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mercoledì 14 settembre 2016

PARERE SU OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE E LEGUMI


LETTERA

UN BUSINESS STRATOSFERICO DEL SETTORE FARMACEUTICO

Salve Valdo, sono Alessandro, ci siamo sentiti non poche volte. Mi spiace aver letto ciò che ti è successo, ma quando qualcuno dice la verità e risulta scomoda allo Stato o meglio alle industrie farmaceutiche, che fatturano miliardi di euro ogni anno, non possono fare altro che alzare la voce e cercare di far tappare la bocca alla verità.

IL DENARO È MOLTO PIÙ IMPORTANTE DELLA SALUTE

Purtroppo ancora viviamo in un paese dove il denaro è più importante della salute, dove la meschinità è più importante dell'umiltà, dove la violenza sta prendendo il sopravvento. Ma, se ti vedo di nuovo qui sul blog, significa che pian piano le cose si stanno mettendo a posto.

DOMANDA SULL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA E SUI LEGUMI

Con l'occasione ti vorrei chiedere una cosa. Parlando con Pietro Bisanti mi diceva che l'olio extravergine è da evitare perché rende il sangue poco fluido e fa una critica negativa anche sui legumi. Tu cosa mi puoi dire? Grazie come sempre. 
Alessandro da Terni

*****

RISPOSTA

CONFESSO LA MIA SIMPATIA PER L'OLIO D'OLIVA DI QUALITÀ, ASSUNTO CON MODERAZIONE

Ciao Alessandro. Nessuna intenzione di sottovalutare o di smentire quanto sostiene Pietro Bisanti.
Massimo rispetto per chi fa ricerca autonoma, trasparente ed indipendente. Direi però che dipende molto dalla qualità dell'olio, ed anche dalle quantità che si usano. Per noi vegetariani-crudisti, dotati già di notevole fluidità sanguigna grazie proprio alle scelte crudiste, condire le abbondanti crudità con dell'olio di prima qualità estratto a freddo, misto a dell'aceto madre di vino o di mele, oppure a del succo di limone o a del succo d'ananas, non rappresenta di certo una aberrazione alimentare.

PURE I LEGUMI NON LI SCARTEREI DEL TUTTO

L'olio extravergine di oliva estratto a freddo è considerato notoriamente come il re della dieta mediterranea dei tempi andati, ad alto contenuto vegetariano, che ha specifici effetti benefici sui vasi sanguigni e stimola un processo di protezione dall'aterosclerosi. Il diabetico dovrebbe inoltre fare largo uso di fibre, quindi legumi, ortaggi ed insalate. Le fibre hanno un duplice effetto. Da un lato rallentano l'assorbimento degli zuccheri semplici, contenuti ad esempio in dolci, pasta e pane, e dall'altro rallentano l'assorbimento dei grassi con un effetto anticolesterolo.

L'OLIO EXTRAVERGINE A FREDDO SI DISTINGUE DAGLI ALTRI

Se pensiamo agli oli di pessima qualità che vengono consumati in giro nel mondo, quello di oliva rappresenta una specie di ancora di salvezza se ti trovi ad esempio nelle città asiatiche. In ogni caso, è sempre una questione di gusti personali e di verifica concreta sulla digeribilità. Se uno opta per l'insalata cruda ma scondita è padronissimo di farlo. Per quanto mi concerne non sarei di certo in grado di sopportare le terrine quotidiane di radicchio che assumo, se non ci fosse la presenza di un ottimo olio d'olia come contorno.

INSERISCO L'OLIO TRA LE PRELIBATEZZE INNOCENTI DELL'AGROALIMENTARE

Apprezzatissimo pure dai consumatori stranieri, anche se il suo costo è 5 volte superiore ai vari oli locali alla soia. Tra l'altro è una delle poche prelibatezze di cui l'Agroalimentare italiano può essere fiero, cosa che tale considerazione non vale di certo per vini, liquori, prosciutti, dolciumi e caffè.

OTTIMI I FAGIOLINI CON L'AGLIO CRUDO

Tornando ai legumi, trovo deliziose le tegoline, soprattutto quelle fresche che raccolgo dalla mia coltivazione. Leggermente cotte ed assunte con dell'aglio crudo tagliuzzato sono straordinarie. Non mi dispiacciono nemmeno i piselli crudi o anche in padella, e nemmeno i fagioli a condizione che siano freschi. Resta il fatto che i legumi vanno consumati in quantità limitate, per il loro alto apporto proteico. Nella dieta in generale dobbiamo cercare la sostnibilità, la personalizzazione e l'inserimento appropriato e compatibile. Mangiando semplice e sobrio, stando soprattutto sulla frutta acquosa in mattinata, prendendo le crudità iniziale a pranzo e cena, non trovo pesanti né l'extravergine né i legumi.

ASSUMENDO MOLTE BANANE PUÒ ESSERE BENISSIMO CHE GLI OLI E I LEGUMI PERDANO DI INTERESSE

Da rilevare poi che il dr Bisanti nella sua dieta assume una quantità notevolissima di banane. Cosa che ad esempio io non faccio, limitandomi a 3 banane circa per settimana, salvo che non mi trovi in Asia dove tale frutto è molto più accettabile, mentre lui ne sbafa, bontà sua decine al giorno qui in Italia. È probabile che con tante banane non ci sia  molto spazio per l'olio e per i legumi. Vale dunque, come sempre dico, il principio della personalizzazione in campo alimentare, lasciando da parte gli schemi fissi e dogmatici.

Valdo Vaccaro













21 commenti:

ghirox ha detto...

Colgo l'occasione per esprimere la mia solidarietà a Valdo per quanto dovrà ingiustamente affrontare.
Detto ciò, ho recentemente letto il libro del Dr. Michael Greger M.D. dal titolo "How Not to Die" nel quale espone, sulla base di tutte le evidenze scientifiche disponibili, la superiorità di una dieta a base totalmente vegetale. Parlando di legumi, enfatizza quanto in realtà siano un alimento ottimo, da lui definito addirittura cruciale per la salute umana. Quello che lui definisce "the hispanic Paradox", ovvero il paradosso per cui i cittadini statunitensi di origine ispanica vivono di più rispetto agli statunitensi di altre etnie nonostante il loro elevato tasso di povertà, deriverebbe proprio dalla grande quantità di legumi che gli ispanici tradizionalmente consumano.
Di seguito il link del video in cui esplica brevemente quanto sopra:
http://nutritionfacts.org/video/the-hispanic-paradox-why-do-latinos-live-longer/

Devis ha detto...

A proposito di fibre è bene ricordare che soprattutto quelle solubili sono particolarmente benefiche per la salute. Ne troviamo soprattutto in frutta e legumi mentre scarseggiano in tutti i cereali con l'eccezione di orzo e avena.

Antonio Armando ha detto...

Anche se, relativamente al "paradosso ispanico", probabilmente, non si tratta solo di "merito" leguminoso quanto, piuttosto, di "demerito" della dieta americana standard.

Antonio Armando ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
arvo ha detto...

La mia opinione sui legumi è invece quella di Bisanti e cioè meno se ne mangiano e meglio è. Tra saponine, fitati, fattori antinutritivi e soprattutto lectine ed inibitori della proteasi, non c'è da cantarne le lodi. Poi come giustamente dice Valdo è anche vero che chi sta fondamentalmente bene,con sangue fluido grazie alla scelta crudista,non deve temere particolarmente alimenti come i legumi, potendo contare sulle capacità depurative della propria dieta. Sempre a mio avviso fa eccezione la soia che non dovrebbe essere mangiata mai,ma so di trovarmi qui di fronte ad un muro invalicabile. Ad ognuno le proprie scelte.

Francesco paris ha detto...

Io non sono ancora riuscito a risolvere il dilemma nella scelta fra legumi e cereali. Non so quale sia meglio assumere con più regolarità. Pareri?

arvo ha detto...

Per me legumi saltuariamente e cereali senza glutine con buona frequenza.Ma bisogna vedere di cosa si compone il resto. Poi inevitabilmente ci sono le differenze individuali. Io per es digerisco qualsiasi cosa.Da ragazzo ingurgitavo il minestrone bollente e poi raffreddavo lo stomaco buttando giù l'acqua. Roba da brividi a pensarci.Mai nessun problema; e solo recentemente ho imparato a masticare.Mio padre invece ha tribolato tutta la vita con stomaco ed intestino. Ognuno ha punti deboli e punti di forza.E'importante imparare a conoscersi e regolarsi di conseguenza.

Andre Maraglio ha detto...

Arvo se rileggi qui mi dici perche evitare soia e derivati ? Ricordo di aver letto qualcosa , era per il discorso monsanto ?grazie

arvo ha detto...

Ciao,anzitutto c'è un discorso generale che riguarda il tetto proteico.Stranamente tutti c'è ne dimentichiamo nonostante lo stesso Valdo lo ribadì dietro precisa domanda di un utente. La soia ha il doppio di proteine della carne e già questo dovrebbe mettere in allarme. Poi tutti gli aspetti problematici degli altri legumi si moltiplicano con la soia,la quale può tra l'altro mettere in seria crisi la tiroide.
Direi che per avere elementi dettagliati sulla questione conviene leggersi in rete l'articolo di Luciano Giannazza intitolato :"il lato oscuro della soia". Tenendo conto che nel frattempo,essendosi diffuse queste informazioni,si sono scatenate le controffensive sostenute dalle infuriate multinazionali che ci fanno soldi a palate.Hanno assoldato ogni genere di "esperti" per smentire e gridare il contrario. In ogni caso,al di là delle pretese pubblicitarie che impazzano in tv,la soia disponibile è ormai tutta transgenica,anche a volergli bene.Se uno si fida.....

arvo ha detto...

Gianazza per la precisione.Se volete anche Marcello Pamio sostiene le stesse tesi su Disinformazione.it

Andre Maraglio ha detto...

Si infatti al di la del tetto proteico mi pare aver letto da qualche parte che il 95% della soiain giro e' origine monsanto ...pardon... .bayer ora...

arvo ha detto...

Purtroppo devo scusarmi per qualche errore grammaticale precedente,ma scrivere con questo maledetto Smart è quasi impossibile. Modifica come gli pare quello che uno digita.Secondo me danneggia la salute ben più di certi cibi.

Devis ha detto...

Io non verifico alcun problema coi legumi, li trovo nutrienti e digeribilissimi ancor più dei cereali, ma forse solo perché rispetto a quest'ultimi non li assumo quotidianamente e in quantità molto più ridotte ovviamente. La soia confermo invece che anche nel mio caso è effettivamente più pesante. Nessun problema in ogni caso coi tradizionali derivati come il miso e il tamari, prodotti usati da secoli in oriente in minime quantità. Personalmente trovo molto buffa questa mania di inondare il mercato con varianti vegane di classici prodotti di origine animali (gelati, latte, yogurt, wurstel...), ma forse possono essere temporaneamente utili per "svezzare" quelli che desiderano ridurre o eliminare i cibi animali ma trovano nel contempo difficile rinunciare per troppo tempo alle vecchie abitudini. Attenzione comunque a non sottovalutare troppo la ricchezza proteica di questi prodotti e l'insidia degli ogm (anche se i prodotti biologici dovrebbero risultarne privi o presentarne comunque quantità trascurabili).

ghirox ha detto...

Rimando sempre a nutritionfacts.org del più che trasparente Dr. Michael Greger. Ricordo che tutti i suoi video e tutte i suoi scritti si basano su letteratura medica comprovata. Ecco un altro video che esplica alcuni effetti benefici dei legumi:
http://nutritionfacts.org/video/increased-lifespan-from-beans/
Io personalmente non consumo soia o prodotti da essa derivanti, però dal ritratto che ne fa Gianazza nel suo articolo sembrerebbe quasi equiparabile alle carni lavorate o ad altri non-cibi di origine animale. Mi sembra eccessivamente drammatico. Banalmente, credo che riuscire a spostare i gusti della gente da carne e latticini verso la soia sarebbe un enorme successo, a livello di salute generale, di ambiente e quant'altro.
Io, da un po' di tempo a questa parte, consumo una porzione giornaliera di legumi siano essi ceci, lenticchie, fagioli o borlotti.
Li trovo sotto ogni aspetto leggeri e digeribili quanto alcuni cereali come grano saraceno, mais e quinoa, e decisamnete più leggeri rispetto a qualunque tipo di pasta.
Del tetto proteico non mi sono mai preoccupato ma il valore di cui parla Valdo di 24 g al giorno, mi sembra onestamente poco verosimile per l'uomo adulto medio: anche mangiando esclusivamente frutta e verdura crude ci sono buone probabilità di sforare. Mangiando cereali, semi e legumi poi, è praticamente impossibile.


Devis ha detto...

Gianazza è un cultore dell' ehretismo, normale che spari a zero su cereali e legumi. Io stimo molto Ehret ma non sento la necessità di venerare il suo lavoro, si tratta sempre di un essere umano e come tale non infallibile. Sulla soia dico solo che il vero male è credere all'idea che sia un sostituto indispensabile delle proteine animali e quindi necessario assumerla regolarmente in gran quantità. Come sempre vale il consiglio che Valdo ripete alla noia, interpretare le sensazioni che il nostro corpo ci comunica e trarne le dovute conseguenze. Io so bene che se assumo soia non sottoposta ai tradizionali metodi di fermentazione avverto immediatamente un senso di pesantezza inusuale rispetto al solito, per cui ci sto alla larga. Certo, mi può capitare ancora di assumere un qualche prodotto a base di soia non fermentata, ma si tratta di episodi sporadici. Se in oriente è da secoli che usano sottoporre la soia a processi di fermentazione è una conferma del fatto che assumerla allo stato naturale è potenzialmente rischioso. Rischi che oggigiorno aumentano per effetto delle coltivazioni ogm. In ultima analisi penso che eliminare totalmente la soia dalla propria dieta non comporti alcun rischio di incorrere in carenze, anche se si osserva una dieta vegana.

arvo ha detto...

D'accordo con Devis. Quanto alla digeribilità di un alimento direi che è un buon criterio per le scelte individuali,ma non ci dice granché sull'alimento in sé. Io digerisco qualsiasi cosa è non avevo problemi con 4 etti di spezzatino,3 di patate e un paio di bicchieri di vino rosso.Figuriamoci se non potrei farmi fuori mezzo kg al giorno di legumi. Poi è chiaro che col tempo i nodi vengono al pettine. Tuttavia mio fratello,onnivoro e col suo pacchetto di sigarette al giorno non vede medico da 20 anni,avendone ormai 47. Comunque per fortuna le scelte sono libere e rispettabili,sempre che non si mangino cadaveri.....e non è più il nostro caso.

Devis ha detto...

D'accordo pure io Arvo, non è sufficiente orientarsi nelle scelte alimentari valutando unicamente l'aspetto della digeribilità, ci mancherebbe!

arvo ha detto...

Si. Aggiungo qualche considerazione. Tempo fa qui sul blog si aggirava una pattuglia di vegani puristi e rigorosi,cosi' come è lo stesso maresciallo Bisanti. Ricorderete Francesco che non digeriva i cereali. Io con questi non ho mai avuto alcun problema e li ho sempre mangiati a nastro senza neppure masticarli. Non credo sia una buona ragione per continuare sulla stessa strada.E infatti ora ho imparato a selezionarli,masticarli per bene e limitarli ad un solo pasto al giorno.
Vero anche che di toglierli del tutto non se ne parla,perche' in tal caso crollerebbe il mio peso anche a consumare frutta a palate.Fidatevi,gia' provato più volte. Insomma,a dispetto della retorica pseudo democratica non siamo tutti uguali.

Francesco paris ha detto...

Anch'io lo stesso problema di Arvo. Ho raggiunto inizialmente risultati strepitosi passando allo schema vegano crudista tendenziale. Quando mi sono spinto oltre, eliminando totalmente i cereali, i risultati sono stati deludenti. Chiaro che poteva trattarsi di crisi eliminative derivanti dal miglioramento dieta, ma il mio corpo non è riuscito a sopportarle. Il mio peso si è ridotto drasticamente, e non accennava a risalire. Ero sempre senza forze e tutti questi motivi portavano anche ad un altro grande problema, forse il più grande di tutti: ho ceduto mentalmente. Adesso sono tornato a consumare i cereali, preferisco quelli senza glutine e integrali. Chiaro che ci sono periodi come quello estivo, in cui tendo ad assumere molta più frutta e meno cereali, e periodi in cui invece questi assumono un ruolo importante all'interno della mia dieta. Senza però mai superare quantitativamente le porzioni di crudo che mangio giornalmente.

arvo ha detto...

Valdo accennava ad una cosa importante a mio parere e cioè che con la nostra dieta tutti i problemi si minimizzano. Voglio dire che se superiamo il tetto proteico o non mastichiamo bene o mescoliamo in modo non opportuno i cibi o infine mangiamo in orari non consoni,crudo e frutta rimediano in gran parte agli errori. Ammollare i legumi e soprattutto germogliare o fermentare sono ottime cose. Io stesso consumo ogni tanto il miso,preferendo quello non pastorizzato e avendone trovato anche una varietà senza soia sostituita dai ceci.
Certo è che un cibo che ha bisogno di ore di cottura e che spesso è tossico se mangiato crudo, fa sorgere dei dubbi. I fitati in ogni caso inibiscono l'assimilazione di ferro, magnesio, calcio e zinco. Infine di studi sul consumo di soia ne sono stati fatti tanti. Molti giurano sugli effetti positivi del suo consumo ma non si possono negare gli esiti disastrosi di alcuni esperimenti su animali e persone. Ho qui davanti a me un intero elenco di riferimenti a tal proposito ed e inutile riportarli perché non finiremmo più. In ognuno di essi si rilevano sempre delle carenze indotte di iodio. Importante allora fare il pieno di iodio organico che, guardacaso è contenuto in frutta e verdura crude. Siamo quasi in una botte di ferro. Quasi...

Antonio Armando ha detto...

Per quella che è la mia breve esperienza personale, sento di poter condividere quest'ultimo intervento del buon Arvo.
È vero: pur "pasticciando" un po' con accostamenti, tempi e modi di assunzione, cottura etc., alla fine, i positivi risvolti della "dieta valdocrudistatendenziale" sono puntualmente riscontrati.
Ed è una gran bella "consolazione"!

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