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giovedì 14 aprile 2016

RIMEDI NATURALI A CISTITE E A RITENZIONE IDRICA


LETTERA

INCESSANTE STIMOLO AD URINARE

Buonasera dott. Vaccaro, Mi chiamo Vanessa e ho 27 anni! Ho appena finito di leggere alcuni dei suoi articoli. Girovagavo su internet alla ricerca di una soluzione ai miei problemi fino ad ora senza successo. Le spiego un po'. Da novembre 2014 prima di dormire, subito dopo essermi sdraiata, sentivo l'impellente bisogno di fare la pipì. Una volta arrivata in bagno facevo 2 gocce ma lo stimolo non mi abbandonava fino a quando non riuscivo ad addormentarmi. E continuato così per circa un mese e solo la sera! Poi ha cominciato a peggiorare. Lo stimolo veniva anche di giorno e sempre più frequente fino al picco di febbraio marzo 2015 dove avevo anche crisi di pianto perché davvero non ne potevo più! Stimolo ad urinare incessante. 

DOPO QUALCHE MIGLIORAMENTO IL PROBLEMA PERSISTE

La vescica sembrava scoppiasse ma appena fatta pipì, pochissima ovviamente visto che ero sempre in bagno, lo stimolo non se ne andava! Poi è andata meglio pur non avendo modificato nulla nella mia vita. Il problema è sempre presente e ancora oggi ma meno grave! Ora lo voglio eliminare questo problema! In questi 2 anni quasi ho fatto innumerevoli visite Ok!

ALTRE DISFUNZIONI NON MANCANO, COME LA RITENZIONE IDRICA

Oltre a questo problema relativamente recente ne ho altri! Quel che vorrei capire è se tutto è legato a una unica causa. Gli altri problemi sono questi e presenti praticamente da sempre e sempre: 1) Linfonodi inguinali gonfi e a volte anche visibili ma non dolenti, 2) Gonfiore alle gambe, sopratutto polpacci con ritenzione idrica ma senza gonfiori ai piedi, 3) Perdite vaginali bianche e a volte gialle molto abbondanti e maleodoranti senza bruciore o fastidi particolari. Nemmeno prurito. 4) Stipsi e gonfiore addominale

PUÒ TRATTARSI DI BATTERI, OPPURE DI PARASSITI?

Domanda: Secondo lei tutto questo può essere generato da un batterio o da un parassita? Io abito anche in campagna. Ho 2 cani che vanno dentro e fuori casa. Secondo lei può essere? Per favore mi aiuti. Grazie dottore.
Vanessa

*****

RISPOSTA

CISTITIE, URETRITE E PROBLEMI ALLE VIE URINARIE

Ciao Vanessa. Le affezioni urinarie sono quelle patologie che possono colpire le strutture dell'apparato urinario, cioè vescica, reni, uretra e ureteri. Le più diffuse sono le cistiti, ovvero le infiammazioni che interessano la vescica e le uretriti, le pieliti che interessano gli ureteri e le pielonefriti che interessano i reni. 

SINTOMI

Le cistiti e le uretriti determinano 1) Stimolo frequente ad urinare, anche se si fa poca pipì (pollachiuria), 2) Bruciore e dolore mentre si urina, 3) Eventuale presenza di sangue nelle urine (ematuria), 4) Urine di colore carico, con tracce di muco, e dall'odore forte, 5) Dolori localizzati al basso ventre, 6) Nel caso di pielonefriti, si associano anche febbre alta, nausea e vomito e dolore al fianco.

FISSAZIONE MEDICA SULLA CONTAMINAZIONE BATTERICA

Questi disturbi vengono definiti dalla medicina come di origine batterica, per cui le responsabilità vengono addossate all'Escherichia Coli, che vive abitualmente nell'intestino, oppure al Klebsiella Pneumoniae, Enterobacter Aerogene, Stafilococchi, Enterococchi, Streptococchi, ed altri ancora. La contaminazione batterica sarebbe determinata da una serie di fattori tra i quali una igiene intima inadeguata, come il detergersi dall'ano verso i genitali, con passaggio dei batteri presenti nelle feci all’uretra, determinando così una cistite. Non mancherebbero casi in cui i germi possono arrivare dall'intestino attraverso i dotti linfatici, che si trovano tra il colon e le vie urinarie. 

VULNERABILITÀ PARTICOLARE DELLA DONNA

Anche i rapporti sessuali potrebbero favorire la contaminazione batterica. Ci sono, inoltre, malattie come ad esempio la prostatite, nonché condizioni parafisiologiche tipo la gravidanza, o malformazioni anatomiche, che ostacolano il normale deflusso urinario, con conseguente ristagno delle urine, terreno fertile per i germi. Da rilevare che le più esposte al rischio di affezioni urinarie sono le donne, per semplici questioni anatomiche, visto che l'uretra femminile sbocca nella vagina che, a sua volta, è molto vicina all'orifizio anale.

I BATTERI MANGIANO I VIRUS MENTRE I PARASSITI SI CIBANO DEL NOSTRO CARBURANTE

Quando si continua però a parlare di batteri, siamo in piena deviazione ideologica. Si fa uno scaricabarile colpevolizzando impropriamente i microrganismi. In ogni caso, i batteri sono sempre un prezioso capitale del nostro corpo. Essi vivono in simbiosi col nostro organismo dandoci indispensabile collaborazione nella pulizia interna e liberandoci delle scorie ostruttive che accumuliamo su base quotidiana. I parassiti invece si alimentano delle stesse nostre sostanze nutritive per cui devono per forza essere contrastati senza remissione.

GLI ANTIBIOTICI CAUSA PRIMA DI IRRITAZIONI INTESTINALI E DI CISTITE

In termini di Scienza Igienistica si parla di irritazione da sostanze  estranee nel sangue e nell'orina. Quali sostanze estranee? Sostanze  derivanti da stitichezza interna e soprattutto dall'uso di farmaci irritanti, specie antibiotici!!! Catarro ed infiammazione della vescica si manifestano per il continuo stimolo alla minzione, accompagnato da tremiti e dolore. L'orina in genere è torbida e con tracce di mucosità e di sangue. Non mancano crampi alla vescica, dolori a reni, ano ed uretra. I casi acuti sono accompagnati da stato febbrile.

NON POTREMMO SOPRAVVIVERE SENZA BATTERI

Per la Health Science la responsabilità batterica non esiste e non ha alcun significato, in netto contrasto con i concetti e i metodi della medicina. Tanto meno significato hanno le cure a base di antibiotici. La moltiplicazione dei batteri, e quindi i rilevamenti della loro presenza mediante tamponi, avviene semmai come conseguenza della infiammazione in atto e non come causa di essa. Una ostruzione interna per eccesso di scorie, un eccesso di detriti cellulari morti ovvero di virus endogeni autoprodotti ma non prontamente espulsi a causa di nostra debolezza o da nostra carenza immunitaria, può ad esempio innescare questo tipo di problema. Per fortuna che abbiamo nel nostro sistema non soltanto una dotazione di 100 trilioni di cellule in continuo rinnovamento , ma anche 1000 trilioni di batteri specializzati a  banchettare soprattutto sui virus endogeni.

DIGIUNO E SEMIDIGIUNO COME RIMEDIO NATURALE PRINCIPE

Ecco dunque la necessità di andare alla cura dei fattori causanti e non alla cura dei sintomi infiammatori in corso. Tant'è che, per guarire dalla cistite, è conveniente il digiuno di 3-5 giorni, bevendo soltanto acqua o acqua e limone a piccoli sorsi. Oppure anche un buon semidigiuno basato su frutta acquosa e insalate miste. Limonate senza zucchero o acqua leggera di sorgente, o al limite acque leggere commerciali, assunte lontano dai pasti, favoriscono l'eliminazione delle sostanze estranee responsabili dell'emergenza.

DIETA LEZAETIANA DI RIPRISTINO 

Un esempio suggerito da Manuel Lezaeta per la dieta di recupero? Superato lo stato acuto della malattia mediante digiuno o semidigiuno, la prima colazione sarà a base di frutta acquosa a volontà. Il pranzo delle 13 si baserà su insalate miste crude, condite con olio d'oliva extravergine, o con avocado e succo di limone, senza sale, ma con olive e pomodori secchi, con della eventuale ricotta o un paio di uova soda per i vegetariani non vegani e da una decina di mandorle., seguito da una minestra di verdure, o da qualche stufato di verdure cotte. Per la cena, un'abbondante insalata verde se c'è del vero appetito, oppure un pasto di frutta acquosa o un estratto di 4 carote, una costa di sedano e due fette di ananas, più pizzico di peperoncino, o di zenzero, o di curcuma.

CIBI AMICI E SOSTANZE ANTIPARASSITARIE

L'inserimento nella dieta di bevande verdi e vitali alla clorofilla, di aglio e cipolla, di semi di zucca, di peperoncino, zenzero e curcuma, va sempre bene in funzione anti-parassitaria. Contrastare i parassiti non è cosa semplice, per cui l'unica soluzione valida sta nella prevenzione. Il ricorso a due bagni giornalieri ai genitali è da raccomandarsi. Niente dolci, niente cibi animali, al di fuori delle citate eccezioni, e basso apporto proteico. Cibi amici mirtillo e frutti di bosco, rosa canina, malva, betulla, rapa, cavolo, ravanello, cavolo, cavolfiore, crescione, orzo, porro, ortica, 2-5 limoni al giorno, arancia, pompelmo, noci, equiseto.

DEFINIZIONE DI RITENZIONE IDRICA

La ritenzione idrica o edema è un disturbo assai comune che colpisce prevalentemente le donne. Consiste nella tendenza a trattenere liquidi nel corpo che vanno poi a depositarsi in alcune zone critiche come cosce, glutei e addome ma anche in altri tessuti e cavità dell'organismo predisposte all'accumulo

SINTOMI

Il corpo umano è costituito dal 70% e oltre di acqua. L'acqua è pertanto elemento fondamentale per mantenersi in vita ed in ottima salute. Un complesso sistema di ormoni regola il corretto equilibrio dei fluidi all'interno del nostro organismo mandandoli dai tessuti al sistema circolatorio e poi ai reni dove vengono drenati grazie all'azione del sistema linfatico. Se i fluidi in eccesso non vengono rimossi, restano intrappolati nei tessuti e si produce ritenzione.

EDEMA COME RISTAGNO EVIDENTE DI LIQUIDI E TOSSINE

Il segno principale della ritenzione idrica è l'edema, cioè una condizione di anomalo rigonfiamento dei tessuti legata al ristagno di liquidi e tossine che alterano anche il metabolismo cellulare. Questo disturbo si manifesta in determinate aree del corpo come braccia, gambe, caviglie, zona intorno all'addome, glutei e mani con gonfiore, pesantezza e ammorbidimento della parti colpite facilmente visibile ad occhio umano. I soggetti affetti dal problema possono presentare anche molto dolore ed il gonfiore diffuso può provocare grandi difficoltà e disagi nei movimenti. Il fenomeno può persistere per giorni o settimane, accompagnato da cambiamenti di peso, mal di testa, disturbi respiratori, epatici e renali.

CUSE DI RITENZIONE IDRICA
Si parla di 1) Accumulo liquidi negli spazi interstiziali tra una cellula e l'altra, 2) Stasi circolatoria dovuta al mal funzionamento del sistema venoso e linfatico, 3) Scadente tonicità delle pareti venose legata all'insufficiente funzionamento delle valvole che regolano il ritorno venoso al cuore, 4) Ritenzione idrica secondaria, determinata da patologie pregresse come insufficienza cardiaca o renale, ipertensione arteriosa, linfoedema e danni epatici, 5) Ritenzione idrica da farmaci antinfiammatori, cortisonici, da terapie ormonali e contraccettivi orali, 6) Ritenzione idrica alimentare dovuta ad eccessivo consumo di sodio e glutammato presente in alcuni cibi troppo salati, 7) Malnutrizione, denutrizione, inadeguata assunzione di vitamine naturali, fluttuazioni ormonali, problemi della tiroide, infezioni renali, cirrosi epatica e disidratazione.
RIMEDI NATURALI

Opportuno correggere le cause che hanno dato origine al problema adottando uno stile di vita sano ed adeguato. Per prima cosa è importante evitare il fumo di sigaretta, il consumo di alcool, caffè e bevande zuccherate o stimolanti che possono peggiorare la ritenzione idrica. Allo stesso tempo è utile bere acqua lontano dai pasti, in aggiunta a un incremento di acqua biologica da frutta acquosa, determinante nel contrastare la sete. Evitare sale, zuccheri, integratori e grassi e fare attenzione al sovrappeso. Succo di pompelmo o di mirtillo e tisane varie tipo betulla, equiseto, bacche di ginepro contro la ritenzione idrica. Consumare frutta e verdura ricche di potassio, sali minerali e vitamina C. Esse ci aiutano ad eliminare i liquidi ed il sodio in eccesso ed a proteggere i capillari sanguigni.

MOVIMENTO E RESPIRAZIONE ADDOMINALE PER RAFFORZARE IL MICROCIRCOLO

Evitare tacchi alti ed abiti stretti. Ma l'arma migliore per combattere questo problema è seguire una regolare e costante attività fisica che possa riattivare e rinforzare il microcircolo. Lunghe passeggiate, corse in bicicletta e nuoto innanzitutto, nonché sedute di stretching con gambe sollevate per migliorare il ritorno venoso e ridurre la possibilità di insufficienza venosa, prima causa di ritenzione idrica.

Valdo Vaccaro


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