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martedì 15 novembre 2016

COME SPIEGARE I RISULTATI DELLE DISTORTE DIETE COMMERCIALI?


LETTERA

ACCETTO BEN VOLENTIERI LE RIPOSTE SCHIETTE E DECISE

Ciao Valdo, io ti scrissi già tempo fa per delle domande sulla frutta e tu fosti così cortese da rispondermi, anche in modo duro, ma ti ringrazio per questo perché, con il tuo modo schietto e deciso, mi hai aperto gli occhi su diverse cose che riguardano l'uso della frutta.

QUALCHE DUBBIO SULLA SUPERIORITÀ REALE DEL VEGAN-CRUDISMO

Nel mio percorso verso il vegan-crudismo che sto intraprendendo molto sono i dubbi che mi passano per la testa. So che mi impallinerai verbalmente ma ne sono contento, pur di capire ed imparare. Credo che solo se si è vermanete convinti e se si approfondiscono le tematiche, si può percorrere una strada ed una propria storia di vita appieno, e quindi grazie se mi criticherai ma non troppo.

BENEFICI DALLA DIETA GRUPPI SANGUIGNI DI MOZZI, CON SCARSA FRUTTA E CARNI DI TUTTI I TIPI

Prima di iniziare questo percorso ho seguito la dieta dei gruppi sanguigni del dr Mozzi con notevoli benefici. Ho ottenuto notevoli benefici da questa alimentazione che di fatto esclude glutine e latticini, inserisce pochissima frutta e privilegia verdura, carne di tutti tipi, rossa, bianca, pesce, uova e legumi.
Poi sono migliaia le testimonianze a favore di questa dieta sembra risolvere tantissimi problemi di salute, pressione, diabete, malattie autoimmuni, tiroiditi, fino a risultati più eclatanti per altre malattie.

CONTRASTO STRIDENTE CON L'ALIMENTAZIONE NATURALE CHE TU PROPONI

Ma questo contrasta con l'alimentazione sobria ed innocente che anche io credo giusta con alimenti (frutta e verdura principalmente, uniti al resto ma possibilmente escludendo la carne) che sono naturali per l'uomo.

COME SI SPIEGANO I BUONI RISULTATI?

Ma allora perché tutti questi risultati? Se si prova a girare su internet sono molte le testimonianze e sembrano essere superiori a quelle esposte dai vegan-crudisti o come li vuoi chiamare, che seguono l'igiene naturale. E ti assicuro che ho parlato personalmente con diverse persone che la seguono anche da 10/15 anni. Ho parlato con persone di 60/70 anni che la seguono da più di 10 anni, stanno benissimo ed hanno tanta energia. Non trovi strano? Che spiegazione secondo te si può dare? Basta allora solo eliminare glutine e latticini e fare movimento per stare meglio? Non credo. Ma qui chiedo il tuo aiuto. Ho bisogno di capire e di ragionare, e se mi puoi dare una mano a riflettere te ne sarei grato.

OCCORRE ESSERE CHIARI E DETTAGLIATI NELLE SPIEGAZIONI DI QUESTO STRANO CONSENSO

Credo sia importante come discussione anche per altri, anche perché molti sono diffidenti, fanno fatica e non sono fino in fondo convinti e virano su queste diete proprio per l'enorme consenso e risultati, anche a volte in breve tempo. Parlo della dieta gruppi sanguigni o dieta del dr Mozzi qui in Italia.

LE VARIE DIETE COMMERCIALI CREANO DAVVERO DANNI NEL LUNGO PERIODO?

Io ho cercato e letto molte, tante tue tesine anche inerenti a questo argomento, ho letto i tuo libri, anche l'ultimo. Condivido tanto e mi documento anche con altre persone che seguono l'igienismo, ma tutti mi date la stessa spiegazione, e cioè che poi negli anni queste diete tipo Dukan, D'Adamo, Mozzi creano danni al corpo. Ma le testimonianze non dicono questo. Non sarà che sono state strumentalizzate e attorniate da fuorviante pubblicità? Ed allora mi piacerebbe sapere la spiegazione più approfondita del perché all'inizio sono così vantaggiose per la salute e poi si tramutano in un danno.

VERGOGNA PER QUESTA ITALIA NON ALL'ALTEZZA DELLA SUA FAMA E DELLE SUE PREROGATIVE

Grazie se vorrai rispondermi, un po' sorridendo e un po' smentendomi. Ti sono e ti siamo molto grati per il lavoro svolto. Ci sentiamo anche solidali per quanto ti è successo ultimamente. Troviamo una vergogna che questo sia avvenuto in Italia, uno stato che è sempre stato l'alfiere mondiale della libertà e dell'alta cultura.
Stefano da Monza

*****

RISPOSTA

LA GENTE TENDE A DIFENDERE LE PROPRIE SCELTE, ALMENO FIN QUANDO TUTTO PROCEDE LISCIO

Ciao Stefano. Parli di buoni risultati della Dieta Gruppi Sanguigni di Peter D'Adamo e quindi della dieta Mozzi? Mi spiace ma non ti posso seguire in queste valutazioni. Se pensi che basti ascoltare una decina di persone che ne parlano bene, per esaltare una qualsiasi dieta, t metti sulla strada sbagliata. La gente si innamora spesso del proprio pallone e delle proprie scelte, perdendo di vista ogni spirito di sana autocritica. Non accade solo nei campi di calcio, ma anche nella vita di tutti i giorni.

MILIONI DI PERSONE ROVINATE IN EUROPA DALLA DIETA MONTIGNAC

La gente comune ha purtroppo la tendenza a rinchiudersi nel proprio guscio e a non ammettere i propri errori, a non riconoscere le proprie balordaggini. Vale per i milioni di persone che hanno mangiato dogmaticamente e acriticamente per decenni, in Francia e fuori, secondo le direttive di Michel Montignac (1944-2010), profeta dei bassi indici glicemici, smentito clamorosamente dai fatti e anche dalla sua morte precoce. Venduti anche milioni di copie di libri che oggi sono diventati carta straccia.

MILIONI DI PERSONE ROVINATE NEL MONDO DALLA DIETA ATKINS, DALLA DIETA ZONA E DALLE ALTRE

Vale per i milioni di persone che sono state letteralmente rovinate e cimiteriate in anticipo da Robert Atkins, profeta della carne a colazione, pranzo, merenda e cena, finito malissimo pure lui, come del resto il prof Carlo Cannella, docente alla Sapienza e simbolo del carnivorismo più assoluto e fanatico d'Italia. Vale per gli sfortunati e decadenti clienti di Alberico Lemme e di Pierre Dukan, ed anche per chi è caduto nella maglie della dieta a Zona di Barry Sears, produttrice incomparabile di vermi e di parassiti intestinali.

ANCHE DAVID SERVANT-SCHREIBER HA PIAZZATO MILIONI DI LIBRI

Vale purtroppo anche per David Servant-Schreiber (1961-2011) rampollo privilegiato dell'alta società francese e figlio di Jacques Servant-Schreiber, autore del celebre best seller La Sfida Americana. Grandissimo medico internazionale e docente in contemporanea alla Sorbona, a Miami e a Montreal, nonché produttore leader europeo di Omega-3 da pastiglie ittiche, nonchè di celebri libri anti-cancro. Strapieno di amicizie mediche e di ricchezza. Nessuno capace di salvarlo dal cancro a soli 49 anni. 

AL PARI DI FARMACI E INTEGRATORI, LA DIETE COMMERCIALE INVESTONO ENORMI CIFRE IN PUBBLICITÀ DEVIANTE

Tutte le diete commerciali citate, ed anche molte altre che non sto a dire, sono ammantate di un forte alone pubblicitario che va chiaramente smantellato. L'ho fatto più volte spiegando e rispiegando, e non vorrei qui ripetermi troppo. 

LA GRUPPI SANGUIGNI DI PETER D'ADAMO HA DISASTRATO MILIONI DI DONNE IN ASIA

Ho avuto modo, 20 anni prima che la dieta Gruppi Sanguigni sbarcasse in Italia, di analizzarla, di ascoltarne i risultati e di valutarla in Asia, dove tale dieta aveva raccolto inizialmente grossi risultati specie a Hongkong e Singapore, specie tra il pubblico femminile. Il testo di D'Adamo aveva piazzato milioni di copie in tutti i negozi di estetica e di bellezza. Ma, alla fine, se D'Adamo mettesse piede da quelle parti, le stesse donne ex-clienti lo arrostirebbero allo spiedo, parole di reputate ed affidabili giornaliste asiatiche. 

QUANDO SI PARTE DA PREMESSE SBAGLIATE I RISULTATI NON POSSON ESSERE CHE ROVINOSI

Non poteva essere altrimenti. Una dieta che suddivide la gente in base ai gruppi sanguigni? Perché non in base ai segni zodiacali? Perché non in base al colore degli occhi? Abbiamo tutti lo stesso tipo di strutture di base e lo stesso tipo di pH sanguigno, ed è questo che veramente conta. Se vogliamo soffermarci sulla differenze in dettaglio ne esistono di illimitate. Ognuno è un caso unico ed irripetibile, un caso a sé, questo lo sappiamo troppo bene. Il germe del fallimento di queste diete sta già nelle premesse di partenza, che sono prive di senso e prive di contenuto scientifico.

LE DIETE COMMERCIALI FANNO A GARA NEL ROVINARE IL MILIEU INTERIEUR E LA FORMULA DEL SANGUE

Le diete dimagranti, e specie quelle basate sulla formula low-carb o sui bassi carboidrati e le alte proteine animali, sono tutte un grosso imbroglio in quanto donano alcuni mesi di rapido dimagrimento, ma poi provocano effetti perversi e disperanti con accumulo spaventoso di scorie, di parassiti, di vermi, di veleni interni, tutte cose che provocano sete irresistibile e carenze vitaminiche, nonché ripresa del peso perduto più ulteriori chili come interessi. Tali diete sono le classiche causatrici dei famosi nodi al pettine a scadenza, visto che compromettono la formula del sangue e del sistema linfatico, e rovinano irreparabilmente l'ambiente biochimico del corpo, creando le basi per diverticoliti, infiammazioni, diabete, dialisi renali, cistiti, tiroiditi, cardiopatie, tumori e cancri.

EVITIAMO DI FARE IMPROPRI ED INGENEROSI CONFRONTI

Noi della Health Science siamo assistiti e suffragati da basi scientifiche avanzate e nel contempo millenarie. Sarebbe assurdo ed ingeneroso metterci a confronto con queste operazioni commerciali farabutte delle diete. Noi non siamo una dieta ma una Scuola Superiore di Salute e Comportamento, includente ottimi suggerimenti dietetici di tipo vegan-crudista tendenziale, sostenibile, sensato e personalizzato, includente un formidabile ed imbattibile pacchetto-salute.

PUNTIAMO ALLA QUALITÀ E NON ALLA SPECULAZIONE

I risultati vanno valutati su basi qualitative e non quantitative. Personalmente, da quasi 10 anni a questa parte vengo giornalmente sommerso da lettere e testimonianze dall'Italia e dall'estero, nella stra-maggioranza dei casi positive ed entusiastiche, al punto da non poter nemmeno rispondere, avendo dovuto  letteralmente cestinare oltre 10 mila mail. La differenza sostanziale tra noi e gli altri sta in ogni caso nel fattore qualitativo. Noi non siamo mossi da motivi di voracità commerciale e dalla voglia di speculare sugli errori e sulle sbandate alimentari della gente, ma bensì da spirito scientifico e da motivazioni genuinamente salutistiche ed etiche. Non ho altro da aggiungere.

MI SIA CONCESSO ALLEGARE UNA LETTERA-TIPO

Allego il testo di una lettera-tipo inviata da una prestigiosa dottoressa svizzera, che forse ti è sfuggito. Ne ho centinaia sulla stessa linea. Tutti genuini, spontanei, non richiesti e non manipolati. Non so se i vari personaggi sopra citati sono in grado di produrre qualcosa del genere. 

Valdo Vaccaro

*****

UN MESSAGGIO TRASCINANTE DALLA DR NATASCHA DI BELLINZONA


LETTERA

UN ECZEMA MI AVEVA FATTA TRIBOLARE PER DECENNI

Caro Valdo, ti scrissi quasi due anni fa, per raccontare a te ai tuoi lettori la mia storia. Era la storia di una lunga serie di errori primariamente alimentari, che avevano reso cronico un eczema che mi aveva fatto tribolare tutta una vita.

SOLO CHI HA PROVATO QUESTE TERRIBILI ESPERIENZE MI PUÒ COMPRENDERE

Tutti coloro che soffrono o hanno sofferto di insopportabile prurito, pelle secca, squamosa e perennemente lesa, di aspetto deturpato e stanco, di morale e autostima nelle calzette, di infezioni sempre in agguato, di sconfortanti visite dai dermatologi che non hanno la benché minima idea di quello che stanno facendo, sanno di cosa sto parlando. Tutti coloro che sono vittime di applicazioni dannose ed inutili di creme e altri rimedi di prassi, nonché di digestioni lunghe, pesanti e difficili, sanno di cosa sto parlando.

OGGI HO IL PRIVILEGIO DI ESSERE PIÙ BELLA CHE A VENT'ANNI

Ho evocato questa lunga lista di sciagure, solo per l'immensa soddisfazione di poter enunciare al mondo intero che tutti questi sintomi, malesseri e pene non esistono più nella mia vita. Al loro posto sono subentrati capelli e unghie rinvigoriti e lucenti, una vitalità sconfinata, una pelle morbida e bellissima, un aspetto incredibilmente ringiovanito. Ogni tanto mi tocco un braccio, una guancia, solo per essere sicura di non sognare! Mi ritrovo con un viso fresco e vispo, e tantissima voglia di amare e fare del bene attorno a me. Non sono mai stata così bella neanche a 20 anni!

AMPIA RICOMPENSA DOPO 2 ANNI DI PERCORSO DEPURATIVO

Questi e molti altri regali sono arrivati alla fine di un percorso depurativo durato quasi due anni in cui la mia pelle ha buttato fuori tutti i veleni accumulati nel corpo. In quei due anni ho sofferto sì, ma questa volta in una dimensione di qualità. Sapevo che ci sarebbe stata una fine e sapevo che sarei stata ampiamente ricompensata. Sapevo che dovevo passare da lì e che l'organismo stava facendo il necessario per ripulirsi al meglio.

PASSO DOPO PASSO APPORTANDO CONTINUE MIGLIORIE

Insomma sono stata paziente, positiva, ho apportato continue migliorie al mio modo di pensare, al mio modo di cibarmi, al mio modo di relazionarmi con la mente e il corpo. Alla fine del percorso, ho effettivamente avuto il più splendido dei regali. Ho avuto la possibilità di ripartire da capo, cioè di ritrovarmi con corpo e mente disintossicati, liberi da ogni impurità e tossina. I miei pensieri ora hanno una qualità ben diversa. Sono semplicemente felice di essere in vita e di abbellire e migliorare, nel rispetto e nei limiti del possibile, quella degli altri.

UN MESSAGGIO SINCERO E TRASPARENTE AI LETTORI DEL BLOG

Mi rivolgo pertanto a tutti i lettori del blog, soprattutto a quelli che ancora titubano e tergiversano.
Hey, c'è una vita da vivere ragazzi, basta con le lagne e le scuse! Valdo indica sempre e solo un'unica via ed è quella. Non ci sono ma e non ci sono però. Leggete le tesine, informatevi, e apportate i cambiamenti fisici e mentali necessari per incamminarvi verso una nuova dimensione.

VIETATO SOMMERGERLO DI DOMANDE

Non sommergetelo di mail per chiedergli cose triviali. Le sue tesine forniscono a ognuno di voi, sia che abbia un banale brufolo oppure un cancro alla prostata, TUTTO IL SAPERE NECESSARIO per essere autonomi, svincolati dal diktat del sistema e riprendere in mano il corso della propria vita.

LE RISPOSTE STANNO TRA LE 6000 TESINE PUBBLICATE

Abbiate fiducia, fate un passo dopo l'altro e iniziate a raccogliere le vostre piccole-grandi vittorie personali, fatto questo che incrementerà spettacolarmente la qualità della vostra vita. Io ci sono passata, l'ho vissuto sulla mia pelle, è proprio il caso di dirlo. So che quanto Valdo continua a ripetere, vale per tutti coloro che hanno il coraggio di cambiare rotta. È così e vale per tutti.

IL SOLO SAPERE CHE C'ERI MI HA SOSTENUTA NEL PERCORSO AUTOGUARITIVO

Mi rivolgo anche a te Valdo. La parola grazie è poca roba di fronte al tuo instancabile impegno a non farmi demordere, a farmi andare avanti, anche quando tutti mi stavano addosso, con l'intento di farmi credere che stavo sbagliando. Sapere che c'eri, che esisteva una persona al mondo che mi sosteneva nel mio sforzo di mettercela tutta per guarire, mi ha dato la grinta necessaria per continuare e andare oltre.

LA TUA VITA HA UN IMPATTO INCREDIBILE SU QUELLA DEGLI ALTRI

Ridare a così tante persone il gusto di vivere è un merito che possono vantare in pochi, Valdo. La tua vita ha un impatto incredibile su quelle degli altri. Che tu renda le persone autonome e felici è insopportabile per un sistema impazzito, che le vuole dipendenti e sconce, da buttar via. Per quel che mi concerne, mi sono distaccata dal gregge delle pecore e sto percorrendo una via tutta mia, sempre più lontana dall'assordante chiasso del sistema, leggera come una farfallina multicolore. Una delizia indescrivibile! Ti abbraccio forte e spero di conoscerti di persona, prima o poi. Con immenso affetto e gratitudine.
Natascha, da Bellinzona-Svizzera

*****

RISPOSTA

HAI LA CAPACITÀ DI TOCCARE TUTTI I TASTI CHE CONTANO

Ciao Natascha. Il riferimento da te citato è "Dermatite atopica e straordinaria cura della non cura a Bellinzona" del 13/1/15. Devo confessarti una cosa. Ne ho ricevute di lettere simpatiche e carine, per cui dovrei essere abituato, dovrei aver fatto il callo anche a questo. Ma il tuo messaggio ha una forza trascinante che pochi altri raggiungono. C'è in esso la vigoria e l'entusiasmo dell'insegnante igienista. C'è una iniezione di fiducia e la genuina voglia di fare del bene al prossimo. Cè persino l'ammonimento a quei lettori che mi sommergono di mail e mi fanno domande triviali. Non hai dimenticato niente. Come faccio a non essertene grato.

SAI DENUNCIARE E SAI METTERCI UN PIZZICO DI POESIA

C'è lo sbalordimento e l'incredulità per i risultati raggiunti. C'è la gioia di scoprirsi in strepitosa forma meglio che a 20 anni. Il tutto condito da un pizzico di autentica poesia. Sentirsi leggeri come delle farfalle multicolori è un bel sentimento, ma dirlo nei modi che hai scelto è davvero fantastico. C'è pure una denuncia franca e spietata contro il sistema disumanizzante ed alienante che ci attornia e che ci opprime. E c'è infine quella competenza che non guasta, essendo tu medico e figlia di medico.

STANOTTE MI SENTO IMPORTANTE, INDAGATO O NO POCO IMPORTA

Diciamo pure che mi hai sollevato il morale con la vigoria di un argano. Con quella capacità di ridare il gusto di vivere a tante persone, o di avere un impatto sulla vita degli altri, veri o esagerati poco importa, mi hai fatto sentire importante. Sono le 11 e 40 di sera e andrò a nanna con un motivo in più per sorridere.

Valdo Vaccaro


51 commenti:

Devis ha detto...

A mio avviso Mozzi è nel vero in tante cose. Si è già accennato della sua notoria avversione per glutine e latticini, ma forse non è altrettanto nota la sua distanza con i paradigmi della medicina scientifica imperante. Diffida dei farmaci e dell'uso facile di tecniche invasive. Prescrive rimedi naturali e si informa in primo luogo sulle abitudini dietetiche del paziente, cosa assai lontana dall'abituale prassi medica del "chissenefrega di quello che mangi, curati con questo farmaco". Poi vabbè, se per lui la dieta ideale significa riempirsi di carne e pesce da mattina a sera è chiaro che non può parlare bene della frutta, l'alimento depurativo per eccellenza. Capirai, con tutto questo mix di cadaverina, putrescina e acido urico da smaltire, sai che ribollimento...

arvo ha detto...

Questione complessa quella di Mozzi/D'Adamo. Per rendersene conto basta consultare le lunghe discussioni tra sostenitori e detrattori che si possono facilmente trovare in rete. Gli ultimi sono ovviamente gli allineati alla medicina ufficiale, dunque detrattori. A volte le diatribe sono anche di un certo livello, altre invece solo tifo da stadio, come c'è da aspettarsi in questi casi.
Non so che valore dare alle affermazioni del dott. Calabrese che, se non ricordo male,scriveva che tra gli esperimenti fatti ce n'era uno che prevedeva diete-Mozzi a vari individui divisi a seconda del gruppo sanguigno di appartenenza,però invertendoli tra loro. Ebbene da quel che lui riferisce, ciascun gruppo dichiarava miglioramenti lo stesso, pur avendo la dieta"sbagliata", cioè non prevista per il proprio. In ogni caso, avendo tempo, scriverò qual è secondo me il ragionamento in base al quale le premesse "scientifiche" adottate dal dott. Mozzi non possono avere fondamento.

arvo ha detto...

Nell'estrema sintesi si rischia di essere superficiali.Comunque mi sono chiesto:perché gli appartenenti ai vari gruppi sanguigni non sviluppano malattie specifiche relate al proprio tipo di sangue? L'uomo comune è onnivoro e mangia "di tutto un pò". Ciò vuol dire che ognuno vìola costantemente le regole individuate da D'Adamo/Mozzi assumendo cibi non adatti. Ma le malattie comuni si distribuiscono a tutti indistintamente, almeno nella generalizzazione statistica, senza focalizzarsi "significativamente" su determinati gruppi, risparmiandone altri. Non c'è ,per dire, una prevalenza di leucemie per il gruppo "A" o per es di sclerosi per quello "B". Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entri tutto questo e allora un esempio può rendere più chiara tutta la questione.
Se una distinzione tra gruppi di individui è reale e significativa o determinante,allora a questi gruppi non posso fornire la stessa dieta "sbagliata",altrimenti si creano rischi disuguali che porteranno a patologie diverse tra i vari gruppi. Da un lato ho donne in sovrappeso e dall'altro donne sottopeso; ad entrambi i gruppi fornisco dieta ipercalorica. Cosa accade? Che le prime finiscono dopo un pò per ammalarsi di diabete, colesterolo alto, disturbi cardiocircolatori, ecc.. Le seconde, almeno entro certi limiti, non subiranno particolari contraccolpi negativi. Ecco che la distinzione tra i due gruppi è legittima. Ed ecco che la distinzione ne viene confermata. Invece questa distinzione per patologia (da violazione delle regole)non si registra tra i diversi gruppi sanguigni; ed avrò invece che un morbo di Hodgkin colpisce mediamente ogni gruppo e così farà pure l'ipertiroidismo e via dicendo. A questo punto qualcuno dirà che la medicina allopatica non ha ancora preso coscienza delle differenze o magari non le evidenzia per ragioni varie. A me invece pare che ne avrebbe tutto l'interesse, perché avendo pazienti con esigenze farmacologiche distinte potrebbe moltiplicare i farmaci e trarne profitto. Dunque, in conclusione, la distinzione di Mozzi viene a mio avviso resa ininfluente dai fatti che ci è dato osservare.

arvo ha detto...

In altre parole diciamo che ho gruppi divisi legittimamente da Mozzi e D'Adamo. Dovrò allora fornire a ciascuno di essi una dieta specifica diversa in ogni caso l'una dall'altra. Se però me ne infischio delle regole e fornisco a tutti gli stessi cibi vedrò sorgere dei problemi; i quali allora saranno diversi (secondo grandi numeri aventi rilievo statistico)tra i diversi gruppi stessi.
Ma questo non si è verificato nel corso dei secoli; durante i quali tutti hanno "mediamente" mangiato le stesse cose da onnivori e alla fine, sempre "mediamente", hanno sviluppato malattie che non si distinguono a seconda dei gruppi sanguigni.
Per chiudere resta solo da capire il perché di tanti risultati positivi, almeno a detta dei discepoli di Mozzi. Lasciamo qui da parte l'obiezione di alcuni ricercatori medici che dicono che solo il gruppo che assume vegetali ne trae giovamento verificato. Personalmente credo che l'attenzione posta sulla propria alimentazione sia già una cosa positiva, foriera di qualche buon risultato. Lo stop ai cibi spazzatura ne è la conseguenza. Poi c'è la forte diffidenza di Mozzi per glutine e caseina, cioè due sostanze proteiche che sembrano poter incollare i villi intestinali provocando deficit assimilativi e disordini metabolici. Infine va aggiunto il no ai farmaci e anche il clima di fiducia che fa la propria parte; anche da noi, in fondo, si celebra il "pensiero positivo".

Andrea ha detto...

"Se pensi che basti ascoltare una decina di persone che ne parlano bene, per esaltare una qualsiasi dieta, t metti sulla strada sbagliata. La gente si innamora spesso del proprio pallone e delle proprie scelte, perdendo di vista ogni spirito di sana autocritica."
Amen

vizzvozz ha detto...

Mozzi non e' uno stupido e sicuramente merita attenzione, quantomeno perchè prende le distanze, come ha detto pure Devis, dalla curomania medica ufficiale. In piu' ha sperimentato per anni ed anni su se' stesso e su migliaia di persone gli esiti delle sue supposizioni. Lui per primo afferma di essere un empirico ed uno sperimentatore, ed ammette pure che i suoi successi possano anche non esser suffragati dall'evidenza delle prove scientifiche, ma se c'è un risultato positivo seriale e ripetuto questo va accettato anche se a monte non sussiste una dimostrabilità scientifica che lo sostenga e lo avvalori. Io anni fa pensavo fosse un ciarlatano come tanti, ma ultimamente ne ho approfondito la conoscenza leggendo molto su di lui, spinto da amici e conoscenti che seguendo i suoi dettami hanno avuto buoni risultati in termini di salute, ed ho dovuto ricredermi in quanto la persona in questione ha secondo me tutte la carte in regola per essere ascoltato e preso in considerazione. Poi è ovvio che si puo' non esser d'accordo con lui in tutto ed in particolare con il suo "cottismo" ed il suo carnivorismo (che viene consigliato caldamente solo per il gruppo 0, comunque). Il punto vincente della sua dieta, piu che su "carne si - carne no" sta in quello che viene tolto, cioè latticini e glutine. Oramai è palese che quest'ultimo sia la vera causa di gran parte delle malattie infiammatorie ed auto-immuni, e togliendo questo automaticamente già si è a buon punto nel processo di guarigione. Poi Mozzi detesta i cereali in genere, anche se integrali, al contrario ad esempio di Valdo che continua alla fin fine ad amarli, e li sconsiglia grossomodo a tutti, e su questo credo non si possa dargli torto, visto che sti benedetti cereali che siano cotti, crudi, in fiocchi , ammollati, farinati, in chicchi e via dicendo non sono un cibo adatto all'uomo ( anche se purtroppo appetibili e sicuramente sfruttabili commercialmente...). Sul fatto di mantenere la carne non mi pronuncio, anche perchè io, essendo gruppo zero, dovrei consumarla secondo lui quasi giornalmente per star bene, cosa che ovviamente non faccio da anni e mi guardo bene dal farlo ora, anche se posso in tutta onestà affermare, e qui mi prendo tutta la responsabilità di quello che dico, che andando a memoria a molti anni fa quando ancora la consumavo seppur saltuariamante, non ho mai digerito bene niente come la carne...e guarda caso sono appunto gruppo zero, mentre quello invece che mi ha letteralmente rovinato con digestioni impossibili, scarsa assimilazione ed infiammazioni varie cronicizzate anche serie sono stati gli amati cereali, per i quali avevo una dipendenza assoluta e che ora con enormi sacrifici ho praticamente tolto del tutto.

vizzvozz ha detto...

Sul fatto della frutta poi, che secondo Mozzi non vada bene sempre e comunque per tutti ed in tutte le stagioni, sono oramai purtroppo abbastanza d'accordo e mi spiace per i fruttariani e mi spiace soprattutto per me perchè io i miei due chili al giorno di frutta assortita continuo a mangiarmeli, ma vedo purtroppo che con la stagione fredda, piu ne mangio peggio sto, ed onestamente dopo 5 anni di vegan-crudismo intelligente e sensato, comprensivi di alcuni periodi estivi di fruttarismo puro, mi rifiuto di credere alle crisi disintossicanti comtinue, anche perchè ho provato a ridurre la frutta per alcuni giorni (...ad eliminarla del tutto non ce la faccio...) e "stranamente" sto molto meglio istantaneamente, eppure la mangio da sola, non facendo mescole, contenendo i grassi, non consumendo frutta oleosa..stile 80/10/10 etc etc. Riporto questo per dovere di cronaca, anche se la cosa non mi piace per niente, perchè da igienista ho sempre visto la frutta come un dogma imprescindibile.
Per concludere, ricordo poi che Mozzi si è formato anche sui testi di Lazaeta e di Ehret e conosce quindi i rimedi naturali e pure le basi dell' igienismo, non vorrà forse dir nulla ma la cosa non puo' che rendergli merito. Come il fatto che non l'ho mai sentito parlar male apertamente di nessuno e non si è mai arrogato il privilegio di detenere la vera conoscenza. Chiede solo di provare i suoi consigli per due settimane...e di valutare poi i risultati.

Devis ha detto...

Il tuo ragionamento Arvo, non fa una grinza. Chiaro che se un soggetto ordinario un po' malconcio, che segue da sempre la classica dieta "del un po' di tutto" (che spesso diventa "un po' troppo di tutto"), va da Mozzi, e questo gli tira via glutine e caseina, non può che trovarne giovamento. L'organismo comincia a depurarsi e cessa l'enorme dispendio energetico necessario per metabolizzare le due proteine ostruenti.
Al di là di questo, sono propenso a credere che almeno qualche elemento di verità ci sia anche nei fondamenti della teoria di Mozzi, nel senso della risposta immunitaria indotta dall'ingestione del cibo. Ma forse sia Mozzi che D'Adamo hanno enfatizzato eccessivamente questo fenomeno, arrivando a teorizzare la dieta dei gruppi sanguigni.
Io per esempio sono di gruppo A, e non trovo infatti alcuna difficoltà ad essere vegano. Quelli di questo gruppo, sempre secondo la teoria di Mozzi/D'Adamo, hanno succhi gastrici meno acidi per cui digeriscono male le carni. Ricordo infatti che quando da onnivoro mangiavo carne, usavo bere molto vino. Risposta istintiva per stimolare la secrezione di acido nello stomaco? Forse. Adesso, non consumando carne non avverto più la necessità di bere sempre alcolici.
Con questo non voglio dire che tutti quelli di gruppo A avranno le stesse identiche sensazioni e reazioni, come neanche che quelli di gruppo 0 non possano assolutamente essere vegani. Tra l'altro mi sembra troppo semplicistico stabilire dei confini netti e categorici su ciò che l'uno o l'altro può assumere solo basandosi sull'appartenenza al gruppo sanguigno. Ci sono molte cose che andrebbero approfondite. Ma approfondendo le cose, allargando il campo d'indagine secondo altre coordinate, si corre sempre il rischio di incappare in aspetti sconosciuti che potrebbero minare alla base i fondamenti delle nostre certezze. E questo per molti non è conveniente.

Devis ha detto...

Condivido sostanzialmente anche il ragionamento di Vizzvozz.

Devis ha detto...

Un'ulteriore considerazione sul consumo di frutta di cui parlava Vizzvozz.
La mia esperienza.
Fine dell'adesione stretta ai princìpi macrobiotici della cottura e dell'ostracismo verso la frutta.
Primo inverno da vegano: mi pervade un ossessivo desiderio per la frutta acida, in particolare agrumi.
Secondo inverno da vegano: idem.
Terzo inverno da vegano: non mi sento attratto dalla frutta acida, la assumo solo ogni tanto per un "senso del dovere".
Quarto inverno da vegano: continua la mia indifferenza verso la frutta acida.
Quinto inverno da vegano: idem.
Morale della favola? La classica raccomandazione di Valdo: non ragionare per schemi fissi e immutabili, ascoltare e assecondare le proprie sensazioni e le risposte dell'organismo.
Personalmente mi sono dato una spiegazione. Dopo anni di macrobiotica, ho evidentemente incamerato un stock esagerato di minerali inorganici, da qui l'istintivo richiamo della frutta più depurativa che è appunto quella acida. L'uso di questa risorsa, all'interno della dieta vegancrudista, mi ha aiutato a dissolvere l'accumulo dei minerali inorganici.
Inoltre, volendo capire meglio questo fenomeno, mi sono anche documentato sulle teorie di alcuni fruttariani, che non vedono di buon occhio la frutta acida. Le loro argomentazioni le ho trovate abbastanza plausibili. Non mi ci vedo più la mattina a bermi delle caraffe di succo d'arancia o di limone, per poi lamentare freddolosità, sensibilità dentale, e dimagrimento non voluto.
In definitiva penso che l'assunzione di ingenti quantitativi di frutta dolce o semiacida, sia assolutamente favorevole nel periodo caldo dell'anno. Durante il periodo freddo, occorre maggiore cautela.

arvo ha detto...

Aggiungo alcune riflessioni. Da tempo ho capito che nessuno di noi può prendersi come modello universale per certificare l'andamento delle cose. Troppe le differenze individuali. Tuttavia è legittimo partire, come ragionamento, da noi stessi. Sono del gruppo zero, quello che dovrebbe essere il più antico; in sostanza quello degli antenati cacciatori (anche se odio la caccia)e posso darmi a carne, uova e legumi. No cereali e pasta. Fatto sta che da onnivoro sbagliavo, secondo Mozzi,a mangiare cereali, ma non col resto.Allora mi chiedo :perché invece col cambio di alimentazione ho avuto tutti i miglioramenti che ho esposto molte volte? Ho cioè escluso carne e uova; ridotto drasticamente i legumi e mantenuto i cereali. Cioè ho fatto tutto il contrario di quel che consigliano Mozzi e D'Adamo. Come è possibile tutto ciò? Non sarei dovuto andare incontro ad una pesante disfatta?
Inoltre come detto di recente, dobbiamo andare cauti col tema della digeribilità degli alimenti. Argomento senz'altro valido, ma fino ad un certo punto. Io ho la fortuna di digerire bene tutto, comprese le valanghe di dolciumi che mangiavo un tempo. Dovrei dedurne che tutto è lecito?
Infine teniamo tutti conto di una cosa e cioè il fatto che da onnivori mescolavamo tutto. Nessuno mangiava o solo carne o solo uova o solo frutta e così via. Dunque soppesare con precisione la nostra vecchia reazione ai cibi è alquanto complicato anche se, ovviamente possibile. Ma solo con una certa approssimazione.

arvo ha detto...

Non volendomi spacciare per esperto di glicoproteine o di lectine, non ho accennato a quanto di problematico esiste su questi temi, a sentire certi esperti, se si prendono per vere le teorie di Mozzi. Il quale è certamente simpatico e sicuramente certi aspetti delle sue tesi vanno approfonditi; nessuno ha la verità assoluta in tasca. Tuttavia alcuni si sono posti il seguente problema. Le lectine che somigliano alle glicoproteine del sangue darebbero rigetto, secondo Mozzi, ad alcuni gruppi sanguigni essendo con essi incompatibili. E'uno dei motivi per cui un certo gruppo sanguigno dovrebbe evitare certi cibi, per es la frutta. Ora si osserva invece che chi è di fatto intollerante alle lectine, lo è solo verso alcuni cibi, ma non verso altri che pure le contengono. Questo andrebbe a smentire le convinzioni di Mozzi che ritiene invece che un certo gruppo avrebbe solo problemi dalle lectine stesse. Discorso simile quando si osserva, per es, che le intolleranze al glutine si osservano indistintamente tra i vari gruppi A-B-AB-0.
Infine, ma questa è una questione strettamente personale,non essendo io evoluzionista,non posso che guardare con diffidenza a discorsi sulla "pressione evolutiva differenziata" sugli esseri umani,tale da sviluppare configurazioni sanguigne diverse, così come vorrebbero le teorie di cui parliamo. Ma l'alimento originario dell'umanità era poi la carne? A me non risulta affatto. Resto in ogni caso indisponibile a nutrirmi di animali; oggi un amico mi ha mostrato il video di un polpo vivo tenuto a forza su una gratticola e cotto sotto lo sguardo divertito degli astanti. Faccio ancora fatica a non pensarci, a distanza di ore.Questi idioti criminali meriterebbero di morire previa tortura. Che schifo di gente.

arvo ha detto...

Penso di dover completare dicendo che, nonostante tutto,una pulce nell'orecchio questi discorsi me l'hanno messa. Ero così poco convinto della dieta standard uguale per tutti che,un paio di mesi fa avevo acquistato un libro sull' alimentazione ayurvedica,dove come è noto,gli individui vengono suddivisi in tre gruppi principali. Devo ancora leggere,ma quello che ho subito notato e che mi pare strano è il fatto che la dieta è nel suo complesso onnivora,ma i suoi divulgatori guarda caso sono tutti vegetariani,che io sappia.In ogni caso voglio provare ad approfondire un po' la questione e magari paragonare le indicazioni degli uni e degli altri. Nella mia dieta attuale va tutto bene eccetto il fatto,non trascurabile,di essere troppo sotto peso. Un correttivo va trovato senz'altro perché di calorie ne introduco a sufficienza.Nel mio caso di mangiare solo frutta e verdura non se ne parla; già provato e il peso va in caduta libera.Un po' come il "peso" messicano dopo l'elezione di Trump.

Devis ha detto...
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Devis ha detto...

Mi soffermo su un passaggio a mio parere estremamente importante che ha toccato Arvo, su cui forse non si presta mai la dovuta attenzione. Riguarda l'abitudine di mescolare cibi incompatibili fra di loro. Questo è un aspetto fondamentale, perché l'abitudine di combinare impropriamente diversi cibi, amplifica a dismisura la nocività dei singoli componenti della dieta che non sarebbero poi così dannosi se assunti singolarmente o accostati in modo corretto. E qui si tratta di abitudini veramente pessime che comportano l'innesco di processi di fermentazione e il conseguente aumento di acidosi e tempi digestivi.
Anche in questo caso ci sono diverse interpretazioni in merito alle associazioni più favorevoli e quelle più dannose. Generalmente si ritiene che le verdure siano l'unico alimento associabile a tutti gli altri, con alcune eccezioni per la frutta.
Ritornando alla dieta di Mozzi, nello specifico calibrata per un gruppo 0, "il cacciatore", e pensando che in questo caso si traduca nell'associare carne, pesce o uova esclusivamente con verdure, distanziando l'assunzione del resto degli altri cibi "congeniali", penso che sia scontato ricavare almeno un certo grado di miglioramento, per lo meno riguardante la digestione. Molte verdure crude, essendo molto alcalinizzanti, forniscono le basi per legarsi agli acidi che si formano col metabolismo delle proteine animali. Chiaramente penso che i vantaggi maggiori li avranno quelli che abbondano con la verdura e limitano le porzioni del cibo proteico.
In questo caso uno può pensare di attribuire il merito esclusivamente alla teoria dei gruppi sanguigni, quando invece c'è da tener conto soprattutto dei vantaggi delle corrette combinazioni, almeno per come la vedo io. Fermo restando che personalmente non mangio più carne non solo perché non la ritengo né gradevole né indispensabile, ma soprattutto per motivi miei di sensibilità verso gli animali che sono maturati col tempo. Al limite potrei in futuro contemplare l'uso saltuario di uova di allevamenti liberi, ma per ora non ne sento la necessità, anche se le uova le ho sempre digerite benissimo.

vizzvozz ha detto...

Concordo con Devis sull'importanza delle associazioni, del resto la medicina tradizionale giapponese ha fondato una scienza su questo argomento ed ha scritto libri su libri (che trovo del resto molto complicati, perchè per azzeccare le combinazioni vincenti sembrerebbe che ci voglia la sfera di cristallo...).
Secondo me, comunque, i peggiori abbinamenti, guarda caso, vengono fuori sempre quando entra in gioco il nostro caro amico glutine. Esperienza mia personale ( passata ) come mangiatore seriale di pane, pizza e pasta. E vado sempre a memoria : fatta molte volte cena sontuosa e abbondante a base di pesce misto, che all'epoca gradivo moltissimo, accompagnato il tutto da verdure crude cotte ed al limite un po' di patate mai fritte, vino e basta, il giorno dopo stavo sempre benissimo. Fatto la stessa cosa ma mangiato in piu' anche solo due bibanesi o due grissini od un tozzo di pane o la classica micro fettina di dolce alla fine " perchè ci vuole una volta tanto per dovere di socialità", il giorno dopo ero sempre a pezzi con l'intestino bloccato, energia a zero e malessere diffuso...la colpa era quindi del pesce o del glutine ?...io sono convinto che la carne vada in putrefazione nell'intestino quando la associ nello stesso pasto e specialmente la sera ai cereali ed in particolar modo a quelli appunto con il glutine, perchè praticamente l'intestino va in tilt..se non ci fossero le proteine ci sarebbe eventualmente come danno solo un problema di fermentazione, purtroppo essendoci anche la carne abbiamo pure la putrefazione e la conseguente tossiemia. Non è che di per se' le proteine animali producano sempre e comunque putrefazione, altrimenti saremmo tutti già morti. Questo non lo dico io ma lo esprimono bene gli esperti di MTC, a cui ovviamente possiamo credere o no, come per tutto.
Quanto ai problemi ponderali, no se qualcosa pure io. Con la frutta e con il crudo, anche quattro chili al giorno, certi individui non ce la fanno a metter su peso, e questo ancora una volta ci dice che non siamo tutti uguali. Io ho una costituzione "fredda" per cui un eccesso di frutta, soprattutto in inverno potrebbe rallentarmi ed indebolirmi. E' per questo che poi, se come me elimini pure i cereali, non sai cosa andare ad incrementare. Io per ora mi salvo facendo uso di patate americane, topinambur, castagne, farina di ceci e piselli usate per far crespelle, anche pasta di ceci o piselli acquistata al supermercato, che per me è stata una novità sbalorditava...e cosi' riesco a mantenere il peso. Se rimettessi dentro il glutine prenderei subito due o tre chili in piu, ma oramai so che sarebbero solamente il frutto malevolo di ritenzione idrica e grasso addominale, per cui anche volendo ed accettando un pesantissimo compromesso, non funzionerebbe.

Devis ha detto...

In effetti pure per mia esperienza, avvallata tra l'altro dai teorici delle combinazioni alimentari, l'associazione di proteine animali con i carboidrati, con o senza glutine, è una catastrofe per l'apparato digerente. Ma qui non serve nemmeno essere tanto esperti, ci vuole poco a comprendere che l'ambiente gastrico necessario per disgregare i carboidrati non può essere lo stesso che per le proteine. Ma forse ci vuole poco adesso, perché quando ero onnivoro col cavolo che rinunciavo ai miei bei manicaretti...
Tra l'altro i carboidrati iniziano ad essere digeriti in sede orale con la secrezione della ptialina, per cui è del tutto vantaggiosa una lunga masticazione. Masticazione che invece non influisce per niente sulla digeribilità delle proteine animali in quanto cominciano ad essere disgregate solo nello stomaco con la secrezione della pepsina.
Ora, notiamo che tantissimi piatti tradizionali non rispettano per niente i corretti accostamenti, perché sono stati elaborati unicamente per soddisfare il gusto. Pensiamo per esempio alle lasagne, qui troviamo amidi, glutine, caseina, carne, uova e spinaci, che essendo cotti risultano carichi di velenoso acido ossalico. Saranno buone finché vuoi, ci mancherebbe, ma qui si varca ogni limite di "decoro" in quanto salubrità! Poi magari si aggiunge il goccio di vino, dolcetto e caffè corretto...
Non ho eliminato il glutine, l'ho solo ridotto di molto. Non provo gonfiori o malesseri quando assumo pasta (solitamente di farro) o pane con lievito madre. Trovo che l'unica combinazione ottimale è con le verdure, ma li tollero bene anche coi legumi. Tra l'altro essendo vegano non è che mi rimarrebbe tanto altro da combinare...:)
Durante la macrobiotica ho effettuato lunghissimi periodi di astinenza dal glutine o comunque di riduzione ai minimi termini. Questo in ossequio alla teoria della superiorità del riso integrale. Ma consumavo pure regolarmente miglio e di tanto in tanto grano saraceno.
Non so se tutto questo, insieme all'esclusione di carne, latticini, farine sbiancate e zuccheri industriali mi abbia in qualche modo aiutato a preservare la capacità di tollerare modiche quantità di cereali glutinosi. Sta di fatto che per ora non intendo abbandonarli completamente, mi limito a ridurli il più possibile, preferendo le varietà più antiche con livelli di glutine più basso. Ciò non toglie che condivido assolutamente chi è intenzionato a farne a meno.

vizzvozz ha detto...

La tolleranza/intolleranza al glutine, ovviamente è un problema soggettivo. Chi come me ne ha abusato nell'infanzia e nell'adolescenza e si ritrova ora con una permeabilità intestinale cronicizzata deve ovviamente stare piu attento di chi invece ha ancora le mucose intestinali abbastanza integre...ognuno ha le sue responsabilità , purtroppo. Inoltre, con la permeabilità, ti ritrovi pure nell'assurdo di dover quasi preferire i cereali raffinati agli integrali, per via delle fitine presenti nelle scorze.
Comunque, i cereali migliori secondo me, e secondo molti esperti, sono i "falsi cereali", in particolare la Quinoa ( che sia per questo, forse, che viene venduta seguendo le quotazioni dell'oro ?..). La quinoa, l'amaranto ed il saraceno secondo alcuni possono venir abbinati praticamente con tutto senza dare problemi.
Per quanto riguarda il discorso dei grani antichi, concordo sul fatto che siano migliori degli altri, io al riguardo conosco il Senatore Cappelli. So che qualche pizzaiolo di ampie vedute sta iniziando a fare le pizze con tale grano, ho avuto la fortuna di provarle e posso garantire che, rispetto alle "normali", hanno una digeribilità strabiliante.

arvo ha detto...

Chi per anni ha fatto macrobiotica come me non può che confermare la superiorità dei grani antichi e tipo Sen. Cappelli. Già avevo riferito che mi sono imbattuto in almenno tre casi, dei quali uno innescato da me, nei quali ho visto annullarsi intolleranze al glutine a seguito della sostituzione del grano comune (super trasformato, "bombardato" ed incrociato per avere più glutine con effetto "panificatore")con il tipo Sen. Cappelli. Poi cercando di approfondire sono giunto in un forum scientifico, dove una ricercatrice del politecnico delle Marche, rispondendo a delle domande sulla questione,affermò che il glutine nel dopoguerra è cambiato anche in qualità e non solo in quantità e che ciò era l'oggetto dei suoi studi. In effetti io continuo ad usare grani antichi, compreso l'orzo. Non ho nessun problema apparente col grano e, per la verità, con nessun altro cibo. Ciò non vuol dire che possa mangiare impunemente tutto, intendiamoci. E tornando a Mozzi, ciò mi pare strano, perché io dai cereali dovrei stare più lontano che si può.
In ogni caso voglio prendere nel modo più serio possibile la questione, senza lasciarla cadere. Chiunque di voi abbia elementi utili in proposito, se ne ha voglia,farebbe cosa gradita se riferisse la propria esperienza...senza impegno. Nel frattempo voglio provare a sbirciare in giro per cercare di capirne di più. Per il momento i conti non tornano, almeno dal mio punto di vista.

Devis ha detto...

Comunque la questione dell'intolleranza al glutine rimane a mio avviso un tema complesso su cui forse si specula anche per il business che ruota intorno ai prodotti per celiaci. Rimasi sorpreso quando lessi in un libro della Guillain, dell'esperienza di un'attrice francese vittima di una seria infiammazione intestinale, che venne guarita definitivamente da un medico italiano il quale gli prescrisse per diversi giorni una dieta composta esclusivamente da pasta di semola ben al dente (per incentivare una lenta masticazione) e olio d'oliva! Secondo la tesi dell'autrice, l'intolleranza al glutine è solamente l'ovvio risultato che si manifesta dopo anni di sistematico abuso di zuccheri e farinacei. Del resto se pensiamo a come ci alimentavamo anni fa, notiamo che più volte al giorno entravamo in contatto con prodotti contenenti glutine non soppesandone le conseguenze. Cereali per colazione, biscotti, cracker, pasta, pane, pizze, dolciumi, snack dolci o salati...una costante "ubriacatura" di glutine protratta più volte al giorno, anno dopo anno, fino a raccoglierne inevitabilmente i risultati nefasti.
Se esistono problemi di permeabilità alla mucosa intestinale, è ovvio che sarebbe meglio stare alla larga dal glutine o assumerlo di rado. Personalmente concordo comunque con quegli esperti che sono possibilisti sul ripristino, almeno in un certo grado, della funzionalità intestinale e conseguentemente avversano la tesi dell'irreversibilità dell'intolleranza al glutine.

Devis ha detto...

E' senz'altro doverosa la sottolineatura di Arvo sui grani modificati, di cui pure io attribuisco un peso decisivo sull'esplosione delle intolleranze al glutine.
Poi c'è da rilevare il fatto importante dei prodotti industriali colmi di additivi e contaminazioni varie di residui chimici e quant'altro. Se prendiamo un pacco di merendine o di biscotti, leggiamo spesso una lunghissima serie di ingredienti. Chi ci dice che tutte queste sostanze mescolate (cosa mai successa nella storia umana prima dell'avvento dell'industrializzazione), non possano alla lunga indurre un caos metabolico con ripercussioni importanti sul processo digestivo? Un pacco di farro in chicchi o di qualsiasi altro cereale, ha solo un ingrediente mantenuto nell'integrità originaria. Non è macinato, non è ossidato, possiamo ricavarne farina fresca, possiamo farlo germogliare, è insomma un prodotto vivo. Tutti fattori abbastanza importanti, a mio avviso.

Devis ha detto...

In merito poi alla difficoltà, che a quanto pare riscontrano in molti nel sostenersi durante il periodo freddo con gli stessi quantitativi di frutta del periodo caldo, lascio come spunto di riflessione una sintesi estratta da un vecchio libro di Christopher Vasey che riporta l'analisi di Robert Masson, un naturopata francese.
"L'uomo, lo sappiamo è un frugivoro. La frutta ci fornisce di vitamine, oligoelementi, minerali, aromi, zuccheri e un po' di proteine.
Tuttavia, e paradossalmente, questo alimento principe dell'uomo è quello che richiede il massimo di attenzione quando viene consumato.
E' come un diamante la cui luce potrebbe abbagliare un uomo stanco. Mi spiego: tre fattori influenzano in particolare la quantità di frutta consumata. Questi sono: la vitalità individuale, il clima e l'ora del consumo.
Legge di Masson sulla capacità dei frutti di vitalizzare o devitalizzare: a seconda della vitalità individuale e della quantità consumata, gli acidi contenuti nella frutta subiscono nell'organismo due azioni differenti.
Vitalità sufficiente in rapporto alla quantità assorbita: gli acidi (malico, citrico, lattico, ecc.) contenuti nella frutta vengono trasformati in anidride carbonica e acqua. I frutti liberano i loro minerali, oligoelementi, vitamine, ecc. e il risultato è una rivitalizzazione dell'organismo.
Vitalità insufficiente in rapporto alla quantità assorbita: gli acidi della frutta non possono essere totalmente ossidati in anidride carbonica e acqua. L'organismo 'dona' allora i suoi carbonati di calcio, magnesio, sodio per neutralizzare l'acidità non ossidata della frutta. In questo caso l'esito è una devitalizzazione e demineralizzazione dell'organismo.
- segue un elenco che non riporto sui principali sintomi di devitalizzazione e demineralizzazione -
I tre tipi di vitalità
Schematicamente ci sono tre tipi di vitalità: il vitalissimo (supervitale), che può consumare grandi quantità di frutta. E' un individuo resistente allo sforzo, al caldo e al freddo; il vitale normale (normovitale), che può consumare una quantità media di frutta. E' normalmente resistente allo sforzo, al caldo e al freddo; il poco vitale (subvitale) che deve consumare pochissima frutta. E' poco resistente allo sforzo, al caldo e al freddo.
Il clima
Più la stagione e il clima sono caldi, maggiore può essere il consumo di frutta.
A 40 °C all'ombra, il normovitale può consumare da 1 a 3 kg di frutta al giorno. A 10 °C sotto zero, invece, la stessa persona può consumare al massimo dai 30 ai 100 g di frutta.
Perché questa differenza? Semplicemente perché l'organismo neutralizza meglio gli acidi della frutta con il caldo, e il contrario con la bassa temperatura. Ovviamente, ho portato esempi estremi per far meglio capire il problema. Ricordiamoci, per semplificare, che la frutta vitalizza gli africani e devitalizza gli esquimesi...".

Anche in questo caso ritengo che trattandosi di teorie, possono essere condivise o meno.
La schematizzazione in tre tipologie, penso sia un po' troppo sommaria, ma forse è servita solo per velocizzare il ragionamento. Sul fatto di modulare i quantitativi di frutta in base alla propria costituzione, alla fascia climatica e alla stagione, sono abbastanza d'accordo. Più che altro mi sembra un po' azzardato stabilire un quantitativo di frutta ben preciso per ogni tipologia.

vizzvozz ha detto...

Devis, grazie per aver riportato questa analisi di Masson, che spiega moltissimo e dipana gran parte dei miei dubbi in merito al consumo di frutta durante l'inverno. Sono d'accordo con quanto viene detto.

Luca ha detto...

Molto interessante Devis ciò che hai riportato, ma allora non solo bisogna alimentarsi d'altro oltre che di frutta, ma anche ridurla notevolmente per certe costituzioni in Inverno? Allora mi sa che almeno d'Inverno, secondo questo punto di vista, i cereali, almeno quelli senza glutine, diventino necessari e indispensabili, se veramente la frutta invece ti indebolirebbe, boh, è vero che per la specie umana l'Inverno non dovrebbe esistere, però a questo punto non si tratta più di alimentarsi in modo naturale, ma di alimentarsi nel modo più possibile naturale, ma comunque con cibi non adatti all'uomo, almeno d'Inverno, in questo modo in compenso si fa la scorta di vitamine B, che invece nella frutta mancano, a proposito, d'Estate, alimentandosi solo ed esclusivamente di frutta, le vitamine B dove si possono trovare? E' l'unico dubbio di carenza che mi è rimasto per quanto riguarda la dieta esclusivamente fruttariana. Anzi, ne ho un altro, seguendo questo ragionamento e consumando d'Inverno meno frutta e più cereali/patate e d'Estate solo frutta, il corpo passa da una fase depurativa al massimo ad una fase molto meno depurativa, questa per il corpo potrebbe essere una "sofferenza", oppure sopporta senza problemi?
Grazie a chi mi risponderà.

Devis ha detto...
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Devis ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Devis ha detto...

Sono felice ragazzi, che avete apprezzato l'estratto sulla teoria di Masson.
In effetti ero un po' scocciato nel leggere sempre queste problematiche riscontrate con il consumo di frutta in periodo freddo. Scocciato perché ho vissuto in prima persona lo stesso problema e non riuscivo a trovare la quadra. Pensavo sempre alla solita detox che non finisce mai...
In realtà, se pensiamo di condividere quanto afferma Masson, troviamo un chiave di lettura che ci permette di accettare il fatto che alcuni individui riescono effettivamente a virare senza apparenti difficoltà verso il frugivorismo o addirittura verso il fruttarismo. Non dobbiamo quindi più preoccuparci di nostre gravi negligenze che non sappiamo o vogliamo risolvere. Almeno, per come la vedo io naturalmente.
Comunque ignoro se nella teoria di Masson è contemplata la possibilità di poter "guadagnare posizioni" nella sua scala della vitalità, non so, magari intraprendendo una vigorosa e regolare attività fisica. Chissà...
In merito ai quesiti di Luca, dico solo che parlo esclusivamente per ipotesi, formulate da ciò che percepisco per esperienza diretta. Penso che è sempre utile ricordare il consiglio che Valdo ama ripetere, cioè di non ragionare per schemi fissi e immutabili e considerare sempre le nostre specificità individuali.
Comunque penso che teoricamente è giusto accettare il fatto che in periodo invernale molti fattori ci sono avversi e non possiamo che risentirne maggiormente. D'altra parte, che ci facciamo noi frugivori qui al freddo e al buio?? :)

vizzvozz ha detto...

Faccio ora un'altra considerazione sulla base delle mie esperienze personali, e sempre in riferimento a quanto si sta discutendo ora, cioè che stiamo mettendo di fatto in dubbio che la frutta faccia bene sempre e comunque, tanta, ad ogni costo e ancor di piu. E questo vale non tanto come appunto verso il pensiero di Valdo, che obiettivamente si è sempre dimostrato propenso a ridurre il crudo /frutta durante la stagione fredda ed a basarsi sulle proprie esigenze personali in fatto di sostenibilità, quanto verso un certo tipo di scuola igienista diffusa, per la quale chi non mangia sempre e comunque crudo/frutta almeno al 80 o 90 % per 365 giorni all'anno finisce per fare un po' la parte del mentecatto, o quantomeno di colui che non vuole prendersi la responsabilità di impegnarsi in un sacrificio maggiore se vuol guarire. E vengo dunque alla mia esperienza.
Sono sei anni che vivo da vegano tendenzial-crudista. I primi quattro inverni sono stati letteralmente devastanti, passati a battere i denti sotto la coperta, sdraiato sul divano o a letto, con un livello di energia prossimo allo zero se non addirittura sotto zero, con freddo brividi ed umore pessimo, ovviamente. Ecco come arrivavo a questo, ogni anno. Succedeva che, ai primi freddi autunnali, essendo debole alle vie respiratorie, tendevo sempre a prendermi i soliti raffreddori, e consapevole del fatto che fossero "ovvie" crisi detox cercavo di assecondarle e velocizzarle assumendo piu frutta e piu crudo. Cosa succedeva ?...logicamente stavo peggio. E cosa facevo ?..aumentavo la frutta, soprattutto spremute d'arancia e frutta acida. Risultato ? stavo ancor peggio e rilanciavo assumendo ancora piu frutta e cosi' via, in un loop in crescendo senza fine, spinto e consigliato in questo mio agire soprattutto da certi naturopati igienisti, che vedevano in questo mio star sempre peggio a causa della frutta un tentativo del mio corpo di ripulirsi attraverso lunghe ed estenuanti crisi detox, senza fine. Il tutto continuava praticamente per mesi e mesi, fino all'approssimarsi della bella stagione, dove con l'aumento delle temperature e delle ore di luce, io miracolosamente iniziavo a star benissimo da un giorno all'altro, riacquistavo forza, reattività e serenità e cosi' rimanevo fino all'arrivo dell'autunno successivo, quando poi la sequenza primo raffreddamento-frutta-peggioramento-ancor piu frutta etc. etc. si ripeteva con lo stesso copione.
A questo punto io mi chiedo: la mia è stata una scelta corretta ? Eppoi é lecito per me ipotizzare, come ho avuto modo di dire anche in un'altra occasione, che un certo tipo di scuola igienista dia troppo risalto alle crisi depurative e le giustifichi un po' impropriamente, facendo passare per tali anche esperienze di malessere reale, causato per giunta proprio dall'abuso improprio e non circostanziato di quel crudo e quella frutta in quantità esagerate che, paradossalmente negli intenti teorici, dovrebbe guarirti ed invece finisce al contrario per affossarti ?
Perchè, alla fin fine allora, certe scuole di pensiero che non vedono nella frutta la salvifica soluazione a tutti i mali non sono necessarimente da criticare o da temere, quindi forse c'è del vero anche al di fuori dell'igienismo.

Luca ha detto...

Grazie Devis per la risposta, infatti, il freddo non fa per noi, e per forza di cose, per adattarci, dobbiamo anche fare qualche compromesso pure nel fattore cibo, in merito alla mia domanda sulle vitamine B nella frutta potresti darmi un tuo parere? Cioè, d'Estate, se uno vuole non prendere cereali e frutta secca e semi, nella frutta le trova oppure va in carenza? Dubito, visto che la frutta dovrebbe avere tutto quello che ci serve (almeno vivendo nel clima adatto a noi), però rimango col dubbio...

Luca ha detto...

Vizzvozz stai tirando su veramente un bel dubbio, al quale io personalmente non avevo mai pensato, però un po' mi demoralizza pure il fatto di avere dubbi sulla bontà del nostro cibo d'elezione...

Devis ha detto...

Luca, visto che ti preoccupi tanto delle vitamine del guppo B, ti consiglio di valutare un prodotto a mio avviso ottimo che sto assumendo da qualche settimana. Lievito di birra in scaglie. Una miniera di vitamine. Ha un sapore particolare che non può piacere a tutti. Personalmente lo apprezzo molto. Lo spargo sulle insalate, sulla pasta e sui cereali. Ne basta davvero poco, meglio non abusarne perché è ricchissimo di proteine. Ti consiglio di provarlo. Penso comunque che non sia il caso di assumerlo sempre. Basta utilizzarlo per qualche periodo durante l'anno.

Luca ha detto...

Grazie Devis per il consiglio, sì, l'ho già provato, ma non mi piaceva il gusto, inoltre non mi andava di dover in qualche modo "integrare", volevo solo capire se nella frutta le vitamine B sono presenti e sufficienti oppure per forza qualche cereale, seme, frutta secca bisogna aggiungerlo anche d'Estate, quando io invece ne farei a meno...

Devis ha detto...

VizzVozz ti segnalo un link di un sito di fruttariani che per me è stata una rivelazione: http://www.paradisefruit.altervista.org/questione-frutta-acida-
Per quanto riguarda le tue perplessità in merito al "dogma" dell'inappuntabilità delle tesi igieniste mi trovi perfettamente d'accordo. D'altra parte mi trovo pure io in un curioso processo che non saprei nemmeno come definirlo, mi pare qualcosa vicino alla "tesi-antitesi-sintesi" di Hegel. Ma sta sintesi non arriva mai in porto... :(

vizzvozz ha detto...

Pure a me demoralizza, Luca, ma del resto se vogliamo essere obiettivi, dobiamo esserlo su tutto a 360 gradi. Io ho iniziato a guardarmi attorno in modo piu critico dopo 6 anni di "scuola igienista", seguita con dedizione, abnegazione e completa convinzione. Mi son sempre documentato pero' su cosa dicevano le altre scuole, per onestà intellettuale, ma prima di esprimere dubbi ho voluto darmi del tempo. Beh, 6 anni mi sembrano un ragionevole lasso di tempo... e comunque sia, ci tengo a precisarlo, io sono uno dei tanti che probabilmente deve la vita a Valdo ed a questo blog, per cui sottolineo che non viene in alcun modo messa in dubbio la bontà del contesto nel quale ci stiamo muovendo. Io ho avuto comunque risultati strepitosi, anche se non ho risolto tutto poi... Pero' c'e del buono anche in giro, ci sono altri liberi pensatori che sperimentano, provano, sbagliano, riprovano. Io credo in tutta onestà che Mozzi sia uno di questi, tanto per riallaccarmi al discorso di partenza. Se poi mangia carne e non adora la frutta, non è per forza detto che sia moralmente ed intellettualmente pervertito, oppure in collusione con la lobby del farmaco o della bistecca..Io credo in tutta onestà che il futuro dell'igienismo, cosi' come di altre scuole di pensiero genuine, stia nel metter a fattor comune le proprie esperienze invece di chiudersi ed erigersi a numi tutelari del sapere assoluto. Non ha mai funzionato nè mai funzionerà.

vizzvozz ha detto...

Grazie ancora Devis per la segnalazione.
Ma il lievito in scaglie è quello forse che sa un po' gusto di formaggio ?...quello che io ogni tanto uso per cambiare sapore ed impreziosire le mie ricette ??...Se si tratta di quello, mi sembra di capire che sia inerte, nel senso che i miceti non crescono piu, è corretto questo ? perchè altrimenti con i lieviti attivi saremmo punto a capo con i problemi intestinali..

Devis ha detto...

Da quello che so io, più che integrare è meglio evitare di distruggere. Il fabbisogno di vitamine del gruppo B, mi pare che aumenti esponenzialmente nei forti consumatori di cibi e bevande spazzatura, tipo zucchero, farine raffinate, alcolici, caffè ecc. In realtà penso che non bisogna fissarsi troppo con le tabelle che raccomandano quantitativi netti di vitamine e minerali da "dover" assumere quotidianamente. Tra l'altro penso che siano stabilite sulla base delle diete moderne, che come sappiamo sono alquanto scadenti.

Devis ha detto...

Si, è quello inattivo.

Luca ha detto...

Condivido vizzvozz, è pur vero infatti che in ogni caso siamo una minima parte che ci facciamo certi problemi (giustamente), se pensiamo che la maggioranza non sa nemmeno ciò che porta alla bocca e nemmeno vuole saperlo, possiamo dire di non lamentarci... continuando ad approfondire sempre di più, ma con la gioia di sapere di essere se non sulla giusta via, di sicuro su quella che ci indirizzerà ad essa.

Devis ha detto...

Concordo ovviamente con Vizzvozz sull'immutata fiducia nei capisaldi igienisti divulgati da Valdo.

Luca ha detto...

Devis, per il discorso di distruggere posso personalmente stare tranquillo perchè è da anni ormai che non assumo niente che non sia frutta e verdura e a volte cereali. Certo so benissimo che delle tabelle non ci si può fidare, infatti non le considerò da tempo, solo che avevo questo dubbio in testa della carenza di vitamine B, solo assumendo frutta, ma se quel minimo quantitativo che contiene la frutta per un corpo pulito è sufficiente allora sto tranquillo.

Devis ha detto...

Ma infatti se i nostri "sensori", come li chiama metaforicamente Valdo, ci segnalano che è tutto ok, perché farsi dei problemi? Sono loro i nostri "guardiani". Diciamo che a volte può essere enigmatico interpretare quello che ci vogliono dire. Per cui è a parer mio utilissimo coltivare l'attitudine di cercare sempre di imparare qualcosa anche dalle esperienze degli altri, senza arroccarsi per partito preso solo con coloro che la pensano come noi. Un po' il discorso che faceva poc'anzi vizzvozz.

arvo ha detto...

Lievito di birra? Ogni tanto ma non troppo. È acidificante,carico di purine e i suoi minerali sono inorganici. Se uno non ne riceve fastidi e dolori addominali ha i suoi pregi,come già detto da altri.Condivido in pieno la necessità di variare la dieta secondo stagione,personalizzandola.
Approfondendo un po' Mozzi condivido pure la sua convinzione secondo la quale bisogna sperimentare su sé stessi per individuare gli alimenti "no" da evitare. Questo in omaggio alle differenze individuali che sono innegabili.Detto ciò,a mio avviso prende grosse cantonate a causa dell' errata visuale medico- scientista della quale gli è forse impossibile liberarsi. Ragazzi,da queste parti un tizio si è liberato per sempre dalla schiavitù dell' insulina,non so se lo ricordate.Invitato a ripresentarsi,ha confermato il successo,lasciando un medico con un palmo di naso. Basta ritrovare tutta la storia col motore di ricerca. Per chi non avesse partecipato,ricordo che il medico spalleggiato da Andrea,si chiedeva se non era il caso di denunciare Valdo che,a suo avviso,andava fermato. Non c'è Ayurveda che tenga anche se ho appena iniziato a leggere il libro con prefazione del prof Berrino.

Devis ha detto...

Ah sicuro, un cucchiaio al giorno è più che sufficiente. Come detto prima lo sto assumendo solo da qualche settimana, più che altro per la mia fissa di sperimentare cose nuove. Tra l'altro non ne avevo mai fatto uso in precedenza, salvo le compresse che assumevo di tanto in tanto molti anni fa.
In merito al discorso generale, mi pare che i soliti consigli che Valdo continua a ripetere sulla necessità di non imprigionarsi in schemi rigidi ma di personalizzare la dieta, rientrino anch'essi nei princìpi igienisti da evidenziare. Il capire questo ci libera dal pericolo di mitizzare singoli aspetti del pensiero igienista sui quali emergono diverse interpretazioni.

arvo ha detto...

Circa il libro,se troverò qualcosa di interessante lo riferirò. Anche io penso come te, Devis,che bisogna restare di mentalità aperta senza fossilizzarsi troppo e chiudersi ad ulteriori contributi.Mai farsi guardiani di alcuna ortodossia né esaltare oltre il dovuto alcun personaggio, perché ciò sarebbe deresponsabilizzante. Vero anche che Valdo non ha torto,per come la vedo io,nell'affermare che "altrove" non si vede mai nulla di simile a quello che è accaduto qui. Una mole impressionante di risultati,magari con qualche fallimento di tanto in tanto. Lo schema rigido, effettivamente non funziona con tutti o lo fa solo temporaneamente. La mia attuale convinzione è però che se si assume integralmente tutto il "pacchetto salute",i fallimenti sono ridotti al minimo e qualche volta ascrivibili anche ad eccessiva rigidità di interpretazione. In un caso come quello dell' amico Vizzvozz è certamente legittimo provare a cambiare impostazione e percorrere strade diverse. Nessuno poi ci impedisce di tornare indietro,se ne è il caso. C'è solo da affrontare qualche rischio,come è logico sia.

vizzvozz ha detto...

Arvo, hai ragione. Comunque, rimanga beninteso che il mio cambiamento sta riguardando per ora solamente la quantità ( ed in parte la qualità ) della frutta che assumo nel periodo freddo, mentre sostanzilamente il rimanente del pacchetto salute lo mantengo intatto. Sembra una piccola differenza. ma per quanto ho esposto direi che non lo è affatto. Ci ho messo anni a capire che qualcosa di sbagliato nel mio attaccamento alla frutta c'era, ed ora che ho chiarito i miei dubbi non potrà che andar meglio. Certo che se qualcuno mi avesse avvertito all'inizio dei rischi che una persona come me poteva correre nell'assumere troppa frutta d'inverno, mi sarei risparmiato mesi e mesi di sofferenze...ma si sa, ognuno deve cavarsela da solo...ed e' anche per questo che io di miti e di maestri proprio non ne ho. Rimane allora l'imperativo categorico di sperimentare e di rimanere disponibili, come s'è' detto, anche ad accettare i punti di vista altrui.

arvo ha detto...

Vizzvozz,aggiungo solo che io e Davis veniamo dalla macrobiotica e per noi è quasi naturale l' idea di variare l'alimentazione col cambio di latitudine,stagione e condizioni ambientali,essendo questo proprio un caposaldo delle convinzioni ad essa corrispondenti. Tra l'altro lo stesso Valdo spesso si inalbera se qualcuno insiste su di un percorso che lo lascia insoddisfatto e scrive appunto di non temere di cambiare rotta. Lo fece lui stesso se ricordiamo,parlando di retrocessione verso schemi diversi,magari anche solo momentanei. E sarà ciò che farò io stesso,prima o poi,se il peso non torna a breve oltre una certa soglia; eliminando per es la frutta acida dalla prima colazione. Un po' come hanno fatto gli americani,passando da Obama a Trump senza tanti complimenti.

Devis ha detto...

Vizzovzz, mi spiace veramente di queste due disavventure riscontrate nel periodo invernale, e mi sento un po' in colpa perché ciò che ho riportato poco prima in merito alle divergenti concezioni sul consumo di frutta rispetto alla maggior parte dei promotori dell'igienismo, ne ero a conoscenza da molto tempo. Mi riferisco alla teoria di Masson, quello sulla frutta acida è una cosa recente. Purtroppo, come ha ricordato Arvo, venendo dalla macrobiotica ho mantenuto per circa una decina d'anni un consumo di frutta ridotto al minimo, con l'esclusione pressoché totale di frutta acida e tropicale.
Negli ultimi tempi, poco prima di conoscere il blog di Valdo, divenni spontaneamente vegano ed eliminai il già ridottissimo apporto di pesce che consumavo. Oltre a questo, sentii la necessità di incrementare il consumo di frutta, compresa quella acida. Quindi arrivando sul blog, mi trovai a mettere in discussione tutto quello in cui avevo creduto, anche se sotto sotto, mi rimaneva il sospetto che su alcuni punti le tesi macrobiotiche potessero superare quelle degli igienisti.
Continuando la frequentazione del blog, rimanevo sempre meravigliato e suggestionato leggendo dei risultati sbalorditivi raggiunti grazie a diete composte quasi unicamente da frutta. Continuava intanto a riverberare il concetto di aumentare a più non posso la frutta, di bersi litri di spremute di acqua e limone, di stringere i denti e sopportare le crisi da detox ecc. ecc.
Quindi finii per persuadermi anch'io che questa nuova verità valesse per chiunque.
Non per niente ho riportato sinteticamente la storia dei miei cinque inverni da vegano. Come ho spiegato, il fatto di aver mantenuto per troppo tempo una dieta composta prevalentemente da alimenti cotti dove la frutta quasi non esisteva ha paradossalmente contribuito ad aumentare per un certo periodo la mia tolleranza alla frutta acida, assunta anche in grossa quantità durante la stagione fredda. Infatti nei primi due inverni venivo spesso assalito da un tormentoso desiderio di succhi di agrumi, ne bevevo quantità notevoli e mi sentivo bene. Come già detto non trovo altra spiegazione che un input, un segnale inconscio, teso a disgregare lo stock esagerato di minerali inorganici accumulati col cibo cotto e salato.
Dal terzo inverno in poi, raggiunsi probabilmente un nuovo equilibrio e cominciò a risultarmi sgradita la frutta acida. Come ho detto, inizialmente mi forzavo e a volte ne assumevo un po'. Ma non sentivo più di ricavarne un beneficio, anzi, percepivo una sensazione di squilibrio, denti sensibili, freddolosità e soprattutto calo ponderale. Inoltre, di tanto in tanto venivano pubblicate esperienze analoghe di persone insoddisfatte perché non riuscivano a cogliere i benefici che molti altri testimoniavano consumando grandi quantitativi di frutta. Per cui cominciò a incrinarsi la mia fiducia sull'idea che questo assunto potesse essere valido per chiunque. Del resto è calzante l'esempio di Valdo rapportato con Pietro Bisanti, entrambi igienisti ma con visioni un po' diverse sulla dieta. E continuando a ipotizzare che la teoria di Masson sia sostanzialmente giusta, entrambi scelgono verosimilmente la via più congeniale per il loro benessere.

vizzvozz ha detto...

Vi ringrazio entrambi, Devis e Arvo. Purtroppo, pure io ho creduto che quel star male fosse sintomo di detox, quindi da assecondare ed anzi massimizzare, aumentando proprio l'elemento catalizzatore che, negli intenti teorici, lo stava procurando. Mi prendo le mie responsabilità, ho insistito per anni di seguito fuorviato anche dal mio solito eccesso di zelo, ma chi mi guidava avrebbe forse dovuto saperne qualcosa di piu. Si è insistito sempre esageratamente con questa crisi detox, questa è la verità secondo me, anni fa quando se ne parlava, sembrava che tutto fosse riconducibile a quella....pazienza, non succede nulla. Anzi, ne esco rinforzato e piu' consapevole, e facciamo pure finta che i tre denti che ultimamente mi sono spaccato in condizioni tutto sommato "di normale masticazione" siano solo una spiacevole combinazione.
Vorrà dire che faro' come si fa con la caldaia di casa, esiste un programma invernale ed uno estivo...quando arriva il freddo si gira la manopola..

Devis ha detto...

In ultima analisi penso che tutte queste considerazioni non devono affatto essere viste come un tentativo di annacquare le tesi igieniste, ma piuttosto un necessario approfondimento di certi aspetti che sulla base di molte esperienze portano in superficie risultati contradditori. Altrimenti finiamo sempre di correre il rischio di arroccarci con spirito settario, qui come altrove, in una delle diverse scuole di pensiero e avversare tutto il resto, illudendoci di possedere solo noi la verità primigenia, quando invece elementi di questa si trovano un po' ovunque, anche se frammentati e cristallizzati nei diversi sistemi ideologici che escludono e irridono tutto ciò che è al di fuori da essi. Ne consegue che si può continuare a vita a seguire passivamente i dettami della medicina scientifica meno aperta, che ignora (o fa finta) i fattori causanti delle diverse malattie, limitandosi a distribuire farmaci a pioggia e intervenire solo sui sintomi, oppure si diventa fanatici della medicina alternativa, della macrobiotica, dell'ehretismo, del crudismo, dell'igienismo ecc ecc.

Jonny Dalla ha detto...

Interessante discussione

arvo ha detto...

Dopo qualche giorno di approfondimento devo dire che i video con le esposizioni di Mozzi mi lasciano alquanto perplesso, perché vi trovo incertezze,contraddizioni e persino una ammissione di impotenza rispetto a tante importanti patologie comuni,che in quanto tali si distinguono da altre ritenute invece risolvibili col suo metodo. Dire che il diabete,per fare un es, è causato e rafforzato dai carboidrati e poi dire che pane e pasta vanno sostituiti,per questo,dal grano saraceno, è non conoscere neanche la composizione dei cibi; il saraceno non ha glutine ma ha le stesse percentuali di carboidrati del frumento e dà uguale picco glicemico. Poi il problematico glutine è una proteina e questa casomai aiuta proprio a regolare i picchi glicemici stessi. L'impressione è che come tutti i medici comuni il nostro Mozzi ne sappia poco di alimentazione. Poi aggiunge che per le ragioni spiegate è necessario mangiare la carne,specie se si è del gruppo zero,stando lontani dalla frutta. Essendo io di tal gruppo,dando retta a lui sarei forse già schiattato. Mi sa che il mio approfondimento finisce qui; non ci sprechero' altro tempo.

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