Cerca nel blog

Caricamento in corso...

Attenzione: se non funziona "CERCA NEL BLOG" usa questo link (basterà cambiare il termine di ricerca con quello di tuo interesse)

venerdì 20 maggio 2016

GRANA PADANO CONTRO L'IPERTENSIONE E ITALIANO MEDIO CHE ASSUME 10 VOLTE PIÙ SALE DEL NECESSARIO


LETTERA

IL GRANA FAREBBE BENE ALL'IPERTENSIONE

Caro Valdo, permettimi di darti del tu, il tu quello vero che si dà solo alle persone di cui hai fiducia e stima, a quelle che sai che sai essere competenti in una materia importante che si chiama verità. Mi sei venuto in mente appena ho letto la notizia allegata, dove uno studio condotto in America dice che il grana Padano fa bene all'ipertensione.

ANCHE IL LARDO DI MAIALE E LO ZUCCHERO BIANCO ANDREBBERO RIVALUTATI

Da oggi possiamo anticipare a tutti quanti che anche il lardo fa bene al cuore, lo zucchero ai denti e alle ossa, e che le bibite gassate fanno sangue buono. Ero rimasto ancora ai concetti del parmigiano utile alle ossa. grazie al suo grande quantitativo di calcio inorganico presente, ma ora sentire dire che faccia bene alla pressione quando contiene tantissimo sale, mi sconvolge davvero.

LA CAPARBIETÀ DELLA MEDICINA NEL DIFFONDERE NOTIZIE TENDENZIOSE NON HA EGUALI

Sono forse necessari anni di dottorato e tanti soldi spesi per arrivare a conclusioni del genere? Non ho scoperto nulla che già non sapessi, solo mi ha meravigliato vedere quanta caparbietà usi la classe medica nello schivare accuratamente la verità. Tolgo subito il disturbo, grazie per il continuo lavoro di informazione genuina e un caro saluto!
Claudio da Ceriano Laghetto-Monza

*****

RISPOSTA

DIFFERENZE QUALITATIVE TRA PARMIGIANO REGGIANO E GRANA PADANO

Ciao Claudio. La differenza principale tra Parmigiano Reggiano e Grana Padano sta nel fatto che il primo viene prodotto con latte ottenuto da animali alimentati solamente a base di mangime secco, foraggio verde e fieno di prato. Per il Grana Padano, invece, è consentito anche l'uso di insilati. Gli insilati sono ottenuti dalla pianta intera dei cereali che viene trinciata e stoccata in silos. Questa operazione favorisce lo sviluppo di micro-organismi che tutto sommato peggiorano le caratteristiche del prodotto.

IL GRANA COME RIMEDIO ALL'IPERTENSIONE SUSCITA ILARITÀ

Comprensibile che ci sia la voglia e la necessità commerciale di colmare questi gap qualitativi e di rilanciare il Grana Padano sul mercato, anche se poi alla fine i procedimenti produttivi sono alquanto simili. In ogni caso, un conto è dire che una spruzzata di grana grattugiato una volta tanto non è una cosa grave, e un conto è presentare il grana come rimedio all'ipertensione. Vero o falso poco importa. L'America è il paese della facile falsità e delle ipocrisie pubblicitarie. Solo così la Coca-Cola ha potuto diventare la bevanda numero uno, pur carica di zucchero, di caffeina e di micidiale acido fosforico, oltre che di aspartame nelle versioni a zero zucchero.

LA FALSITÀ CHE CIRCOLA VALE ALMENO QUANTO LA VERITÀ

Il falso affermato pubblicamente sui media, non fa troppa differenza rispetto al vero, anzi finisce per sconvolgere, confusionare, disorientare i consumatori. Questo è l'esatto obiettivo delle industrie. L'importante è che la falsità circoli. L'importante è che se ne parli. Come volevasi dimostrare, l'articolo che hai citato è stato ripreso  e ripetuto in decine e decine di siti, con assoluto dispregio per la verità. Obiettivo raggiunto in pieno.

MI SERVIRÀ UN CORSO DI RIEDUCAZIONE

Secondo questi profeti del grana dovremmo rivedere tutti i nostri concetti. Il grana prezioso per l'ipertensione e la carne preziosa contro il cancro. Cose da chiodi e da manicomio alimentare. Dovrò frequentare presto un corso di rieducazione, visto che per l'ipertensione suggerisco tttora uva passa, polifenoli, più potassio e meno sodio, succo di mandarino, the di biancospino, finocchio crudo, sedano, aglio e cipolla.

L'ITALIANO MEDIO ASSUME 10 VOLTE PIÙ SALE DEL NECESSARIO!

Il sodio presente negli alimenti sarebbe di per sé in grado di sopperire a queste esigenze dell'organismo. Esso è infatti contenuto allo stato naturale nell'acqua, nella frutta, nella verdura. Aggiungendo sale alle pietanze si finisce per assumere sodio in quantità eccessive. Secondo diversi studi, l'adulto italiano ingerisce in media ogni giorno circa 10 g di sale, cioè 4 g di sodio, una quantità molto superiore (quasi dieci volte) a quella fisiologicamente necessaria.

RISCHI MORTALI DA TROPPO SALE

Secondo una ricerca condotta dalla Harvard School of Public Health di Boston, solo nel 2010, il consumo eccessivo di sale ha contribuito a causare la morte di circa 2,3 milioni di persone nel mondo. L'assunzione eccessiva di sodio e la sua alta concentrazione nel nostro organismo modificano i meccanismi di equilibrio idro-salino, con conseguenti alterazioni della pressione sanguigna, dell'equilibrio corporeo acido-basico, della contrazione muscolare e della trasmissione nervosa. 

CONSEGUENTI PATOLOGIE A CARICO DEL CUORE, DEI VASI SANGUIGNI, DEI RENI, DELLO STOMACO E DELLE OSSA

Le conseguenze di queste alterazioni sono un maggiore rischio di malattie come quelle a carico del cuore, dei vasi sanguigni, dei reni, dello stomaco e delle ossa. Fino a poco tempo fa, un consumo medio di sale al di sotto di 6 g al giorno, pari ad una assunzione di circa 2,4 g di sodio, era indicato dalle linee guida dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come un buon compromesso tra il soddisfacimento del gusto e la prevenzione dei rischi legati al sodio. 

FORTE PRESENZA SALINA NEI CIBI DA SUPERMERCATO

Alla luce delle nuove evidenze scientifiche e dell'aumento dei decessi legati all'ipertensione, l'OMS ha modificato nel gennaio 2013 le proprie indicazioni, stabilendo che gli adulti e i bambini al di sopra dei 2 anni non dovrebbero superare il consumo di 5 grammi di sale da cucina al giorno, corrispondente a meno di 2 g di sodio. Gli esperti tuttavia avvertono che tutti consumiamo sale anche senza accorgercene. Solo il 20% del sale che assumiamo dipende dalla nostra aggiunta alle pietanze. L'80% arriva sulle nostre tavole direttamente dal supermercato, ossia è già contenuto negli alimenti che compriamo e difficilmente ne siamo consapevoli. La stessa cosa succede ovviamente per l'altra sostanza proibita che è lo zucchero.

LE FONTI NASCOSTE

Forse non tutti sanno che nei prodotti trasformati e pronti per il consumo è presente un'elevata quantità di sale. I prodotti più insidiosi sono quelli da forno come pane, biscotti, crackers, grissini, pizza ma anche merendine, cornetti e cerali da prima colazione. Il pericolo di tali prodotti è che il consumatore raramente è a conoscenza della vasta quantità di sale che li caratterizza, e tende a consumarli quotidianamente, spesso anche in dosi elevate. Anche i condimenti utilizzati in sostituzione o in aggiunta al sale sono ricchi di sodio. È il caso ad esempio del dado da brodo, del ketchup e della salsa di soia.

Valdo Vaccaro


4 commenti:

brusca ha detto...

sono ridicoli... ma le genti credono alle fonti ufficiali, è più comodo.
comunque un pezzettino di parmigiano 36 mesi, bio delle mucche felici, io ogni tanto me lo mangio

Andrea ha detto...

Non hai letto l'articolo vero?

Danilo Villa ha detto...

Mucche felici? Mi piacerebbe conoscerle e conversarci un po'!

Unknown ha detto...

E relativamente al lardo cosa ci dice? E vero che il lardo fa bene? Mi dicono che non è come il burro o il grasso degli alimenti!

Posta un commento