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mercoledì 19 ottobre 2016

INGRATITUDINE DI STATO E SPUTO SUL VISO DEL BUDDHA


LETTERA

INFORMAZIONI PREZIOSE PER ME E PER TUTTA LA FAMIGLIA

Caro Valdo. Innanzitutto voglio ringraziarti per le preziosissime informazioni che ho riscontrato nei tuoi libri e nei tuoi video. Mi hanno cambiato la vita. A me e alla mia famiglia. Fisicamente e spiritualmente. 

DA QUESTA ESPERIENZA VERRAI FUORI RAFFORZATO

Sono rimasto profondamente colpito per quanto ti sia successo e non mi stupisco che ciò avvenga da parte di questo Paese Ingrato che io ho deciso di lasciare per il futuro dei miei figli. Ti prego di farti forza e ti auguro che questa esperienza ti possa motivare ancor di più e rafforzarti in vista di quanto stai portando avanti. Non ti fermare. Il mondo non ha confini e il momento è giusto. Non si potranno controllare milioni di persone ancora a lungo. Scusa il mio intervento su iMessage, ho trovato la tua mail sul blog e ho voluto essere diretto. Grazie ancora, un caro saluto e un abbraccio.
Gianpaolo Zandegiacomo

*****

RISPOSTA

CONCATENAZIONI BUROCRATICHE IN UN PAESE DIVENTATO INSIDIOSO

Ciao Gianpaolo. Grazie per il supporto. Non so se verrò fuori rafforzato. Hai usato comunque la parola giusta. Paese Ingrato. Paese dove le Forze dell'Ordine sono a burocratica disposizione dei procuratori della repubblica, messi in moto non da conoscenza genuina dei fatti e delle persone, ma da personaggi oscuri e privi di valori morali, da personaggi abituati a farsi strada a suon di bustarelle. Viviamo in un paese privo di giustizia e privo di garanzie. Un paese insidioso dove, al di là di tante belle parole, bei propositi e belle carte costituzionali, si continuano a ridicolizzare e a calpestare i diritti umani e dove la tua reputazione e il tuo curriculum contano quanto un fico secco. 

GIUSTIZIA PER MODO DI DIRE

La giustizia vera vale se funziona nell'immediato. La giustizia a posteriori è una presa per i fondelli che può solo lasciare l'amaro in bocca. Prima ti colpisco e poi indago è una logica iniqua e perversa. Tutti i giorni si ripete in me il feeling ed il senso di ribellione. Riabilitazioni e scuse a distanza di mesi e di anni? Se le tengano pure. Quello che vale è la sorda ed insopprimibile avversione che provo nei loro confronti, e della quale essi sono i soli responsabili. Non mi piace serbare rancore e sentimenti negativi nei riguardi di nessuno, ma quando i torti subiti corrodono la superficie ed il tessuto sottostante non è facile essere indulgenti e remissivi.

PROFONDA STIMA PER IL MIO PAESE

Più che di Paese Ingrato parlerei di Stato Ingrato. Il Paese include le persone. Provo grande rispetto ed ammirazione per le genti d'Italia, lasciando fuori ovviamente le mele bacate minoritarie che non mancano anche nelle migliori comunità. Conto su antenati e familiari di grande valore, e conto altresì su una rete di amici e supporter che definire formidabile è riduttivo. Amici dalla mente aperta, di grande coraggio e di concreta generosità. Mi sento cittadino del mondo, per averlo girato in lungo e in largo, ma l'affetto per il mio Paese non si tocca.

DISAFFEZIONE PER UNO STATO MARIONETTA

Lo stato non dovrebbe discostarsi troppo dal paese. Dovrebbe anzi rappresentarne al meglio le peculiarità, i colori e le caratteristiche. Ma c'è stata evidentemente una progressiva involuzione che lo ha reso estraneo e nemico. Come si fa ad amare uno stato colono e uno stato marionetta, dove a tirare le fila non sono più i valori, il buon senso, i buoni principi e la trasparenza, ma la prepotenza e i disvalori, si chiamino essi multinazionali del farmaco e del vaccino, si chiamino essi Mediaset, o si chiamino essi manovali del crimine assoldati dai padroni del vapore?

I MANGIATORI DI PANE A TRADIMENTO

La giustizia non vale a posteriori. Non ci sono riconoscimenti tardivi che sanino i danni fisici, morali e spirituali che vengono inferti in tutta disinvoltura da autorità statali troppo spesso strapagate, strafottenti e stra-disinformate. Più in alto si va e peggio è. Li chiamo eufemisticamente mangiatori di pane a tradimento. Iniqui scialacquatori di risorse pubbliche. 

LO SPUTO SUL VISO DEL BUDDHA

Non sono e non mi sento un Buddha ovviamente. Non diciamolo nemmeno per scherzo. Racconto però un fatto successo al grande Spirito Orientale. Un suo detrattore gli fece visita e gli sputò in faccia. Preso il fazzoletto, l'Illuminato si asciugò e chiese all'autore se avesse qualcos'altro da dirgli. Il giorno dopo quello, tormentato dal rimorso, si ripresentò in ginocchio a chiedere perdono. Troppo tardi amico mio. Quello a cui hai sputato ieri non esiste più. E nemmeno tu sei la medesima persona. Tutti cambiamo in continuazione. Impossibile fare il bagno nello stesso fiume. Il rimorso ce l'hai, ti rode dentro finché serve, e non ho il potere di annientarlo. Il danno fatto purtroppo non si cancella!

Valdo Vaccaro

1 commento:

Eleonora ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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