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giovedì 17 novembre 2016

LA SALUTE È SOPRATTUTTO UNA QUESTIONE DI TIPO MENTALE


LETTERA

NEFRECTOMIA PARZIALE PER TUMORE LO SCORSO GIUGNO

Gent.mo Valdo Vaccaro, le scrivo per ricevere un prezioso consiglio. Ne ho letti tanti su suo blog e ora, se vorrà rispondermi, tocca a me. A giugno 2016 sono stata operata in laparatomia di nefrectomia parziale per tumore a cellule chiare di 3 cm, scoperto per caso con ecografia dopo anni di insistenza per dolore lombare destro.

STO TUTTORA INCASSANDO LA FRUSTRAZIONE DI QUESTA BRUTTA SORPRESA

Seguo una alimentazione senza prodotti animali da qualche anno e vegetariana potrei dire da sempre, (ho 57 anni) e sto incassando la frustrazione di questa brutta sorpresa nonostante uno stile di vita abbastanza buono. 

CURRICULUM CLINICO NON IMPECCABILE

A dire la verità la mia storia clinica non è impeccabile. Tonsillectomia a 5 anni, incidente a 13 anni (investita sulle strisce pedonali) anni con trauma facciale ed emotivo (frattura setto nasale e perdita incisivo superiore), appendicectomia a 18, mononucleosi infettiva (virus EBV Epstein Barr) a 20 con forti sintomi e ricovero ospedaliero, nascita figlia a 28 anni, aumento costante del Tsh e diagnosi tiroidite autoimmune (Hashimoto) a 44 anni, inizio assunzione Eutirox (ora tiroide Ibsa 125), menopausa.

STORIA FAMILIARE DI CARCINOMI

Padre con CA colon a 60 anni deceduto a 69, madre intervento per meningioma a 45 anni con riscontri caratteriali di anaffettività e depressione, CA mammario a 65 anni, quadrantectomia, deceduta a 88 anni nel 2013 per investimento sulle strisce pedonali.

ANSIA PER POSSIBILI RECIDIVE

In sostanza, la situazione infiammatoria cronica aggravata dal tumore mi fa percepire più insidiosa l'ipotesi di una recidiva. Tre anni fa ho fatto la rimozione delle amalgame e una apicectomia senza antibiotici con conseguente infezione e assunzione antibiotici. Tra le ipotesi temo che una cellula infetta anaerobica sia partita da lì, oppure è stato lo stress per la morte di mia mamma.

ALIMENTAZIONE VIRTUOSA MA NON SUFFICIENTE A CONTRASTARE APATIA E STANCHEZZA

Alimentazione con verdura cotta e cruda, cereali, legumi, semi oleosi, senza zuccheri aggiunti, un estratto di frutta e verdura al giorno. Sto seguendo da due mesi una micoterapia quale supporto post intervento. Guardando indietro è stato un progressivo riempimento di uno zaino di mattoni tipo stanchezza cronica, metabolismo rallentato, atteggiamento progressivamente rinunciatario, bassa vitalità.

GLI INTERESSI NON MI MANCANO

Sto cercando di rivitalizzare la situazione familiare e di essere meno seriosa. Di interessi ne ho tanti. Lettura, scrittura, disegno, volontaria animalista da sempre, pratico bagni derivativi, camminata veloce e yoga da due anni.

C'È DELL'ALTRO CHE POSSO FARE?

C'è altro che posso fare? Cosa pensa di idrocolonterapia o clisteri tipo caffè? Pensavo al digiuno, ma eventualmente guidato, non mi attira molto l'idea per via della debolezza e dell'abitudine ai piccoli spuntini. In ospedale mi hanno detto "Se ne dimentichi" ma, in poche parole, temo che durante l'operazione qualche cellula maligna sia andata facilmente in circolo e il mio sistema immunitario scassato non sia in grado di eliminarla. Grazie.
Violetta

*****

RISPOSTA

ROVESCIARE IL TUO ATTEGGIAMENTO PERDENTE VERSO LA VITA

Ciao Violetta. Non è facile dare una risposta al tuo messaggio, fatto com'è di riflessioni negative ed improntate a un pessimismo di fondo, nonché a depressione. Esso può avere qualche valore come sfogo e come liberazione mentale, ma niente di più.

PENSARE IN TERMINI DI GENETICA GIÀ SIGNIFICA VIVERE MALE

Già il parlare di storia familiare di carcinomi significa partire col piede sbagliato della genetica, ovvero del pregiudizio per cui si è segnati a subire la stessa sorte. La genetica non sta in piedi e si è dimostrata fallimentare nei suoi concetti di base. La fissità dei geni è una favola amara e falsa, un dogma sviante. Essi possono essere modificati giorno per giorno mediante le nostre scelte oculate, i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti sul piano alimentare e comportamentale. 

ANSIA, INQUIETUDINE E TRAUMI EMOTIVI SONO GARANZIA DI MALATTIA

Ma intanto, chi la pensa in queL modo vive nell'ansia e nell'inquietudine, e finisce per danneggiarsi in modo sciocco ed ingiustificato. Non questione di genetica e di ereditarietà dunque, ma piuttosto questione di pessime abitudini e pessime convinzioni all'interno di un gruppo familiare. 

SBANDAMENTO CONTINUO ED ACRITICO VERSO LE SOLUZIONI MEDICHE

L'altra scelta ideologica aberrante, nella quale siete incappati, è la condivisione acritica nelle soluzioni asportative riferite ai tumori. Le esperienze del passato nulla vi hanno insegnato e tu stessa continui a pensare in termini di curomania medica sul sintomo, un modo sfiancante ed esasperante di affrontare le proprie alterazioni, un vivere nella paura e nel panico continuato, un vivere nel sospetto di una natura maligna, casuale e disordinata, un vivere nel terrore di cellule anaerobiche cancerogene che filtrano, un vivere tra voglie di idrocolonterapie, di clisteri di caffè e di altro ancora.

LO STRESS DEMOLISCE E CORRODE IL SISTEMA IMMUNITARIO

Chiaro che in queste condizioni di precarietà mentale si finisce per favorire lo stress e per demolire il sistema immunitario-endocrino, tutto basato sul relax e la funzionalità indisturbata, tutto basato su ormoni del sorriso, dell'armonia, della fiducia e del benessere, tipo serotonina e melatonina. 

RISPETTARE LA NATURA E IL PROPRIO MEDICO INTERNO

La parte positiva che c'è in te, ovvero i tanti interessi che pur riesci a mantenere, rappresenta invece il lato positivo della medaglia, quello che va curato ed alimentato. Devi assumere una mentalità positiva ed igienista, dando maggiore fiducia alle tue risorse interne, alle leggi della natura, alle doti che il tuo corpo possiede di autoguarire, non in forza dell'interventismo medico ma piuttosto in forza delle sue qualità intrinseche, in forza del proprio medico interno fornito di tempismo e di infallibilità, a patto che tu lo consideri, lo ascolti e lo supporti senza mettergli i bastoni tra le ruote.

Valdo Vaccaro



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