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mercoledì 9 novembre 2016

TRIONFO TRUMP E MESCHINITÀ TARGATE DE NIRO-GERE-CLOONEY-MADONNA-RENZI


GLORIOSA APOTEOSI PER DONALD TRUMP

Visto che il giorno 7 novembre ho pubblicato la tesina "Clinton imbattibili in corruzione profonda, nauseante e continuata", auspicando e prevedendo un trionfo di Donald Trump contro una muraglia di previsioni contrarie e solide come la roccia, contro tante mani alzate col segno delle dita a V in segno di vittoria scontata e anticipata per Hillary, oggi 9 novembre a risultati evidenti ed acquisiti ho il diritto e il dovere di commentare la gloriosa apoteosi del magnate americano.

SCONVOLGIMENTO GENERALIZZATO E UN ROSPO PESANTE DA INGHIOTTIRE

La vittoria travolgente e schiacciante di Donald Trump ha colto letteralmente impreparati e di sorpresa tantissima gente famosa, potente ed importante in USA e nel mondo intero. Ha creato un'ondata di sconvolgimento e di tensione che sarà dura e difficile da smaltire. Una autentica deflagrazione planetaria che ha dato la sveglia e il mal di testa nei gangli del potere, della finanza e dei media. Un rospo autentico da inghiottire a fatica, con tanto di smorfie e di contrarietà. Uno schiaffo e uno scossone epocale all'intero sistema  corrotto di regalie, di privilegi e di soprusi che da tempo rendeva l'Amministrazione Americana lontanissima dagli ideali di chiarezza, di democrazia e di libertà ai quali pretende irrealisticamente di ispirarsi il mondo a stelle e strisce.

UN ENORME RICORSO ALLE PASTIGLIE CONTRO IL MAL DI STOMACO

Sconcerto, scompiglio, incredulità, disperazione, lacrime e mal di stomaco per i meccanismi ben oliati ed abituati a vincere della corruzione statunitense, per le banche decotte e rimesse in piedi non si sa come, per gli speculatori di Wall Street, per le fondazioni supermiliardarie esentasse, per la sanità supercorrotta, per i responsabili criminali della farsa mondiale Aids e dei loro accoliti, tuttora a piede libero nel mondo intero, per la santa alleanza delle televisioni e dei media, per la indecorosa e spudorata coalizione di imbellettati e famosi artisti senza arte né parte, tutta gente di scarso valore, tutta gente unita e solidale per Hillary Clinton, tutta gente pronta a scommettere madre e figli in favore della donna perfetta, della donna-simbolo, della donna vincente e conquistatrice inequivocabile della Casa Bianca.

ARTISTI FAMOSI PRIVI DI ARTE E DI PARTE

Un bravo infinito dunque per Donald Trump, paragonabile a un combattente eroico e solitario, a un moderno Don Chisciotte dalla tempra d'acciaio, sputtanato e deriso in modo sconsiderato e riprovevole fino a poche ore dal voto dai giornali e dalla Cnn, dai Bruce Springsteen, dai Bob Dylan, dalle Lady Gaga, dagli Stevie Wonder, dalle Beyoncé, fino alla sciocca ed evanescente Madonna, capace non solo di spogliarsi, ma di indire un suo concerto in centro a New York a favore della presunta trionfatrice Hillary, e fino al rimbecillito Robert De Niro, capace di definire Trump come un cane, un maiale ed un truffatore. Diventare presidente di tutti gli americani, vincenti e perdenti, è una ammirevole intenzione manifestata dal neoeletto presidente, ma non gli sarà certo facile inserire tra i suoi sudditi soggetti che lo hanno infangato ed offeso a ruota libera.

GEORGE CLOONEY INEBRIATO E INTOSSICATO DAI TROPPI CAFFÈ ESPRESSO

L'intero mondo vuoto, mediocre ed ipocrita dello spettacolo, fatto di mostri sacri come Richard Gere,
Neil Young, George Clooney, deludente star in disuso, stordito ed inebriato dai troppi caffè espresso
stile What Else, capace persino, massimo della incoerenza, di indire una raccolta-fondi a favore di una Clinton già superfinanziata! Persino i Rolling Stones schierati non si capisce come e perché. Persino Moby, uno dei musicisti newyorkesi più celebri, a sostegno furibondo della Clinton. Una orda di icone e di superstar a sostegno squilibrato e pregiudizievole del potere clintoniano, e contro un odiato Trump.

NESSUN SEGNO DI CEDIMENTO

A tutta questa bolgia, Donald Trump non ha mai dato segni di cedimento. Ed è per questo che la sua vittoria appare moltiplicata, appare epica, titanica, eroica e persino leggendaria. Donal Trump 45° Presidente degli Stati Uniti, qualcosa a cui la gente continua a non credere, quasi si trattasse di un cattivo sogno.

UN ESTABLISHMENT DELLO SPETTACOLO BEFFATO E RIDICOLIZZATO

Tutta gente ricca e famosa, ma vuota nel cuore, nella logica e nel cervello. Fortuna che qualche cineasta americano è messo coraggiosamente di traverso, e mi riferisco a Clint Eastwood e Oliver Stone, sottrattisi dalla ignominiosa maggioranza dell'establishment cinematografico e musicale americano, che nell'assieme ha saputo dare il peggio di sé in termini di immagine.

FINANZIAMENTI IMMORALI ED IRRESPONSABILI

Nessun artista ha saputo o voluto analizzare i dati concreti relativi alla campagna elettorale dei due candidati. Nessuno ha pensato ad esempio che l'Arabia Saudita, noto bancomat di Bin Laden e di Al Qaeda, e pertanto dell'Isis, rappresenta uno dei maggiori sponsor del terrorismo islamista internazionale. Nessuno ha pensato che Riyadh ha finanziato per oltre il 20% la campagna di Hillary, costosa oltre il doppio di quella di Trump.

QUATTRO MILIARDI DI DOLLARI ACCUMULATI IN 3 ANNI DALLA HILLARY

Era dagli anni '70 che non si vedeva una messa in campo di sostegni finanziari altrettanto massicci ed esorbitanti, da parte dei grandi interessi economici americani ed internazionali verso un singolo candidato alla Casa Bianca. Qualche dato preciso? Oltre 3,7 miliardi di dollari messi vicino dal 2013 al 2016, in titoli e in contanti, e 1,14 miliardi spesi fino a un mese dal voto.

ECCO ALCUNI NOMI DEI CONTRIBUENTI UFFICIALI

In testa tra i contribuenti l'Arabia Saudita con 25 milioni di dollari versati ufficialmente, Kuwait 10 milioni, Coca-Cola 10 milioni, Rockefeller Foundation 25 milioni, George Soros 10 milioni (tanto che si scrive Hillary e si legge Soros), Wall Street e società finanziarie 44,1 milioni, Donald Sussman, manager di fondo speculativo, 21 milioni, J.B. Pritzker e sua moglie, erede catena alberghiera Hyatt, 16 milioni, Haim Saban e moglie, produttore TV, 11 milioni, Daniel Abraham, finanziere, 9,7 milioni, Fred Eychaner, finanziatore dei democratici, 9,3 milioni, James Simon, finanziere, 8 milioni, Steven Spielberg, fondatore Dream Works Animation, 1 milione, Jeffrey Katzenberg ceo della Dream Works Animation, 1 milione. Una lunghissima serie di contribuenti con cifre vicine al milione.

I SOLDI NON ARRIVANO GRATUITI MA RICHIEDONO PESANTI CONTROPARTITE

Tante sproporzionate risorse, mentre Trump ha speso meno della metà, mettendo in campo 562 milioni, una fetta del proprio capitale di famiglia. Tante risorse, tanto cinismo ed una spregiudicatezza senza limiti e senza regole praticata da Hillary Clinton ormai da decenni ai vertici, sotto il pretesto e l'alibi di guerre umanitarie (vedi eliminazione di Gheddafi, vedi cordone sanitario intorno ad Assad, vedi colpo di stato pseudo-democratico in Ukraina). Un avventurismo imbarazzante che ha trasformato la vorace cricca Obama-Clinton in anello di congiunzione coi tagliagole dell'Isis e i tiranni del mondo arabo.

UNA DONNA DECADUTA NEI MODI E NEI PRINCIPI

Una Clinton priva di argomenti, priva di ispirazione e priva di femminilità, nonché priva di prudenza e di buongusto. Capace comunque di movimentare e di assoldare puttanelle-tardone di bassa levatura, pronte ad accusare Trump di averle palpeggiate, proprio lei che vive a fianco di un marito, diventato ultimamente per necessità forbito e persino vegetariano, ma che anni addietro se la faceva con la obesa Monica Levinsky nella Sala Ovale, trasformata in ovattato angolo-bambagia e in puttanaio-alcova, in totale spregio alla moralità e alla buonafede del popolo americano.

I COMPLIMENTI SERI E REALI DI PUTIN E DI XI JINPING

Vladimir Putin, uno dei governanti più autorevoli, potenti e misurati del pianeta, è stato il primo leader mondiale a congratularsi con Trump, ma non ha versato un dollaro per finanziarlo. Russia impegnata genuinamente a combattere l'Isis, Al Qaeda e l'estremismo islamico in modo implacabile, sia in Siria, che in Iraq che negli altri teatri operativi. Pure il premier cinese Xi Jinping, dotato di lungimiranza politica e detentore del monte-titoli Usa più consistente, ha speso parole di elogio per Trump.

IL RE DI TUTTE LE GAFFE LO ABBIAMO IN CASA

Di fronte a questo evento storico e straordinario, c'è molta gente che si è trovata a malpartito, essendosi messa in anticipo sul facile carro dei presunti vincitori. Che figura di merda, direbbe Emilio Fede! Ma il re di tutte le gaffe ce lo abbiamo in casa e si chiama Matteo Renzi, con tutto il governo al seguito. Unico ed ineffabile premier europeo capace di recarsi in grande stile alla corte dei perdenti, quando nessun altro avrebbe ardito farlo.

FUORI LUOGO, FUORI TEMPO E FUORI LOGICA

Non è cosa di tutti i giorni andare alla Casa Bianca agli sgoccioli del fallimentare ciclo democratico, a leccare i maleodoranti calzini del perdente Obama, totalmente fuori luogo, fuori tempo e fuori logica. Non è cosa di tutti i giorni ambire ai sorrisi e ai complimenti di Obama e dei Clinton, cercando onori, compiacenze e supporti internazionali di svalutata importanza.

SERVILISMO E ACQUISTI MILIARDARI

Non è cosa di tutti i giorni commettere un atto di suprema codardia, di servilismo e di vassallaggio politico, aggravato poi dalla firma conclusiva sull'acquisto scandaloso di 90 cacciabombardieri nucleari F-35 per un costo unitario di 200 milioni di euro, e una fattura totale superiore ai 13 miliardi, con grande soddisfazione della famiglia Bush.

FACCIA DI BRONZO E VUOTE PAROLE DI CIRCOSTANZA

Incredibile poi la reazione di Renzi alla vittoria di Trump. Avrebbe potuto dire: Questa volta l'ho combinata grossa, calcolando male e giudicando peggio. Può succedere a tutti di commettere uno svarione. Una buona occasione per dire mea culpa e per farsi in parte perdonare. Invece no. Senza arrossire e senza impallidire, senza alcun imbarazzo, ha mantenuto la sua maschera inguardabile, il suo aplomb e la sua faccia di bronzo: "Prendo atto del risultato elettorale e a nome dell'Italia intera mi congratulo col Nuovo Presidente, augurandogli un proficuo lavoro e confermando gli stretti legami che ci uniscono".

Valdo Vaccaro








7 commenti:

Dario Cannata ha detto...

Sante parole

Andrea ha detto...

Però, bella la frase delle puttanelle e dell'obesa Lewinsky.

Ric ha detto...

A proposito: quand'è che mandiamo a casa Renzi, possibilmente senza pensione? Ha detto che se perde il referendum cambia mestiere....sappiatemi dire che mestiere andrà a fare, così da saperlo evitare anche in futuro! E magari nello stesso pacco in uscita potremmo mettere anche Napolitano.

arvo ha detto...

Stavo proprio oggi stilando una classica dei 5 personaggi, per me, più odiosi ed insopportabili. Non è semplice la scelta,eccetto per il primo : Giorgio Napolitano. La persona più falsa e manovrata della storia della nostra politica.Traditore della patria,della costituzione,e persino traditore del mondo del lavoro e dello stato sociale. Un essere disdicevole che a me ripugna. Cosa ci posso fare?

Luca Venzano ha detto...

Capisco che il clan Clinton stia sulle palle, ma questo Trump non mi sembra poi quella gran cosa. Si adeguerà anche lui. Un conto sono le sparate in campagna elettorale, un altro è la realtà. A me è sembrata, da entrambe le parti, una squallida messinscena. Per come la vedo io, i due non sono poi così diversi tra loro come hanno voluto dare a intendere, vedrete...

arvo ha detto...

Daccordo con Luca.Una campagna elettorale dal livello intellettivo penoso. Comunque sulle ragioni vere del voto inaspettato a Trump ha scritto un articolo memorabile oggi, sul suo sito, P. Barnard. Ho idee fortemente divergenti dalle sue, ma in questa occasione penso non faccia una piega. Comunque in questa folta coltre di conformismo planetario si è tentato in tutti i modi di trasformare la guerrafondaia e "mercatista" Clinton in qualcosa di sinistra. E tante persone si bevono tutto.Poi ci si meraviglia se la gente allo sbando vota Trump/Biscardi.
Come dice un mio amico....."è l'inizio della fine".

arvo ha detto...

Dai, in fondo l'accusa di superficialità a chi vota Trump può essere rigirata pari pari a chi vota Clinton. Stamattina su Radio 24 una ragazza italiana di N.Y. con cittadinanza Usa diceva che Trump è stato votato dalla gente poco istruita ed ignorante. E fin qui ci poteva stare pur essendo un'analisi semplicistica. Poi ha agggiunto che i "fini intellettuali" (ai quali evidentemente lei si sentiva di appartenere) hanno votato Clinton.
Allora, io dico,questa era proprio scema. Ma non l'ha vista la Clinton entrare nell'auditorium democratico ballando sgraziata e pronta poi a sparare tutte le banalità di rito? Se il "fine intellettuale" ci fosse stato davvero avrebbe solo dovuto vomitare per la bassezza degli spettacoli offerti da questi politici idioti. Che, nel frattempo, fomentano ogni tipo di guerra nel mondo, alleandosi di volta in volta anche coi più pericolosi criminali.

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