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domenica 10 aprile 2016

LA PERDITA DI UNA PERSONA CARA VA AFFRONTATA CON GRANDE SERENITÀ


LETTERA

DALLA PERDITA DI MIA MADRE TUTTO È CAMBIATO

Buongiorno Valdo, le scrivo per porle il mio problema. Sono vegana da un po' di anni con buoni risultati. Ma, dalla morte della mia splendida mamma avvenuta un anno fa, ho iniziato ad avere problemi di reflusso con presenza di muco in gola, lingua bianca e intolleranze alimentari, talvolta pancia gonfia quando mangio e crampi di pancia e perdite trasparenti e filamentose e raramente con qualche bruciore intimo. 

STRESS E TRISTEZZA MI STANNO CONDIZIONANDO

Sono consapevole del fatto che lo stress abbia inciso parecchio. Non mi sono mai alimentata male. Ma ultimamente devo stare più attenta a ciò che mangio. Questo dover stare all'erta, sul chi va là, mi provoca ancora più stress e tristezza. Non prendo farmaci. Se proprio ho bisogno prendo qualche rimedio di tipo naturale. Intanto la ringrazio per una sua eventuale risposta e grazie per il lavoro che fa per tutti noi. Le auguro una meravigliosa giornata.
Luana

*****

RISPOSTA

LA SOFFERENZA SI RIVERBERA CON EFFETTI CONCATENATI

Ciao Luana. È risaputo che la perdita di una persona cara può avere effetti devastanti. Se poi si tratta di una figura fondamentale come la propria madre, lo strappo si prolunga nel tempo procurando alterazioni a catena. Questo tipo di sofferenza si riverbera e si somatizza inevitabilmente sugli organi più vulnerabili che sono il fegato e l'apparato digestivo. Più grande l'amore e l'attaccamento alle persone che ci attorniano e più profondo il dolore che proviamo. 

LA FILOSOFIA DEL DISTACCO E DELLA RINUNCIA POTREBBE ESSERE DI GRANDE AIUTO

È per questo che il Buddhismo predica da millenni la filosofia del distacco e della rinuncia. Il Buddhismo si fonda sulla convinzione che la sofferenza e il mal-di-esistere derivino proprio dall'eccessivo attaccamento alla vita e dall'illusione individuale e collettiva di poter padroneggiare in eterno le persone e le pertinenze. La saggezza e la meditazione dovrebbero portarci invece all'estinzione progressiva dell'individualità, allo smascheramento delle illusioni, alla emancipazione dalla sofferenza. Siamo tutti troppo pieni di noi stessi. Diamo troppa importanza alla nostra persona e alle cose che pensiamo ci appartengano.

ALLEGGERIRSI DA QUESTI PESI E RIACQUISIRE SERENITÀ

In questi casi occorre davvero ritrovare il proprio equilibrio fisico, mentale ed emozionale. Occorre saltar fuori dal proprio dramma interiore e guardare alla situazione con maggiore serenità. Questo è anche il modo migliore per ricordare ed onorare la memoria di chi se ne è andato. Più facile a dirsi che a farsi, ma non esistono alternative a tutto questo. 

RITROVARE MOTIVAZIONI E VOGLIA DI VIVERE 

Ovvio che riacquisire serenità e ricostruire il proprio equilibrio richiedono un lavoro progressivo e tanta forza morale. Ma serve anche ritrovare la voglia genuina di vivere, serve ribadire e rafforzare le proprie motivazioni. Deve tornare anche il proprio appetito, perché senza di esso i cibi non vengono assimilati al meglio. 

RIVITALIZZARE IL PROPRIO ORGANISMO

Procedere pertanto passo dopo passo col fermo proposito di digerire bene. Camminare e respirare, muoversi e traspirare, esporsi al sole, nuotare in mare non appena il clima lo permette, pensare in positivo, dedicarsi a qualcosa che renda i nostri giorni motivati e importanti, sono tutte cose fondamentali per una rivitalizzazione del proprio organismo.

Valdo Vaccaro


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