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martedì 13 settembre 2016

TUMORE AL CERVELLO IN FASE TERMINALE


LETTERA

È POSSIBILE UNA GUARIGIONE NEI CASI GRAVISSIMI?

Salve Valdo. Volevo chiederti un consiglio. Un mio parente è affetto da un tumore maligno al cervello e ormai sembra che sia arrivato alla fine. Non reagisce più agli stimoli esterni. Il medico afferma che è entrato in coma. Da questa grave condizione è possibile la guarigione? Cosa si potrebbe fare. Grazie.
Domenica

*****

RISPOSTA

FINCHÈ IL CUORE BATTE È VIETATO IPOTIZZARE SENTENZE ESTREME

Ciao Domenica. Ovvio che nessuno al mondo può dare una risposta. Nemmeno io sono in possesso della magica sfera di cristallo. In linea di principio una persona non deve mai essere data per spacciata fino a quando il suo cuore batte. I fattori determinanti in questi casi estremi rimangono la funzionalità del fegato e degli altri organi vitali, la possibilità di riattivare il sistema immunitario, la capacità rigenerativa del corpo, lo spirito combattivo del paziente. Prendo qui di seguito un ampio stralcio dalla mia tesina "Rimedi alimentari ed immunitari a tumore cerebrale", del 30/5/16

RIVOLGERSI ALLA NATURAL HYGIENE È COMUNQUE UNA SCELTA LOGICA E CONVENIENTE

La scienza igienistica, alternativa netta e decisa alla medicina convenzionale, sostiene che i fattori causanti esistono e vanno contrastati. Tra di essi la cottura dei cibi che, assieme all'uso di salse e salsine, rende appetibili cibi che allo stato crudo e naturale sarebbero causa di rifiuto e di rigetto sia agli occhi, che al gusto ed alla mente di ogni uomo. Cibi cotti che producono regolarmente marcata ipertrofia del pancreas e del fegato, tant'è che i pazienti tumorali soffrono di bassi livelli enzimatici e di bassa temperatura corporale.

URGENTE MODIFICARE IL MILIEU INTERIEUR

Una persona ammalata di tumore è già caratterizzata da biochimica interna difettosa. Soffre di quella condizione che citava il grande medico francese Claude Bernard e chiamata mouvais Milieu Interieur, ovvero ambiente biochimico difettoso. Condizione che, se non viene urgentemente modificata, rende vano, banale e inutile qualsiasi altro intervento. Condizione caratterizzata da funzioni marginali degli organi vitali e da attività enzimatica ai limiti.  In queste circostanze è imperativo che soltanto i cibi più semplici, più puri, più digeribili come la frutta matura, vengano introdotti nell'organismo. La frutta matura è in pratica cibo predigerito per cui la sua digestione richiede attività enzimatica minima.
                                                                                                                                                                  ACQUA BIOLOGICA DA FRUTTA ACQUOSA

Sarà necessario puntare a una soluzione rigorosa di taglio gersoniano basata su acqua biologica da frutta acquosa, basata su spremute, basata su meloni, basata su estratti freschi di carote (4), di ananas (2 fette) e di sedano (1 costa), più pizzico di peperoncino e di zenzero, da prendersi lontano dai pasti principali e a stomaco vuoto, basata anche su verdure crude cariche di fresca clorofilla e su verdure saltate in padella, a pranzo e cena, su patate in insalata con prezzemolo, olio d'oliva extravergine e cipolla cruda tagliuzzata, nonché su fagiolini con aglio crudo tagliuzzato.

RICERCHE E SPUNTI DI GRANDE VALORE NON MANCANO NEI MEDICI TRASPARENTI

Il grande chirurgo salutista inglese Arbuthnot Lane (1856-1943) affermava già 70 anni orsono che servono frutta e verdura, pane integrale e stop totale ad ogni tipo di carne, se vogliamo evitare il cancro. Il dr Leo Wattenberg, ricercatore e docente in quegli stessi anni presso la University of Minnesota aveva scoperto che cavoli, cavolini di Bruxelles, rape, broccoli, cavolfiori, crescione, spinaci, aneto, sedano, nonché agrumi ricchi in flavoni e indoli, ma anche fagiolini, fagioli e legumi ricchi di lectine, e germogli dei medesimi, germogli alfa-alfa, contrastano decisamente l'insorgenza tumorale, in quanto dissolvono i grassi ed abbassano la viscosità sanguigna, condizioni che favoriscono la completa remissione naturale di ogni forma tumorale.

PREPARAZIONE IGIENISTICA INNANZITUTTO

Studiare a memoria la tesina "Capire e sconfiggere il glioblastoma togliendogli l'indecifrabilità ed il mistero", che affronta il problema sotto ogni punto di vista. Sconfiggere ansia e paura. Respiro lungo e non corto. Superare il momento stagionale difficile per tutti ed agganciarsi al bimestre maggio-giugno ricco di sole e di risorse naturali cariche di vitalità.

RESPIRO PROFONDO, SOLE E ATTENZIONE SPECIALE ALLA SFERA EMOTIVA

Rasserenarsi. Il corpo è autoguarente e ci ripaga se non gli mettiamo i bastoni fra le ruote come fa la medicina. Pensare in positivo. La sfera emotiva viene troppo spesso lasciata in disparte. Positività, auto-ironia, allegria, gestione dello stress, cura della spiritualità, mantenimento di un ruolo centrale nel gruppo di appartenenza, sentirsi utili, rispettati e mai di peso agli altri, hanno enorme importanza. Nella più nera delle ipotesi, dove il medico interno al nostro corpo non si sentisse davvero in grado di imboccare la via del riequilibrio, nessuno altro al mondo, nessun medico, nessun luminare, nessun igienista, nessun terapeuta e nessuna sostanza magica, potrebbero frapporsi e risolvere, per cui si tratterebbe solo di accanimento terapeutico mirato a far soffrire di più.

SIGNIFICATO E RUOLO DEL TUMORE SFUGGONO ALLA MEDICINA ASPORTATIVA

Già in questa frase c'è della brodaglia e della incompetenza che scandalizzano. La medicina, per sua stessa ammissione, nulla sa dei fattori causanti. Però si permette di formulare i suoi sinistri pensieri e le sue fasulle e pretenziose definizioni di malignità in base alle "caratteristiche recidivanti" del tumore. Cosa ne sa la medicina delle recidive? Ne sa ancora meno delle cause tumorali ovviamente. La realtà è che il tumore esprime una forza logica del corpo. Una forza che continua evidentemente ad esplicarsi qualora si intervenga con delle ottuse e puerili asportazioni del sintomo lasciando al loro posto i fattori scatenanti ovvero la tumorosità del corpo, ovvero l'intossicazione pesante del corpo stesso.

IL POTERE RECIDIVANTE NON È ALTRO CHE UNA REPLICA COERENTE DEL POTERE TUMORIZZANTE

Il ricorso alla chemio e alla radio rientra in pieno nel gioco balordo del quadro asportativo. Non è che la chemio vinca il potere recidivante, che è sempre una dimostrazione di forza e di reattività del paziente. Essa vince soltanto la vitalità del paziente portandolo a livelli di immunocompetenza e di resistenza iper-indeboliti e pre-mortali, per cui non esiste più alcuna reattività del corpo. Bene avete fatto a resistere alle pressioni e a rifiutare l'intervento e tutte le fasi successive. Bene fareste anche a lasciare da parte ogni specie di farmaco e di prodotto omeopatico.

MEGLIO DEFINIAMO CONTORNI E CONTENUTI DELLA MALATTIA E MEGLIO NE PERCEPIREMO IL PERCORSO RIMEDIALE

Per sconfiggere un male o un nemico, anche se la malattia non è nemico ma è paradossalmente alleato se solo la comprendiamo e le diamo una mano, occorre innanzitutto conoscerlo e definirlo in ogni dettaglio, togliendogli ogni velo ed ogni aspetto misterioso e terrificante. I filosofi greci tenevano sempre alla chiarezza e alla condivisione dei concetti, prima di fare ogni considerazione e valutazione sulle diverse opinioni sostenute. Da qui l'invenzione dell'etimologia, la scienza che studia il significato delle parole, sviscerandole ed interpretandole nella loro origine ed evoluzione. Etimo deriva infatti dal greco étymon, étymos=verità, mentre etico deriva da éthos=carattere=costume.

SIGNIFICATO SPECIFICO DI GLIOBLASTOMA MALIGNO

Alla luce di questo, cosa significa il termine glioblastoma maligno? Glio sta per colla. Blasto deriva da blastòs=germe, embrione, oma deriva da òmatos che sta per tumefazione o tumore. Maligno invece deriva dal latino màlus=cattivo e igno, suffisso indicante somiglianza e peggioramento.
Pertanto, mentre possiamo accettare la definizione di glioblastoma come accurata, il termine maligno
ricade nella brodaglia delle approssimazioni mediche, avendo poco o nulla di contenuto scientifico. Si tratta infatti di una valutazione soggettiva traducibile anche con "indiavolato" e "satanico", tipiche espressioni del medico-sacerdote medievale di fronte a patologie che ai suoi occhi e alla sua mente apparivano misteriose, inguaribili ed indecifrabili.

LE PROGNOSI INFAUSTE SVILUPPANO INQUIETUDINE E MALATTIA

Chiaro che se un malato cade in questa trappola, non ne salta più fuori ed accorcia inevitabilmente le sue prospettive di ripresa e di sopravvivenza. Persino un sano, di fronte a una prognosi infausta, magari del tutto inventata, comincia ad abbuiarsi e a filare, a temere e a somatizzare, e quindi a corrodere le sue sicurezze e le sue resistenze, finendo per ammalarsi davvero.

BASILARE MANTENERE SERENITÀ E FIDUCIA

In tutte le malattie, soprattutto in quelle definite gravi o inguaribili o terminali, è basilare la freddezza mentale e la serenità d'animo. È fondamentale analizzare la situazione e la ragione d'essere delle cosiddette anomalie, capire la loro logica e il loro meccanismo formativo, togliere loro l'alone di mistero, svuotarle e banalizzarle. Si tratta dopotutto di alterazioni e di perdite di equilibrio funzionale. Alterazioni riportabili alla norma a patto di non aggravarle e di non imboccare percorsi sbagliati e strade senza uscita.

I PASSI DA FARE SONO BEN DELINEATI

Nel caso di tumefazioni e tumori, da intendersi come barriere e strumenti protettivi "ultima ratio" e non come nemici arrivati dallo spazio o dalle vendette di Tutankhamon, occorre comprendere ed interpretare i meccanismi formativi, occorre dare stop immediato ad ogni ulteriore fonte di alimentazione, occorre mettere il corpo nelle migliori condizioni funzionali di efficienza epatica-biliare in primis, ma anche splenica, pancreatica, renale, intestinale, polmonare e cardiaca mediante A) Respirazione profonda e non corta, B) Digestioni semplici e rapide, C) Reattività psicologica, mentale, immunitaria, etica e spirituale, basata su iniezione massiccia di fiducia e di autostima, di credo nelle proprie risorse interne, nelle forze e nelle leggi di Madre Natura e nella propria conformazione auto-guarente. Indispensabile un cambio radicale della propria dieta e dei propri codici di comportamento.

RIPORTARE IL PAZIENTE ALLA NORMALITÀ

Ma torniamo al caso specifico. Ovvio che, se il paziente è davvero entrato in coma, tutti i discorsi appena fatti perdono di efficacia. Bisognerà prima riportarlo lentamente in condizioni di normalità e di reattività, qualora esistano le condizioni reali per farlo, e su questo non sono in grado di esprimermi. Condizioni di normalità significa riaprire gli occhi, capacità di ascoltare e di capire, capacità di valutare e di condividere con fiducia quanto si sta facendo a suo favore.

IL CORPO DEVE RIACQUISIRE CAPACITÀ RIGENERATIVA

La lotta tra il vivere e il morire dipende tutta dalla alleanza tra la chimica antitumorale del corpo e la capacità immunitaria di distruggere il processo di sovra-crescita e di eventuale metastasi, e quindi della loro combinata forza di frenata e di inibizione nei riguardi di ogni processo di degenerazione e cdi cachessia eventualmente in corso. Questa forza positiva deve nel contempo eccedere e superare la capacità moltiplicativa delle cellule cosiddette maligne. Il più importante fattore non è tanto l'estensione del cancro in sé, ma piuttosto la capacità rigenerativa dell'organismo nel suo complesso.
Non scordiamo che ognuno di noi è dotato di un privilegio eccezionale che si chiama corpo autoguarente ed autoequilibrante.

NESSUN VIVNTE È ESENTE DAL RISCHIO DI MORIRE

Rischi di risultati controproducenti? La vita è un rischio per tutti, sani e malati, figurarsi per uno che è legato a un filo. Rafforzare il tema immunitario mediante sostanze vive ed energetiche, significa mettere le sorti di un paziente nelle mani sapienti e responsabili del suo medico interno. Un medico irreprensibile che non pratica rimedi parziali e raffazzonati ma va direttamente al dunque secondo la situazione concreta e reale. Gli stessi oncologi di prestigio non esitano ad affermare che la morte può di sicuro essere triste, in quanto si abbandonano almeno temporaneamente affetti, persone, cose, interessi. Ma affermano altresì che ci sono cose assai peggiori della morte. Una di queste è la chemio, regina dell'accanimento terapeutico.

L'IMMUNOCOMPETENZA DECIDE SUL DA FARSI

Se l'immunocompetenza interna si rende conto che non esistono possibilità di recupero, essa taglia corto e spinge il paziente verso l'exit, senza lasciarlo vittima di troppi dolori e di eventuali trattamenti medici a base di morfina e cose del genere, abbreviandogli le sofferenze in una specie di eutanasia logica e naturale. Se invece essa percepisce delle possibilità anche minime di ripresa, porta al contrario il soggetto alla ripresa ed alla remissione spontanea.

ALIMENTAZIONE NATURALE E PENSIERI SERENI ALLA BASE DI OGNI REMISSIONE SPONTANEA

Del resto, non ci sono soltanto le guarigioni ottenute da Max Gerson a fare testo. Esiste una ampia casistica a conferma che ci sono eccezionali ed impensati recuperi ed autoguarigioni, classificati come remissioni spontanee, anche se non sono mai estranei in tutto questo il fattore dietologico e il fattore psicologico, ovvero sostanze altamente digeribili come i succhi di frutta fresca e, nel contempo, pensieri sereni di autostima, di amore familiare e sociale, di autentica voglia di prolungare la propria avventura vitale nonostante tutto, giocandosi con fiducia e determinazione tutte le carte a propria disposizione.

ESTRATTI DI CAROTE ED ESTRATTI DI UVA COME STRUMENTI BASILARI

Tra i suggerimenti concreti e di provata efficacia sono il ricorso all'estratto di carote, ricco di acqua biologica, di minerali alcalinizzanti, di vitamine A-C-E-B, privo di sostanze deleterie e contraddistinto da alto grado di digeribilità, mescolabile volendo con succo di mela e succo di ananas. Altra soluzione mezzo litro di succo d'uva preferibilmente nera, o di ciliegia preferibilmente nera, o di mirtillo nero e rosso, o di succo di bietola rossa, o di papaia, o di crankberries. Il tutto da assumersi centellinando lentamente e con gusto. Il tutto in assenza assoluta di farmaci ed integratori. Qualora ci fossero delle cure di tale tipo in corso, bisognerebbe interromperle con accelerata progressione man mano che si avvia, in questo caso a piccoli passi e a piccoli sorsi, l'assunzione dei succhi sopra menzionati.

Valdo Vaccaro

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