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venerdì 11 novembre 2016

TENTATIVO IN EXTREMIS PER OPERATA AL SENO IN STATO DI METASTASI


LETTERA

INTERVENTO AL SENO E MICIDIALE CICLO DI CHEMIO CON RADDOPPIO METASTASI

Caro Valdo Vaccaro, Sono Vita Grispi da Genova ci siamo conosciuti nel tuo studio a vicino Bergamo, qualche anno fa. Ora ho un problema molto serio da risolvere. Riguarda una persona cara della mia famiglia. Questa persona ha 73 anni ed è stata operata al seno sinistro di un tumore maligno con metastasi ai polmoni. Ha fatto un ciclo di chemio ma, i risultati sono stati nulli, le metastasi sono raddoppiate anziché regredire. 

COSA SI PUÒ FARE PER SALVARE QUESTA PERSONA?

La domanda che ti pongo è questa: Come possiamo aiutare questa persona a guarire? C'è una via di uscita? In concreto cosa bisogna cambiare per guarire? Ci vuole una alimentazione mirata? Dobbiamo continuare con la chemio che la rende davvero uno straccio, quando già non si regge in piedi? Saresti così gentile se mi dai un consiglio spassionato come solo tu sai fare? Ti ringrazio già anticipatamente perché ti conosco e so che sei una persona speciale e io ti stimo tantissimo. Grazie di cuore e un abbraccio affettuoso.
Vita 

*****

RISPOSTA

LO SPORCO BUSINESS MEDICO DEL CANCRO

Ciao Vita. Come dovresti sapere, alla Health Science vige il principio della non-cura sul sintomo, e pertanto  il principio del non intervento, della non asportazione e del non raschiamento dei tumori, di qualsiasi tipo essi siano, visto che il tumore è un prezioso sintomo di avvertimento formatosi per diversi anni e mai ascoltato. Ovvio che la medicina evita questa strada come fosse la peste. Se la praticasse davvero nell'interesse di tutte le donne del mondo, chiuderebbe i battenti nel giro di una settimana, venendo a mancare i grossi introiti che derivano dalle asportazioni e dalle cure chemio, premiati abbondantemente dai contratti della sanità con le assicurazioni.

UN PUGNO DI MOSCHE E RISULTATI FALLIMENTARI PER I MIOPI TERAPISTI SUL SINTOMO

L'oncologia interventista, e se ne sta parlando molto in questi giorni, vista la scomparsa del dr Umberto Veronesi, luminare massimo mondiale del settore con 20 lauree honoris causa, ha fatto del tumore al seno un business enorme e spropositato. Massimo rispetto per l'uomo che scompare, e in particolare per la sua testimonianza etico-vegetariana. Resta il fatto che chiunque al mondo si sia cimentato col cancro mediante terapie invasive totali o ridotte, e prive di sistemico aggancio con i fattori causanti (nel caso Veronesi si parla per l'appunto della cosiddetta quadrantectomia), è rimasto con un pugno di mosche e con risultati fallimentari, come dimostrato dai fatti e dalla crescita esponenziale del fenomeno.

LE STATISTICHE SULLE MEDIE DI SOPRAVVIVENZA COMPARATA PARLANO CHIARO

Ogni voce alternativa alla curomania sul sintomo tumorale viene vista dall'Ordine Medico come una bestemmia improponibile, pur sapendo benissimo che, come risulta dalle stesse statistiche ufficiali della medicina americana, le donne che si sottopongono alla trafila medica sopravvivono in media, nel migliore dei casi, 3 anni circa, mentre quelle che evitano ogni accanimento terapeutico invasivo ed optano per concedere al proprio corpo il modo sereno e tranquillo di recupero che si chiama via autoguaritiva gestita intelligentemente dalla immunocompetenza corporale interna, sopravvivono in media 4 volte di più.

OGNI DONNA È DIVERSA ED OGNI FORMA TUMORALE È DIVERSA

C'è poi anche il fatto che ogni donna è un caso a sé, un caso unico e non un robot uguale in fotocopia. Idem per il tumore. Ce ne sono centinaia di forme diverse con migliaia e migliaia di fattori causanti diversi. Molti tumori non sono esattamente tumori ma semplici indurimenti ed infiammazioni transitorie per le quali l'asportazione risulta essere non solo inutile e superflua, ma anche falsamente risolvente.

BISTURI SIMBOLO DELLA BANCAROTTA MEDICA

Ma i medici hanno in tasca un bisturi che preme, che freme e che scotta. Un bisturi che non vede l'ora di essere impiegato a sventrare, a resecare e a mutilare. Nessuno ama ricordare gli ammonimenti di Oliver Wendell Holmes, grande fisiologo docente ad Harvard, che definì il bisturi come simbolo non del trionfo ma del fallimento medico. Esiste al mondo una lunga lista di donne operate che si ritengono beneficiate e guarite dall'operazione asportativa, mentre in realtà non avevano niente di serio e che, alla fine, sono state solo danneggiate, prese in giro e buggerate dalla medicina, per cui restano convinte di essere state addirittura salvate dalla sala operatoria.

POTERI COALIZZATI CONTRO L'INFORMAZIONE DELLA MASSA

Tornando a noi, nella maggior parte dei casi le donne come vedono un camice perdono la testa, come si trovassero di fronte al divino e unico salvatore della patria. L'ignoranza di massa è enorme e viene diffusa deliberatamente dalle istituzioni, dalle università e dai media. Nessuno al mondo deve sapere che abbiamo un corpo autoguarente.

IGIENE NATURALE VISTA COME RIMEDIO IN EXTREMIS PER GENTE SPACCIATA

Alla fine le donne, nella loro disperata ansia, nella loro totale ignoranza ed illusione, si affidano prima alle mammografie, esami già di per sé insidiosi e causatori di tumore al seno, poi ai prelevamenti dolorosi ed altrettanto insidiosi, poi all'intervento e poi alla chemio. Ed è solo a quel punto che cominciano a ragionare e a dubitare di aver commesso una gaffe, di aver sbagliato percorso! E vengono a chiedere lumi rimediali alla Health Science. Mai che vengano prima! Mai che considerino la Health Science come prima scelta e non come salvataggio in corner.

SALVARE IL SALVABILE

Quali le risposte ai tuoi quesiti? Stop intanto a tutte le cure mediche in corso. Salvare il salvabile. La Health Science non guarisce nessuno, ma cerca soltanto di ridare fiducia e sprint autoguaritivo alla gente. Niente e nulla e nessuno al mondo possiede capacità e virtù salvatrici, all'infuori dei meccanismi interni di riequilibrio. Esternamente esistono solo buoni consigli e buone pratiche dalla parte giusta (quelli responsabilizzanti della Health Science), e cattivi consigli seguiti da cattive pratiche dalla parte sbagliata (quelli purtroppo delle terapie invasive, illusorie e millantatorie della medicina convenzionale).

LE SENSAZIONALI CURE FRUTTARIANE DI MAX GERSON

Finché una persona è viva, anche se ridotta male, ha il diritto e il dovere di giocarsi le sue residue chances. Lo ha dimostrato il dr Max Gerson, pescando tra i malati terminali scartati e sostanzialmente disprezzati dalla medicina ufficiale. Ne salvò decine e decine con recuperi che all'epoca furono sensazionali. Ricorse a cure intensive di frutta acquosa e a succhi freschi di frutta stagionale. Non perché la frutta possieda di per sé poteri magici anticancro, ma solo perché essa offre al corpo nel contempo energia, vitalità e digeribilità a costo enzimatico zero. Solo perché essa permette al sistema immune di avere un provvidenziale scatto finale di funzionalità.

TUTTO DIPENDE DALLA SCORZA DELLA PAZIENTE E DALLA RESIDUA CAPACITÀ FUNZIONALE DEGLI ORGANI DI BASE

Le reali possibilità di recupero dipendono in ogni caso dalla scorza del paziente o della paziente. E per scorza si intende voglia autentica di vivere, ferma fiducia nella possibilità di potercela fare, capacità residua funzionale degli organi di base fegato-pancreas-milza-reni-intestino-cuore, e capacità funzionale residua della accoppiata fondamentale sistema immunitario e sistema endocrino.

RACCOMANDAZIONI FINALI

Creare pertanto intorno a lei un clima di autentica serenità ed armonia, libera da ansie, da sorrisi falsi e di circostanza. Un'atmosfera franca e libera da atteggiamenti compassionevoli. Dieta leggera a base di succhi, ma anche di minestrine di verdure e di quanto la paziente dimostra concretamente di gradire e di assimilare. Assoluto divieto di carni, formaggi, farmaci, integratori, zuccheri innaturali, cibi e bevande spazzatura. Fatto tutto questo, sarà quel che sarà, visto che noi tutti, sani e malati, siamo tutti costantemente nelle mani della Divina Provvidenza, anche se odio ogni discorso che sappia di circostanza e di pretume.

TESINE DA LEGGERE

- Dalla Romania con tumore al seno e trattamento chemio in corso, del 3/9/15
- Mastectomia, chemio, tamoxifene e SIL di basso grado, del 5/10/15
- Carcinoma, metastasi e sopravvivenza in regime di non cura, del 15/11/15
- Ritorno a vita sana dopo intervento al seno e allucinante ciclo radiologico, del23/2/16
- Problemi mentali, tumori ai seni e rischio di accanimento terapeutico, dell'1/3/16
- Tumore duttale al seno e una tesina oro colato per l'universo donna, del l'8/10/16

Valdo Vaccaro




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