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giovedì 21 aprile 2016

DERRATE AGRICOLE RISCHIOSE DALLA CINA E DA ALTRI PAESI, E PENOSA ILLUSIONE DI ESSERE DEI CAMPIONI DI SICUREZZA


LETTERA

CHI PUÒ SI FACCIA L'ORTO

Ciao Valdo! Prendo spunto dall'ultimo articolo che Sonia Raimondi di vivivegan.it ha scritto sul suo blog, dal titolo Chi può si faccia l'orto o acquisti a Km0, il quale  commenta questa notizia diramata ieri dall'ANSA.
Devo dire che mi sono allarmata molto anche perché, io stessa, soprattutto d'inverno, acquisto molta frutta esotica. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi e cosa ci consigli. Grazie.
Elena

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TESTO DEL COMUNICATO ANSA, REDATTO DALLA COLDIRETTI DI NAPOLI


BROCCOLI CINESI, PREZZEMOLO VIETNAMITA E BASILICO INDIANO NEL MIRINO

Ansa, Napoli, 20 aprile 2016. I broccoli cinesi, il prezzemolo del Vietnam e il basilico dell'India. Eccolo il podio dei cibi più contaminati contenuti nella black list presentata oggi da Coldiretti a Napoli. Il primato va ai broccoli cinesi con la quasi totalità dei campioni risultati irregolari (il 92%) per la presenza di residui chimici. A seguire, nella speciale classifica, c'è il prezzemolo del Vietnam con il 78% di irregolarità rilevate e il basilico dall'India, fuori norma in ben sei casi su dieci.

LISTA NERA PRESENTATA NEL RAPPORTO EFSA DEL 2015

La lista nera dei cibi più contaminati è stata redatta sulla base delle analisi condotte dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel rapporto 2015 sui residui dei fitosanitari in Europa ed è stata presentata al Palabarbuto di Napoli in occasione della mobilitazione promossa da Coldiretti con migliaia di agricoltori italiani scesi in piazza con i propri trattori a difesa della dieta mediterranea e contro le speculazioni low cost.

RECORD DELLE IRREGOLARITÀ DA PARTE DELLA CINA

La conquista della vetta della classifica da parte della Cina non è un caso poiché il gigante asiatico anche nel 2015 ha conquistato il primato dell'Ue nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (il 15%) hanno riguardato il gigante asiatico che in Italia nello stesso anno ha praticamente quintuplicato (+379%) le esportazioni di concentrato di pomodoro che hanno raggiunto circa 67 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente.

LISTA DELLE SOSTANZE PROIBITE

Se nella maggioranza dei broccoli cinesi è stata trovata la presenza in eccesso di Acetamiprid, Chlorfenapyr, Carbendazim, Flusilazole e Pyridaben, nel prezzemolo vietnamitai problemi derivano da sostanze come Chlorpyrifos, Profenofos, Hexaconazole, Phentoate, Flubendiamide, mentre il basilico indiano contiene Carbendazim che è vietato in Italia perché ritenuto cancerogeno.

MELAGRANE, FRAGOLE E ARANCE EGIZIANE, MA ANCHE PEPERONCINO THAI E PISELLI DAL KENYA

Nella classifica dei prodotti più contaminati elaborata alla Coldiretti ci sono però anche le melagrane dall'Egitto che superano i limiti in un caso su tre (33%), ma fuori norma dal Paese africano sono anche l'11% delle fragole e il 5% delle arance che arrivano peraltro in Italia grazie alle agevolazioni sull'importazione concesse dall'Unione Europea. Con una presenza di residui chimici irregolari del 21% i pericoli vengono anche dal peperoncino della Thailandia e dai piselli del Kenya contaminati in un caso su dieci.

MELONI E COCOMERI FUORI NORMA DALLA REPUBBLICA DOMINICANA

I problemi riguardano anche la frutta dal Sud America come i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana che sono fuori norma nel 14% dei casi per l'impiego di Spinosad e Cypermethrin. 

MENTA, FRAGOLE, CLEMENTINE, CETRIOLI, ZUCCHINE DAL MAROCCO

È risultato irregolare il 15% della menta del Marocco, un altro Paese a cui sono state concesse agevolazioni dall'Unione Europea per l'esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali. L'accordo con il Marocco è fortemente contestato dai produttori agricoli proprio perché nel Paese africano è permesso l'uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa.

AGRICOLTURA ITALIANA AI VERTICI DELLA SICUREZZA ALIMENTARE MONDIALE

L'agricoltura italiana è la più green d'Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), con il divieto all'utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%). ANSA

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RISPOSTA

L'OSTE GIURA SULLA IMPECCABILITÀ DEL SUO VINO

Ciao Elena. Non chiedere mai all'oste se il suo vino è privo di sostanze proibite. Sarà sempre pronto a fare segni di croce e giuramenti sulla sua mercede. Intendo dire che non metterei la mano sul fuoco a proposito dei dati pubblicati dalla Coldiretti, e nemmeno su quelli pubblicati dalla stessa Efsa. Come sappiamo è in corso una vera e propria guerra commerciale, per cui non c'è da meravigliarsi se si diramano notizie di questo tenore.

IN ITALIA ED IN EUROPA NON SI SA NEMMENO COSA SIANO I PROCESSI DI IRRADIAZIONE

Intendo dire soprattutto che il made in Europe ed il made in Italy, pur se sottoposti a leggi più selettive e a controlli più accurati, non offrono a mio avviso tutte quelle garanzie che in questo articolo dell'Ansa vengono magnificate. Basti il fatto che circolano in Italia e in Europa patate, cipolle, castagne, mele e carote irradiate, in quanto, a differenza degli USA, da noi non esiste una legge che costringa gli ortofrutta e i supermercati ad apporre l'etichetta "Prodotto irradiato" e "prodotto non-irradiato".

TROPPI CAMPI PRIVI DI ERBA SUL TERRITORIO ITALIANO

Dal momento poi che ognuno può osservare coi suoi occhi la condizione delle campagne, circolando in treno o in autostrada, è facile rendersi conto di quanti campi di mais esistano e di come, alla fine dei raccolti, nemmeno un filo d'erba cresca in tali enormi estese di terra, inequivocabile segnale di presenza dei glifosfati e del micidiale Round-Up della Monsanto.

CHI POSSIEDE UN SUO ORTICELLO SI RITENGA PERSONA FORTUNATA E PRIVILEGIATA

L'ideale è sicuramente quello di crearsi il proprio orto e di coltivarlo con cura. L'ideale è ricorrere a vivaisti responsabili che puntino alla qualità vera delle piantine e non agli aspetti esteriori del prodotto.

LA CINA DEVE FARE MOLTA STRADA IN FATTO DI QUALITÀ ALIMENTARE

Per quanto concerne l'uso di sostanze proibite in agricoltura, è un fatto dimostrato che la Cina ne combini di cotte e di crude, in forza della mancanza di accurati controlli, ed in mancanza di una autentica vocazione per il cibo libero da veleni. Un paese pressapochista in fatto di qualità va giustamente monitorato. La necessità di massimizzare la produzione quantitativa e la redditività di ogni attività economica porta inevitabilmente il made in China a situazioni di questo genere.

SELEZIONARE I PRODOTTI E PRETENDERE LA QUALITÀ, SENZA ILLUDERSI DI POTERCI LIMITARE AL CHILOMETRO ZERO

Il discorso vale chiaramente anche per i paesi citati, come Marocco, Kenya, Egitto, Cile e Repubblica Dominicana. È bene che questi scandali vengano denunciati. Ma questo non significa che si debba interrompere il business di collaborazione e di importazione nella dura e penalizzante stagione invernale. Non deve affatto significare che la soluzione principe sia quella del prodotto a chilometro zero. Prevalesse questo tipo di ragionamento, saremmo davvero costretti a limitare il nostro menu a poche miserabili cose durante la lunga stagione fredda.

NESSUN COMPROMESSO E NESSUNO SCONTO IN FATTO DI QUALITÀ E DI SICUREZZA ALIMENTARE

La soluzione sta nello stabilire regole ancora più precise e garantite per chiunque voglia esportare nel nostro paese. Essere concorrenziali e low-cost sì, ma mai alle spese della qualità del prodotto. Niente Ogm e niente sostanze proibite spruzzate sul terreno e sul prodotto. Applicazione rigorosa dei buoni principi e divieto draconiano di accesso per chi mette in regola con le nostre leggi.

NON SIAMO AFFATTO CAMPIONI DI QUALITÀ

Ma, ripeto, nessuno si faccia grandi illusioni sulla nostra pretesa verginità e sulla nostra pretesa trasparenza. Nessuno abbia l'ardire di proclamare il made in Italy come campione planetario di qualità e di sicurezza. Troppe volte siamo stati testimoni nel corso degli anni di episodi inqualificabili, per covare illusioni di perfezionismo alimentare.

ABBIAMO CAMPAGNE STRACOLME DI VELENI CHIMICI

Se i dati del 1991 parlano di 2,5 milioni di tonnellate di sostanze a rischio rilasciate nell'ambiente, nel mondo, con 1500 diverse formulazioni commerciali, i dati che ci riguardano non sono affatto rassicuranti. Alcune fonti citano 77.709 tonnellate/anno di erbicidi, battericidi, fungicidi e insetticidi sparsi annualmente in Italia.

PER IL RAPPORTO NAZIONALE ISPRA NUOTIAMO ADDIRITTURA NEI PESTICIDI

Altre fonti, come ad esempio il rapporto nazionale Ispra del 2014 dice che nuotiamo addirittura nei pesticidi, con 134.242 tonnellate di veleni chimici liberamente irrorati nelle nostre campagne, con 175 sostanze proibite. Quel che è peggio è che i dati sopra citati non sono affatto affidabili, visto che il nostro paese si distingue da sempre per la inesattezza, l'incuria, la scarsità e l'approssimazione delle analisi.

Valdo Vaccaro




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