Un bicchiere di farina versato in un padellino con del latte di cereali (due bicchieri), scaldato per qualche minuto mescolando per dargli un po' di densità e cremosità. Tutto lì. Questa era la domanda numero 8.
SULLE ALGHE
Per le alghe, rappresentano sicuramente una risorsa alimentare. Anche qui però occorre sapersi limitare data l'eccessiva presenza di derminati minerali a scapito di altri di minerali. Meglio lo iodio dei cavoli di quello delle alghe, a mio avviso, in quanto più naturale, bilanciato ed assimilabile.
SULLO STRUMENTO SEGNALA-TUMORI
Nessuno mi ha mai fatto cenno a tale sistema diagnostico non-invasivo per la segnalazione dei tumori. Non credo però che tale strumento risolva gran che. Tutti possiamo avere dei tumori in formazione che vengono e vanno, che insorgono e si dissolvono a seconda dei nostri comportamenti. Sarebbe alla fine un ulteriore mezzo ansiogeno e tutto sommato inutile e non sistematicamente veritiero.
Valdo Vaccaro






