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lunedì 11 luglio 2016

SI PUÒ INIZIARE UN PASTO PRINCIPALE CON LA FRUTTA ANZICHÉ CON LA VERDURA?


LETTERA

INIZIO PASTI CON LA FRUTTA ANZICHÉ CON LA VERDURA

Buonasera Valdo, come stai? Rieccomi di nuovo a scriverti per una questione a cui non ho trovato risposta. Sono tendenzialmente crudista da circa 7 mesi e sto seguendo a grandi linee la dieta 80/10/10 del dr Graham e proprio qui ho letto che è possibile iniziare i pasti con la frutta. 

LO SCOPO È DI RIDURRE CEREALI E LEGUMI

Volendo limitare al minimo cereali e legumi poiché vedo che se ne consumo pochi la mia pelle migliora visibilmente e digerisco meglio, diventa difficile assicurarsi le giuste calorie e, poter mangiare frutta prima del pasto, mi aiuterebbe molto. Cosa dice l'igiene naturale e cosa pensi tu in particolare in merito a questo? Ti ringrazio infinitamente.
Sara

*****

RISPOSTA

FLESSIBILITÀ E APERTURA MENTALE INNANZITUTTO

Ciao Sara. Come dico spesso occorre più flessibilità e più personalizzazione, il che si traduce in meno schemi e meno idee fisse. Questo obiettivo non significa affatto rinunciare ai buoni principi della scienza igienistica. Non deve esistere a mio avviso una contrapposizione ideologica tra le varie forme di plant-based strategies, tra fruttariani, vegetariani, vegani, vegetaliani, igienisti rigorosi e igienisti tendenziali. Ognuno di noi è diverso non solo rispetto agli altri, ma anche rispetto a se stesso, nel senso che le sue esigenze sono mutevoli a seconda del clima, della stagione, e delle sue necessità biologiche interne, pure esse cangianti in continuazione.

DIALOGARE SEMPRE E COMUNQUE COL PROPRIO CORPO

Ecco allora che diviene fondamentale saper dialogare col proprio corpo e capire in dettaglio le necessità che esso manifesta e segnala tramite i suoi sensori di fame, di sete, di poesia, di motivazione, oltre che tramite i suoi sintomi, le sue reazioni biologiche, lo star bene e lo star male, il peso forma o l'obesità e il sottopeso. 

UNA SOLIDA CULTURA IGIENISTICA DI TIPO EXTRA-MEDICO È DI GRANDE AIUTO

In pratica risulta giusto informarsi, studiare e apprendere, abbeverarsi alle migliori fonti. Una buona e solida cultura autonoma e indipendente la si forma studiando, sempre in forma razionale e critica, sempre improntata al buonsenso e al confronto con le cose concrete della vita. La si affina carpendo i segreti e i principi delle grandi scuole del passato, dall'Ayurveda, alla Medicina Cinese, a quella dell'antica Grecia e alla scuola Medica Salernitana, alla American Natural Hygiene Society. 

GLI AUTORI DETERMINANTI NON MANCANO

La si arricchisce consultando i grandi autori, filosofi e medici, che tanto materiale prezioso ci hanno lasciato in eredità, si chiamino essi Erofilo, Pitagora, Parmenide, Asclepiade, Galeno, Marco Aurelio, Giovenale, Leonardo, Giordano Bruno, Luigi Alvise Cornaro, William Harvey, Paracelso, Voltaire, Florence Nightingale, Louis Kuhne, Antoine Béchamp, Claude Bernard, Arnold Ehret, Max Pettenkofer, Padre Taddeo, Manuel Lezaeta, Paul Kouchakoff, Elie Metchnikoff, John Tilden, Herbert Shelton, Max Bircher-Benner, Max Gerson, André Simoneton, Armando D'Elia, e chissà quanti altri ne dimentico.

CULTURA NON SIGNIFICA NOZIONISMO E COPIA-INCOLLA MA AL CONTRARIO SROTOLARE, RIVOLTARE E PERSONALIZZARE I CONCETTI

Ma non si deve scivolare nel nozionismo fine a se stesso o avulso della realtà. Non si deve diventare ehretiani o sheltoniani o seguaci di questo e di quello. Non si deve diventare adepti di questo e di quello, sulla base di schemi fissi ed inalterabili che chiudono le porte anziché aprirle e spalancarle per una buona circolazione di esperienze, di idee e di coscienza critica. Ognuno deve fare le sue selezioni, le sue sperimentazioni, i suoi confronti, le sue esperienze personali.

DEFINIAMO MEGLIO COSA SI INTENDE PER FRUTTA E VERDURA

Ora, venendo al tuo caso e alle tue domande assai mirate e intelligenti, nulla ho contro l'idea di farsi una mangiata di frutta acquosa prima di pranzo o di cena. Nulla ho contro chi adotta la politica del five-per-day di Cambridge, o quella del seven-per-day di Oxford, o quella del 12-per-day di Stoccolma, tutte interpretabili in senso crudista misto o in senso verduriao o in senso fruttariano (frutta e verdura consecutivamente, frutta o verdura non mescolate). Occorre anche definire meglio cosa si intende per frutta e verdura. Per qualcuno frutto significa solo quello da albero e da cespuglio, per altri il frutto è anche quello da orto tipo zucca, zucchino, cetriolo, pomodoro, melanzana, peperone, per altri ancora il frutto si estende a funghi, patate o pomme de terre, patate dolci, topinambur, rape, ravanelli, bietole e carote.

EVITIAMO LE FORZATURE E LE IMPOSIZIONI

Questo tipo di scelte dipende molto dalla costituzione di ciascun individuo e dagli obiettivi ponderali, salutistici e rimediali che ciascuno si pone. Seguire schemi fissi e predeterminati stabiliti da terzi in linea generale non è mai un percorso raccomandabile e privo di insidie. Finisce per essere spesso una forzatura ed una imposizione, una forma sottile di violenza psicologica. Molto meglio usare le proprie armi di coscienza, selettività, originalità, intraprendenza e confezionarsi con coraggio il proprio modus vivendi, senza dimenticare ovviamente i buoni principi, le leggi millenarie di Madre Natura e il repertorio salute che la nostra Scuola Universale promulga, sostiene e difende da millenni. 

RELATIVITÀ DEI DATI TABELLARI

Per qualsiasi problema fisico, mentale e spirituale che dovessimo risolvere, ricordiamoci sempre che noi non rincorriamo le singole anomalie tabellari e non andiamo a tappare buchi ed asterischi di provenienza medica. Non andiamo a modificare dati teorici di statistiche prefissate e schematizzate per una salute teorica ed improbabile valida per tutti. Non crediamo a dati che sono stati ricavati da valori medi di persone abitanti in altri paesi come gli USA dove la gente si alimenta e si comporta con modalità diverse dalle nostre. 

PARZIALITÀ ED INADEGUATEZZA DELLE INTERPRETAZIONI

Non diamo importanza poi a dati di tipo istantaneo, presi in una determinata ora di un determinato giorno, privi di ogni curva di variabilità per le ore precedenti e successive, per i giorni precedenti e successivi. Ancor meno crediamo alle interpretazioni che si danno, senza tenere in minima considerazione le eventuali azioni depurative da noi intraprese, le quali generano ovviamente sbalzi, lavori in corso e asterischi differenziali, valutati  da medici che spesso ignorano le loro stesse materie di base come l'eziologia, e che ancor meno conoscono la nostra materia Health Science, di tipo salutistico-ippocratico-pitagorico-naturalistico.  

BRAVI NEL DEPURARE MA MENO BRAVI NEGLI EQUILIBRI CALORICI

Noi diamo massima priorità a ricreare nel corpo e nella mente una condizione di equilibrio, di stabilità, di normalizzazione digestiva, di fluidificazione del sangue e della linfa, di funzionalità del sistema epatico-renale-nervoso-ghiandolare-immunitario. Noi vegani, vegetariani, crudisti integrali o tendenziali, igienisti et similia siamo bravissimi a fare depurazione in tutti i modi possibili ed immaginabili, ma siamo meno bravi purtroppo nel rispettare le esigenze concrete di bilancio calorico-energetico del nostro corpo, per cui scivoliamo a volte sulla buccia di banana dell'anoressia involontaria, del deperimento e della emaciazione, che non sono mai sinonimo di efficienza e di benessere.

MALATTIE GRAVI IN PROGRESSIVO AUMENTO

È scoraggiante riscontrare la crescente diffusione di patologie croniche e degenerative che affliggono a cadenza epidemica le genti del mondo odierno. Colpiscono in netta maggioranza la popolazione onnivora, ma spesso si estendono anche al filone vegetariano, anche perché il nostro filone è continuamente rimpolpato da persone che sono state onnivore per decine di anni e che in alcuni mesi pretendono in modo irrealistico di risolvere tutte le patologie e di non pagare dazio, quando invece ogni depurazione implica crisi eliminative chiamate erroneamente malattie da combattere, quando si tratta invece di sintomi di avvertimento e metodologie preziose e benefiche di scarico veleni. 

C'È DAVVERO DI CHE ESSERE IMBARAZZATI

L'imbarazzo ha ben ragione di esistere se pensiamo che oggi, pur essendo circondati da istituzioni e media collusi coi poteri sanitari e politici deviati, da lobbisti e servi della gleba che remano contro, da inquinamento ambientale e da noti problemi di sicurezza economica, sociale, religiosa, esistenziale, abbiamo comunque a disposizione grandi eredità scientifiche e filosofiche, oltre che scambi informativi via internet in tempo reale che mai nella storia umana erano stati possibili. L'imbarazzo ha ben ragione di esistere, se pensiamo che esiste a nostra disposizione un corpo autoguarente dotato di intelligenti protezioni interne e di strumenti rivelativi formidabili come lingua, alito, appetito, respiro, temperatura e battito cardiaco che ci in formano in continuazione sullo stato reale del nostro organismo.

LIBERIAMOCI DEI FARDELLI E DELLA ECCESSIVA SERIOSITÀ

Liberiamoci pertanto da ogni fardello ideologico e da ogni oppressione che ci limita e ci condiziona, e cominciamo a personalizzare le nostre scelte in modo costruttivo e divertente. Sia nel mangiare che nel pensare che nel comportarsi, nel reagire a quanto succede intorno a noi, nel rapportarci con il prossimo e con l'ambiente, nell'interpretare i sintomi del nostro corpo. Impariamo a rivalutare noi stessi e le straordinarie risorse interne ed esterne che il Creatore ci ha messo a disposizione. Impariamo anche a non scivolare nell'ipocondria, nell'eccesso di attenzioni verso noi medesimi, quando un pizzico di giocosità e di spirito umoristico ci farebbe un gran bene.

I DATI SUL CONTENUTO PROTEICO DEI CIBI NATURALI SONO CARICHI DI SORPRESE

In termini USDA (US Department of Agricolture) ed in American Standard, la percentuale di contenuto calorico-proteico dei cibi segna 5,9% per il latte materno, 6,7% per la frutta acquosa, 11% per frutta secca da guscio, noci e semini, 13% per i cereali, 22% per le verdure crude (oltre 3 volte la frutta, nota bene), e 28% per i legumi (più o meno sugli stessi livelli di carne e pesce). Leggere anche la mia tesina "Reale fabbisogno proteico ed incomparabile nobiltà dei vegetali", del 21/11/14, oltre che il sito http://michaelbluejay.com/veg/protein/html.

L'IMPORTANTE È TROVARSI BENE CON LE SCELTE PERSONALIZZATE CHE SI FANNO

Sulla base di questi dati e soprattutto sulla base delle nostre esperienze dal vivo, appare chiaro che una mangiata saziante di frutta a pranzo o a cena, o anche a pranzo e a cena, è sempre possibile. Solo che in questo caso il pasto frutta costituirà esso stesso pranzo e cena, per cui sarà anche digerito velocemente e richiederà magari qualche altro pasto ravvicinato dopo un paio di orette, allontanandoci così dal tradizionale ritmo colazione-pranzo-merenda-cena ed anche dal rispetto dei cicli circadiani. Ma se uno si trova bene con questo tipo di scelte la cosa va benissimo, sempre a condizione di realizzare l'equilibrio calorico e di non gonfiarsi eccessivamente, ricordando che le verdure crude offrono contenuto proteico-calorico 3 volte superiori alla frutta.

LA STAGIONE ESTIVA SI PRESTA AD OGNI SORTA DI ESPERIMENTO

Essendo ormai in piena estate si possono effettuare con notevole disinvoltura tutti gli esperimenti che vogliamo, avendo a disposizione tanto assorbimento solare e una vasta gamma di scelte cibarie naturali. Possiamo optare per 3 pasti giornalieri, come per 5 o per 7 o per 12. Possiamo impostare uo o più digiuni. Possiamo optare per una cura dell'uva, o una cura dell'uva mattiniera, di fichi pomeridiani, e di insalatine e radicchietti la sera. L'importante è che il nostro schema sia funzionale e adatto a raggiungere i nostri obiettivi senza mandarci in tilt calorico, mantenendoci in condizioni di forma, di peso e di spirito del tutto ottimali. Chiaro che d'inverno le nostre opzioni si riducono fortemente. 

ADORO LA FRUTTA, MA CONTINUO A PENSARE CHE UNA BUONA PERCENTUALE DI VERDURE CRUDE E COTTE COMPLETI MAGNIFICAMENTE IL QUADRO

Mia opinione personale è che un bel piatto di verdure crude ben masticate, e mi riferisco a lattughe, radicchi, tarassaco, cavolo crudo, dolcetta o valeriana, pomodori e cetrioli, permette un più facile raggiungimento dei nostri equilibri calorici, oltre che un'ottima fornitura di minerali e di verde e rivitalizzante clorofilla. Ed è anche un modo per abituarsi a sfruttare al meglio le risorse che la natura ci offre.

PIATTO DI ESORDIO CON VERDURE CRUDE E SECONDO PIATTO DI RISORSE VEGETARIANE COTTE E DI PERSONALE GRADIMENTO

L'aggiunta alla terrina di verdure del mezzo avocado maturo e di un buon olio extravergine per condimento copre le esigenze di Omega 3-6-9, mentre cereali leggeri tipo miglio, saraceno, mais, quinoa e riso integrale, sempre masticati chicco per chicco, o altre opzioni come minestra di verdure cotta 15 minuti in pentola normale e coperchio, o gnocchi di patate, o pasta e pomodoro nelle varie versioni, o polenta e funghi, o verdure saltate, o polpette di verdure, o farinate di ceci, o qualche tegolina-fagiolino con l'aglio crudo tagliuzzato, o l'insalata di patate con la cipolla cruda a fettine, andrebbero a completare meglio l'intero pasto. Lo spazio per l'acqua biologica della frutta sta in questo caso nella mattinata e nel tardo pomeriggio. Sbagliato comunque fare mescole di frutta e di altri alimenti, persino verdure crude o cotte, a pranzo e cena. Tre pesche acquose, o una fetta di melone o di anguria prese a mezzogiorno, e seguite dopo 1 ora dal pranzo, possono andare bene. Spero di essere stato chiaro.

Valdo Vaccaro

  


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