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martedì 28 giugno 2016

MERCURIO ASSORBITO DA AMALGAME E MERCURIO INALATO DA TERMOMETRI ROTTI


LETTERA

TIMORE DI AVER ASPIRATO EVAPORAZIONI DI MERCURIO

Gentile dottor Vaccaro, ieri sera per sbaglio mi è caduto il termometro in camera da letto e, presa dall'ansia, ho aspirato il mercurio con l'aspirapolvere incurante dell'evaporazione. Il problema più grave è che sono incinta alla nona settimana e, leggendo sul web, dicono tutti che inalare il mercurio causa danni irreparabili al feto.

TUTTI MI HANNO RASSICURATA MA RIMANGO UGUALMENTE NEL PANICO

Io vivo a Bergamo, così ho chiamato il Niguarda che mi ha tranquillizzata dicendo che non è grave la cosa. Poi ho sentito anche la ginecologa ed il medico di base. Pure loro mi hanno tranquillizzata.

NON ME LO PERDONEREI MAI SE IL MIO BAMBINO AVESSE DELLE CONSEGUENZE

Cosa devo pensare? Non me lo perdonerei mai se il bambino nascesse con qualche malformazione!
Soffro molto da ieri e non riesco a farmene una ragione. Non esistono degli esami specifici da fare per capire se il corpo è intossicato dal mercurio? La ringrazio per l'attenzione e spero mi risponderà qui perché non so a chi altro affidarmi! Distinti saluti.
Marianna

*****

RISPOSTA

IL PROBLEMA DELLE VECCHIE AMALGAME DENTALI

Ciao Marianna. In genere il problema del mercurio viene collegato alla questione amalgame, impiegate ormai da 150 anni nel settore dentistico. La pasta usata nelle nuove amalgame non ne contiene più. Ma quella delle amalgame di un tempo era una lega dove, accanto a metalli come argento, rame, stagno e zinco c'era anche un 50% di mercurio, elemento annoverato tra le sostanze più tossiche esistenti.

PIÙ CHE DALLA ALIMENTAZIONE E DAL PESCE INGERITO, IL MERCURIO DERIVA DALLE OTTURAZIONI

Il mercurio può depositarsi nel corpo umano attraverso vie diverse come cibo ed inquinamento ambientale. È ormai stato dimostrato che l'amalgama dentario contribuisce in modo specifico a gravarne il carico nell'organismo. Un documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha rivelato come, in popolazioni che hanno una forte componente di pesce nella dieta, la maggior parte del mercurio presente nel corpo derivi dalle otturazioni dentarie di amalgama e non, come si riteneva in precedenza, dall'alimentazione.

VAPORI E MICROPARTICELLE RILASCIATI SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ

Il mercurio infatti viene rilasciato dalle otturazioni dentali senza soluzione di continuità, sotto forma di vapori e di microparticelle. Ogni volta che mastichiamo chewing-gum, spazzoliamo i denti, assumiamo bevande calde o ingeriamo cibi acidi ne favoriamo il rilascio. È stato dimostrato che una otturazione vecchia da 5 a 7 anni ha perso il 50% di mercurio originale e che in un amalgama di 20 anni non ne rimane che il 5%. Ma dove è finito il mercurio che manca? Naturalmente nell'organismo. È stato respirato dai polmoni sotto forma di vapore, inghiottito nello stomaco attraverso la saliva, assorbito dal sangue, dato che l'80% del vapore inalato è assorbito direttamente nella circolazione sanguigna. Dal cavo orale si è diffuso nei reni, nel fegato, nelle ghiandole, nel sistema nervoso periferico, in quello centrale, nel cuore, negli intestini. 

NON È SEMPRE IL CASO DI FARE DELLE RIVOLUZIONI IN BOCCA

Non tutte le persone che hanno otturazioni d'amalgama nei denti devono toglierle. Per chi non ha ipersensibilità al mercurio, il livello di tossicità è minimo e un organismo sano dovrebbe sempre essere in grado di compensarlo. In questo caso l'ingente spesa per la sostituzione degli amalgami non è giustificata. Se dobbiamo però toglierli, è legittimo pretendere dal dentista l'osservazione di regole ben precise, perché la rimozione è il momento di maggiore rischio di intossicazione per l'organismo.
L'argomento rimane dibattuto e controverso tra gli stessi medici dentisti. Ci sono quelli che auspicano soluzioni drastiche e quelli che invece propendono per mantenere la calma. 

MISURE PRECAUZIONALI NEL CASO DI RIMOZIONI DENTALI A RISCHIO

Per difenderci dal pulviscolo di mercurio e dai vapori ci sono precise misure precauzionali da seguire, codificate internazionalmente. Attorno al dente trattato deve essere posta la cosiddetta diga, una vera e propria barriera di gomma. Durante l'intervento deve essere mantenuta una forte aspirazione sia nel cavo orale che all'esterno, e può essere richiesta anche una somministrazione nasale di ossigeno.
Contemporaneamente va prevista la somministrazione di sostanze antiossidanti come selenio, zinco, rame, vitamina C, glutatione e betacarotene, che favoriscono la eliminazione del mercurio assorbito durante l'intervento.

DANNI PROVOCATI DAL MERCURIO

La presenza del mercurio nel nostro organismo e la ipersensibilità allo stesso può determinare ipertensione arteriosa, dolori muscolari e articolari, stanchezza cronica, disturbi del sonno, alterazione dei processi cognitivi, ansia, depressione, irritabilità e difficoltà di concentrazione, insufficienza immunitaria, lichen-orale e aumento della antibiotico-resistenza dei batteri. Si teme persino che il mercurio favorisca l'insorgere di malattie degenerative quali la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson o l'Alzheimer.

I VAPORI DI MERCURIO HANNO NOTEVOLE CAPACITÀ PENETRATIVA

L'OMS ha inoltre raccomandato che l'esposizione di donne in età fertile, e quindi con possibilità alta di gravidanza, ai vapori di mercurio debba essere la più bassa possibile perché il mercurio attraversa facilmente la barriera della placenta e raggiunge il feto.

GLI EFFETTI NEGATIVI RIGUARDANO IN PARTICOLARE SOGGETTI IPERSENSIBILI

Il costante contatto determina una reazione al mercurio, e i globuli bianchi, che dovrebbero estrometterlo dall'organismo dopo averlo catturato, vengono in gran parte distrutti e lo rimettono in circolazione. Tuttavia solo nei soggetti ipersensibili si determina un effetto lesivo sul sistema immunitario. Solo su essi si determinano quei fenomeni di deposito tossico che possono contribuire all'insorgere delle patologie sopra descritte.
TEST DI CONTROLLO MEDIANTE MINERALOGRAMMA SUL CAPELLO

Accanto a queste misure di carattere precauzionale valide per tutti, è necessario verificare se una persona soffre di ipersensibilità al mercurio ricorrendo a due test diagnostici come il mineralogramma del capello e il Patch test. Il mineralogramma è un'analisi che consente di valutare il livello dei minerali presenti nell'organismo. I capelli hanno infatti proprietà interessanti. Mentre crescono di circa un centimetro ogni mese, concentrano e trattengono i minerali presenti nei liquidi circolanti e attinti attraverso il follicolo pilifero. A differenza degli esami del sangue e delle urine, il mineralogramma non fotografa solo la situazione attuale, ma racconta anche la storia della presenza dei minerali nell'organismo, permettendo così di gettare uno sguardo più ampio sulle condizioni precedenti.

PATCH TEST E METAL TEST

Il Patch test è invece una prova allergica di contatto. Vengono applicati direttamente sulla pelle della schiena dei cerotti con gocce della sostanza sotto esame, e si osserva la reazione irritativa scatenata dalla sostanza. Questi due esami, di costo relativamente modesto, possono già chiarire gran parte dei dubbi su una eventuale ipersensibilità al mercurio. Ma per liberarci da ogni incertezza, si può ricorrere anche ad altri strumenti diagnostici, come il dosaggio spettrofotometrico del mercurio sulle urine, un esame di tipo elettrico con il Metaltest, strumento meno preciso ma capace di accertare la presenza di mercurio in circolo, utilizzato anche per verificare lo stato di salute dell'acqua di casa.

IL MERCURIO EVAPORA SEMPRE

Il mercurio è un metallo liquido in grado di evaporare a qualsiasi temperatura. Il pericolo arriva dalla evaporazione che si può inalare e quindi finire nell'organismo. Tenere dei termometri in casa e maneggiarli senza adeguate precauzioni comporta dei rischi, soprattutto per bambini piccoli e per donne in stato di gravidanza. 

COSA FARE IN CASO DI ROTTURA TERMOMETRI 

Cosa fare in caso di rottura accidentale di un termometro che ti cade sul pavimento? Mantenere la calma e togliersi ogni oggetto prezioso tipo bracciali, anelli, collane, poiché il mercurio rovina in modo irreparabile ogni oggetto in oro con cui viene a contatto. Evitare tassativamente l'uso di scope elettriche o di aspirapolvere che scaldano e polverizzano il metallo. Indossare un paio di guanti usa e getta e adoperare una semplice paletta. Oppure una siringa senza ago con cui aspirare il mercurio o un nastro adesivo per attaccarvisi ed avvolgere il metallo. Una volta radunato il materiale non buttarlo nel lavabo o nel water ovviamente. Vietatissimo anche smaltirlo tra i rifiuti urbani, data la tossicità del materiale. Procurarsi un recipiente di vetro  con tappo e non lasciare tracce di mercurio sul pavimento. Aprire le finestre e cambiare aria. Recarsi poi in farmacia dove hanno una vaschetta apposita per smaltire i farmaci scaduti, per i termometri frantumati e per il mercurio.

CASI DI INGESTIONE E DI PENETRAZIONE CUTANEA

Se del mercurio venisse assunto in qualsiasi modo per via orale, non c'è migliore modo che assumere una dieta ricca di fibre vegetali. Se penetrasse su ferite cutanee eventuali, rimanendoci a lungo sui tessuti e provocando intossicazione, occorre rivolgersi a un centro veleni.

NON È IL CASO DI FARNE UN DRAMMA

Il peso specifico alto e l'alta densità del mercurio non consentono tuttavia vere e proprie inalazioni. Il rischio concreto di intossicazione da mercurio, in seguito a rottura di termometri o di altri strumenti di uso comune che lo contengano, è davvero molto basso. Un minimo di prudenza sì, ma non è affatto il caso di mettersi in agitazione. Fa molto più male lo stato di panico e di paura che il mercurio stesso!

Valdo Vaccaro

2 commenti:

EpiNeo ha detto...

Marianna,
niente panico come dice Valdo e come ti hanno detto anche i medici che hai contattato.
La paura è sicuramente la cosa più negativa.
Il mercurio è una delle sostanze non radioattive più tossiche che esista, ma non è detto che tu l'abbia effettivamente inalato. E non è detto che il tuo corpo sia predisposto a non gestirlo correttamente. Ci sono geni particolari che lavorano male da testare per capire se si è più a rischio. Io sono uno di quelli a rischio, ma come me onestamente ne ho sentiti molto pochi nella mia vita.
Se sei intossicata e se non lo gestisci correttamente posso assicurarti che te ne accorgerai.
Unico consiglio: non effettuare nessuna disintossicazione, sarebbe un vero rischio con un bambino da crescere prima e da allattare poi. Astieniti da mangiare coriandolo in ogni sua forma. Per il resto: stai serena.
Ciao.

Francesco Martinengo ha detto...

Fai più sesso e il panico si trasforma in gioia

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