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mercoledì 16 novembre 2016

MAIORCA VEGETARIANO SIGNORE DEGLI ABISSI ALLE PRESE CON UNA CERNIA


LETTERA

ENZO MAIORCA SIGNORE DEGLI ABISSI E VEGETARIANO CONVINTO

Ciao Valdo. È morto Enzo Maiorca signore degli abissi, uno dei maggiori apneisti italiani, più volte detentore del record di immersione in apnea battendo il record di -45 per portarlo lui stesso 30 anni dopo a -101.

INTERVISTA SULL'EPISODIO CHE LO TRASFORMÒ IN DIFENSORE DELLA FAUNA MARITTIMA

Vegetariano convinto, grande amante degli animali acquatici e difensore dei mari, Enzo Maiorca ha raccontato in un'intervista un episodio che stravolse le sue abitudini e il suo modo di pensare.
Credo che sia bello ricordarlo così, attraverso le sue parole contenute in questa intervista alla redazione di Restiamo Animali
http://www.restiamoanimali.it/blog/2012/270512-animal-house-enzo-maiorca/
Elena Fasulo

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INTERVISTA DI ENZO MAIORCA ALLA REDAZIONE DI "RESTIAMO ANIMALI"


ACCANITO PESCATORE SUBACQUEO ALLE PRESE CON UNA CERNIA COLPITA

Nel Settembre 1967, ero un accanito pescatore subacqueo. Un giorno durante un'immersione ho sparato a una cernia che, colpita, si è arroccata dentro la sua tana e, con l’aiuto delle sue potenti mandibole, faceva resistenza sull'imboccatura da dentro, rendendo difficile l'estrazione anche tirando con tutte le sue forze. La cernia si dimostrò molto combattiva. 

INCASTRATA NELLA TANA E CONTATTO DELLA MANO COL CUORE DEL PESCE

La profondità era relativa perché ero a circa 14-15 metri di profondità, ma lei era un pesce ed io ero un uomo, in un ambiente che non era il mio. E allora, dopo aver invano lottato contro di essa, da sconfitto, ho cercato di rendermi conto di come questa cernia fosse incastrata nella tana. Ho passato il dorso della mia mano destra facendolo scorrere lungo la sua gola, verso il suo ventre. A quel punto la cernia ha scagliato contro il palmo della mia mano il suo cuore, ed era un cuore che io ho sentito pulsare terrorizzato, impazzito dalla paura. 

MI RESI CONTO ALL'IMPROVVISO DI ESSERE UN BARBARO

Non mi era mai capitato di sentire il cuore di un pesce terrorizzato. Quella è stata la prima volta e ho capito che fino ad allora mi ero comportato da barbaro sul fondo del mare, perché avevo distribuito morte in un ambiente in cui la morte alligna sì abbondante, però per necessità di sopravvivenza. Io non dovevo sopravvivere con quella cernia perché il mio mangiare in superficie ce l'avevo, il mio cibo ce l'avevo, non mi serviva per vivere, per sopravvivere. Era soltanto il gusto balordo di arrecare morte in un ambiente che io amavo e amo immensamente, il mare.

VANITÀ DI ESSERE UN IMPENITENTE DISTRIBUTORE DI VITA E DI MORTE IN MARE

Se non avesse toccato il suo cuore come l'avrebbe sentita, percepita questa cernia? Cos'erano i pesci per lei? Maiorca: Mi sarebbe stata perfettamente indifferente. La percepivo inserita in quell'ambiente splendido che allora era il mare, come bellezza. Nonostante questo io ero disponibile a sparare alla bellezza. Ero talmente accanito, nella mia vanità di uomo che doveva distribuire vita e morte sul fondo del mare, che non valutavo cosa fosse. Era un animale da abbattere.

LA SUPREMAZIA TECNICA UMANA RENDE IL GIOCO IMPARI ED INGIUSTO

Io ritenevo allora che l'uomo in apnea fosse inferiore al pesce, tant'è che invidiavo ai pesci il divino dono delle branchie. Ma in realtà coloro che erano in stato di inferiorità, nonostante le branchie, erano i pesci, perché l'uomo già allora aveva tali e tanti di quegli strumenti, che poteva far pagare ai mitici abitanti del mare la sua supremazia.

(Sintesi, titolo e sottotitoli di VV)

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2 commenti:

Elisabetta ha detto...

Un bellissimo tributo ad un uomo eccezionale che non sarà dimenticato.

Marika Vecchiattini ha detto...

Ho avuto la fortuna di conoscere questo grande uomo di persona e di sentirgli raccontare di persona questa storia. La sua emozione, gli occhi che diventavano lucidi anche a distanza di anni, testimoniavano che la pietà per quell'animale che lui aveva ferito -probabilmente a morte- continuava a pesargli sul cuore. Ci sono momenti di vera illuminazione che cambiano la visione della vita è del nostro ruolo di questo pianeta, ma non tutti sanno coglierli. Lui si. Grazie Enzo per tutto quello che ci hai insegnato! E grazie anche a te Valdo, per averlo ricordato qui a casa tua.

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