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mercoledì 30 novembre 2016

INDIFFERENZA, LATO OSCURO DELLA COSCIENZA UMANA


DOCUMENTO DA FRANCO LIBERO MANCO (Sintesi e sottotitoli di VV)

L'UOMO NON TROVERÀ PACE SE NON ESTENDENDO LA SUA COMPASSIONE A TUTTE LE CREATURE (Albert Schweitzer)

Immaginiamo noi stessi braccati da esseri venuti da altri pianeti contro cui è impossibile qualunque reazione di difesa. Immaginiamoci in un luogo lugubre e senza vie di fuga, impregnato dal fetore di sangue e di liquidi organici, senza possibilità di essere aiutati. Immaginiamoci spinti a colpi di bastoni e scariche elettriche verso il patibolo e accanto a noi squartati e appesi a ganci metallici i resti di nostri parenti e amici.

TUTTI SAPPIAMO TROPPO BENE COSA SIGNIFICANO LA SOFFERENZA E IL SOPRUSO

Ognuno di noi in qualche modo ha sperimentato la sofferenza. Quella fisica di una malattia, di un incidente o dal dentista. O quella traumatica che ti urla dentro, come la perdita di una persona cara. O quella sofferenza derivante dall'impossibilità di potersi difendere da un sopruso ingiusto e doloroso.
Solo una parte irrilevante della crudeltà umana può essere ascritta ad impulsi incontrollati, la maggior parte è dovuta a superficialità o ad abitudini consolidate da insane tradizioni: "La facoltà a delegare altri a commettere ciò che ci ripugna è la causa della maggior parte dei delitti" (Seneca).

NUTRIRSI DISINVOLTAMENTE DI SANGUE E DI CADAVERI PORTA FUORI ROTTA

Finché i gemiti degli animali assetati, affamati, agonizzanti continuano ad essere inascoltati, finché l'indifferenza avrà la meglio nei nostri cuori, siamo tutti colpevoli. È la nostra coscienza ad essere messa sotto accusa. È lei chiamata a rispondere di questo dissennato martirio. Ma un popolo che si nutre di sangue e di cadaveri non può avere un futuro.

SIAMO DESTINATI A PAGARE PER OGNI GOCCIA DI SANGUE VERSATO

Ci si chiede il perché della violenza umana, delle guerre, delle malattie, del dolore. Vittima della sua stessa nemesi karmica, che pesa e si accumula, l'uomo è destinato a pagare per ogni goccia di sangue innocente versato, per ogni vita spezzata, per ogni ferita inflitta ingiustamente ai suoi fratelli animali. "Finché gli uomini continueranno ad uccidere gli animali essi non cesseranno nemmeno di uccidersi tra di loro. Il mondo animale si vendica dell'umanità forzandola nelle guerre a divenire carnefice di se stessa" (Max de Saxe).

NON C'È POSTO PER GLI IGNAVI E GLI INGORDI

Il mondo si divide tra quelli che mangiano la carne (ai quali non importa quello che produce questa lesiva e degradante scelta alimentare) e quelli che si astengono per senso di giustizia e di solidarietà verso le altre creature. Poi vi sono i tiepidi, gli ignavi dell'esistenza, coloro che dicono di amare gli animali ma non hanno la forza né la volontà di anteporre ciò che giusto al piacere del loro stomaco. "L'ingordigia di pietanze a base di carne è un'ingiustizia abominevole e io desidero che aspiriate soprattutto alle cose che sono un nutrimento eterno per la vostra anima", (S. Gregorio di Nizianzo).

COLTELLO E FORCHETTA ARMI OLTREMODO DELETERIE

Le armi più terribili dell'uomo contro se stesso, contro l'evoluzione, la civiltà e la vita sono il coltello e la forchetta. Queste sono state e saranno la nostra prima ed ultima rovina. Ma l'uomo non si vergogna a divorare ogni cosa, a nutrirsi di salme: "Una mucca o una pecora morte che giacciono in un pascolo, sono considerate carogne. La stessa carcassa, trattata e appesa in un chiodo in macelleria, passa per cibo", (J. H. Kellogg).

NUTRIRSI DI CADAVERI È LETTERALMENTE ABOMINEVOLE

Ma come ha potuto l'uomo vendere la dignità e la ragione al migliore offerente? Mettere a tacere la propria coscienza, sprofondare in un abisso di orrore fino a considerare l'animale cosa da mangiare? "C'è forse qualcosa di più abominevole del nutrirsi di cadaveri?", (Voltaire).

DEGNI DI SALVEZZA SOLO SE NON UCCIDIAMO

Per quietare le nostre coscienze dovremmo risparmiare sofferenza inutile agli animali che macelliamo? Chi stabilisce il limite della sofferenza entro cui è lecito infliggerla? Se fossimo noi la vittima di turno certo non saremmo altrettanto concilianti. "Perché infliggere sofferenza mentre noi stessi cerchiamo di fuggirla? Si diventa degni della salvezza quando non si uccide alcun essere vivente", (Buddha).

NON ESISTE ASSOLUZIONE PER L'UOMO COSCIENTE

Perché riteniamo sacrificabile l'animale a vantaggio dell'uomo? Se riteniamo ingiusto che una eventuale specie aliena possa interferire nella nostra vita perché riteniamo legittimo interferire nella vita degli animali? L'animale non ha alternativa. Non ha alternativa la volpe che uccide il coniglio o il leone che uccide la gazzella. Noi invece sì, ed è questo che non ci assolve, che non ci giustifica, che ci condanna a subire gli effetti del dolore che abbiamo causato.

ANDRESTE FORSE A FARE LA SPESA ALL'OBITORIO?

Come può un rappresentante religioso, un politico, un esponente dei diritti umani rendersi complice di una simile aberrazione? Come può mettere nel proprio stomaco lo stomaco di un animale, i muscoli, il cervello, il cuore, il fegato di un animale e non inorridire a questa idea che degrada la nostra coscienza, la nostra mente, il nostro corpo, la nostra anima, il nostro pianeta, la nostra economia e trasforma questo pianeta in un'immensa camera di tortura per animali? Quando si acquista della carne è come fare la spesa all'obitorio.

HO VISTO SPETTACOLI TROPPO AGGHIACCIANTI PER TOLLERARE IL CRIMINE

Ho visto l'indifferenza più agghiacciante degli uomini nei confronti degli animali martirizzati negli stabulari dei vivisettori. Ho visto un cane leccare implorante la mano del suo carnefice. Ho visto uomini strappare le pelli ai teneri cuccioli di foca ancora in vita. Ho visto i mitici figli della giungla serrati in strettissime gabbie dove al tormento segue la pazzia. Ho sentito le urla strazianti degli animali nei mattatoi ed erano le stesse dei malati di cancro terminali. Ho capito che l'uomo è il vero e più terribile virus mai apparso sulla terra, votato alla distruzione della natura e all'annientamento della sua stessa specie, ed ho capito che favorire, sollecitare, spronare, invogliare a consumare carne è il più rovinoso dei crimini che un individuo possa commettere nei confronti della vita. La compassione è un sentimento indivisibile: chi non lo possiede per gli animali non può nutrirlo per gli umani.

EVITIAMO DI ESSERE COMPLICI DI QUESTO INFERNO TERRESTRE

Se riconosciamo agli animali la capacità di percepire il dolore, sensibilità, intelligenza come possiamo trattarli come se ne fossero privi? È la deviante questione di priorità che ci assolve dalle responsabilità di ciò che causano le nostre scelte? È la stessa priorità che ha negato per millenni agli schiavi il diritto alla libertà e alla vita? È la stessa priorità che ha giustificato e che tutt'ora giustifica l'eccidio degli Indios perché ostacolo agli interessi delle multinazionali? La stessa priorità che ci impedisce di aprirci verso tutto ciò che merita rispetto e non essere complici di questo inferno cui abbiamo condannato gli animali, il pianeta e noi stessi?

UN CRIMINE DALLE PROPORZIONI APOCALITTICHE

Tutti i giorni si perpetua sulla Terra un crimine nei confronti degli animali di proporzioni apocalittiche. Perché? Gli animali possono essere allevati, uccisi, torturati perché diversi da noi, cioè per il fatto che non sono umani. Anche se un cane, una mucca, un maiale e un'anatra hanno percezioni, memoria, sentimenti superiori a quelli di un bambino, non sono umani, non sono dei bipedi con dei vestiti addosso, non hanno dignità esistenziale e non hanno difesa legale: questa è la loro unica colpa, e per questo possono essere uccisi.

IL MARTIRIO DEGLI ANIMALI EQUIVALE AI CAMPI DI STERMINIO

In che siamo diversi noi dagli animali se non nel corpo fisico? Ma uguaglianza imporrebbe ugual trattamento. Appellarsi alla differenza per giustificare il loro utilizzo e il loro martirio, è la stessa motivazione che ha reso possibile i campi di sterminio nazisti in cui il diverso era cosa, da utilizzare o annullare, mentre è proprio la diversità delle cose che consente a noi di evolvere e alla vita stessa di perpetuarsi nell'universo.

NON ESISTONO SCUSE ED ALIBI

Come può il macellatore, il vivisettore, il pescatore, lo spellatore di animali infliggere sofferenza e morte ed essere in pace con la propria coscienza? Come può ritenere il proprio interesse, il proprio piacere più importante della vita e della sofferenza di un essere senziente? Come può privare per sempre l'animale della luce del sole, dell'erba, del suo unico bene, della sua già brevissima vita?

IL NOSTRO DIRITTO DI ESISTERE NON È SUPERIORE A QUELLO DELLE ALTRE CREATURE

Se siamo consapevoli che l'animale è in grado di percepire l'angoscia, come giustificare l'arrogante ed arbitraria presunzione ritenere che la nostra vita, la nostra sofferenza, la nostra libertà sia più importante di quella di quella degli animali al punto da ritenere legittimo mangiarseli? "Condurre gli animali al macello, farli cuocere, non per nutrirsene e saziarsene, ma allo scopo di provarvi piacere e soddisfare la propria ghiottoneria. Non c'è nome per designare questo misfatto, questo crimine" (Porfirio).

LA SPERANZA DI UN MONDO PIÙ GIUSTO È IRRESISTIBILE

Chi ci ha autorizzato a disporre della libertà e della vita degli animali? Chi ci ha autorizzato a limitare alla specie umana il comando "Non uccidere"? Quando penso a tutto questo un profondo sconforto mi pervade, ma la speranza di un mondo più giusto mi è dura a morire nel cuore.

Franco Libero Manco

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