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lunedì 13 giugno 2016

IL MOSTRO UNTORE VALENTINO E LE PSEUDO-CONTAGIATE DI ROMA


LETTERA

ESPOSIZIONE OBIETTIVA DI COME SONO ANDATI I FATTI

Buonasera Valdo e grazie per la pronta risposta nella sua tesina "Lo zio di Valentino e l'infame gogna mediatica delle televisioni" del 7/6/16. Voglio dare seguito alla sua disponibilità raccontandole i fatti per come sono realmente andati, cercando di narrarli in maniera obiettiva e senza farmi condizionare dall'affetto che nutro nei confronti di Valentino.

AMMETTO TUTTI I SUOI ERRORI DI LEGGEREZZA E DI INGENUITÀ

Ci tengo a dirle subito, che reputo il comportamento di Valentino moralmente imperdonabile. Sapeva di essere sieropositivo ed aveva quindi il dovere morale, indipendentemente da ogni considerazione, di prendere precauzioni. Non lo ha fatto e con molta probabilità la sua vita è irrimediabilmente compromessa, visto almeno, com'è stato trattato fin qui il caso.

EVIDENTI CORRESPONSABILITÀ DELLE ISTITUZIONI SANITARIE

Premesso quanto sopra, non posso però fare a meno di denunciare che, se Valentino ha delle innegabili responsabilità morali, ancora di più ritengo ne abbiamo le intere istituzioni sanitarie di questo paese, per la totale assenza di informazioni riguardanti le conseguenze penali a cui si andava incontro, nel malaugurato caso di contagio, com'è poi accaduto a Valentino. Informazioni che a mio modesto avviso, avrebbero fatto da deterrente, responsabilizzandolo molto più di quando possa fare la semplice informazione di usare il profilattico, evitando molto probabilmente il nascere di questa brutta vicenda.

PROFILO UMANO DI VALENTINO

Chi è Valentino? Valentino è un ragazzo, oggi 31enne, che con fatica e impegno era riuscito a costruirsi una vita normale, cosa non del tutto scontata, considerato che non ha mai conosciuto il padre, mentre la madre è morta quando aveva appena 4anni. Valentino scopre di essere sieropositivo nel Luglio del 2006, quando aveva appena 22 anni, dopo che una ragazza, che oggi inspiegabilmente è tra quelle che lo hanno denunciato, gli consigliò di fare il test dell'Hiv. Il consiglio gli fu dato, dopo che la ragazza era venuta a conoscenza dal Valentino stesso che la madre era morta di Aids contratto a seguito di uso di stupefacenti.

NON BEVE, NON FUMA, NON SI DROGA E STA FISICAMENTE IN GRANDE FORMA

Passata la prima fase di normale sbandamento, dopo avere appreso di essere sieropositivo, Valentino riesce, non senza fatica, a trovare un equilibrio. Trova un lavoro e nel frattempo va a vivere da solo. Il ragazzo non beve, non fuma, non si droga, coltiva diverse amicizie, frequenta locali e discoteche, in poche parole la vita di un ragazzo che vive la sua età, con spensieratezza ma allo stesso tempo all'interno di quei canoni sociali che non destano preoccupazioni alla famiglia. Questo è Valentino!

LA DENUNCIA DI UNA RAGAZZA E L'INIZIO DI QUESTA TRISTE STORIA

La vicenda ha inizio quando una ragazza che aveva avuto rapporti sessuali con Valentino, viene a conoscenza da parte di una amica comune con Valentino che il ragazzo è sieropositivo. La ragazza va a fare il test, scopre di essere sieropositiva, contatta Valentino e lo accusa di averle trasmesso l’HIV. Valentino nega di essere sieropositivo e, dopo varie insistenze da parte della ragazza di dimostrarglielo che non aveva l'Hiv, nel tentativo maldestro di confutare la sua sieronegatività invia alla stessa tramite WhatsApp un certificato palesemente falsificato. Scatta la denuncia.

VALENTINO SI DIFENDE IN MODO MALDESTRO

Valentino viene ascoltato dalla polizia e ancora più maldestramente, mentendo, conferma l’esistenza del certificato e continua a mentire, probabilmente dopo essersi sentito smascherato, dichiarando che lui aveva appreso di essere sieropositivo solo l'anno prima. La polizia a questo punto decide di aprire delle indagini. Si trovano altre ragazze che avevano avuto rapporti sessuali con Valentino e alla denuncia della prima ragazza se ne aggiungono altre 5.

L'ARRESTO E LA MACCHINA MEDIATICA

Valentino viene arrestato il 24 Novembre dello scorso anno. L'arresto avviene nell’ufficio dove lavorava in presenza di colleghi e datori di lavoro e subito trasferito nel carcere di Regina Coeli di Roma.

LA STORIA DEL MOSTRO E DELLO SPREGEVOLE UNTORE

La vicenda esce sulle principali testate giornalistiche e televisive, guarda caso il 1° Dicembre 2015, giornata mondiale sull'Hiv e sull'Aids. Giornali e Tv si scatenano sulle più fantasiose ricostruzioni possibili e immaginabili, come spesso accade in questo paese, narrando di un untore arrestato perché volontariamente andava in giro a contagiare ignare ragazze, dopo averle adescate in chat e dopo averle convinte ad avere rapporti sessuali senza preservativo. Pagine e pagine di giornali, trasmissioni tv che raccontavano di un MOSTRO, di un UNTORE che andava in giro a contagiare delle povere ragazze, ingannate da un essere spregevole, al solo fine di trascinarle nell'incubo dell'Hiv e dell'Aids.

NESSUN ACCERTAMENTO LEGALE E NESSUNA PROVA LOGICA E CONCRETA CHE VALENTINO ABBIA CONTAGIATO QUESTE RAGAZZE

Una primaria trasmissione televisiva arriva addirittura a intervistare una delle ragazze coinvolte, mandandola in onda e dando per verità assoluta le dichiarazioni fatte dalla ragazza. Tutto questo, senza che un tribunale di questo paese abbia mai accertato ALDILA' DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, che Valentino abbia realmente contagiato queste ragazze e soprattutto che lo abbia fatto consapevolmente.

INFORMAZIONI ACCUSATORIE INFAMANTI E A SENSO UNICO

Scrivono di tutto, danno informazioni false e pur di avvalorare la storia, al solo fine di vendere più giornali e alzare i loro ascolti televisivi, danno le notizie come se il ragazzo fosse stato già giudicato e condannato da un tribunale. Grazie a questo tipo di informazione, fatta a senso unico e basandosi sulle sole teorie accusatorie, innescano un odio e un disprezzo verso il ragazzo, da parte dell'opinione pubblica, che si traduce in commenti sommari di condanna, arrivando addirittura a creare pagine su facebook inneggianti alla violenza, come ad esempio la pagina VALENTINO TI BRUCIO LA FAMIGLIA.

CONTAGI IN AUMENTO, MA 17 RAGAZZE SU 27 STRANAMENTE IMMUNI

Le indagini continuano, è notizia di questi giorni che le persone coinvolte sono diventate 48, di cui 27 ragazze contagiate, a detta dell'accusa, direttamente da Valentino, 3 uomini contagiati dai rispetti partner facenti parte delle 27 ragazze, un bambino di cui la madre anni prima aveva avuto dei rapporti sessuali con Valentino ed infine 17 ragazze che pur avendo avuto rapporti sessuali con Valentino non sono risultate sieropositive.

NON PIÙ LESIONI GRAVISSIME MA EPIDEMIA DOLOSA CON PROSPETTIVA DI ERGASTOLO

Cambia l'accusa e da lesioni gravissime il PM ipotizza la procurata epidemia dolosa, pena l'ergastolo. Il GIP non accoglie il nuovo capo di imputazione, perché a mio avviso non configurabile, ma conferma la custodia cautelare in carcere, respingendo gli arresti domiciliari, perché reputa che il ragazzo una volta agli arresti domiciliari, possa reiterare il reato contagiando altre ragazze. Questi sono i fatti salienti fin qui noti. A questo punto invito tutti i lettori a valutare con obiettività e soprattutto severità le riflessioni che di seguito illustrerò e che mi hanno ormai convinto che VALENTINO È UNA VITTIMA.

L'HIV NON NASCE CON VALENTINO

Partendo dal presupposto, credo condivisibile da tutti, che l'Hiv non nasce con Valentino e che lui stesso sarebbe vittima a sua volta di un contagio preso a seguito un rapporto etero-sessuale, così almeno hanno scritto i giornali, perché lui è un MOSTRO e le ragazze sono tutte vittime?

UN CONTO È CONDANNARE LA LEGGEREZZA E L'IMPRUDENZA, UN ALTRO CONTO È TRASFORMARE UN RAGAZZO IN UN MOSTRO SOCIALE

Qualcuno potrà obiettare che essendo lui a conoscenza di essere sieropositivo aveva il dovere morale di prendere precauzioni. Giusto, condivido il pensiero. Dovere morale di prendere precauzioni! Ma perché da una azione moralmente condannabile si è voluto costruire la figura dell'UNTORE e del MOSTRO. Non mi risulta che la legge disciplini la morale, anche perché se cosi fosse, non basterebbe l'intero territorio italiano per carcerare tutti coloro che si macchiano di azioni moralmente condannabili. Non trovate?

MOLTE DELLE RAGAZZE COINVOLTE NON SONO AFFATTO CREDIBILI

Fermo restando le responsabilità morali di cui accennavo sopra, non credete che una ragazza che acconsenta di fare sesso con un perfetto sconosciuto senza prendere precauzioni, magari la sera dopo avere chattato per la prima volta con un ragazzo, abbia implicitamente accettato il rischio di un eventuale contagio? Tutti sappiamo dell'esistenza reale o inventata dell'Hiv e dei rischi che la scienza ufficiale dice ci siano. Come mai le ragazze, con assoluta certezza, indicano in lui l'UNTORE e non pensano magari che possano averlo contratto dal partner della sera prima o quella dopo, visto che molte di esse pare avessero una attitudine piuttosto spregiudicata con il sesso?

NESSUNA CATTIVERIA E NESSUNA VOLONTARIETÀ DA PARTE DI VALENTINO

Il ragazzo è accusato di avere voluto VOLONTARIAMENTE trasmettere il virus dell'Hiv. Vi sembra credibile che uno che vuole fare VOLONTARIAMENTE del male, dia alle ragazze, nome, cognome, le presenti ad amici e in alcune occasioni anche ai parenti, indichi dove vive, lavora e dove lavora? Secondo voi, questo è l'atteggiamento di un criminale o più verosimilmente, l'atteggiamento di uno che non si rende conto di cosa possa accadere? Giornali e tv lo hanno già sommariamente condannato e senza porsi il ben che minimo dubbio che magari il ragazzo possa essere innocente o comunque non spinto da intenzioni atte a procurare del male a qualcuno, hanno pubblicato nome e cognome esponendolo alla gogna mediatica di facili giustizieri, che senza conoscere i fatti, inneggiano anche alla morte del ragazzo.

GIORNALISTI E TELEVISIONI DI BASSA LEGA

Complimenti alla stampa e alle tv italiane. Qualcuno dovrebbe spiegare a questi giornalisti di bassa lega, soprattutto in fatti di questo genere, dove non vi è alcuna azione violenta, che esistono i tribunali preposti a dare dei giudizi e che non spetta certo a loro stabilire i fatti.

MAI UN MALESSERE, MAI UNA SOFFERENZA, MAI UNA CURA MEDICA VISTO CHE LA SUA CARICA VIRALE ERA COMUNQUE MOLTO BASSA

Il ragazzo è a conoscenza di essere sieropositivo da circa 10 anni. Mai un malessere, nessun tipo di problema fisico o sofferenza. Al ragazzo fino al 2014 non era stata mai prescritta alcuna cura. I dottori che periodicamente si sono succeduti nei controlli di routine gli hanno sempre detto che le analisi erano a posto, che stava sostanzialmente bene e che la sua carica virale era bassa.

VALENTINO ERA ED È TUTTORA CONVINTO DI NON ESSERE AMMALATO

È forse da pazzi pensare che un ragazzo che scopre a 22 anni di essere sieropositivo, e a questo non segue un problema fisico o una malattia invalidante, dove i medici che lo hanno in cura non gli prescrivono dei farmaci e che anzi gli dicono che lui sta sostanzialmente bene, finisca per convincersi che non è ammalato e si comporti di conseguenza?

LA PROBABILITÀ DI CONTRARRE HIV DA RAPPORTO SESSUALE RIMANE, ALLA RESA DEI CONTI, SUL RIDICOLO LIVELLO DELLO 0,03%, CIOÈ 3 CASI SU 10.000

I dati ufficiali parlano di uno 0,03% di probabilità di contrarre il virus a seguito di un rapporto sessuale. Facendo un breve calcolo, anche in base al numero delle ragazze coinvolte, migliaia di rapporti sessuali, è credibile secondo voi? Chi è Valentino? Forse un Superman? Come si spiega quindi un così alto numero di contagi riconducibili a lui? Come si spiega il fatto che 27 ragazze sono risultate sieropositive e altre 17 no? Come si fa a stabilire che è lui l’UNTORE e non viceversa o che le ragazze possano aver contratto il virus da un altro partner?

TRATTATO COME UN CRIMINALE SENZA ALCUN VALIDO MOTIVO

Ammesso e non concesso che possa essere stato lui a contagiare le ragazze. Che motivo c'era di trattarlo come un criminale, esporlo alla pubblica piazza come un animale, fottendosene della legge sulla privacy, divulgando nome e cognome e facendo si che su internet girassero le foto di Valentino con i sottotitoli di UNTORE e MOSTRO.

NON SI È AMMALATI IN FORZA DI UN CERTIFICATO REDATTO ALLA CARLONA

Se proprio devo trovare una responsabilità in Valentino è quella di avere voluto vivere una vita normale, senza per forza doversi sentire ammalato. L'unica prova esistente che Valentino è ammalato è data da un certificato che asserisce che è sieropositivo. Il fatto poi che non abbia alcun tipo di sintomo sembra quasi passare in secondo piano.

DI QUALE SOFFERENZA PARLANO QUANDO VALENTINO GODE DI VITALITÀ STRAORDINARIA E DI SALUTE FUORI DEL COMUNE?

Quindi di cosa parlano alcuni giornali che hanno scritto che il ragazzo ha voluto trascinare nel calvario dell'Hiv le ragazze coinvolte per far sì che soffrissero dello stesso male. Di quale sofferenza parlano, visto che Valentino non ha mai sofferto di problemi riconducibili all'Hiv e che le ragazze coinvolte continuano a vivere una vita normale e addirittura qualcuna ha il tempo per interviste, che lasciatemi pensare male, non sono certo concesse per nobili motivi.

SIA LE PRESUNTE VITTIME CHE STAMPA E TELEVISIONE STANNO USANDO VALENTINO COME CAPRO ESPIATORIO PER I PROPRI SPORCHI COMODI

Io penso che Valentino è stato usato da tutti come capro espiatorio. Dalle vittime perché è più facile addossare ad altri le responsabilità delle proprie azioni puntando il dito su Valentino il MOSTRO e giustificarsi con amici, parenti, fidanzati o mariti che siano. Dalla stampa e televisione, perché la figura dell’UNTORE e del MOSTRO ha consentito loro di vendere più giornali e aumentare i loro ascolti, senza farsi alcuno scrupolo nel rovinare, violando la sua privacy e divulgando notizie false, la vita di un ragazzo, che fino a prova contraria e fin tanto che un tribunale non si sarà pronunciato è innocente. Gli inquirenti stessi che hanno permesso il diffondersi di notizie mentre ancora vi erano delle indagini in corso. Concludo dicendo che l'Hiv non nasce con Valentino e non sarà certo distruggendogli la vita che il problema sarà risolto.
Tex Willer, zio di Valentino

*****

RISPOSTA

VALENTINO T, UN GIOVANE NORMALE E NON UN MOSTRO DA DESTINARE AL ROGO

Ciao Tex. Le cose stanno cominciando a chiarirsi e a delinearsi meglio. Dal punto di vista umano ne esce un giovane normale che ha sicuramente commesso degli errori e delle imprudenze notevoli e condannabili. Definirlo ingenuo e superficiale è il minimo. Nessun motivo invece per trasformarlo in mostro e criminale, e ancor meno in sporcaccione seriale da mandare al patibolo o quasi, salvo che non si vogliano ripristinare i tempi dell'Inquisizione e dei roghi, stile quello decretato da papa Clemente VIII nel 1600 a Campo de' Fiori contro il grande Giordano Bruno.

BUGIE MALDESTRE ED INGENUE

Le sue stesse bugie, il suo stesso volersi difendere in modo maldestro sia con le sue presunte vittime che con la polizia, dicendo di non essere sieropositivo, non venivano certo da un piano diabolico di dimostrarsi indenne da Hiv/Aids ma piuttosto dal fatto evidente che lui stava e sta benissimo, in ottima forma fisica, e che sostanzialmente non dava alcuna importanza ed alcun senso alla sua condizione teorica di sieropositivo asserita dalla documentazione medica.

SOTTOVALUTAZIONE DEL SUO STATUS UFFICIALE DI SIEROPOSITIVO

Qui, per valutare la sua innocenza o la sua colpevolezza mentale, sarebbe importante intervistare Valentino di persona e capire cosa gli frullava per la testa quando ha ignorato e sottovalutato il suo status ufficiale di sieropositivo. Probabilmente era convinto, sulla base di fatti evidenti ed effettivi, di essere una persona normale e non un soggetto a rischio o in predicato di contagiare il prossimo.

VIVIAMO IN UN CONTESTO SOCIALE COLPEVOLISTA E MANICOMIALE

Difetto ideologico e difetto di prudenza, d'accordo. Un conto è ragionare su basi salutistiche e logiche come ha fatto lui, e un altro è tener presente che viviamo in un determinato contesto sociale politico e legislativo di tipo colpevolista, per cui la faccenda Hiv/Aids, per quanto manicomiale, per quanto inventata e manipolata di sana pianta, per quanto falsa e farsesca, per quanto barattata come patologia contagiante senza assolutamente esserlo, viene tuttora vista socialmente e considerata legalmente una temibile malattia capace di sovvertire ed appestare il mondo intero.

LA PREPARAZIONE SCIENTIFICA SUI PRE-REQUISITI DELLA CONTAGIOSITÀ STA A LIVELLO ZERO

Appare ovvio che tutto dipende dal tipo di tribunale accusatorio che dovrai affrontare. Pretendere che il pubblico e che i giudici abbiano un minimo di preparazione scientifica e di apertura mentale, una reale maturità su questi argomenti arroventati e controversi è una pia illusione. I principi di Koch o i postulati di Henle-Koch, per i quali una malattia, per essere contagiosa, deve colpire al rateo equo di 50-50 maschi e femmine, e non al rateo 90-10 come accade nella realtà, ed anche i dati statistici per i quali soltanto lo 0,03% dei sieropositivi risulta tale per contatto sessuale con altro sieropositivo, sono dati che vengono promulgati nelle università specializzate e non certo sulla piazze o nei tribunali.

IL BARACCONE AIDS SI REGGE TUTTO SULLA VORACITÀ PER IL DIO DANARO

Il fatto che lo scandalo sia stato fatto esplodere in esatta concomitanza con la giornata mondiale dell'Aids, fa capire quanta malevolenza e quale ipocrita pianificazione si nasconda dietro il baraccone Aids, quanta e quale macchinazione infernale sussista e permanga nei piani della Medicina Monatta.
Questa gentaglia è disposta a tutto pur di mantenersi ai vertici con le sue menzogne e la sua infinita voracità per il dio danaro.

FONDI MILIARDARI ESENTASSE DA UNA PARTE E VITTIME INNOCENTI DALL'ALTRA

Ogni fatto della vita, ogni evento degno di attenzione, come quello di Valentino, finisce per diventare oggetto di speculazione da sottoporre a sapiente regia. Chi ha pianificato e inventato l'Hiv/Aids 40 anni fa non perde occasione per riaffermare il suo potere, per rimpinguare i suoi enormi fondi Aids esentasse targati Clinton, Gates e Soros, travolgendo cinicamente tutto e tutti. Alla fine, parliamo di un maxi-evento cinematografico dove ci sono le star, i registi e i veri protagonisti da una parte, e le comparse, ovvero le povere vittime, dall'altra. Finire in questa ultima categoria significa rovinarsi e subire la gogna mediatica, come sta puntualmente succedendo a Valentino T.

Valdo Vaccaro



1 commento:

S.P. ha detto...

Il caso Valentino è vero come l'Hiv...
resta da scoprire chi ha pagato la Toffa per fare questi "servizi" a cui non crederebbe manco un bambino.
PS anche facendo finta sia tutto vero (non torna niente nè a livello legale, nè a livello medico) basta guarda le statistiche ufficiali riportate dal CDC: rapporto tra "maschio" infetto e femmina, 8 possibilità di contagio su 10mila rapporti...
http://www.cdc.gov/hiv/risk/estimates/riskbehaviors.html
Forse più che di "Hiv", sia "Valentino" che le sue "vittime" soffrono di satiriasi e ninfomania, hanno giornate intere per fare solo sesso non protetto (nemmeno una gravidanza indesiderata? strano...con tutta questa passione....).
Non una delle pagliacciate della Toffa su Hiv è reale ed è evidente.
Sveglia ragazzi...
Ciao.

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