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sabato 7 maggio 2016

UCCIDERE È UCCIDERE, IN MEZZO A TANTE LACRIME DI COCCODRILLO


LETTERA

PAROLE DI ESTREMA SEMPLICITÀ E CHIAREZZA DA PARTE DI JULERS FEBRE

Ciao Valdo, in questo breve video dal titolo Uccidere è uccidere le parole di Jules Febre, nella loro estrema semplicità e chiarezza, riescono, a mio parere, a diventare veramente illuminanti e quasi folgoranti per chi lo ascolta. Con tutte le guerre che ci sono nel mondo, perché mai dovremmo preoccuparci della vita degli animali?

È TEMPO DI RICONOSCERE CHE UCCIDERE È UCCIDERE

Jules Febre, noto insegnante di Jivamukti Joga a New York, cerca di rispondere a questo quesito giungendo alla conclusione che è tempo di riconoscere che uccidere è uccidere. Quindi, per favore, pensate a questo la prossima volta che vi sedete per scegliere il vostro pasto.
https://www.youtube.com/watch?v=sJNLCARo9h8
Elena Fasulo

*****

TESTO DEL VIDEO DI JULES FEBRE

GUERRE DAPPERTUTTO E NON C'È TEMPO PER PENSARE AGLI ANIMALI

Molto spesso, quando l'idea del vegetarianismo e del veganismo vengono menzionate come mezzo per creare un mondo più pacifico, la gente mi fa delle obiezioni. C'è una guerra in atto in Siria. Ce n'è una in Afghanistan. Ce n'è una in Iraq. C'è una guerra in ogni angolo del mondo! Non ho tempo per preoccuparmi degli animali. 

FIN QUANDO GLI UOMINI MASSACRANO GLI ANIMALI È INEVITABILE CHE CONTINUINO PURE AD AMMAZZARSI TRA DI LORO

Una cosa che mi viene spesso in mente quando sento queste osservazioni, è una massima del famoso filosofo e matematico Pitagora. Egli  disse che "Fino a quando gli uomini massacreranno gli animali, sicuramente continueranno ad uccidersi fra di loro". Colui che sparge i semi della paura non potrà mai raccogliere la gioia! Pensiamo a cosa c'è sui nostri piatti. Noi pensiamo che si tratta di qualcosa di separato e di scollegato da ogni altro aspetto di cosa facciamo, mentre quello è in realtà l'aspetto più intimo del nostro collegamento con il mondo intorno a noi. 

C'È DI MEZZO UN PROCESSO GIORNALIERO DI UCCISIONE

È quanto prendiamo in questo mondo che è esterno e mettiamo dentro il nostro corpo, facendolo diventare 1000 tessuti del nostro organismo. Lo facciamo 2-3 volte al giorno, chi più chi meno. La potenza è esponenziale. C'è di mezzo un processo di uccisione. Qualcuno non riesce ad uccidere, a meno che non si sia creato un altro mezzo. È difficile uccidere qualcuno che ami, qualcuno che ti è caro, qualcuno con cui avevi una relazione.

IL NEMICO VIENE TRASFORMATO IN ESSERE SPORCO E ABIETTO, INDEGNO DI AMORE E DI COMPASSIONE

Nella guerra, la prima cosa che fa un paese è trasformare gli altri in esseri spregevoli, nel trasformare il nemico in delinquente. Si creano degli schemi di propaganda per trasformare gli altri in persone degeneri indegne di compassione e di gentilezza. E noi facciamo la stessa campagna di propaganda indirizzata verso gli animali.

VIETATO UCCIDERE, VIETATO CHIEDERE A QUALCUNO DI UCCIDERE AL POSTO NOSTRO

Li chiamiamo stupidi, idioti, indegni di amore. Loro sarebbero sporchi e privi di anima. Solo in questo modo diventiamo più capaci di ucciderli, perché queste creature sono diventate altro rispetto a noi. Forse è tempo di riconoscere che uccidere è uccidere e che questo, quando è possibile, andrebbe evitato. Ed è quasi sempre possibile evitarlo. Quindi, per favore, pensate a questo la prossima volta ce vi sedete per un pasto. Non chiedete a qualcun altro di uccidere al posto vostro, per favorire le vostre papille gustative.

IL CONSUMATORE NUMERO UNO DI PETROLIO È L'INDUSTRIA DELLE CARNI E DEL LATTE

Non chiedete a nessuno di uccidere per mettere la benzina nelle vostre auto. E ricordatevi che il consumatore numero uno di prodotti petroliferi in questo mondo è l'industria delle carni e dei latticini. Il primo meccanismo per ottenere queste risorse petrolifere è la guerra. Non fate finta di niente. Fate il collegamento!

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RISPOSTA

CIRCONDATI DA TANTE LACRIME DI COCCODRILLO

Straordinarie davvero le parole di Jules Febre. Straordinarie soprattutto se raffrontate con i continui piagnistei che si sentono in televisione e che si leggono sui quotidiani del nostro paese in questi giorni. Straordinarie se paragonate con le lacrime di coccodrillo dei carnivori terrorizzati e spaventati, dai mangiatori di bistecche, di salumi e di pollo che si vedono franare il terreno sotto i piedi, che parlano di statistiche spaventose dove il consumo di carne sta addirittura diminuendo, mandando in malora l'industria agroalimentare italiana e spingendo a chiudere migliaia di macelli e di allevamenti!

ROBA DA FAR PERDERE IL SONNO

Qualcosa di mai visto prima. Uno scandalo mai immaginato. Quale disgrazia! Roba da far perdere il sonno. Saremo costretti a sorbirci qualche sciopero da parte dei poveri boia, solidali coi loro colleghi rimasti senza lavoro. Come se sgozzare dei poveri animali indifesi potesse essere considerato una attività lavorativa e non un crimine autorizzato da una legge indegna e priva di qualsiasi senso etico e morale.

VITTIME DELLA ARROGANTE PROPAGANDA VEGETARIANA

Lasciateci liberi di consumare le nostre bistecche al sangue, implorano i mangiatori di cadaveri, quasi che non fossero da sempre liberi e superpadroni di farlo! Poverini quale sofferenza! Vittime della truce ed irresponsabile propaganda vegetariana, vegana e crudista. Costretti a penare e a subire le offese e gli oltraggi dei volgari mangiatori di verdure, di semi e di frutti! Loro, consumatori di proteine nobili. Loro, motori del progresso e del benessere economico del pianeta!

Valdo Vaccaro

1 commento:

Devis ha detto...

A mio parere ormai bisogna prendere atto di essere di fronte ad un meccanismo inarrestabile, frutto di una coscienza collettiva sempre più diffusa che comincia a vedere come un losco inganno l'idea del consumismo sfrenato come simbolo di conquista e progresso. Dieci milioni di vegetariani in Italia (numero in costante incremento) dimostrano inequivocabilmente che siamo di fronte ad una svolta epocale. Non poteva essere altrimenti, i continui moniti degli esperti sulla necessità di prendere provvedimenti per fronteggiare ai cambiamenti climatici e i livelli di inquinamento cominciano a fare breccia per lo meno tra i consumatori.
Negli anni '70 venne prodotto un film di grande successo tra gli amanti dell'horror, in cui la vicenda si sviluppava all'interno di un gigantesco centro commerciale dove un manipolo di umani si era barricato per difendersi dalle orde di zombi che avevano invaso gli Stati Uniti. Il regista (George Romero) ha sempre utilizzato il genere horror come espediente per veicolare facilmente le sue pesanti denunce contro i disvalori della società moderna. Erano gli anni in cui cominciarono a diffondersi questi grandi complessi commerciali, diventati ben presto icone della modernità consumistica occidentale. Ma più che per le scene macabre e di splatter, la cosa più impressionante è la lucidità e l'amara ironia in cui il regista riuscì a fare emergere la follia di un sistema che conduce masse di uomini e donne a prendere le sembianze di manichini assenti, spinti non si sa da chi o che cosa, che si trascinano come zombi all'interni di centri commerciali gettando meccanicamente la merce dentro i carrelli. I superstiti prima di essere assediati, passano il tempo a depredare di merce e denaro i vari locali incustoditi, non rendendosi conto della futilità di questo quando al di fuori tutto il mondo è a soqquadro!
Magari sarà stato un po' troppo esasperato e truce nei modi, ma il messaggio era molto forte e forse non troppo lontano dalla realtà.

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