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martedì 10 maggio 2016

UN AIUTO ALLA MAMMA CHE SOFFRE DI ARTERITE O MORBO DI HORTON


LETTERA

MIA MADRE SOFFRE DI ARTERITE DI HORTON

Buongiorno, Sono Simona da Roma, Proprio dell'Arterite Le volevo parlare. Mia Madre è affetta da questa malattia. In casa non prediligiamo le pasticche ma ci curiamo invece con le risorse di Madre Natura.

GRADIREI UN SUO AIUTO

Ci siamo sempre mangiati legumi, poca carne e formaggi. A volte forse ci facevamo un po' di pesce fritto. Adesso non più. Adesso per sconfiggere, o meglio per sfiammare le arterie, puntiamo su avena zenzero e curcuma. Pur non essendo un medico, mia madre si sta dando da fare prendendo le cose menzionate. Gentilmente mi aiuta?
Simona

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RISPOSTA A SIMONA

Ciao Simona. La cosa migliore che posso fare è allegarti la testimonianza di guarigione dal Morbo di Horton, sia sotto forma di scambio diretto con due sorelle diventate poi mie regolari lettrici, che sotto forma di testimonianza apparsa sul sito "Alimentazione e Salute".

DEFINIZIONE DELLA PATOLOGIA

L'arterite di Horton (o arterite a cellule giganti) è un processo infiammatorio che colpisce arterie di medio e grosso calibro. Sebbene possa interessare qualsiasi vaso arterioso, l'infiammazione predilige le arterie che attraversano la testa, in particolare le tempie e il collo. Se trascurata o non curata a dovere, l'arterite di Horton può avere conseguenze anche spiacevoli.

L'ARTERITE DI HORTON È UNA VASCULITE

Quando si parla di vasculite ci si riferisce a un'infiammazione dei vasi sanguigni, sia arteriosi che venosi. L'arterite di Horton è una forma di vasculite limitata ai vasi arteriosi. Insorge prevalentemente in tarda età e nelle donne. Sembra esserci una maggiore incidenza tra le persone provenienti dai paesi del Nord Europa, quelli scandinavi in particolare. Ogni anno si ammala di arterite un individuo ogni 4.500 persone circa.


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/arterite-di-horton.html

TESINE DA LEGGERE

- Guarita senza farmaci dal morbo di Horton, del 29/6/13
- Polimialgia reumatica, morbo di Horton e guarigioni spettacolari, del 23/7/14
- Vasculite dei grandi vasi o morbo di Horton, dell'8/2/12
- La vasculite, ossia la poliartrite microscopica PAM, del 27/6/10
- Vasculite e poliangioite microscopica con danni renali, del 28/1/15
- Vasculite sistemica ed esagerate preoccupazioni, del 16/8/14

Valdo Vaccaro

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DOCUMENTO ALLEGATO N. 1: TESINA "VASCULITE DEI GRANDI VASI O MORBO DI HORTON"

SOFFRIVO DI POLIMIALGIA REUMATICA E DI MORBO DI HORTON A FEBBRAIO 2012

Ciao Valdo, ti scrisse mia sorella Rosanna l'8 febbraio dell'anno scorso, a proposito della polimialgia reumatica e del morbo di Horton che mi erano stati diagnosticati. Tu prontamente rispondesti con una tesina nella quale, oltre alla spiegazione delle patologie, davi tanti preziosi suggerimenti sull'alimentazione che io immediatamente adottai. "Vasculite dei grandi vasi o morbo di Horton", dell'8/2/12.

ALTRO CONTATTO A NOVEMBRE 2012

Ti scrissi nuovamente lo scorso novembre chiedendoti ulteriori suggerimenti perchè iniziavo a star meglio fisicamente ma dimagrivo troppo, ed ancora, prontamente, ricevetti da te preziosi consigli. Ebbene, ho fatto tesoro delle tue risposte, le ho lette e rilette, ma soprattutto messe in pratica.

OGGI SONO GUARITA SENZA FARMACI CON INCREDULITÀ DEI MEDICI!

Ti informo, con immenso piacere, che SONO GUARITA!!!! SENZA FARMACI!!! Sono diventata vegana, al 90% crudista. È stata una bella soddisfazione anche vedere l'incredulità dei medici, sia quello di base che il reumatologo, i quali insistevano perchè assumessi cortisone. Ho stampato le tue tesine e le ho regalate loro.

TI SONO IMMENSAMENTE GRATA E LO COMUNICO A TUTTI

Ti sono immensamente grata per l'aiuto che mi hai dato. È stato determinante per il recupero del mio benessere. Ti ringrazio anche per l'immane lavoro di divulgazione che tu compi. Un caro saluto.
Giovanna Gosamo

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LETTERA PRECEDENTE (del 27/11/12)

MI STAVO INVALIDANDO CON CURE CORTISONICHE

Caro Valdo ho già avuto una tua risposta attraverso mia sorella Rosanna, che ti scrisse l'8 febbraio scorso, preoccupata per la polimialgia reumatica e l'arterite temporale che mi erano state diagnosticate, ma soprattutto perché mi stavo invalidando e l'unica prospettiva sembrava essere il cortisone.

COL FREDDO PROVO FORMICOLIO E TENDO A DIMAGRIRE

Mi hai dato dei preziosissimi suggerimenti sull'alimentazione. Da allora consumo molti centrifugati di carote-mela-sedano/bietole/spinaci/cavoli e tutto ciò che ha foglie verdi, frullati dolci e verdi e tanta frutta fresca a volontà. Da un anno e mezzo sono vegana, tendenzialmente crudista. Mi succede però, da che è rinfrescato il tempo, che dopo i pasti provo formicolio alle estremità ed inoltre tendo a dimagrire tanto col solo crudo, sono alta 1,52 e peso in media 43/44 kg ma scendo sotto i 42 col solo crudo.

MI SONO LIBERATA DEL CORTISONE

Comunque non ho più preso cortisone e sono quasi autonoma, dico quasi perché non ce la faccio ad occuparmi della casa, ho male alle ginocchia, alle anche, alle braccia. Anche solo la pressione delle mani per asciugarmi dopo lavata, mi causa dolore e stanchezza infinita!

STO MEGLIO MA LE ANALISI RISULTANO PRIVE DI MIGLIORAMENTI

Sto sopportando i dolori nella speranza di una guarigione. La mia perplessità però è che le ultime analisi sono pressoché uguali ai valori che avevo durante la fase acuta. Rispetto ad allora sto molto meglio, quindi mi aspettavo che il miglioramento risultasse anche nelle analisi. Sbaglio qualcosa? Devo modificare la dieta? Devo eliminare anche il piatto di verdura cotta a vapore e quello di riso che una tantum mi concedo da quando è rinfrescato il tempo?

NIENTE PIÙ MEDICO DI BASE, NIENTE PIÙ DERMATOLOGO, NIENTE PIÙ FARMACI

Non vado più dal mio medico di base né dal reumatologo perché non intendo assumere i farmaci che mi avevano prescritto, quindi non so proprio a chi rivolgermi. Spero vorrai aiutarmi ancora, ti allego le ultime analisi. Se lo ritieni utile pubblica pure senza problemi. Spero tanto in una tua risposta, grazie!
Cordialità
Giovanna Gosamo

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MIA RISPOSTA DA HONGKONG (del 28/11/12)

ASPETTO CARENZIALE ED ASPETTO ELIMINATIVO ACCAVALLATI

Ciao Giovanna, Non devi eliminare il riso. Le ipotesi sono due e possono anche accavallarsi. Esiste di sicuro l'aspetto eliminativo, e può coesistere l'aspetto carenziale, in termini di insufficiente apporto calorico, provato dalla tua perdita di peso. Suggerisco inserimento nella dieta di avocado, pop-corn, eventuale crema di avena con semini vari e germe di grano. Qualche patata in più, qualche cereale tipo miglio e grano saraceno in più, qualche passato di verdure in più, anche a fronte del cambio stagionale.

Valdo Vaccaro

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RISPOSTA ODIERNA

TESTIMONIANZA DI VALORE MONDIALE

Ciao Giovanna. Quando arrivano notizie come questa non servono troppi commenti. C'è solo tanta soddisfazione. Ti ringrazio per aver messo a disposizione l'intero tuo caso ai lettori del blog e a chiunque abbia il morbo di Horton, in Italia, in Cina o in Messico poco importa. Un messaggio veritiero e comprovato direttamente dagli interessati non ha confini territoriali.

NESSUNO SI ASPETTI ATTESTATI E RICONOSCIMENTI

Questo caso non finirà sulla nomenclatura ufficiale, e ancor meno sui tomi di medicina. Tu sei guarita senza farmaci e senza sofferenze. Non mi pare una banalità, e nemmeno una notizia da ultima pagina, anche se nessuna autorità sanitaria italiana muoverà un dito per emettere un attestato di riconoscimento. Sta a vedere che apportare salute e buoni consigli, senza far soffrire la gente e senza pesare sul bilancio dello stato, viene percepito come una impropria invadenza più che come un atto di progresso e di civiltà.

Valdo Vaccaro

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DOCUMENTO ALLEGATO N. 2: COME SONO GUARITA DAL MORBO DI HORTON E DALLA POLIMIALGIA REUMATICA (DEL 12 GIU 2013, IN ALIMENTAZIONE E SALUTE, TESTIMONIANZE DA ROSY)

Questo articolo è il primo della categoria che ho denominato "Testimonianze". Ritengo importante trasmettere il messaggio di chi ha sperimentato in prima persona l'alimentazione cruda, sia al 100% che in percentuale di poco minore. Penso sia uno dei modi più efficaci per dare a chi legge, e non ha ancora abbracciato il crudismo vegano, una prospettiva concreta dei tanti benefici del crudo. Per me è un'intervista molto particolare, perché Vanna non è una persona qualsiasi ma è mia sorella.

DESCRIZIONE DEL MORBO DI HORTON

R – Ciao Vanna, innanzitutto grazie di aver accettato di raccontare la tua storia ai lettori di Meglio Crudo. Se ben ricordo, è all'inizio dello scorso anno (2012) che ti è stata diagnosticata una malattia importante. Come si manifestava?
V – Avevo dolori articolari e muscolari già da tempo. All'inizio non si capiva di cosa si trattasse. Mi ero rivolta al mio medico di famiglia che mi aveva prescritto degli antinfiammatori, i quali non avevano apportato nessun beneficio. Mi sono, quindi, rivolta ad un fisiatra, per tentare di risolvere con trattamenti non farmacologici, ma anche con questo approccio non ho ottenuto miglioramenti.
Dopo un anno di sofferenza, si è aggiunto un considerevole rialzo termico. Il fisiatra ha quindi ritenuto opportuno che eseguissi delle analisi, dalle quali è risultato un forte innalzamento della PCR e della VES. Sulla base di questi risultati, sono stata indirizzata ad un reumatologo, il quale ha diagnosticato la Polimialgia Reumatica. Nel frattempo le arterie delle tempie si erano ingrossate, tanto da sembrare della varici. Avevo emicranie talmente forti da non riuscire a tenere la testa sul cuscino né a girarla. Infine, mi è stato diagnosticato il Morbo di Horton. Mi è stato spiegato che si tratta di una combinazione di patologie autoimmuni di tipo reumatico che spesso si presentano in contemporanea, per le quali non esiste terapia risolutiva. L'unico rimedio palliativo sarebbe stato assumere cortisone per un paio d'anni e, se fossi stata fortunata, forse avrei potuto risolvere la patologia.

DOLORI TERRIFICANTI E INCAPACITÀ DI ACCUDIRE A ME STESSA

R – Quindi, queste due patologie si manifestavano con forti dolori reumatici e l'ingrossamento delle arterie temporali.
V – Avevo dolori talmente forti da risultare immobilizzata. Non riuscivo a muovere le braccia, né le anche. Non riuscivo a vestirmi ed a lavarmi, in pratica ad accudire me stessa. Avevo difficoltà persino a masticare e mangiare. La preoccupazione era anche enormemente accresciuta dal fatto che dalle ricerche sul web relative a queste patologie ottenevo risultati terrificanti. Davanti a me si prospettava la dipendenza dal cortisone o l'invalidità.

NESSUNA SPERANZA DI GUARIGIONE

R – Non prendendo cortisone rischiavi di arrivare ad una condizione di invalidità?
V – Sì. Mi avevano anche detto che il cortisone serviva solamente ad alleviare i dolori e che, comunque, non sarei guarita completamente. Per avere un'ulteriore valutazione, ho consultato anche un altro reumatologo, che ha confermato sia diagnosi che terapia. Ulteriori analisi di laboratorio hanno poi escluso che fossero presenti altre patologie, in quanto analoghi disturbi potevano essere conseguenti alla presenza di un tumore.

ALIMENTAZIONE ONNIVORA

R – Come ti alimentavi, allora?
V – Ero onnivora, con consumo saltuario di carne, ma regolare di pesce, latticini, uova ed insaccati.

PREVALENZA ASSOLUTA DI CIBI COTTI

R – In quali proporzioni consumavi cibi crudi e cotti?
V – Praticamente tutto cotto. A crudo giusto un'insalatina. Non certo le quantità che consumo adesso! La consideravo un contorno piuttosto che una portata, un accompagnamento al piatto principale. Ora sono stabile su un 90% di crudo e penso che in estate passerò al crudo 100%.

MEDICI E REUMATOLOGI TUTTI D'ACCORDO SUL CORTISONE

R – Cosa ti ha indotto a modificare il modo di alimentarti?
V – Tutti i medici ufficiali, reumatologo, fisiatra, medico di famiglia, nonché un altro amico medico che avevo contattato, mi consigliavano caldamente di assumere il cortisone. Ma, in contemporanea, avrei dovuto prendere un farmaco contro l'osteoporosi, un altro per lo stomaco, della vitamina D per le ossa ed altri ancora.

FONDAMENTALE UNA TESINA DI VALDO VACCARO E IL SUO TESTO ALIMENTAZIONE NATURALE

Nel frattempo, ho avuto modo di leggere la tesina di Valdo Vaccaro relativa al morbo di Horton che per me è stata fondamentale e, a partire da quella, ho iniziato a leggere e a documentarmi sull'igiene naturale e sul crudismo. Ho letto con rinnovato interesse "Alimentazione Naturale", sempre di Valdo Vaccaro. Ho iniziato a frequentare il suo blog e mi sono iscritta al Gruppo Facebook "Crudismo Facile". Le nuove informazioni acquisite da questi canali mi hanno portato a riflettere ed arrivare alla decisione di fare di testa mia.

ASSUNZIONE DI BETAINA DA BIETOLE COME ANTI-INFIAMMATORIO NATURALE

Nel gruppo Facebook, tra l'altro, ho instaurato delle amicizie che mi hanno rassicurato sulla mia scelta, fornendomi l'esempio di persone che con il crudismo avevano superato malattie di tipo reumatico simili alla mia. Potrei dire che da questo è cominciata l'avventura. Ho iniziato a consumare tanta frutta, verdura e a bere litri di estratti. In particolare Valdo, nella stessa tesina, aveva raccomandato l'assunzione di betaina come antinfiammatorio naturale, precisando che è contenuta nelle foglie verdi, in generale, ma in abbondanza nelle bietole. Per diversi mesi ho raccolto bietole selvatiche e ne ho estratto il succo, accompagnandolo a quello di altri ortaggi. Ne ho bevuto tanto che ora non sopporto più il succo di bietola! In un mese la febbre è calata, mentre definivo meglio la dieta, diminuendo il consumo di olio, inserendo l'avocado, aumentando il consumo di frutta e rispettando le combinazioni alimentari. Grazie ai consigli che ho ricevuto sono arrivata, infine, a seguire uno schema alimentare piuttosto buono per me.

INCREDIBILI MIGLIORAMENTI GRAZIE AL CRUDISMO

R – Che vantaggi hai riscontrato proseguendo con la nuova alimentazione?
V – Con il crudismo, pian piano, ho avuto modo di vedere progressivi miglioramenti nella mia condizione fisica. Dopo qualche tempo i dolori si sono attenuati, ho potuto recuperare lentamente la motilità delle braccia e fare brevi passeggiate. Dopo nove mesi di crudo quasi integrale mi sarei aspettata almeno un miglioramento delle analisi di laboratorio. Invece, queste erano tali e quali a quelle relative al periodo nel quale ero immobilizzata. La mia condizione generale era migliorata, ma dalle analisi questo miglioramento non risultava. La cosa mi sembra tuttora strana ed al tempo mi ha alquanto demoralizzato. Il giorno in cui ho ritirato le analisi ero così depressa che non sono voluta rientrare a casa, ma sono passata a trovare un gruppo di amiche che seguono un corso di ballo e dal giorno mi sono iscritta anch'io. Mi sono detta: "Nonostante tutto devo riuscire a ballare!"

RECUPERO DELLE FUNZIONI CORPORALI E DEL MOVIMENTO

R – Hai reagito, quindi.
V – Sì. E mi ha fatto molto bene! Vedere che riuscivo a fare qualche ballo anche se non per intero, mi ha tirato su di morale. Anche in questa attività ho potuto, nel tempo, apprezzare i progressivi miglioramenti.

DALLA CONDIZIONE DI IMMOBILITÀ ALLE CAMMINATE E AL BALLO

R – Ed ora come stai?
V – Sto benissimo: vado regolarmente a ballo ed ho ripreso le lunghe camminate che mi mancavano tanto, vado a fare la spesa e riesco a prendere i pesi, riesco a guidare. Insomma, sono autonoma. In più, sento una buona dose di energia addosso, come da tempo non provavo.

NON HO PRESO ALCUN FARMACO E MI SONO SOLTANTO DISINTOSSICATA

R – Quanto di questo miglioramento ritieni sia dovuto alla dieta?
V – Sono più che sicura che il miglioramento sia avvenuto interamente grazie al crudismo perché non ho preso alcun farmaco. Mi sono solamente disintossicata. Io credo che questo tipo di alimentazione abbia fatto un bel po' di pulizia nel mio organismo.

ASPETTI NEGATIVI NELLA DIETA CRUDISTA?

R – Nella tua esperienza, si sono presentati aspetti negativi del mangiare crudo?
V – Un problema che ho avuto con il crudo è quello del troppo dimagrimento. Ho scritto nuovamente a Valdo Vaccaro e lui mi ha consigliato di introdurre nella dieta cereali senza glutine, miglio, quinoa, amaranto e di aumentare tutte le quantità del cibo che già mangiavo. All'inizio non riuscivo perché mi saziavo presto e poi, dopo poco tempo, avevo di nuovo fame. Ora, invece, mangio quintalate di frutta, la più varia possibile. Un altro effetto collaterale del mangiare crudo è che quando devo viaggiare o quando devo uscire, soprattutto di mattina, devo provvedere a variare la mia routine quotidiana e mangiare cibi più solidi, sempre scelti tra frutta e verdura, per non dover avere per forza una toilette a disposizione.

NON TORNEREI PER NESSUN MOTIVO A MANGIARE COME PRIMA

R – Torneresti ad alimentarti come prima?
V – Assolutamente no. Ora le analisi di laboratorio sono rientrate tutte nella norma. Anche il mio medico di famiglia, che dapprima mi aveva ossessionato per farmi cambiare atteggiamento, si è arreso all'evidenza e mi ha detto che non ha nulla da obiettare. L'unico a darmi fiducia da subito è stato il fisiatra. All'inizio, quando mi vedeva, mi salutava sorridendo con un: No cortisone? In seguito, durante un periodo in cui ero un po' depressa e dubbiosa sulla bontà della strada intrapresa, mi ha incoraggiato a continuare dicendomi: "Proprio ora che hai resistito e ti stai riprendendo, assolutamente non devi prendere cortisone!". Ora è entusiasta dei miei risultati e non vede l'ora di riferire al reumatologo che sono guarita senza farmaci.

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