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domenica 16 ottobre 2016

DIETA MIMA-DIGIUNO E ACCUSE DI CANCEROSITÀ PER CARNI E LATTICINI


LETTERA

SEGNALAZIONE DALL'OLANDA

La segnalazione mi arriva dall'Olanda, e precisamente dal dr Fidel Natarella.
http://www.magup.it/dieta-mima-digiuno-dr-longo-un-esempio-uno-schema-chiaro-farla/2/

*****

TESTO DEL DR LONGO  (Sintesi, titolo e sottotitoli di VV)

REGOLE SUL COME ALIMENTARSI

Grazie a una carenza selettiva di nutrienti, la dieta mima digiuno punta a ottenere gli stessi effetti riscontrati nel digiuno, con il vantaggio di essere più sostenibile da chi non è abituato a tale pratica. È una dieta a base 100% vegetale, quindi con zero prodotti di origine animale. Il cuore della dieta mima digiuno sono le verdure cotte o crude condite con un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva. A questo si aggiunge poca frutta secca (20 grammi o meno di noci) o qualche oliva. Tra le verdure potete scegliere tra spinaci, broccoli, porri, cipolle, carote, verza, fagiolini, sedano, cavolo cappuccio, zucchine, pomodori e simili. Come in ogni caso, meglio scegliere verdure di stagione. In alternativa, potete semplificarvi la vita con un minestrone surgelato senza legumi. 

TAGLIO PROVVISORIO AD AMIDI, PROTEINE E ZUCCHERI

In queste circostanze sono da evitare le patate per l'alto contenuto di amidi e l'alto indice glicemico, stesso discorso per i legumi e la soia, che vanno evitati per l'alto contenuto di proteine. Entrando nello specifico dei singoli macronutrienti, gli zuccheri semplici devono essere totalmente assenti. I carboidrati ci sono, ma scordatevi cereali e frutta, provengono solo dalla verdura. È invece relativamente alto il contenuto di grassi, ma attenzione, solo quelli buoni, come l'olio d'oliva extra vergine, olive, noci o altra frutta secca. Le proteine sono inevitabilmente bassissime e questo è uno dei punti fondamentali della dieta mima digiuno.

SCHEMA CALORICO DELLA DIETA MIMA-DIGIUNO

Lo schema calorico prevede che il primo giorno si assumano circa 1000 kilocalorie, divise tra 34% di carboidrati, 56% di grassi e 10% di proteine. Nei 4 giorni successivi si scende a 750 kilocalorie, divise tra 47% di carboidrati, 44% di grassi e 9% di proteine. Un esempio super semplificato del regime da mantenere nei 4 giorni a 750 kilocalorie potrebbe essere: 400 gr di zucchine, 300 gr di cappuccio rosso, 300 gr di carota, 250 gr di cipolla, 20gr di olio extra vergine d’oliva e 20 gr di noci.

SUGGERIMENTI LONGO PER LA DIETA DI TUTTI I GIORNI

In una frase: tanta verdura. La frutta in generale ha più zuccheri e meno sostanze protettive. Controllarsi con i cereali e preferirli integrali. Limitare gli zuccheri semplici al minimo. Per le poche proteine, meglio scegliere i legumi e, infine, non rinunciare a un pugno di frutta secca al giorno. Insomma, il consiglio è quello di avvicinarsi il più possibile a una dieta vegana, senza rinunciare totalmente ai prodotti di origine animale, ricordando che il pesce è la migliore tra le opzioni, e senza eccedere col consumo di cereali. Per esempio, Longo consiglia di sostituire il nostro super piatto di pasta da 150 gr con 50gr di cereali e 300 gr di legumi cotti.

ATTENZIONE A NON SCIVOLARE IN STATO PRE-DIABETICO

Questa indicazione sui cereali è in linea con gli ultimi studi, che hanno preso di mira anche il The China Study. Gran parte della popolazione cinese, la cui dieta è basata sul riso, si trova in uno stato pre-diabetico. La vita sedentaria unita al consumo elevato di cereali, specialmente se raffinati, favoriscono il diabete. Va da sé che una precisazione è d'obbligo. Il consumo di cereali può aumentare in correlazione all'attività fisica. Il contadino che lavora nei campi tutto il giorno può concedersi in tutta salute 200 grammi di pasta, ma se il vostro sport è mettere like su Facebook, meglio controllarsi.

SOSTITUIRE LE PROTEINE DI ORIGINE ANIMALE RALLENTA L'INVECCHIAMENTO.

Anche il collega di ricerca del Dott. Longo, il ricercatore Luigi Fontana, fornisce le sue indicazioni. Per rallentare l'invecchiamento non c'è bisogno di ridurre in modo radicale la quantità complessiva di calorie. La diminuzione delle proteine, il digiuno ciclico e l'assunzione di cibo concentrato nelle prime ore della giornata, associato a un miglioramento qualitativo della dieta hanno effetti sovrapponibili alla restrizione calorica. Le regole seguite nelle sperimentazioni iniziali sugli esseri umani sono quattro.

REGOLA UNO RIDURRE LE PROTEINE

La prima: l’abbiamo già detto ampiamente, le proteine dopo i 25 anni vanno ridotte. Dovrebbero fornire il 10-12% delle calorie giornaliere, spiega Fontana. Per farsi un'idea, va bene fare riferimento alla regola di 0,8 grammi per kilo di peso corporeo, senza contare il grasso in eccesso: una persona di 75 kg dovrebbe assumere un massimo di 60 grammi di proteine al giorno. Come per i carboidrati, vale lo stesso discorso per le proteine: se fate sport regolarmente questi valori possono aumentare, ma attenzione a non eccedere, le proteine portano con sé tutte le conseguenze di cui abbiamo parlato.

REGOLA DUE DIGIUNARE PARZIALMENTE DUE GIORNI CONSECUTIVI A SETTIMANA

La seconda: digiunare per due giorni non consecutivi alla settimana e non c’è bisogno che il digiuno sia completo. Ai nostri volontari chiediamo di mangiare solo verdura cotta o cruda con un paio di cucchiai d’olio, per un totale di 500 kilocalorie.

REGOLA TRE SOSTITUIRE LE PROTEINE ANIMALI CON QELLE VEGETALI

La terza è sostituire la maggior parte delle proteine animali con quelle vegetali, senza azzerare totalmente le prime. Fontana chiarisce il senso di questa scelta. Le proteine animali contengono alcuni tipi di aminoacidi che aumentano il danno prodotto dal metabolismo alle cellule. Quelle vegetali contengono fibre, che plasmano i trilioni di batteri che popolano il nostro sistema digestivo in modo da ridurre le infiammazioni. Inoltre, come precisato dal dr Longo, le proteine di origine animale hanno un effetto più marcato sulla produzione di ormone della crescita, rispetto a quelle vegetali.

REGOLA QUATTRO CONCENTRARE IL CIBO NELLA MATTINATA

La quarta e ultima regola, e anche questo in parte lo sapevamo, è concentrare il cibo nelle prime ore del mattino. Ai nostri volontari, spiega Fontana, chiediamo di assumere tutte le calorie della giornata in otto ore partendo dalla mattina e di cenare il prima possibile, solo con verdure. Questo per far coincidere alimentazione e ritmi circadiani. Solo negli ultimi decenni l'uomo ha spostato i suoi ritmi di vita verso la notte, con effetti negativi sulla salute. A ciò aggiungiamo le teorie della così detta dieta di segnale, che dà gran valore alla colazione, perché la considera un messaggio per il nostro corpo. Partendo dal presupposto che il nostro patrimonio genetico si è formato in millenni di carenze di cibo, mangiare immediatamente dopo essersi svegliati ha lo stesso valore che aveva nel Paleolitico: "Caro organismo, setta il metabolismo al 100%, attiva tutti i processi di cui hai bisogno e consuma, perché oggi c'è cibo".

POCO RISALTO ALLA NECESSITÀ DI CAMBIARE RADICALMENTE LA DIETA

Longo sull'argomento è perentorio e la spiegazione è la stessa che abbiamo sentito mille volte. Il cambio dieta interessa poco perché non costa niente e anzi, può generare un danno economico. 

NON È CASUALE CHE L'AUMENTATO CONSUMO DI CARNE E DI LATTICINI ABBIA PORTATO A UN ESPONENZIALE CRESCITA DEI TUMORI

Longo osserva come l'aumento esponenziale di consumo di formaggi e latte in Italia coincida con l'aumento esponenziale dei tumori: i periodi sono gli stessi e non può essere una coincidenza. Far capire al popolo del Parmigiano, la mozzarella di bufala e il gorgonzola, tanto per citarne tre, che un consumo così smodato non va bene è alquanto difficile, perché oltre alle aziende, spesso sono gli stessi consumatori, cresciuti col mito del caro buon latte, a non accettare queste evidenze scientifiche. Per la carne vale lo stesso discorso e le ultime indicazioni dell'OMS sono chiare. I dati scientifici ci sono, spetta a ognuno di noi decidere cosa fare con la propria salute.

*****

COMMENTO

SIAMO DECISAMENTE CONTRO TUTTE LE DIETE FISSE E SCHEMATICHE

Pubblico ben volentieri queste soluzioni proposte dal dr Longo, dal momento che sono tutto sommato vicine alle nostre posizioni vegetariane e vegane. Il rispetto dei principi fondamentali della non violenza verso il prossimo e verso la natura predomina e prevale ovviamente. Va rilevato però che crediamo poco negli schemi dietetici di qualsiasi tipo, persino in quelli che noi stessi proponiamo. Crediamo infatti molto di più alla personalizzazione, alla sostenibilità, al gradimento e ovviamente alla digeribilità ed alla innocenza degli alimenti che intendiamo assumere.

ESISTONO IN QUESTO CASO ALCUNE CONTRADDIZIONI

C'è anche da dire che la dieta Mima-Digiuno sopra elaborata presenta alcune evidenti contraddizioni. Dire che è meglio concentrare l'assunzione dei cibi nella prima parte della giornata, e proporlo con toni decisi e sicuri, collegando inoltre tale scelta a un maggiore rispetto dei cicli circadiani e a un discorso di tipo depurativo, mi pare assai fuori luogo.

PROLUNGARE IL DIGIUNO NOTTURNO È GIÀ DI PER SÉ UNA DIETA MIMA-DIGIUNO

Sappiamo benissimo che il ciclo circadiano mattiniero è per definizione chiamato ciclo depurativo (4am-12). Esso arriva dopo quello assimilativo notturno (20-4am) che nella sua parte finale include spesso anche una coda purificante chiamata digiuno notturno. Se una persona si trova avanti al problema di depurarsi e quindi di studiare una strategia alternativa al digiuno, come ipotizzato dalla dieta Mima-Digiuno, nulla di meglio che sfruttare un prolungamento del digiuno tardo-notturno e tenersi liberi e leggeri nella prima fase della giornata, puntando alla assunzione di frutta acquosa di stagione.

USARE LA TESTA, USARE IL BUON SENSO ED USARE I SENSORI

Anche questo però contiene aspetti di schematismo. Se uno si sveglia di mattino con una fame boia, tanto per fare un esempio, è giustissimo puntare a una colazione che soddisfi le sue necessità del momento. Ascoltare il proprio corpo non è mai sbagliato.

OGNUNO SI CONFEZIONI LE SOLUZIONI CHE MEGLIO LO APPAGANO

Nel ciclo appropriativo o alimentare (12-20) ognuno si arrangia al meglio col bel piattone di crudità ben masticate all'esordio e col secondo piatto di verdure cotte, di minestra, di gnocchi, di pasta integrale, di pizza ai funghi e al pomodoro con la rucola, di polenta e funghi, di peperonata e così via. Chi preferisce pranzo e cena simili opera per quella scelta, chi ama saltare il pranzo in favore di un cena cospicua lo può fare. Chi opta per pranzo consistente e cena leggera, nessuna obiezione.

VIETATO CADERE NEL TRANELLO DEGLI SCHEMI

Seguendo questi consigli basati sulla massima elasticità e sulla variabilità, visto che variano continuamente le condizioni climatiche ed anche l'appetito e lo stato digestivo-assimilativo di ciascuno di noi, non si cade nel tranello degli schemi e si dà la giusta priorità ai sensori di fame e di sete. E in più non occorre nemmeno rispettare l'idea di un digiuno parziale di 2 giorni a fine settimana, che finisce per essere pure quello un discorso schematico. Non trovo accettabile l'esclusione di un alimento fondamentale e digeribile come le patate scelte bene (pertanto non irradiate) e cotte non troppo (ideali nella versione insalata di patate con cipolla cruda e olio d'oliva di alta qualità).

Valdo Vaccaro




21 commenti:

arvo ha detto...

Il punto mi pare essere il seguente. Mimo il digiuno e mi attengo alle indicazioni fornite, ma poi?
Voglio dire, come mi regolo per il resto dei miei pasti?
L'impressione è quella di essere di fronte ad accorgimenti per onnivori che vogliano tirare un pò il freno. Ben vengano queste indicazioni; le quali però confermano che i medici non sono d'accordo tra loro perché sono in conflitto di interesse. E dunque si conferma l'inesistenza di una scienza alimentare che si riduce invece ad essere una materia lacunosa e contraddittoria.

Alessandro Quaglia ha detto...

Ciao Arvo è un piacere risentire i tuoi commenti

Alessandro Quaglia ha detto...

Ciao Arvo è un piacere risentire i tuoi commenti

arvo ha detto...

Ciao,Alessandro. Siamo nel cuore della nuova offensiva mediatica condotta dal mondo medico e dai suoi padroni, tra imposizione dei vaccini "senza se e senza ma",nuovi costosissimi farmaci pagati dalla comunità intera,festeggiamenti per i progressi costituiti da miracolose nuove pasticche,trasmissioni radiofoniche e televisive che inneggiano alla scienza e alla ricerca e, dulcis in fundo, film che raccontano le avventure eroiche dei divi in camice bianco. Il tutto per alimentare un' ubriacatura mediatica mondiale senza precedenti,dove le suggestioni tese a mantenere lo status quo affaristico alimentano un sistema che altrimenti rischierebbe di crollare sotto il cumulo di fallimenti ed insuccessi che siamo costretti a registrare attorno a noi.
In un post precedente avevo accennato all'immunologo prof Richard Ablin che circa trenta anni fa ideò e scoprì il test screening detto "psa" in base ai cui risultati, tanti uomini si lasciano operare alla prostata; dice lui ;"anche per tumori innocui",col dramma ovvio della conseguente impotenza....quando si sopravvive. Letteralmente ha parlato di "catastrofe sanitaria senza precedenti", citando poi altri settori della medicina dove si realizzano procedure altrettanto problematiche, quali per es la somministrazione alle donne di ormoni dopo la menopausa.
Insomma dietro le apparenze la realtà mi pare tutt'altro che idilliaca. E' anche per questo che va riconosciuto a Valdo un lavoro di grande importanza,diretto a tutti coloro che hanno la ventura, l'intelligenza o la fortuna di sfuggire alle fitte maglie del controllo sistematico che il sistema esercita costantemente contro la salute delle persone.
Speriamo che il suo lavoro continui il più a lungo possibile.

Antonio Armando ha detto...

Ciao Arvo.
Sono d'accordo su tutto quello che hai scritto (come sempre!).
Pensavo: e se gli lasciassimo brevettare frutta e verdura, dici che le attuali linee guida ne risentirebbero??!!

Antonio Armando ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
arvo ha detto...

Ciao, Antonio,purtroppo per restare nel tema c'è da registrare pure l'affare del biologico in Italia. Mi sono riguardato, in replica, Report della Gabanelli, su segnalazione di mio fratello. Ebbene, anche se non brevettano frutta e verdura, stanno decisamente imbrogliando sul biologico,specie per quel che riguarda i cereali. Anzi, non si tratta di frodi occasionali, ma sistematiche, dove i produttori dei medesimi si riuniscono in consorzio e creano gli enti stessi che dovrebbero certificare la qualità di quel che poi viene spacciato per biologico. E il governo, tanto per far piovere sul bagnato, ha mandato a rappresentare in Europa i nostri interessi nel settore....chi?....ma si, un tangentaro inquisito che fu fotografato mentre riscuoteva una mazzetta nell'esercizio delle sue funzioni. Allora, siamo di fronte, lo ripeto ,ad imbrogli sistematici al punto di poter affermare che il biologico, in Italia, non esiste, almeno per ciò che riguarda i prodotti da banco che troviamo nei supermercati. Tra l'altro prendono il grano in Ucraina, Romania e Moldavia, super carico di pesticidi e poi lo fanno passare per biologico....con tutto quello che ne consegue. Poi non c'è da meravigliarsi se, come avevo già ripetuto in passato, un Berrino trova decine e decine di porcherie chimiche nella comune farina bianca per fare pane e pasta. Non lasciamoci fregare, ragazzi e se abbiamo dubbi....chiediamo con fiducia ai nostri medici....o casomai a Ziocunel che certamente avrà una soluzione scientifica da darci...dall'alto delle più progredite conoscenze. Certamente non ci lascerà soli.

Antonio Armando ha detto...

Con un incremento di consumi di prodotti biologici di 21 punti percentuali, c'era da aspettarselo.
Alla fine, per vari motivi, quello che guadagna meno nell'intera filiera è il produttore.
Ci sono prezzi ridicoli.
Le arance, per esempio, un paio d'anni fa, a un mio amico siciliano, avevano proposto un prezzo di 6 cent al kg! Ovviamente le ha lasciate sugli alberi!
Se vai al bar o, peggio, in autogrill, una spremuta (di arance non certo siciliane) te la fanno pagare 3 euro!
Ma come si fa?!
E poi nascono questi nuovi mercati di cui narra la Gabanelli.
Valdo ha affrontato più volte l'argomento in qualche tesina a sfondo socioeconomico, facendo sempre analisi puntuali ed attendibili.
Ragazzi è dura badare alla pellaccia.
Possiamo solo limitare i danni.
Altro che letteratura scientifica!

Walter Ricciardi ha detto...

Ad onor del verso il testo riportato da Valdo non è proprio esatto. la dieta studiata da Longo non è per niente 100% vegetale perchè ammette l'utilizzo di pesce come fonte principale per l'assunzione di omega3.
Ho dato una rapida lettura al libro ed ho visto qualche sua conferenza.
La cosa mi ha sorpreso perchè lui ha studiato sul campo con immagino prove di laboratorio, quindi se ammette il pesce è perchè forse non fa male? Bisogna leggere bene il suo libro.
Anche se non dovesse far male al corpo, pesce selvaggio che nuota in acuqe pulite ovviamente, sono dell'idea che i pesci e meglio lasciarli nei nostri mali che stiamo completamente rendendo dei buchi neri senza vita. E poi sono esseri viventi come noi quindi vale sempre la regola del non fare agli altri quello che non vuoi essere fatto a te, animali tutti inclusi.

Antonio Armando ha detto...

Buongiorno Walter.
Che dire, dopo 5 anni di alimentazione vegetale, la carcassa di un animale, per quanto mi riguarda, non è annoverabile nella lista dei cibi.
Per motivi etici (incontestabili) e salutistici (supercontestati dalla maggior parte degli "addetti ai lavori").
Per fortuna, possiamo ancora decidere, con una certa autonomia, come nutrirci.

ghirox ha detto...

Pare che dell'aspetto etico della questione, purtroppo, non freghi un bel c***o di niente a nessuno.
Si parla degli animali come di oggetti a nostra completa disposizione, nati per colmare le nostre presunte o supposte carenze alimentari, vedi Omega 3, B12, proteine nobili, ferro eme eccetera.
E soprattutto, nonostante la consapevolezza in ambito alimentare stia aumentando, sembra che la gente, pur rinunciando a carne ed affettati, al pesce non possa proprio rinunciare. Nutrizionisti, dietologi e compagnia bella non sembrano in grado di escludere un minimo di 2 porzioni settimanali di preziosi grassi Omega 3 ittici dalle diete che prescrivono. Come se non se ne potesse proprio fare a meno. Nel frattempo, nei mari c'è sempre meno pesce e stando a statistiche facilmente reperibili online, il rapporto tra pesce pescato (o mammiferi marini) e pesce effettivamente consumato è di 4 a 1.

Walter Ricciardi ha detto...

Ghirox hai proprio ragione, ahi noi!
Basterebbe prendere la maschera per rendersene conto. E' una desolazione, senza pensare alle grosse mattanze che accadono in Giappone vittime delfini e balene. Vabbè io poi sinceramente mi faccio venire le convulsioni anche se vedo una cava.
Per Antonio Armando, ......io sono un grande estimatore d Valdo che stimo tantissimo per la sua immensa dedizione alla causa salute del nostro pianeta e come tanti sono partito proprio da lui per intraprendere un percorso giusto, vario articolato e mutevole ma sicuramente cruelty free.
Mi sembrava giusto però segnalare che la ricerca di Valter Longo era stata riportata in modo errato.
Poi sugli animali sono con te, anzi io e mia figlia stiamo cominciando a comprare anche oggetti di pelle sintetica , devi vedere che sbatti trovarle la finta pelle per affilare il rasoio a mano libera ;-), o trovare le scarpe per lei però ci sembra più giusto cosi.

arvo ha detto...

Certo è che di balle sul pesce e sugli Omega 3 ce ne raccontano tante.
La verità è che il pesce è pieno di piombo e mercurio e gli Omega 3 vengono danneggiati dalla cottura.Per non parlare poi di cosa si mangia quando il pesce viene fritto. Tra l'altro alla gente non glie ne frega niente di come si cuociono i cibi.Basta che soddisfino il palato e il gioco è fatto.

Antonio Armando ha detto...

Giusto Arvo.
Oltre a piombo e mercurio, pare che ultimamente trovino nel pesce anche delle microsfere di plastica (tipo quelle che usano nei dentifrici) che sono già parte integrante della catena alimentare. Però vuoi mettere che sciccheria di omega 3?!?!
Secondo me, Walter, la tua segnalazione è puntuale e opportuna. Del resto hai solo segnalato i fatti per quello che sono.
Anch'io riflettevo sul fatto che su un altro post nel quale ci siamo "scannati" con zio (cunel) e nipote (Andrea), su quasi 160 interventi nessuno ha tirato in ballo il lato etico della questione. Che sovrasta in termini di importanza quello legato alla salute (la nostra). Purtroppo, almeno per quanto mi riguarda, essendomi avvicinato a questo strano mondo per necessità e non per virtù, mi sono reso conto dell'intensità degli sguardi degli animali (invito chi non fosse già al corrente, di andarsi a studiare l'etimologia di "animale". a me sono venuti i brividi) e di cosa trasmettono, solo dopo un certo periodo di disintossicazione, ovviamente promossa dalla dieta vegetale. probabilmente il nocciolo della questione è tutta (o buona parte) lì: se non ti "sveleni" non riesci a sviluppare (o meglio, a risvegliare) la giusta sensibilità verso la condizione dei nostri coinquilini animali.
E, magari, non hai nessuna remora a definirti un "appassionato operatore di ps veterinario" e, al contempo, promuovere e divulgare le magnificenze di una succulenta bistecca al sangue.

Walter Ricciardi ha detto...

Non so se è come dici tu svelenire, sangue chiama sangue questo è sicuro oppure semplicemente deve fare clic il nostro cervello. Siamo cresciuti onnivori per di più, una generazione di persone che si sono sentite dire dalla mattina alla sera che la carne fa muscoli ed il latte fa calcio, e ci dobbiamo dare dentro. Viviamo in terra di grosse produzioni d formaggio, vendite di latte a più non posso, terra di vino ( per ritornare al lato solo salutistico). Se ti insegno ad impugnare la forchetta in un certo modo e tu vedi anche tutti gli altri che la impugnano all stesso modo per te è normale fare così. Poi la fortuna del nuovo millennio è internet un mezzo dove le notizie ed informazioni possono circolare liberamente. Tanta fuffa ma almeno è un tavolo da gioco dove le carte sono tutte scoperte sul panno verde, a nostra disposizione, a quel punto con un minimo di saggezza la risposta è semplice.
Beh oddio non è proprio semplice per fare fare clic al nostro cervello ci deve essere curiosità per andare affondo ai fatti che ci si presentano, essere abituati a vedere aldilà delle cose, avere un animo sensibile, non essere egoisti, oppure essere bambini!
MI bambini sono meno condizionati, ma hanno bisogno di essere instradati, istruiti. Se gli fai vedere come stanno le cose difficilmente continueranno a creare sofferenza negli animali. Un bambino non ti risponderà mai, il cibo è uno dei piaceri della vita, la vita è una sola non mi interessa di campare a lungo, e altre stronzate del genere che dicono come automi quasi tutti. Dai da mangiare a dei rivoltosi tienili occupati vedrai che saranno più mansueti e daranno meno fastidio. Questo è il fine comune di chi si arricchisce sulla sofferenza degli animali.
E noi siamo talmente egoisti che non pensiamo minimamente, ma anche per abitudine, al lato umano della faccenda.
Ho sempre rispettato il pianeta dove viviamo, ho sempre amato gli animali, non sono di quelli che da bambino tagliavano la coda alle lucertole per vedere la coda staccato muoversi da sola, per intenderci, ma mangiare un po' di carne era normale, bere latte ancor di più, una volta fatto clic è normale aprire gli occhi considerarci tutti una stessa specie è normale pensare di non bere il sangue di un tuo simile.
Ho tolto le proteine animali partendo da un fisico in affanno, ma la cosa più importante è che non si devono mangiare gli animali perché non c'è bisogno di dover uccidere per nutrirci la terra ci da già tutto quello di cui abbiamo bisogno e poi il pianeta ha bisogno di loro più che di noi scimmie senza peli. Dall'ape al lombrico passando per il condor l'orso a finire ai merluzzi grill o plancton che sia.
Due anni fa ho fatto un intervento a Radio Capital e c'era come me un veterinario che diceva proprio questo, gli animali vengono allevati per darci nutrimento. Volevo morire!!! ma si può? se faceva lo spazzino era meglio nella vita. Un veterinario dovrebbe fare questo mestiere per amore verso gli animali. Inaudito.
Mia figlia anche se ha solo 12 anni vorrebbe fare la veterinaria da sempre, è stata lei a rifiutarsi già anni fa di mangiare carne di cavallo, suo grande amore, farle rinunciare a tutto il resto con spiegazioni e video alla mano è stato naturale, lei si sogna di salvare gli animali, cavalli martoriati dall'essere umano per la precisione, in un macello non ci pensa neanche minimamente di entrarci perché sa la sofferenza che viene causata inutilmente. Questo dovrebbe essere lo spirito di un veterinario nulla più.
Cmq io il libro di Longo prima o poi lo vorrei leggere giusto per capire come ha costruito la sua dieta. ;-)

Antonio Armando ha detto...

Condivido tutto.
Purtroppo fin quando credi di star bene, non ci pensi proprio a lasciare in pace gli animali. È la necessità che fa virtù. Sempre che si abbia voglia di assumersi le proprie responsabilità e provare nuove e impervie strade! Strade che, alla fine, come dici tu, portano ai prodotti di Madre Terra. Mi chiedo sempre, nella nostra attuale realtà, da dove nasca la necessità di compiere tutte le nefandezze pre, durante e post macello. Con tutti gli ausili (mi riferisco alla parte meccanica) di cui oggigiorno disponiamo per coltivare pacificamente frutti e verdure!
Permettimi di complimentarmi con te per come svolgi la tua "professione". Apporti lustro alla categoria. Dovrebbe essere la norma? Effettivamente si. Ma come sappiamo la realtà è tutt'altra.
In quanto al doctor Longo, a me, da buon complottista, piacerebbe approfondire l'aspetto che riguarda il suo kit. Che negli stati unti viene proposto al modico prezzo di 155 usdollar!
Lo so, deve sbarcare il lunario anche lui, ma capire se si tratti di roba utile o l'ennesimo mix di porcherie, sarebbe interessante.
Per quanto riguarda i bambini, mi commuovo spesso nell'ascoltare i loro discorsi. Sono immensi.
Poi, però, penso a come li trattiamo.
E mi sale su un'incazzatura... chissà se rinsaviremo mai.
Ti auguro una bella giornata.

arvo ha detto...

Nel vivere quotidiano mi sono "costruito" una convinzione,che magari per altri può essere una sciocchezza. Ho notato spesso che chi maltratta gli animali attira eventi negativi verso sé stesso. Mi pare cioè di vedere spesso in azione una sorta di legge immanente che finisce per far sentire il suo peso. Potrei fare tanti esempi,e alcuni sarebbero clamorosi. Poi magari mi sbaglio. Invece è certo che le leggi della natura non ammettono ignoranza e chi le vìola ne paga le conseguenze sulla propria pelle.Alla fine dico anche,in certe circostanze,"peggio per loro".Almeno per chi si vanta e si fa bello con le proprie azioni,siano medici,cacciatori o tanta gente comune.

arvo ha detto...

Intendevo gente comune che si abbuffa o magari si fa complice di multinazionali che ti inviano veleni sulla tavola.O che invece difendono caparbiamente i loro eroi televisivi in camice bianco.
Non mancano poi i cacciatori fanatici....ne conosco diversi....che si vantano di aver punito il cane perché ha sgarrato durante la battuta di caccia.Ci sono anche questi soggetti in giro.

ghirox ha detto...

Antonio, non esiste alcuna necessità di compiere nefandezze nei confronti degli animali. Infatti, nessuno, o quasi, si sognerebbe di uccidere di persona un vitello, un maialino o tantomeno un agnello. Semplicemente, tutti mangiano a questa maniera, per cui non può che essere la normalità. Deve essere la normalità. Il trucco sta nel far fare agli altri ciò che noi personalmento non ci sentiamo di fare, nel tenere i campi di concentramento più nascosti possibile, nel giustificare l'uccisione di migliaia di innocenti ogni giorno con il bisogno di cibarcene.
Vogliamo parlare di tutte le persone che oggigiorno portano a spasso il cane indossandone uno cucito sulla giacca? La gente non si rende nemmeno conto di vivere questo genere di contraddizioni. Poi s'indigna perché un dentista americano paga 50.000 $ per uccidere un leone.

Antonio Armando ha detto...

Caro Ghirox, non fa una piega.
Purtroppo.

Antonio Armando ha detto...

Questo mi sembra pertinente.

http://www.informasalus.it/it/articoli/cibo-droga-dipendenza.php

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