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venerdì 23 settembre 2016

GLI USA CI TRATTANO COME SERVI PERCHÉ SERVI SIAMO


LETTERA

MINACCE AMERICANE DI TAGLIO AGLI INVESTIMENTI IN ITALIA

Avevo appena finito di scrivere un articolo contro le indebite ingerenze del papato negli affari interni dello Stato italiano, che ne è avvenuta una, infinitamente più grave nello specifico, da parte dell'ambasciatore americano a Roma John Phillips, che certamente non parlava a nome proprio ma del presidente degli Stati Uniti, il quale ha consigliato agli italiani di votare Sì al prossimo referendum costituzionale, aggiungendovi il ricatto economico, e cioè la minaccia che le imprese yankee non investiranno più in Italia e facendosi supportare dall'agenzia di rating Fitch che è una filiale londinese della Fitch di New York.

INTROMISSIONI INTOLLERABILI NELLE QUESTIONI INTERNE DEL NOSTRO PAESE

Questa inaudita intromissione negli affari interni dello Stato italiano, oltretutto su una questione delicatissima che divide il nostro Paese, la prima espressa in modo così esplicito, ha causato molto imbarazzo sia a sinistra che a destra perché tutti i partiti e movimenti italiani, ad eccezione dei Cinque Stelle e dell'infamatissimo CasaPoud, sono da tempo sdraiati come sogliole ai piedi dell'amico americano. Sull'Unità, organo ufficiale del Pd, Annalisa Chirico scrive che quella di Phillips è una analisi legittima e doverosa e aggiunge che l'ambasciatore americano può dare consigli e formulare auspici. Sono affermazioni al limite dell'incredibile perché un ambasciatore deve relazionare al suo Paese sulla situazione dello Stato in cui si trova, ma non può in alcun modo intromettersi formalmente nelle sue questioni interne. 

DESTRA E SINISTRA SCHIERATE CON LA CASA BIANCA

Ed è penoso anche che adesso Matteo Salvini e Renato Brunetta facciano i pettoruti difensori dell'indipendenza nazionale quando è da tempo immemorabile che la destra italiana, ammesso che questa possa definirsi una destra è, Berlusconi in testa, più americana degli americani. E sia chiaro che l'altolà all'ingerenza americana avrebbe dovuto esserci anche se Phillips si fosse espresso in favore del No. Lo dico anche ad Antonio Padellaro che afferma che in fondo gli americani non ci hanno bombardato. Ma quanto è buona Lei, signora Belva.

BRAVISSIMI AD ADDESTRARE E AD APPOGGIARE I VARI CONFLITTI

È dalla scomparsa del Pci che noi italiani non riusciamo a dire nemmeno un flebile no alle prepotenze americane, fuori d'Italia e in Italia, e che anzi le appoggiamo senza riserve. Nel 1999 abbiamo partecipato all'aggressione alla Serbia (gli aerei Usa partivano da Aviano) cui l'Onu era contraria e nonostante che noi con la Serbia avessimo buoni e storici rapporti. Persino la piccola Grecia, che pur è un membro di quella truffa chiamata Nato, si rifiutò di partecipare a quell'operazione. Non abbiamo alzato un dito contro l'aggressione del 2003 all'Iraq altro Stato sovrano, come la Serbia, rappresentato all'Onu che anche in questo caso era contraria all'intervento. Anzi abbiamo mandato sul posto ambigui consiglieri e addestratori (ma quanta gente stiamo addestrando in giro per il mondo?). 

IMPERDONABILI ERRORI CON LA LIBIA DI GHEDDAFI

Abbiamo partecipato, sia pur malvolentieri (Berlusconi era contrario, ma poi si piegò, e questo rende la sua adesione ancora più grave), all'aggressione alla Libia di Gheddafi, altro Stato sovrano rappresentato all'Onu che anche in questo caso era contraria. Tra l'altro con la Libia avevamo corposi interessi economici che abbiamo sacrificato a favore dei francesi, questi eterni e pericolosi ammalati di grandeur ma notoriamente imbelli quando ci sia un avversario degno di questo nome (la famosa linea Maginot, inutile del tutto visto che Hitler passò dal Belgio e in due settimane era a Parigi). 

ASSURDO ED AUTOLESIONISTA MANTENIMENTO TRUPPE IN AFGHANISTAN

Continuiamo a mantenere truppe in Afghanistan, da cui perfino i canadesi, strettissimi alleati degli Stati Uniti, se ne sono andati, per sostenere gli americani che non possono perdere la faccia, la loro bella faccia, e ammettere che quella guerra infame e ingiusta l'hanno perduta. Anche in Afghanistan manteniamo, oltre a 540 soldati, un altro mezzo migliaio di consiglieri e addestratori per sostenere un governo, quello di Ashraf Ghani, che senza la presenza americana sul terreno, con basi, bombardieri e droni, non rimarrebbe in piedi più di due settimane di fronte alla resistenza afgano-talebana.

DIVERSI CASI DI SCANDALOSA IMPUNITÀ GIUDIZIARIA 

Il 3 febbraio del 1998 un pilota americano, volendo fare il Rambo, tagliò le funi della funivia del Cermis provocando 14 morti. Non è stato processato né in Italia né negli Stati Uniti. Come non vengono processati i soldati americani di base a Napoli che a volte, tanto per divertirsi, stuprano ragazze italiane. Il 4 marzo del 2005 il nostro agente Nicola Calipari fu ucciso da un soldato americano, Mario Luis Lozano, di guardia a un checkpoint. In quel caso gli americani avevano ragione perché il governo italiano a guida Berlusconi, nella fretta di riportare in Italia la giornalista Giuliana Sgrena esibendola come un trofeo, non aveva avvertito i comandi statunitensi. Ma un'inchiesta, almeno un'inchiesta, non si nega a nessuno. Per noi nemmeno quella.

I SERVI VENGONO TRATTATI GIUSTAMENTE DA SERVI

I servi vengono trattati, giustamente, da servi. E per questo gli americani pensano di potersi permettere intromissioni inaudite come quella di Phillips. Perfino il presidente delle Filippine, Duterte, ha mandato all’inferno gli yankee, definendo Obama un figlio di puttana. Yankee che volevano segnare la solita linea rossa per i modi molto spicci con cui Duterte cerca di liberarsi dei trafficanti di droga. Da noi si sono alzati solo deboli vagiti da parte di singoli uomini politici ma dovrebbe essere il Governo italiano, nella persona del suo premier, Matteo Renzi, a reagire formalmente e ufficialmente chiedendo spiegazioni agli Stati Uniti e, soprattutto, rispedendo l'ambasciatore Phillips a casa sua. Invece il 18 ottobre Matteo Renzi andrà alla Casa Bianca per genuflettersi davanti a Barack Obama e ricevere, come scrive Travaglio, il Premio Fantozzi.

Massimo Fini

*****

COMMENTO

LUSTRASCARPE DELLA TIRANNIDE AMERICANA

L'articolo di Massimo Fini è ovviamente condivisibile dalla A alla Zeta. Trattasi di fatti e non di chiacchiere. Siamo servi, lacchè e lustrascarpe. Cosa possiamo mai attenderci? La sudditanza italiana passa anche attraverso l'adozione automatica di ogni decisione americana in tema di alimenti, di cure, di vaccini. Attraverso la strenua difesa della peste inventata e del carrozzone Aids. Attraverso gli acquisti massicci di vaccini costosi e mai utilizzati come il Tamiflu prodotto dalla Gilead Sciences di Donald Rumsfeld, ministro degli esteri americano col governo Bush e nel contempo produttore e piazzista di quei vaccini fallimentari. 

LE VARIE STRADE DEL VASSALLAGGIO

Il vassallaggio si attua nella capitale attraverso le lobbies corrotte e petulanti, nei Consorzi Agricoli e nelle campagne attraverso gli Ogm e i Round-Up Monsanto diventati ora Bayer per 66 milioni di Euro. Si attua nei nostri cieli, sempre più sfigurati dalla scie chimiche. Si attua attraverso le banche decotte, il dominio del dollaro stampato a ruota libera dai falsari della Casa Bianca a sostegno delle spese militari e dello sviluppo economico interno, mantenendo le colonie come l'Italia in regime di povertà e di deflazione forzata, e sotto il controllo delle agenzie di rating. Si attua attraverso l'imposizione dell'euro e delle politiche di freno alle spese, alle iniziative ed ai grossi investimenti.

SCARSITÀ DI CONTANTE IN CIRCOLAZIONE E OVVIA MANCANZA DI LAVORO PER I NOSTRI GIOVANI

È proprio questa sudditanza estrema che impedisce a un paese potenzialmente ricco e dinamico come l'Italia di svilupparsi e di dare lavoro alla sua gioventù. Italia barattata per paese degli sprechi e dell'insanabile debito pubblico di fronte a un'America brillante ed esemplare ma solo nella facciata. Paese degli sprechi quando gli italiani risultano invece essere i più attenti e i più responsabili nelle proprie politiche di spesa ridotta e di risparmio risorse, mentre gli americani spendono e spandono in tutte le direzioni senza pensarci due volte. 

POVERI E QUESTUANTI AGLI OCCHI DEL MONDO

Le complicazioni delle guerre, generate dalla dabbenaggine e dalla pochezza politica degli USA, e le complicazioni dei conseguenti flussi emigratori non fanno altro che aggravare la situazione, visto che all'Italia viene chiesto di arrangiarsi, o al massimo di accontentarsi di parole di circostanza e di qualche elemosina internazionale. Succedono in pratica tutte quelle cose che ho scritto nella mia tesina "Il mondo nel frullatore Bilderberg" del 26/11/2010.

Valdo Vaccaro

2 commenti:

arvo ha detto...

Anche a me quella di Fini pare una visione corretta ed anzi vi sarebbero ancora cose da aggiungere. Ma alla fine il tutto si riassume in una semplice formuletta: "siamo un paese a sovranità limitata" e questo dice tutto. Basterebbe contare,a 80 anni dalla fine della guerra mondiale, le basi militari USA disseminate nel nostro territorio di contro alle zero basi italiane nel loro.
Qualche riserva la porrei sulle questioni economiche, l'Europa, l'euro, l'austerità; certamente da capire bene il ruolo della Germania e degli USA in tutto questo. Ma la sostanza del discorso non cambia.
Sul pifferaio fiorentino taccio, per non offendere nessuno....

Darius Rock ha detto...

Il Fonzie fiorentino si sta scavando la fossa politica da solo. In breve vedremo il suo cadavere istituzionale ai martini, il problema è che potrebbe essere sostituito facilmente da un altro pagliaccio esattamente come quando lui prese il posto di Letta dopo avergli spudoratamente mentito dicendogli #staisereno.

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